Buon compleanno Castel Thun

Quasi 900mila visitatori hanno ammirato il magnifico maniero della Valle di Non da quando ha aperto i battenti il 17 aprile del 2010.

Dieci anni sono passati da quando in pompa magna, davanti ad una incredibile folla di migliaia e migliaia di persone, riapriva i battenti Castel Thun dopo una lunga e impegnativa campagna di restauri, studi, recuperi ed acquisizioni durata più di vent’anni seguiti dalla Soprintendenza ai Beni Architettonici, ai Beni Storico-Artistici e ai Beni Librari Archivistici e Archeologici, oltre a tantissimi interventi eseguiti da varie strutture provinciali sulla rete viaria, sui parcheggi, sul verde e al supporto garantito dalle comunità locali. Quel giorno fu vissuto da tutti i trentini e dalle autorità e istituzioni provinciali come l’evento culturale dell’anno, si inaugurava infatti, dopo tanta attesa, uno tra i più belli castelli del Nord Italia, una magnifica quanto rara dimora quasi principesca, unica e straordinaria per i suoi arredi originali, le ricche collezioni d’arte, unitamente al prezioso archivio dinastiale e l’altrettanto ricca biblioteca.

Armonico risultato di varie fasi evolutive succedutesi nei secoli, Castel Thun fu acquisito dalla Provincia autonoma di Trento nel 1992, a dieci anni dalla morte dell’ultimo dinasta il conte Zdenko Thun, e da allora entrò a far parte del museo del Castello del Buonconsiglio. Monumenti e collezioni provinciali.

Il maniero è un esempio tra i più interessanti di architettura castellana oltre a rappresentare un luogo molto significativo  per la storia del Principato vescovile, che si lega strettamente a una casata che ebbe diramazioni in tutta Europa e tuttora rappresentata da oltre duecento membri residenti in tutto il mondo: qui nella magnifica Stanza del vescovo, morì nel 1800 Pietro Vigilio Thun, l’ultimo principe vescovo della secolare storia del Principato vescovile di Trento.

In 10 anni sono stati staccati 875.822 biglietti, ma se si dovessero conteggiare tutti coloro che hanno partecipato a varie manifestazioni ed eventi serali o sono entrati a visitare i curatissimi giardini del maniero, o a frequentare la caffetteria, dove l’ingresso è sempre libero, il numero sfiorerebbe il milione di visitatori.

Sono soprattutto turisti da fuori regione e da fuori Italia a visitare il maniero, magari accogliendo la bella proposta del Trentino dei castelli, ma sono comunque sempre molti i trentini che amano un luogo da cui lo sguardo spazia sull’intera Val di Non e ci ritornano volentieri, di fatto Castel Thun è una delle attrazione culturale più importanti della valle e volano per la promozione dell’intero territorio.

In questi anni sono state allestite diverse mostre nel torrino che un tempo ospitava la biblioteca, tutte dedicate e legate alla casata e alla storia dei Thun, da “Ricordi di famiglia” a “Ospite d’onore. Matteo Thun ritratto da Giuseppe Molteni”, al “Tempo in una stanza”, dedicato all’orologeria antica trentina, alla “Seduzione del Classicismo” con le opere del Craffonara, al “Ritorno a casa di alcune opere ritrovate della collezione Thun”, che rende conto di una riuscita operazione di recupero di manufatti da tempo dati per dispersi, fino all’ultima rassegna della scorsa estate dedicata alle riviste di moda ottocentesche così apprezzate dalle contessine nei lunghi periodi estivi passati nell’avito maniero.

Ma in questi dieci anni, oltre alle mostre, sono stati fatti lavori di restauro della sacrestia, delle magnifiche carte da parati nel cabinet della Camera Biedermeier, di numerosi dipinti e sculture, mentre nel giugno del 2016 Castel Thun ha offerto nuovi suggestioni con la rivisitazione allestitiva delle sale, grazie anche al supporto scientifico dell’architetto Michelangelo Lupo, come la Sala delle Guardie e la Sala degli antenati, dove fa bella mostra una sontuosa tavola apparecchiata con porcellane e vetri d’epoca. Attingendo alle ricche collezioni dei Thun, in molte stanze sono state aggiunte opere d’arte e oggetti come sculture, alabastri, candelabri, dipinti, documenti, porcellane che hanno reso ancora più affascinante questa residenza nobiliare.

