La Costa d’Amalfi celebra la sua sfogliatella con il Santarosa Pastry Cup

Nel suggestivo borgo marinaro di Conca dei Marini si è già da tempo messa in moto la macchina organizzativa del Santarosa Pastry Cup, kermesse che si è ritagliata negli anni una sua identità nel panorama degli eventi gastronomici nazionali, tappa ambita da pasticceri e barman professionisti di tutta Italia.

Ideato nel 2012 da Tiziana Carbone nell’ambito dell’A.L.O.E. (Associazione dei Liberi Operatori Economici) e sostenuto dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Gaetano Frate, con l’entrata nel team organizzativo di Antonio Vuolo e di Nicola Pansa della storica Pasticceria Pansa di Amalfi, il concorso nasce come tributo alla sfogliatella Santarosa, dolce creato proprio a Conca dei Marini nel XVIII secolo, nelle cucine dell’omonimo monastero di suore di clausura (oggi rinomato resort di lusso) che, dopo più di un secolo, ha ispirato la famosa sfogliatella napoletana.

Giovedì 26 settembre, la Costiera Amalfitana ospiterà il gotha della Pasticceria Nazionale che si sfiderà a colpi di prelibatezze presentando una creazione dolciaria ispirata alla Sfogliatella Santarosa, declinata secondo un tema particolare. Quello proposto per questa ottava edizione del SPC è “La Santarosa…Sciantosa, richiamando proprio il legame tra la cultura francese e quella partenopea quando, sull’onda di un’eco transalpina, tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento del secolo scorso, si diffuse anche a Napoli la moda dei “Café-chantant” e delle “Chanteuse”, ben presto napoletanizzate in “Sciantose”, termine che nell’uso comune veniva associato ad una donna sicuramente di bell’aspetto, vanitosa e attraente. Proprio come la Sfogliatella Santarosa, un dolce dalla croccantezza ammaliatrice e dalla seducente armonia di sapori che a Napoli, incontrando i gusti dell’epoca, vestì i panni della sua versione “riccia”.

Come rendere, dunque, sciantosa una Sfogliatella Santarosa? E’ questa la sfida lanciata ai pasticcieri dell’VIII edizione del Santarosa Pastry Cup, a cui verrà chiesto di realizzare una creazione dolciaria originale e esclusiva ispirata alla Santarosa, arricchendola però di un elemento “dal sapore francese”.
A decretare il vincitore del Santarosa Pastry Cup 2019 sarà una giuria di qualità costituita da eccellenze assolute del settore enogastronomico nazionale oltre che dai maggiori rappresentanti della pasticceria targata Costa d’Amalfi: Sal De Riso, pluripremiato Maestro Pasticcere AMPI e titolare dell’omonima Pasticceria/Bistrot di Minori, e Nicola Pansa, della storica Pasticceria Pansa di Amalfi, di recente insignito della stella del World Pastry Stars.

Nei precedenti appuntamenti, l’evento ha visto prestigiosi pasticcieri e cuochi d’Italia sfidarsi tra loro nella realizzazione di una creazione dolciaria, originale ed esclusiva, ispirata alla sfogliatella Santarosa e al tema proposto, giudicati da una giuria di qualità che ha decretato i vincitori assoluti della competizione e che ha visto avvicendarsi, tra le sue fila, nomi del calibro di Gino Fabbri, Roberto Rinaldini, Sal De Riso, Francesco Boccia, Alfonso Pepe, Alfonso Iaccarino, Gennaro Esposito, Peppe Guida, Loretta Fanella, Livia Chiriotti, Carla Icardi e tanti altri.

Tiziana Carbone, Nicola Pansa, Antonio Vuolo (anche per le fotografie)

 

I fossili di Bolca in corsa per la candidatura UNESCO

I più importanti reperti fossili della Val d’Alpone si trovano al Museo di Storia Naturale. Più di 9 mila quelli provenienti dai giacimenti di Bolca, un altro migliaio dal monte Costale e dagli altri siti della vallata.

Un patrimonio unico, che fa del Museo un punto di riferimento per tutta la comunità scientifica mondiale, destinato a crescere grazie al recente via libera del Ministero dei Beni ambientali per nuovi scavi nella vallata.

Si punta ora al riconoscimento Unesco. Due anni fa, in virtù di tale obiettivo, si è costituita l’Associazione temporanea di scopo “Val d’Alpone – Faune, flore e rocce del Cenozoico”, rappresentativa di tutto il territorio interessato dai giacimenti e a cui hanno aderito anche realtà ed enti che abbracciano il progetto.

Ultimo in ordine temporale, ma non certo per importanza, è il Comune di Verona, che proprio nelle scorse settimane ha formalizzato l’adesione all’associazione, completando quel percorso di collaborazione iniziato negli anni scorsi con gli esperti di Geologia e Paleontologia del Museo di Storia Naturale.

