Castelli trentini gratis!

In occasione della Giornata dell’ Autonomia, prevista sabato 5 settembre,  e nella successiva giornata di domenica 6 settembre l’accesso al  Castello del Buonconsiglio e alle sedi distaccate sarà gratuito. Saranno gli ultimi giorni per poter ammirare al Buonconsiglio la mostra dedicata alla Grande Guerra,  “L’Europa In guerra. Tracce del secolo breve”.  Nelle due giornate alle ore 15 saranno proposte visite guidate gratuite alla mostra, mentre sabato alle ore 15 a Villa Margon sarà proposta l’attività per famiglie  dove si potrà conoscere uno dei luoghi più affascinanti e suggestivi di Trento, una visita alla villa per scoprire capolavori affrescati nel Cinquecento e un’esplorazione nel parco per osservare piante e fiori da disegnare su un taccuino come abili botanici. L’appuntamento è a Ravina, imbocco strada per Località Margon. Il tragitto di circa 3 Km sarà a piedi, chi lo desidera può salire fino alla villa e attendere il gruppo per le 15.30. In caso di pioggia l’attività verrà annullata. La sera del sabato al Buonconsiglio  sarà possibile assistere alle 20.30 al concerto di musica elettronica dedicato al genio di Romanino, sempre a ingresso libero, fino ad esaurimento posti. Il Mascoulisse Quartet e il compositore Sebastiano Della Bianchina dedicheranno  al pittore bresciano   una inedita  rilettura elettronica in cui la musica dell’epoca si tingerà dei colori della contemporaneità. Domenica 6 settembre sempre  al Buonconsiglio si concluderà il ciclo musicale “Incanto al castello”  con il concerto ad ingresso libero alle ore 18  organizzato dalla Federazione Cori del Trentino e dedicato alla chiusura della mostra sulla prima guerra mondiale dove si esibiranno  la corale Polifonica di Lavis e del Coro Martinelli di Serrada.

Museo Castello del Buonconsiglio

A Roma “Invito alla Danza 2015”. XXV edizione

Nozze d’argento per “Invito alla Danza”, la più antica manifestazione romana dedicata a quest’arte che festeggia nel 2015 il suo XXV anniversario realizzando, com’è nel suo stile, spettacoli di innovazione culturale, grande danza e multidisciplinarietà secondo un cartellone variegato. Per valorizzare questo importante anniversario, il Festival ha riconquistato il suo spazio storico a Villa Pamphilj.

Apre il cartellone, il 16 luglio, la Nueva Compañia de Tango Argentino di recente formazione e al suo debutto romano con lo spettacolo El ultimo Tango, dedicato alla musica di Piazzolla mirabilmente eseguita dall’Orquestra Minimal Flores del Alma.

A seguire il 21 luglio, in prima assoluta, lo spettacolo L’ultimo rifugio realizzato in collaborazione con la compagnia Egri Bianco Danza e il sito archeologico museale del Bunker del Soratte. Lo spettacolo interdisciplinare con musica live, testo recitato, video multimediale e filmati d’epoca, unico nel suo genere, realizza un’interessante innovazione teatrale. Dopo il debutto romano, la performance verrà riproposta il 26 luglio all’interno del Bunker del Soratte. Il 23 luglio appuntamento stabile con la primaria compagnia di danza Aterballetto che presenterà lo spettacolo Certe notti su musiche e poesie di Luciano Ligabue e coreografia di Mauro Bigonzetti. La performance rappresenta un cammino nella notte intesa come rigeneratrice di una realtà intima personale.

Invito alla Danza apre quest’anno a un nuovo genere teatrale in cui si mescolano momenti di clownerie,  cabaret , street-dance, mimo e proiezioni video. Tutto questo è lo spettacolo Scotch imBALLATI vivi che arriva a Villa Pamphilj il 28 e 29 luglio e coinvolge i Bandits Crew e i Falappa Project. In questo momento è particolarmente fragile la situazione della danza classica che sempre meno viene rappresentata e che, per non sparire definitivamente dai palcoscenici italiani, ha bisogno di essere tutelata: nel cartellone 2015 l’appuntamento col balletto è il 31 luglio e viene rappresentato dal Gala Giuseppe Picone e i grandi della danza. Con l’étoile partenopea si esibiscono i migliori danzatori dello scenario internazionale, attualmente principals nei più importanti teatri e compagnie. Chiude il cartellone, nell’ambito dell’Estate Romana, la Spellbound Contemporary Ballet con una serata a lei dedicata. Il 3 agosto la compagnia guidata da Mauro Astolfi si esibirà infatti nello spettacolo Serata Spellbound formato da tre diverse coreografie.

