Juliet Summer Fest: a Verona Shakespeare by the River

Una grande festa estiva dedicata a Shakespeare, con rappresentazioni itineranti in centro storico, serate all’ex dogana d’acqua e un museo interattivo, anche in inglese. Torna, per l’ottava edizione, il ‘Juliet summer fest’, organizzato da Casa Shakespeare. E per la prima volta il festival sperimenta le nuove tecnologie ed esce dai confini comunali, portando Romeo e Giulietta anche a Bardolino e Caldiero.

Al Teatro Satiro Off ai Filippini, è aperto lo Shakespeare Interactive Museum. Un’esperienza immersiva e interattiva nel mondo del Bardo, alla scoperta dei suoi personaggi e dei luoghi raccontati. Attraverso la tecnologia il visitatore prenderà le sembianze di uno dei protagonisti shakespeariani e interagirà con gli stessi grazie a videoinstallazioni e scenografie tridimensionali, per una mezz’ora di spettacolo. Fino al 31 agosto, dal martedì alla domenica, alle ore 11, 15 e 17, sarà possibile assistere all’iniziativa in lingua inglese; dal 1° al 15 settembre, dal venerdì alla domenica, sempre negli stessi orari, lo spettacolo sarà in italiano.

‘Shakespeare by the river’. Il 24 e 25 luglio, ritrovo alle ore 19 a Castelvecchio per la discesa in Adige fino all’ex dogana. Nella sede del Canoa Club verrà servito un piatto tipico del territorio, accompagnato da vini veronesi, ascoltando sonetti shakespeariani. E alle ore 20.30 Romeo&Juliet di Casa Shakespeare in lingua inglese. Stesso programma anche per il 26 luglio, con la messa in scena però della prima nazionale ‘Sh-ort-Akespeare’, cortometraggi a cura di Sycamore t Company.

A queste iniziative si aggiungono le rappresentazioni ogni primo giovedì del mese a Bardolino e l’edizione speciale di Giulietta e Romeo, che si terrà alle Terme di Caldiero.

“Una proposta di grande qualità che va ad arricchire il programma culturale estivo – ha detto l’assessore alla Cultura Briani -. Un omaggio a Shakespeare davvero coinvolgente, grazie alle diverse tipologie di spettacolo messe in scena e alla sinergia tra differenti realtà del territorio. Un ringraziamento va agli organizzatori e a quanti collaborano per la realizzazione di questo cartellone unico nel suo genere”.

Roberto Bolis

 

Aperossa

 

Dal 22 luglio al 2 agosto tornerà a ronzare L’APEROSSA, la manifestazione ideata e organizzata dall’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico protesa a valorizzare le aree urbane decentrate con una serie di eventi culturali partecipati sul territorio.

L’edizione 2019 sarà ricca di novità e strutturata in due sezioni:
dal 22 al 27 luglio spazio agli eventi dal vivo, con reading e monologhi teatrali, letture per bambini, concerti con sonorizzazioni live di archivi filmici, visite museali ed esplorazioni partecipate alla scoperta del territorio e instant movies in anteprima ad esso dedicate, che si svolgeranno presso il piazzale adiacente la Centrale Montemartini, dove ha sede l’AAMOD.

Dal 29 luglio al 2 agosto L’APEROSSA si trasformerà invece in una vera e propria arena cinematografica, all’interno di un’area simbolo della trasformazione urbanistica ed antropologica della città: piazza Fabrizio De André, alla Magliana. Le proiezioni di corti e film, introdotte dalla giornalista Angela Prudenzi che incontrerà testimoni di rilievo, saranno anticipate da laboratori diurni (in programma presso la sede della Fondazione Di Liegro, Centrale Montemartini, Via Ostiense 106, Roma) orientati all’educazione, uso e tecniche del linguaggio audiovisivo.

L’APEROSSA è parte del programma dell’Estate Romana 2019 promossa da Roma Capitale Assessorato alla Crescita culturale e realizzata in collaborazione con SIAE.

