8 marzo. Omaggio a Madame Elise Hall, prima mecenate del saxofono

Venerdì 8 marzo, in occasione della Giornata Internazionale della Donna e del centenario della scomparsa di Madame Elise Hall, la prima grande mecenate del saxofono, il Museo del Saxofono di Fiumicino presenta Women in Sax, un volume fotografico realizzato con il contributo del Ministero della Cultura e dedicato alle donne saxofoniste.

Un volume prestigioso che si configura come un’opera di rilievo nel campo della storia della musica, frutto del grande lavoro di acquisizione, studio e ricerca svolto sull’archivio fotografico del Museo da parte degli autori Attilio Berni ed Ermira Shurdha. Un volume fotografico ricco di schede tecniche e di approfondimenti legati alle metamorfosi del saxofono e intrecciati con le storie personali delle esecutrici che, dalla fine dell’Ottocento, hanno imbracciato lo strumento.

Un libro di analisi che si pregia della prefazione della saxofonista Ada Rovatti, destinato a emozionare tutti, dai musicisti professionisti ai semplici appassionati dello strumento, e a suscitare lo sviluppo di nuovi studi, oltre a un più vivo e significativo interesse per la cultura degli strumenti musicali a fiato. Il programma della serata prevede alle ore 18:00 l’apertura musicale con il Duo Mono, Mara di Cosimo (sax alto) e Susanna Pagano (pianoforte), che suoneranno Rhapsodie Mauresque di C. Debussy e Premier Concerto for Alto Saxophone di P. Gilson, brani entrambi dedicati a Madame Elise Hall. Alle ore 18:30 ci sarà la presentazione del volume, con la partecipazione degli autori, Attilio Berni ed Ermira Shurdha, con Andrea Polinelli, musicista nonché moderatore della presentazione.

Alle ore 20:30, come di consuetudine, è in programma un apericena facoltativa al costo di €15,00 e, a conclusione della manifestazione alle ore 21:30, confermando la filosofia divulgativa in stile edutainment perseguita dal museo allo scopo di coinvolgere emotivamente il pubblico, è previsto il concerto Donne tra le Note con Claudia Di Pietro (saxofoni) e Lucia Bonfiglio (pianoforte). Il duo proporrà un repertorio che spazierà da brani classici al jazz, dalla musica pop a quella sudamericana, da Ennio Morricone ad Astor Piazzolla e vedrà, come ospite d’onore, la giovane cantante Giulia Ragusa.

WOMEN IN SAX: Un volume dedicato al lato femminile del saxofono.

Fino alla metà dell’800, le donne che si avvicinavano alla musica solitamente studiavano il pianoforte, l’arpa, la chitarra e soprattutto il canto. Il loro coinvolgimento con la musica, seppur secolare, quasi mai approdava a un livello professionale e, solo nella seconda metà del XIX secolo, il loro approccio cominciò lentamente a cambiare. Nei primi anni del ‘900 il pianoforte era ancora lo strumento considerato più “appropriato”, sia per le donne bianche che per quelle di colore, e solo alcune trombettiste, tromboniste e clarinettiste iniziarono a trovare lavoro in gruppi musicali familiari, nei circuiti dei vaudeville o dei Chautauqua, dei circhi e degli spettacoli in tenda. Poi arrivarono il saxofono, Madame Elise Hall e le prime incisioni di Miss Bessie Meeklens e tutto cominciò a prendere un’altra strada…

La pubblicazione di questo ricco catalogo di fotografie non vuole rappresentare una ricostruzione storico-cronologica delle figure femminili di maggior spicco che hanno imbracciato il saxofono per lottando per l’affermazione del ruolo della donna nella società. Women in Sax vuole essere una testimonianza di quel patrimonio culturale e storico costituito dall’archivio fotografico custodito dal museo e permettere una lettura diversa, più diretta ed emotiva, di quello che è stata l’identità della donna saxofonista, coinvolgendo i lettori e portandolo oltre la semplice conoscenza dei fatti. Un omaggio al “femminile sconosciuto” del saxofono, non solo jazzistico, un lungo lavoro di studio e ricerca che ha portato a ricostruire le storie delle protagoniste di un’epoca; storie riassunte in aneddoti e curiosità, di cui si sono volute tracciare anche le vicende umane.

