Dante. Gli occhi e la mente. Un’Epopea POP

Un’Epopea POP, dal 25 settembre 2021 al 9 gennaio 2022 al MAR di Ravenna, è curata da Giuseppe Antonelli, docente di linguistica italiana all’Università di Pavia, nota firma del Corriere della sera, conduttore e ospite di trasmissioni radiofoniche e televisive, prima ispiratore, col suo Il museo della lingua italiana pubblicato nel 2018 da Mondadori, e ora coordinatore del progetto MULTI. Museo multimediale della lingua italiana, finanziato dal MIUR. Intersecato alla mostra un percorso d’arte contemporanea a cura di Giorgia Salerno, responsabile del coordinamento culturale e conservatrice del MAR.

Dopo Inclusa est flamma e Le Arti al tempo dell’esilio, Un’Epopea POP conclude il ciclo espositivo “Dante. Gli occhi e la mente”, promosso dal Comune di Ravenna – Assessorato alla Cultura, organizzato dal MAR – Museo d’Arte della città di Ravenna e realizzato con il prezioso sostegno e patrocinio della Regione Emilia-Romagna, Dante 2021, del Comitato Nazionale per la Celebrazione dei 700 anni – Ministero della Cultura, con il fondamentale contributo della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna e della Camera di Commercio di Ravenna e con il patrocinio della Società Dantesca Italiana.

La fortuna popolare di Dante comincia già nel Trecento e arriva fino a quell’universo culturale che chiamiamo genericamente «pop». I suoi versi più celebri, entrati nel linguaggio comune degli italiani, sono stati riprodotti in tutto il mondo negli almanacchi e nei calendari, nei poster e nelle magliette; li vediamo scritti nei muri; li riconosciamo nelle pubblicità e nelle canzoni.

L’immagine del poeta è divenuta un’icona internazionale, dai monumenti nelle piazze, alla miriade di oggetti che la riproducono. Le storie e i personaggi del poema, soprattutto le atmosfere infernali, hanno generato le più svariate manifestazioni creative.

La Commedia, tradotta in un centinaio di lingue, si è diffusa attraverso migliaia di edizioni popolari illustrate, commenti e riassunti, riduzioni cinematografiche e parodie televisive, album di figurine, giochi da tavolo, storie a fumetti e cartoni animati.

C’è il Dante simbolo dell’identità culturale italiana ed europea, la cui effigie passa dalle lire agli euro. C’è l’immagine di Dante usata – già da tempo – come marchio commerciale e in chiave pubblicitaria come la celebre affiche di Olivetti, scelta come immagine della mostra. C’è il Dante personaggio che ritorna nelle trame di libri, film, giochi e videogiochi, fino alla “fortuna mnemonica” dei versi della Commedia, ripercorsa attraverso alcuni episodi chiave che vanno dal Trecento ad oggi.  

La mostra si articola in diverse sezioni, individuate da Giuseppe Antonelli e dai suoi collaboratori, Giovanni Battista Boccardo e Federico Milone (assegnisti di ricerca presso l’Università di Pavia): La memoria di Dante, Dante e l’immagine, Dante e la pubblicità, La divina parodia, Dante personaggio, Dante e Beatrice, con più di un centinaio di opere e oggetti tra i più disparati. Numerosissimi i contributi audio e video, anche interattivi. Una mostra dal carattere multimediale, in larga parte accompagnata dalla voce dei grandi interpreti che si sono cimentati nella lectura Dantis.

Intrecciato all’intero progetto espositivo, si snoda un percorso d’arte contemporanea a cura di Giorgia Salerno. Una voce fuori campo che vedrà il dialogo fra le opere di artisti internazionali scelte per reinterpretare idealmente alcuni temi danteschi che faranno da guida al pubblico. 

Per ogni tema scelto- le anime, le figure femminili, il sogno, il viaggio e la luce – sono stati individuati uno o più artisti e, ad aprire il percorso, con il tema delle anime, si troverà nel chiostro cinquecentesco del MAR una grande architettura di Edoardo Tresoldi che rileggerà idealmente il Nobile Castello o Castello degli Spiriti Magni, luogo emblematico che Dante cita nel quarto canto dell’Inferno.

All’interno della sezione dedicata alle figure femminili saranno Letizia Battaglia, Tomaso Binga, Irma Blank, Rä di Martino, Maria Adele Del Vecchio, Giosetta Fioroni, Elisa Montessori e Kiki Smith a reinterpretare, attraverso le loro opere, le donne di Dante.

Il percorso espositivo proseguirà con il tema del sogno e a rappresentarlo non potevano mancare le 34 tavole dell’Inferno di Robert Rauschenberg, artista fra i principali esponenti della pop art americana, e a raccontare il viaggio saranno, invece, le opere del padre della Land Art, Richard Long.

La mostra si chiuderà con un’opera delle collezioni del MAR, Stella-acidi di Gilberto Zorio, come rimando al tema della luce e alle stelle, tanto care a Dante e alle quali lascia il compito di concludere ogni cantica e tutta la Commedia.

 “Questa mostra, come l’intero complesso delle celebrazioni dantesche a Ravenna – commenta il Sindaco di Ravenna Michele de Pascale – incarna perfettamente il fatto che Dante sia di tutti e per tutti, ‘pop’ nel senso che appartiene all’intera comunità, ravennate, nazionale e internazionale. È stato sempre così, fin da quando era in vita. E il passare degli anni non fa che accrescere la popolarità di Dante, perché con le nuove tecnologie aumentano esponenzialmente le modalità di fruizione e approccio a tutto quanto è legato alla sua figura e al suo lascito. Nelle forme più diverse, Dante è nella nostra vita ogni giorno. E che tali forme assumano i contorni più disparati è solo un motivo di arricchimento; perché è talmente grande la potenza del suo messaggio che nessuna reinterpretazione, nemmeno quella più leggera o irriverente, può neanche lontanamente scalfirla, ma solo amplificarla. Ecco perché non poteva mancare, nell’ambito delle celebrazioni, un evento espositivo dedicato a Dante in quanto icona, impreziosito da un percorso di arte contemporanea di riferimento concettuale dantesco, che si lega a tutti gli altri appuntamenti passati e futuri di questo settimo centenario nel segno della fortissima empatia e della grandissima emozione che Dante suscita sempre in ciascuno di noi.”

Mentre l’Assessora alla Cultura del Comune di Ravenna Elsa Signorino dichiara: “Malgrado le numerose difficoltà di programmazione causate dalla pandemia, l’anno dantesco, che ha preso avvio a Ravenna alla presenza del Presidente Mattarella, è stato ricco di eventi espositivi. Abbiamo inaugurato il ciclo “Dante. Gli occhi e la mente” nel settembre 2020 con Inclusa est flamma. la prima mostra dedicata al VI centenario della morte di Dante, tra Croce e D’Annunzio, col fascismo alle porte. Lo scorso maggio, dopo la chiusura prolungata dei luoghi di cultura, abbiamo aperto la seconda mostra del ciclo, Le Arti al tempo dell’esilio, quelle che Dante vide e conobbe e che furono di ispirazione per la sua Commedia. Il prossimo settembre concluderemo il percorso con Un’Epopea Pop. In questo centenario il tema della fortuna popolare di Dante è stato variamente ma spesso superficialmente trattato. La mostra curata da Giuseppe Antonelli, con il suo ricco catalogo, ha l’ambizione di mettere ordine in una materia vasta e sfuggente, accettando con rigore la sfida della sua irritualità. Centinaia di oggetti, immagini e parole, a volte immediatamente riconoscibili, ma spesso anche sorprendenti, racconteranno la loro storia, ampliando, come dovrebbe fare ogni mostra, le conoscenze di tutti, con un’attenzione speciale a giovani e giovanissimi.”

La mostra è realizzata con la preziosa collaborazione della Biblioteca Classense e di numerosi prestatori istituzionali e privati come la Biblioteca Nazionale Centrale (Firenze), la Biblioteca Nazionale Marciana (Venezia), la Biblioteca Apostolica Vaticana, la Fondazione Biblioteca Benedetto Croce (Napoli), il Museo del Precinema (Padova), la Civica Raccolta delle Stampe A. Bertarelli (Milano), delle gallerie d’arte contemporanea Monica De Cardenas (Milano), Tiziana Di Caro (Napoli), Lorcan O’Neill (Roma), P420 (Bologna) e di tutti gli artisti coinvolti. 

