L’Ars Trio di Roma in un concerto dedicato alla Francia, con musiche di Debussy e Ravel

Claude Debussy e Maurice Ravel sono i protagonisti del concerto dell’Ars Trio di mercoledì 30 marzo 2022 alle 18.00 per la stagione di Roma Sinfonietta all’Auditorium “E. Morricone” dell’Università di Roma “Tor Vergata” (Macroarea di Lettere e Filosofia, via Columbia 1).

Di Claude Debussy, il capofila della musica impressionista, si ascolteranno due delle più importanti compoisizioni nel campo della musica dacamera. La prima è la Sonata per violoncello e pianoforte in re minore del 1916. Debussy aveva deciso di comporre sei sonate per diversi strumenti, ma la malattia che lo condusse alla morte gli impedì di portare a termine questo progetto e ne compose solo tre, di cui la prima è proprio quella per violoncello e pianoforte. Scritta di getto nell’estate del 1915, non risente assolutamente della cupa atmosfera della guerra, ma anzi ha la grazia e la felicità delle opere nate spontaneamente e dalla cui stesura è assente ogni apparente sforzo creativo. Particolarmente notevole è l’atmosfera notturna, lunare creata dalle armonie. Il Trio in sol maggiore fu scritto ben trentacinque anni prima e rivela come l’allora diciottenne Debussy fosse ancora sotto l’influsso dei romantici Schumann e Brahms; ma in alcuni moment i colori iridescenti e le raffinale ambientazioni armoniche già fanno presagire il futuro compositore “impressionista”.

La seconda parte del concerto è dedicata a Maurice Ravel. Dapprima la Sonata n. 2 per violino e pianoforte, l’ultimo suo lavoro nell’ambito della musica da camera, la cui composizione durò dal 1923 al 1927, tra profondi stati depressivi e soprassalti d’energia creativa. Ravel si rifà ai grandi modelli classici, ma molto liberamente, come testimonia il Blues del secondo movimento. In conclusione il Trio per violino, violoncello e pianoforte, ancora di Ravel, composto nel 1914. Anche qui i modelli classici, come la Passacaglia del terzo movimento, si alternano senza attriti agli influssi della musica popolare – in questo caso la musica basca – avvertibili nel primo e nell’ultimo movimento.

Fin dal suo debutto nel 2001, l’Ars Trio di Roma si è distinto come uno dei gruppi cameristici più interessanti della scena italiana. In quello stesso anno ha vinto i due prestigiosi concorsi internazionali “Città di Pinerolo” e “Premio Trio di Trieste”. Suona regolarmente per importanti istituzioni musicali italiane e ha compiuto numerose tournée internazionali, che l’hanno portato a Buenos Aires, Montevideo, Santiago del Cile, Rio de Janeiro, Praga, Kiev, Istanbul, e ancora in Germania, Austria e altri stati europei. È formato da Laura Pietrocini (pianoforte), Marco Fiorentini (violino) e Valeriano Taddeo (violoncello).

Questo il programma in dettaglio:

C.Debussy: Sonata per violoncello e pianoforte in re minore  L 144 (1915)

Prologue. Lent – Sérénade. Modérément animé – Finale. Animé. Legér et nerveux

C. Debussy: Trio per violino, violoncello e pianoforte in sol magg. (1880)

Andantino con moto allegro – Scherzo: Moderato con allegro – Andante espressivo – Finale: Appassionato 

M.Ravel:  Sonata n.2 per violino e pianoforte in sol magg. (1927)

Allegretto – Blues. Moderato – Perpetuum mobile. 

M. Ravel: Trio per violino, violoncello e pianoforte in la minore (1914)

Modéré – Pantoum (Assez vif) – Passacaille: Trés large – Final: Animé

Biglietti: intero € 12,00. Ridotto docenti, personale amministrativo e tecnico dell’Università € 8,00. Ridotto studenti € 5,00.

Info: 063236104 – www.romasinfonietta.it


Mauro Mariani

Il classico Haydn e il romantico Schubert nell’esecuzione del Quartetto Henao

Il giovane e promettente Quartetto Henao, già affermatosi in Italia, Europa e Asia, esegue due capolavori di Haydn e Schubert mercoledì 23 marzo alle 18.00 nella stagione di concerti di Roma Sinfonietta all’Auditorium “E. Morricone” dell’Università di Roma “Tor Vergata” (Macroarea di Lettere e Filosofia, via Columbia 1).

Il Quartetto Henao è formato da un colombiano, una coreana e due italiani ed è nato nel 2014 a Roma, dove i quattro giovani strumentisti seguivano i corsi di perfezionamento dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Nel 2016 è diventato membro della Pro Quartet di Parigi e dal 2018 de Le Dimore del Quartetto, due associazioni che sostengono i migliori giovani quartetti a livello non solo francese e italiano ma internazionale. Si è esibito in alcuni tra i più interessanti festival e stagioni cameristiche, come Accademia Filarmonica Romana, Accademia di Santa Cecilia, Accademia Musicale Chigiana, Pro Quartet di Parigi, Auditorium Sony di Madrid, Cappella Paolina del Palazzo del Quirinale, Associazione Scarlatti di Napoli. Nel 2019 ha effettuato la sua prima tournée in Asia. Nel 2020 ha debuttato con l’Orchestra Filarmonica Arturo Toscanini di Parma e con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI di Torino eseguendo per la prima volta in Italia Absolute Jest dal compositore americano John Adams.