Il “sax femminile” ha popolato il mondo artistico americano ed europeo ma non sempre è riuscito a segnare la storia con trionfi, e spesso se ne è persa la memoria. Una ragione in più per fissare sulle pagine di un libro il valore di queste protagoniste – considerate figure di secondo piano – il loro intuito, l’abilità di inserirsi in un contesto difficile, soprattutto per il predominio maschile che ha sempre prevalso la scena artistica.

ore 18.00 Apertura musicale, DUO MONO, Mara di Cosimo – sax alto, Susanna Pagano – pianoforte

Ore 18:30 Presentazione del volume WOMEN IN SAX con gli autori Attilio Berni ed Ermira Shurdha. Modera Andrea Polinelli

Ingresso libero

Ore 20:30 Apericena, ingresso: € 15,00

Ore 21:30 Concerto DONNE TRA LE NOTE, Claudia Di Pietro – saxofoni, Lucia Bonfiglio – pianoforte, Special guest: Giulia Ragusa – voce, ingresso: € 17,00. Biglietti in vendita al Museo o sul sito Liveticket.it

Museo del Saxofono, via dei Molini snc (angolo via Reggiani), 00054 – Maccarese, Fiumicino (RM)

Elisabetta Castiglioni

“I Romani nel Delta del Po”: la storia archeologica di Voghenza

Avrà per tema “Voghenza e il Polesine di San Giorgio: tra erudizione, curiosità e sotterfugi” la conferenza di Alberto Andreoli, per il ciclo “Archeologia in Biblioteca” (decima edizione) su “I romani nel Delta del Po”, in programma martedì 27 febbraio 2024 alle 17 nella sala Agnelli della biblioteca comunale Ariostea (via Scienze 17 Ferrara).
L’incontro, organizzato in collaborazione con la Società Dante Alighieri – Comitato di Ferrara APS, potrà essere seguito anche in diretta video sul canale youtube Archibiblio web.

La zona rivierasca del basso Po, interessata in età classica dalle esperienze urbane di Adria e Spina, dopo un certo ma insufficientemente documentato periodo gallico, tra la fine del III e l’inizio del II secolo a.C. entrò a far parte del dominio di Roma. Il processo di “romanizzazione” seguito alla conquista fu condizionato dall’instabilità del quadro ambientale. Nel territorio corrispondente all’attuale pianura ferrarese si attestò un popolamento sparso, costituito da realtà insediative di ridotte dimensioni (villae, vici, pagi), ancorate sulle emergenze naturali più stabili (dossi, gronde fluviali, cordoni dunosi litoranei).
Probabilmente il principale centro vicano dell’areale è stato individuato a una quindicina di chilometri a sud-est di Ferrara, presso Voghenza, frazione nel Comune di Voghiera. In tale località, ignorata dalle fonti antiche, agli sporadici e casuali rinvenimenti del passato, che sollecitarono l’interesse antiquario non solo locale, sono succedute a partire dagli anni Cinquanta del secolo scorso programmate e accurate esplorazioni archeologiche. Puntuali studi interdisciplinari hanno reso possibile la ricostruzione del quadro ambientale antico e comprensibile il carattere dell’insediamento, posto sulle rive del paleoalveo di un’antica divagazione padana, frequentato almeno dal IV-III secolo a.C. La ricca documentazione epigrafica disponibile ha consentito di valutare la composizione sociale, lo status economico e le ascendenze culturali della popolazione. A quello che forse è stato “l’unico centro amministrativo divenuto autonomo nella tarda età imperiale tra i rami dell’antico Po” (N. Alfieri) e in cui si sono riconosciute le “radici cristiane di Ferrara” è dedicato il ciclo di tre incontri mensili (16 gennaio, 27 febbraio, 25 marzo) della decima edizione di Archeologia in Biblioteca.

Il primo appuntamento ha avuto la funzione di fornire un primo orientamento e richiamare l’attenzione sulla documentazione e le fonti note sull’argomento, fino al XVII secolo. Questo secondo incontro si propone di delineare la “storia archeologica” di Voghenza e del suo territorio quale è andata delineandosi tra Sette e Ottocento, a seguito dei numerosi rinvenimenti archeologici allora avvenuti nel Polesine di San Giorgio.

Alessandro Zangara

Kobe, il mito sportivo che ha fatto sognare il mondo

A quattro anni di distanza dalla scomparsa, torna in libreria, in una edizione aggiornata, il saggio che ripercorre la biografia personale e professionale di una delle leggende internazionali più amate del basket: Kobe Bryant.