 

Elisabetta Castiglioni

Capalbio Salute

Uno spettacolo per parlare di salute e benessere, un format nel quale le arti accompagnano tematiche di estrema attualità con spirito leggero, diretto e divulgativo. Questo il senso di Capalbio Salute, la manifestazione ideata e condotta dalla giornalista Isabella Mezza che giunge alla sua ottava edizione, presentando il 9 e 10 agosto, nella storica piazza Magenta di Capalbio, due serate all’insegna di conoscenza, simpatia e partecipazione seguendo un modello di entertainment che mescola linguaggi artistici e scientifici in un percorso a tema“sui generis”. Gli argomenti affrontati quest’anno saranno rispettivamente “Il senso di un respiro”, serata dedicata a polmoni, cuore e disturbi del sonno, e “L’arte del Corpo: Le tre S del Benessere”, protagonista il 10 agosto con Sesso, Sport e Sostenibilità.

Tra gli ospiti del salotto-spettacolo importanti nomi del mondo della medicina, tra cui l’oncologo Enrico Cortesi, Francesco Peverini, direttore Fondazione ricerca e cura del Sonno, l’endocrinologo Celestino Pio Lombardi, la sessuologa Adele Fabrizi, il nutrizionista Maurizio Muscaritoli, la psicologa Grazia Attili e il medico sportivo Nicola Armentano. Allo spettacolo parteciperanno inoltre la coreografa-ballerina Ilaria Tinacci e il Duo I Disguido, maestri di un’arte illusoria all’insegna della magia.
“E’ possibile fare divulgazione medico-scientifica con la pluralità dei linguaggi  dell’arte? E’ possibile che saperi così lontani  possano contribuire, insieme, ad una nuova consapevolezza dell’essere corpo? – si interroga Isabella Mezza, artefice e conduttrice dell’iniziativa – Lo chiede la storia: già Pitagora sosteneva che natura, matematica e musica fossero interconnesse e che separarle avrebbe significato impoverire il processo della conoscenza. Per Leonardo da Vinci arte e scienza costituivano un unicum inscindibile, mezzo e fine, strumento ideale per l’indagine della realtà. E Apollo non era forse il Dio delle Arti e della Medicina? Oggi le informazioni sono tante, i saperi sempre più specialistici e settari. Tra medico e paziente si è inserito, in modo determinante,  l’attraente mondo del web. E’ nato così un terzo soggetto: il paziente attivo, più informato ma pericolosamente esposto ai rischi del fai da te. Occorre fare ordine in questa sovrabbondanza di nozioni, per riappropriarci di metodi di comunicazione in grado di arrivare, in modo efficace, ad una informazione-formazione più organica, più emotivamente coinvolgente e, perché no, divertente.”

È una sfida che la giornalista e già curatrice e conduttrice di “Tg3 SaluteInforma” porta avanti da anni con successo, dimostrando la validità del progetto che si propone come formula decisamente nuova ed efficace nella comunicazione della salute e del benessere, binomio protagonista del nostro contemporaneo.

Elisabetta Castiglioni (anche per la fotografia)

Andrea Mingardi racconta la sua carriera con il libro ‘Professione cantante’

Sarà la corte interna di Palazzo Paradiso (sede della biblioteca comunale Ariostea in via delle Scienze 17, Ferrara) a ospitare, oggi pomeriggio, giovedì 4 luglio alle 17,30, l’appuntamento speciale con Andrea Mingardi per la presentazione del suo libro ‘Professione cantante’. L’incontro è aperto liberamente a tutti gli interessati.

‘Professione cantante’ è il racconto di un lungo viaggio attraverso sale di registrazione e palchi, con la musica unica e indiscussa protagonista.
Una biografia, ma anche qualcosa di più: un viaggio, narrato nello stile schietto e divertente che caratterizza l’artista, attraverso i tanti anni trascorsi tra sale di registrazione e palchi, raccontandone le gioie, le frustrazioni, i mutamenti mal digeriti, gli amici e la musica, unica e indiscussa protagonista di queste pagine.