Francesca Boschetti – Daniele Carnoli

Premio Bianca d’Aponte ad Aversa

Ritorna il Premio Bianca d’Aponte per una due giorni all’insegna della musica di qualità. Si terrà infatti il 14 e 15 luglio ad Aversa il recupero della finale della 16a edizione dell’unico contest italiano riservato a cantautrici, inizialmente prevista per ottobre 2020 e poi rinviata per le disposizioni legate all’emergenza sanitaria.

In gara ci saranno Bambi da Napoli, Simona Boo da Termoli, Ebbanesis da Napoli, Lamante da Piovene Rocchette, La Zero da Piano di Sorrento, Lucrezia da Bologna, Elena Romano da Firenze, Sara Romano da Monreale, Veronica da Aversa, Chiara White da Firenze.

Madrina di questa edizione è Arisa, che nella serata finale interpreterà “Cantico dei matti” di Bianca d’Aponte (la cantautrice a cui la manifestazione è dedicata), insieme ad alcuni suoi brani. A lei anche il compito di presiedere la giuria.

Le serate saranno ospitate negli spazi esterni del Liceo Scientifico Enrico Fermi, con inizio alle ore 20.30. Sarà possibile seguirle anche in streaming sulla pagine Facebook del Premio Bianca d’Aponte e di Rai Radio 1, media partner ufficiale dell’evento.

Ad aprire le due serate sarà Cristiana Verardo, vincitrice del concorso nell’ultima edizione, mentre il 14 luglio salirà sul palco anche la Nuova Compagnia di Canto Popolare, che riceverà un Premio alla carriera dalla Città di Aversa. Insieme a loro si esibiranno Giuseppe Anastasi, Bungaro, Alfina Scorza e Brunella Selo.

Il 15 luglio alle 16.30 all’Auditorium Bianca d’Aponte ci sarà spazio per un incontro con le finaliste, condotto da Timisoara Pinto. In serata, oltre ad Arisa, saliranno sul palco in veste di ospiti gli A’67, Patrizia Laquidara e i Têtes de Bois.

La conduzione delle due serate è affidata a Carlotta Scarlatto e Ottavio Nieddu, mentre ad accompagnare alcune delle finaliste sarà la band coordinata e diretta da Alessandro Crescenzo. Il tutto con la direzione artistica di Ferruccio Spinetti.

Molti i riconoscimenti in palio. Alla vincitrice assoluta andrà il Premio Bianca d’Aponte, con borsa di studio di € 1.000, la partecipazione come ospite alla prossima edizione del Premio e tre concerti di presentazione prodotti da Doc Live. Per chi si aggiudicherà il Premio della Critica “Fausto Mesolella” è prevista una borsa di studio di € 800. Verranno inoltre assegnate menzioni per miglior testo, migliore musica e migliore interpretazione.

Il contest darà anche diritto a un contributo di € 10.000 per un tour di sei date all’artista vincitrice (o, in mancanza dei requisiti richiesti, a una delle altre finaliste), contributo che sarà riconosciuto dal Nuovo Imaie ai sensi del regolamento e del bando art. 7 L. 93/92, settore audio Premi e Concorsi anno 2020.

Tra i premi in palio da parte di enti e associazioni esterne all’organizzazione ci sono: quello dell’etichetta Suoni dall’Italia di Mariella Nava, con la proposta di una possibile collaborazione artistica; quello di Soundinside Basement Records, con la realizzazione di un video live in studio; quello del Virus Studio, “Premio ’Na stella” (titolo di una canzone di Mesolella), con l’incisione di un brano con la produzione artistica di Ferruccio Spinetti; quello dell’etichetta femminile “Maieutica Dischi” di Veronica Marchi (vincitrice della prima edizione del Premio) per la produzione e pubblicazione di un brano. Inoltre, ci sarà una proposta per un anno di assistenza legale e manageriale per l’artista vincitrice o altra finalista da parte di Siedas.

La giuria, come ogni anno, sarà costituita da affermate cantautrici, cantautori, autori, compositori, giornalisti del settore, addetti ai lavori e operatori culturali, suddivisi in due giurie: quella per il premio assoluto e quella per il premio della critica, intitolato a Fausto Mesolella, storico direttore artistico della manifestazione.

Nel corso delle serate sarà disponibile la compilation della 16^ edizione del Premio, che il pubblico potrà ricevere in cambio di un’offerta presso il banco di Emergency, cui sarà devoluto l’intero ricavato.

È intanto in atto la selezione delle finaliste della 17a edizione, le cui finali sono in programma il 22 e 23 ottobre. L’ingresso è solo su prenotazione. Per maggiori info: 335 7665665 – 335 5383937, oppure alla mail info@biancadaponte.it

Monferr’Autore (anche per la fotografia)

Janáček: Piano Works

Leoš Janáček (1854-1928) è stato definito un compositore che ha fatto da tramite tra il mondo del romanticismo e quello dell’avanguardia: a lui Aulicus Classics dedica la pubblicazione di alcune opere che occupano un posto di diritto tra i tesori del repertorio pianistico del XX secolo, racchiuse in un album interpretato dalla pianista Galya Kolarova.

Il primo brano è la Sonata per pianoforte di Janáček 1.X.1905 “Dalla strada”, composizione concepita come reazione alla morte di František Pavlík (1885-1905), che il 1 ° ottobre 1905 fu ucciso con la baionetta durante le manifestazioni a sostegno di un’università ceca a Brno; la Sonata comprendeva originariamente tre movimenti, ma Janáček bruciò il terzo poco prima della prima esecuzione pubblica del brano, nel 1906. Non fu soddisfatto nemmeno del resto della composizione e in seguito gettò il manoscritto dei due movimenti rimanenti nel fiume Moldava. La composizione rimase perduta fino al 1924.

Il secondo brano riguarda i piccoli pezzi del ciclo “Su un sentiero incolto” che contengono reminiscenze lontane: all’inizio concepita, per richiesta scritta di Josef Vavra, come una raccolta di sei pezzi di harmonium (“Slovanske Melodie”), crebbe successivamente fino a nove pezzi, successivamente destinata al pianoforte. Dello stesso ciclo il compositore iniziò, senza mai completare, un secondo libro.

Fu nella primavera del 1912 che Janáček completò invece il ciclo per pianoforte “Nelle nebbie”, terza opera selezionata nell’album, le cui quattro parti furono scritte in gran parte in tonalità “nebbiose”, con cinque o sei bemolli. Questo ciclo non solo rappresenta una delle opere più notevoli della letteratura pianistica del XX secolo, ma testimonia anche un periodo di grande difficoltà e disperazione nella vita di Janáček, un periodo segnato dalla morte di sua figlia Olga e dalla mancanza di riconoscimento professionale e artistico.

Il tema e le variazioni “Zdenka“, infine, ultima proposta del disco, è un’opera composta nel 1880, mentre Janáček era iscritto come studente al Conservatorio di Lipsia, che abbraccia il tradizionale stile tonale e romantico, ma utilizza anche elementi folk e tratti armonici che anticipano le composizioni successive di Janáček.

La pianista di origine bulgara Galya Kolarova ha ricevuto la sua educazione musicale in Bulgaria, Danimarca, Italia e Austria sotto la guida di Zdravka Nikolaeva, Atanas Kurtev, José Ribera, Konstantin Bogino, Bohumila Jedlickova e Gerhard Schulz. È stata premiata in numerosi concorsi internazionali – tra gli altri: 1 ° premio per solista con orchestra al Festival Musica in Laguna in Italia per la sua interpretazione del Concerto per pianoforte n. 2 di Chopin, op.21; 2 ° premio al Nordic Piano Forum di Copenhagen, Danimarca; vincitore del concorso MODO per un progetto educativo per bambini in Bulgaria.
Nel 2006 la Sig.ra Kolarova è stata selezionata per partecipare a un film documentario sul prof. Pnina Salzman, una rinomata pianista israeliana e insegnante di pianoforte che ha avuto una grande influenza sul punto di vista della signora Kolarova sulla musica e l’interpretazione di Chopin.

