Al Castello del Buonconsiglio di Trento

Visita guidata e accompagnata alla mostra “Con Spada e Croce. Longobardi a Civezzano”

Sabato 15 giugno, dalle 15:00 alle 18:00 presenza di un educatore museale in mostra “Con Spada e Croce. Longobardi a Civezzano” disponibile a fornire informazioni.
Alle ore 15:30 visita guidata alla mostra. 

Visita guidata al Castello. Domenica 16 giugno, ore 10:30 visita guidata per esplorare e conoscere il Castello del Buonconsiglio.

Attività per famiglie “Presenze longobarde”. Domenica 16 giugno, ore 15:00 attività per famiglie. Chi sono i Longobardi? Cosa ci facevano in Trentino? Lo si può scoprire in un percorso tra i reperti della mostra ‘Con spada e croce’, dove ammirare e replicare in un laboratorio creativo gli ornati delle armi di audaci guerrieri e dei gioielli di affascinanti principesse.
Castel di Lego. In occasione dell’inaugurazione dell’installazione del Castello del Buonconsiglio costruito con 70.000 pezzi di lego, durante il weekend del 15 e 16 giugno dalle 10:00 alle 18:00, gli appassionati di ogni età potranno immergersi nel mondo dei mattoncini Lego, grazie a numerose postazioni interattive situate nei giardini del Magno Palazzo.

Buonconsiglio

Giornate Europee dell’Archeologia

In occasione delle Giornate Europee dell’Archeologia, sabato 15 giugno 2024 alle 11:00, il Servizio Musei d’Arte del Comune di Ferrara organizza una visita guidata gratuita al Civico Lapidario, in via Camposabbionario 1 a Ferrara.

Durante la visita sarà anche possibile osservare direttamente le operazioni di restauro che stanno coinvolgendo alcune epigrafi conservate nello spazio che testimoniano la presenza romana nel territorio del delta del Po tra il I e il III secolo d.C. e la storia collezionistica dei Musei d’Arte Antica.

I restauri in corso sono frutto di una importante collaborazione tra il Comune e l’Università di Bologna, Corso di Conservazione e Restauro dei Beni Culturali – Campus di Ravenna, con il sostegno delle associazioni culturali ferraresi: Ferrariae Decus, Soroptimist International Club, Ambassador Club Ferrara, FIDAPA Ferrara e Associazione Amici dei Musei e Monumenti Ferraresi, unite per la conservazione del patrimonio cittadino.

La visita sarà guidata dalla dr.ssa Francesca Acqui, archeologa conservatrice dei Musei d’Arte Antica e dal prof. Fabio Bevilacqua, docente del Laboratorio di restauro presso il Dipartimento Beni culturali dell’Università di Bologna.

Appuntamento all’ingresso del Lapidario ore 11 del 15 giugno 2024. Partecipazione libera fino a esaurimento posti.

A. Z. (anche per le fotografie)

Regione Lombardia regala 16.000 abbonamenti a bambini e famiglie

Regione Lombardia presenta il progetto speciale dedicato a bambini e ragazzi per avvicinarli al mondo dei musei. Il progetto, sostenuto da Fondazione Cariplo, è organizzato in collaborazione con Abbonamento Musei e con la rete degli Oratori delle Diocesi Lombarde. Il progetto ideato da Regione Lombardia, attraverso l’Associazione Abbonamento Musei e con il coinvolgimento attivo degli oratori – centri di aggregazione tra i più frequentati da bambini e ragazzi –  intende costruire un nuovo ponte tra le famiglie lombarde con figli in età scolare (scuola primaria e scuola secondaria di primo grado) e i 218 musei inclusi nel circuito AM Lombardia.

Si tratta di un’occasione unica, per grandi e piccoli, di sperimentare un nuovo modo di vivere la cultura e scoprire insieme l’inestimabile ricchezza del patrimonio artistico regionale. 

Un, due, tre… Musei! regalerà ai bambini e alle bambine che frequentano gli oratori coinvolti nell’iniziativa 8.000 Abbonamento Musei Junior, della durata di 365 giorni, e 8.000 membership speciali, della durata di due mesi, a un accompagnatore adulto. Al termine della scadenza, l’accompagnatore potrà rinnovare la card a una tariffa agevolata. Inoltre, ogni famiglia aderente al progetto avrà l’opportunità di godere di uno sconto sull’acquisto di ulteriori abbonamenti.

