Come raccontare e divulgare il rock: Omar Pedrini al FIM 2017!

Venerdì 26 maggio 2017: Omar Pedrini al FIM 2017! Dopo i big stranieri (David Cross, David Jackson, David Knopfler, Arthur Brown) e l’omaggio a Elvis Presley, Omar Pedrini è il primo artista italiano ad essere annunciato tra i grandi ospiti della Quinta Edizione di FIM – Fiera Internazionale Della Musica.

Quando quindici anni fa terminò l’esperienza dei Timoria, una delle rock band italiane più amate e apprezzate degli anni ’90, due dei suoi componenti intrapresero una fortunata carriera solista: Francesco Renga e Omar Pedrini. Renga è ancora oggiuna delle voci più popolari della musica italiana, mentre Omar Pedrini è uno dei testimoni più convinti della cultura rock nel nostro paese. Al di là delle sue note produzioni discografiche e dei suoi concerti (attività tutt’ora in corso), quello che rende speciale Omar Pedrini è la sua abilità comunicativa, il suo saper raccontare non solo la sua musica, ma anche tutto ciò che la sua curiosità lo aiuta a scoprire “on the road”. Una qualità importante, che gli ha aperto le porte dei grandi media popolari.

È del 2004, infatti, l’inizio della sua collaborazione con la Rai come autore (es. il programma sperimentale “Robin Hood”). Tra il 2005 e il 2007 scrive e conduce “Nu-Roads”, brevi pillole su nuove tendenze e gruppi folk in onda sabato pomeriggio su Rai 2. Sempre per la Rai scrive “Milano in Musica”, andato in onda a fine 2005. Nel biennio 2007-2008 continua l’attività di autore e conduttore televisivo con nuove puntate di “Nu-Roads” e presenta su Rai2 il programma “School of Rock”. Nel 2009 approda sul canale satellitare Gambero Rosso con “Gamberock” (alla ricerca dei collegamenti tra arte ed enogastronomia legate al territorio). Nel 2010 è il testimonial musicale della nascente Rai 5 per la quale scrive e conduce “Rock e i suoi fratelli”. Nel 2011 esordisce alla radio su Rai Isoradio e come autore di “Contromano” conquista le cuffie d’oro per miglior esordio. Tra l’autunno del 2012 e la primavera del 2013 è sugli schermi di Rai 5 con il suo nuovo programma “Pop – Viaggio dentro una canzone”, che racconta genesi e retroscena delle canzoni di maggior successo in Italia.

Dal 2005, Omar Pedrini è anche docente del Master in Comunicazione Musicale dell’ALMED  (Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano), un corso che negli ultimi anni è riuscito a formare una nuova generazione di professionisti della musica (non solo musicisti) e di cui è direttore didattico Gianni Sibilla. La partecipazione di Omar al FIM 2017 si collega proprio a questa fondamentale esperienza didattica: Pedrini e Gianni Sibilla saranno presenti al FIM di Erba nel pomeriggio di venerdì 26 maggio 2017 per incontrare il pubblico in CASA FIM (lo stage-tv in diretta streaming).

26, 27 e 28 maggio 2017, tre giorni speciali per la musica con FIM – Fiera Internazionale della Musica, alla Fiera di Erba (a soli 40 km da Milano). FIM 2017 (Quinta Edizione) è un villaggio musicale aperto a tutti. FIM 2017 sarà un importante momento di formazione, informazione, incontro, confronto, cultura e divertimento. Al FIM 2017 sarà possibile trovare diverse aree: Showroom (esposizioni, incontri, esibizioni etc.) Prog Day (area dedicata al progressive-rock), Casa FIM (stage tv in diretta streaming con Jocelyn), FIM Social (presentazione musicisti), Radio FIM (web radio in diretta), FM OffStage (interviste musicisti), FIM On Air (web radio e web tv). Sulla APP di FIM Fiera: Programmi aggiornati, Artisti e Ospiti internazionali, Sconto di 2€ sul Biglietto, Alberghi convenzionati, Localizzazione e come raggiungere LarioFiere, Mappe, Espositori e tanto altro.

