Il Teatro Nazionale di Genova e il Teatro Carlo Felice ancora insieme per l’abbonamento Quartetto

Il Teatro Nazionale di Genova e la Fondazione Teatro Carlo Felice rinnovano la loro collaborazione con l’abbonamento congiunto Quartetto che consente di assistere a 4 spettacoli, scegliendone due dai rispettivi cartelloni, al prezzo speciale di 90 euro. I giovani fino a 26 anni hanno le stesse possibilità al costo di 60 euro.

Quartetto permette di spaziare fra il teatro classico e quello contemporaneo, il teatro danza e il melodramma, la commedia e il teatro civile passando da Giuseppe Verdi a Bertolt Brecht, da Giacomo Puccini a Italo Calvino, da Gaetano Donizetti a Henrik Ibsen.

Ci sono oltre 20 spettacoli fra cui scegliere con grandi interpreti come Umberto Orsini, Fabio Armiliato, Desirée Rancatore, Gabriele Lavia, Laura Marinoni e grandi registi quali Davide Livermore, Giuliano Montaldo, Leo Nucci, Alessandro Gassmann, Giorgio Gallione.

L’ iniziativa giunta alla sua 6° edizione conferma una volta di più il dialogo e la volontà sinergica tra due importanti istituzioni culturali genovesi.

Ecco le proposte di ciascun teatro:

Teatro Nazionale di Genova per Quartetto

Barzellette

di e con Ascanio Celestini

4-6 febbraio Teatro della Corte

Riccardo III

di William Skakespeare | regia Massimo Mesciulam

con gli attori della Scuola di Recitazione del Teatro Nazionale di Genova

5-9 febbraio Teatro Duse

I fratelli Karamazov

di Fedor Dostoevskij | regia Matteo Tarasco

con Glauco Mauri, Roberto Sturno

11-16 febbraio Teatro della Corte

L’anima buona del Sezuan

di Bertolt Brecht

regia e interpretazione Elena Bucci, Marco Sgrosso

13 – 15 febbraio Teatro Gustavo Modena

The Deep Blue Sea

di Terence Rattigan | regia Luca Zingaretti

con Luisa Ranieri

19 – 23 febbraio Teatro della Corte

Il costruttore Solness

di Henrik Ibsen | regia Alessandro Serra

con Umberto Orsini

19 – 23 febbraio Teatro Gustavo Modena

Creatura di Sabbia

di Tahar Ben Jelloun | regia Daniela Ardini

con Raffaella Azim

26 febbraio – 1° marzo Teatro Duse

Il nodo

di Johnna Adams | regia Serena Sinigaglia

con Ambra Angiolini e Ludovica Modugno

26 febbraio – 1 marzo Teatro Gustavo Modena

I promessi sposi alla prova

di Giovanni Testori | regia Andrée Ruth Shammah

con Luca Lazzareschi, Laura Marinoni

27 febbraio – 1 marzo Teatro della Corte

La prova

testo e regia Bruno Fornasari

con Tommaso Amadio, Emanuela Arrigazzi, Orsetta Borghero, Eleonora Giovardi

12 – 15 marzo Teatro Duse

Fronte del porto

di Budd Schulberg | regia Alessandro Gassmann

con Daniele Russo

18-22 marzo Teatro della Corte

John Gabriel Borkman

di Henrik Ibsen | regia Marco Sciaccaluga

con Gabriele Lavia, Laura Marinoni, Federica Di Martino

31 marzo – 5 aprile Teatro della Corte

Roger

testo e regia Umberto Marino

con Emilio Solfrizzi

1 – 5 aprile Teatro Duse

Tintarella di luna

da Italo Calvino | regia Giorgio Gallione

con Enrico Campanati, Rosanna Naddeo, Aldo Ottobrino

2 – 24 aprile Teatro Gustavo Modena

Una notte sbagliata

di e con Marco Baliani

21 – 22 aprile Teatro Duse

Alda. Diario di una diversa

da Alda Merini | regia Giorgio Gallione

con Milvia Marigliano

15 – 17 maggio Teatro Duse

Teatro Carlo Felice per Quartetto

Adriana Lecouvreur
di Francesco Cilea
direttore d’Orchestra Valerio Galli
regia, scene e costumi Ivan Stefanutti

giovedì 13 febbraio ore 20, sabato 15 febbraio ore 15

Un ballo in maschera
di Giuseppe Verdi
direttore d’Orchestra Jordi Bernacer
regia Leo Nucci
martedì 17 marzo ore 20, venerdì 20 marzo ore 20

Anna Bolena
di Gaetano Donizetti
direttore d’orchestra Andriy Yurkevich
regia Alfonso Antoniozzi
giovedì 16 aprile ore 20, sabato 18 aprile ore 15
Turandot
di Giacomo Puccini
direttore d’orchestra Dorian Wilson
regia Giuliano Montaldo
domenica 3 maggio ore 20, sabato 9 maggio ore 15
Manon Lescaut
di Giacomo Puccini
direttore d’orchestra Andrea Battistoni
regia Davide Livermore
sabato 6 giugno ore 15, mercoledì 10 giugno ore 20

Orchestra, Coro e Coro di Voci Bianche del Teatro Carlo Felice
Maestro del Coro, Francesco Aliberti

Maestro del Coro di Voci Bianche, Gino Tanasini

L’abbonamento Quartetto può essere acquistato alla biglietteria del Teatro Carlo Felice e presso le tre biglietterie del Teatro Nazionale di Genova (Teatro della Corte, Duse e Gustavo Modena).