Vanta una carriera internazionale di successo e si è esibita sia come solista che come musicista da camera in prestigiose sale da concerto in Europa, Asia e Medio Oriente. È stata invitata ad esibirsi in festival come: “Festival Turina” a Siviglia, Spagna; “Aurora Chamber Music Festival”, “Piano Festival in Helsingborg” – in Svezia; “Eilat Chamber Music Festival” in Israele; “Le X Giornate Festival”, “Lucca Estate Festival”, “Musica in Laguna Festival”, “Grumo Festival” – in Italia; “Kuhmo Chamber Music Festival” in Finlandia; “8. Internationalen Kammermusikfestival Schloss Wonfurt ”,“ 30 Tage Kunst ”,“ Klassik in Moabit ”- in Germania; “Vendssyssel Festival”, “Sorø International Festival”, “Bornholm Summer Classics”, “Suså Festival” in Danimarca; “Concordia Festival” per la musica e l’arte contemporanea in Bulgaria.

Si esibisce regolarmente in concerti di musica da camera con musicisti della Royal Concertgebouw Orchestra, della Filarmonica di Berlino, DRSO, Det Klg. Kapel, Cph Phil e altri. 

Ha collaborato con direttori come Dmitri Kitajenko, Andras Schiff, Barbara Hannigan, Fabio Luisi, Henrik Vagn Christensen, Maria Badstue, Thomas Søndergård. La Sig.ra Kolarova è stata pianista collaborativa per concorsi comeARD International Competition 2017 in Germania; Carl Nielsen Violin Competition 2019 in Danimarca; Pancho Vladigerov Violin Competition 2019 in Bulgaria; Tchaikovsky XVI International Competition 2019 in Russia.

Ha registrato CD per Claudio Records e Brilliant Classics. Alcune delle principali fondazioni in Danimarca supportano i progetti e le attività artistiche di Kolarova: tra questi Augustinus Fonden, Tytte og Lillemor Faurschous Mindelegat, Aage og Johanne Louis-Hansens Fond, Pianistinde Esther Vagnings Fond, Hertha Duus’s Mindefond, Ellen og Valdemar Jensens Musiklegat.

Elisabetta Castiglioni (anche per l’immagine)

Il libro “De Gregori. I testi. La storia delle canzoni” ancora in tour

Ha preso il via il 21 giugno, nel giorno della Festa della musica, il tour di presentazione del volume “Francesco De Gregori. I testi. La storia delle canzoni” (Giunti), curato da Enrico Deregibus. Il giornalista piemontese in questo libro si sofferma sulle canzoni, più di 200, che De Gregori ha inserito nei suoi dischi, con ampie e dettagliate schede che riservano molte sorprese anche a chi conosce bene l’artista romano, uno dei più importanti protagonisti della storia della musica in Italia. Ad accompagnare le schede, i testi delle canzoni controllati e certificati direttamente da De Gregori, che ha dato così il suo avallo al volume. Un libro di oltre 700 pagine che è una sorta di seconda parte di “Francesco De Gregori. Mi puoi leggere fino a tardi”, biografia del cantautore pubblicata da Deregibus nel 2015 sempre per Giunti.

A Rosolina Mare (Rovigo), il 24 luglio alle ore 18.30 il libro sarà presentato in un incontro durante “Voci per la libertà”, il festival legato ad Amnesty International, con la conduzione di Duccio Pasqua e l’accompagnamento musicale dei Marmaja.

Puntata in Sardegna il 3 agosto, a Sassari in Piazza Moretti alle ore 20, con una presentazione del libro nell’ambito del festival Abbabula. Enrico Deregibus è giornalista, saggista, nonchè consulente o direttore artistico di svariati festival ed eventi musicali. È considerato il maggior esperto di Francesco De Gregori.

È, tra l’altro, ideatore e curatore del “Dizionario completo della canzone italiana” (Giunti, 2006) e, con Enrico de Angelis e Sergio Secondiano Sacchi, di “Il mio posto nel mondo. Luigi Tenco, cantautore. Ricordi, appunti, frammenti” (BUR, 2007). Del 2013 è “Chi se ne frega della musica?”, una raccolta antologica di suoi scritti usciti su varie testate (NdAPress).

Monferr’Autore (anche per la fotografia)

Bambini al Museo a Bologna

Continuano i pomeriggi al museo, ricchi di percorsi didattici dedicati ai bambini e ragazzi dai 6 ai 10 anni, alla scoperta dei palazzi e delle mostre di Genus Bononiae. Musei nella Città.

Tutti i giorni fino al 30 luglio 2021, dal lunedì al venerdì, dalle ore 15.00 alle ore 18.00, sono previste visite animate, giochi al museo e laboratori tematici all’insegna del divertimento e della cultura: arte, storia, inglese, scienze, musica e interculturalità. A conclusione di ogni percorso didattico, la seconda parte del pomeriggio sarà dedicata ai compiti delle vacanze, ad approfondimenti di varie materie scolastiche e ai giochi da tavola.

Per andare incontro alle esigenze di tutte le famiglie, Genus Bononiae ha previsto due modalità di partecipazione: l’iscrizione al singolo pomeriggio (€17,00 a bambino) oppure l’abbonamento settimanale (€75,00 a bambino). Per poter usufruire dell’abbonamento settimanale è richiesto alle famiglie di formare il proprio gruppo di minimo 4 bambini.

Tutte le attività si svolgeranno in totale sicurezza e in piena conformità con i protocolli stabiliti dai DPCM: è quindi obbligatoria la prenotazione, poiché i gruppi saranno a numero limitato (massimo 10 bambini ad attività).

Per avere maggiori informazioni o per prenotare è possibile contattare il call center di Genus Bononiae chiamando il numero 051 19936343 (lun.-ven., 11.00-16.00) oppure scrivendo una mail a esposizioni@genusbononiae.it.

G. B.

Il ritorno alla musica in vetta alle Alpi a Verbier

Si avvicina la prossima edizione del Verbier Festival. Dal 16 luglio al 1 agosto, artisti e pubblico saranno nuovamente insieme sulle Alpi svizzere per l’estate che segna il ritorno alla musica e agli eventi dal vivo.

Il Verbier Festival ritorna per la sua 28a edizione con un ricco programma di imperdibili concerti, con artisti di spicco come András Schiff, Daniel Hope, Evgeny Kissin, Janine Jansen, Joshua Bell e molti altri. La sicurezza di tutti rimane una priorità, e la capacità e la configurazione dei luoghi, così come la durata dei concerti, saranno adattati e gli intervalli saranno eliminati.

L’edizione 2021 offre più spettacoli, un programma più ricco e vario, e nuovi modi di vivere il Festival. In conformità con le linee guida sulla sicurezza, i concerti dureranno circa 70 minuti e saranno presentati senza intervallo. I concerti nella Salle des Combins offriranno due spettacoli la maggior parte delle sere con un repertorio e solisti diversi, permettendo al pubblico di assistere a due concerti sotto la tenda o a un secondo nella calda cornice della Chiesa.

“Abbiamo concepito un Verbier Festival su larga scala per il 2021 in spazi suggestivi e che garantiscono la sicurezza del nostro pubblico, dei nostri artisti e del team del Festival. Siamo stati tra i primi a capire che non sarebbe stato possibile allestire un Festival nel 2020 e oggi siamo tra i primi a fare un forte ritorno e pronti a condividere ancora una volta il nostro meraviglioso Festival” ha detto Martin T:son Engstroem, fondatore e direttore del Verbier Festival.

Con artisti di fama mondiale che tornano a Verbier per questa edizione speciale del Festival, esibendosi insieme a musicisti ed ex studenti dell’Academy, il programma presenta un’offerta creativa di altissimo livello, pensata per garantire il corretto svolgimento della manifestazione.

Il Festival accoglierà anche gli artisti che hanno partecipato al Virtual Verbier Festival, tra cui Mischa Maisky, Joshua Bell, András Schiff, Mikhail Pletnev, Evgeny Kissin e il Maestro Valery Gergiev. In collaborazione con medici.tv, i programmi sono stati visti quasi 1,5 milioni di volte durante l’estate del 2020.