 

FIM – FIERA INTERNAZIONALE DELLA MUSICA

La Fiera della Musica e dei Musicisti

26/27/28 Maggio 2017

LarioFiere

Viale Resegone

Erba (CO)

 

Francesca Grispello

Dai Crivelli a Rubens. Tesori d’arte da Fermo e dal suo territorio

 

Pietro Paolo Rubens, Adorazione dei pastori, Pinacoteca civica, Fermo, Olio su tela, cm 192×300

Da oltre 400 anni il Pio Sodalizio dei Piceni garantisce un sostegno alla cultura e alla civiltà artistica delle Marche. Nel complesso di San Salvatore in Lauro era programmata per questa primavera l’esposizione dell’Adorazione dei pastori di Pietro da Cortona accanto a quella di Rubens, uno straordinario capolavoro proveniente dalla Pinacoteca civica di Fermo. Ma nei mesi scorsi gran parte della regione Marche è stata gravemente colpita dal terremoto, a partire dal 24 agosto e poi con le scosse sempre più forti del 26 e del 30 ottobre. Anche nel territorio di Fermo ci sono stati dei crolli, in alcune chiese e molti  musei, compresa la Pinacoteca civica di Fermo, sono purtroppo chiusi per lesioni. E’ in questo contesto che è nata l’idea di portare a Roma anche altri tesori d’arte di quel territorio, in questo momento non accessibili al pubblico, per allestire una mostra che faccia conoscere meglio la ricchezza di quel patrimonio artistico e per sensibilizzare il pubblico, anche al fine di raccogliere risorse da destinare ai restauri dei beni culturali di quei centri marchigiani.

Pietro da Cortona, Adorazione dei pastori, San Salvatore in Lauro, Roma, Olio su tela, cm 207×320

Per iniziativa del Pio Sodalizio dei Piceni e del Comune di Fermo, con la collaborazione della Soprintendenza delle Marche, il supporto organizzativo di Civita Mostre e il sostegno di UnipolSai, è nata così una esposizione che si articola in due momenti.

Nella prima parte, a cura di Anna Lo Bianco, saranno esposte tre grandi pale che rappresentano l’Adorazione dei pastori, quella di Pieter Paul Rubens dipinta per la chiesa di San Filippo a Fermo e quelle di Pietro da Cortona per la chiesa romana di San Salvatore in Lauro e di Giovan Battista Gaulli, detto il Baciccio, proveniente dalla Chiesa di Santa Maria del Carmine a Fermo. Un confronto eccezionale, che mostra come nel Seicento giunga anche in questa lontana provincia una cultura figurativa di respiro europeo.

Vittore Crivelli, Incoronazione di Maria Vergine e Santi, Pinacoteca civica, Sant’Elpidio a Mare, Tavola, cm 291x 239

Nell’altra sezione, a cura di Claudio Maggini e Stefano Papetti, sarà possibile ammirare una straordinaria raccolta di pale e polittici rinascimentali, di Carlo e Vittore Crivelli, Pietro Alemanno, Ottaviano Dolci e Giuliano Presutti. Oltre che dalla città di Fermo le opere provengono da piccoli centri come Massa Fermana, Sant’Elpidio a Mare, Sant’Elpidio Morico e  Monte San Pietrangeli. Viene così in evidenza la particolare cultura figurativa che ha caratterizzato quei territori marchigiani nel XV e all’inizio del XVI secolo, a partire dall’arrivo da Venezia di Carlo Crivelli e, dieci anni dopo, di suo fratello Vittore.

Giuliano Presutti, Madonna con bambino e santi, Pinacoteca Comunale, Fermo, Tavola, cm 165×134

Nasceva allora quella “diffusione del patrimonio” che ancora caratterizza il territorio, in una stagione straordinaria, quella rinascimentale, della quale ogni piccolo centro, ogni valle, ogni paese conserva una significativa testimonianza.

Per questo il terremoto mette a rischio non solo la vita quotidiana delle persone ma anche il tessuto culturale e l’identità di una intera comunità. Per questo la mostra intende accendere l’attenzione del pubblico su quel patrimonio artistico e sensibilizzarlo affinché, con il contributo più largo,  sia possibile al più presto tornare ad ammirare quei tesori d’arte nelle loro chiese e nei loro musei.

Roma, Complesso monumentale di San Salvatore in Lauro

11 aprile – 9 luglio 2017

Orari

Tutti i giorni 10.00/13.00 e 16.00/19.00, esclusi i festivi.

La mostra è ad ingresso gratuito

È gradita una offerta che sarà destinata ai restauri a Fermo e negli altri centri del territorio.