Tutte le informazioni sui siti teatronazionalegenova.it e carlofelice.it

Massimo Pastorelli

 

 

 

 

Un Barbiere di Siviglia con il tocco inconfondibile di Lele Luzzati

Al Teatro Carlo Felice di Genova Il barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini. Un tesoro del patrimonio operistico nazionale, che tuttavia, alla prima assoluta al Teatro Argentina di Roma, il 20 febbraio 1816, cadde clamorosamente. Subito dopo il debutto disastroso, il compositore pesarese, allora appena ventiquattrenne, scrisse alla madre: «Le meraviglie della mia opera sono state disprezzate. Pensavo che il pubblico uscisse dal teatro felice e contento. Ma così non è stato». Già a partire dalla seconda recita, però, il Barbiere iniziò a trionfare, diventando, col tempo, il simbolo stesso del Rossini comico e, forse, dell’opera buffa italiana in generale, arrivando a conquistare persino artisti e filosofi dai gusti difficili come Beethoven, Stendhal e Hegel.

Al Barbiere hanno messo mano tutti, e spesso si è trattato di una mano “pesante”, che ha calcato gli aspetti comici del libretto di Cesare Sterbini tratto dall’omonima commedia di Beaumarchais. Alla tentazione della volgarità comica a tutti i costi non hanno ceduto Filippo Crivelli, Lele Luzzati e Santuzza Calì, rispettivamente regista, scenografo e costumista dell’allestimento del Teatro San Carlo di Napoli che, datato 1998, il Teatro Carlo Felice ripropone oggi non solo perché si tratta di uno spettacolo storico, di un Barbiere “all’italiana” ormai divenuto un classico, ma anche per rendere omaggio a un grande artista genovese, Lele Luzzati, scomparso nel 2007. «Noi presentiamo – dice Crivelli – un Rossini non grottesco, divertente ma non forsennatamente divertente, dove la commedia non è farsa, dove i recitativi sono trattati e interpretati come prosa, dove gli oggetti e i mobili creati da Luzzati possono provocare situazioni paradossali ma mai inutili». Un Rossini fantasioso e colorato, a metà tra la fiaba e il libro illustrato per ragazzi, davanti al quale vengono in mente le parole con cui Giorgio Strehler ha definito lo stile di Luzzati: «Di fronte alle sue scenografie si ha quasi sempre l’impressione di finire mani, piedi e pensieri dentro un sogno».

A dirigere l’Orchestra e il Coro del Teatro Carlo Felice, preparato da Francesco Aliberti, Alvise Casellati, che per il Barbiere ha una particolare predilezione, testimoniata dai numerosi incontri avuti in questi ultimi anni con la partitura rossiniana. Protagonista, un affiatato cast di specialisti rossiniani: Alessando Luongo, Daniele Terenzi e Sundet Baigozhin (Figaro), Annalisa Stroppa e Paola Gardina (Rosina), René Barbera e Francesco Marsiglia (Il Conte di Almaviva), Paolo Bordogna e Misha Kiria (Don Bartolo), Giorgio Giuseppini e Gabriele Sagona (Don Basilio), Simona Di Capua (Berta), Roberto Maietta (Fiorello/Un Ufficiale).

Le luci sono di Luciano Novelli, il Maestro ai recitativi è Sirio Restani. Un contributo fondamentale alla ripresa dell’allestimento originale danno Marco Castagnoli (Assistente alla regia) e Paola Tosti (Assistente ai costumi). Repliche oggi il 21 gennaio alle ore 15.

  

Massimo Pastorelli

La bohème di Puccini, colorata e giocosa, al Teatro Carlo Felice dal 13 dicembre

La bohème di Giacomo Puccini, una delle opere liriche più popolari al mondo, va in scena al Teatro Carlo Felice a partire da domani, venerdì 13 dicembre alle ore 20, con repliche fino al 29 dicembre.

Tenuta a battesimo il 1 febbraio 1896 al Teatro Regio di Torino, La bohème è il titolo che rivelò definitivamente la modernità musicale e teatrale di Puccini, allora trentottenne. L’opera è ambientata in una Parigi di metà Ottocento che, secondo Debussy, nessuno aveva mai saputo descrivere meglio in musica; la Parigi della folla di avventori del “Caffè Momus”, esempio straordinario di caos musicale organizzato, delle trombe da fiera, che anticipano di quasi vent’anni quelle di Petruška di Stravinskij, dell’atmosfera desolata della Barrière d’Enfer coperta dalla neve, resa con timbri rarefatti che nessuno aveva mai osato prima. Tra esplosioni vitali tanto travolgenti quanto effimere, parentesi liriche commoventi e strazianti (immancabili in Puccini) e invenzioni compositive senza precedenti, la partitura di Bohème è una di quelle che segnano un prima e un dopo nella storia del teatro d’opera. Con Puccini, i giovani bohémiens, gli aspiranti artisti sempre in bolletta immortalati da Henri Murger nel romanzo Scènes de la vie de bohème, irrompono nell’opera e la scompaginano, contaminando la musica e il racconto teatrale con il loro modo di vivere scapestrato e “alla giornata”.

Proprio questo aspetto giocoso di Bohème, spesso trascurato, è al centro della regia di Augusto Fornari, nell’applaudito allestimento che il Teatro Carlo Felice ha prodotto alcuni anni fa e che ora ripropone al suo pubblico con la collaborazione dell’assistente alla regia Lorenzo Giossi. «È con stupore – spiega Fornari – che m’è parso di ritrovare nei meccanismi drammatici del capolavoro pucciniano il “Gioco” come elemento propulsore della storia. Il “Gioco” quello serio, con la G maiuscola, quello dei bambini, quello che va fino in fondo, che irride la fame, il freddo, la povertà, la ricchezza, la borghesia, gli schemi sociali, quello che vorrebbe sgambettare la morte.» Illuminate da Luciano Novelli, le scene del pittore e artista genovese Francesco Musante (che firma anche i costumi), fiabesche, fumettistiche, a tratti da libro illustrato per bambini, esaltano a tal punto la visione registica di Fornari da diventarne un elemento imprescindibile.