Apre il concerto il Quartetto in sol maggiore di Joseph Haydn, il quinto dei sei dell’op. 33, scritti nel 1781-1782, gli anni della piena maturità del compositore austriaco, che è giustamente considerato l’inventore del quartetto per archi classico, ritenuto la forma più rappresentativa e più della musica da camera. Questo quartetto in particolare ha un carattere solare e sereno, che ne fa una vera celebrazione della pura bellezza della musica, ma che non si nega qualche elemento scherzoso, umoristico e teatrale.

Segue il Quartetto in re minore “La morte e la fanciulla” di Franz Schubert, che lo scrisse nel 1824, quasi contemporaneamente ad altri due quartetti, che sarebbero rimasti gli ultimi da lui composti, prima di essere stroncato da una morte precoce nel 1828. Pensando alla sua morte avvenuta a soli trentuno anni, può sembrare quasi una premonizione che questo Quartetto prenda spunto da Der Tod und das Mädchen (in italiano La morte e la fanciulla), un brano per voce e pianoforte scritto da Schubert nel 1817. Il testo di quella breve composizione era un dialogo tra la Morte e una fanciulla, che dapprima resiste alla volontà della Morte di portarla con sé, poi si rassegna quasi serenamente (“io non sono crudele, nelle mie braccia dormirai dolcemente”, le dice la Morte) al suo destino. Schubert riutilizzò la melodia principale di quel brano specialmente nel secondo movimento del Quartetto, che ha un tono di fondo drammatico, ma con qualche parentesi di serenità.

Biglietti: intero € 12,00. Ridotto docenti, personale amministrativo e tecnico dell’Università € 8,00. Ridotto studenti € 5,00.

Info: 063236104 – info@romasinfonietta.itwww.romasinfonietta.it
Mauro Mariani (anche per la fotografia)

Fast Animals and Slow Kids a Roma

Continuano gli incontri realizzati dal giornalista Enrico Deregibus con cantanti e musicisti dal Teatro Eduardo De Filippo di Roma per Officina Pasolini, il laboratorio creativo di alta formazione e HUB di eventi della Regione Lazio diretto da Tosca.

Dopo un nome simbolo della musica italiana degli ultimi decenni, Ron, protagonista dell’ultima serata, ora tocca ad una rock-band tra le più note e apprezzate delle ultime generazioni: i Fast Animals and Slow Kids.

L’appuntamento è per il 22 marzo alle 21 dal Teatro Eduardo De Filippo di Roma. La formula della serata sarà quella ormai consolidata: una intervista alternata ad alcune canzoni fatte dal vivo in acustico. Un modo per raccontare la band umbra da molti punti di vista, illuminando quello che c’è dentro e dietro alle canzoni.

L’entrata è gratuita, con green pass e prenotazione a questo indirizzo: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-enrico-deregibus-incontra-fast-animals-and-slow-kids-288071458487

L’ingresso del Teatro Eduardo De Filippo, che si trova all’interno della struttura di Officina Pasolini, è in viale Antonino di San Giuliano 782 (angolo via Mario Toscano).

L’evento sarà anche diffuso in streaming sulle pagine Facebook di Officina Pasolini, di Fast Animals and Slow Kids e di Enrico Deregibus.

I Fast Animals And Slow Kids, paladini del rock alternativo italiano più genuino, racconteranno le tappe e i successi che hanno segnato la loro carriera. A partire dal primo album “Cavalli” del 2011, prodotto da Andrea Appino degli Zen Circus, per arrivare all’ultimo “È già domani”, che tante soddisfazioni ha regalato al gruppo lo scorso autunno. Il disco, infatti, ha debuttato al quinto posto della classifica ufficiale italiana e alla seconda posizione in quella dei vinili, dimostrando come la band abbia fatto un ulteriore passo in avanti non solo nei testi ma anche nella scrittura dei brani e nella produzione. A Officina Pasolini, tra l’intervista e qualche brano fatto live, ci sarà anche l’occasione di presentare una nuova canzone, “Vita sperduta”, appena pubblicata, e il nuovo tour.

Enrico Deregibus, è giornalista e saggista, oltre che consulente o direttore artistico di svariati festival ed eventi in tutta Italia. Attualmente scrive su “Avvenire” ed è considerato il maggior esperto di Francesco De Gregori, su cui ha pubblicato vari libri. Dal 2020 collabora con Officina Pasolini, per la quale ha realizzato incontri con Emidio Clementi dei Massimo Volume, Dente, Zen Circus, Roberto Angelini, Cristiano Godano, Emma Nolde, Sergio Cammariere, ExtraLiscio, Mario Venuti, Nuvolari e Ron, tutti disponibili su YouTube.