Sempre più Castel Thun è stato teatro di molti eventi tra cui concerti, convegni, conferenze, spettacoli teatrali, intrattenimenti d’arte, trasmissioni tv, e rievocazioni storiche come la “due giorni” estiva dedicata alla vita di corte cinquecentesca sotto l’egida del Centro Servizi Culturale Santa Chiara.

Proprio per celebrare degnamente i traguardi raggiunti in questi “primi” dieci anni di vita come sede museale, non solo sotto l’aspetto meramente quantitativo dei suoi visitatori ma soprattutto sotto quello delle variegate proposte culturali offerte per ridare il giusto posto a una testimonianza somma della storia trentina, il museo stava preparando per il 17 aprile una grande giornata di festa con ingresso gratuito, una scenografica e simbolica torta, laboratori per famiglie, visite guidate e musica per ricordare tutti assieme questi primi dieci anni e annunciare le novità allestitive del 2020. Purtroppo, a causa dell’attuale regime di restrizioni contro il diffondersi dell’epidemia, la festa diventa virtuale, e comunque ricca di appuntamenti che tutti potranno seguire sul sito e sui canali social del museo.

Eppure i festeggiamenti non si sono fermati e, a partire da martedì 14 aprile, racconti, video e fotografie, un contest sui social dove le più belle fotografie di Castel Thun, scattate in questi anni dai followers con gli hashtag #buoncompleannocastelthun #castelthun saranno premiate con simpatici gadgets del museo, sono stati la festa di compleanno.

L’intenzione del museo era di annunciare nella giornata due belle notizie: la prima la fine dei lavori di restauro al Cantinone, l’ampio spazio coperto che si trova sotto il Loggiato dei Cannoni, dove sarà allestita la collezione di carrozze della famiglia Thun; la seconda la recentissima donazione al museo di un quadro molto importante per Castel Thun, che verrà svelato nel corso della settimana sui canali social.

Buon compleanno, Castel Thun!

Buonconsiglio (anche per l’immagine)

Navigare tra i libri e le parole per la Giornata Mondiale del Libro

Da 10 anni “Leggere:tutti” organizza la Nave dei libri per Barcellona in occasione della Festa di San Giorgio, i libri e le rose che si tiene nella città catalana il 23 aprile, giornata mondiale del libro. A causa del Coronavirus nel 2020 non avrà luogo la traversata verso Barcellona con la Nave, ma si potrà comunque “Navigare tra i libri e le parole”. “Leggere:tutti” ha infatti coinvolto scrittori, musicisti, attori e tutti coloro che in 10 anni sono stati, o sarebbero stati nel 2020, protagonisti sulla Nave dei libri ad un grande evento in diretta che si svilupperà per tutta la giornata di giovedì 23 aprile, con interventi, presentazioni di libri, musiche, performance teatrali, che si svilupperanno intorno a tre parole: “Cooperazione, Solidarietà e Gratitudine”.

A partire dalle ore 10:00, Annalisa Nicastro, Sergio Auricchio, Sandro Capitani, Luisa Sodano, Bruno Gambacorta e Gianni Zagato coordineranno gli incontri tramite skype e canale youtube con: Eraldo Affinati, Viola Ardone, Paolo Ambrosini, Antonio Aprile, Allegra Bartalucci, Olivia Belli, Renato Bernardi, Annarita Briganti, Valerio Calzolaio, Massimo Carlotto, Ascanio Celestini, Katia Colica, Claudio Damiani, Maurizio De Giovanni, Stanislao de Marsanich, Oscar di Montigny, Antonello Giannelli, Pietro Greco, Giordano Bruno Guerri, Veit Heinichen, Mimmo Locasciulli, Pierluigi Lopalco, Gino Manfredi, Stefano Mabntegazza, Giusy Mantione, Giuseppe Marchetti, Melania Mazzucco, Peppe Millanta, Carlo Ottaviano, Fabrizio Paterlini, Telmo Pievani, Plutonium Baby, Roberto Riccardi, David Riondino, Eugenia Romanelli, Valerio Rossi Albertini, Carlotta Rondana, Donald Sassoon, Gaetano Savatteri, Silvia Scapinelli, Maurizio Serra, Peppe Servillo, Marco Spagnoli, Simona Sparaco, Emanuele Trevi, Valerio Varesi, Andrea Vitali, Massimo Zamboni, Giorgio Zanchini, Voci nel Deserto.

