Matvienko incanta il Carlo Felice di Genova

Eccellente il concerto di apertura del cartellone sinfonico del Teatro Carlo Felice di Genova, che ha visto sul podio Dmitri Matvienko, direttore d’orchestra trentenne, nativo di Minsk, vincitore del Primo Premio e del Premio del Pubblico della Malko Competition DNSO/2021, a dirigere l’Orchestra del Teatro. Interessante il programma in cui la luna e la notte sono state protagoniste. Il titolo del concerto era proprio “Il mondo della luna”, derivato dall’opera di Haydn la cui Sinfonia di apertura è stata presentata a inizio della performance, scritta su libretto di Carlo Goldoni inizialmente destinato a Baldassarre Galuppi. Indiscutibili le prestazioni degli orchestrali, in varia formazione, ma l’attenzione si è di certo concentrata sul Direttore che ha convinto. La sua bravura tecnica è stata accompagnata dall’assoluta dissimulazione tra le note: ogni movimento, dai più delicati ai più intensi, era trascinato dalla musica e nella musica scompariva, per diventarne un tutt’uno. Davvero una soddisfazione nel silenzio del bellissimo teatro, verificare come la musica sinfonica, italiana ed europea, ancora interessi ed affascini le giovani generazioni, in cui l’interpretazione diventa fondamento per la crescita comune ancora, con la musica, nella musica, per la musica. Presenti in sala, tra il pubblico, anche dei bambini di cui ciascuno ha apprezzato l’educazione: hanno seguito il concerto con attenzione e con l’impegno di, chissà, futuri musicisti.

Dmitri Matvienko aveva affermato che davanti all’orchestra dimentica tutto e si immerge nella musica, e gli astanti hanno potuto riscontrare che è davvero così, non sono frasi fatte. E in realtà si percepisce che il giovane Direttore d’orchestra sente la musica, la intuisce, la penetra con la propria sensibilità e personalità portando i musicisti che dirige a esprimere vecchi spartiti che sembrano nuovissimi, appena sfornati da una mente e dai suonatori in un tutt’uno. Quindi con la sinfonia di Franz Jospeh Haydn da “Il mondo della luna”, a “Il tramonto” di Ottorino Respighi per mezzosoprano e orchestra d’archi, su versi di Percy Bysshe Shelley, si è potuto ampiamente apprezzare il talento di Matvienko, ma anche la voce di Sonia Ganassi, in un impegnativo testo che ne ha messo in risalto la doti canore. Molti gli applausi per il programma intero, con più uscite del Direttore. Nell’attenzione posta al repertorio strumentale italiano del XX e XXI secolo, trascinante “Piccola musica notturna” su poesia di Manuel Machado di Luigi Dallapiccola e la conclusione grandiosa con la Sinfonia n. 2 in Re minore, op. 36 di Ludwig van Beethoven. Tanto la potenza strumentale, quanto i silenzi, le note alte e quelle soffuse, hanno trionfato a Genova, perché l’impetuosità giovanile e la forza sono state accompagnate alla dolcezza e all’interpretazione intelligente di chi ha scritto musica e testi. Questo è ciò che rende più prezioso il concerto: il proprio personale apporto, del Direttore e dell’Orchestra, facendo rivivere quanto ci è arrivato nel corso della storia musicale. Certamente un ottimo inizio per la stagione sinfonica del Teatro Carlo Felice e un Direttore da seguire negli anni futuri.

Alessia Biasiolo

Il mondo della luna

Il concerto di apertura del cartellone sinfonico del Teatro Carlo Felice, con la partecipazione del mezzosoprano Sonia Ganassi, in programma sabato 11 settembre alle ore 20, vede il debutto sul podio dell’Orchestra del Teatro di Dmitri Matvienko, trent’anni, nativo di Minsk, in un programma che intreccia suggestioni musicali e poetiche in particolare italiane, che si rincorrono per l’Europa, in cui la luna e la notte sono protagoniste. Il suo titolo Il mondo della luna gli deriva dall’opera di Haydn la cui sinfonia d’apertura viene presentata a inizio di serata, scritta su di un libretto che Carlo Goldoni aveva originariamente destinato a un altro grande compositore italiano, Baldassarre Galuppi.