Barbara Izzo-Arianna Diana

Anche per credit fotografici

24a edizione del Verbier Festival

Quest’estate, i più grandi solisti internazionali e alcuni tra i giovani musicisti più promettenti della loro generazione si ritroveranno a Verbier, in Svizzera, dal 21 luglio al 6 agosto 2017, per la 24a edizione del Verbier Festival. Vi proponiamo alcuni momenti di spicco di questa edizione 2017. Per l’apertura del festival, Charles Dutoit dirigerà la Salomè in forma di concerto, mentre Esa-Pekka Salonen sarà sul podio per Elektra, due opere di Richard Strauss. Il pianoforte avrà un posto d’onore, con una decina di artisti emblematici come András Schiff, Barry Douglas, Richard Goode, Nikolaï Lugansky, Evgeny Kissin, Vladimir Feltsman, Yefim Bronfman, Grigory Sokolov, Mikhaïl Pletnev, Sergei Babayan, Yuja Wang e Daniil Trifonov. E ci saranno anche astri nascenti come Lucas Debargue, George Li, o il pianista svizzero Francesco Piemontesi. Il Verbier Festival accoglierà i massimi interpreti del violino, con Joshua Bell, Renaud Capuçon, Janine Jansen, Leonidas Kavakos e Vadim Repin. Gli artisti si esibiranno anche in combinazioni mai sperimentate prima, in occasione delle Rencontres inédites. Quest’anno, il Verbier Festival ospiterà tre giovani direttori d’orchestra sul podio della Salle des Combins: Joshua Weilerstein, Lahav Shani e Santtu-Matias Rouvali. E ci saranno anche altri musicisti promettenti, come Pablo Ferrandez, Ji Liu, il sedicenne Daniel Lozakovich, Edgar Moreau, o Dan Zhu. La Verbier Festival Orchestra eseguirà la Sinfonia N°9 di Mahler sotto la direzione di Gianandrea Noseda, e Vita d’eroe per la bacchetta di Antonio Pappano, al suo grande ritorno a Verbier dopo 19 anni di assenza. Il Festival sarà costellato di numerosi eventi speciali. In particolare, l’anniversario dei Solisti di Mosca o la serata in cui Leonidas Kavakos avrà “carta bianca”, il concerto di Pink Martini con China Forbes, Thomas Quasthoff e il suo trio jazz e il pianista jazz cubano Chucho Valdés con il suo Quintetto. Charles Dutoit riveste per l’ultimo anno il ruolo di Direttore Musicale della Verbier Festival Orchestra. Il Verbier Festival ci tiene a ringraziarlo per la qualità del lavoro svolto in tutti questi anni. Leader nell’educazione dei giovani, il Verbier Festival accoglierà quest’estate 260 giovani, nell’ambito dei suoi programmi di formazione: l’Academy, la Verbier Festival Orchestra, la Verbier Festival Chamber Orchestra e la Verbier Festival Junior Orchestra.

Inoltre, il Verbier Festival si apre a una platea più vasta e propone ben 12.000 posti a 50 CHF o meno per i melomani, un pass Giovani per i minori di 16 anni o di 26 anni, un pass week-end e un ricco programma di attività gratuite e pedagogiche. Dopo i concerti, sarà disponibile inoltre un servizio navetta tra Verbier e la stazione ferroviaria di Martigny per agevolare gli spostamenti dei frequentatori del festival. Una nuova identità visiva permetterà di coinvolgere il pubblico più ampio nell’Esperienza Verbier: incontri fra artisti, fra generazioni, fra artisti e pubblico, in uno scenario naturale straordinario. « Anche quest’estate, ho voluto riunire attorno a un repertorio d’eccezione i più grandi interpreti, che sono certo affascineranno il pubblico, insieme ai giovani musicisti più interessanti. Con tutta l’équipe del Verbier Festival, ci siamo impegnati per condividere la nostra passione per la musica. Vi do appuntamento il 21 luglio, alle 19, a Verbier! », afferma Martin T:son Engstroem, Fondatore e Direttore generale del Verbier Festival. La biglietteria online è accessibile 24 ore su 24.

Per maggiori informazioni http://www.verbierfestival.com

Sarah Turin

Amnesty International Summer Lab

Si svolgeranno da giugno a settembre in Umbria e a Lampedusa i campi estivi per i diritti umani di Amnesty International Italia, dedicati ai diversi temi di preoccupazione per l’organizzazione, tra cui discriminazione, tortura e diritti di migranti, richiedenti asilo e rifugiati.

Una vacanza diversa, per riflettere sui diritti umani, su come contribuire al loro rafforzamento, sulle ragioni dell’attivismo sarà possibile:

– dal 18 al 24 giugno e dal 30 luglio al 5 agosto presso il centro “La Buona Terra” a Passignano sul Trasimeno (PG) per ragazzi dai 14 ai 19 anni;

– dal 22 al 29 luglio presso il campeggio “La Roccia” a Lampedusa (AG) per ragazzi dai 18 ai 35 anni;

– dal 6 al 12 agosto presso il centro “La Buona Terra” a Passignano sul Trasimeno (PG) per ragazzi dai 19 ai 24 anni;

– dal 2 al 9 settembre presso il campeggio “La Roccia” a Lampedusa (AG) per over 35 anni.