Gli autori saranno a disposizione degli utenti collegati per rispondere alle domande che potranno essere rivolte attraverso e-mail, Whatsapp e Whatsapp Audio.

“Abbiamo voluto creare questo appuntamento – spiega Sergio Auricchio, editore di “Leggere:tutti” – per non dimenticare, pur in questo momento difficile, la Giornata Mondiale del Libro e per questo abbiamo scelto come tema tre parole oggi di grande attualità, ma che dovranno guidarci anche nel futuro: Cooperazione intesa come partecipazione a progetti in cui non siamo più soli come persone, come imprese, come Stati ma lavoreremo tutti per il bene comune; Solidarietà verso chi non ce la fa, verso gli ultimi rompendo il muro dell’indifferenza; Gratitudine, un sentimento ricorrente oggi verso medici e infermieri che rischiano la loro vita per la salvezza degli altri, ma gratitudine non solo verso le persone, ma nei confronti di tutti gli esseri viventi e per la Natura che sempre più spesso viene violentata.”

La diretta partirà alle ore 10.00 di giovedì 23 aprile e si concluderà alle ore 20:00. Nelle giornate precedenti al 23 aprile sarà possibile iscriversi sulla pagina Facebook dell’evento, o tramite email info@leggeretutti.it ricevendo aggiornamenti ed eventuali variazioni sul programma. Sarà inoltre possibile prenotare copie dei libri con dedica degli Autori e chi vorrà riceverà in omaggio l’ultima copia di “Leggere:tutti” in formato digitale.

 

Elisabetta Castiglioni

Arte per l’Ospedale Fiera Milano

La Galleria Salamon di Milano desidera dare il proprio contributo alla lotta contro il Coronavirus (Covid-19), aiutando l’Ospedale Fiera Milano, costruito in tempi record da persone eccezionali per ospitare 200 malati di Covid-19 in terapia intensiva. Ospedale già operativo.
Matteo Salamon, titolare della galleria, ha pertanto allestito una mostra online selezionando 20 disegni antichi, proponendoli in vendita a prezzi scontati e destinando il 20% dell’incasso di ciascuna opera all’Ospedale Fiera Milano. La Galleria invierà copia della ricevuta della donazione a ciascun acquirente.
Il catalogo delle opere è consultabile al sito della Galleria: http://www.salamongallery.com.
Opere Scelte:
– Un gruppo di cinque Capolettera” databili alla fine del Duecento, del Maestro dei Corali di San Domenico in Gubbio
– Bernardino Luini è l’autore di due disegni, segnaliamo in particolare lo “Studio di Figura Maschile”, eseguito con pochi e vibranti segni di penna e inchiostro bruno
– Giovanni Maria Viani, artista bolognese del Settecento, è l’artista che ha eseguito il dolcissimo “Ritratto di un Retriever”, una delle razze canine da sempre nel cuore di chi ama il miglior amico dell’uomo
– Giovanni Migliara infine è il maestro lombardo che ha dipinto, a penna, pennello e inchiostro seppia, la bellissima “Veduta di Largo Augusto a Milano”.
Chi desiderasse ricevere ulteriori informazioni su un’opera in particolare, o fotografie in alta definizione, è pregato di contattare direttamente la Galleria: info@salamongallery.com

S.E.

“La Leonessa. Città di Brescia”… a casa!

Considerando il perdurare dell’emergenza sanitaria, con relativi provvedimenti, l’organizzazione del rinomato Premio Internazionale di Poesia “La Leonessa. Città di Brescia” ha deciso di bandire la nuova edizione del Premio con una sezione a tema specifica del periodo e programmando invio degli elaborati e premiazione online.

La scadenza dell’invio degli elaborati per ogni Sezione di partecipazione è fissata inderogabilmente al 31 maggio 2020.

Le Sezioni del Premio sono le seguenti:

 Sezione Poesia Italiana a tema libero, inedita, mai inviata, premiata o segnalata in altri concorsi. È ammesso inviare una o due poesie.

 Sezione Poesia Dialettale, inedita, mai inviata, premiata o segnalata in altri concorsi. È ammesso inviare una o due poesie in uno dei dialetti italiani, indicando di quale dialetto si tratta.

 Sezione a Tema: poesia inedita, mai inviata, premiata o segnalata in altri concorsi, dal seguente tema “Casa, dolce casa?”. Il tema è relativo al periodo di lockdown vissuto per l’emergenza sanitaria. È ammesso inviare una poesia, sia in lingua italiana che in lingua dialettale, specificando di quale dialetto si tratta, che in lingua straniera, con traduzione in lingua italiana allegata.