Un atto doveroso, che conferisce ancora più autorevolezza alla candidatura del sito naturale nella lista italiana Unesco.

Come spiegano gli assessori ai Rapporti con l’Unesco Francesca Toffali e alla Cultura Francesca Briani.

“Il Comune ha supportato sin dall’inizio la nascita dell’associazione conferendone il patrocinio e supportandone il lavoro scientifico e di ricerca con gli esperti del nostro Museo – spiega l’assessore Toffali -. L’adesione formale è il naturale proseguo del percorso già avviato, un impegno che ci onora e che andrà sicuramente a favore del progetto per il riconoscimento Unesco”.

“Una partita che coinvolge anche il nostro Museo di Storia Naturale, partner scientifico di assoluto rilievo per tutta l’attività di studio e ricerca sul patrimonio naturale della Val d’Alpone – aggiunge l’assessore Briani -. Ancora una volta si conferma il valore del nostro sito, inteso non solo come spazio museale che attrae migliaia di visitatori, ma anche come luogo di studio e ricerca scientifica riconosciuto a livello internazionale”.

 

Roberto Bolis

 

Marco Polo: un’opera epica, per celebrare la “Nuova via della Seta”

Foto di scena dal Marco Polo, Kublai seduto

Il Teatro Carlo Felice riapre le porte, dopo la pausa estiva, con una novità assoluta di grande rilievo artistico e culturale: Marco Polo, opera in tre atti, un prologo e un epilogo, di Enjott Schneider, con integrazioni compositive di Shaosheng Li, su libretto di Wei Jin. L’opera è stata commissionata dal Governo della Repubblica Popolare Cinese per celebrare la “Nuova via della seta”, annunciata nel 2013 dal Presidente Xi Jinping, ed è frutto di una imponente cooperazione produttiva tra China Arts & Entertainment Group Ltd., Guangzhou Publicity Office, Guangzhou Municipal Culture, Radio, Television and Tourism Bureau, CPAA Theatres e Silk Road International League of Theatres, China Arts & Entertainment Group, We Opera Studio Holding Ltd., per la Guangzhou Opera House, dove ha debuttato con grande successo il 4 maggio 2018 dopo due mesi di prove.

La rappresentazione al Teatro Carlo Felice, il 29 settembre e il 1 ottobre, è la prima esecuzione europea (preceduta da un’anteprima in forma di concerto al Teatro Dal Verme di Milano il 22 e il 24 settembre). L’evento è possibile grazie alla stretta collaborazione tra l’ente lirico-sinfonico genovese e l’Opera di Guangzhou: il Teatro Carlo Felice, infatti, mette a disposizione della produzione cinese il palcoscenico, l’Orchestra, il Coro e la sua macchina scenica all’avanguardia per un’opera-kolossal che richiede risorse tecniche non comuni. Marco Polo, infatti, è una sorta di grand-opéra del nostro tempo, con grandi scene di massa e balletti spettacolari. Un ruolo decisivo, dunque, per una resa teatrale adeguata alle intenzioni monumentali e cinematografiche di Marco Polo, hanno la regia di Jingfu Shi, le scene e i video di Luke Halls (un’impostazione scenografica con elementi “virtuali” che il Teatro Carlo Felice ha già sperimentato nella fortunata Aida della stagione scorsa)  e le coreografie di Hongxia Yan e Luisa Baldinetti.

La prima rappresentazione europea di Marco Polo al Teatro Carlo Felice è anche l’occasione per festeggiare due importanti ricorrenze: il 50° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Cina e il 70°7 anniversario della proclamazione della Repubblica Popolare Cinese.

L’opera verrà cantata in cinese, con sovratitoli in italiano: una sfida avvincente per il tenore Giuseppe Talamo, protagonista nel ruolo del titolo, e per il Coro del Teatro Carlo Felice, il cui lavoro di preparazione, sotto la guida del Maestro del Coro Francesco Aliberti, è iniziato molti mesi fa. Sul podio, uno dei più importanti direttori d’orchestra cinesi, il maestro Muhai Tang, che ha iniziato la sua carriera internazionale nel 1983, quando Herbert von Karajan lo invitò a dirigere la Filarmonica di Berlino.

La vicenda dell’opera è ispirata al celeberrimo Milione, in cui lo stesso Marco raccontò, nel 1298, le sue incredibili avventure in Oriente. Il librettista Wei Jin ha aggiunto un elemento di fiction immaginando una complicata storia d’amore tra Marco e l’affascinante Chuan Yun, interpretata da Xiaotong Cao, sullo sfondo delle lotte tra la dinastia Song e il regno di Mongolia. C’è anche Genova, in questa vicenda, come storicamente è giusto: l’opera, infatti, inizia e finisce nelle carceri di Palazzo S. Giorgio, dove Marco, prigioniero in seguito alla rivalità tra la Repubblica di Genova e quella di Venezia, dettò Il Milione allo scrittore Rustichello da Pisa, suo compagno di prigionia.