All’inizio dell’autunno, con date ancora da definire, Invito alla Danza proporrà due progetti realizzati in collaborazione con l’Accademia Nazionale di Danza. Il primo, Formidabili quegli anni, ricostruisce le performance dei grandi coreografi che hanno introdotto in Italia, e a Roma in particolare, la Modern Dance americana (Elsa Piperno, Joseph Fontano e Nicoletta Giavotto) e delle tecniche di riferimento per la conoscenza e la diffusione della danza contemporanea nei suoi linguaggi fondamentali (Graham, Limòn e Cunningham). Il progetto si articola in un triennio e ripropone nel 2015 le coreografie più significative degli anni ’70 e ’80.

Il secondo, Trenta e’ Bello (il titolo prende spunto dall’età dei partecipanti) è frutto di un programma ideato da Invito alla Danza nel 1996 atto a stimolare e supportare la creatività giovanile, promuovere i giovani coreografi e rinverdire la danza degli anni a venire.

Un giro di boa, questo venticinquesimo di Invito alla Danza, che conferma la passione, la determinazione e la qualità delle scelte per una proposta articolata e sempre allineata con i nuovi linguaggi della contemporaneità. Come afferma Marina Michetti, direttrice artistica della rassegna: “La freschezza, l’entusiasmo, l’ingenuità degli esordi hanno negli anni ceduto il passo ad una volontà ferrea e ad una professionalità a volte esasperata, grazie alla quale però siamo cresciuti e andati avanti. Grandi però le soddisfazioni, il piacere insostituibile di aver realizzato nella maggioranza dei casi qualcosa di bello o di unico, confortante l’accoglienza e la richiesta del pubblico. In tutti questi anni di lavoro non ci siamo mai allontanati dai nostri obiettivi: dare pari dignità ai diversi stili di danza, presentare nuove proposte, artisti e compagnie esordienti nel nostro paese, senza dimenticare i grandi eventi. In altre parole creare una ‘cultura della danza’.”

Gli spettacoli iniziano alle ore 21.30; posti numerati con biglietti dai 15 ai 23 euro.

INFO +39 06 39738323

Elisabetta Castiglioni

 

 

 

 

SaxAppeal. Il saxofono e le sue metamorfosi

Un evento originalissimo realizzato nell’ambito di “Metropolitana 2015”, la manifestazione culturale di Fiumicino ideata e organizzata dall’Assessore alla Cultura del Comune Daniela Poggi.

Dal 4 all’11 luglio avrà infatti luogo all’interno di Villa Guglielmi una serie di eventi, tra cui una mostra di strumenti incredibili, concerti, visite guidate e workshop – che racconteranno  la genesi, l’evoluzione e le vicende di uno degli strumenti musicali più geniali della storia della musica: il saxofono. Si potranno così ripercorrere le mille metamorfosi di un oggetto che seduce, oltre ai musicisti ed appassionati, una larghissima fascia di pubblico: basti pensare all’uso del saxofono nella pubblicità e nei film per rendersi conto di come ad esso vengano associate costellazioni ideali diverse, dalla trasgressione alla sensualità, dall’appeal della cultura americana al feeling di quella underground e jazz.

Il saxofono nel corso dei suoi 170 anni ha subito una miriade di trasformazioni ed un numero impressionante di variazioni. Da anonima pipa di nichel e da parente lontano e bastardo del clarinetto relegato ad avvilenti manovalanze bandistiche, ha saputo trasformarsi nello strumento re del jazz capace di esprimere rabbia, desideri, sonorità ed umori più disparati, divenendo l’icona multiforme del Novecento.

All’interno della splendida e suggestiva Villa, il pubblico potrà ammirare ed ascoltare alcuni tra gli strumenti musicali più rari, inusuali e bizzarri mai costruiti ed appartenenti alla più grande ed importante collezione del mondo: la Collezione Berni.Tra questi il minuscolo soprillo di soli 30cm il tenore diritto L.A.Sax, il Grafton Plastic di Charlie Parker, il mitico Conn “O-Sax”, il Goofus-Sax di Adrian Rollini, i saxofoni a coulisse, gli strumenti appartenuti all’inventore dello strumento Adolphe Sax, i tenori appartenuti a Sonny Rollins ed a Tex Beneke (solista dell’orchestra di Glenn Miller ed artefice degli assoli più famosi del jazz, tra cui In The Mood, Chattanooga Choo Choo e molti altri), il Jazzophone (tromba-saxofono con due campane), il gigantesco sax contrabasso Orsi, il sax alto inverso Timis, il saxofono più grande del mondo e, dulcis in fundo, il mastodontico sub-contrabasso J’Elle Stainer. A cornice e completamento dell’esposizione verranno esposte fotografie d’epoca, giocattoli d’epoca, documenti originali, imboccature, cataloghi musicali, accessori e vinili.

Sax Appeal  è un viaggio straordinario nel variegato mondo dei suoni del saxofono e con il quale rendere omaggio all’inventore belga dello strumento Adolphe Sax ed ai grandi esecutori del jazz che hanno abbracciato e soffiato dentro questo tubo misterioso.

Nell’ambito della manifestazione sono previsti 2 concerti con alcune formazioni di rilievo nazionale nelle quali spiccano le presenze di Stefano Cocco Cantini ed Attilio Berni.