A dirigere l’Orchestra, il Coro e il Coro di Voci Bianche del Teatro Carlo Felice, Andrea Battistoni, che, dopo il recente successo – sempre a Genova – del Trovatore si conferma come uno dei più significativi direttori d’orchestra italiani della nuova generazione. Battistoni, nelle ultime tre recite, lascerà il podio a un altro giovane direttore, Leonardo Sini, vincitore del Primo Premio al prestigioso Concorso Internazionale di direzione d’orchestra Maestro Solti. Di grande prestigio il cast, che vede Rebeka Lokar (recentemente applaudita come Leonora ne Il trovatore) e Serena Gamberoni alternarsi nel ruolo di Mimì, e Stefan Pop come primo Rodolfo, in alternanza con il giovane Gabriele Mangione e un altro tenore di grande fama, Celso Albelo. Marcello è interpretato da uno dei giovani baritoni attualmente più apprezzati, il genovese Michele Patti, e da un esperto del ruolo, Alberto Gazale. Musetta, a cui è affidato l’omonimo valzer, una della pagine più celebri dell’opera, è interpretata dalla giovane ma già affermata Lavinia Bini in alternanza con Francesca Benitez. Completano il cast Romano Dal Zovo (Colline), Giovanni Romeo e Italo Proferisce (Schaunard) e Matteo Peirone (Benoît e Alcindoro).  Maestro del Coro, Francesco Aliberti, Maestro del Coro di Voci Bianche, Gino Tanasini.

Secondo il regista Fornari: È per gioco che mi sono avvicinato all’opera lirica ed è per uno strano gioco di incastri che dal teatro di prosa mi sono trovato a dirigere L a Bohème. Ed è con stupore che m’è parso di ritrovare nei meccanismi drammatici del capolavoro pucciniano il “Gioco” come elemento propulsore della storia. Il “Gioco” quello serio, con la G maiuscola, quello dei bambini, quello che va fino in fondo, che irride la fame, il freddo, la povertà, la ricchezza, la borghesia, gli schemi sociali, quello che vorrebbe sgambettare anche la morte. Rodolfo e compagnia non fanno altro che “prendersi gioco” di tutto con una leggerezza e una distanza, come fossero consapevoli di essere personaggi da romanzo, da opera lirica. E insieme a loro, gioca il gran burattinaio Puccini che, con grazia di sublime regista, gli fa conoscere l’amore subitaneo e fragile, li conduce nelle strade, nei caffè, che diventano parco giochi pieni di balocchi, frittelle e donne frivole. E gioca, Puccini, con le situazioni e  sovrappone struggenti duetti d’amore a contrasti da opera buffa, quasi a voler ricordare a sé stesso e ai suoi protagonisti di non prendersi troppo sul serio. Conduce le sue creature, come ogni giocatore che si rispetti, fino in fondo, fino al culmine, fino ad inebriarli con l’ultimo gioco del rigodone e poi presenta loro il conto, svelando in maniera cruda, improvvisa e inesorabile, il meccanismo di questo enorme giocattolo che si inceppa e s’arresta solo davanti alla Morte che con uno schiocco di dita, come nebbia fumosa, lenta e penetrante, interrompe la verde stagione delle scorribande amorose, delle gelosie e dei pensieri rivolti al futuro. Un ultimo, ideale, carro, gremito di bambini, che, passando, salutano, agitando la piccola mano, i giovani che non saranno più.

– Tutti i lunedì del mese, visite guidate gratuite per gli Istituti scolastici di ogni ordine e grado agli allestimenti dell’opera in calendario.

– Percorsi di prova con gli studenti del Corso di Storia della Musica della Facoltà di Lettere dell’Università di Genova: si tratta di un percorso guidato a prove di regia, letture, assieme, antepiano, sino alla generale, per comprendere tutti i passaggi di una produzione, dal progetto iniziale alla realizzazione definitiva.

– Assaggi, per il pubblico che assiste all’opera, di delizie natalizie a cura di Preti Azienda dolciaria.

– L’artista Monica Frisone presenta i gioielli declinati e ispirati all’opera.

– Anteprima esclusiva per RINA – partner e sponsor della Fondazione Teatro Carlo Felice.

LA BOHÈME

Opera in quattro quadri di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica

Musica di Giacomo Puccini

Direttore d’Orchestra

Andrea Battistoni

Regia

Augusto Fornari

Scene e costumi

Francesco Musante

Luci

Luciano Novelli

Assistente alla regia

Lorenzo Giossi

Allestimento Fondazione Teatro Carlo Felice

Personaggi e interpreti

Mimì

Rebeka Lokar

Serena Gamberoni (14, 27, 29)

Rodolfo

Stefan Pop

Gabriele Mangione (14)

Celso Albelo

Marcello

Michele Patti

Alberto Gazale (27, 28, 29)

Musetta

Lavinia Bini

Francesca Benitez (14, 27, 29)

Colline

Romano Dal Zovo

Schaunard

Giovanni Romeo

Italo Proferisce (14, 27, 29)

Benoît e Alcindoro

Matteo Peirone

Parpignol

Giuliano Petouchoff

Giampiero De Paoli (27, 28, 29)

Sergente dei doganieri

Roberto Conti

Filippo Balestra (27, 28, 29)

Un doganiere

Alessio Bianchini

Un venditore ambulante

Antonio Mannarino

Maurizio Raffa (15, 27)

Claudio Isoardi (28, 29)

Orchestra, Coro e Coro di Voci Bianche del Teatro Carlo Felice

Maestro del Coro Francesco Aliberti

Maestro del Coro di Voci Bianche Gino Tanasini

Date e turni

Dicembre 2019: venerdì 13, ore 20:00 (A); sabato 14, ore 15:00 (F); domenica 15, ore 15:00 (C); venerdì 27, ore 20:00 (L); sabato 28, ore 20:00 (B); domenica 29, ore 15:00 (f.a.)