Il compositore tedesco Enjott Schneider, famoso per le sue colonne sonore (ne ha composto più di mille), ha musicato la storia di Marco Polo servendosi di un’infinità di tecniche compositive, padroneggiate con maestria: dalla musica per il cinema più “epica” alla scala pentatonica orientale, dalle atmosfere sonore alla Turandot a effetti sperimentali di forte suggestione evocativa. Il risultato è una musica coinvolgente, originale, ma accessibile a tutti, che il direttore Tang definisce quella di “un moderno Wagner”.

Un ringraziamento speciale va al Liceo Internazionale Deledda, al Liceo Statale Piero Gobetti e a Changcheng Associazione Culturale per l’aiuto fornito.

 

Pastorelli (anche per la fotografia)

 

Fassa Sky Expo

La sesta edizione della rassegna legata al volo libero in deltaplano e parapendio si terrà a Campitello di Fassa (Trento) nei giorni 27-28-29 settembre 2019. La Fassa Sky Expo è organizzata dall’associazione Icarus Flying Team in località Ischia.

In questi tre giorni gli appassionati troveranno presso i 25 stand della fiera tutti i nuovi prodotti disponibili sul mercato. Potranno anche testare ali, imbragature, strumenti per il volo e quant’altro in prima persona, decollando dal rifugio Des Alpes sul Col Rodella (2360 metri) che sovrasta la zona dell’esposizione e sorvolando le Dolomiti della Val di Fassa e del Trentino, le montagne più belle del mondo. L’accesso al decollo è garantito da una comoda funivia al ritmo di 120 passeggeri per volta. Comodo anche l’atterraggio nei pressi dell’esposizione. Grazie all’uno e all’altro, oltre che alla presenza dei più noti produttori di attrezzature e accessori per il volo libero, lo scorso anno sono state contate 9000 presenze, un risultato molto incoraggiante anche per la ricettività delle strutture alberghiere della zona.

Piloti di deltaplano e parapendio saranno i primi interessati alle novità di un mercato che non conosce sosta nello sviluppo tecnologico e innovativo e che meno di un mese fa ha portato all’Italia i titoli mondiali in entrambe le discipline. Poi molti curiosi, magari in vista di avvicinarsi al volo libero, un’attività affascinante che consente di avventurarsi nel cielo senza aiuto di motori, ammirare paesaggi da un punto di vista che non conosce confronti. L’ingresso è libero e durante tutta la esposizione ci saranno anche eventi collaterali, come il raduno nazionale dei Pionieri del Volo e l’escursione di hike and fly, cioè volo ed escursionismo, con guida in accompagnamento per sabato 28 settembre. Relax garantito ai punti di ristoro.

 

Gustavo Vitali

 

Visioni Corte International Short Film Festival a Gaeta

Sergio Leone, 1983. Foto di Angelo Novi gentilmente concessa a titolo gratuito da ©Archivio fotografico della Cineteca Nazionale, Roma

In occasione di due suoi importanti anniversari, i 90 anni dalla nascita (3 gennaio 1929) e i 30 anni dalla scomparsa (avvenuta il 30 aprile 1989), al regista romano, autore di capolavori entrati nella storia del Cinema come Il buono, il brutto, il cattivo, C’era una volta il west e C’era una volta in America, il festival omaggerà una speciale mostra multisensoriale composta di 40 immagini tratte dai suoi film più famosi e del backstage. L’esposizione – la prima a livello nazionale – sarà inaugurata il prossimo Sabato 21 Settembre, alle ore 19, nella suggestiva cornice dell’Ipab – SS. Annunziata, un ex Ospedale medievale incastonato nel centro storico di Gaeta, ed è realizzata in collaborazione con la Cineteca Nazionale e il Centro Sperimentale di Cinematografia e con il supporto di Arcidiocesi di Gaeta, Ipab e le associazioni AnteOmnia e Tesori dell’Arte. La mostra resterà aperta fino al 28 Settembre.

L’omaggio all’artista che ha realizzato una propria grammatica cinematografica, poi imitata e seguita da tanti altri registi italiani e stranieri, proseguirà Domenica 22 Settembre, con la presentazione dell’ultimo libro del critico cinematografico Italo Moscati, “Sergio Leone: Quando i fuorilegge diventato eroi”, edito da Castelvecchi.