Nel programma degli eventi sono inoltre previsti il Borgani’s Day e lo Yamaha’s Day: due distinte giornate interamente dedicate alle due famose case costruttrici di saxofoni e durante i quali i visitatori potranno visionare e provare i modelli-top di queste fabbriche. In tale ambito saranno presenti gli endorser Mauro Bottini per la Yamaha e Stefano Cocco Cantini per la Borgani.

VILLA GUGLIELMI – Fiumicino

PROGRAMMA EVENTI

sabato 4 luglio ore 18.30 Inaugurazione Mostra ed esibizione della ZAMBRA DIXIE BAND domenica 5 luglio ore 18.30 WORKSHOP “ADOLPHE SAX ed il saxofono: organologia, evoluzione storico-organologica e metamorfosi” Relatore Attilio Berni lunedì 6 luglio Apertura Mostra e visite guidate con il curatore. Orari: 10.00/13.00 – 18.00/22.00 martedì 7 luglio ore 18.30 WORKSHOP “Il saxofono: manutenzione ed interventi di riparazione” Relatore Alessandro Marchionni. mercoledì 8 luglio ore 18.30 WORKSHOP “Le imboccature: modelli, caratteristiche, interventi di refacing” Relatore Giancarlo Maurino. giovedì 9 luglio YAMAHA’S Day Giornata dedicata alla casa Yamaha con prove strumenti e dimostrazioni live. Durante l’intera giornata sarà presente il testimonial Mauro Bottini venerdì 10 luglio BORGANI’S Day Giornata interamente dedicata alla casa Borgani con prove strumenti e dimostrazioni live. ore 21.30 Concerto STEFANO COCCO CANTINI QUARTET sabato 11 luglio Apertura Mostra e visite guidate con il curatore. Orari: 10.00/13.00 – 18.00/22.00 ore 21.30 Concerto SAXOPHOBIA & Moonlight Big Band

La mostra è aperta tutti i giorni 10.00-13.00 / 18.00-22.00.

L’accesso alla mostra e tutti gli eventi sono gratuiti con ingresso libero fino ad esaurimento posti.

Per le visite guidate, workshop e Borgani’s Day è consigliabile la prenotazione.

 

Elisabetta Castiglioni

Poesie per il presente

Interessante la poesia segnalata per la sezione speciale di quest’anno al Premio internazionale di poesia “La Leonessa. Città di Brescia” dedicata all’EXPO. Paolo Cattolico, italiano residente in Francia, ha scritto “Il Defilé”, cogliendo l’analogia dell’esporsi in varia metafora. Così, per il Poeta, il vento dispettoso ha fatto volare la lingerie stesa e ne ha vestito la verdura del banco sottostante i fili del bucato, creando una lirica divertente e intelligente.

La serie di poesie portate all’attenzione del pubblico per la sezione Lingua Italiana, nell’ambito della sedicesima edizione del Premio, ha visto interessanti testi, tra i quali “Desolazione” di Alba Rattaggi di Varese, che afferma di avere scritto la poesia un giorno di settembre di strisciante malinconia, denso di pensieri grevi e sensazioni d’acuta impotenza, mentre Giulia Deon, autrice di “Solidali” spiega: “La mano tesa traduce una timida richiesta di aiuto sollecitata da una necessità vitale e il bisogno di aiutare, interpretato da uno sorriso spontaneo, è la risposta istintiva che supera gli ostacoli legati alla realtà di “aspre città” o all’aridità di “vecchie solitudini”. La solidarietà avviene nell’intesa reciproca e immediata, simboleggiata dall’abbraccio fraterno”. Sembra farle eco Rosanna Ruffo, di San Martino Buon Albergo in provincia di Verona, con “Corone di preghiere”: “La vita, come lo stelo di un fiore, anche se recisa, brilla nei suoi colori e mentre le labbra si addolciscono in una preghiera il cielo si rischiara”.

Maria Angela Giovanna Cucchi di Castelcovati (Brescia) propone, invece, un’interessante “A quattro mani: vent’anni dopo” e a corollario della sua lirica dice: “Ho ripreso con il cuore, le parole semplici e i desideri dell’infanzia per trasformarli in messaggio di fiducia, di speranza, di incoraggiamento e di condivisione ai momenti dell’oggi così incerti e così sospesi. In piccole cose, nelle radici e nella terra che ha aiutato chi prima di noi c’è il sogno e la forza dell’amore”. A prospettare l’estate, Annamaria Martellotta, di Cortemaggiore, racconta “Rimini, mare da amare”, l’incanto di un luogo caro e pieno di vita che evoca emozioni e sensazioni sempre nuove, in cui si confondono  desideri e speranze, mentre Bruna Meneghello di Verona, racconta la terra che “ti parla e devi cercare le sue parole  per comprendere i suoi desideri, se vuoi essere in armonia con lei e con te stesso”. Agnese Girlanda, autrice di “Concerti”, sostiene che la vita sia “un concerto di temporali che impauriscono come le persone che borbottano sottovoce ma non parlano chiaramente, creando malintesi. Meno male che il sole arriva spesso con un abbraccio a cancellare emozioni negative”. Anche in questo caso, sembra risponderle la poesia di Salvatore Grieco di Prato che scrive “L’ostile compagno”, meritevole del terzo premio. “Il mugugno sul posto di lavoro è parente del meteorismo intestinale: entrambi sono figli di un’intolleranza pertanto, tra compagni, il volgare fraseggio è foriero del peggior litigio. Il lavoratore, qualsiasi mansione svolge, non deve ingiuriare il suo collega poiché il padrone, in quanto tale, non lo eleverà mai al suo stesso rango, ma lo considererà sempre come un essere pezzente”.