Per richiedere il bando completo del Premio, inviare un’email a renealben@tin.it

Il panificio Testi compie 50 anni. Lettera del sindaco: “Storia di dedizione al lavoro e di eccellenza”

Compie 50 anni di attività il Panificio Testi Luciano e la 3° Circoscrizione può festeggiare un’altra storica bottega di Verona. Il 1° aprile 1970, quando venne inaugurato, il Panificio Testi era l’unico forno di Borgo Nuovo, anzi del Villaggio Dall’Oca Bianca, come allora si chiamava. Era il sogno e il progetto di vita di Luciano Testi e Maria Silvana Biondani che, da poco sposati, avevano deciso di avviare la loro attività in un quartiere nuovo e che prometteva di crescere.

In questi giorni quel sogno e quell’attività imprenditoriale hanno tagliato il traguardo dei 50 anni di lavoro e continuano ad essere punto di riferimento del quartiere. Per questo, il sindaco Federico Sboarina e il vice sindaco Luca Zanotto hanno inviato alla famiglia Testi una lettera di congratulazioni.
“Anche in un momento così difficile per la nostra comunità – sottolinea il sindaco Sboarina – credo che sia importante ricordare chi, con la propria attività e il lavoro di una vita, ha saputo contribuire alla crescita, allo sviluppo e alla ricchezza della nostra città. Luciano e Maria Silvana Testi rappresentano uno straordinario valore per il quartiere di Borgo Nuovo e per tutta Verona: la loro è una storia preziosa di dedizione al lavoro e di eccellenza che mi auguro possano portare in alto ancora per molto tempo”.

Il panificio, infatti, rappresenta la storia di Maria Silvana e di Luciano, che fin da ragazzino lavorava per apprendere l’arte della panificazione, ma anche del quartiere. Aperto inizialmente in viale Sicilia, grazie al coraggio dei due giovani e a 5 cambiali da 500 mila lire, quel forno prima venne affiancato da una rivendita di pane e pasta, poi da un negozio di generi alimentari, che ancora esiste in via Selinunte, e infine, da un vero supermercato sempre nel quartiere. Quando la famiglia Testi decise di vendere il supermercato, il forno venne spostato in via Galvani 87, dove ancora oggi si trova dal 1988. Nel frattempo Luciano Testi, nel 1986, è stato insignito del titolo di Cavaliere del Lavoro, proprio per l’impegno e il lavoro profuso nella sua attività e, nel panificio, ha cominciato a lavorare anche Moreno, uno dei figli della coppia.

“Il panificio Testi – dice il vicesindaco Zanotto – rappresenta la straordinaria bellezza delle piccole botteghe famigliari della nostra città, ma soprattutto, continua ad essere l’anima del quartiere. Negli anni ha offerto la possibilità di lavorare a molte persone di Borgo Nuovo ed è diventato punto di riferimento per le tante iniziative che vengono promosse dalle realtà della zona, compresa la parrocchia e le associazioni di volontariato presenti”.

 

Roberto Bolis (anche per la fotografia)

Melegatti dona 2 mila colombe a favore di persone bisognose

Consegnati alla Protezione civile, i bancali con le due mila colombe donate dalla ditta Melegatti 1983 spa in favore della città. Prosegue l’ondata di solidarietà che sta investendo Verona per far fronte all’emergenza sanitaria ed economica causata dal Coronavirus, e prosegue il lavoro del Coc di assistenza alla popolazione come in questo caso. I volontari si sono occupati del trasporto e poi della distribuzione a persone bisognose sul territorio comunale.

Un’importante quantità di prodotto alimentare che la ditta, specializzata nella produzione dolciaria, ha deciso di devolvere a favore di quanti si trovano a vivere una situazione di difficoltà o disagio. Le colombe pasquali sono state stoccate questa mattina nel magazzino della Protezione civile al Quadrante Europa, per essere assegnate al Banco Alimentare e poi distribuire alle persone bisognose.

A coordinare oggi le operazioni, l’assessore alla Sicurezza Daniele Polato con il supporto del vice comandante della Polizia locale Lorenzo Grella.