La programmazione dell’8^ edizione di Visioni Corte International Short Film Festival, diretto da Gisella Calabrese, prosegue con la selezione di 71 cortometraggi scelti tra 1.216 cortometraggi provenienti da 55 Nazioni. Le opere selezionate provengono da 31 nazioni dai 5 continenti: Australia, Austria, Belgio, Bolivia, Canada, Cina, Estonia, Filippine, Francia, Germania, Giappone, India, Iran, Iraq, Israele, Italia, Messico, Moldavia, Nuova Zelanda, Polonia, Russia, Spagna, Sud Africa, Svezia, Svizzera, Taiwan, Thailandia, Turchia, UK, Usa, Venezuela. Le proiezioni si svolgeranno dal 23 al 27 Settembre, presso il Cinema Teatro Ariston di Gaeta dove il 28 Settembre si terrà la serata di premiazione dei vincitori delle cinque categorie in gara: fiction internazionale e italiana, animazione, documentazione.

Tra le novità di quest’anno i cortometraggi in Realtà Virtuale: in tale ambito il festival è il primo in tutto il basso Lazio e uno dei pochissimi in tutta Italia ad aver dato spazio a tale genere.

Altri eventi speciali, infine, prevedono un matinée con le scuole, con la proiezione del film “L’eroe” di Cristiano Anania, alla presenza dell’autore e il convegno dal titolo “Crime stories: tra fiction e realtà nel mondo dell’audiovisivo”, con la partecipazione della criminologa Immacolata Giuliani; lo psicoterapeuta Fabrizio Mignacca; Ercole Rocchetti, giornalista e inviato della trasmissione televisiva “Chi l’ha visto?”; la genetista forense Marina Baldi, volto noto della tv; l’ex capitano dei RIS di Roma, la dottoressa Chantal Milani, antropologa e odontologa forense, specializzata nell’identificazione delle vittime senza nome.

“Il buono, il brutto il cattivo”, Sergio Leone, 1966. Foto di Divo Cavicchioli gentilmente concessa a titolo gratuito da ©Archivio fotografico della Cineteca Nazionale, Roma

LA STORIA

Visioni Corte International Short Film Festival, organizzato dall’Associazione Culturale “Il Sogno di Ulisse”, con il contributo della Direzione Generale Cinema del Mibac, nasce nel 2012 con l’obiettivo quello di diffondere il talento di tanti autori, soprattutto emergenti, offrendo una vetrina dal respiro internazionale. Grande attenzione è dedicata al cinema europeo. In questi anni il festival ha ottenuto importanti riconoscimenti: ha vinto per due volte il “Silver Frame – Festival dei Festival”, come miglior festival italiano di cortometraggi al Video Festival di Imperia, e ottenuto il patrocinio del Padiglione Italia Expo Milano quale manifestazione ad alto valore culturale a livello nazionale. L’evento è stato inserito dalla Regione Lazio nell’elenco delle Buone Pratiche in ambito culturale. Fa parte della Fedic – Federazione Italiana dei Cineclub e dell’Afic – Associazione Festival Italiani di Cinema. Ha ricevuto la Medaglia del Presidente della Repubblica.

LE CATEGORIE

CortoAnimation: rivolta a storie di animazione di qualsiasi genere e realizzate con qualsiasi tecnica, anche la stop-motion. L’argomento è libero.
CortoDoc: rivolta ai documentari o reportage, di qualsiasi genere.
CortoFiction International, dedicata alla fiction nel senso più ampio del termine e riservata ai registi e produttori stranieri: possono essere storie inventate di diverso genere (drammatico, commedia, thriller, western, grottesco) o adattamenti di libri e/o racconti o ispirati a fatti realmente accaduti. Confluiscono in questa categoria anche i musical o music opera.
CortoFiction Italia: rivolta a qualsiasi tematica e genere e dedicata esclusivamente ai registi e produttori italiani. Spazia dal drammatico alla commedia, al thriller, al fantastico… Le storie possono essere inventate o adattamenti o ispirate a fatti realmente accaduti. Confluiscono in questa categoria anche i musical o music opera.
CortoVirtual: rivolta alla nuovissima categoria dei film a Realtà Aumentata a 360°, realizzati con tecniche innovative e visibili solo attraverso gli speciali visori Oculus, che si indossano come occhiali, ma che permettono allo spettatore una visione all’interno del film, come parte di esso, coinvolgendolo in un’esperienza unica nel suo genere ed estremamente “reale”.

LA GIURIA TECNICA

Di alto profilo la Giuria Tecnica di questa ottava edizione, che valuterà i cortometraggi in gara al fine di assegnare i premi nelle varie categorie. Presidente di giuria è Luigi Parisi, regista di serie Mediaset di successo come “L’Onore e il Rispetto”, “Il Bello delle Donne”, “Caterina e le sue Figlie”, “Il Peccato e la Vergogna”, “Il Sangue e la Rosa”. Fanno parte della giuria Filippo Kalomenìdis, autore di serie TV ed head writer di “Romanzo Siciliano” e “Il Tredicesimo Apostolo” in onda su Canale 5 nel 2016 e “Impero”, in sviluppo per Sky, e ha sceneggiato numerosi episodi di “RIS”, “RIS- Roma”, “Squadra Antimafia”, “La Nuova Squadra”, “Il Sistema”; il regista italo-marocchino Elia Moutamid, pluripremiato per i suoi cortometraggi e vincitore, con il suo lungometraggio “Talien”, del Premio della Giuria al Torino Film Festival e della menzione speciale ai Nastri d’Argento 2018 come migliore opera prima; Alice Rotiroti, sceneggiatrice e regista; e infine i critici cinematografici Roberto Donati e Alessandro Izzi.