Al prossimo articolo per le altre poesie della sezione!

 

La Redazione

 

Camminare di gusto lungo la Via Francigena

Nell’ambito del progetto “La bisaccia del pellegrino: Francigena 2014, l’Europa a piedi verso Roma”, promosso dall’Associazione Civita e RadioRai, volto a valorizzare la Via Francigena del Nord, nel suo tratto da Aosta a Roma, attraverso un programma radiofonico itinerante e le tipicità agroalimentari riferibili al cibo “pellegrino”, mercoledì 8 luglio, alle ore 10, verranno presentati due prodotti editoriali: la pubblicazione “La bisaccia del pellegrino. Camminare di gusto lungo la Via Francigena” e l’ebook “Cammin scrivendo: scrittori sulla Via Francigena”, entrambi  editi da Marsilio Editori e Associazione Civita.

Il successo riscosso dal progetto, avviato un anno fa grazie al sostegno di Associazione Europea delle Vie Francigene, Fondazione Roma, Regione Lazio e Regione Toscana, e alla collaborazione di Romaincampagna.it e Fondazione Campagna Amica, in linea con il messaggio promosso da Expo Milano 2015, ha spinto l’Associazione Civita a proseguire l’azione di valorizzazione dei prodotti tipici dei luoghi attraversati dalla Via, da nord a sud dell’Italia, con il lancio del marchio “La bisaccia del pellegrino/Pilgrim’s pouch”, oggi registrato, che offre ai produttori operanti intorno a quei territori la possibilità di essere inclusi nell’elenco ufficiale dei prodotti de “La bisaccia del pellegrino”.

La pubblicazione “La bisaccia del pellegrino. Camminare di gusto lungo la Via Francigena” – in italiano e in inglese e dal ricco apparato iconografico – oltre a proporre alcune suggestioni e riflessioni sulla cultura del cibo lungo la Via Francigena e sui concetti di biodiversità e paesaggio legati a quella stessa tipologia di cibo, presenta i primi 57 prodotti tipici di qualità entrati a far parte de “La bisaccia del pellegrino” e, con essi, i loro produttori.

Per ciascuna delle sette regioni interessate dal tratto nord della Via – Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Alta Toscana-Liguria, Bassa Toscana e Lazio – vengono descritte le produzioni alimentari attraverso le testimonianze dei giornalisti-camminatori che hanno percorso e “assaporato” i luoghi da cui hanno origine, fornite le informazioni utili per contattare i relativi produttori e proposte delle ricette “francigene”. A completamento dell’offerta, oltre ad alcuni testi introduttivi curati da esperti, anche testi descrittivi in merito ai principali “tesori” storico-culturali (architetture religiose e civili, borghi, etc.) presenti lungo il cammino e che testimoniano il connubio tra arte, cultura e natura che offre l’esperienza francigena. Il racconto dell’esperienza del cammino è anche al centro dell’ebook “Cammin scrivendo: scrittori sulla Via Francigena” – scaricabile gratuitamente dai portali dell’Associazione Civita e della Regione Lazio e da alcuni stores – in cui tre scrittori, Caterina Bonvicini, Francesco Longo ed Antonio Pascale, descrivono la propria esperienza di viaggio vissuta accanto ai giornalisti delle radio europee lungo il tratto laziale della Via.

Esperienza i cui elementi-chiave sono, dunque, arte, natura, qualità e non ultimo il gusto.

Con la sottoscrizione di un apposito protocollo d’intesa, l’Associazione Civita in collaborazione con L’Associazione Europea delle Vie Francigene e l’Azienda Romana Mercati, attraverso il lancio del marchio “La bisaccia del pellegrino/Pilgrim’s pouch”, intendono creare, pertanto, una vera e propria “gamma” di prodotti francigeni di qualità, aventi caratteristiche adeguate a chi cammina – quali, produzione locale, tradizionalità delle produzioni, adeguatezza al consumo degli escursionisti, conservabilità, leggerezza, naturalità, valore energetico, ottime caratteristiche sensoriali, etc. – offrendo ai produttori la possibilità di apporre il marchio sui prodotti, favorendone quindi la loro riconoscibilità da parte del consumatore, e di avere garanzia di una idonea promozione degli stessi attraverso il sito web “La bisaccia del pellegrino” (www.bisaccia.viefrancigene.org), in italiano e in inglese, nel quale sono esplicitate le modalità di adesione, collegato al portale ufficiale dell’Associazione Europea delle Vie Francigene (www.viefrancigene.org).