Con due concerti di apertura il 16 luglio, il Festival segna il ritorno del pianista Denis Matsuev con la Verbier Festival Orchestra (VFO) e il suo direttore musicale, Valery Gergiev. Ogni edizione del Festival dà un posto d’onore ai prodigi del pianoforte, aggiungendo nuovi talenti e rafforzando i legami da un anno all’altro. Evgeny Kissin, un fedele sostenitore dell’evento, sarà a disposizione per diversi recital, tra cui una lettura in scena, con Thomas Hampson, del famoso romanzo di Katherine Kressmann Taylor “Sconosciuto a questo indirizzo”. Scritto sotto forma di una serie di lettere tra un mercante d’arte ebreo che viveva a San Francisco e il suo socio in affari, che era tornato in Germania nel 1932, il libro rese l’America consapevole dell’ascesa del nazismo. Altri pianisti quest’estate includono Fazil Say e Sergei Babayan, così come Abisal Gergiev e Nobuyuki Tsujii, che si esibiscono entrambi per la prima volta al Festival. Il pianista canadese Chilly Gonzales presenta anche il suo ultimo album, “Solo Piano III”, in quella che promette di essere una serata memorabile.

Il pianista giapponese Mao Fujita farà il suo debutto sul Mainstage, con un’enfasi su Mozart. Vincitore del Concorso Clara Haskil nel 2017, alunno della Verbier Festival Academy 2018 e medaglia d’argento al Concorso Tchaikovsky l’anno successivo, Mao Fujita ha già intrapreso quella che il direttore del Festival Martin Engstroem prevede sarà una brillante carriera dalla sua prima visita al Festival, esibendosi con alcune delle migliori orchestre del mondo in concerti mozzafiato. Quest’estate, oltre all’esecuzione del Concerto K. 466 di Mozart con Gabór Takács-Nagy e la Verbier Festival Chamber Orchestra (VFCO), eseguirà tutte le sonate per pianoforte di Mozart in cinque recital – un ciclo completo che è sicuro di lasciare un’impressione duratura.

Un altro punto culminante sarà la prima apparizione di Maria João Pires al Festival, per un programma basato su Schumann, Debussy e Beethoven nella Chiesa accanto ad Augustin Dumay.

Il pubblico potrà anche assistere agli imperdibili e indimenticabili Rencontres Inédites, il marchio di fabbrica del Verbier Festival. Il 21 luglio, una serata Strauss e Schnittke inaugurerà la prima visita al Festival di Augustin Hadelich e Alban Gerhardt, che si uniranno ad Alexander Sitkovetsky, Antoine Tamesit e Denis Matsuev. Il maestoso Trio op. 50 di Tchaikovsky sarà presentato da Janine Jansen, Mischa Maisky e Mikhail Pletnev il 22 luglio, mentre il 28 luglio Michael Barenboim, Lawrence Power e Sheku-Kanneh-Mason eseguiranno Brahms con Joshua Bell e Lahav Shani.

Il 31 luglio, Daniel Hope si esibirà in una serata eccezionale intitolata Escape to Paradise. Il concerto ruota intorno alla vasta ricerca di Hope sui compositori ebrei – Erich Wolfgang Korngold, Miklós Rózsa, Hanns Eisler e Franz Waxman per citarne alcuni – che fuggirono dalla persecuzione fascista e si stabilirono a Los Angeles, dove scrissero alcune delle musiche da film più iconiche del XX secolo. Lawrence Power, Sheku Kanneh-Mason, Thomas Hampson e Julien Quentin stanno dando vita a questo entusiasmante progetto, dopo il successo del programma “Berlino 1938” dato al Festival nel 2019.

La Verbier Festival Orchestra (VFO) salirà sul palco otto volte durante il Festival sotto la direzione di rinomati direttori, tra cui il suo direttore musicale, Valery Gergiev, il 16 e 20 luglio. Daniele Gatti subentrerà il 23 luglio, Antonio Pappano il 26, Daniel Harding il 29 e Iván Fischer, che dirigerà l’orchestra nel concerto finale con András Schiff il 1° agosto.  Solisti di spicco si uniranno alla Verbier Festival Chamber Orchestra (VFCO) per tutta la durata del Festival, tra cui Pamela Frank il 17 luglio, Janine Jansen e Sergei Babayan il 21, Augustin Hadelich e Marc Bouchkov il 24, seguito da Daniel Lozakovich il 27 e infine Matthias Goerne il 31. 

Oltre ai concerti e ai recital, il pubblico sarà immerso nel mondo della danza e dell’opera. Il Balletto Nazionale Georgiano “Sukhishvili” racconta la storia delle battaglie, la sofferenza e l’eroismo del popolo georgiano, la storia e l’anima della Georgia attraverso la danza popolare. La Verbier Festival Orchestra, diretta da Daniele Gatti, presenterà il secondo atto del Tristano e Isotta di Wagner con Nine Stemme (Isotta), Stuart Skelton (Tristano), René Pape (König Marke) e Okka von der Damerau (Brangäne). Il VFO, guidato da Valery Gergiev, eseguirà la famosa opera di Puccini La fanciulla del West, con Maria Bayankina (Minnie), Ambrogio Maestri (Dick Johnson/Ramerraz), Brandon Jovanovich (Jack Rance), e l’Oberwalliser Vokalensemble affiancato da un gruppo di ex cantanti della Verbier Festival Academy.

Inaugurando il suo primo anno come direttore musicale della Verbier Festival Junior Orchestra (VFJO), James Gaffigan dirigerà l’orchestra e i cantanti della Verbier Festival Academy ne La bohème di Puccini. Mentre la VFJO si avvicina al suo decimo anniversario, la nomina di James Gaffigan a direttore musicale sottolinea l’investimento significativo e gli sforzi continui per incoraggiare e formare i musicisti di domani.

Come negli anni precedenti, il Verbier Festival continuerà a formare la prossima generazione di musicisti attraverso il suo VFO, VFJO, Programma per direttori d’orchestra, Atelier Lyrique e Programma per solisti e musica da camera, lavorando con giovani musicisti di tutto il mondo di età compresa tra i 15 e i 35 anni. La Verbier Festival Orchestra è diventata un rito di passaggio essenziale per i giovani musicisti orchestrali eccezionali. I programmi dell’Academy per solisti, musicisti da camera e cantanti includono una lista impressionante di alumni provenienti da oltre 60 paesi che sono stati successivamente invitati ad esibirsi con le principali orchestre del mondo e nelle sale da concerto di tutto il mondo. Oltre a Mao Fujita, dieci dei solisti del programma Mainstage 2021 sono passati attraverso la Verbier Festival Academy: Roman Borisov, Tom Borrow, Johan Dalene, Anastasia Kobekina, Denis Kozhukhin, Daniel Lozakovich, Lawrence Power, Connie Shih e Kian Soltani. Tra questi, Sheku Kanneh-Mason, che ha partecipato all’Academy del 2017, si esibirà il 30 luglio insieme a sua sorella, la pianista Isata Kanneh-Mason, celebrando il successo unanime del suo ultimo album.

Commentando l’Academy, il suo direttore Stephen McHolm ha detto: “È stata un’enorme delusione per i 220 giovani musicisti ammessi ai programmi orchestrali, di direzione, solisti, da camera e vocali dell’Academy venire a sapere che non potevano essere con noi la scorsa estate. Naturalmente, sono stati tutti reinvitati per il 2021”, conferma. “Molti dei nostri contenuti ed eventi sono diventati ‘digitali’ nel 2020, compresa l’educazione musicale. Ma mentre l’e-learning è un’alternativa, non può sostituire gli stimoli forniti dallo scambio con i colleghi, dall’incontro con i grandi maestri e dall’assistere a grandi concerti di persona – tutte cose che sono uniche e irripetibili per il nostro Festival. Il 2020 ha insegnato ai musicisti la resistenza; il 2021 sarà l’occasione per celebrare ancora una volta i talenti a Verbier”.

In risposta alla pandemia di Covid-19, il Verbier Festival ha creato un fondo d’emergenza – il Fondo d’emergenza – per gli ex studenti della Verbier Festival Academy, che sono indipendenti e recentemente disoccupati. Da aprile, più di 811.000 franchi svizzeri sono stati pagati a 338 richiedenti.