Parallelamente, il progetto, che si svilupperà da aprile a fine dicembre 2024, chiamerà a raccolta anche tutti i musei inclusi nel sistema AM Lombardia per allestire un palinsesto di attività e visite guidate gratuite riservate ai bambini e alle famiglie che hanno richiesto l’abbonamento. Laboratori, eventi e workshop costruiti ad hoc, promossi su tutto il territorio.

«Un interessante progetto che nasce per proporre ai più piccoli un’occasione di scoperta e di conoscenza del ricco patrimonio culturale della Lombardia, proponendo con gratuità la tessera di Abbonamento Musei e la visita di 218 luoghi di cultura regionali: uno strumento privilegiato per conoscere istituzioni, mostre e attività educative e di valorizzazione del nostro patrimonio e della nostra identità. Iniziative di questo tipo permettono di fare avvicinare i bambini ad esperienze utili e necessarie per formare e sviluppare in modo sano e creativo la personalità e il benessere individuale.» dichiara Francesca Caruso, assessore alla cultura di Regione Lombardia.

«La cultura, intesa come capacità di apprendimento e di crescita, riveste un ruolo insostituibile nei processi di sviluppo del capitale umano e risponde al bisogno di partecipazione alla collettività. Per questo motivo investire in cultura significa investire in conoscenza, ed è fondamentale offrire gli strumenti più idonei affinché tutti abbiano la possibilità di accedervi. Per combattere la povertà culturale occorre creare nuovi alfabeti che siano di facile comprensione e coinvolgimento, dialoghi e occasioni di incontro in luoghi familiari come gli oratori, da sempre vocati alla comunità. La Fondazione Cariplo crede molto in questo progetto che nella sua semplicità ha la grande forza delle sinergie fra arte, cultura, coesione sociale e territorio, e che per questo ha la capacità di parlare ad ognuno, dai bimbi più piccoli fino alle famiglie, facilitando l’accesso alla fruizione di un patrimonio di bellezza che appartiene a tutti.» afferma Patrizia Asproni, consigliera di amministrazione referente settore arte e cultura di Fondazione Cariplo.

Veri e propri avamposti di socialità e inclusione, gli oratori sono diffusi in maniera capillare su tutto il territorio regionale: sono luoghi a cui le famiglie affidano volentieri i più piccoli e un punto di riferimento per molti ragazzi e ragazze; soprattutto nei piccoli comuni, costituiscono spesso l’unico centro di ritrovo e aggregazione.

In Lombardia gli oratori attivi sono oltre 2.300, il 40% di quelli italiani, e ciascuno di essi è frequentato in media da 180 bambini e ragazzi; la fascia d’età più rappresentata è quella dei bambini tra i 6 e i 12 anni, pari al 54% dei frequentanti totali. Gli oratori ricoprono un’importante funzione educativa nei confronti del mondo giovanile, un luogo sicuro e accogliente, in cui sperimentare un tipo di socialità destrutturata. Negli oratori l’accento infatti è posto sull’“essere”, a differenza di altri contesti, come quelli scolastici, in cui si sottolinea il “fare”, e quindi l’apprendimento di abilità specifiche. Le attività promosse dagli oratori ruotano soprattutto intorno allo sport, al gioco e alle attività ricreative. Grazie a Un, due, tre… Musei! l’offerta sarà potenziata anche sul fronte culturale e artistico, offrendo un’occasione preziosa a bambini e bambine di ogni fascia sociale, anche le più fragili, di entrare in contatto con i musei del territorio e di fruire di servizi culturali insieme alla famiglia e agli amici. La fruizione di esperienze artistiche e creative gioca, sin dall’infanzia, un ruolo determinante per un pieno sviluppo della personalità e del benessere individuale. Un, due, tre…Musei! si propone di allargare la partecipazione culturale in maniera orizzontale, abbattendo quelle barriere sociali ed economiche che spesso impediscono alle famiglie di accedere alle istituzioni museali o di approfondire la conoscenza del patrimonio culturale del territorio. 

«La dimensione culturale è indispensabile nel cammino di crescita dei ragazzi e degli adolescenti. Con questa consapevolezza gli oratori della Lombardia collaborano volentieri con tutte le Istituzioni culturali ed educative che promuovono questa visione. Nello specifico, la collaborazione con l’Associazione Abbonamento Musei incoraggerà le famiglie ad avvicinarsi ai musei del nostro territorio, non solo come frequentatori occasionali, ma a trovare nei musei una vera e propria casa della cultura e della storia» conclude Don Stefano Guidi, coordinatore ODL, Oratori Diocesi Lombarde.