“Una donazione importante – dichiara Polato –, che regalerà a molti veronesi in difficoltà una Pasqua un po’ più dolce. A nome dell’Amministrazione rivolgo un particolare ringraziamento alla ditta Melegatti 1983 che, in modo totalmente spontaneo, ha offerto alla città quasi 2 mila confezioni di colombe. In queste settimane ho potuto personalmente assistere a molti di questi gesti di solidarietà. Numerose, infatti, le donazioni che arrivano al Comune da parte di aziende pubbliche e private del territorio, desiderose di contribuire allo sforzo collettivo per superare il momento di difficoltà. Tra questi, la ditta Corsi Trasporti, che ha messo a disposizione i suoi mezzi per la distribuzione di beni deperibili”.

 

Roberto Bolis (anche per la fotografia)

Un’opera d’arte in cambio di una donazione a favore della lotta contro il coronavirus

Dai social di “Arte per la Libertà”, il grande cartellone che unisce “Voci per la Libertà” e “DeltArte”, viene lanciata una iniziativa di solidarietà in concomitanza con “Restiamo a casa Live”, le dirette quotidiane che ogni giorno fino a Pasqua animano i pomeriggi con le performance degli artisti del festival.

Come spiega la curatrice del festival Melania Ruggini: “Il mondo dell’arte, dagli artisti ai collezionisti al pubblico in generale, possono contribuire nel loro piccolo con questa asta online attraverso una piccola eppure significativa donazione per sostenere lo sforzo del personale sanitario italiano e delle associazioni che sono da mesi in prima linea contro l’emergenza del Coronavirus. In cambio ci si porta a casa un’opera firmata da un giovane artista italiano. L’intero ricavato andrà devoluto interamente in beneficenza alle strutture individuate dai nostri artisti”.

Il primo a inaugurare l’iniziativa è stato Riccardo Buonafede, celebre street artist ferrarese organizzatore di Manufactory Project di Comacchio (FE). Come ha commentato l’artista: “Oggi non sono solo medici e gli infermieri ad essere in difficoltà, lo sono anche le famiglie e i lavoratori. Noi siamo partiti da qui. Quest’opera non rappresenta solo un medico, rappresenta una donna che si sta preparando per fare il suo lavoro, come tutti i giorni, ma con la paura di compromettere la sua salute e quella della sua famiglia che l’aspetta a casa. Una donna che spera di non vedere troppe persone soffrire o morire ogni giorno. Se è vero che l’artista dipinge ciò che vede, questo è quello che io vedo oggi”. L’opera dal titolo “SUPERHEROES” se l’è aggiudicata Charly Pub del Lido delle Nazioni e il ricavato andrà interamente devoluta all’Ospedale del Delta di Lagosanto (FE).

Si proseguirà martedì 14 aprile con Ivano Petrucci, giovedì 16 aprile con la pittrice romana Violetta Carpino e infine sabato 18 aprile con la street artist Alessandra Carloni.

L’asta a rialzo durerà 24 ore; si potrà accedere sul profilo social dell’artista e di Arte per la Libertà proponendo il proprio prezzo. Per ogni opera si renderà noto per tempo a quale struttura, ente, associazione andrà devoluta la beneficenza.

www.arteperlaliberta.comwww.deltarte.comwww.vociperlaliberta.it

 

M.A.

So che cercate Gesù. Auguri con il Vangelo di Matteo

1. Ora, dopo il sabato, all’alba del primo giorno della settimana, venne Maria Maddalena e l’altra Maria a osservare la tomba.

È domenica di Risurrezione! Gesù ha lasciato il sepolcro, quel sepolcro in cui era stato deposto da Giuseppe di Arimatea. Abbiamo bisogno della speranza che ci infonde il Signore con la sua risurrezione. Abbiamo bisogno di risorgere dai nostri sepolcri, toccati dal Dio della Vita.

La liturgia permette di scegliere il Vangelo di Giovanni o questo di Matteo.

I sommi sacerdoti avevano avuto cura di far porre delle guardie da Pilato per controllare che il corpo non venisse trafugato.

All’alba del primo giorno della settimana le donne vanno al sepolcro. Sono: Maria Maddalena e l’altra Maria, identificata con la madre di Giacomo e di Giuseppe (cfr. Matteo 27,56).

Era usanza per i Giudei vegliare la tomba di una persona cara fino al terzo giorno dopo la morte per essere sicuri che la sepoltura non fosse stata prematura. Le due donne avevano osservato il riposo del sabato e il mattino della domenica tornano al sepolcro.