KOBE Il mito sportivo che ha fatto sognare il mondo, scritto da Matteo Recanatesi e Marco Terrenato e pubblicato da L’Airone editrice, per questa nuova versione si avvale della prefazione di Gioacchino Fusacchia, il coach che l’ha visto muovere i primi passi in Italia dietro papà Joseph, cestista anche lui, e poi crescere e diventare la star intramontabile dell’NBA.

Una carriera che prese il via proprio nella nostra Penisola – tra Rieti, Reggio Calabria, Pistoia e Reggio Emilia – e proseguì in Francia prima di esplodere negli Stati Uniti con l’NBA. In tutta la sua lunga attività, Kobe non è mai stato un giocatore facile da allenare  dimostrando, fin dalla prima adolescenza, di essere deciso a diventare il più forte di tutti i tempi.

I due autori, ripercorrendone l’esistenza – tra pubblico e privato – dalla nascita alla tragica e prematura morte, si addentrano passo per passo nella “Mamba Mentality” ripercorrendo, tramite le testimonianze raccolte, una professione strabiliante cominciata come giovanissimo prodigio della pallacanestro che incantava gli spettatori con i suoi palleggi negli intervalli dei match disputati dal padre e culminata nella gara d’addio da One Man Show con 50 tiri dal campo e 60 punti segnati.

Il volume è corredato da un inserto fotografico di sedici pagine a colori.

Elisabetta Castiglioni

Oggi al MAF la cultura e le tradizioni nelle campagne tra Ferrara e Bologna

Riprendono al MAF di San Bartolomeo in Bosco (Ferrara) gli ormai tradizionali incontri culturali domenicali. Oggi dalle ore 15, si tratterà di cultura, paesaggio e tradizioni nelle campagne tra Ferrara e Bologna, con un programma che si prospetta ricco di novità e di valenza culturale. Il tema sarà introdotto dalla presentazione di due libri.

I volumi al centro dell’incontro sono: “Saluti da… Le cartoline illustrate del territorio comunale di Malalbergo”, di Giulio Reggiani e Dino Chiarini (Anima Altedi, 2023) e “La banda di Malalbergo. Una storia ultra-secolare”, di Giulio Reggiani, Dino Chiarini e Enrico Neri (Banda Filarmonica Primo Carlini, Malalbergo, 2023). Gli autori ne parleranno con Gian Paolo Borghi. Le due recenti pubblicazioni rimarcano interessanti connotazioni paesaggistiche e aspetti musicali legati a questo territorio di confine, “dietro casa”, che farà scoprire tanti tesori nascosti.

E proprio a proposito di “tesori”, gli spettatori avranno anche l’opportunità di conoscere (e di assaggiare!) tre dolci tipici malalberghesi: “Il biscotto del re”, “La Pastolaccia” (particolare ciambella) e “La Micca” (torta povera natalizia). Particolarmente attesi saranno gli interventi “ad hoc” di Enrico Grimandi, Dino Chiarini e Giulio Reggiani.

Il pomeriggio sarà inoltre vivacizzato dalla presenza del gruppo musicale “Le Note di ieri”, composto da un appassionato gruppo di amici che, a invito, si esibisce gratuitamente nelle strutture sociali per anziani. “Le Note di ieri” presenteranno una selezione dal loro repertorio, rivolto a un pubblico di una certa età.

I visitatori avranno infine l’opportunità di visitare la mostra “Itinerando per Ferrara e le sue campagne: venditori, artisti e artigiani ambulanti tra Otto e Novecento”, in parete fino al 31 gennaio 2024, allestita in collaborazione con il Centro Etnografico del Comune di Ferrara.
L’ormai consolidato e apprezzato buffet chiuderà l’intenso pomeriggio culturale, promosso dal Comune di Ferrara, dal MAF e dall’associazione omonima. L’ingresso è libero e gratuito.

Per info: MAF-Centro di Documentazione del Mondo Agricolo Ferrarese, via Imperiale 263, San Bartolomeo in Bosco (Ferrara), tel. 0532 725294

sito web www.mondoagricoloferrarese.it.