«Presentare oggi questo progetto speciale dedicato a bambine e bambini, ragazzi e ragazze è un traguardo che conferma il ruolo della nostra carta come prezioso strumento di partecipazione. I numeri delle carte vendute in Lombardia lo scorso anno hanno registrato un ulteriore incremento. Gli abbonati sono stati oltre 38.000 con 244.457 visite nei 249 musei convenzionati, a testimonianza di una partecipazione sempre crescente. Il dato dei musei lombardi si inserisce nel contesto più ampio che vede attivi oltre 190.000 abbonati nelle tre regioni di Associazione Abbonamento Musei, Piemonte, Lombardia e Valle d’Aosta. La collaborazione con la rete degli oratori è di grande rilevanza per la comunità lombarda: sono luoghi di partecipazione, un ambito privilegiato dove i giovani sono chiamati a esprimersi liberamente, sono spronati al confronto intergenerazionale e interculturale» commenta Alberto Garlandini, presidente di Abbonamento Musei.

«É con una certa emozione che diamo avvio a questo progetto che rappresenta un tassello significativo nel grande mosaico di azioni messe in atto dalle istituzioni volte a contrastare la povertà educativa minorile, proponendo un’esperienza museale accogliente e inclusiva. Con Un, due, tre… Musei! sono i bambini ad essere protagonisti di un cambiamento culturale, cittadini dell’oggi e non del domani: saranno loro a prendere per mano i genitori e a portarli al museo» conclude Simona Ricci, direttrice di Abbonamento Musei.

Delos

Casteldi’ sera

Il Castello del Buonconsiglio si apre alla città anche nelle serate di venerdì con arte, musica, emozioni, suggestioni e intriganti aperitivi nei giardini.

Tra le tante iniziative pensate dal museo nell’anno del Centenario, siamo entusiasti di annunciare che ogni venerdì dalle 17:00 alle 21:00 si possono vivere alcuni ambienti del castello sotto una luce diversa.
L’iniziativa offre, alla tariffa ridotta di 5,00 euro, un’esperienza suggestiva e multidisciplinare: avrete l’opportunità di esplorare alcune sale del castello e le mostre temporanee accompagnati dai conservatori del museo che sapranno svelarvi i segreti e le storie che si celano dietro ai dettagli delle opere. Oltre alla speciale apertura serale, alle ore 18:00 per un ristretto numero di visitatori sarà proposta una  visita  esclusiva in una sala solitamente inaccessibile al pubblico, per immergersi nella storia e nei misteri celati tra le mura del Castello.

Venerdì 19 aprile gli ambienti aperti a tutti i visitatori, riguardano la mostra “Museo Anno Zero”. Accolti da conservatori del museo e da alcuni esperti i visitatori saranno accompagnati nella narrazione delle vicende di restituzioni e rivendicazioni del patrimonio culturale locale dopo la Grande Guerra e potranno scoprire curiosità e peculiarità delle opere esposte in mostra con alcuni appuntamenti speciali:

ore 17.00 Recuperi I Maddalena Ferrari
ore 18.00 Pagine illuminate. Gli antichi codici della Biblioteca vescovile I Alessandra Faes e Milena Bassoli, Biblioteca comunale di Trento
ore 19.00 I bronzi di Marte. Armi di offesa e di difesa  I Roberto Pancheri
ore 20.00 La musica ritrovata. Polifonie del Quattrocento in antichi codici I Marco Gozzi con esecuzioni musicali del Gruppo vocale “Feininger” (Marco Gozzi, Salvatore de Salvo Fattor, Roberto Gianotti)

Alle ore 18, l’ambiente del castello visitabile straordinariamente per un piccolo gruppo di visitatori è il Sala all’ultimo piano di Castelvecchio (antico granaio). Per questa visita è necessaria una prenotazione obbligatoria e vincolante oltre all’acquisto del biglietto.

Ma non è tutto: il viaggio attraverso il tempo e la bellezza sarà anche un’occasione di condivisione e dialogo davanti a un aperitivo o un apericena proposti nella rinnovata Caffetteria del Castello del Buonconsiglio curati da InFusione.