Per aggiornamenti: www.officinapasolini.it

Monferr’Autore

Protagonista il flauto con Roma Sinfonietta

I flauti sono i grandi protagonisti del concerto di mercoledì 2 marzo 2022 alle 18.00 per la stagione di Roma Sinfonietta all’Auditorium “E. Morricone” dell’Università di Roma “Tor Vergata” (Macroarea di Lettere e Filosofia, via Columbia 1). Non il flauto ma i flauti, perché sono tanti I tipi di flauti e saranno tanti i flautisti che li suoneranno in questo concerto veramente unico. Marco Felicioni suonerà i flauti etnici, Laura Pontecorvo il flauto barocco, Andrea Oiva il flauto classico, Roberto Fabbriciani il flauto contemporaneo. In più “I Flauti di Toscanini”, un’orchestra formata interamente da flauti, diretta da Paolo Totti. In concomitanza sarà visitabile una mostra sull’evoluzione del flauto dalla musica etnica ad oggi a cura di Marco Felicioni.

I Flauti di Toscanini

Tutti pensiamo di conoscere questo strumento, invece ci sono moltissime cose da scoprire: tipi di flauto antichissimi e nuovi e musiche per flauto di epoche e paesi lontani.

Il flauto è ritenuto il più antico strumento melodico ideato dall’uomo, come conferma la recente scoperta in Slovenia di un flauto di circa 55.000 anni fa, risalente all’epoca dell’uomo di Neanderthal. Pur senza tornare così indietro nei millenni, i flauti etnici suonati da Marco Felicioni spingono le loro radici molto lontano nel tempo: si ascolteranno musiche etniche del nord e sud America, dell’Estremo Oriente, dell’Africa, dell’Oceania. L’Europa sarà presente con due danze rumene trascritte da Bartok e con alcune antiche melodie celtiche.

Poi ai flauti etnici di Felicioni si uniranno “I Flauti di Toscanini” diretti da Paolo Totti, che poi suoneranno anche un delizioso brano del Settecento, il primo movimento del Concerto per due flauti e orchestra di Cimarosa, con Marco Felicioni e Andrea Oliva come solisti

Si proseguirà con Laura Pontecorvo, che suonerà col flauto traverso barocco musiche del Settecento francese, italiano e tedesco (Hotteterre, Locatelli, C. Ph. E. Bach e Telemann) accompagnata dal clavicembalista Guido Morini.

Andrea Oliva si rivolgerà al periodo classico e romantico, dalla fine del Settecento agli inizi del Novecento, con musiche di Mozart, Donizetti, Chopin, Gaubert e Borne, accompagnato al pianoforte da Akané Makita.

Infine Roberto Fabbriciani percorrerà la storia degli ultimi cento anni del flauto, partendo da Syrinx di Debussy, passando per Jolivet, Maderna, Petrassi e Donatoni e arrivando fino ai nostri giorni con Più di un sogno del 2017 di Robert Platz. Suonerà vari tipi di flauto, tra cui il flauto contrabbasso, che si può ascoltare molto raramente, anche a causa della difficoltà di suonare un flauto di tali dimensioni.

“I Flauti di Toscanini”, fondati e diretti da Paolo Totti, hanno all’attivo oltre duecentocinquanta concerti in tutta Italia e anche in Europa e fuori d’Europa. Sono la prima orchestra italiana stabile ad essere formata esclusivamente da flauti, dall’acutissimo ottavino al profondo flauto contrabbasso.

Biglietti: intero € 12,00. Ridotto docenti, personale amministrativo e tecnico dell’Università € 8,00. Ridotto studenti € 5,00.

Info: www.romasinfonietta.it

Mauro Mariani (anche per la fotografia)

“Pillole Musicali” nella Galleria del Policlinico Tor Vergata

Martedì 22 febbraio alle 12.00 al Policlinico di Tor Vergata si terrà il terzo appuntamento di Pillole Musicali, il ciclo di incontri musicali all’interno del Policlinico Tor Vergata pensato per alleggerire, in un momento difficile, il clima di tensione e di duro impegno che in questo periodo gli ospedali vivono.

I primi due incontri sono stati accolti con grande favore da questo pubblico molto particolare, che ha chiesto ai musicisti di prolungare con una serie di bis questi brevi e informali incontri musicali, che si svolgeranno fino al 10 maggio ed offriranno una grande varietà di sonorità: dalla classica al jazz e alla canzone popolare romana. Al momento si tengono nella Galleria centrale del Policlinico Tor Vergata, per poi spostarsi, qualora l’evolvere della pandemia lo consenta, all’interno delle Unità Operative per far arrivare la musica anche agli ospiti ricoverati.

Il Policlinico Tor Vergata e l’Associazione Roma Sinfonietta hanno realizzato quest’idea con il sostegno economico del Credito Sportivo.