 

Massimo Pastorelli (anche per le fotografie di scena di Marcello Orselli)

 

Un concerto speciale al Teatro Modena, per festeggiare in musica il Natale

 Fabio Armiliato

Tra le tante iniziative che animeranno Genova e la Liguria nel periodo delle feste natalizie, anche un concerto speciale che il Teatro Carlo Felice offrirà alla città: Una notte all’Opera, lunedì 9 dicembre al Teatro Modena, alle ore 20:45. Protagonisti, tre nomi prestigiosi del panorama lirico internazionale legati alla nostra città: il soprano Serena Gamberoni, genovese ormai da quindici anni, e i genovesissimi Fabio Armiliato, tenore, e Michele Patti, baritono. Accompagnati al pianoforte da Sirio Restani, organista, pianista, clavicembalista e compositore, da oltre trent’anni Maestro Collaboratore di Sala del Teatro Carlo Felice, i tre cantanti spazieranno dal grande repertorio operistico (Otello e La traviata di Verdi, Tosca e La bohème di Puccini, Le nozze di Figaro di Mozart), alla canzone napoletana (Core ‘grato di Salvatore Cardillo e Non ti scordar di me di Ernesto De Curtis) e al tango (Por una cabeza di Carlos Gardel), per chiudere con  il duetto “Tace il labbro” da La vedova allegra di Franz Lehár, senza dimenticare un classico della musica natalizia come White Christmas di Irving Berlin. Un programma, dunque, per tutti, non solo per gli appassionati d’opera. Il concerto sarà a ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili, su invito (valido per massimo due persone) da ritirare presso le Biglietterie del Teatro Carlo Felice e del Teatro Modena negli orari di apertura.

Serena Gamberoni

Al concerto assisteranno il Presidente della Regione Giovanni Toti e il Sindaco Marco Bucci, che si recheranno al Teatro Modena dopo aver presenziato all’accensione dell’albero donato a Sampierdarena dal Parco Regionale della Val D’Aveto. Molto soddisfatto il Sovrintendente Claudio Orazi, che ha voluto il concerto proprio per rispondere alla vocazione territoriale dell’attività musicale del Teatro Carlo Felice, così come auspicato da Regione e Comune, Soci Fondatori della Fondazione lirico-sinfonica genovese: «Il concerto denominato Una notte all’Opera nasce dalla sensibile richiesta e volontà della Regione Liguria in collaborazione con il Comune di Genova di estendere l’offerta musicale in ambito cittadino e territoriale. Il Teatro Carlo Felice desidera corrispondere a tale indirizzo impegnandosi anche per il futuro ad implementare in maniera molto significativa, per quantità e qualità, le produzioni musicali su tutto il territorio della Regione Liguria. Tali iniziative, fra l’altro, rientrano pienamente tra gli obiettivi statutari della Fondazione lirica che anche con serate come quella del 9 dicembre presso il Teatro Modena è capace di promuovere la grande tradizione operistica italiana. I famosi interpreti che parteciperanno al concerto – Serena Gamberoni, Fabio Armiliato e Michele Patti, accompagnati al pianoforte da Sirio Restani – saranno i migliori testimoni del belcanto offrendo la possibilità ad ogni cittadino di avvicinarsi a questo genere musicale. Il concerto è previsto ad ingresso libero, fino a esaurimento dei posti disponibili, per festeggiare il Natale in un importante Teatro della nostra città.»  

 

Massimo Pastorelli (anche per le fotografie)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“Il trovatore” inaugura la Stagione d’Opera e Balletto del Teatro Carlo Felice

Per la Genova musicale Il trovatore di Giuseppe Verdi è un simbolo di rinascita e rinnovamento: con questo titolo, infatti, il 18 ottobre 1991 il nuovo Teatro Carlo Felice apriva per la prima volta le porte al pubblico. Ventotto anni dopo è di nuovo il secondo capitolo della “trilogia popolare” verdiana ad inaugurare una Stagione d’Opera e Balletto del Teatro Carlo Felice che guarda al futuro, quella 2019/20, la prima con Claudio Orazi come nuovo Sovrintendente della fondazione lirico-sinfonica genovese.

foto di scena di Associazione Sintesi

La prima, attesissima, è prevista per venerdì 22 novembre alle ore 20. Sul podio, a dirigere Orchestra e Coro del Teatro Carlo Felice nel melodramma romantico per eccellenza, Andrea Battistoni, giovane e carismatico direttore che proprio a Genova, negli ultimi anni, ha consolidato la sua fama. L’allestimento è una nuova produzione del Teatro Carlo Felice (di cui Iren è main sponsor) e porta la firma della regista Marina Bianchi, formatasi alla miglior scuola teatrale italiana sia di prosa che d’opera (diploma in regia alla Scuola d’Arte Drammatica “Paolo Grassi” di Milano, Aiuto Regista stabile alla Scala dal 1980 al 1992, collaboratrice di registi come Luca Ronconi, Sofia Coppola e Liliana Cavani). Le Scene e i Costumi sono di Sofia Tasmagambetova e Pavel Dragunov, autori di un progetto scenico che, sottolinea Marina Bianchi, «possiede un’immagine forte, una relazione totale con la drammaturgia dell’opera». Le Luci sono di Luciano Novelli, Direttore Allestimenti Scenici del Teatro Carlo Felice, con una lunga esperienza come Light Designer. Fondamentale, in un’opera come Trovatore, in cui si combatte molto, il contributo del Maestro d’Armi Corrado Tomaselli. Così come quello di Francesco Aliberti, Maestro del Coro del Teatro Carlo Felice, alle prese con una partitura in cui i cori sono protagonisti quanto le singole voci.