Prefazioni, aneddoti e contributi di Mina, Francesco Guccini, Luca Carboni, Renzo Arbore, Orietta Berti, Pippo Baudo e tanti altri per raccontare la realtà quotidiana dei cantanti.

“Per raccontare i risvolti, i retroscena, il gran numero di sfumature ignote e le trappole note di un mestiere così ambito e invidiato come quello del cantante necessiterebbero parecchi libri, magari scritti da autori come Arthur Miller, Charles Bukowski, Ennio Flaiano, Francis Scott Fitzgerald, Jean-Paul Sartre, Ernest Hemingway, in grado di raccontare mondi popolati da belle donne, alcol, fumo e da quell’esistenzialismo pessimista che rende misteriosamente affascinante ogni parola. Da speciali punti di vista questi maestri della letteratura avrebbero potuto raccontare le miserie e le nobiltà di un incredibile pianeta abitato da alieni come Enrico Caruso, Frank Sinatra, Aretha Franklin, Maria Callas, Luciano Pavarotti, Ray Charles e cento altri fenomeni del canto che hanno indelebilmente segnato il genere umano. Ma commetteremmo un errore se trascurassimo il sottobosco della musica del popolo, le antiche radici del canto della provincia e le ingenue mosse di generazioni dedite al culto del sudore ballereccio di moda. In questa mia fugace inquadratura, le mille storie, gli aneddoti, i tic, i sogni, le speranze e le tenere miserie dei milioni musicisti che aspirano a rilasciare autografi sono appena accennate. In fondo, i protagonisti siamo tutti noi, anime in competizione, sparpagliate sui palchi della vita, abitanti di una nazione nota per il bel canto e per essere una eterna fabbrica delle illusioni – Andrea Mingardi.”

 

Alessandro Zangara

 

 

Grazia Di Michele. Libro e disco

Grazia Di Michele torna con un doppio appuntamento editoriale: un nuovo disco, Sante bambole puttane (EGEA), scritto con sua sorella Joanna, e un romanzo, il suo primo, intitolato Apollonia (Castelvecchi editore), da questa settimana disponibile in tutte le librerie.

Due linguaggi creativi, due differenti operazioni stilistiche, due viaggi interiori filtrati da uno stesso percorso: quell’universo femminile che da sempre ha permeato la ricerca  testuale di Grazia.

In “Sante Bambole Puttane”, la compositrice ed interprete racconta la storia di 10 donne non famose, bambine, adolescenti e mature che attraversano il mondo, la nostra stessa vita, come ombre cui è negato ogni diritto di esistere davvero; donne su cui gli uomini a volte proiettano le proprie fantasie, ignorando e negando la loro identità. C’è Lora, una vita trascorsa in vetrina ad Amsterdam con il rimpianto di un amore; Amina, pronta per partire verso una nuova vita da migrante; Irina, artista di strada  perduta in città disumane; Helen, ispirata dalla suora protagonista di “Dead man walking”; Sonia, una casalinga che subisce i soprusi di un marito violento…

Sono storie di una estrema attualità e intimità che condiscono di neorealismo un album dalle sonorità più ricercate: ad accompagnare Grazia ci sono i suoi fedeli musicisti che la accompagnano nei concerti europei (Andy Bartolucci, Marco Siniscalco, Fabiano Lelli) ma anche altri collaboratori storici, come Fabrizio Puglisi, Filippo De Laura, Marco Valerio Cecilia, Claudio Bartolucci, Saverio Capo, Antonello Sorrentino, Francesco Sciarretta, Andrea Leali e Daniela Iezzi.