Fresco di vittoria del Primo Primo e del Primo del pubblico del Malko Competition DNSO/2021 Matvienko si appresta conquistare le platee dei teatri internazionali di tutto il mondo, dall’Orchestre Philharmonique de Monte-Carlo, alla Royal Stockholm Philharmonic Orchestra. L’evento suggella un protocollo d’intesa grazie a cui il Teatro Carlo Felice avrà la possibilità di ospitare nelle suggestive stagioni i vincitori del prestigioso concorso, tra le massime sfide del podio dedicate alla nuova generazione di direttori internazionale, sotto la presidenza di Fabio Luisi, che è direttore principale della Danish National Symphony Orchestra e direttore onorario del Teatro Carlo Felice. 

“E’ il processo delle prove, della costruzione del fatto musicale ad affascinarmi: davanti all’orchestra dimentico il mondo intero e sono immerso nella musica, racconta il giovane direttore al pubblico e alla stampa, cui si è presentato oggi nell’atmosfera raccolta del Foyer del Teatro. A un giovane direttore posso oggi dire che, al di là dello studio, dell’intensità con cui ogni musicista deve applicarsi, contano molto anche l’intuito, la capacità di rapportarsi con quello che sente e con quello che accade attorno. Rapportarsi a compositori italiani come Dallapiccola, un vero genio musicale, con un brano dall’immenso fascino come Piccola musica notturna, con il Respighi d’ispirazione lirica, oltre che con Haydn e Beethoven, permette a me e al pubblico di godere di una parte della musica del nostro tempo estremamente melodica, che unisce, come per esempio in Skrijabin, il lirismo e il colore alla dimensione dell’elaborazione e della ricerca sul linguaggio musicale. Sono autori che vorrò eseguire il più sovente possibile anche in futuro”.

Il programma del concerto presenta incastonati tra la Sinfonia dall’opera Il mondo della luna di Franz Jospeh Haydn e, nella seconda parte, la Sinfonia n. 2 in re minore op.36 di Ludwig van Beethoven, Il tramonto di Ottorino Respighi, poemetto lirico per mezzosoprano e orchestra d’archi si sviluppa su versi di Percy Bysshe Shelley e Piccola musica notturna di Luigi Dallapiccola, un brano celebre in ambito internazionale, debuttato nel 1955 ad Hannover, ma poco presente nei cartelloni sinfonici italiani; “un programma audace e insolito per un giovane direttore della nuova schiera di talenti del podio internazionale, spiega il Sovrintendente Claudio Orazi, che sposa l’attenzione del Teatro Carlo Felice per il repertorio strumentale italiano del XX e del XXI secolo, a partire dalla “generazione dell’80”, e valorizza una concezione di musica assoluta squisitamente italiana che, da queste premesse, si sviluppa e arriva sino ai nostri giorni”.

Dmitri Matvienko è oggi direttore affiliato della National Academic Opera and Ballet Theatre of Belarus. E’ attualmente impegnato in produzioni alla National Academic Opera and Ballet Theatre di Minsk, alla Novaya Opera di Mosca e alla Staatsoper di Monaco di Baviera, dove fa parte del team artistico di Vladimir Jurowski come assistente musicale nella nuova produzione di The Nose di Shostakóvitch. Si è formato alla grande scuola direttoriale russa, con Gennady Rozhdestvensky, Vladimir Jurowski, Teodor Currentzis e Vasily Petrenko, figure con cui condivide la sua passione per la lirica e per la musica del nostro tempo, che affronta collaborando con le realtà più innovative della scena moscovita, in ambito teatrale, come lo Stanislavsky Electrotheatre e, in ambito strumentale, con l’ensemble “N’Caged”, tra i gruppi di musica contemporanea più attivi della capitale russa.

PROGRAMMA

Teatro Carlo Felice, Sabato 11 settembre ore 20.00

Concerto sinfonico. In collaborazione con Malko Competition for Young Conductors DNSO/2021

Franz Joseph Haydn

Il mondo della luna: Ouverture, Hob. XXVIII:7

Luigi Dallapiccola

Piccola musica notturna, danza pantomima su di una poesia di Manuel Machado

Ottorino Respighi

Il tramonto, P. 101, per mezzosoprano e orchestra d’archi

Ludwig van Beethoven

Sinfonia n. 2, in re minore, op. 36

Nicoletta Tassan Solet (anche per le fotografie)