Di prim’ordine il cast, formato da voci verdiane tra le migliori oggi in attività: Massimo Cavalletti e Sergio Bologna (Conte di Luna), Vittoria Yeo e Rebeka Lokar (Leonora), Violeta Urmana e Maria Ermolaeva (Azucena), Marco Berti e Diego Cavazzin (Manrico), Mariano Buccino (Ferrando), Marta Calcaterra (Ines) e Didier Pieri (Ruiz).

Lo spettacolo è in memoria del Maestro Peter Maag, nel centenario della nascita, ed è dedicato a Rolando Panerai, da tutto il Teatro Carlo Felice, con affetto e riconoscenza.

– Venerdì 22 novembre, Teatro Carlo Felice, piazza coperta, ore 18

Intervento canoro del Coro di Voci Bianche del Teatro Carlo Felice, diretto da Gino Tanasini, in occasione dell’accensione delle luminarie che dà inizio al periodo natalizio in occasione della prima de Il trovatore. Saranno presenti le autorità cittadine. In collaborazione con CIV Sestiere Carlo Felice.        

– In occasione de Il trovatore, visite guidate agli appartamenti verdiani di Villa del Principe a prezzo ridotto per i possessori di biglietto e/o abbonamento. Date delle visite: venerdì 22 novembre, ore 15; sabato 23 novembre, ore 11; domenica 24 novembre, ore 11; domenica 1 dicembre, ore 15:30.

Il trovatore è la prima delle quattro opere della Stagione 2019/20 del Teatro Carlo Felice oggetto di approfondimento da parte del corso AUSER, docente Elisabetta Valerio. I corsisti titolari di AUSER-CARD, come ulteriore percorso di avvicinamento all’opera, vengono invitati alle conferenze stampa dei titoli in abbonamento.

– Con Il trovatore riprende la collaborazione con Monica Frisone, artista che realizza gioielli ispirati ai singoli titoli della Stagione.

– Per la promozione del titolo si ringraziano i CIV di via XX Settembre, via Galata, Quadrilatero, via Colombo, Erbe.

– In occasione della prima de Il trovatore gli addobbi floreali sono curati e offerti da Silvana Gianotti, arredatrice floreale.

 

Massimo Pastorelli (anche per la fotografia)

 

 

 

 

 

 

 

“GALA DEVIA”

La Stagione Sinfonica 2018/2019 del Teatro Carlo Felice si conclude Venerdì 28 giugno 2019 alle ore 20.30, con uno straordinario  Gala  con protagonista il grande soprano Mariella Devia.

Sul podio, a dirigere l’Orchestra e il Coro del Teatro Carlo Felice (preparato da Francesco Aliberti), José Miguel Pérez-Sierra, uno dei direttori più importanti della sua generazione. Nato a Madrid, Pérez-Sierra ha conquistato l’attenzione internazionale del mondo della lirica dopo essere diventato il più giovane direttore sul podio del Rossini Opera Festival di Pesaro nel 2006.

Mariella Devia, soprano ligure, universalmente considerata interprete di riferimento del repertorio belcantistico, da oltre quarant’anni trionfa in tutti i più importanti teatri del mondo grazie alle sue doti vocali e interpretative, l’eccellenza della tecnica e la purezza della sua voce; sarà lei l’eccezionale protagonista di questo Gala in cui la potremo ascoltare in alcune tra le più amate e conosciute arie del panorama musicale italiano.

Nella prima parte del concerto dedicato a Giuseppe Verdi, verrà eseguita la Sinfonia da Nabucco, poi “Egli non riede ancora… Non so le tetre immagini” da Il corsaro, seguito dal Coro della processione da I Lombardi alla prima crociata; quindi “Qual prodigio…non fu sogno”, sempre da I Lombardi alla prima crociata, “Tace il vento” da I due Foscari  e “Ah ben s’addice… Sempre all’alba ed alla sera”da Giovanna d’Arco.

A seguire, di Gaetano Donizetti, potremo ascoltare tre brani da Maria Stuarda: la Sinfonia, “Oh, nube! Che lieve… Nella pace del mesto riposo”, “Vedeste? Vedemmo”; infine, la Sinfonia da La Favorita e “Com’è bello! Quale incanto…” da Lucrezia Borgia.

Venerdì 28 giugno 2019 ore 20.30

dodicesimo concerto in abbonamento

GALA DEVIA

José Miguel Pérez-Sierra

Direttore

Mariella Devia

Soprano

Giuseppe Verdi

Sinfonia da Nabucco

“Egli non riede ancora… Non so le tetre immagini” da Il corsaro

Coro della processione da I Lombardi alla prima crociata

“Qual prodigio… non fu sogno” da I Lombardi alla prima crociata

“Tace il vento” da I due Foscari  

“Ah ben s’addice… Sempre all’alba ed alla sera”da Giovanna d’Arco

Gaetano Donizetti

Sinfonia da Maria Stuarda

“Oh, nube! Che lieve… Nella pace del mesto riposo” da Maria Stuarda

“Vedeste? Vedemmo”da Maria Stuarda

Sinfonia da La Favorita

“Com’è bello! Quale incanto…” da Lucrezia Borgia  

Orchestra e Coro del Teatro Carlo Felice

Maestro del Coro Francesco Aliberti

 

Marina Chiappa

Madama Butterfly al Teatro Carlo Felice di Genova

 

Madama Butterfly, la tragedia giapponese di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa, con musiche di Giacomo Puccini, torna al Teatro Carlo Felice, dopo l’ultima rappresentazione del 2014 (nella versione del 1904) e quella del luglio 2018 al Porto Antico, a partire da venerdì 14 giugno – ore 20.00, con repliche fino al 20 giugno 2019.