Patrizio Fariselli con il suo pianoforte e la sua energia è l’ospite di Lora, brano scelto come primo singolo, mentre la ballata folk Apollonia ispira anche la storia della giovane protagonista del romanzo dall’omonimo titolo, scritto con garbo, ritmo, sentimento e poetiche introspezioni autobiografiche.
Apollonia cresce in un piccolo paese del Sud in una famiglia di imprenditori della seta. Ha il dono della visione e conseguentemente una vita da sradicata. Deve vedersela con i pregiudizi del luogo, col suo nome sempre storpiato, col busto di ferro per correggere la sua schiena, con gli zigomi da zingara, con le sue febbri improvvise. Con la bellezza luminosa di sua sorella, con una madre depressa e un padre assente, con una domestica invadente e un fratello irrisolto.  Ma cresce nella verità, riconosce l’amore dove manca e dove abbonda.

Grazia Di Michele, che alternerà nella stagione estiva il suo ruolo di docente di masterclass di canto, giurata a concorsi e interprete musicale, sarà in tour promozionale per il libro e per il CD col seguente calendario di incontri:
26 giugno – Mondadori, Salerno

27 giugno – Feltrinelli, Roma

28 giugno – Giardino della Pieve Relais, Cascina (PI)

 

Elisabetta Castiglioni

 

“Rosso digitale” di Vincenzo Vita

Dall’invasione degli spot alla dittatura degli algoritmi, un’analisi dettagliata sul rapporto politica e comunicazione dalla televisione sul modello Berlusconi ai social media delle campagne politiche e delle fake news attuali: questi i temi esplorati nel nuovo saggio scritto da Vincenzo Vita, Rosso digitale, che verrà presentato in anteprima alla Sala Zavattini dell’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico di Roma, mercoledì 19 giugno alle ore 18.

Il berlusconismo, da non intendere come semplice descrizione delle alterne fortune del Cavaliere di Arcore, bensì come sintomo clamoroso del mutato rapporto tra rappresentanza e rappresentazione, è alla base di una ricerca che analizza il processo di globalizzazione mediatica come uno strumento non risolutivo nello sviluppo dei media. Nel saggio viene anche messa a fuoco la figura di un Politico in crisi, in quanto frutto della parabola discendente dei grandi partiti di massa, che si manifesta in modo esplicito con l’epifania della società dell’informazione.

“Nell’Italia degli irrisolti conflitti di interesse – afferma Vita – vero riferimento della e nella sfera pubblica è la televisione generalista commerciale, in termini di frequenze, risorse economiche e costruzione del clima di opinione. Ma quali scenari si aprono per il futuro?” A questa domanda, seguendo l’iter del saggio pubblicato dal “manifestolibri”, tenteranno di rispondere insieme all’autore, in una conversazione aperta al pubblico, lo scrittore Gianrico Carofiglio, il giurista Nicola D’Angelo, il presidente della Federazione Nazionale Stampa Italiana Giuseppe Giulietti e la direttrice de “Il Manifesto” Norma Rangeri. Ingresso libero fino ad esaurimento posti con prenotazione consigliata alla mail eventi@aamod.it

Vincenzo Vita (1952) è Presidente dall’aprile 2015 dell’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico, nonché dal 2017 dell’Associazione per il rinnovamento della sinistra. Deputato con l’Ulivo nel 1996, è stato Sottosegretario del Ministero delle Comunicazioni fino al 2001. Dal 2003 al 2008 Assessore alla cultura della Provincia di Roma. Dal 2008 al 2013 Senatore del Pd.

Ha insegnato come docente a contratto Teorie dei media nell’Università di Sassari; ha pubblicato, tra l’altro: “Dopo i mass media” (1993) e “L’inganno multimediale” (1998).

Collabora con “il manifesto”.