Elisabetta Castiglioni (anche per le fotografie)

 

Il sacrario militare di Verona è aperto

Il sacrario militare di Verona, all’interno del cimitero monumentale, apre le porte alla città. Ogni secondo fine settimana del mese, il sabato e la domenica dalle 9 alle 18 (le 17 in inverno), il monumento che custodisce le spoglie di 3.915 caduti della Grande Guerra sarà visitabile a chiunque voglia riscoprire questo luogo di memoria e conoscere la storia e le storie legate alla vita e alla morte di migliaia di giovani soldati, non solo veronesi.

L’apertura è resa possibile grazie ad un protocollo d’intesa siglato tra il Commissariato generale per le onoranze ai caduti e l’ANA nazionale.

“Questo nuovo impegno ci riempie di orgoglio. Il sacrario militare di Verona è un luogo che merita di essere riscoperto. Dagli studenti e dalle scolaresche che studiano questo periodo storico ma non solo. Il nostro obiettivo è far conoscere a tutti il sacrificio dei nostri soldati e commemorarli. Dopo tanti anni, finalmente, iniziamo con l’apertura continuativa del sito: per ora è fissata a due giorni al mese ma a seconda delle richieste valuteremo come e quando implementare l’offerta”, spiega il presidente dell’ANA Verona Luciano Bertagnoli presentando l’iniziativa.

“Ministero della Difesa e Commissariato generale per le onoranze ai caduti, Comune e partecipate, Associazione nazionale alpini hanno operato in sinergia per valorizzare questo luogo sacro e i nostri caduti, per fare memoria e tenere aperto un monumento che altrimenti sarebbe accessibile solo a seguito di specifiche richieste”, plaude il tenente colonnello  Giuseppe Margoni del Commissariato generale per le onoranze ai caduti. Luoghi di raccoglimento e commemorazione, i cimiteri e sacrari militari in Italia sono circa 1.400, complessivamente 1.700 in tutto il mondo. E si tratta di spazi che ancora oggi, a distanza di decenni, ancora accolgono nuove spoglie che riemergono dai terreni di battaglia. Da inizio anno, solo sull’altopiano di Asiago, a fronte di lavori o anche di semplici escursioni, la terra ha restituito i resti di sei soldati della Grande Guerra. “È nostro compito prenderli in carico, fare rientrare le salme che ancora emergono all’estero, in Russia ma non solo. E dare loro degna sepoltura con gli onori militari”, spiega Margoni.

Gli alpini volontari dell’ANA Verona si alterneranno al Sacrario Militare anche per custodirlo e curarne la manutenzione ordinaria e saranno presenti con materiale informativo durante l’apertura. Il centro studi dell’ANA Verona, presieduto da Giorgio Sartori, è da anni in prima linea nella riscoperta dell’immenso patrimonio storico e umano che il sito rappresenta. Grazie a queste ricerche, “oggi di quei nomi e cognomi incisi sulle lapidi conosciamo anche paternità, luogo e data di nascita, reparto di appartenenza, luogo e data di morte di quei soldati. Il censimento ha certificato come la prima causa di morte non sia stata la battaglia in sé, quanto le epidemie dovute a condizioni di vita estreme. L’87% delle circa 4mila vittime ricordate al Sacrario Militare, sono infatti decedute a causa di malattie nei vari ospedali e ospedaletti da campo allestiti tra città e provincia”, ricorda Sartori.

ANA Verona

“Sante bambole puttane”. Dieci donne in musica d’autore

Grazia Di Michele e Maria Rosaria Omaggio di nuovo insieme in scena con il Teatro-Canzone, dopo il grande successo di “Chiamalavita” tratto dalle opere di Italo Calvino. Domenica 22 settembre, alle ore 19:00 sarà il Teatro Studio Gianni Borgna dell’Auditorium Parco della Musica di Roma ad ospitare il loro nuovo progetto tutto al femminile.
Sante Bambole Puttane”, che è anche il titolo del nuovo album di Grazia Di Michele (Egea Music), scritto a quattro mani con la sorella Joanna, è uno spettacolo incentrato su storie, narrate e cantate, di “donne che attraversano il mondo come ombre cui è negato ogni diritto di esistere davvero. Donne su cui gli uomini a volte proiettano le proprie fantasie, ignorando e negando la loro essenza”. Donne comuni, dunque, non celebri o straordinarie, ma con storie che meritano di essere raccontate perché anche in quelle vite fioriscono sentimenti e emozioni in cui è possibile riconoscersi.