I campi estivi di Amnesty International Italia sono un’opportunità di incontro, condivisione, scambio e attivazione. I partecipanti sono protagonisti di un’esperienza in cui si alternano momenti formativi sui diritti umani ad altri di mobilitazione. Permettono di ragionare sugli strumenti utili per incidere in prima persona nella realtà che ci circonda, per migliorarla, per rendere il mondo in cui viviamo sempre più libero e più giusto attraverso laboratori, workshop, approfondimenti e confronti, formazioni e incontri con esperti e testimoni di violazioni dei diritti umani. Per credere che il mondo sarà migliore quando, insieme, sentiremo nostre le ingiustizie del mondo.

Dalle testimonianze dei partecipanti ai campi precedenti: “Il campo è una bella occasione per incontrare persone interessate, appassionate e molte affini a te per sensibilità su certi temi con cui costruire uno scambio costruttivo che rende il cambiamento più concreto e alla tua portata” (Cecilia, Passignano 2016 campo senior)

“Il campo Amnesty può trasformare il desiderio di capire e l’indignazione in energia attiva per cambiare la propria realtà individuale e collettiva” (Anonimo, Lampedusa 2016 campo over 35)

“Questa esperienza mi ha fatto molto pensare, la porterò sempre con me” (Edoardo, Lampedusa campo 18-25 anni)

Per maggiori informazioni sul programma e i costi dei campi estivi: Tel. 06 4490209 (10.00-17.00) campi@amnesty.it

Amnesty International Italia

Per la prima volta in Italia l’opera di Charlotte Salomon

Autoritratto, 1940

L’inferno della Shoah restituisce un sorprendente poema allo stesso tempo pittorico, teatrale, narrativo e musicale. Charlotte Salomon è una giovane ebrea berlinese che va incontro ad un tragico destino. Prima di morire ad Auschwitz, Charlotte affida il racconto di tutta la sua vita a centinaia di tempere, raccolte sotto il titolo “Vita? o Teatro?”.

Miracolosamente sopravvissuto alle persecuzioni e alla guerra, questo lascito artistico si rivelerà un autentico canto del destino, che vede proiettata la biografia di Charlotte sullo scenario più tragico del Novecento.

Dagli anni Sessanta le tempere di Charlotte Salomon sono state esposte in forma antologica in alcuni importanti musei ma sino ad oggi mai in Italia: al Centre Pompidou e al Museo Ebraico di Parigi, alla Whitechapel Art Gallery e alla Royal Academy di Londra, al Museo Ebraico di Berlino e in varie altre città tedesche, a Bruxelles, Tel Aviv, Chicago, New York, San Francisco, Tokyo…

La mostra, a cura di Bruno Pedretti, è promossa e prodotta dal Comune di Milano | Cultura, Palazzo Reale e Civita Mostre, in collaborazione con il Jewish Historical Museum di Amsterdam. Nelle Sale al piano terra di Palazzo Reale, l’esposizione presenta circa 270 tempere, insieme a decine di fotografie storiche che illustrano la vita di Charlotte e gli avvenimenti del suo contesto, in parallelo alle scene rappresentate nel suo poema autobiografico e ad un filmato che introduce il visitatore nel mondo dei suoi affetti.

“Questa mostra propone ai visitatori il racconto inedito di una storia tristemente nota a tutti, che rappresenta una cicatrice nella storia dell’umanità, svelando però al pubblico per la prima volta il talento di un’artista sconosciuta ai più, che ha vissuto l’esperienza dei lager nazisti fino all’epilogo più tragico – dichiara l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno –. L’arte si conferma così strumento di testimonianza e al tempo stesso di speranza e di riscatto, capace di ammonire e confortare, denunciare e consolare, con un linguaggio universale in grado di raggiungere chiunque, al di là di ogni confine fisico e culturale”.

Sull’opera di Charlotte esistono ormai numerosi libri, filmati e naturalmente cataloghi che ne hanno accompagnato le esposizioni, tra cui anche alcune edizioni integrali delle tempere, a cui si sono recentemente aggiunti altri tributi a questa figura eccezionale, di genere sia letterario, sia operistico, sia filmico.

La figura di Charlotte Salomon è anche la protagonista del romanzo del curatore della mostra milanese, Bruno Pedretti: Charlotte. La morte e la fanciulla (prima ed. Giuntina, Firenze 1998; ed. francese Robert Laffont, Parigi 2006; nuova ed. Skira, Milano 2015).