Unlimited, il programma d’azione culturale del Verbier Festival, ritorna nel 2021 per stimolare la curiosità di tutti i partecipanti al festival. Gratuiti o accessibili, gli eventi di Unlimited si rivolgono a tutte le età: spettacoli e concerti che spingono indietro i limiti della musica classica, discussioni e incontri, laboratori artistici per bambini e attività all’aperto per gli amanti della natura. La popolare serie “Secret Concerts”, dove l’identità degli artisti rimane riservata fino a quando non salgono sul palco, consisterà in tre spettacoli. Una nuova serie intitolata “Drôles d’oiseaux” offrirà concerti vocali con un tocco di originalità dal 24 al 26 luglio, compreso un omaggio a Cole Porter in occasione del suo 130° compleanno, mentre la nuova serie Electrify presenterà jazz, musica elettronica e musica classica contemporanea all’Espace Saint-Marc di Le Châble dal 28 al 30 luglio. La prima mondiale del 29 luglio del nuovo lavoro del compositore Gabriel Prokofiev – commissionato dalla Verbier Festival Academy – di un sestetto d’archi che riecheggia la Sinfonia Pastorale di Beethoven, sarà uno dei punti salienti di questa serie. Unlimited presenterà anche il tradizionale Verbier Festival Philanthropy Forum, che quest’anno, il 17 luglio, offrirà un pomeriggio di discussione su come la filantropia può essere mobilitata per il bene del nostro pianeta. Il panel degli ospiti, moderato da Etienne Eichenberger della Fondazione svizzera per la filantropia, includerà Hansjörg Wyss, un campione di cause filantropiche legate alla protezione dell’ambiente.

Per rendere la musica disponibile e accessibile a un pubblico che non può recarsi a Verbier, il Festival continua la sua collaborazione con medici.tv per trasmettere in video streaming più di 30 spettacoli dal vivo e ritrasmetterli, e accoglie Mezzo come nuovo partner di trasmissione. La stazione radiofonica svizzera RTS Espace 2 offrirà anche concerti dal vivo e ritrasmetterà tutto il Festival. Il partner ufficiale di streaming audio, IDAGIO, trasmetterà anche playlist e concerti esclusivi.

I protocolli di salute e sicurezza del Festival mirano a garantire un ambiente sicuro per gli artisti, il pubblico, lo staff e i volontari, pur mantenendo lo spirito unico del Festival al suo centro. In collaborazione con Unisanté, il centro universitario di medicina generale e salute pubblica di Losanna, il Festival sta sviluppando un protocollo di salute pubblica ad ampio raggio dal settembre 2020. La maggior parte dei concerti sono stati programmati per una durata di circa 70 minuti ciascuno, senza intervallo, con pre-concerti che includono numerose presentazioni e interviste disponibili solo online. D’ora in poi, il protocollo prescrive di indossare maschere in ogni momento all’interno delle sale, anche durante gli spettacoli, e la distanza fisica sarà aumentata riducendo la capacità delle sale e adattando i piani di seduta. I protocolli di salute e sicurezza si evolveranno nel periodo che precede il Festival. Informazioni aggiornate saranno disponibili sul sito web del Festival all’indirizzo verbierfestival.com.

S.E.

Alla Pinacoteca Züst “Le donne, l’arte e il Grand Tour”

Uno dei filoni oggetto di approfondimento della Pinacoteca cantonale “Giovanni Züst” (Rancate -Mendrisio-, Cantone Ticino, Svizzera) conduce alla scoperta di raccolte private presenti sul territorio, che hanno talvolta per oggetto temi curiosi e ancora poco conosciuti. Questa rassegna “Le donne, l’arte e il Grand Tour. Gioielli in micromosaico e dipinti-ricamo in collezioni private svizzere”, fino al prossimo 3 ottobre, presenta piccoli capolavori, che fondono estrema perizia e narrazione artistica grazie a tecniche raffinate e inconsuete.

Si tratta di manufatti affascinanti risalenti al XVIII-XIX secolo che conducono il visitatore sulle tracce del Grand Tour, il celebre viaggio di formazione intrapreso attraverso l’Europa da nobili, intellettuali e giovani aristocratici. La meta era l’Italia e le tappe imprescindibili Venezia, Firenze, Roma e Napoli. Sovente i viaggiatori effettuavano con grande interesse una deviazione per visitare Ginevra, la città di J. J. Rousseau.

La prima collezione è dedicata a un’espressione artistica mista, che fonde sapientemente pittura perlopiù all’acquarello e ricamo su un supporto di solito in seta: i tableau brodé, realizzati in epoca neoclassica da donne di origine ugonotta, il cui nome è quasi sempre sconosciuto. In mostra vengono presentati una cinquantina di pezzi rappresentativi dei vari temi: da quelli ispirati a opere di Rousseau, in questa sala, ai soggetti riferiti al mondo classico, esposti nella balconata. Al piano superiore si trova anche la seconda raccolta, che riunisce una serie di gioielli in micromosaico realizzati con minuscole tessere in pasta vitrea, diventati di gran moda tra Sette e Ottocento. Tali gioielli riscontrarono un enorme successo grazie all’interesse di viaggiatori colti e facoltosi che, giunti in Italia, li acquistavano come preziosi souvenir.

In questa occasione vengono presentate anche due sale della Pinacoteca riallestite con opere della collezione permanente. Nella prima viene ospitato il progetto didattico “Destinazione museo” con opere di Valeria Pasta Morelli (1858-1909), realizzato dalla scuola elementare di Riva San Vitale (v. allegato).  Nella seconda si trovano invece le nuove acquisizioni della Pinacoteca: opere di Ernesto Fontana – il Ritratto di Annamaria Agustoni, a cui è dedicato l’asilo di Caneggio, costruito con le elargizioni del padre Giuseppe Agustoni –, Alessandro Ruga, Fausto Agnelli, Ettore Burzi ed Emilio Oreste Brunati giunte a Rancate grazie a donazioni e acquisti.

S.E.

“La valigia dell’attore” in Sardegna

La valigia dell’attore compie 18 anni e la sua maggiore età trascina il pensiero verso altre significative ricorrenze, la prima delle quali è l’ottantesimo compleanno di Carla Gravina, talentuosa attrice di cinema, teatro e televisione fino al 1994, anno nel quale scelse di abbandonare le scene, compagna di Gian Maria Volonté negli anni Sessanta e madre di Giovanna Gravina Volonté, direttrice, insieme a Fabio Canu, della manifestazione che dal 2003 rivolge la sua attenzione sull’arte della recitazione.

A Carla Gravina e ad Ettore Scola, del quale ricorre il novantesimo anniversario dalla nascita, è dedicata la serata di apertura del 28 luglio, dalle ore 21.15 presso la Fortezza de I Colmi sull’isola di La Maddalena, con un omaggio audiovisivo dell’interprete e del regista, seguito dall’introduzione, a cura di Silvia Scola, alla proiezione della copia restaurata dalla Cineteca Nazionale del film La terrazza(1980) di Ettore Scola, per il quale la Gravina vinse il premio per la miglior attrice non protagonista al 33esimo Festival di Cannes.

Quest’anno, ad affiancare il critico Fabio Ferzetti durante tutte le serate, ci sarà un ospite d’eccezione: Pif,che, tra l’altro, intervistò Scola nel documentario “Ridendo e scherzando” per la regiadi Silvia e Paola Scola.

Dopo la serata dedicata all’immagine e alla memoria, il 29 luglio, sarà la volta delle nuove generazioni con: Alessandro Codina, giovane regista maddalenino che proporrà la visione del suo ultimo cortometraggio Souvenir (2020), al quale seguirà la presentazione delle allieve e degli allievi del Valigialab 2021, il laboratorio gratuito sulle tecniche di recitazione che si svolgerà dal 2 al 9 agosto con la conduzione di Isabella Ragonese. A seguire, Jacopo Costantini e Matteo Gatta, vincitori del Premio Biraghi ai Nastri d’Argento 2021, introdurranno,insieme al produttore Maurizio Paganelli, al qualeè ispirata la storia del film, la proiezione diEst – Dittatura Last Minute (2019) per la regia di Antonio Pisu. Gli stessi ospiti parteciperanno, la mattina del 30 luglio alle ore 11.00, presso gli spazi interni della Fortezza, al primo degli incontri di approfondimento curati da Fabio Ferzetti e Fabrizio Deriu.