Un’opera dalla genesi tormentata, Madama Butterfly. Nell’estate del 1900 Puccini assistette a Londra alla rappresentazione del dramma omonimo che David Belasco (volpe astuta del teatro americano) aveva tratto da una novella di John Luther Long. Non parlando inglese, il compositore non capì una parola, ma uscì da teatro ugualmente scosso: la tragica storia della giovane geisha giapponese che si uccide «con onore» dopo essersi consumata nell’attesa che ritorni da lei lo sbruffone tenente della marina americana Pinkerton, che l’ha sposata per gioco e le ha dato un figlio, non poteva essere più pucciniana. Cio-cio-san come Manon, Tosca, Liù, Mimì: donne che amano e che, amando senza riserve, muoiono.

In Madama Butterfly Puccini fece ricorso alla sua capacità stregonesca di trasformare in “pucciniano” tutto ciò su cui metteva le mani: le scale pentatoniche giapponesi, l’inno della marina americana, le armonie modali alludenti a un mondo musicale lontano, sfumato e arcaico, i richiami al Tristano. Eppure, nonostante l’emotività della vicenda e il fascino della partitura, la prima milanese (Teatro alla Scala, il 17 febbraio 1904) fu un fiasco, uno dei più memorabili della storia dell’opera insieme a quello della Traviata di Verdi. Ma aveva ragione Giovanni Pascoli quando, in una cartolina inviata a Puccini dopo la disastrosa recita scaligera, profetizzò: la «farfallina volerà».

Sul podio, a dirigere l’Orchestra e il Coro del Teatro Carlo Felice (preparato da Francesco Aliberti), sarà la bacchetta di Giuseppe Acquaviva, esperto pucciniano che, oltre ad essere il Direttore Artistico, questa volta ricopre per il lirico genovese il ruolo di Direttore d’Orchestra.

Il Teatro Carlo Felice propone Madama Butterfly nell’allestimento del Teatro Astana Opera andato in scena nell’aprile 2016 con la regia dell’attore e regista Lorenzo Amato (che offre una visione di Cio-cio-san come donna in crisi di identità), le scene sono firmate da Ezio Frigerio, maestro della scenografia di fama mondiale ed i costumi sono stati realizzati dal Premio Oscar Franca Squarciapino. L’opera si avvale di due cast prestigiosi, che si alterneranno nelle recite: Maria Teresa Leva e Keri Alkema (Cio-cio-san), Raffaella Lupinacci e Carlotta Vichi (Suzuki), Stefan Pop e Ragaa El Din (F.B. Pinkerton), Stefano Antonucci e Sundet Baigozhin (Sharpless), Didier Pieri (Goro) e John Paul Huckle (Lo zio Bonzo).

Main Sponsor dell’opera, il marchio IREN, “Quello fra Iren e Carlo Felice è un rapporto di lunga data che ha permesso di costruire una partnership forte, costruita attorno a tanti eventi che hanno coinvolto centinaia di clienti e dipendenti. Ma, al di là degli eventi specifici, siamo soprattutto orgogliosi come azienda,  attraverso il sostegno alla cultura, di poter dare il nostro contributo alla città, così come facciamo in tutti i territori in cui siamo presenti”.

“Iclas conferma il suo impegno verso la cultura e l’arte nella sua collaborazione con il Carlo Felice, sostenendo gli interventi a favore del patrimonio culturale di Genova grazie anche ad una presenza sempre più capillare del Gruppo GVM Care & Research in Liguria” .

Ricordiamo sinergie e attività culturali che il Teatro Carlo Felice ha organizzato intono all’evento.

L’Azienda dolciaria Preti di Genova, delizierà il pubblico presente a tutte le rappresentazioni dell’opera di Butterfly con piccole dolci sorprese al termine di ogni spettacolo.

Museo di Arte Orientale E. Chiossone: fino al 23 giugno sarà possibile, per i possessori di biglietto di Butterfly, accedere al Museo a prezzo ridotto. Viceversa, i visitatori del Museo avranno diritto ad uno sconto del 15% sul titolo d’accesso dell’Opera ad eccezione del 20 giugno data in cui per ogni biglietto intero acquistato se ne potrà acquistare un secondo al 50%.

Servizi: prosegue con AMT il progetto a Teatro con il Bus – esibendo il biglietto del Teatro rientro serale con il Bus gratuito; prosegue con ATP il progetto Valli all’Opera ovvero la possibilità di accedere con formule agevolate agli spettacoli della domenica pomeriggio al Teatro Carlo Felice.

Marina Chiappa (anche per le fotografie)

“Tosca” al Teatro Carlo Felice dal 2 al 12 maggio

Spettacoli Brescia Teatro Grande stagione lirica 2018/19 prova generale Tosca secondo atto; nella foto scena reporter Favretto

Tosca, opera lirica in tre atti di Giacomo Puccini su libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa, a più di un secolo dalla prima assoluta del 14 gennaio 1900 al Teatro Costanzi di Roma, torna al  Teatro Carlo Felice di Genova dal 2 al 12 maggio.

Sul podio, a dirigere l’Orchestra del Teatro Carlo Felice, Valerio Galli, diplomato nel 2002 con il massimo dei voti, lode e menzione ad honorem, Galli, oltre ad essersi esibito come pianista solista, dal 2007 ha intrapreso la carriera di direttore d’orchestra riscuotendo grandi successi in tutti i teatri del mondo, applaudito recentemente dal pubblico genovese nella direzione del dittico Rapsodia satanica e Gianni Schicchi appena concluso.