 

Elisabetta Castiglioni

‘Chiaroscuro’: in un volume le opere di Grazia Deledda in ‘esalettura’

Propone le novelle di Grazia Deledda in sei diversi formati, per tutti i tipi di lettori, il volume ‘Chiaroscuro’ che sarà presentato martedì 18 giugno 2019 alle 17 nella sala Agnelli della biblioteca comunale Ariostea (via delle Scienze 17, Ferrara). Nel corso dell’incontro, le letture, tratte dal libro, saranno curate da Arianna Chendi (lettura in nero), Alessandra Mambelli (lettura in Braille) e Serena Longo (lettura in LIS). L’iniziativa è a cura dell’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti in collaborazione con il Servizio Biblioteche e Archivi del Comune di Ferrara.

Il progetto nasce nel 2016 in occasione delle celebrazioni per i 90 anni dal conferimento del Premio Nobel e gli 80 anni dalla morte di Grazia Deledda, e intende rendere disponibile in un sistema di esalettura l’Opera della scrittrice premio Nobel. L’esalettura significa che le novelle saranno disponibili nelle seguenti estensioni: libro, ebook, formato testo fruibile dalle sintesi vocali e barre braille, audiolibro, libro in braille e videolibro tutti fruibili sulla app o scaricabili gratuitamente sul sito internet dell’iniziativa http://www.esalettura.com. Durante l’evento sarà letta una novella da un libro scritto in nero, cioè nei comuni caratteri di stampa, e una lettura eseguita da un lettore cieco che leggerà dal Braille. Questa sequenza dimostrerà che non esiste nessuna differenza nella resa della lettura fra un individuo vedente ed uno cieco quando entrambi padroneggiano il loro strumento di accesso alla cultura. Nel corso dell’incontro ai lettori sarà affiancato un interprete LIS (Lingua dei Segni Italiana) che renderà godibile l’evento anche ai cittadini sordi, per testimoniare che il progetto “Grazia Deledda in esalettura” intende essere un veicolo di diffusione culturale aperto a tutti indifferentemente.

 

Alessandro Zangara

“Versi Distillati” alla tredicesima edizione

A.D.I.D.

Associazione Degustatori Italiani grappe e Distillati

Delegazione di Brescia

e

Associazione Culturale “Sidus” 

indicono la

tredicesima Edizione del Premio Nazionale di Poesia

VERSI DISTILLATI

 

La partecipazione al Premio si articola con queste modalità:

Sezione “La Grappa”: si partecipa inviando una poesia inedita e mai inviata, né premiata, né segnalata ad altri concorsi, di non oltre 40 versi, in lingua italiana, oppure in lingua dialettale con traduzione in italiano obbligatoria, con tema la grappa nelle sue accezioni più ampie.

Sezione poesia a tema libero: si partecipa inviando una poesia inedita e mai inviata, né premiata, né segnalata ad altri concorsi, di non oltre 40 versi, in lingua italiana.

Al Premio possono partecipare Poeti di ogni nazionalità e di ogni età; la partecipazione è libera.

È obbligatorio, nel caso di poesie dialettali, pena esclusione della lirica inviata, specificare di quale dialetto si tratta.

È ammessa la partecipazione con più lavori alle due Sezioni, con invii rigorosamente separati. Gli elaborati inviati non saranno restituiti. Non saranno presi in considerazione gli invii non in regola con il presente bando.

Le poesie devono essere inviate per posta elettronica all’indirizzo adidbrescia@virgilio.it come allegati. Nel messaggio dovranno essere indicati i dati del Poeta partecipante completi; il Poeta in questo modo autorizza al trattamento dei dati personali, in ottemperanza alle normative vigenti.

La scadenza del bando è fissata inderogabilmente al 31 agosto 2019.

Le opere inviate per posta elettronica si intendono dell’Autore; ogni violazione alla regola che l’opera deve essere inedita e scritta personalmente dall’inviante deve imputarsi all’Autore stesso.

