I fossili di Bolca candidati UNESCO

Dalla città di Verona a Bolca, attraverso un itinerario fotografico suggestivo, realizzato per valorizzare fascino, importanza ed unicità dei fossili della Val d’Alpone e della Valle del Chiampo, in corsa per la candidatura Unesco. È questo l’obiettivo della pubblicazione ‘I luoghi dell’Eocene marino. Val d’Alpone e Alta Valle del Chiampo’, realizzata dall’associazione temporanea di scopo ‘Val d’Alpone – faune, fiore e rocce del Cenozoico’, per supportare il dossier di candidatura ed accresce la comprensione di questo particolare territorio, sede dello straordinario patrimonio fossile conosciuto ed ammirato in tutto il mondo. Nel 2017, in virtù di tale obiettivo, si è costituita l’associazione temporanea, che si è occupata della stesura del dossier e della realizzazione, con il contributo della Regione Veneto, del report fotografico raccolto nella pubblicazione. All’associazione, rappresentativa di tutto il territorio interessato dai giacimenti di Bolca, aderiscono anche altre realtà ed enti che abbracciano il progetto, tra cui il Comune di Verona. Tappa cruciale del percorso di riconoscimento e momento conclusivo di un iter lungo e complesso, l’invio al Ministero dell’Ambiente, a fine febbraio 2021, del dossier di candidatura.

Il volume descrive con immagini e parole le terre al confine tra il veronese e il vicentino, che conservano preziosi reperti fossili. Lo fa partendo da Verona, città già riconosciuta Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco nel 2000, per arrivare a Bolca, luogo simbolo della paleontologia mondiale. Due sono i percorsi scelti per arrivare in questi luoghi; il primo attraversa la via Postumia, l’antica via consolare romana che fiancheggia l’abbazia benedettina/olivetana di Villanova di San Bonifacio, il secondo passa per gli alti pascoli della Lessinia, un altipiano iscritto nel Registro Nazionale dei paesaggi storici. Seguendo i due itinerari si giunge in un territorio meraviglioso e misterioso, che rimane legato ai valori della terra nel rispetto della natura.

“I più importanti reperti fossili della Val d’Alpone – dichiara l’assessore ai rapporti con l’UNESCO Toffali – si trovano al Museo di Storia Naturale. Più di 9 mila quelli provenienti dai giacimenti di Bolca, un altro migliaio dal monte Costale e dagli altri siti della vallata. Un patrimonio unico e straordinario, che fa del Museo e della città di Verona un punto di riferimento per tutta la comunità scientifica mondiale. Un valore bene documentato anche nella pubblicazione, che rappresenta uno dei tanti lavori di ricerca realizzati per la candidatura. Un viaggio fotografico affascinante, che mostra tutta la bellezza ed importanza di un territorio dal grandissimo valore scientifico, storico e paesaggistico”.

“Un progetto fotografico realizzato per supportare il dossier di candidatura presentato lo scorso febbraio – spiega il presidente dell’associazione Bochese –, per far meglio conoscere la bellezza e le particolarità di questi luoghi, riserva straordinaria di un patrimonio paleontologico unico al mondo. Un tesoro di inestimabile valore che abbiamo la responsabilità di salvaguardare e valorizzare per trasmetterlo integro alle generazioni future. Il libro è solo l’ultima fatica di un percorso lungo cinque anni, durante i quali l’associazione ha lavorato per sensibilizzare e responsabilizzare l’intero territorio, in modo che prendesse consapevolezza dell’inestimabile valore paleontologico che possiede”.

Roberto Bolis

I fossili di Bolca in corsa per la candidatura UNESCO

I più importanti reperti fossili della Val d’Alpone si trovano al Museo di Storia Naturale. Più di 9 mila quelli provenienti dai giacimenti di Bolca, un altro migliaio dal monte Costale e dagli altri siti della vallata.

Un patrimonio unico, che fa del Museo un punto di riferimento per tutta la comunità scientifica mondiale, destinato a crescere grazie al recente via libera del Ministero dei Beni ambientali per nuovi scavi nella vallata.

Si punta ora al riconoscimento Unesco. Due anni fa, in virtù di tale obiettivo, si è costituita l’Associazione temporanea di scopo “Val d’Alpone – Faune, flore e rocce del Cenozoico”, rappresentativa di tutto il territorio interessato dai giacimenti e a cui hanno aderito anche realtà ed enti che abbracciano il progetto.

Ultimo in ordine temporale, ma non certo per importanza, è il Comune di Verona, che proprio nelle scorse settimane ha formalizzato l’adesione all’associazione, completando quel percorso di collaborazione iniziato negli anni scorsi con gli esperti di Geologia e Paleontologia del Museo di Storia Naturale.

Un atto doveroso, che conferisce ancora più autorevolezza alla candidatura del sito naturale nella lista italiana Unesco.

Come spiegano gli assessori ai Rapporti con l’Unesco Francesca Toffali e alla Cultura Francesca Briani.

“Il Comune ha supportato sin dall’inizio la nascita dell’associazione conferendone il patrocinio e supportandone il lavoro scientifico e di ricerca con gli esperti del nostro Museo – spiega l’assessore Toffali -. L’adesione formale è il naturale proseguo del percorso già avviato, un impegno che ci onora e che andrà sicuramente a favore del progetto per il riconoscimento Unesco”.

“Una partita che coinvolge anche il nostro Museo di Storia Naturale, partner scientifico di assoluto rilievo per tutta l’attività di studio e ricerca sul patrimonio naturale della Val d’Alpone – aggiunge l’assessore Briani -. Ancora una volta si conferma il valore del nostro sito, inteso non solo come spazio museale che attrae migliaia di visitatori, ma anche come luogo di studio e ricerca scientifica riconosciuto a livello internazionale”.

 

Roberto Bolis