Alessandro Zangara

L’antropologo Marco Aime racconta il tema dei Dialoghi 2024

Giovedì 18 gennaio, ore 11, teatro Bolognini | live-streaming dalle 11.15

Aspettando la XV edizione dei Dialoghi di Pistoia giovedì 18 gennaio alle ore 11, al teatro Bolognini, l’antropologo culturale Marco Aime approfondirà il tema di quest’anno: Siamo ciò che mangiamo? Nutrire il corpo e la mente. Come da tradizione lelezioni introduttive al festival di antropologia del contemporaneo si rivolgono a ragazzi e ragazze, insegnanti e appassionati di Pistoia ma sono seguite da un pubblico molto vasto grazie allo streaming, sui canali Facebook e YouTube del festival, che consente di raggiungere ogni angolo del Paese.
L’incontro prende avvio da un’analisi delle modalità con cui ogni comunità costruisce una propria idea di gusto condiviso: scegliamo per tabù religiosi, per motivazioni ecologiche, per norme sociali o mode e, nel tempo, ogni società costruisce una propria “commestibilità culturale”.
«Non ci cibiamo solo per nutrirci, ma siamo anche mangiatori sociali – spiega Marco Aime. Dobbiamo ribaltare il rapporto tra il gusto e l’abitudine a mangiare un determinato alimento: non è vero che non mangiamo una cosa perché non ci piace, non ci piace perché non la mangiamo. Il gusto collettivo non nasce quindi da un’attitudine innata, ma da una scelta».

L’abitudine al consumo è anche l’elemento che determina la “tipicità” di un piatto, che se da un lato appaga il gusto – costruito e modellato proprio sulla consuetudine – su un piano simbolico si trasforma in una sorta di marchio d’identità.

Il cibo è anche un grande viaggiatore, e tutte le cucine “tradizionali” sono in realtà meticce. Ogni tradizione culinaria è multiculturale: i commerci, le scoperte, le esplorazioni hanno sempre portato cose nuove sulle tavole della gente. «Il nostro panorama alimentare dopo l’arrivo di Colombo nelle Americhe si è modificato. Alimenti come la patata, il pomodoro erano sconosciuti in Europa. Il mais non esisteva in quelle vallate alpine, dove la polenta viene oggi considerata il più autentico dei piatti, tanto da far pensare che sia sempre esistita – racconta Aime. La polenta è “tradizionale” non perché autoctona o perché storicamente legata a un territorio, lo è perché viene pensata così. La tradizione è spesso il prodotto di una proiezione del presente sul passato, piuttosto che il prodotto di una continuità storica profonda. Il cibo, in quanto risultato di una lunghissima serie di scambi, mescolamenti e rielaborazioni, è un’ottima metafora della cultura, con buona pace di chi si affanna a ricercarne i confini netti e la “purezza”».

«Con questo incontro – dice Lorenzo Zogheri, presidente della Fondazione Caript – comincia il percorso verso le giornate del festival di maggio. È un avvio dedicato agli studenti, cioè una delle platee che più siamo interessati a coinvolgere. In particolare quest’anno, perché i Dialoghi sviluppano un tema che, a esempio per le implicazioni sulla sostenibilità, è molto vicino alla sensibilità delle nuove generazioni».

Alla lezione di Aime seguirà martedì 5 marzo quella dell’antropologa Elisabetta Moro, dal titolo Mangiare come Dio comanda.

Delos (anche per la fotografia)

La “Disputa sulle indulgenze”

Avrà per tema la “Disputa sulle indulgenze. Una sfida accademico-teologica dal 1517 a oggi” la conferenza a cura di Guido Dall’Olio e Marco Pellegrini in programma lunedì 15 gennaio 2024 alle 17 nella sala Agnelli della biblioteca comunale Ariostea (via Scienze 17 Ferrara). L’appuntamento, che rientra nel ciclo “Incontri con la Spiritualità Applicata”, sarà introdotto da Marcello Girone Daloli e potrà essere seguito anche in diretta video sul canale youtube Archibiblio web.

La pubblicazione delle Novantacinque Tesi di Lutero nel 1517 gettò tutta la Germania in un subbuglio di cui sono ben afferrabili gli echi ancor oggi. Ecco perché è possibile a un gruppetto di storici di qualificata competenza provare a rievocare l’atmosfera di infuocato dibattito che si scatenò fra avversari e difensori della Chiesa tradizionale, quando a Wittenberg il frate contestatore osò esporre con lucida nettezza tutte le ragioni per cui le indulgenze dovevano essere considerate una truffa da rispedire al mittente. Crollò di colpo tutta l’impalcatura pastorale e teologica della vecchia Chiesa medievale, mentre si fece largo un nuovo modo di concepire il rapporto uomo-Dio, specialmente nella sua connessione con il problema della salvezza.

Guido Dall’Olio insegna storia moderna all’Università di Urbino Carlo Bo; è autore di studi su eresia e inquisizione nell’Italia del Cinquecento, oltre che su esorcistica e caccia alle streghe. Con Carocci editore ha pubblicato Martin Lutero (2017) e Nella valle di Giosafat. Giustizia di Dio e giustizia degli uomini nella prima età moderna (2021).