Raffaella Siniscalchi

La terza Pillola Musicale, che si svolgerà martedì 22 febbraio alle ore 12.00 nella Galleria del Policlinico di Tor Vergata ad ingresso gratuito, è dedicata alla canzone romana nell’interpretazione del Triollalléro. Insieme a Raffaela Siniscalchi – una delle più interessanti ed eclettiche voci del panorama italiano, che fa parte della Compagnia della Luna di Nicola Piovani ed ha avuto l’onore di registrare con Ennio Morricone – i membri di questo trio sono il chitarrista Massimo Antonietti e il fisarmonicista Denis Negroponte. Questi tre musicisti collaborano da tanti anni in vari progetti dal jazz alla musica d’autore, passando per il repertorio popolare. La loro Pillola Musicale sarà un viaggio appassionato nella canzone romana antica e moderna, da Romolo Balzani ad Armando Trovajoli e a Gabriella Ferri.

LA CANZONE ROMANA, TRIOLLALLERO: Raffaela Siniscalchi, voce; Massimo Antonietti, chitarra; Denis Negroponte, fisarmonica

Mauro Mariani (anche per la fotografia)

Camillian Demetrescu. Genesi 1969 – 2012

Fino al 14 gennaio 2022 la Camera dei Deputati apre le porte al pubblico che potrà ammirare la mostra dedicata a Camilian Demetrescu (Bușteni, 18 novembre 1924 – Gallese, 6 maggio 2012), pittore, scultore, scrittore e studioso di storia dell’arte romeno naturalizzato italiano. Instancabile sperimentatore di stili artistici, Demetrescu ha saputo cogliere con la sua spiritualità espressiva, gli aspetti più variegati e intimi degli esseri umani approfondendo e superando il naturalismo pittorico, il realismo socialista e l’arte astratta fino ad approdare a una rinnovata visione dell’arte sacra in difesa dei grandi valori universali dell’essere umano. L’inaugurazione, che si terrà il 21 dicembre dalle 17.30, prevederà, inoltre, anche il concerto del maestro Andrea Milan, chitarrista classico e docente, che si esibirà con musiche di Luis Milan, De Visee’ , Dowland e del Coro Tau delle suore missionarie francescane, presso la Chiesa di Santa Maria in Campo Marzio.

L’esposizione, a cura di Cornelia Bujin,  promossa da ICAS Intergruppo Parlamentare Cultura Arte e Sport, dall’Accademia di Romania in Roma e dall’Associazione culturale e spirituale Camilian Demetrescu, in collaborazione con la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea a Roma, con il patrocinio di Pontificio Consiglio della Cultura, organizzata da Civita Mostre e Musei con il supporto allestitivo della Fondazione Ludovico degli Uberti e il supporto logistico di Montenovi, è pensata come mostra retrospettiva e vuole mostrare in sedi distinte (la Sala del Cenacolo di Vicolo Valdina, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea e l’Accademia di Romania in Roma) i due momenti salienti dell’espressività artistica di questo interprete profondo dell’arte del XX secolo: il periodo astratto alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e all’Accademia di Romania, il periodo figurativo e sacro a Vicolo Valdina.

Una trentina di opere, tra dipinti e arazzi, sono esposti presso la sede di Vicolo Valdina, mentre 40 tra serigrafie, disegni e sculture del periodo astratto, presso l’Accademia di Romania e, una grande scultura lignea, La Maschera di Zalmokis, alla Galleria Nazionale di Arte Moderna. Un percorso a ritroso dunque che, partendo dagli ultimi venticinque anni di attività di Demetrescu, metterà in mostra la ricerca formale, figurativa e sacra ribaltandone volutamente una cronologia conclamata che vuole l’analisi e la crescita artistica iniziare dalle origini e dalla formazione. Questa scelta, per molti aspetti obbligata, si è resa necessaria volendo evidenziare le ragioni di un percorso artistico che sceglie, come processo di autodeterminazione, una via “scomoda” con il ritorno non solo al figurativo ma al figurativo sacro.  Ancor più, la scelta di una composizione stilistica e artigianale come quella dell’arazzo esprime al meglio la fusione tra la manualità artigianale colta e raffinata che ricerca, in una tridimensionalità cromatica, la trasposizione di una spiritualità non tanto palesata quanto costruita nella ricerca di simboli.

Ingresso libero, obbligo di Super Green Pass, mascherina, documento di riconoscimento

Informazioni: tel. 06 67601 – Link al sito

Ombretta Roverselli

Concerto di Natale stasera al Camploy

La colonna sonora di questo Natale sarà con la musica di Frank Zappa. Oggi, 23 dicembre, alle 21.15 si svolgerà al Teatro Camploy “Anteprima di Natale con Frank Zappa”, concerto della Big-Band Ritmo-Sinfonica Città di Verona, tradizionale appuntamento di dicembre giunto alla 24^ edizione. Dopo l’evento in streaming nel 2020, si ritorna in presenza con una serata che coniugherà musica e arte a 360°. Il repertorio scelto quest’anno infatti spazierà attraverso tutti i generi musicali, dal momento che Frank Zappa, nato nel 1940 e morto nel 1993, scrisse un importante capitolo artistico grazie ad una produzione enorme, eterogenea e ricca di influenze stilistiche, mettendosi in competizione, ironicamente, con qualsiasi genere musicale. Per questo motivo ad affiancare la Big-Band ci sarà anche il cantante e chitarrista bresciano Daniele “Dan” Martinazzi, vero esperto vocale e strumentale del repertorio zappiano e Michele Pachera con la marimba per proporre brani rock, jazz, rhythm & blues, anni ’50 e perfino di musica colta.