INFO: acquisto online del biglietto di ingresso o presso la biglietteria del Museo.
Tariffa: 5,00 euro (escluso aperitivo/apericena)

Altri appuntamenti al Castello del Buonconsiglio

Educatore museale in mostra
Sabato 20 aprile, dalle 14:00 alle 17:00 presenza di un educatore museale nelle sale della mostra “Con Spada e Croce. Longobardi a Civezzano” .
Visita guidata alla mostra
Sabato 20 aprile, ore 15:00 visita guidata alla mostra “Con Spada e Croce. Longobardi a Civezzano”.

Visita guidata al Castello del Buonconsiglio
Domenica 21 aprile, ore 10:30 visita guidata alla scoperta del Castello del Buonconsiglio.
Attivià per famiglie
Domenica 21 aprile, ore 15:00 attività per le famiglie “Caccia Bestiale”

Buonconsiglio

Andrea Emiliani e la Romagna. Progetti, passioni, tutela e cura del bello

Venerdì 19 aprile 2024 dalle ore 10.00 alle ore 19.00 il MAR – Museo d’Arte della città di Ravenna ospita una giornata di studi dedicata ad Andrea Emiliani, che fu già presidente onorario dell’Istituzione.
L’idea e il desiderio  di una giornata di incontri e testimonianze sono nate da varie conversazioni  informali di alcuni storici dell’arte e architetti con Letizia Lodi e tra i primi Claudio Spadoni, Marina Foschi, Jadranka Bentini, Luciana Prati, Francesca Valli, Elena Rossoni, Anna Stanzani, che esprimevano l’esigenza di dedicare un incontro, non accademico, incentrato sul territorio romagnolo,  radice così forte per  Emiliani,  che ricordasse i numerosi progetti e i risultati ottenuti dal  Suo indefesso lavoro sul campo, sempre lungimirante e ancor oggi esempio fondamentale non solo per la tutela e lo spessore dei progetti, ma per le passioni e condivisioni che sapeva suscitare.
Una giornata di testimonianze e interventi sulle varie realtà della Romagna, ad iniziare proprio dal MAR di Ravenna, del cui Cda Emiliani fu presidente onorario per circa vent’anni, e alla partecipazione e co-curatela con Claudio Spadoni di importanti mostre come Turner Monet Pollock. Dal Romanticismo all’Informale. Omaggio a Francesco Arcangeli del 2006 o La cura del bello musei, storie, paesaggi per Corrado Ricci del 2008, solo per ricordarne alcune; per proseguire con la complessa realtà di Forlì e con i primi censimenti fotografici di Paolo Monti tra paesaggio, realtà rurale, architetture che documentano la sua attività del IBC.
Anche la formazione di Andrea Emiliani, prima di diventare funzionario e poi Soprintendente, viene ricordata da Anna Stanzani così come la sua attività di studioso e di pubblicista. In particolare verrà argomentata la curatela degli splendidi due volumi degli inizi anni Sessanta, intitolati Questa Romagna, impresa editoriale  che già bene individuava “una sub regione nella sua identità e immaterialità”  e che testimoniava quello “ sconfinamento” che sarà peculiare degli scritti di Emiliani insieme ad uno  specifico profilo espressivo, empatico ma sempre ricercato, caratterizzato  da un’ “appropriatezza lessicale” in parte mutuata dalla prosa novecentesca dei suoi maestri, come bene ricorda Roberto Balzani. Per l’attività a Faenza il ricordo è affidato ad Elena Rossoni, che ne metterà in evidenza il ruolo fondamentale per l’acquisto di Palazzo Milzetti ora Museo dell’età neoclassica in Romagna, mentre Franco Bertoni ne sottolineerà l’impegno per l’insegnamento all’ ISIA e altri studi condivisi.  E ancora sono testimoniate le affinità con Gino Pavan Soprintendente a Ravenna, da Emanuela Fiori la presentazione del restauro degli Affreschi di Santa Chiara a Ravenna, e da Giordano Conti le tante iniziative del cosiddetto ‘Museo diffuso’ a Cesena. E’ previsto anche un contributo da remoto del fratello Vittorio Emiliani.
Una Romagna condivisa, dal titolo dell’intervento di Jadranka Bentini, intende essere il fil rouge di questa giornata, che ha un intento “corale” appunto nelle varie testimonianze dei protagonisti della tutela, conservatori, architetti e studiosi docenti, allievi e amici che l’hanno affiancato sul campo dagli anni Sessanta al primo decennio del XXI secolo. L’auspicio dei relatori è che si tratti solo di un primo spazio di condivisione, che negli Atti potrà essere integrato da altri interventi di studiosi che non hanno potuto essere presenti e che sia seguito in futuro da altre giornate di studio e di confronti.