“Sono sofferenze, e perfino tenerezze – raccontano le due interpreti – che salgono da un’umanità emarginata, speranze che si alimentano di sogni, alla disperata ricerca del bello e del giusto in un mondo che sembra offrire pochi spiragli soprattutto a chi è più debole… e le donne sempre più spesso, purtroppo, si ritrovano in questa condizione”.

Lora, Amina, Irina, Sonia, Dorina, Helen, Habi, Apollonia, Zelda, Raya, protagoniste di questi racconti in musica e prosa, rappresentano nell’immaginario di tanti le “Sante bambole puttane”, benché nella realtà siano donne con un personalissimo patrimonio di sentimenti vissuti, liberati, sognati, fraintesi, repressi, immaginati.

Auditorium Parco della Musica, Sala Teatro Gianni Borgna, Via Pietro de Coubertin, 00196 – Roma

Ingresso: euro 23, ridotto euro 18

Elisabetta Castiglioni (anche per la fotografia)

Alzheimer. Un convegno per vincere la solitudine di malati e famiglie

Combattere l’isolamento, rompere l’indifferenza che coinvolge il malato di Alzheimer e la sua famiglia, per creare una comunità capace di supportare e aiutare entrambi. È questo il tema del convegno, organizzato dal Comune di Verona, che si terrà la mattina di sabato 21 settembre al Teatro Ristori, in occasione della XXVI Giornata mondiale per l’Alzheimer. L’incontro aperto a tutti, è rivolto in particolare a volontari, operatori e famigliari e vede la partecipazione di Azienda Ulss 9 Scaligera e delle associazioni del territorio. Il tema centrale del convegno è “Vincere la solitudine in una città accogliente”.

L’iniziativa è stata presentata a palazzo Barbieri, dall’assessore ai Servizi sociali Stefano Bertacco, dalla responsabile dei Centri di decadimento cognitivo e demenze dell’Ulss 9 Laura De Togni, dal presidente dell’Istituto assistenza anziani Alessandro Capiotti e da Maria Grazie Ferrari dell’associazione Alzheimer Verona Onlus, da Giuseppe Gambina dell’associazione Familiari malati di Alzheimer, da Giorgio Facci di Abc Onlus e da Michele Orlando di Omnia.

“La giornata – ha detto l’assessore Bertacco – rappresenta una grande opportunità dal punto di vista medico – scientifico, ma anche un’importante occasione per scambiarsi riflessioni ed esperienze. L’Alzheimer, infatti, è una malattia che non colpisce solo il malato, ma che coinvolge in grande misura anche la sua famiglia chiamata ad affrontare nuove e inattese conseguenze dal punto di vista medico, emotivo e organizzativo. La famiglia è pienamente implicata nella gestione della malattia e, momenti di incontro come questo, sono fondamentali per entrare in contatto con chi ha maturato l’esperienza per affrontarla, per conoscere i servizi e le attività di supporto esistenti. La solitudine e l’isolamento che, talvolta, circondano malati e familiari vanno abbattuti. Parlarne e confrontarsi è un modo per rompere questo silenzio. Verona, negli anni, ha saputo sviluppare un grande sistema e una vera rete che coinvolge professionisti e associazioni di volontariato. Molto rimane da fare, anche perché l’età degli ammalati si sta abbassando”.

Secondo i dati divulgati dalla Regione Veneto, al 31 dicembre 2017, nella regione erano oltre 66 mila persone affette da demenza, di cui 2689 con esordio della malattia prima dei 65, i cosiddetti casi giovanili. L’Alzheimer è la più comune forma di demenza e rappresenta tra il 60 e il 70% dei casi.

Nel corso della mattinata, la dottoressa De Togni presenterà la mappa, realizzata dalla Regione, a supporto del percorso diagnostico, terapeutico e assistenziale messa a disposizione di medici, operatori, familiari e volontari, attraverso un apposito sito internet. Ci sarà, poi, la possibilità di conoscere le esperienze già sperimentate a Verona come la “Comunità amica delle persone con demenza”, i “Centri sollievo” e le varie forme di terapia attraverso l’arte e la musica.

 

Roberto Bolis

Luci della storia su Porta Pia. Sesta edizione

Riflettori accesi sul Risorgimento, riflettori accesi su Roma Capitale, dal 17 al 22 settembre. Martedì 17 settembre 2019, alle ore 20.30, si apre la rassegna “Luci della storia su Porta Pia”. Sesta edizione per la manifestazione rievocativa della storica “breccia” ad opera del Corpo dei Bersaglieri. Centoquarantanove anni fa, riconsegnavano le chiavi della città di Roma al Regno d’Italia sottraendola allo Stato Pontificio.