Ad arricchire la serata, che si inserisce nella 7^ edizione della rassegna La Città del Jazz al via al Teatro Camploy da aprile 2022, ci sarà Stephanie “Ocean” Ghizzoni, cantante e pittrice diplomata all’Accademia di Brera che, durante il concerto, dipingerà dal vivo il volto del compositore italoamericano.

Per partecipare si dovranno ritirare degli inviti disponibili, fino ad esaurimento, presso gli uffici dell’URP – Relazioni con il Pubblico – via Adigetto, 10. Sarà obbligatorio essere in possesso di super green pass. Informazioni:https://www.comune.verona.it/teatrocamploy http://www.bigband.vr.it/eventi.htm

Roberto Bolis

Concerto in stile Blues Brothers a Ferrara

Un concerto annunciato come occasione di divertimento coinvolgente e con finalità benefiche quello di “The Big Solidal Band” in programma per stasera, sabato 11 dicembre, alle 21.15 nella Sala Estense (piazza Municipio 14, Ferrara) tutto a favore della Fondazione Ado onlus che si occupa di assistenza domiciliare oncologica.

“Un’iniziativa che l’amministrazione comunale ha voluto sostenere anche con il patrocinio – ha sottolineato l’assessore Cristina Coletti – in segno di vicinanza all’importante azione di Ado sul nostro territorio a sostegno di coloro che soffrono di gravi malattie e dei loro familiari”.

“Ottima musica e una nobile causa – ha spiegato la presidente di Ado Gisella Rossi – con un gruppo consolidato che ci ha sostenuto fin dal debutto e che offre uno spettacolo davvero entusiasmante”.

“Il nostro gruppo – hanno quindi raccontato Carlo Merighi e Luca Sacchetti, rispettivamente voce e pianista della band – è nato nel 2009 come tributo ai Blues Brothers, ma poi si è arricchito con pezzi di rhythm and blues ed altro. In scena ci presentiamo con le due voci maschili in abito scuro e camicia bianca alla John Belushi e Dan Aykroyd, due voci femminili e altri nove componenti ai fiati, chitarre, basso, batteria, piano elettrico e organo”.
L’ingresso è a offerta libera, con un minimo di 12 euro. Per info e prenotazioni: tel. 0532 977531 e ufficio.iniziative@adohtf.it,  biglietti in vendita nelle sedi Ado (via Veneziani 54 e via Ripagrande 13, Ferrara) e la sera stessa nella biglietteria della sala Estense.
Per la partecipazione al concerto è richiesta l’esibizione del super Green Pass nel rispetto della normativa anti-Covid.

Quando la solidarietà incontra l’ottima musica, una nobile causa e lo spirito natalizio, il successo è garantito. È il caso del concerto della The Big Solidal Band che, dopo due anni di stop a causa dell’emergenza coronavirus, torna sabato 11 dicembre 2021 alle 21.15 sul palco della Sala Estense di Ferrara, a sostegno della Fondazione ADO. Un nuovo pirotecnico concerto natalizio che, con lo stop dovuto alla pandemia, si presenta arricchito di nuovi brani, in quel solco di soul e R&B che da sempre contraddistingue la band.

Un live show, patrocinato da Comune di Ferrara che merita senz’altro di essere visto, anche per il fine solidale: il ricavato verrà devoluto a favore delle attività di assistenza garantite dalla Fondazione ADO, che nel territorio ferrarese assiste i malati e al tempo stesso dà sollievo alle loro famiglie, sia a domicilio che in hospice.
Una serata in puro stile Blues Brothers. Una pellicola che dopo oltre quarant’anni (il film uscì nel novembre del 1980) pare non conoscere tramonto. Indubbiamente anche per merito di una strepitosa colonna sonora, che ha riportato a fasti al tempo inaspettati, brani musicali con arrangiamenti che sono stati consacrati nel Gotha non solo delle colonne sonore, ma della musica in generale. Riproponendo molti dei brani originali del film, The Big Solidal Band cerca di riportare anche il feeling della pellicola: un clima indubbiamente adrenalinico, grazie al quale il pubblico quasi stenta a rimanere fermo nella propria posizione, rispondendo al fremito positivo di una musica trascinante e coinvolgente come poche altre situazioni live. Blues Brothers e non solo: doverosa citazione anche per i brani della migliore tradizione R&B americana che completano la serata. Indimenticabili canzoni portate al successo da artisti di prim’ordine, quali Arehtha Franklin, Etta James, Sam and Dave, Otis Redding, solo per citarne alcuni.