Andrea Emiliani e la Romagna. Progetti, passioni, tutela e cura del bello
Giornata di studi a cura di Letizia Lodi storico dell’are, Mic –  curatore, Pinacoteca di Brera
venerdì 19 aprile dalle ore 10.00 alle ore 19.00
MAR – Museo d’Arte della città di Ravenna, Sala Martini, Via di Roma 13, Ravenna
Ingresso libero

Immaginare il museo

Per un mese le sale leonardiane del Castello di Vigevano ospiteranno una selezione degli elaborati prodotti dal Laboratorio di Conservazione dell’Architettura Storica – Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni del Politecnico di Milano. Coordinati dalla Direzione regionale Musei Lombardia, l’istituto del Ministero della Cultura che gestisce i musei statali nel territorio lombardo, oltre quaranta studentesse e studenti universitari si sono esercitati per un semestre sugli spazi espositivi del Museo Archeologico Nazionale della Lomellina riflettendo come essi intersechino compiti fondamentali per un museo, quali la  conservazione, l’accessibilità e fruizione, non solo  delle collezioni museali e ma anche dell’importante complesso architettonico in cui sono ospitate. In particolare, quale compito di realtà, hanno affrontato due temi aperti sui quali il Museo sta lavorando in questi mesi: la progettazione di un nuovo ingresso e l’allestimento delle sale collocate al primo piano. Le proposte progettuali, illustrate tramite una selezione degli elaborati grafici, modelli e book di sintesi delle analisi svolte, mostrano come si tratti di interventi solo in apparenza secondari, poiché comportano importanti ricadute per la valorizzazione dell’intero complesso monumentale. Proprio per questo si è scelto di esporre gli elaborati al di fuori degli spazi del Museo, evidenziandone la portata per l’intera città di Vigevano. 

MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DELLA LOMELLINA. Il Museo Archeologico Nazionale della Lomellina ha sede nei suggestivi spazi della cosiddetta terza scuderia del Castello Sforzesco di Vigevano, voluta da Galeazzo Maria Sforza su progetto di Maffeo da Como negli anni Settanta del Quattrocento.

Istituito con il compito di conservare ed esporre in un’unica sede un considerevole patrimonio archeologico proveniente dal territorio della Lomellina, il Museo è attualmente interessato da importanti cambiamenti finalizzati al miglioramento dell’accessibilità e della fruizione, con la conseguente revisione degli apparati didascalici.

Gli interventi prevedono la realizzazione di un nuovo ingresso privo di barriere architettoniche, l’ampliamento tanto degli spazi espositivi del primo piano del Museo quanto delle collezioni, arricchite, sia pure temporaneamente, dall’arrivo del nucleo di opere dell’artista Regina Cassolo Bracchi: si tratta di 108 opere, costituite da 41 sculture, 63 disegni e 5 collage. La figura di Regina è stata di recente rivalutata e questa esposizione antologica permetterà di approfondire lo studio della sua opera e di individuare – nel medio periodo –  future soluzioni per una esposizione definitiva. Questo avverrà in collaborazione con il Comune di Mede, la Soprintendenza ABAP territorialmente competente e l’Archivio Regina Cassolo Bracchi, di recente istituzione.

LA SPERIMENTAZIONE DIDATTICA: STUDIO E PROGETTO

Al terzo anno del corso di laurea in Progettazione dell’Architettura il Laboratorio di conservazione dell’edilizia storica articolato in due insegnamenti (Fondamenti di progettazione per l’edilizia storica e Architettura degli Interni) ha come obiettivo la formazione alla lettura e all’analisi del patrimonio costruito.

Gli aspetti di analisi e gli ambiti di trasformazione del Museo Archeologico Nazionale della Lomellina si sono offerti come caso studio privilegiato e ideale per le attività del laboratorio svolto tra settembre 2023 e gennaio 2024. Il rilievo geometrico e dei materiali, il riconoscimento delle forme di alterazione e degrado e l’individuazione delle tecniche per la conservazione sono strumenti intesi all’acquisizione della consapevolezza del valore testimoniale e di cultura materiale del patrimonio costruito. Queste azioni conoscitive unite alla pratica di un’osservazione attenta degli elementi dello spazio, nella sua dimensione interna e di relazione con il contesto, accompagnano studentesse e studenti ad una valorizzazione e trasformazione consapevole del patrimonio esistente, individuando risposte non univoche alle esigenze della contemporaneità.