2. Ed ecco, vi fu un gran terremoto; infatti un angelo del Signore, sceso dal cielo e avvicinatosi, rotolò la pietra e si sedeva sopra di essa.

In Matteo le donne sono testimoni dell’apertura del sepolcro mentre sta avvenendo.

Il terremoto è una costante sia nella narrazione della morte di Gesù, sia nella trasfigurazione sia nella risurrezione. È segno di un avvenimento di natura apocalittica.

In questo racconto vi è un solo angelo che si rivolge a due donne. La sua funzione non è solo quella di parlare, ma anche di agire: fa rotolare la pietra posta davanti al sepolcro.

3. Era il suo aspetto come folgore e la sua veste bianca come la neve.

L’evangelista Matteo non parla del corpo del Risorto, ma elenca le caratteristiche dell’angelo: splendente e bianchissimo. Sono gli stessi elementi presenti anche nella trasfigurazione che evidenziano le caratteristiche di un corpo che è ormai glorioso.

4. Ora, per timore di lui le guardie tremarono e divennero come morte.

Le guardie tremano per la paura e svolgono, pertanto, un servizio inutile. Non si parla della risurrezione di Gesù, ma ci sono tutte le prerogative per capire la straordinarietà dell’evento.

5. Ma l’angelo, prendendo la parola, disse alle donne: «Non temete, voi; so, infatti, che cercate Gesù, il crocifisso.

L’angelo tranquillizza le donne con le parole “Non temete”. Parla di Gesù, il Crocifisso: da quando Egli ha subito il martirio della croce, la divinità porta impresse per sempre le ferite dei chiodi, anche da Risorto. Il nostro Dio porta in sé le prove del suo infinito amore per noi. È stato trapassato dai chiodi per amore e lo sarà per sempre. Non possiamo dubitare del Suo amore perché nelle sue mani, nei suoi piedi, nel suo costato ci sono i sigilli che sanciscono l’amore per noi, spinto fino alle estreme conseguenze.

6. Non è qui; infatti è risuscitato, come aveva detto. Venite, vedete il luogo dove giaceva.

Ecco l’annuncio pasquale: “È risuscitato come aveva predetto”. Matteo si riferisce sempre alle parole precedentemente pronunziate, in modo da confermare con i fatti le profezie annunciate.

Il sepolcro vuoto è un segno della risurrezione, ma non ne è una prova. Di fronte al sepolcro tutti siamo chiamati a prendere posizione: credere o non credere.

7. E, partendo presto, dite ai suoi discepoli che è risuscitato dai morti, ed ecco, vi precede in Galilea, là lo vedrete! Ecco, ve (l’)ho detto».

L’angelo conclude le sue parole con l’invio delle donne: devono andare ad annunciare ai discepoli che Gesù è risorto. Dà l’indicazione circa il luogo dove i discepoli potranno trovarlo, Lui che torna ad essere il loro Maestro. Le parole “Ecco ve l’ho detto” richiamano la profezia di Ezechiele 37: “L’ho detto e lo farò”.

8. E, essendo andate presto dal sepolcro, con timore e grande gioia, corsero ad annunziarlo ai suoi discepoli.

Matteo riferisce che le donne diventano coraggiose testimoni della risurrezione, diversamente da Marco che sottolinea la loro paura e il loro silenzio.

9. Ed ecco, Gesù andò loro incontro dicendo: «Gioite!». Esse, avvicinatesi, gli presero i piedi e si prostrarono dinanzi a lui

Le donne hanno la gioia di incontrare il Risorto che va loro incontro e dice “Gioite”. Reagiscono prostrandosi, gesto di adorazione riservato solo a Dio, così come avevano fatto i Magi a Betlemme: le donne adorano il Cristo Risorto, i Magi adorarono il Dio fatto uomo (cfr. anche Matteo 2,1-12 che riferisce l’adorazione dei Magi).

10. Allora Gesù dice loro: «Non temete; andate, annunziate ai miei fratelli che vadano nella Galilea, e là mi vedranno».

Di nuovo Gesù dice alle donne di non temere. È un modo per mettere in evidenza l’annuncio solenne della risurrezione e l’impegno dei discepoli di andare in Galilea per poterlo vedere.