Informazioni su Charlotte Salomon e la sua opera sono reperibili nel sito del Jewish Historical Museum – Museo Storico Ebraico di Amsterdam.

Charlotte Salomon

Vita? o Teatro?

Milano, Palazzo Reale

Fino al 25 giugno 2017

Giulia Borroni (anche per credits fotografici)

 

“Maria Stuarda” al Teatro Carlo Felice di Genova dal 17 al 24 maggio 2017

Mercoledì 17 maggio alle ore 20.30, con repliche fino a mercoledì 24 maggio, andrà in scena  Maria Stuarda, tragedia lirica in due atti di Giuseppe Bardari, musica di Gaetano Donizetti, mai rappresentata al Teatro Carlo Felice.

Sul podio, a dirigere per la prima volta a Genova l’Orchestra e il Coro del Teatro Carlo Felice, l’Ucraino Andriy Yurkevych. Direttore musicale della Polish National Opera di Varsavia, dopo essersi diplomato nel 1999 in direzione d’orchestra all’Accademia Statale di Musica M. Lyssenko di Lviv, si è perfezionato con Jacek Kaspszyk al Teatro Lirico Nazionale Wielki di Varsavia e successivamente con Alberto Zedda e Gianluigi Gelmetti all’Accademia Chigiana di Siena. Vincitore del premio speciale al Concorso Nazionale di Direzione d’Orchestra Turchak di Kiev, nel 1996 ha iniziato – ancora studente – a lavorare come direttore d’orchestra stabile presso il Teatro Lirico Statale d’Opera e Balletto di Lviv.

L’opera, da sempre, mette in scena sentimenti vigorosi e passioni assolute. Maria Stuarda di Donizetti ne è un esempio estremo. Nel confronto tra le due regine alla fine del primo atto, il momento di massima tensione della vicenda, Elisabetta I d’Inghilterra rimprovera alla cugina Maria Stuarda i suoi comportamenti privati e politici e questa le risponde con una violenza verbale che non ha paragoni nella librettistica dell’epoca: epiteti che Maria Malibran, prima interprete del personaggio di Maria Stuarda nel debutto dell’opera alla Scala (1835), insistette per cantare, scatenando la reazione delle autorità, che cancellarono il titolo dal cartellone dopo appena sei repliche: uno dei casi più celebri di censura nella storia dell’opera. La trasgressione linguistica alle buone norme del linguaggio librettistico era dovuta, probabilmente, all’inesperienza dell’autore del testo (tratto dalla tragedia omonima di Schiller), Giuseppe Bardari, appena diciassettenne. Un’incoscienza giovanile provvidenziale, perché, grazie a Bardari (che diventerà un magistrato e un patriota ammirato da Garibaldi), Maria Stuarda contiene la scena più forte tra due figure femminili in tutta la storia dell’opera: uno di quei momenti in cui Donizetti, capace di leggerezza come nell’Elisir d’amore e nel Don Pasquale, precorre il Verdi più drammatico. Già verdiana è anche l’opposizione tra i sentimenti privati e le cariche pubbliche, così come la messa in gioco, nelle vicissitudini dei singoli, di valori collettivi di importanza storica: la protestante Elisabetta contro la cattolica Maria Stuarda. Ma Maria Stuarda è soprattutto l’ennesimo omaggio di Donizetti alla donna, alla sua profondità emotiva e alla sua ricchezza caratteriale, tradotte in musica attraverso lo stile del belcanto: Maria come Anna Bolena, come Lucia, come l’Elisabetta del Roberto Devereux.

Nuovo allestimento in coproduzione con la Fondazione Teatro Regio di Parma, è il secondo capitolo del ciclo delle “tre regine” donizettiane, iniziato nella scorsa stagione con Roberto Devereux, la cui regia è interamente curata da Alfonso Antoniozzi. Le Scene sono firmate da Monica Manganelli, i Costumi da Gianluca Falaschi e le Luci da  Luciano Novelli.

Protagonista, un cast straordinario: Maria Stuarda: Elena Mosuc (Desirée Rancatore); Elisabetta:

Silvia Tro Santafe (Elena Belfiore); Roberto, Conte di Leicester: Celso Albelo (Alessandro Fantoni); Giorgio Talbot: Andrea Concetti; Lord Guglielmo Cecil: Stefano Antonucci; Anna Kennedy: Alessandra Paloma.