Il materiale esposto, selezionato in termini di rappresentatività delle analisi e proposte progettuali realizzate, sarà illustrato ai visitatori dagli studenti di tre classi dell’ITS “Luigi Casale” tramite un progetto PCTO rivolto a formare studentesse e studenti sui temi cruciali dell’educazione al patrimonio, quali la mediazione e comunicazione dei musei.

La mostra, ad ingresso gratuito, è visitabile il sabato e la domenica dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 17.00. Si richiede di dare cortese conferma della partecipazione all’inaugurazione scrivendo alla mail drm-lom.archeovigevano@cultura.gov.it

Orari mostra: Sabato e domenica 10.00 – 13.00 e 14.00-17.00. Ingresso gratuito

Orari Museo: Martedì – venerdì 9.00-14.00; Sabato e domenica 9.00-17.00. Ingresso gratuito

S.E.

“Arlecchino 2024″: la psicologia del “mimo, acrobata, lazzo e maschera” spiegata da Stefano Caracciolo

Sarà dedicata alla psicologia del personaggio di Arlecchino “mimo, acrobata, lazzo e maschera” la nuova conferenza del ciclo di incontri ‘Anatomie della mente’ in programma oggi giovedì 14 marzo 2024 alle 17 nella sala Agnelli della biblioteca Ariostea (via Scienze 17 Ferrara). Il ciclo di incontri, a cura di Stefano Caracciolo, già docente di Psicologia Clinica all’Università di Ferrara, è giunto al suo diciassettesimo anno, è aperto a tutti gli interessati ed è organizzato in collaborazione con il Dipartimento di Neuroscienze e Prevenzione dell’Università di Ferrara.

L’incontro potrà essere seguito anche in diretta video sul canale youtube Archibiblio web.
Se ci rifacciamo alla radice del nome, l’origine è millenaria e la provenienza del Nord Europa: Hölle König (re dell’inferno), divenuto poi Helleking, e infine HellequinHarlequin, nome ripreso poi da Dante Alighieri per un demonio, Alichino, che inserì tra i Malebranche, la diabolica truppa protagonista di alcuni curiosi episodi della Divina Commedia nell’Inferno (Canti XXI-XXIII). Si ritiene che Dante si sia ispirato appunto al demone Hellequin, presente in molte leggende e rappresentazioni popolari come figura malefica, già diffuso con nomi simili (AnnequinHennequin, Hannequin) in Francia e Germania e probabilmente nell’Italia del centro-nord, per cui Dante avrebbe utilizzato questo nome, italianizzato, per uno dei suoi infernali sgherri, sotto il comando di Malacoda, nella bolgia dei barattieri. La figura di Hellequin diventerà poi nella cinquecentesca Commedia dell’Arte, e specialmente a Venezia, e poi in Francia, il celeberrimo Arlecchino. La sua origine bergamasca, variamente sovrapposta ad altri personaggi ‘buffoneschi’ e ‘giullareschi’, simili ai moderni ‘clowns’ come ha ben spiegato Dario Fo, trae spunto da lontani origini di rappresentazioni comiche e satiriche spesso ‘scurrili’ (dal latino ‘scurra’ che significa appunto ‘buffone’) greche, etrusche e romane e viene ‘nobilitato poi dalle Compagnie italiane in Francia a Parigi nel Seicento, dove il bolognese Domenico Biancolelli, il primo vero e grande Arlecchino del teatro, divenne così celebre da essere chiamato alla Corte dei Reali di Francia, per trasformarsi poi nel personaggio ‘classico’ delle Commedie di Goldoni ed alle messe in scena di Giorgio Strehler. Allora: chi si nasconde, in realtà, dietro Arlecchino, l’unica figura della Commedia dell’Arte che appaia frequentemente, con appellativi simili, in tanti ambiti diversi, nelle tradizioni culturali più svariate fin dai tempi più remoti? Come spiegare il misterioso vincolo che connette l’Herlequin-Hellequin, guida infernale di spiriti volanti, all’Erlik Khan dello sciamanesimo nella mitologia popolare della Turchia?
Quale è il nesso con l’Erlekoening, Re degli elfi e delle fate della tradizione nordica? Quale percorso si può ricostruire per arrivare dal comico “ghiottone” di Plauto e Aristofane, che viaggia negli inferi esattamente come gli Zanni della Commedia dell’Arte e del teatro inglese del Settecento? Nella presenza dei ‘lazzi’, delle pantomime, delle acrobazie e dei salti verbali si intravvedono le tracce residue di riti antichi e moderni fra la vita e la morte, immortalati da Pablo Picasso nella serie infinita dei suoi Arlecchini e sfociati persino modernamente, nel mondo dei supereroi del mondo dei fumetti e del cinema, con un nuovo e inaspettato cambio di genere portati di recente sul grande schermo del cinema dalla attrice Margot Robbie nei panni di ‘Harley Quinn’.