L’appuntamento, promosso dall’Associazione Nazionale Bersaglieri sezione Roma Capitale, in collaborazione con il Museo Storico dei Bersaglieri e con il sostegno dello Stato Maggiore dell’Esercito, si svolgerà interamente nel cortile cinquecentesco di Porta Pia, sede del Museo Storico dei Bersaglieri.

Una settimana di musica, storia e cultura, rigorosamente ad ingresso gratuito, dedicata agli appassionati del nostro Tricolore ma con un obiettivo più ambizioso: “fare memoria” in tempo di pace. Rinnovare la consapevolezza della nostra identità di cittadini italiani, ancora prima che cittadini del mondo attraverso la conoscenza della Storia Patria, chiave di accesso alla comprensione del nostro presente.

La sesta edizione della rassegna “Luci della storia su Porta Pia” avrà come focus una serie di anticipazioni dell’itinerario storico-culturale – in vista delle celebrazioni del 150esimo anniversario della Presa di Roma in programma per il 2020 – che il nostro Paese ha percorso, dalla vittoriosa battaglia in cui Roma fu annessa al Regno, all’Italia di oggi e ai giorni che ci separano dal 20 settembre 2020.

Aspettando la data del 20 settembre 2020, saranno molte le anticipazioni culturali in forma di saluto, intervista e narrazione che alterneranno, ogni sera dalle 18.00 alle 23.00, il ricco calendario di concerti e ospiti speciali. Si parlerà del valore dello sport con Francesco Moser, di storia dell’istruzione scolastica italiana con Mario Rusconi, presidente dell’Associazione Nazionale Dirigenti e con Alte Professionalità della Scuola, di relazioni internazionali con autorevoli ambasciatori, di emancipazione femminile e di evoluzione del costume e della società con Flavia Marzano, Assessora del Comune di Roma, sempre con riferimento agli ultimi 150 anni da quella “breccia” che fu e rimane presidio indelebile della storia d’Italia.

A fare da moderatrice con gli ospiti, la giornalista Carmen Lasorella insieme all’ideatore della rassegna Gen. Nunzio Paolucci.

Martedì 17 settembre, alle ore 20.30, si comincia con lo scrittore e storico Paolo Volpato.  Il suo intervento avrà come tema la situazione politica del 1870 con riferimenti a leggi, decreti, aneddoti e curiosità inedite. A seguire, alle ore 21.00, la Banda della Guardia di Finanza eseguirà un concerto che spazierà dalla musica classica ai brani di marce militari, per approdare alle più celebri colonne sonore del cinema italiano.

Intenso il carnet dei concerti dal martedì alla domenica in programma alle ore 21.00: fanfare dei Bersaglieri, delle bande militari dell’Esercito, compresa la Scuola Trasporti e Materiali, dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, dei Granatieri di Sardegna, e della Polizia Municipale di Roma Capitale.

Un omaggio alla “breccia” con le “Musiche e Poesie Romane” aprirà la serata celebrativa del 20 settembre. Un’immersione nella tradizione poetica, musicale e teatrale della Città Eterna con versi satirici, comici, drammatici e canzoni dei più autorevoli esponenti della romanità. Un progetto a cura di Angelo Blasetti e Dante Di Giacinto.

Esteso alla tradizione popolare italiana sarà il viaggio nella musica dei Folk Rose, in concerto il 22 settembre. Dal Sud al Nord, percorrendo le tradizioni più antiche, la band proporrà un repertorio di tarantelle, pizziche, saltarelli, valzer e canzoni che parlano di vita quotidiana, di eroi e di immancabile amore.

Spazio al Gospel, protagonista assoluto con il Coro Polifonico “Le mille e una Nota” diretto  dal Maestro Silvia Scicolone, in programma il 18 settembre.

Ed è proprio alla breccia che si ispira il Premio “Oltre la Breccia”, istituito dall’Associazione Nazionale Bersaglieri, in virtù di quell’azione compiuta dal corpo nel 1870 che valse, spingendosi oltre, la riconquista di Roma.  Il premio sarà riconosciuto al Campione mondiale paraolimpico di Salto in Lungo, Roberto La Barbera  e a due organismi: l’Associazione Sentire le Voci, rappresentata da Cristina Contini e la Fondazione Cultura e Arte, rappresentata da Emanuele F. M. Emanuele, presidente onorario.  Realtà che nel 2018 si sono distinte per le loro azioni responsabili, significative e repentine, al fine di perseguire il bene comune senza fermarsi di fronte agli ostacoli; con animo e grinta da “Bersagliere” sono riuscite a trasformare i vincoli in opportunità, mantenendo saldi i principi e costruendo ponti per il futuro.