Spettacoli Brescia Teatro Grande stagione lirica 2018/19 prova generale Tosca primo atto; nella foto scena reporter Favretto

La regia, è firmata da Andrea Cigni, laureato al Dams di Bologna, dopo numerose esperienze di recitazione, mimica, dizione, danza ed espressività corporea e aver collaborato con importanti registi quali Pier Luigi Pizzi, Giancarlo Cobelli, a partire dal 2007 dedica buona parte della sua attività artistica alla regia d’opera firmando numerosi allestimenti in Italia e in ambito internazionale vincendo nel 2015, come miglior regista, il primo social ‘oscar’ della lirica GbOscar per le eccellenze della lirica.

Spettacoli Brescia Teatro Grande stagione lirica 2018/19 prova generale Tosca terzo atto; nella foto scena reporter Favretto

È docente di Arte Scenica, Storia del Teatro, Drammaturgia Musicale, Recitazione, Diritto Legislazione e Management dello Spettacolo, Tecniche della Comunicazione, presso l’Istituto Superiore di Studi Musicali di Cremona ‘Claudio Monteverdi’.

Le scene sono state realizzate da Dario Gessati, i preziosi costumi sono di Lorenzo Cutùli e le luci di Fiammetta Baldiserri. L’allestimento proviene da Teatri di OperaLombardia e Fondazione I Teatri di ReggioEmilia.

L’opera si avvale di due cast prestigiosi, che si alterneranno nelle recite: Maria Josè Siri e Donata D’Annunzio Lombardi (Floria Tosca), Murat Karahan, Diego Torre e Jorge de León (Mario Cavaradossi), Alberto Gazale, Devid Cecconi e Carlos Álvarez (Scarpia), John Paul Huckle (Angelotti), Matteo Peirone (Sagrestano), Didier Pieri (Spoletta), Ricardo Crampton (Sciarrone) e Antonio Mazza che si alternerà con Alessio Bianchini nel ruolo del Carceriere e in più, le voci bianche di Denise Colla, Manuel Meledina e Eliana Uscidda (Un Pastorello).

La Tosca di Giacomo Puccini è un’opera degli eccessi. La gelosia di Tosca, l’eroismo repubblicano del suo amato, il pittore Mario Cavaradossi, la cattiveria del Barone Scarpia, capo della polizia: tutto è estremo, in questa vicenda ambientata nella Roma politicamente in subbuglio del 1800. I momenti forti non si contano: la tortura di Cavaradossi e la sua fucilazione in scena; Tosca che, cantante lirica vissuta sempre “d’arte e d’amore” senza far “mai male ad anima viva”, uccide Scarpia, colui davanti a cui “tremava tutta Roma”, congedandosi dal suo cadavere con un rituale tra il macabro e il solenne; il salto nel vuoto di Tosca dai bastioni di Castel Sant’Angelo; la libidine sfrenata di Scarpia.

C’è chi, come Alberto Arbasino, vede in Tosca una messa in scena della Crudeltà, il manifesto di un “Teatro della Ferocia” davanti a cui impallidiscono, secondo lo scrittore, titoli giudicati di solito molto più perfidi. La storia, del resto, è tratta dal dramma omonimo (1887) di  Victorien Sardou, uno specialista del teatro a tinte forti che andava di moda nella Parigi di fine ‘800.

L’impatto della vicenda è intensificato dalle scelte compositive di Puccini, che si susseguono con il tempismo di un montaggio cinematografico: melodie di sicuro effetto (“Vissi d’arte”, “Recondita armonia”, “E lucevan le stelle”), armonie inaspettate, colori timbrici di densità pittorica.

Gli incontri collaterali che il Teatro Carlo Felice ha organizzato intono all’evento sono:

Domenica 28 aprile 2019 – dalle ore 13.30 alle ore 15.00

Open Day

Visite guidate agli allestimenti di Tosca

 

Lunedì 29 aprile alle ore 17.30

Libreria La Feltrinelli

UN POMERIGGIO ALL’OPERA

Incontro con gli artisti di “Tosca”

a cura di Massimo Pastorelli

Ingresso libero

 

Marina Chiappa (anche per le fotografie)

Rapsodia satanica e Gianni Schicchi al Teatro Carlo Felice di Genova

Panoramica Gianni Schicchi – 2012

Venerdì 12 aprile alle ore 20.00, al Teatro Carlo Felice, andrà in scena uno spettacolo con doppio titolo: Rapsodia satanica, ovvero la proiezione dell’omonimo film del 1915-17 di Nino Oxilia, protagonista la grande Lyda Borelli (ligure di nascita, tra l’altro), restaurato dalla Cineteca di Bologna, con le musiche originali di Pietro Mascagni eseguite dal vivo dall’Orchestra della Fondazione Teatro Carlo Felice. Uno dei primissimi casi di musiche scritte appositamente per un film da un compositore di alto livello, ricco di soluzioni raffinate nel rapporto musica-immagini e con intuizioni geniali che anticipano le tecniche più smaliziate dei futuri autori di colonne sonore. Mascagni lavorò con impegno e scrupolo alla partitura, dedicando molto tempo al processo di sincronizzazione, tecnica che allora era agli esordi; il risultato è una sorta di poema sinfonico-cinematografico sul tema faustiano (declinato al femminile) del patto con il diavolo per ritrovare la giovinezza perduta, un capolavoro nel suo genere che delizierà sia i cinefili che i musicofili e farà scoprire ai giovani gli albori dell’arte della colonna sonora.

Panoramica Gianni Schicchi – 2012

Seguirà Gianni Schicchi, opera in un atto di Giacomo Puccini, messa in scena con la regia del grande baritono Rolando Panerai, spettacolo già applaudito da pubblico genovese nel 2012,  in un allestimento del Teatro Carlo Felice. A Dirigere l’Orchestra del Teatro per entrambe le opere sarà la bacchetta di Valerio Galli. Diplomato nel 2002 con il massimo dei voti, lode e menzione ad honorem, Galli, oltre ad esibirsi come pianista solista, dal 2007 ha intrapreso la carriera di direttore d’orchestra riscuotendo grandi successi in tutti i teatri del mondo.