L’iniziativa pone, quindi, al centro il tema della tutela e della valorizzazione delle nostre tradizioni agro-alimentari che, unite alla straordinaria bellezza del nostro paesaggio e del nostro patrimonio culturale, costituiscono i tratti fondamentali di un nuovo modo di fare turismo legato al percorso francigeno e possono rappresentare un volano per l’economia del territorio. Una scelta che, nell’anno dell’Expo in cui i riflettori sono puntati sul patrimonio enogastronomico italiano, può rivelarsi quanto mai strategica per lo sviluppo dei nostri territori e la tutela di sapori semplici e antichi che, al pari dell’arte e del paesaggio, ne raccontano la storia.

Questi i temi intorno ai quali si confronteranno gli ospiti dell’incontro odierno che costituisce uno degli eventi di punta della V edizione del Festival “Via Francigena Collective Project 2015” dedicata, quest’anno, al tema “Culture e Colture dei paesaggi”: una riflessione su quanto la conoscenza dell’identità di un territorio e della sua storia passi anche attraverso le tipicità agroalimentari che da quel luogo hanno origine.

Roma, Piazza Venezia 11

Associazione Civita – Sala “Gianfranco Imperatori”

PROGRAMMA

Saluti

Nicola Maccanico, Vice Presidente Associazione Civita

Emmanuele Francesco Maria Emanuele, Presidente Fondazione Roma

Cesare De Michelis, Presidente Marsilio Editori

Introducono

Giovanni D’Agliano, Dirigente Settore Turismo – Regione Toscana

“I prodotti del territorio e la Via Francigena”

Lidia Ravera, Assessore alla Cultura e Politiche Giovanili – Regione Lazio

“Cammin scrivendo: il racconto della Via Francigena”

Modera

Giovanna Castelli, Direttore Associazione Civita

Ne discutono

Sergio Valzania, storico e saggista

Massimo Tedeschi, Presidente Associazione Europea Vie Francigene

Toni De Amicis, Direttore Generale Fondazione Campagna Amica

Carlo Hausmann, Direttore Generale ARM – Azienda Romana Mercati

Caterina Bonvicini, Francesco Longo e Antonio Pascale leggeranno alcune pagine dei loro racconti

Seguirà una presentazione delle specialità enograstronomiche de “La bisaccia del pellegrino”.

Verrà distribuita copia della pubblicazione

 

Rachele Mannocchi

 

Arche Scaligere di Verona aperte tutta l’estate

Anche quest’anno, grazie ad una convenzione fra il Comune di Verona e Legambiente, le Arche Scaligere saranno aperte al pubblico durante il periodo estivo, fino a domenica 27 settembre. A garantire l’apertura e un punto informazioni sul monumento, uno fra i più importanti esempi di arte gotica in Italia, saranno i volontari dell’associazione Legambiente Verona. Le Arche Scaligere saranno visitabili da martedì a domenica dalle ore 10 alle 13 e dalle 15 alle 18; giorno di chiusura lunedì. Il prezzo del biglietto è di 1 euro; l’ingresso è gratuito per i possessori della Verona Card. L’ingresso nel recinto delle tombe monumentali della famiglia Della Scala, che esercitò la signoria su Verona dal 1277 al 1387, consente al visitatore un punto di vista inedito sulla bellezza gotica delle grandi arche di Mastino II della Scala (morto nel 1351) e del figlio Cansignorio della Scala (morto nel 1375), e sui significati delle sculture che le compongono, figure che glorificano i defunti della dinastia, raccontando la loro accoglienza privilegiata nel paradiso cristiano. Le statue equestri sulla sommità delle architetture troncopiramidali trasfigurano i signori di Verona in cavalieri mistici a protezione della città. Nel recinto si possono ammirare anche i sarcofagi degli scaligeri più antichi, arche semplici, ornate di stemmi. Si distingue la tomba attribuita a Bartolomeo della Scala, con lo stemma a forma di scudo ornato dell’aquila imperiale che sormonta una scala: si tratta dello stemma scaligero più vicino a quello descritto da Dante Alighieri nel canto XVII del Paradiso. Sul retro dell’abside di Santa Maria Antica si trova la prima tomba di Cangrande I della Scala, morto nel 1329: lo scaligero è raffigurato a cavallo tra Maria Maddalena e Giacomo apostolo, i santi celebrati nel giorno della morte del condottiero (22 luglio) e della sua sepoltura (24 luglio). L’arca funebre definitiva di Cangrande fu commissionata dal nipote, Mastino II della Scala, tra gli anni trenta e quaranta del Trecento sopra la porta della chiesa di Santa Maria Antica, in una posizione di assoluto privilegio. Applicata alla parete della sacrestia di Santa Maria Antica vi è la tomba monumentale di Giovanni della Scala, cugino di Mastino II, proveniente dalla chiesa di San Fermo al Ponte, trasferita nel recinto delle Arche Scaligere nel 1831. L’arca di Cansignorio della Scala è stata restaurata tra il 2006 e il 2011 a cura della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Ambientali delle province di Verona Vicenza e Rovigo. Questo intervento ha consentito di apprezzare la bellezza dei marmi scolpiti e le tracce del colore presenti sulle statue. Di recente, grazie a una sponsorizzazione del gruppo Louis Vuitton, sono state realizzate le copie delle quattro statue del recinto che erano state tolte dai pilastri e musealizzate per ragioni conservative nel 1967. Le statue rappresentano figure allegoriche femminili: la Temperanza e la Giustizia (effigiata come Giuditta con la testa di Oloferne) su via Arche Scaligere; e le personificazioni di Verona e di Vicenza, le due città dell’ultimo regno scaligero, su via santa Maria Antica.