Le attività collaterali organizzate intorno all’opera:

Lunedì 15 maggio – ore 17.30

Libreria Feltrinelli

Incontro con il cast impegnato nell’opera

A cura del musicologo-compositore Massimo Pastorelli

In occasione della rappresentazione della Maria Stuarda, dal 17 maggio, nel Foyer del Teatro Carlo Felice sarà esposto il progetto solidale “Castelluccio di Norcia, un prezioso fiore nel cuore dell’Italia”, organizzata da AIDDA (Associazione Imprenditrici e Donne Dirigenti d’Azienda). Mostra evento itinerante volta non solo a promuovere una raccolta fondi, ma anche a far conoscere le bellezze di un territorio deturpato dal terremoto del 2016, realizzato in collaborazione con la Maison DAPHNÉ di Sanremo.

Collaborazione con Liceo Artistico Statale Paul Klee-N.Barabino che permette ai proprio studenti di allargare gli orizzonti didattico-culturali attraverso approfondimenti nell’ambito teatrale, cinematografico e scenografico. Il Prof. Francesco Cento, docente del Paul Klee  è il promotore di questa iniziativa e redattore del Vocabolario Donizettiano.

A completamento sono previsti incontri monografici sull’opera direttamente nelle sedi scolastiche interessate per la preparazione degli studenti a cura di Giorgio de Martino, diffusione di parti musicali delle opere in stagione in Via Garibaldi in collaborazione con il C.I.V. La Meridiana.

Visite guidate, su prenotazione, dedicate alla struttura del Teatro e sull’allestimento dell’opera.

Maria Stuarda

Tragedia lirica in due atti di Giuseppe Bardari Musica di Gaetano Donizetti

Direttore d’Orchestra

Andriy Yurkevych

Regia

Alfonso Antoniozzi

Scene

Monica Manganelli

Costumi

Gianluca Falaschi

Luci

Luciano Novelli 

Personaggi e interpreti : 

Maria Stuarda

Elena Mosuc (17, 21, 24)

Desirée Rancatore 

Elisabetta

Silvia Tro Santafe (17, 21, 24)

Elena Belfiore 

Roberto, Conte di Leicester

Celso Albelo (17, 21, 24)

Alessandro Fantoni 

Giorgio Talbot

Andrea Concetti (17, 21, 24)

Lord Guglielmo Cecil

Stefano Antonucci 

Anna Kennedy

Alessandra Paloma

Allestimento Fondazione Teatro Carlo Felice e Fondazione Teatro Regio di Parma

Orchestra e Coro del Teatro Carlo Felice Maestro del Coro Franco Sebastiani

 

Repliche

Maggio 2017: Giovedì 18 (20.30 L), Sabato 20 (15.30 F),  Domenica 21 (15.30 C), Mercoledì 24 (20.30 B).
Marina Chiappa

Col Margherita Park. Il nuovo parco tematico in quota (2514 m)

L’estate della Ski Area San Pellegrino si arricchisce di una nuova attrazione: il Col Margherita Park, parco tematico a quota 2514 metri dove scoprire divertendosi tutti i segreti delle Dolomiti, dichiarate nel 2009 Patrimonio Naturale Unesco per la loro bellezza e conformazione unica al mondo. Un progetto studiato e realizzato in collaborazione con il MUSE museo delle scienze di Trento e il geologo dott. Claudio Valle con l’intento di trasmettere in modo giocoso nozioni scientifiche sulla storia delle Dolomiti attraverso un percorso fatto da 3 diverse installazioni capaci di stuzzicare la curiosità di grandi e piccoli, tra vulcani, ghiacciai, isole, fondali marini, ere geologiche e fossili. Per chi ha la pazienza di ascoltarle e osservarle, infatti, le Dolomiti hanno molto da raccontare, a partire dalle loro origini in tempi remoti, quando deserti sterminati e inospitali furono via via ricoperti da un mare che diventò assai presto accogliente e ricco di fauna ittica. Un periodo di vita prosperosa che venne interrotto da un repentino cambiamento: dalle acque turbolenti del mare emersero enormi vulcani i cui prodotti esplosivi si andarono accumulando negli abissi. Molto tempo dopo i grandi movimenti orizzontali delle zolle iniziarono a restringere l’oceano e i sedimenti vennero sollevati fino a costituire le terre emerse che piogge e ghiacciai plasmarono, come ancora oggi accade, restituendo a noi un paesaggio meravigliosamente cesellato in una infinita serie di forme e di colori. Oltre ad essere facilmente raggiungibile in funivia dal Passo San Pellegrino, il Col Margherita rappresenta un punto di osservazione privilegiato su tutto il sistema Dolomiti Unesco, il luogo ideale da cui idealmente salpare per andare alla scoperta dei 9 gruppi montuosi Patrimonio dell’Umanità. ISOLE O MONTAGNE? Un viaggio che inizia con un sentiero lungo 30 metri, dove ogni metro corrisponde a 10 milioni di anni e muovendosi in equilibrio sul tempo si attraversano le ere geologiche e le principali tappe principali della nascita delle Dolomiti.