Venerdì 30 luglio alle 21.15 sarà l’attrice Raffaella Lebboroni ad introdurre la proiezione del film Cosa sarà (2020), fresco di Nastro D’Argento per la migliore sceneggiatura, scritto e diretto da Francesco Bruni, con protagonista Kim Rossi Stuart. Il 31 luglio mattina dalle ore 11.00 l’incontro con Raffaella Lebboroni e, a seguire, con Pif, in occasione della presentazione del suo nuovo libro Io posso – Due donne sole contro la mafia, scritto insieme a Marco Lillo per Feltrinelli. L’ultima serata de La valigia dell’attore, il 31 luglio, vedrà conferire il Premio Gian Maria Volonté 2021 all’eccellenza artistica di Donatella Finocchiaro, prima della proiezione della pluripremiata pellicola Le sorelle Macaluso (2020), per la regia di Emma Dante.

Ultimo appuntamento domenica 1 agosto alle ore 11 con la presentazione dell’anteprima de Il campo magnetico dell’attore: la testimonianza dell’ultima giornata del Valigialab 2015 condotto da Fabrizio Gifuni. Parteciperanno Antonio Medici per la Scuola d’arte cinematografica “Gian Maria Volonté” e Andrea Miccichè per il NUOVO IMAIE.

Gli eventi verranno riproposti in diretta streaming su Mymovies 24 ore dopo.

L’ingresso al festival è gratuito su prenotazione, a partire dal 15 luglio, al numero +39 349 6870688.

I collegamenti con i traghetti da Palau a La Maddalena sono garantiti ogni mezzora in diurna e ogni ora con servizio notturno.  Agli spettatori del festival, dal 27 luglio al 2 agosto, sarà applicata una riduzione: biglietti €5 per passeggero e €10 con macchina A/R e del 15% con le strutture convenzionate (info e modulo da compilar al sito https://www.lavaligiadellattore.com/promo2021/).

È previsto infine un servizio di navetta bus dalla Colonna Garibaldi per la Fortezza I Colmi tutti i giorni alle ore 10:15, 20:00 e 20:30 (€ 5 andata e ritorno)

La valigia dell’attore, organizzata dall’Associazione Quasar e diretta da Giovanna Gravina Volonté e Fabio Canu, è parte integrante della rete di festival delle Isole Minori della Sardegna denominata Le isole del cinema, insieme a Una notte in Italia (Tavolara), Pensieri e parole (Asinara) e Creuza de Mà (Carloforte).

Elisabetta Castiglioni (anche per la fotografia)

Nervi Music Ballet Festival 2021

La musica, il balletto, il teatro ritornano a fiorire al Nervi Music Ballet Festival 2021, in scena nella spettacolare cornice dei Parchi di Nervi fino a lunedì 2 agosto 2021. Sei nuove produzioni del Teatro Carlo Felice in prima esecuzione assoluta e una prima italiana, un progetto artistico ambizioso, dal nuovo naming e branding internazionale, e dall’emozionante veste grafica consacrano la nuova edizione della manifestazione, a 67 anni dalla nascita del Festival Internazionale del Balletto di Nervi.  

Il Nervi Music Ballet Festival è dedicato alla memoria di Carla Fracci, che al Festival Internazionale del Balletto di Nervi debuttò nel 1957.

Promosso dal Comune di Genova con il patrocinio della Regione Liguria e in collaborazione con il Ministero Italiano della Cultura (MIC) il Nervi Music Ballet Festival 2021 è organizzato dalla Fondazione Teatro Carlo Felice, in collaborazione con un bouquet d’istituzioni culturali comprensivo delle realtà di performing arts più rappresentative sul territorio cittadino: il Teatro Nazionale di Genova, la Fondazione Luzzati-Teatro della Tosse, il Politeama Genovese. La manifestazione è realizzata grazie al supporto del main partner Iren, dell’official sponsor e food partner Esselunga, del premium sponsor Banca Passadore. Technical sponsor AMIU, AMT, Aster.

L’étoile Svetlana Zakharova in duo con il violinista Vadim Repin, la pianista Beatrice Rana, in veste d’attore l’étoile e coreografo Vladimir Derevianko, il bailaor Sergio Bernal, i primi ballerini Ashley BouderJacopo Tissi, Jacopo Bellussi, Davide Dato, il duo Simone Repele/Sasha Riva, la violinista Anna Tifu, il bandoneon di Fabio Furìa, l’Ensemble Accademico Statale di Danza Popolare “Igor Moiseev”, i jazzisti del Dado Moroni Trio, gli artisti del Teatro della Tosse, assieme all’Orchestra e al Coro del Teatro Carlo Felice sono tra i maggiori protagonisti della manifestazione che unisce il piacere della scoperta di nuovi talenti al rituale dell’incontro con i mostri sacri internazionali.

L’8 luglio, l’omaggio all-stars tra musica e danza all’immenso lascito artistico di Igor Stravinsky in occasione del cinquantesimo anniversario della morte, Stravinsky’s Love, realizzato con il patrocinio della Fondazione Stravinsky di Ginevra, e su coreografie storiche di Fokine, George Balanchine, Uwe Scholz, Marco Goecke. Ospiti del progetto la pianista Beatrice Rana, che affronterà la Sagra della primavera a quattro mani con il giovane Massimo Spada, la violinista Simone Lamsma, il grande danzatore e coreografo Vladimir Derevianko in veste d’attore nei panni dello stesso Stravinsky, il bailaor Sergio Bernal, i primi ballerini Ashley Bouder del New York City Ballet (compagnia che vanta un legame storico con Stravinsky), Davide Dato dall’Opera di Vienna, il duo Simone Repele/Sasha Riva del Ballet du Grande Théâtre de Genève e Jacopo Bellussi dello Hamburg Ballet. La sceneggiatura è firmata dal giornalista e scrittore Vittorio Sabadine si basa su scritti del compositore stesso, con i costumi, a cura di Anna Biagiotti ricreati dai disegni e bozzetti originali di Pablo Picasso, Benois, Bakst e Roerich.Lo spettacolo sarà al centro di una produzione televisiva in onda il 13 luglio su RAI2 con la conduzione di Alessandra Martines. Domenica 11 luglio, l’omaggio ad Astor Piazzolla – che fu ospite del Festival Internazionale del Balletto di Nervi nel 1986 – nel centenario della nascita, con lo spettacolo di nuova produzione del Teatro Carlo Felice, Piazzolla 100°, solisti la violinista Anna Tifu e Fabio Furia al bandoneon e concertatore dell’Orchestra del Teatro Carlo Felice. Il 14 e 15 luglio la scena sarà dedicata alle giovani promesse internazionali del balletto, con una novità assoluta per l’Italia, lo spettacolo di gala Stars of today meet the Stars of Tomorrow in cui si esibiranno, accanto a grandi maestri e a étoile dell’American Ballet  Theatre, del New  York City Ballet, del  Bolshoi  di  Mosca  e da altre  prestigiose  compagnie, i giovani ballerini partecipanti alle selezioni finali dello Youth American Grand Prix, il “concorso dei concorsi” del balletto classico mondiale. Il 20 luglio in prima italiana il “pas-de-deux” coreografico – strumentale di Svetlana Zakharova e Vadim Repin, For Toes and Fingers, uno spettacolo di successo mondiale che a Nervi si rinnova grazie alla presenza di Jacopo Tissi, solista principale del Teatro Bolshoi che interpreterà con l’étoile Zakharova un pas-de-deux dal Caravaggio di Mauro Bigonzetti, assieme all’Orchestra del Teatro Carlo Felice. Il 30 luglio  Ellington – Čiaikovskij. The Nervi Concert  che nasce dall’incontro del Teatro con Dado Moroni, in scena il Dado Moroni Trio e l’Orchestra del Teatro Carlo Felice diretta da Marco Guidarini e da Paolo Silvestri, in uno spettacolo concepito appositamente per il Nervi Music Ballet Festival ed eseguito in prima assoluta. Il 25 luglio, RidonDante, l’omaggio di Maurizio Lastrico, in un dialogo tra poesia e musica dedicato a Dante nel 700° anniversario dalla morte, con la chitarra di Bebo Ferra, realizzato in collaborazione con il Politeama Genovese per il Nervi Music Ballet Festival sarà presentato in prima assoluta. L’ultima nuova produzione del Teatro Carlo Felice per il Nervi Music Ballet Festival, il 1 agosto è il progetto coordinato da Paolo Masini (MEI) e Paola Carruba (RAI) Caruso. Contaminazioni migranti, dedicato alla figura di Caruso, novecentesco ambasciatore del genio musicale italiano nel mondo e simbolo della dignità e della resilienza della condizione di migrante. Il progetto è promosso da Teatro Carlo Felice, Museo dell’Emigrazione Italiana, Assessorato alle Politiche Culturali, Politiche dell’Istruzione, Politiche dei Giovani del Comune di Genova, incollaborazione con Istituto per i Beni sonori e audiovisivi, Ales Spa, Portale della Canzone Italiana, Festa della Musica Portale della Canzone italiana, con il patrocinio del Ministero della Cultura, Maeci, Regione Liguria, Rai per il sociale e con la media partnership RAI. In scena la compagine composta dalla compagnia Compagnia Venti Lucenti i giovani musicisti dell’Associazione Pequenas Huellas di Torino e l’Orchestra del Teatro Carlo Felice.