Roberto Bolis

Dialetti da tutta Italia per “La Leonessa. Città di Brescia”

Alla sedicesima edizione del Premio, ancora una volta molte e interessanti le poesie dialettali premiate giunte da tutta la Penisola.

Il primo premio è stato assegnato alla poesia L’è mìia gnamò en ciòot fis, di Maria Grazia Frassi (Robecco d’Oglio, Cremona), seguita da La traversa de me nona, di Laura Fasson e, al terzo posto, Aribandus di Nerina Poggese.

Interessanti anche i testi delle segnalate che sono state Coriandoli de sole, di Ines Scarparolo; Són sempre quél, dapartuto, di Fiorello Volpe; Onge de veludo, di Anna Maria Lavarini; A vecchierella, di Angelo Canino; La nòtt de Natal, di Alberico Contursi; Puesia, di Renato Arosio.

Secondo Maria Grazia Frassi: “Si è giovani e si pensa solo a vivere; si ironizza alle ripetitive preoccupazioni degli anziani. Poi il tempo passa. Si incomincia a capire che la vita ha un percorso vario per ognuno, ma già calpestato dagli avi nell’essenziale. In questi versi però c’è l’invito a non lasciarsi sopraffare dalle ansie per il futuro e ad assaporare le piccole, spesso piccolissime gioie che, ad ogni età, la vita può regalare”.

Le fa eco Nerina Poggese: “La vita non è un gioco in cui si può chiedere aribandus, una pausa quando siamo senza fiato. E’ la vita che conduce, che nasconde i sogni sfidandoci a ritrovarli, che colpisce le speranze con un colpo di lippa all’improvviso buttandole a terra. Ma il poeta non vuole arrendersi e seppur con pelle e pensieri feriti vuol calciare lui l’ultimo goal contro il destino e se non potrà vincere desidera almeno fare pari”.

In mezzo, i coriandoli di sole che illuminano il volto e la vita, portando a guardare in alto, dove una Luce rischiara sempre anche i momenti più bui. Che magari sono quelli di coloro che attraversano il canale di Sicilia, per cui il pensiero del Poeta è andato a tutti quei genitori che erano davanti al televisore e hanno spiegato ai propri figli cosa stava accadendo, ma che inevitabilmente, dopo pochi mesi, li porteranno al mare senza più pensare che in fondo l’acqua è sempre la stessa.

E se la vita ci prende per mano e ci conduce dove vuole lei, a volte correndo troppo quando siamo felici oppure incedendo troppo piano nella sofferenza, “ogni giorno ci accarezza con le sue unghie di velluto lasciando sul viso, segni seppur leggieri”. Per tutti questi motivi nasce la Poesia, momento in cui si fissano parole ed emozioni, capace di portare dalla carta al cuore, con il suo volo leggero.

 

 

 

 

 

La Leonessa. Città di Brescia. Le poesie dialettali

Tutti presenti (uno con delegato) i poeti dialettali bresciani premiati alla sedicesima edizione del premio di Poesia “La Leonessa. Città di Brescia”.

Immagine 236-001Poesie intense, altamente significative per il nostro tempo. I temi trattati sono i più vari, dal classico “Amur” di Angelo Comparcini (terzo premio, nella foto), in una poesia che cerca di trovare parole per descrivere cos’è l’amore, “l’emozione più forte o la certezza più fragile”, “il brivido che scuote l’anima sconvolgendola sotto ogni punto di vista”. Il resto è nulla “è pazzia paragonato ad un sentimento senza tempo. L’amore è l’unica sensazione che non lascia indugi”, afferma il poeta.

E una poesia è dedicata al proprio paese nella Bassa Bresciana, sognato, come scrive Domenico Pari in “Ghò sognàt ‘l mé paes” (segnalata), poesia dalle fresche immagini di realtà e affetto.