IN EQUILIBRIO SUL TEMPO Si prosegue con un’entusiasmante sfida contro il tempo alla ricerca di fossili e reperti che caratterizzano ognuno dei 9 gruppi dolomitici, ricchissime testimonianze incassate nelle rocce dell’ambiente in cui nacquero e vissero veri organismi viventi, prima di morire ed essere per sempre ricoperti dai depositi marini.

IL TIMONE DELLE DOLOMITI La terza installazione è situata sul punto più alto e panoramico del Col Margherita, a 2550 metri, un vero e proprio balcone interattivo che consente di giocare con i profili delle cime dolomitiche che si stagliano tutt’attorno. Da lassù, con un solo sguardo a 360°, è possibile vedere tutti i 9 gruppi dolomitici e provare a indovinare i nomi con uno speciale Timone delle Dolomiti. Con il cielo nuvoloso il gioco diventa ancora più difficile e divertente! Sul Col Margherita si trovano anche due balconi panoramici attrezzati con panchine, puntatori e pannelli informativi con la descrizione geologica delle vette circostanti. Il primo guarda verso nord /ovest congiungendo in una sorta di abbraccio virtuale il Gruppo del Latemar alla Marmolada, mentre l’altro è rivolto verso sud/est in direzione delle Pale di San Martino e della Catena del Lagorai.

Come arrivare: dal Passo San Pellegrino con la funivia Col Margherita (costo A/R: € 12,00).

 

ATC anche per credit forografici

Arresto del direttore dell’edizione online di Cumhuriyet. Altro giorno nero per il giornalismo in Turchia

A seguito dell’arresto di Oguz Güven, direttore dell’edizione online del noto quotidiano turco Cumhuriyet, Andrew Gardner, ricercatore di Amnesty International sulla Turchia, ha rilasciato la seguente dichiarazione: “Da quando, dopo il tentato colpo di stato del luglio scorso, si è intensificato il giro di vite nei confronti della stampa, le autorità turche non hanno smesso un attimo di dare la caccia a Cumhuriyet, oggi uno dei pochi quotidiani d’opposizione ancora aperti. Sono già 12 i giornalisti di Cumhuriyet in carcere in attesa del processo e l’arresto diOguz Güven è un’ulteriore dimostrazione dell’intenzione delle autorità turche di eliminare definitivamente il giornalismo indipendente”.

Secondo il suo avvocato, Oguz Güven è stato arrestato a causa di un titolo sulla morte di un procuratore della provincia di Denizli. “Le notizie secondo cuiOguz Güven sarebbe stato arrestato sulla base di un semplice titolo, riflette la nuova terrificante realtà di un paese in cui si può finire in carcere anche per una parola fuori posto. Il suo arresto segna un altro giorno nero per il giornalismo in Turchia, paese che dallo scorso anno vanta il triste primato di essere il carcere più grande al mondo per gli operatori dell’informazione”. Oguz Güven è ancora trattenuto in una stazione di polizia e non è chiaro se sarà interrogato riguardo ad altre questioni. L’appello per fermare la repressione dei media in Turchia è online all’indirizzo: https://www.amnesty.it/appelli/turchia-giornalismo-indipendente-attacco/

Amnesty International Italia

Viaggio nel mondo della musica sacra alla scoperta dell”innario’ ferrarese con Pablo Colino

Sarà il coro della Cattedrale di Ferrara a fare da cornice, giovedì 18 maggio alle 21, al terzo e ultimo appuntamento del ciclo di conferenze ‘I colori dell’anima: i Libri Corali della Cattedrale e la musica sacra a Ferrara alla fine del Quattrocento’, edizione 2017 di ‘Anatomia di un capolavoro. Storia, stile e iconografia nelle opere del Museo della Cattedrale’ organizzato dal Museo della Cattedrale di Ferrara (Comune di Ferrara e Capitolo della Cattedrale) in collaborazione con la Fondazione Ferrara Arte e la Fondazione Enrico Zanotti.

In un eccezionale appuntamento serale, ospitato nel preciso luogo in cui i libri corali del Duomo venivano utilizzati, letti e cantati durante le celebrazioni liturgiche, Monsignor Pablo Colino guiderà il pubblico alla scoperta e comprensione del codice miniato contenente gli inni religiosi della Cattedrale di San Giorgio, in un incontro intitolato: Musica e liturgia nei Corali della Cattedrale: L’innario. Maestro di Cappella emerito della Basilica di San Pietro in Vaticano, Mons. Colino analizzerà con estrema cura il particolare contenuto dell’innario ferrarese, accompagnando i presenti nel preziosissimo mondo della musica sacra ed evidenziando le peculiarità della raccolta oggi esposta presso il locale Museo della Cattedrale.