Marco Pellegrini è professore ordinario di Storia rinascimentale e moderna all’Università di Bergamo. Specialista di Umanesimo e di Rinascimento, è autore di numerosi studi tra cui: Religione e umanesimo nel primo Rinascimento (Firenze, Le Lettere, 2012); Umanesimo. Il lato incompiuto della modernità (Brescia, Morcelliana, 2015); Nella terra del genio. Il Rinascimento, un fenomeno italiano (Roma, Salerno Editrice, 2021). Si è occupato anche di storia della Chiesa, pubblicando Savonarola (Roma, Salerno Editrice, 2020) e Il papato nel Rinascimento (Bologna, Il Mulino, 2023).

Alessandro Zangara

“Mi voleva Platone”: a Ferrara il romanzo di Giorgio Astolfi

Racconta le vicende legate al ritorno al paese natio di un professore in pensione il romanzo di Giorgio Astolfi “Mi voleva Platone” che martedì 9 gennaio 2024 alle 17 sarà presentato nella sala Agnelli della biblioteca comunale Ariostea (via Scienze 17 Ferrara). Dialogherà con l’autore Mara Guerra.

La presentazione potrà essere seguita anche in diretta video sul canale youtube Archibiblio web.

Il professor di Filosofia Alvise Zamboni va a trascorrere la pensione nel paese natio, Ponte sul Maggio (nome di fantasia), sulle colline bolognesi, con il progetto di costruirsi una serra e dedicarsi ai fiori. In paese vivono centododici anime compresa una decina di extracomunitari. I primi mesi lo tengono impegnato nel progetto e nella costruzione della serra. Il vecchio professore ha giurato di escludere definitivamente dalla sua vita ciò che gliene aveva dato il senso e che lo aveva accompagnato sino alla pensione: la politica. Ma non ci riesce e decide che lì, a Ponte sul Maggio, può essere possibile realizzare il grande sogno: una repubblica indipendente, libera e liberale che bandisca il danaro e si basi sul baratto.
Bolognese di nascita, Giorgio Astolfi vive a Ferrara, dove è stato docente di Lettere in diversi Istituti di Istruzione Superiore. Tra le sue principali pubblicazioni, si distinguono Cronaca di una retrocessione (Firenze libri, 1977), Maria della canicola (ArpaNet, 2009), Estadio magia do gol (Aletti, 2012), Sussurri dal tempo (Spunto edizioni, 2014), Coincidenze plurime (Spunto edizioni, 2017) e Testa in su (L’Erudita, 2017). Tra i riconoscimenti letterari, si distinguono il Premio speciale Giuria (Premio Internazionale di Letteratura “Città della Spezia, 2006”) e il Premio Nabokov 2012 per le poesie edite in e-book con la raccolta … ogni giorno le emozioni …, EEE, Torino 2012.

Alessandro Zangara

Sedicesima Edizione del Premio Nazionale di Poesia “Versi Distillati”

A.D.I.D.

Associazione Degustatori Italiani grappe e Distillati

indice la

sedicesima Edizione del Premio Nazionale di Poesia

VERSI DISTILLATI

La partecipazione al Premio si articola con queste modalità:

Sezione “Distilliamo la Pace”: si partecipa inviando una poesia inedita e mai inviata, né premiata, né segnalata ad altri concorsi, di non oltre 40 versi, in lingua italiana, oppure in lingua dialettale con traduzione in italiano obbligatoria, con tema la Pace nelle sue accezioni più ampie.

Sezione “Storie e Memorie di distillati”: si partecipa inviando una poesia inedita e mai inviata, né premiata, né segnalata ad altri concorsi, di non oltre 40 versi, in lingua italiana, oppure in lingua dialettale con traduzione in italiano obbligatoria, in cui vengano messi in evidenza ricordi, memorie anche tramandate oralmente in famiglia o nel proprio territorio, filastrocche, credenze, che riguardino i distillati.

Sezione “Una Poesia per la Grappa”: si partecipa inviando una poesia inedita e mai inviata, né premiata, né segnalata ad altri concorsi, di non oltre 40 versi, in lingua italiana, oppure in lingua dialettale con traduzione in italiano obbligatoria, che abbia come tema la Grappa, distillato nazionale.

Al Premio possono partecipare Poeti di ogni nazionalità e di ogni età; la partecipazione è libera.