Ed è proprio questa “reazione a catena” che porta i componenti della band a dare il meglio di sè: Marco Griguolo (batteria), Alessandro Gessi (basso), Luca Sacchetti (pianoforte e hammond), Danny Ghedini e Paolo Zangirolami (chitarre), Gabriele “Lele” Casoni (trombone), Antonello Del Sordo (tromba), Stefania Bindini (sax contralto), Paolo Santini (sax tenore e armonica) formano la colonna sonora dei concerti, coadiuvando i vocalist del gruppo, ovvero Silvia Veronesi, Anidia Villani, Cristiano “Kriss” Gentile e Carlo “Megus” Merighi. Tredici elementi, una vera e propria Big Band con una ritmica da urlo e una sezione fiati che dona un grande valore aggiunto al sound risultante. Quarant’anni del film, dodici di attività della band: numeri da non sottovalutare e che pongono la compagine come una delle migliori realtà musicali a cavallo tra Veneto ed Emilia Romagna.
Tutto questo in un connubio con l’ADO che ormai dura da oltre dieci anni, anni durante i quali ad ogni appello della Fondazione di volontariato ferrarese, The Big Solidal Band ha sempre prontamente risposto, ben consapevole degli sforzi volti a favore delle persone che si trovano nelle condizioni di doversi rivolgere all’associazione stessa.
E come dare il proprio contributo, se non nel settore in cui The Big Solidal Band opera? E quindi… su il sipario, la musica suona per solidarietà!

Alessandro Zangara

Concerto di Natale 2021 a Terni

Stasera, alle ore 21, nella Chiesa di San Francesco a Terni Kharkiv Symphony Orchestra

Programma

Ernest Chausson (1855-1899)

Poème op. 25

per violino e orchestra

Maurice Ravel (1875-1937)

Tzigane

per violino e orchestra

Pablo de Sarasate (1844-1908)

Zigeunerweisen op. 20

per violino e orchestra

– Intervallo –

Antonin Dvorák (1841-1904)

Suite ceca op. 39

Sergey Prokofiev (1891-1953)

Sinfonia n. 1 op. 25 “Classica”

Ingresso libero con prenotazione obbligatoria dei posti da effettuare entro il 9 dicembre 2021 telefonando al numero +39 0744 432714 dalle ore 10:00 alle ore 12:00, giorni festivi esclusi.

Per esigenze legate alle misure anti Covid-19, è necessario che il pubblico si presenti all’ingresso della Chiesa entro e non oltre 30 minuti prima dell’inizio del concerto.
Entrata riservata ai soli possessori del Super Green Pass.

Torna “in presenza” il tradizionale Concerto di Natale che Visioninmusica organizza in occasione delle festività a Terni, con il sostegno di Fondazione Carit, promotrice dell’iniziativa da sedici anni, e Banco Desio. Quest’anno il concerto, in programma sabato 11 dicembre alle ore 21:00 presso la Chiesa di San Francesco, è dedicato ai capolavori del virtuosismo violinistico tardo romantico e avrà per protagonisti una grande orchestra sinfonica, la Kharkiv Symphony Orchestra diretta da Yuriy Yanko, e un solista di assoluta eccellenza, il violinista Pavel Berman. Il calendario degli eventi culturali della città di Terni per il periodo natalizio si arricchisce ancora una volta con l’appuntamento che è da sempre tra i più attesi e partecipati e che nel 2021, dopo un anno di assenza causa pandemia, si terrà dal vivo, nello scrupoloso rispetto di tutte le norme in vigore attualmente. Aprirà il programma Poème di Ernest Chausson (1855-1899): considerata uno dei capisaldi del repertorio violinistico è anche l’opera più celebrata ed eseguita del suo autore. Il carattere del brano musicale è malinconico e introspettivo: la sua natura è assimilabile alla rapsodia con il suo alternarsi di tensione crescente e calante.

Quest’ultima caratteristica è tipica anche della Tzigane op. 76 di Maurice Ravel (1875-1937), composta originariamente per violino e pianoforte, tra il 1922 e il 1924, che costituisce il secondo pezzo in cartellone. Con tale brano, in un unico movimento e dall’esplicito sottotitolo rapsodie de concert, Ravel riproduce abilmente il virtuosismo incarnato dai compositori delle generazioni precedenti come Paganini e Liszt.

Il pezzo intitolato Zigeunerweisen ー Zingaresca ー, op. 20 del compositore e violinista spagnolo Pablo de Sarasate (1844-1908), si inserisce in questo contesto come ennesimo esercizio di virtuosismo, costruito questa volta su temi musicali del folklore ungherese ー non propriamente gitani, dunque, ー con cui Sarasate era venuto a contatto durante un suo soggiorno a Budapest, per una tournée, nel 1877.