Gli Autori, per il fatto stesso di partecipare al concorso, cedono il diritto di pubblicazione della poesia nel caso venisse realizzata l’opera antologica delle poesie partecipanti e/o premiate, senza aver nulla a pretendere come diritto d’autore. Lo stesso dicasi per la pubblicazione delle liriche sul sito adidbrescia.com. I diritti rimangono comunque di proprietà dei singoli Autori, per ogni altra ulteriore pubblicazione.

Per ogni Sezione del Premio verranno assegnati un primo, un secondo e un terzo premio, se i lavori inviati lo consentiranno.

La Giuria, il cui operato è incontestabile, inappellabile e insindacabile, si riserverà il diritto di non assegnare i premi se le liriche giunte alla Segreteria del Premio non lo consentiranno, come pure di assegnare premi aggiuntivi (altri premi, segnalazioni e/o premi speciali).

Verranno assegnati premi istituzionali.

I Poeti le cui liriche verranno premiate dalla Giuria saranno avvisati tramite e-mail. La cerimonia di premiazione verrà organizzata entro il mese di novembre 2019, in luogo e data che verranno comunicati entro la scadenza del bando.

I premi verranno consegnati soltanto al Poeta partecipante alla cerimonia di premiazione, o ad un suo delegato; non verranno consegnati in altro modo.

La partecipazione al Premio implica la piena accettazione del presente bando in ogni suo comma.

Per ulteriori informazioni, scrivere all’indirizzo e-mail: adidbrescia@virgilio.it

 

 

 

 

 

 

 

 

I Dialoghi sull’uomo compiono dieci anni

 

Dialoghi sull’uomo si prepara a festeggiare un compleanno importante: la decima edizione del festival di antropologia del contemporaneo, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia e dal Comune di Pistoia, ideato e diretto fin dalla prima edizione da Giulia Cogoli, è in programma dal 24 al 26 maggio 2019.

Nati nel 2010 come progetto di condivisione e approfondimento di taglio antropologico, i Dialoghi – che nell’ultima edizione hanno registrato oltre 30.000 presenze – sono stati animati fin da subito da un forte impegno culturale e civile e dalla volontà di offrire un nuovo modo di fare approfondimento culturale, con contenuti inediti e nuovi sguardi sulle società umane. Un percorso lungo e intenso, premiato da numeri in continua crescita: nelle prime nove edizioni le presenze sono state circa 167.000 (più che triplicate dalla prima edizione); i relatori – italiani e internazionali – 250; gli eventi 249; i volontari più di 3.000; i follower sui social circa 43.000.

Negli anni, al festival si sono affiancate una serie di importanti iniziative di produzione e documentazione culturale: i 13 volumi editi da UTET nella serie Dialoghi sull’uomo, con 19 edizioni e una tiratura di 65.000 copie; un vasto archivio di 252 registrazioni audio e video disponibili sul sito della manifestazione; un canale YouTube dedicato che ha avuto oltre un milione di visualizzazioni; un progetto di divulgazione antropologica per le scuole che ha visto la partecipazione di circa 25.000 giovani; il Premio Internazionale Dialoghi sull’uomo, oggi alla sua terza edizione; 5 mostre con grandi maestri della fotografia che ogni anno completano il percorso del festival.

Inoltre, nel 2018, il festival ha valicato i confini nazionali, organizzando una serie di incontri all’Istituto Italiano di Cultura di Londra e portando all’Istituto Italiano di Cultura di Parigi la mostra fotografica di Gianni Berengo Gardin ideata appositamente per la manifestazione.

Il tema scelto per il decennale è: Il mestiere di con-vivere: intrecciare vite, storie e destini.