PREMIATO

 

 

 

 

 

 

PREMIATO

 

Luigi Legrenzi dedica i suoi versi a “Umbrie deleguade”, viaggio metaforico nella vita, con le sue speranze e le sue difficoltà. Vita e poesia che trova attualizzazione nella contemporaneità, con i profughi che attraversano il Mediterraneo “e come moderni Ulisse perdono i propri compagni”.

Ornella Olfi scrive “Forsa de mama”, secondo premio, dedicata alla mamma, “donna forte in ogni fase della sua vita: dalla gioventù vissuta in povertà durante la guerra, ai grandi dolori per la morte prematura di mio papà e di mia sorella, fino alla malattia, affrontata con grande forza di volontà e profonda fede. Esempio silenzioso ma essenziale che ha trasmesso a noi figlie”. Una poesia intensa e delicata allo stesso tempo, carica di emozione.Immagine 231-001

Infine, la schiettezza dialettale di Resy Pescatori Lucchini, premiata per “Scarabocià per znetà ‘l cör” (primo premio), poesia semplice e immediata, tipicamente bresciana nella semplicità che arriva direttamente al cuore del verso e del lettore per esprimere un concetto prezioso. Scrivere permette di “pulire il cuore”, fare chiarezza in se stessi, trovare una via, offrire il proprio pensiero, ma anche il proprio dolore e il proprio travaglio agli altri, perché ne usufruiscano leggendone il distillato, ciò che emerge dopo averne tratto l’insegnamento.

PRIMO PREMIO = IL DIALETTO BRESCIANO

 

Poesie davvero generose e preziose, che l’organizzazione spera di potere presto raccogliere in un volume.

La Redazione

 

 

“La Leonessa. Città di Brescia” sedicesima edizione

I DUE ISTITUTI DI VERONA con le PRESIDI

Numerosi i Poeti premiati nell’ambito della sedicesima edizione del Premio di Poesia “La Leonessa. Città di Brescia”. Sul palco dell’Auditorium San Barnaba di Brescia, che tradizionalmente ospita la cerimonia di premiazione della prestigiosa kermesse che vede partecipare Poeti da vari Paesi del mondo, si sono alternate poesie di notevole intensità. Un’edizione partecipata e con testi davvero interessanti, letti quest’anno dagli autori. L’organizzazione ha sottolineato nuovamente che è la Poesia protagonista e che l’incontro di Poeti dev’essere un incontro di voci, di parole, di musicalità e di emozioni. Questo è la cerimonia di premiazione che quest’anno ha visto praticamente tutti i premiati partecipanti. Il messaggio forse è stato recepito: il Poeta che pensa soltanto al tipo di premio che riceverà, non coglie appiena la volontà di creare poesia nuova e di condividerla, perché dia davvero momento di crescita culturale. E di innovazione culturale. Se i Poeti non si conoscono e non si leggono o ascoltano tra loro, come possono pensare che altri siano interessati alla loro poesia e alla Poesia in generale?

Così ecco il gruppo di studenti, accompagnati della due professorerre Caterina Ilgrande ed Elisabetta Faccioli, artefici di produzioni davvero interessanti.

Le poesie premiate tra le produzioni degli studenti sono queste:

Autunno nell’aria, di Matthias Maggio

La mia primavera, di Flavio M. El Halouani

Il soffio di marzo, di Alessandro Maistri

La primavera la s’a sveia, di Martina Marchi

La Natura!, di Anna Quacqueri

Un amico, di Gaia Cicciarella

Un dono speciale, di Agnese Cecchini

Centellas de primavera, di Sofia Nuvoloni

Vita, di Femke Goddijn

La meta, di Alessio Iliceto

Le stagioni, di Vittoria Tessari

Dead souls, di Vittoria Fiorio

Le stagiù, di Carlotta Cossu

El amor, di Waeil Pozza

L’amicizia, di Maria Vittoria Gatto

Il tesoro più grande, di Elisabetta Cordioli

Il dono dell’amicizia, di Rossella Cervellin

Amico, di Laura Caleca

Never alone, di Virginia Biella

El laòro, di Vittoria Maccacaro

 

 

 

 

Lux in Nocte IV Edizione. “Santa Caterina da Siena”