È obbligatorio, nel caso di poesie dialettali, pena esclusione della lirica inviata, specificare di quale dialetto si tratta sul testo della lirica stessa.

È ammessa la partecipazione con più lavori alle Sezioni, con invii rigorosamente separati. Gli elaborati inviati non saranno restituiti. Non saranno presi in considerazione gli invii non in regola con il presente bando.

Le poesie devono essere inviate per posta elettronica all’indirizzo renealben@tin.it come allegati (si consiglia di utilizzare un testo in Word), specificando il titolo e la Sezione di partecipazione anche nell’allegato.

Nell’oggetto del messaggio dovrà essere indicato “Versi Distillati” 16 e la Sezione alla quale si intende partecipare. Nel messaggio e-mail dovranno essere indicati i dati del Poeta partecipante completi; il Poeta in questo modo autorizza al trattamento dei dati personali, in ottemperanza alle normative vigenti.

La scadenza del bando è fissata inderogabilmente al 29 febbraio 2024.

Le opere inviate per posta elettronica si intendono dell’Autore; ogni violazione alla regola che l’opera deve essere inedita e scritta personalmente dall’inviante deve imputarsi all’Autore stesso.

Gli Autori, per il fatto stesso di partecipare al concorso, cedono il diritto di pubblicazione della poesia nel caso venisse realizzata l’opera antologica delle poesie partecipanti e/o premiate, senza aver nulla a pretendere come diritto d’autore. Lo stesso dicasi per la pubblicazione delle liriche sul sito adidbrescia.com oppure sui social associativi. I diritti rimangono comunque di proprietà dei singoli Autori, per ogni altra ulteriore pubblicazione.

Per ogni Sezione del Premio verranno assegnati un primo, un secondo e un terzo premio, se i lavori inviati lo consentiranno.

La Giuria, il cui operato è incontestabile, inappellabile e insindacabile, si riserverà il diritto di non assegnare i premi se le liriche giunte alla Segreteria del Premio non lo consentiranno, come pure di assegnare premi aggiuntivi (altri premi, segnalazioni e/o premi speciali).

Verranno assegnati premi istituzionali.

I Poeti le cui liriche verranno premiate dalla Giuria saranno avvisati tramite e-mail. La cerimonia di premiazione verrà organizzata entro il 2024, in luogo e data che verranno debitamente comunicati.

I premi verranno consegnati soltanto al Poeta partecipante alla cerimonia di premiazione, o ad un suo delegato; non verranno consegnati in altro modo.

Il Poeta premiato non può ritirare il premio di altri Poeti premiati.

La partecipazione al Premio implica la piena accettazione del presente bando in ogni suo comma.

Per ulteriori informazioni, scrivere all’indirizzo e-mail: renealben@tin.it

“Diversamente uguali”: alla Tebaldi “storie di diversità e amicizia” per i più piccoli

Saranno “Storie di diversità e amicizia” ad animare, nel primo mese del nuovo anno, i martedì pomeriggio dedicati alle letture per bambini dai 3 ai 10 anni alla biblioteca comunale Tebaldi. Ad aprire il calendario, in via Ferrariola 12 (zona San Giorgio) a Ferrara, il prossimo 2 gennaio alle 17 sarà Paola Goberti con la lettura di “La scatola” (di Isabella Paglia per Margherita edizioni), seguita da un divertente laboratorio creativo.

L’iniziativa è a partecipazione gratuita, con prenotazione da effettuare contattando la biblioteca Tebaldi al numero 0532 64215.

Alessandro Zangara

Mercoledì in compagnia dei lettori volontari alla biblioteca di Porotto

L’arrivo del 2024 conferma l’appuntamento con i mercoledì in compagnia dei lettori volontari, che con passione ed amicizia animano la biblioteca con le “Belle storie alla Luppi”.

Mercoledì 3 gennaio 2024, alle 17, alla Biblioteca Aldo Luppi di Porotto (via Arginone 320, Ferrara)
ripartiranno le Letture ad alta voce.
Questo il calendario degli appuntamenti:
– Mercoledì 3: legge Elvia;
– Mercoledì 17: legge Marco Gargiulo del gruppo lettori e lettrici volontari della Luppi;
– Mercoledì 24: leggono le bibliotecarie!
– Mercoledì 31: legge Paolo and Family.

Gli incontri sono a partecipazione gratuita con prenotazione da effettuare telefonando al numero 0532 731957 o scrivendo a bibl.porotto@comune.fe.it

Alessandro Zangara