Le scene dell’allestimento sono state realizzate da Enrico Musenich, le luci firmate da Luciano Novelli sono riprese da Angelo Pittaluga, mentre gli splendidi costumi sono stati disegnati da Vivien A. Hewitt. Protagonista è un cast brillante con Federico Longhi e Fabio Capitanucci nel ruolo di Gianni Schicchi, Serena Gamberoni e Benedetta Torre saranno Lauretta, Sonia Ganassi Zita, Matteo Desole e Manuel Pierattelli Rinuccio, Aldo Orsolini Gherardo, Francesca Benitez Nella, Enrico Marabelli  Betto di Signa , Luigi Roni Simone,  Marco Camastra Marco, Elena Belfiore La Ciesca, Matteo Peirone Maestro Spinelloccio e Ser Amantio di Nicolao, Davide Mura Pinellino e Giuseppe Panaro Guccio.

Lettura del testamento famiglia Donati

Ecco inoltre gli incontri collaterali che il Teatro Carlo Felice ha organizzato prima del debutto:

Lunedì 1° aprile, dalle ore 10.30 alle ore 13.30 – Teatro Carlo Felice

Visite guidate agli allestimenti dell’opera – per gruppi di studenti organizzati in sede scolastica

Venerdì 5 aprile, ore 18 – Foyer Teatro Carlo Felice

Incontro pubblico “Cronaca di una colonna sonora – quando il cinema incontra la letteratura e diventa musica”.

Relatore: Massimo Pastorelli.

Presente Fabrizio Càlzia autore del volume “Spiragli” – edito dalla Casa Editrice Galata

Ingresso libero

Sabato 6 aprile, ore 16 – Auditorium Eugenio Montale

Conferenza illustrativa Gianni Schicchi “Una burla fiorentina”

Relatore Lorenzo Costa in collaborazione con Associazione Amici del Carlo Felice e del Conservatorio N. Paganini – ingresso libero

Lunedì 8 aprile, dalle ore 9 alle ore 11 – Teatro Carlo Felice

Visite guidate agli allestimenti dell’opera – per gruppi di studenti organizzati in sede scolastica

Lunedì 8 aprile, ore 17.30 – Libreria Feltrinelli:

“Un pomeriggio all’opera” – incontro con i protagonisti dell’opera

a cura di Massimo Pastorelli

ingresso libero

Sinergia con i Cineclub di Genova:

Per il pubblico dei Cineclub possibilità di prezzi agevolati per assistere alle recite al Teatro Carlo Felice.

Marina Chiappa (anche per le fotografie)

 

Stefano Bollani al Teatro Carlo Felice di Genova

Stefano Bollani

Stagione Sinfonica 2019 del Teatro Carlo Felice di Genova prosegue domani, venerdì 22 febbraio 2019 alle ore 20.30 con uno straordinario Stefano Bollani interprete al pianoforte del suo Concerto Azzurro.

Eseguito per la prima volta nel maggio del 2017 all’Opera di Firenze, ma commissionato da Kristjan Järvi per l’Orchestra Sinfonica della Radio MDR di Lipsia, il Concerto Azzurro è un “Concerto per pianoforte e orchestra” in un Prologo e  tre movimenti, con ampi spazi lasciati all’improvvisazione, composto da Stefano Bollani e arrangiato, per la parte orchestrale, da Paolo Silvestri, già arrangiatore e co-autore del Concertone che il pianista milanese aveva inciso sedici anni fa con l’Orchestra della Toscana.

Paolo Silvestri

L’Azzurro del titolo fa riferimento, come dichiara l’autore, ad uno dei chakra, i centri di energia presenti nel corpo umano secondo le filosofie orientali, e precisamente al quinto: il chakra azzurro, quello dell’espressione creativa. E in questo concerto Stefano Bollani ha messo effettivamente tutta la sua creatività, insieme all’estro e alla tecnica consuete.

Nel nostro piccolo – racconta lo stesso Stefano Bollani – disobbediremo alle regole che, in caso di orchestra sinfonica al seguito, vogliono il pianista obbligato a stare dentro una partitura precisissima e immutabile. E ci rinnoveremo ogni giorno, grazie ad una buona parte di improvvisazione affidata al pianoforte e ad un tipo di energia e gioia creativa che il direttore sul podio andrà a estrarre uno ad uno dai membri dell’orchestra”.

Nel Concerto azzurro, l’Orchestra del Teatro Carlo Felice, diretta da Paolo Silvestri e arricchita nella sezione ritmica dalla batteria di Bernardo Guerra, si confronta con il solista in termini più di dialogo che di accompagnamento, lasciando poi spazio alle cadenze del pianoforte che diventano, logicamente, la porta più aperta ad ampie improvvisazioni. Inconfondibile, in questa composizione, la straordinaria e disinvolta tecnica pianistica di Bollani, unita alla passione per il pop e al grande amore per il Sudamerica, che occhieggiano, peraltro, anche dalla partitura orchestrale.

Completa il programma la trascinante Suite from “The River” di Duke Ellington.

Alle ore 19.30, presso la Sala Paganini, in collaborazione con l’Associazione Teatro Carlo Felice, il M° Paolo Silvestri terrà una breve conferenza introduttiva al concerto riservata a tutti i possessori di biglietto o di abbonamento.

BOLLANI in CONCERTO AZZURRO per pianoforte e Orchestra

Paolo Silvestri direttore. Stefano Bollani pianoforte

Duke Ellington

Suite from “The River”

The Spring – The Meander

The Giggling Rapids

The Lake – The Vortex

Her Majesty the Sea – Riba

The Village of the Virgins                                                                                   

Orchestra del Teatro Carlo Felice

 

Marina Chiappa (anche per le fotografie)