Il palco del Nervi Music Ballet ospiterà inoltre il concerto di Stefano Bollani (16 luglio) che presenterà le sue Piano Variations on Jesus Christ Superstar, e alcune serate di cui saranno ospiti preminenti artisti della scena pop contemporanea quali Max Gazzé (9 luglio),  con lo spettacolo La matematica dei RamiAntonello Venditti e il suo Unplugged special 2021 (17 luglio), Levante e il suo Dall’alba al tramonto live (24 luglio), Alice nel programma Alice canta Battiato (2 agosto).

Quest’anno più che mai, il Nervi Music Ballet Festival 2021 denota un’attenzione particolare alla dimensione della fruibilità degli eventi, che si terranno nella fiorita arena estiva su di un palcoscenico covid-compliant di oltre 330 mq, dal fronte platea ulteriormente ampliato per poter garantire la massima visibilità a tutti i settori disposti sul green di Villa Grimaldi.

 Affiancando l’impegno delle istituzioni cittadine e regionali, grazie ai sodalizi instaurati e consolidati nel tempo, la manifestazione inoltre si fa a sua volta promotrice di una mobilità sostenibile e rispettosa dell’ambiente e dell’Uomo, che si sposa alla perfezione con le caratteristiche naturalistiche del suo contesto realizzativo.

Il nuovo abito grafico che veste l’intera campagna di comunicazione del Nervi Music Ballet Festival 2021 è firmato da Paolo Rossetti.

Dichiara il Ministro della Cultura Dario Franceschini: «Il Nervi Music Ballet Festival celebra quest’anno la sua X edizione nella suggestiva cornice ambientale dei Parchi di Nervi con un programma di rilievo internazionale per la musica e il balletto. Le grandi étoile insieme a ballerini provenienti dalle maggiori compagnie di danza di tutto il mondo si affiancano alle nuove generazioni in un simbolico passaggio di testimone tra la grande tradizione e i nuovi talenti. Il festival propone inoltre  un progetto di particolare rilievo dedicato a Enrico Caruso che rientra  nelle iniziative per il centenario della sua scomparsa: con Caruso Contaminazioni Migranti il mito del grande tenore si contamina con le prospettive culturali e artistiche delle nuove generazioni. Formulo i migliori auguri a questa amata manifestazione, che nella nella tradizione ha saputo coltivare il seme del rinnovamento».

«Siamo di fronte a un nuovo inizio, da tanti punti di vista – spiega il sindaco di Genova, Marco Bucci, presidente della Fondazione Carlo Felice – Se da un lato, infatti, ci avviciniamo a un’edizione del Festival ricca di innovazioni, dall’altro diamo un segnale forte al mondo dello spettacolo, della cultura e della musica, tornando ai grandi eventi dal vivo.  Si tratta anche di un impulso positivo per la stagione estiva genovese, che si colora di grandi eventi internazionali, un vero e proprio polo di attrazione per chi viene da fuori. Da ultimo, il Festival è anche il segno concreto che stiamo uscendo dall’emergenza sanitaria, che possiamo tornare a trascorrere il tempo libero con impegni di altissima qualità, in sicurezza e tutti insieme.  Siamo pronti, ora più che mai, per un’altra estate di grandi emozioni in uno degli spazi più affascinanti della nostra città».

«Genova e la Liguria ripartono davvero e in sicurezza – afferma Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria – Il Nervi Music Ballet Festival 2021 ha un valore ancora più elevato e simbolico, quello della rinascita per un settore fortemente colpito dalla pandemia e rappresentato da tutte le realtà culturali che, con un grande lavoro di squadra, hanno collaborato per la sua realizzazione. È un altro, fondamentale tassello del ritorno alla normalità per Genova e la Liguria, senza mai dimenticare la tutela della salute non solo del pubblico, ma anche degli artisti che saliranno sul palco. Il programma è degno della ricchissima tradizione culturale e musicale del nostro territorio: dopo l’edizione del 2020, siamo davvero felici di tornare ad ospitare, quest’anno con spettacoli per oltre un mese, artisti affermati e talenti emergenti, in una location unica e suggestiva, perfetta per ospitare questa kermesse di livello internazionale».

Dichiara l’Assessore Barbara  Grosso alle politiche culturali e giovanili del Comune di Genova : «A Genova c’è un sistema di proposta di spettacoli che riprende quest’estate, nel parco storico di Nervi: per tutto il mese di luglio accadrà qualcosa e tutti noi potremmo riprendere consuetudine con la danza teatro e musica. Il Nervi Music Ballet Festival 2021 porterà a Genova un ricco calendario di date e numerosi artisti da tutto il mondo. Abbiamo lavorato per far sì che il Festival avesse le caratteristiche di un evento internazionale, con un variegato programma di spettacoli che spazia dalla musica, al balletto alle performance teatrali e con il coinvolgimento dei principali soggetti culturali cittadini, perché solo facendo rete è possibile ripartire e comprendere fino in fondo l’importanza dello spettacolo dal vivo».

«Questa edizione del Nervi Music Ballet Festival 2021 non è solo uno dei più forti segnali di ripartenza della cultura e degli spettacoli del nostro territorio, ma anche il segnale della capacità di sinergia tra le varie realtà culturali presenti sul territorio stesso – dichiara l’Assessore alla cultura e agli spettacoli di Regione Liguria Ilaria Cavo – l’organizzazione è della Fondazione Teatro Carlo Felice, ma trova al suo interno la collaborazione con il Teatro Nazionale di Genova, la Fondazione Luzzati-Teatro della Tosse e il Politeama Genovese. E allora penso all’apertura del Festival il 29 giugno con orchestra e coro del Carlo Felice e regia su idea del direttore del Teatro Nazionale, penso al 3 luglio agli eventi per il centenario della nascita di Emanuele Luzzati con il Teatro della Tosse, penso per esempio al RidonDante del 25 luglio con Maurizio Lastrico in collaborazione con il Politeama Genovese.  Importante anche la chiusura del Festival con il progetto dedicato a Caruso in sinergia tra Rai e Museo dell’Emigrazione Italiana. Festival sono anche le prime assolute e nazionali e i concerti di big della musica come Stefano Bollani, Antonello Venditti e Alice che ci regalerà un tributo a Battiato. Un mix vincente in una cornice meravigliosa, rispettosa delle norme anti covid e della mobilità sostenibile, un mix che darà ancora una volta un valore internazionale al Festival».