La Suite ceca op. 39 di Antonin Dvorák (1841-1904) fu composta nel 1879 ed è una caleidoscopica rappresentazione della musica popolare boema: vi si riconoscono le melodie in ostinato che richiamano il suono delle cornamuse nel primo movimento, echi di canzoni popolari si fanno strada nel quarto; mentre negli altri movimenti vengono evocate danze popolari.

La Sinfonia classica di Sergey Prokofiev (1891-1953) fu composta negli anni 1916-1917 con l’impiego di stilemi tipicamente classici ー da qui il suo titolo ー che vengono però modificati o ricombinanti dall’autore: proporzioni e strutture tradizionali sono alterate e vengono inserite asimmetrie ritmiche e arditezze armoniche.

Pavel Berman è nato a Mosca e da giovanissimo viene ammesso alla Scuola centrale del Conservatorio di Mosca e successivamente al Conservatorio Tchaikovsky. All’età di soli diciassette anni conquista il secondo premio al “Concorso violinistico internazionale Paganini” di Genova (1987). Da quel momento acquisisce familiarità con un vasto repertorio, esibendosi in Unione Sovietica con l’Orchestra di Stato e la Filarmonica di Mosca. Berman prosegue i suoi studi con Dorothy DeLay nel 1992 alla Juilliard School di New York e poco dopo con Isaac Stern, che segnerà in profondità la sua creatività musicale. Pavel Berman vanta collaborazioni con prestigiose orchestre quali la Dresden Staatskapelle, la Indianapolis Symphony Orchestra, la Praga Symphony, la Royal Philarmonic di Liverpool, la Beijing Philharmonic, i Berliner Sinfoniker ecc. Ha collaborato con i direttori Eliahu Inbal, Petr Altrihter, Vasiliy Sinayskiy, Andrei Boreiko ecc. Ha tenuto concerti alla Carnegie Hall di New York, al Théâtre des Champs Elysées e alla Salle Gaveau di Parigi, alla Herkulessaal di Monaco, all’Auditorio Nacional di Madrid, al Bunka Kaikan di Tokyo, al Teatro alla Scala, al Conservatorio Verdi di Milano, al Parco della Musica di Roma, al Palais des Beaux Arts di Bruxelles. Dal 2005 Berman insegna all’Accademia Internazionale “Incontri col Maestro” di Imola. Ha inciso per Koch International, Audiofon, Discover, Supraphon e Phoenix Classics. Pavel Berman suona lo Stradivari “Berthier, Franz von Vecsey” del 1716, di proprietà della Fondazione Pro Canale di Milano.

Nato a Kharkiv, Yuriy Yanko ha completato la prima parte degli studi musicali nella sua città natale. Successivamente ha frequentato la Kharkiv University of Arts e il Conservatorio di Kiev, per perfezionarsi in direzione d’orchestra, operistica e sinfonica, con Stefan Turchak e Vakhtang Jordania. Yanko è stato direttore dell’Orchestra Filarmonica Accademica di Zaporizhzhya (1991–1994) e direttore musicale dell’Orchestra da camera della Scuola speciale di musica di Kharkiv (1999–2004). Dal 1994 dirige al Kharkiv Opera House, dove ha messo in scena numerose produzioni operistiche e di balletto. Dal 2001 Yanko ha lavorato come direttore musicale e direttore principale dell’Academic Symphony Orchestra della Kharkiv Philharmonic e nel 2004 è stato nominato direttore della Kharkiv Philharmonic (istituzione che contempla diverse formazioni strumentali, tra cui l’orchestra principale). Ha diretto praticamente in tutto il mondo: in Austria, Paesi Bassi, Egitto, Spagna, Italia, Germania, Corea del Sud, Repubblica Ceca, Polonia, Bulgaria, Russia, Stati Uniti, Francia e Svizzera. In anni recenti si è esibito al Musikverein di Vienna, con i Berliner Symphoniker, con la Budapest Symphony Orchestra, con l’Orquesta Sinfónica Nacional de México, con la Prague Radio Symphony Orchestra, con la Kammerphilharmonie di Monaco di Baviera, con la Kärntner Sinfonieorchester di Klagenfurt, con la North Czech Philharmonic di Teplice e con i Nürnberger Symphoniker. Yanko ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti come quello del governo locale e regionale di Kharkiv (nel 2002, 2004 e 2006) ed è vincitore di numerosi premi e onorificenze, tra cui l’ordine al merito nazionale del presidente dell’Ucraina.