A.Z.

“Passeggiando tra le pagine dei libri…”: con “Accabadora”

È in programma per venerdì 15 marzo 2024 alle 17 il nuovo incontro del gruppo di lettura  “Gli acchiappalibri” alla biblioteca comunale Luppi, di via Arginone 320 (Porotto, Ferrara). Tema dell’appuntamento sarà il libro di Michela Murgia “Accabadora”.
Il gruppo organizza appuntamenti mensili, a cura di Cinzia Brancaleoni, per amanti della lettura, che si incontrano in biblioteca per parlare di libri, scambiare impressioni, ricordi ed emozioni. I titoli vengono scelti grazie ai suggerimenti delle bibliotecarie e dei partecipanti al gruppo.

Chi fosse interessato a partecipare può aderire contattando la biblioteca Luppi al numero 0532/731957 oppure scrivendo una mail a bibl.porotto@comune.fe.it

Alessandro Zangara

Presentazione del restauro realizzato dall’Opificio delle Pietre Dure di Firenze a Piacenza

L’intenso volto di Velia realizzato da Attilio Selva nel 1914 e la Testa di Cristo di Ermenegildo Luppi del 1921: queste le due sculture in cera appartenenti alla Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi oggetto di un sapiente e impegnativo restauro dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, diretto da Emanuela Daffra. Fondato da Ferdinando I de’Medici come manifattura di arredi in pietre dure, a fine Ottocento l’Opificio converte la sua attività al restauro, fondendosi poi con il Laboratorio restauri della Soprintendenza fiorentina dopo l’alluvione del 1966. Oggi questa prestigiosa realtà, nota con la sigla OPD e apprezzata a livello internazionale, è un istituto ad autonomia speciale del Ministero della Cultura, che opera come centro di competenza nazionale nel settore della conservazione di opere d’arte, svolgendo attività di restauro, ricerca ed alta formazione. 

Laura Speranza, storica dell’arte che dirige il Settore di restauro Materiali ceramici, plastici e vitrei dell’OPD e la restauratrice Chiara Fornari interverranno per illustrare l’intervento eseguito sulle due sculture, che ha consentito di sanare fessurazioni e distacchi e ha restituito piena leggibilità alle opere già mortificate da pesanti depositi di polvere. Un lavoro, il loro, particolarmente attento e sensibile anche in ragione del fatto che è la cera il delicatissimo materiale di cui sono costituite le due opere. Soprattutto la condizione della Testa di Cristo di Luppi si presentava particolarmente critica prima del restauro poiché un vistoso cedimento della superficie in cera all’altezza dello zigomo sinistro di Cristo lasciava addirittura scoperta la struttura in gesso sottostante. Oggi, oltre a essere stata risanata dal punto di vista strutturale, l’opera ha recuperato la sottile cromia della cera che qui presenta venature quasi marmoree.

La cera di Velia fu esposta a Roma nel 1914, figurando alla Prima esposizione della Probitas per poi entrare dal 1920 nella collezione di Giuseppe Ricci Oddi. L’opera appartiene alla fase giovanile dell’artista (Trieste, 1888 – Roma, 1970) che a questa data soggiorna presso Villa Strohl-Fern, approdando a sculture dove coesistono saldezza volumetrica e vitalità espressiva.  Data al 1921 l’acquisto della Testa di Cristo di Ermenegildo Luppi, che il collezionista piacentino compera direttamente dall’artista. La cera, la cui versione in bronzo è custodita presso la Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma, fu presentata alla Biennale di Venezia del 1920 ed è esemplare della produzione dell’autore, che nei temi dolorosi di carattere religioso trova la propria fonte di ispirazione più sentita.