 Il Sovrintendente della Fondazione Teatro Carlo Felice Claudio Orazi dichiara: «Con sei prime esecuzioni assolute e la presenza a Nervi di artisti del calibro di Svetlana Zakharova, Vadim Repin, Jacopo Tissi, Beatrice Rana, Sergio Bernal, il giovane Jacopo Bellussi, “orgoglio genovese” che va affermandosi sulla scena del balletto mondiale, Stefano Bollani, e la partecipazione di tante, tantissime étoiles internazionali, oltre all’Ensemble di Igor Moiseev, il Nervi Music Ballet Festival 2021 conferma l’alto profilo artistico che appartiene alla storia della manifestazione: un Festival che guarda con slancio al futuro al mondo della musica, del balletto e del teatro, grazie al coinvolgimento, affianco ai maggiori interpreti attivi sulla scena internazionale, delle nuove generazioni di artisti, i “tedofori” del sacro fuoco della musica e della danza in Italia e nel mondo. Il Nervi Music Ballet Festival 2021 è promosso dal Comune di Genova, con il patrocinio della Regione Liguria in collaborazione con il Ministero della Cultura, ed è organizzato dalla Fondazione Teatro Carlo Felice, grazie all’importante supporto dei nostri partner e sponsor, Iren, Esselunga e Banca Passadore. L’incantevole contesto dei Parchi di Nervi, reso accessibile grazie a una vasta offerta di mezzi di trasporto alternativi e a basso impatto ambientale, l’attenzione puntuale alle condizioni di sicurezza sanitaria rinnovano la peculiare vocazione del Festival di meta del turismo culturale internazionale, e luogo elettivo per la cittadinanza per assaporare le più alte forme di espressione artistica attualmente esistenti. Un particolare ringraziamento desidero rivolgere a tutto il personale artistico, tecnico e amministrativo del Teatro che è stato protagonista del successo dell’edizione 2020 e sono certo contribuirà alla piena riuscita di quest’anno».

Conclude Rino Surace, Direttore operativo del Nervi Music Ballet Festival «Il Nervi Music Ballet Festival cresce e di anno in anno si dimostra sempre più attento agli impulsi di rinnovamento espressi dal settore, in termini artistici e tecnologici, così come al contesto in cui opera, grazie alla stretta collaborazione con le istituzioni del territorio, delineando il profilo di una manifestazione di grande impatto artistico ed emotivo, ma al contempo sostenibile ed eco compatibile».

L’allestimento di Villa Grimaldi con un nuovo palcoscenico

Il pubblico potrà accedere al Nervi Music Ballet Festival sia dall’ingresso di via Eros da Ros (lato Stazione FS), sia dall’ingresso di Villa Serra in via Capolungo. Il percorso da via Eros da Ros sarà contrassegnato da una segnaletica che condurrà direttamente alle biglietterie e al controllo accessi collocati a sud dell’area giochi dei Parchi. Da lì si accederà alla platea, allestita sul prato di Villa Grimaldi in uno scenario di straordinaria bellezza, su una superficie complessiva di circa 1.400 mq, in grado ospitare 1.000 posti a sedere suddivisi in tre settori e cinque rampe d’accesso posti in prossimità delle vie di esodo; il tutto in stretta osservanza delle normative anti Covid.

 Tra le novità di quest’anno va sicuramente citato il nuovo palcoscenico Layer acquistato dal Teatro Carlo Felice, una struttura di dimensioni maggiori rispetto a quelle delle due edizioni precedenti, con una superficie calpestabile di oltre 330 mq e con un’apertura di boccascena di 18 metri lineari e una profondità di 15. Il palco è sormontato da quattro torri per luci, audio e led-wall. Per quanto riguarda l’illuminazione frontale saranno allestite ai lati della platea altre due torri di otto metri di altezza ciascuna.

 Saranno ulteriormente ampliate le aree e le strutture a disposizione degli artisti. Il “Village”, che occuperà un’area complessiva di 700 mq adiacente al palcoscenico, ospiterà 11 container, di cui 7 camerini spogliatoi muniti di doccia e servizi, 3 container doccia e 1 container servizi per portatori di handicap, oltre a un gazebo di 64 mq che ospiterà il locale sartoria, spazi comuni e altri camerini. Il “Village” potrà contare quest’anno di un’area aggiuntiva di 120 mq, anch’essa adiacente al palcoscenico e dedicata alle compagnie ospiti.

In occasione del Nervi Music Ballet Festival sarà inaugurata quest’anno a Villa Grimaldi la nuova cabina elettrica di media tensione che alimenterà le forniture di energia della manifestazione, con due quadri collocati all’interno del “Village”, uno da 200 e uno da 80 kW, a cui si aggiungono tre colonnine servizi complessivamente di 50 kW . Si tratta del compimento del primo lotto di lavori di un importante opera infrastrutturale progettata e finanziata dal Comune di Genova e realizzata in collaborazione con Aster ed E-distribuzione volta a erogare energia su tutta la superficie dei Parchi.

Nervi Music Ballet Festival si caratterizza anche per una serie di iniziative volte a incentivare la mobilità sostenibile.

Il treno sarà anche quest’anno il mezzo più comodo per raggiungere Nervi. In questi giorni è in fase di definizione un accordo con Trenitalia – Official Green Carrier delle due passate edizioni del Festival – in base al quale i possessori del biglietto valido per uno degli spettacoli in cartellone avranno diritto a fruire gratuitamente di una corsa di andata e ritorno, per e da Genova Nervi, con treni regionali ordinari nell’area urbana di Genova nella fascia oraria a partire dalle 17.00 del giorno dello spettacolo fino alle 01.30 del giorno successivo. Il tutto compatibilmente a quello che sarà l’evolversi delle disposizioni anti Covid.

Sarà possibile altresì raggiungere i Parchi con le biciclette a pedalata assistita, utilizzando i ciclo-parcheggi che il Comune di Genova metterà a disposizione degli spettatori in prossimità degli ingressi alla manifestazione, nonché in monopattino: questi ultimi, insieme ai caschi, potranno essere lasciati in custodia presso l’apposito deposito collocato a lato delle biglietterie.

Nicoletta Tassan Solet

“A mia figlia” di Angelo Titonel

L’occasione della mostra è il ritrovamento di una cartella di opere che il pittore Angelo Titonel (1938-2018) donò, a metà degli anni Novanta, alla figlia allora ventenne.

“Solo oggi realizzo che questi lavori – creduti dispersi anni or sono durante un trasloco – insieme rappresentano un corpus, e il loro destino di allora si compie in una mostra che vuole nel titolo mantenere il rapporto con il passato, una dedica, una possibilità.”
“A mia figlia”è una selezione inedita, intima, di 21 oli su carta, in piccolo e prezioso formato, condivisa per la prima volta al pubblico a distanza di trent’anni,”restituendo la fiducia di quel dono a mio padre. Non credo immaginasse all’epoca che avrei avuto una mia galleria d’arte contemporanea…“. Daina Maja Titonel

Angelo Titonel nasce a Cornuda (TV) nel 1938. Lavora a Milano in qualità di graphic-designer e art director in agenzie internazionali di pubblicità. Lasciata questa attività per dedicarsi totalmente alla pittura, espone per la prima volta nel 1964 a Velbert (Essen) in Germania. Trasferitosi a Roma, negli Anni Settanta è tra i protagonisti del Realismo magico italiano. Nel 1973 espone al Museo Civico di Bologna; nel 1974 al Museo d’Arte Contemporanea di Skopije (Macedonia); nel 1994 al Parlamento Europeo di Strasburgo; nel 2001 al Complesso del Vittoriano a Roma; nel 2005 al Museo Olimpico di Losanna; nel 2010 al Palazzo Pubblico Antichi Magazzini del Sale a Siena. Numerose le mostre realizzate in Europa, specialmente in Germania, e negli Stati Uniti. Invitato a Biennali Internazionali (Venezia 2011) e Quadriennali in Italia e all’Estero (Grand Palais, Parigi 1990) riceve numerosi premi e riconoscimenti. Ha realizzato per conto del Palazzo del Quirinale i ritratti dei Presidenti della Repubblica e personaggi storici quali: Garibaldi, Mazzini, D’Azeglio e Cavour. Ha inoltre dipinto il quadro ufficiale del Papa Benedetto XVI per il Vaticano, collocato nel Patriarchio-Galleria dei Papi in San Giovanni in Laterano. Su richiesta della Direzione della Galleria degli Uffizi di Firenze, ha realizzato il proprio autoritratto per la Collezione degli Autoritratti degli Artisti della Galleria stessa. Nel 1992 si trasferisce a Imola, dove ha vissuto e lavorato fino al giorno della sua improvvisa scomparsa, il 7 ottobre 2018.

La mostra resterà aperta fino al 10 luglio a Roma, presso Maja Arte Contemporanea, via di Monserrato 30, dal martedì al venerdì dalle 15.30 alle 19.30 e il sabato dalle 11 alle 13 e dalle 15 alle 19.

M.