La Kharkiv Symphony Orchestra , con più di novant’anni di attività alle spalle, è una delle più rinomate orchestre ucraine. Fondata nel 1928 da Jacob Rosenstein, personalità culturale di spicco e professore del Conservatorio di Kharkiv, l’orchestra è stata in seguito diretta da Paul Kletzki ed ha poi collaborato con celebri direttori come Kurt Sanderling, Guido Adler, Fritz Stiedry e Eugen Szenkar. Straordinari musicisti del calibro di Nathan Rachlin e David Oistrakh hanno intrapreso la loro carriera suonando con questa orchestra. Nel corso della sua storia la Kharkiv Symphony Orchestra ha inoltre accompagnato interpreti di fama mondiale come Anton Rubinstein, Sviatoslav Richter, Emil Gilels, Aram Khachaturian, Mstislav Rostropovich, Dmitri Shostakovich, Mikhail Pletnev, Daniel Kramer, Sergey Stadler, Anton Sorokow, Alexander Gavrylyuk, Krzysztof Penderecki e molti altri. Nel 1986, diretta da Alexander Alexeev, la Kharkiv Symphony Orchestra ha ottenuto un prestigioso riconoscimento fra le orchestre delle repubbliche sovietiche. Nel 2001, Yuriy Yanko, detentore di una delle massime onorificenze artistiche ucraine e vincitore del concorso internazionale per direttori d’orchestra intitolato a Vakhtang Jordania, è stato nominato direttore musicale nonché direttore principale della Kharkiv Symphony Orchestra. Oltre ad essere protagonista di alcuni dei maggiori festival musicali europei, l’orchestra ha anche una intensa attività di tournée, immancabilmente coronata da successi. Nell’ottobre 2006 l’orchestra ha anche ottenuto lo status di Orchestra Accademica. Le registrazioni audio delle sue performance sono conservate negli archivi della Compagnia Televisiva e Radio Nazionale dell’Ucraina e i suoi concerti sono regolarmente trasmessi dalle emittenti nazionali.

Elisabetta Castiglioni

“Oratorio San Giovanni Battista” di Alessandro Stradella al Carlo Felice

Il Teatro Carlo Felice di Genova si addentra nel progetto d’esecuzione integrale dell’opera di Alessandro Stradella presentando, dopo l’allestimento in prima esecuzione moderna de Il Trespolo Tutore nel 2020, l’Oratorio San Giovanni Battista, in programma al Teatro Carlo Felice martedì 7 dicembre, alle ore 20.00. Andrea De Carlo dirige l’Orchestra del Teatro Carlo Felice, cui si unisce per l’occasione l’Ensemble Mare Nostrum, solisti Max Emanuel Cencic (S. Giovanni Battista), Topi Lehtippu (Consigliere), Dorota Szczepańska (Erodiade la madre), Silvia Frigato (Erodiade la figlia), Masashi Tomosugi (Erode).

«Con l’esecuzione dell’Oratorio San Giovanni Battista da parte di un grande specialista stradelliano, Andrea De Carlo, afferma il Sovrintendente Claudio Orazi, il Teatro Carlo Felice si addentra nel percorso di ricostruzione della Civiltà musicale genovese volgendo lo sguardo, dopo la prima opera comica di Stradella, a un capolavoro sacro del compositore, tra i maggiori del genere.

La composizione dell’Oratorio San Giovanni Battista, su testo dell’Abbate Ansaldi, avviene a Roma, durante il periodo di chiusura dei Teatri, nell’anno sacro 1675 e la sua prima esecuzione, al termine dell’anno giubilare il 31 marzo a S. Giovanni dei Fiorentini, con il giovane Corelli tra gli strumentisti in organico. L’ultima fase romana di Stradella è parte di un antefatto che prelude alla nuova dipartita del compositore da Roma, alla volta di Venezia e quindi dal 1678 di Genova. Qui il compositore passerà il restante dei suoi giorni, con l’incarico di organizzare i cartelloni del Teatro Falcone che, dopo il San Cassiano di Venezia, è il secondo teatro pubblico d’Italia. Sarà di nuovo una vicenda amorosa, e quindi un agguato a determinare la sua fine, in Piazza dei Banchi. Sarà sepolto a pochi passi da lì, nella Basilica di Santa Maria delle Vigne. »

«Il San Giovanni Battista di Alessandro Stradella – commenta Andrea De Carlo –  è un’opera straordinaria, moderna e originalissima, che unisce passato e futuro in un abbraccio poetico e visionario pieno di emozione e umanità.  Stradella stesso la riteneva la sua composizione migliore, e lo scrittore Philippe Beaussant de l’Académie Française soleva dire che se avesse dovuto salvare solo un’opera dalla distruzione tra tutta la musica avrebbe scelto l’Oratorio S. Giovanni Battista. L’incontro dell’Orchestra del Teatro Carlo Felice con i musicisti barocchi dell’Ensemble Mare Nostrum rappresenta meravigliosamente questo slancio, e proietta il Battista interpretato da Max Emanuel Cenčić  verso orizzonti musicali a venire ».

Alessandro Stradella (Bologna 1643, Genova 1682). Oratorio San Giovanni Battista (1675)

S. Giovanni Battista, Max Emanuel Cencic (controtenore)

Consigliere,Topi Lehtippu (tenore)

Erodiade la madre, Dorota Szczepańska (soprano)

Erodiade la figlia, Silvia Frigato (soprano)

Erode, Masashi Tomosugi (basso)

Maestro concertatore e direttore Andrea De Carlo

Orchestra del Teatro Carlo Felice in collaborazione con Ensemble Mare Nostrum

N.T.S.