Se nell’Eucaristia siamo uniti a Cristo possiamo risorgere ogni momento e non fermarci al male che tenta di avvinghiarci per distoglierci da Dio. Anche noi possiamo vedere il Signore Risorto ogni volta che andiamo oltre le apparenze e sappiamo cogliere una Presenza che riempie il cuore di gioia.

Cristo continua a risorgere qui e ora. Assume le profondità di un’umanità ferita e dilaniata dal male per portarla, risanata e pacificata, nel Regno del Padre Suo e nostro. Non più macigni che sigillano i sepolcri, ma esplosione di vita nuova.

Quando compiamo il passaggio dalla nostra debolezza alla potenza di Dio, è Pasqua; dalla nostra finitudine alla sua immensità, è Pasqua; dal nostro peccato alla sua tenera misericordia, è Pasqua; dalla nostra sofferenza alla sua gioia, è Pasqua; dalle tenebre alla luce, è Pasqua; dall’angoscia all’abbandono in Colui che per sempre ci dice: “Ho sofferto per te e ho vinto per te. Saremo sempre insieme nel mio Regno”, è Pasqua.

Buona Pasqua!

Suor Emanuela Biasiolo

 

GiocosamenteconilMuseo

Anche il Castello del Buonconsiglio organizza attività a distanza per famiglie.

Non tutti lo sanno, ma nel celebre Ciclo dei Mesi di Torre Aquila ce n’è uno che manca all’appello: il mese di marzo. Forse distrutto a causa di un incendio divampato tanti anni fa nella torre, ha lasciato un vuoto che interrompe il fluire del tempo e che oggi vi proponiamo di riempire a modo vostro.
Nelle vite di tutti, adulti e bambini, questo mese di marzo è stato insolitamente ‘vuoto’, interrotto bruscamente nel suo avvicendarsi – talvolta frenetico – di attività, incontri e compiti. Ma c’è qualcosa che non s’interrompe mai: lo scorrere del tempo e delle stagioni. Puntuale come sempre, a marzo la primavera è arrivata! Con i suoi fiori e i suoi colori ha riempito giardini e balconi e, anche se solo dalla finestra, abbiamo potuto assaporare il profumo della nuova stagione.

Nel Ciclo dei Mesi di Torre Aquila sono proprio i cambiamenti della natura a scandire il ritmo delle stagioni e delle attività umane. Maestro Venceslao, il pittore che realizzò gli affreschi sul finire del 1300, scelse di aprire metaforicamente le pareti della stanza, rappresentando il paesaggio che vedeva intorno a sé. Che ne dite di spalancare anche voi la finestra e realizzare il vostro mese di marzo?! Quello che è stato o quello che avreste desiderato…

Info: http://www.buonconsiglio.it

Corona-Incipit

Dopo il successo del concorso online “Corona-Incipit” (questi i risultati finali) proseguono le iniziative della Biblioteca comunale Ariostea (#iorestoacasa) che dal 9 al 19 aprile propone un nuovo gioco che prende la forma di un mini-concorso letterario. Giovedì 9 aprile, sul sito web delle biblioteche comunali di Ferrara archibiblio.comune.fe.it e sulla pagina Facebook BibliotecaComunaleAriostea, sarà pubblicato l’inizio di un brevissimo racconto inedito (gender neutral) al quale i partecipanti dovranno dare il finale preferito.

La prima parte sarà di circa mille battute (spazi inclusi – più o meno dieci righe) e ai partecipanti saranno consentite altre mille battute di finale. Il testo dovrà avere attinenza con l’incipit, essere scritto in italiano e non contenere frasi o parole volgari.

Il testo finale dovrà essere inviato entro domenica 19 aprile 2020 in formato word o similare (no PDF) alla seguente casella di posta elettronica: f.natali@edu.comune.fe.it

Non è prevista nessuna quota di iscrizione, anzi, non ci si deve neppure iscrivere, basta inviare il proprio testo finale. Ogni partecipante potrà inviarne uno soltanto (si richiede solo la redazione finale, non versioni aggiornate o corrette).

Al termine tutti i testi saranno pubblicati sul sito (partecipando si acconsente alla pubblicazione, ma chi desidera potrà chiedere che il proprio nome venga omesso) e ai migliori dieci, decisi da una giuria (‘inappellabile, insindacabile e inossidabile’ composta dai tre scrittori ferraresi Angelo Andreotti, Alberto Amorelli e Giuseppe Ferrara) andranno le ormai mitiche sportine in stoffa della Biblioteca Ariostea.

 

 

Alessandro Zangara