Con-vivere significa “vivere con”, “vivere assieme” rispettandoci e rispettando la Terra su cui ci è dato vivere. Con-vivere è un “mestiere”, nel senso che la società è un luogo di costruzione. In un mondo ogni giorno più segnato da un’accelerazione generale, in cui i rapporti sono sempre più mediati dal digitale e i legami si indeboliscono a causa del venire meno di quelle narrazioni che stanno alla base di ogni comunità, diventa sempre più difficile stabilire un rapporto reciproco, profondo ed egualitario. Un percorso, dunque, di tematiche che si tengono assieme e che compongono, anche grazie ai contributi di alcuni fra i più importanti intellettuali contemporanei, un grande mosaico culturale, fatto di tante tessere, pensieri, approfondimenti, con una forte visione e valenza unitaria. Questo è forse il punto di forza dei Dialoghi: produrre cultura – una cultura della convivenza – e farlo in un percorso ideato e costruito appositamente, sia all’interno del singolo programma di ogni anno, sia nella visione più ampia del decennale.

«Dieci anni fa è sembrato molto innovativo dedicare un festival all’antropologia contemporanea. – commenta Giulia Cogoli – Ma il mondo sta cambiando sotto i nostri occhi, e forse oggi cercare di capire la realtà che ci circonda dall’angolatura antropologica è quanto di più utile si possa proporre. Perché significa rilanciare l’interesse per gli altri, per le altre culture, a cui non ci deve legare solo il rispetto e il dialogo, ma la consapevolezza di essere su un’imbarcazione comune, in un viaggio attorno all’umanità, liberi da quelle zavorre del razzismo e dell’indifferenza che tanto pesano sulla vita quotidiana».

La terza edizione del Premio Internazionale Dialoghi sull’uomo, conferito a una figura del mondo culturale che testimonia la centralità del dialogo per lo sviluppo delle relazioni umane, dopo David Grossman e Wole Soyinka, quest’anno andrà a Vandana Shiva, fisica ed economista indiana, tra i massimi esperti mondiali di ecologia sociale, già premiata con il Right Livelihood Award, premio Nobel alternativo per la Pace, per le sue battaglie a difesa dell’ambiente. Sabato 25 maggio alle 21.15, in piazza del Duomo, Vandana Shiva terrà una lectio dal titolo: Impariamo a condividere il nostro pianeta: è di tutti! Il dialogo permette di imparare a riconoscerci come membri della comunità della Terra, che ha strabilianti capacità e il potenziale per rigenerarsi, nonostante ci si trovi sull’orlo del baratro. Si deve coltivare la speranza, fondata sulla filosofia della Terra intesa come un’unica famiglia, sostiene Vandana Shiva: ce la faremo solo credendo nella capacità di trascendere le divisioni, di pensare, agire e vivere come un’umanità unita, impegnandoci a partecipare in ogni momento alla difesa e alla rigenerazione del tessuto naturale e sociale della vita.

 

Delos

Festival della Scienza Medica 2019

Torna da oggi al 12 maggio il Festival della Scienza Medica, dedicato quest’anno alla “Intelligenza della Salute”.

Il festival, giunto alla quinta edizione, è promosso da Genus Bononiae. Musei nella Città e Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, in collaborazione con l’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna.

La manifestazione vede protagonisti come ogni anno scienziati di fama internazionale, tra cui Premi Nobel, massimi esperti in diversi campi della ricerca e dell’innovazione, con l’ambizioso obiettivo di avvicinare e rendere accessibile al grande pubblico la cultura medico-scientifica e le sue sfide. Sono oltre 130 i relatori e più di 80 gli eventi che compongono il ricchissimo programma, tra lezioni magistrali, convegni, incontri, spettacoli serali, assieme ai consueti appuntamenti dedicati alle scuole.

Saranno tre i Premi Nobel ospiti della manifestazione: John Gurdon, Premio Nobel per la Medicina 2012, Aaron Ciechanover, premiato con il Nobel per la Chimica nel 2004, e il Professor Tomas Lindahl, Nobel 2015 per la Chimica, che sarà a Bologna il prossimo 14 giugno per la consueta lezione conclusiva del Festival.

Tutti gli eventi del Festival della Scienza Medica sono gratuiti e a ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Il programma completo su www.bolognamedicina.it

G.B.