Programma

Martedì 17 settembre
Ore 21:00
Concerto inaugurale
Banda musicale della Guardia Finanza

Mercoledì 18 settembre

Ore 18:00
Concerto Banda musicale Scuola Tramat

Ore 21:00
Concerto Coro polifonico “Le mille e una nota”

Giovedì 19 settembre
Ore 18:00
Concerto Banda musicale della Polizia locale di Roma Capitale

Ore 21:00
Concerto Banda musicale dei Carabinieri

Venerdi 20 settembre
Ore 18:00
“Omaggio alla Breccia”
Musiche e Poesie romane a cura di Angelo Blasetti e Dante Di Giacinto

Ore 21:00
Concerto Banda musicale Granatieri di Sardegna

Sabato 21 settembre
Ore 18:00
Concerto Fanfara dei Bersaglieri “P.Treboldi” Cremona

Ore 21:00
Concerto Fanfara Bersaglieri di Roma “Nulli Secundus”

Domenica 22 settembre
Ore 18:00
Viaggio nella musica tradizionale italiana con la Band “Folk and Rose”
Ore 21:00
Serata finale
Concerto Banda musicale dell’Esercito

Ogni giorno dalle ore 20:30 introduzione storico-culturale sui 150 anni della “Breccia” a cura di Carmen Lasorella

Elisabetta Castiglioni (anche per la foto)

Bilancio Festival lirico all’Arena. Numeri oltre le aspettative

I numeri raccontano un successo che va oltre le aspettative, un risultato frutto di un grande lavoro di squadra e che incentiva a proseguire il percorso iniziato.

Sabato 7 settembre, con l’ultima rappresentazione dell’Aida, il festival lirico ha chiuso la 97esima stagione. Significativo, rispetto al 2018, l’aumento percentuale sia di pubblico che di incassi che, in entrambi i casi, rappresenta il miglioramento più importante degli ultimi sei anni.

“Questa stagione è figlia di quel progetto che avevo in mente per la nostra Fondazione quando sono diventato sindaco, e che ho condiviso con istituzioni e partner cittadini che ci hanno creduto – ha detto il sindaco -. Un successo di squadra, dove i veri protagonisti sono i lavoratori della Fondazione Arena, una macchina che non si ferma mai e che, calato il sipario di un’opera, è già al lavoro per un nuovo allestimento. Questo, però, non va inteso come un traguardo, bensì come una tappa di un percorso ancora lungo. Certo sono numeri che parlano da soli, tanto più se si considera la situazione in cui versava la Fondazione quando si è insediato il nuovo Consiglio di indirizzo, l’8 gennaio 2018, sull’orlo del fallimento e in regime di commissariamento. Ed è anche la dimostrazione che, aver messo professionisti competenti alla guida di Fondazione e aver scelto di alzare l’asticella della qualità, sono state carte vincenti. L’ente lirico è un gioiello nel gioiello, non solo perché dà lavoro a centinaia di famiglie, ma perchè produce quella cultura che ci rende unici al mondo, con un indotto economico a vantaggio di tutto il territorio. Ora ci aspetta la sfida di rendere strutturale questa stabilità e migliorare ancora di piùla qualità degli spettacoli”.

“Il festival areniano è come una falange macedone, un piccolo paese che lavora dentro l’anfiteatro” ha detto Cecilia Gasdia sovrintendente della Fondazione Arena, alludendo al numero di lavoratori che in estate arriva a 1500. Per il sovrintendente il successo dell’ultimo festival è dovuto soprattutto all’elevata qualità artistica che ha caratterizzato tutti i 51 spettacoli andati in scena, dal primo all’ultimo.

“Oltre agli artisti di fama mondiale che hanno solcato il palco quest’estate, ad ogni spettacolo vi era un cast di altissimo livello, che è stato sicuramente apprezzato dal pubblico appassionato e conoscitore dell’opera. Siamo partiti con il botto, con la prima in mondovisione in ricordo di Zeffirelli, ma tutta la stagione ha registrato numeri da record, compresa l’ultima Aida che è stata vista da 11 mila spettatori. Questi risultati ci ripagano del lavoro svolto e ci danno entusiasmo per i traguardi che ci aspettano i prossimi anni, primo tra tutte la centesima edizione del festival nel 2022”.

Al direttore generale De Cesaris il compito di spiegare i numeri del 97esimo festival. In 51 serate ci sono state 426.649 presenze, pari all’8,56 per cento in più rispetto all’anno scorso. Segno più anche per l’incasso, che ammonta 26 milioni 674 mila euro (+11,13% rispetto al 2018), per una media di 523 mila euro a serata.

“Questo festival, al di là dei numeri importanti, lo ricorderò per la positività che ho percepito nei confronti della Fondazione Arena e della stagione lirica- spiega De Cesaris -, come se finalmente la città sentisse il senso di appartenenza verso l’ente lirico e il lavoro che viene svolto per il bene della comunità. In questa direzione va anche il progetto per fare di Verona la capitale dell’opera, con le scenografie areniane disseminate in tutta la città. Nei cittadini così come nei turisti deve essere immediata la percezione che questa è la città della lirica e che la Fondazione ha un ruolo centrale nella città”.

 

Roberto Bolis