Il 21 giugno 2015, domenica, giorno del solstizio d’estate, il Complesso monumentale del Duomo di Siena presenta la quarta edizione dei Notturni dell’Opera con un’apertura straordinaria delle varie sedi, Cattedrale, “Cripta”, Museo dell’Opera, Battistero e, su prenotazione, il Facciatone e la Porta del Cielo per insoliti e suggestivi panorami notturni della città e oltre. La serata dal titolo evocativo Lux in nocte prevede una serie di percorsi attraverso i capolavori dell’arte, accompagnati dalle note musicali e dalla danza per comunicare in maniera innovativa la “luce” del complesso monumentale. I Notturni offriranno suggestioni visive, “icone” nell’immaginario dei visitatori, attraverso luci e suoni per un itinerario tra Arte, Fede, Musica e Danze nel giorno più lungo e luminoso dell’anno. Quest’anno la manifestazione sarà dedicata a Santa Caterina, compatrona d’Italia e d’Europa. Nella Cripta sotto il Duomo si espone, infatti, la significativa opera del pittore senese Francesco Vanni raffigurante Santa Caterina che beve il Sangue dal costato di Cristo. Durante la serata il dipinto sarà illustrato da Marilena Caciorgna, accompagnata da Paola Lambardi che, nelle vesti di Caterina, reciterà alcuni brani significativi dell’epistolario della santa senese. Nel corso della serata sarà suggerito, inoltre, attraverso visite guidate, un percorso cateriniano all’interno del Duomo al fine di illustrare più approfonditamente la tematica. I Madrigalisti Senesi, l’Unione Corale Senese e l’Istituto Franci accompagneranno i capolavori dell’arte tra musica e canto. In Piazza Jacopo della Quercia, il Gruppo Polifonico dei Madrigalisti Senesi aprirà la serata con il programma “Gesù, amor dolçe senza pare”. Nell’occasione i canti saranno accompagnati dai passi di danza della Scuola Danza nel Mondo che presenterà lo spettacolo “Luce nella tua luce”. Nella Sala delle Statue del Museo dell’Opera, ove sarà possibile ammirare la vetrata di Duccio e i capolavori scultorei provenienti dalla facciata del Duomo di Giovanni Pisano, l’Unione Corale Senese presenterà “Salus per sanguinem” introdotti nuovamente da Paola Lambardi nelle vesti di santa Caterina. Un omaggio a lux in nocte sarà reso anche dagli allievi dell’ISSM “R. Franci” all’interno della Libreria Piccolomini.

A conclusione della serata l’Orchestra a Plettro Senese composta da strumenti cordofoni esclusivamente a corde pizzicate presenterà vari brani fra i quali un inedito dedicato alla figura della santa senese dal titolo “Vegliate con Me”.La guida che accompagnerà e introdurrà i visitatori ad ogni esibizione sarà Ugo Giulio Lurini nei panni di Raimondo da Capua, confessore di santa Caterina. Per il triduo di San Giovanni, in cattedrale è prevista, inoltre, l’ostensione della reliquia del braccio del Battista in un altro elegante reliquiario della fine del XVII secolo. La sacra spoglia, donata da papa Pio II alla cattedrale, è solitamente custodita all’interno di una cassaforte: le chiavi per aprirla sono possedute dall’Opera del Duomo, dai canonici della cattedrale e dal Comune che inviano i loro rappresentanti a presenziare la cerimonia. L’evento è promosso dall’Opera della Metropolitana di Siena e dall’Arcidiocesi di Siena – Colle di Val d’Elsa – Montalcino e organizzato da Opera Civita Group.

Programma

20:15                            Apertura biglietteria

20:30                            Apertura sedi museali

20.40                                     LOGGIATO DUOMO NUOVO

Raimondo da Capua (Ugo Giulio Lurini) introduce il tema della serata “Santa Caterina da Siena” e presenta l’esibizione dei Madrigalisti senesi e Danza nel Mondo

21:00                            PIAZZA JACOPO DELLA QUERCIA

Danza nel Mondo presenta: “Luce nella tua luce

Il Gruppo Polifonico dei Madrigalisti Senesi presenta: “Gesù, amor dolçe senza pare

 

21:20                   Raimondo da Capua accompagna i visitatori all’interno del Museo dell’Opera

 

21:30                            MUSEO DELL’OPERA, SALA DELLE STATUE

L’Unione corale senese presenta “Salus per sanguinem

 

21:50                   Raimondo da Capua accompagna i visitatori all’interno della Libreria Piccolomini

 

22:00                            CATTEDRALE, LIBRERIA PICCOLOMINI

Omaggio degli allievi dell’’ISSM “Rinaldo Franci”

 

22:20                   Raimondo da Capua presenta al pubblico la guida turistica e il percorso di visita in Cattedrale

 

22:30                            CATTEDRALE

Tour guidato alle opere raffiguranti santa Caterina (affresco del Pinturicchio in Libreria Piccolomini, affresco Ventura Salimbeni, sculture di Giovanni di Stefano e Ercole Ferrata, tela di Pietro Dandini)

 

23:00                   Raimondo da Capua incontra Santa Caterina sulla scalinata di San Giovanni e l’accompagna all’interno della Cripta

 

23:10                            CRIPTA SOTTO IL DUOMO

Nutrita d’Amore: Marilena Caciorgna illustra il dipinto di Francesco Vanni “Santa Caterina beve dal costato di Cristo” e Paola Lambardi legge brani tratti dall’epistolario di santa Caterina

 

23:40                            Raimondo da Capua accompagna i visitatori al Battistero

 

23:50                            BATTISTERO

L’Orchestra a Plettro Senese presenta “Il Signore è misericordioso e grande nell’amore”

24:10                            Raimondo da Capua saluta i visitatori

24:30                            Chiusura delle sedi museali