I restauri sono stati resi possibili dal sostegno di Nordmeccanica Piacenza, che si è fatto carico anche di un altro intervento recentemente ultimato, quello condotto da Giuseppe De Paolis sullo studio de Il guado, dipinto di Antonio Fontanesi databile intorno al 1861. “È con grande orgoglio e soddisfazione che abbiamo sostenuto il prezioso lavoro dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze nel restauro di queste due sculture in cera – commenta Alfredo Cerciello, CFO e Vicepresidente di Nordmeccanica – La conservazione del patrimonio artistico e culturale è un impegno che ci riguarda tutti e siamo onorati di poter contribuire al mantenimento della bellezza e della storia che queste opere rappresentano. Il nostro sostegno riflette il nostro profondo rispetto per l’arte e la nostra dedizione a preservare il nostro passato per le generazioni future. Grazie all’impeccabile lavoro dell’Opificio, queste sculture continueranno a ispirare e incantare gli spettatori per molti anni a venire.”

Dopo la presentazione, seguirà una breve visita alle opere restaurate.

Mercoledì 20 marzo, ore 18.30, Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi, via San Siro 13 – 29121 Piacenza. Ingresso libero

S.E.

Mangiare come Dio comanda

Martedì 5 marzo alle ore 11, al teatro Bolognini di Pistoia, si terrà il secondo incontro sul tema della XV edizione dei Dialoghi di Pistoia con l’antropologa Elisabetta Moro. L’appuntamento, dal titolo Mangiare come Dio comanda sarà visibile anche in diretta streaming, sui canali Facebook e YouTube del festival.
Autrice di Mangiare come Dio comanda, saggio scritto a quattro mani con l’antropologo della contemporaneità Marino Niola (Einaudi, 2023), Elisabetta Moro, docente di Antropologia Culturale all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, ha come oggetto principale dei suoi studi il cibo e l’alimentazione.
Nella conferenza preparatoria alla prossima edizione del festival analizza il modo in cui in Occidente, negli ultimi anni, si è diffusa una vera e propria “religione del cibo” cercando di indagarne le ragioni. Se in passato, infatti, la religione costituiva il codice di tutti i comportamenti alimentari, oggi dilaga un culto della tavola che va ben al di là della semplice nutrizione. È un fenomeno di dimensioni epocali che vede da una parte la cibomania e dall’altra la cibofobia.

La cibomania consiste nella sovraesposizione del piacere, della conoscenza e dell’esperienza gastronomica: gli chef sono elevati al rango di sacerdoti di una liturgia della gola sempre più suntuaria ed esclusiva; la ricerca maniacale dell’eccellenza riflette forme di narcisismo e di egolatria tipiche della società della connessione permanente; schiere di addicted consumano compulsivamente foto, video, esperienze, guinness dei primati, fino ad arrivare a performance estreme come il Mukbang Watching (la condivisione/spettacolarizzazione sui social dell’ingordigia iperbolica). È il trionfo del food porn, una miscela inedita di pornografia alimentare e voyerismo.

All’opposto, la cibofobia è la negazione più totale del piacere della tavola: assume le forme del salutismo estremo, della santificazione dei presunti cibi salvavita e della scomunica dei presunti cibi killer. È una tendenza che sfocia nella demonizzazione di un cibo dopo l’altro, trasformando la nutrizione in un gancio a cui appendere il fascio delle proprie insicurezze e paure, fino a perdere un rapporto equilibrato e felice con l’alimentazione e con il nostro corpo.

Elisabetta Moro è Docente ordinaria di Antropologia Culturale presso l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, dove è anche co-direttrice del Museo Virtuale della Dieta Mediterranea e del MedEatResearch. È membro dell’Assemblea della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, e presiede il Comitato Scientifico della Cattedra UNESCO in Intangible Cultural Heritage and Comparative Law dell’Università di Roma Unitelma Sapienza. Collabora con il Corriere della Sera, il Mattino, e con diversi programmi televisivi. Con Marino Niola ha scritto: Andare per i luoghi della dieta mediterranea (il Mulino, 2017); I segreti della dieta mediterranea (il Mulino, 2020); Baciarsi (Einaudi, 2021); Il presepe (il Mulino, 2022); Mangiare come Dio comanda (Einaudi, 2023). Ha curato l’antologia Sirene. Il mistero del canto (Marsilio, 2023).

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