Per assistere a questa conferenza sarà necessario munirsi di biglietto d’ingresso gratuito, ritirabile fino ad esaurimento, al Museo della Cattedrale (via San Romano 1, Ferrara) a partire dal 16 maggio. Lo stesso biglietto consentirà nei giorni successivi l’ingresso gratuito al Museo della Cattedrale.

Pablo Colino si è laureato in filosofia e teologia presso l’Università Lateranense e ha ottenuto il magistero in Composizione, in Musica Sacra e Direzione Corale presso il Pontificio Istituto di Musica Sacra di Roma. Si è poi specializzato in Didattica e Pedagogia Musicale, in Direzione Corale nel Conservatorio di Bucarest e nelle Discipline dell’Arte, Musica e dello Spettacolo (DAMS) nell’Università di Bologna. È Accademico e direttore dei corsi di Educazione Musicale e dei Cori dell’Accademia Filarmonica Romana e dell’Accademia Tiberina nonché della Real Academia de Bellas Artes de San Fernando di Madrid. Collaboratore della Radiotelevisione Italiana e della Radio Vaticana. Consulente artistico del Vicariato di Roma, del Teatro dell’Opera di Roma, e della Courtial International. Presidente del Congresso Mondiale dei Maestri di Cappella e membro della Commissione Artistico-Culturale del Vaticano per l’Anno santo 2000. Ha pubblicato “La voce del fanciullo cantore” (Edizioni Paoline), Teoria della Musica e pratica del canto corale”, “Liber Vesperalis” e “Liber Cantus ad Laudes matutinas” della Basilica di San Pietro. È collaboratore e critico musicale de L’Osservatore Romano. Ha diretto numerosi concerti ed ha registrato e pubblicato numerosi dischi tra i quali vanno ricordati i Concerti di Natale della RAI nel 1989 e 1990, i mottetti del Cardinale Rafael Merry del Val, il Three Priests con la Sony, e l’Alma Mater con la Universal-Gefen di Londra.

Anatomia di un capolavoro è un’iniziativa del Museo della Cattedrale, quest’anno organizzata in collaborazione con la Fondazione Ferrara Arte e la Fondazione Enrico Zanotti.

 

Articolo e foto a cura degli organizzatori

 

La notte europea dei musei a Verona

Sabato 20 maggio torna la Notte Europea dei Musei, l’iniziativa nata per consentire alla cittadinanza di apprezzare il patrimonio artistico italiano, le collezioni permanenti o le mostre temporanee al di fuori dei consueti orari di visita. Verona aderisce con ingressi e attività gratuite fino all’1 di notte al Museo degli Affreschi Cavalcaselle, al Museo di Storia Naturale e alla Biblioteca Civica. Questo l’elenco delle iniziative.

Museo degli Affreschi “G. B. Cavalcaselle” alla Tomba di Giulietta

– Visite guidate gratuite ogni mezz’ora, a partire dalle ore 20.30 (gruppi di 25 persone, prenotazione non necessaria);

– alle ore 19.30 e 20: laboratori per bambini sul tema del mito di Giulietta (durata un’ora e mezza, prenotazione non necessaria);

– in sala Galtarossa, alle ore 20, 21 e 22: “Back to New Orleans”, concerto jazz della Storyville Jazz Band (ingresso libero fino ad esaurimento dei posti a sedere).

Museo di Storia Naturale

– Nella suggestiva cornice del cinquecentesco Palazzo Pompei, il Museo Civico di Storia Naturale propone, dalle ore 19 ogni 20 minuti (ultimo turno ore 23.20) una serie di visite guidate alle sale espositive.

L’esposizione permanente viene presentata sottolineando particolarità e curiosità: dalla sala dei pesci fossili di Bolca, passando per le sale dedicate alla zoologia.

Biblioteca Civica

– Visite guidate a partire dalle ore 18 fino alle 22, per scoprire la storia della Biblioteca, dei suoi spazi e dei suoi tesori. (Su prenotazione all’indirizzo bibliotecacivica.visite@comune.verona.it o al numero 045 8079700 (fino ad esaurimento posti);

– dalle ore 14 alle 19 in Protomoteca, mercatino dei libri usati; – alle ore 18 in sala Nervi Biblioteca Ragazzi, “I burattini di Favolavà Verona”;

– alle ore 21.30, sempre in sala Nervi, presentazione e letture del libro “Sete” di Roberto Marri.

 

Roberto Bolis