Belle storie e Storie di Carnevale a Ferrara

Proseguono, anche per tutto il mese di febbraio, i mercoledì in compagnia delle “Belle Storie” per bambini dai 4 ai 10 anni, alla biblioteca comunale Luppi, di via Arginone 320 (Porotto – Ferrara). Il primo appuntamento del mese è in programma per mercoledì 5 febbraio 2025 alle 17 con la lettrice volontaria Lia, che intratterrà i piccoli ascoltatori con una storia piena di colori e un divertenti laboratorio a tema per giocare con la creatività e la fantasia.

Gli incontri sono a partecipazione gratuita con prenotazione da effettuare telefonando al numero 0532 731957 o scrivendo a bibl.porotto@comune.fe.it

“Storie di Carnevale dal mondo alla rovescia”: a raccontarle, sempre mercoledì 5 febbraio 2025 alle 17, alla biblioteca comunale Bassani (via Grosoli 42, Barco, Ferrara), sarà l’Officina Teatrale A_ctuar, con Massimo Festi.

In programma un’animazione dedicata al periodo di carnevale, ispirata alle antiche allegorie del mondo alla rovescia, celebrato in passato durante le feste che precedono la quaresima. Un universo capriccioso e immaginario in cui tutto è capovolto, ogni regola rotta, in cui sono gli uomini ad abboccare all’amo dei pesci, i servi a comandare i padroni e il sole ad illuminare la notte. Storie, filastrocche e aneddoti saranno narrati attraverso immagini dipinte, facendo sorridere grandi e piccini ed immaginare nuovi mondi possibili.
A chiusura, ci sarà la premiazione della maschera migliore e gran ballo finale: bambini ed adulti potranno partecipare all’iniziativa con travestimenti e maschere dedicate al tema “Il mondo alla rovescia”.

L’iniziativa è pensata per bambini dai 5 ai 10 anni e famiglie. L’appuntamento è a partecipazione gratuita, con prenotazione da effettuare allo 0532797414 o scrivendo a info.bassani@comune.fe.it

Alessandro Zangara

“I Love my Meis”: in arrivo la terza guida per rendere accessibili a tutti i luoghi simbolo di Ferrara

Oltre 60 pagine in cui immagini e pittogrammi aprono la conoscenza della storia conservata al Meis anche alle persone con difficoltà comunicative. Il progetto “I Love My”, ideato dal giovane Riccardo ‘Ricky’ Tampieri e supportato sin dalle primissime fasi dall’assessore comunale alle Politiche sociosanitarie Cristina Coletti, si amplia con “I Love My Meis”, facendo così del Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah di Ferrara uno spazio aperto a tutti, grazie all’utilizzo della Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA).

La guida in simboli che descrive il museo di via Piangipane e le tradizioni culturali della comunità ebraica ferrarese – che arriva in concomitanza con le iniziative di commemorazione del “Giorno della Memoria” – è la terza pubblicazione realizzata dall’associazione “Il Nodo”, che dal 2022 sta portando avanti un’attività, sostenuta dall’Assessorato alle Politiche Sociosanitarie, che ha già dato vita alla prima guida di Ferrara interamente in CAA e poi a un focus sulle antiche Mura estensi.

Per questa opera l’associazione si è aggiudicata un contributo di 11mila euro nell’ambito di un avviso pubblico rivolto agli enti del terzo settore, promosso su proposta dell’assessore comunale alle Politiche Sociosanitarie Cristina Coletti

L’iniziativa è stata presentata oggi, 3 febbraio 2025, in conferenza stampa nella residenza municipale di Ferrara. Assieme all’assessore Coletti sono intervenuti: Lara Venturini, presidente dell’associazione “Il Nodo”, Riccardo ‘Ricki’ Tampieri, ispiratore della collana “I Love My” e membro de “Il Nodo”, e Amedeo Spagnoletto, direttore del Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah.

“È con grande soddisfazione – dice l’assessore Coletti – che possiamo presentare alla città la terza guida in Comunicazione Aumentativa Alternativa, uno strumento che permette di superare i disagi espressivi e far scoprire Ferrara in maniera diffusa. La storia di ‘Ricky’ Tampieri, fondata su talento e determinazione, insegna che valorizzare le abilità di ogni persona può far nascere cose belle e concrete, di cui tutti i cittadini possono beneficiare. Quanto sta realizzando “Il Nodo” con questa collana di guide inclusive è quasi un unicum in Italia e ciò ci riempie di orgoglio. Ringrazio di cuore ‘Ricky’, la presidente Lara Venturini e i sempre più numerosi associati a questa realtà che sta lasciando tracce importanti nel tessuto sociale territoriale. Estendo la gratitudine anche al direttore del Meis Amedeo Spagnoletto per aver nuovamente dimostrato la sua sensibilità sociale, manifestatasi in una fattiva collaborazione che ha portato alla realizzazione della guida”.

“Dopo le prime due guide in CAA dedicate alle bellezze della città di Ferrara, – ha dichiarato Lara Venturini – questa nuova pubblicazione ci permette di aprire le porte del Meis a un pubblico sempre più vasto, tramite il sistema simbolico che è di facile comprensione sia per le persone con deficit cognitivo-relazionale o in condizione post-traumatica, sia per le persone anziane o straniere. Non possiamo che ringraziare il Comune di Ferrara e in particolare l’assessore Coletti, che attraverso fondi messi a disposizione con bandi pubblici, ci ha permesso di dare voce al mondo della disabilità attraverso il sistema simbolico CAA e valorizzando le attitudini dei nostri ragazzi, che ad oggi sono 25, tutti in condizione di disabilità cognitivo-relazionale, e impegnati nel tradurre in simboli e pittogrammi i testi forniti da noi adulti. Ringraziamo anche la direzione e tutto lo staff del Meis con i quali è stato un piacere collaborare e che ci hanno fornito tutte le informazioni e le fotografie necessarie per la guida”.

“Sfogliare per la prima volta questa guida – ha detto Amedeo Spagnoletto – mi ha regalato un’emozione che non avrei immaginato. Il regalo che l’associazione il Nodo, assieme al Comune di Ferrara, ha fatto al Meis è davvero importante.La lingua ebraica è fortemente legata ai pittogrammi, come elementi che trasmettono idee, e dunque questa pubblicazione e tutto il lavoro che ha portato alla sua realizzazione, si inseriscono perfettamente nel solco della più autentica interpretazione dei valori che il Museo dell’Ebraismo italiano vuole rappresentare all’esterno. Questa iniziativa pilota è senz’altro meritevole di essere replicata in altri musei ebraici italiani, ai quali sicuramente la farò conoscere al più presto”.

Insieme a ‘Ricky’ Tampieri, ispiratore di tutto il percorso progettuale, hanno lavorato alla guida Alice, Elia, Marcello, Marco e Oreste che si sono cimentati nella traduzione dei simboli.

“I Love My Meis” sarà disponibile gratuitamente al Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah (via Piangipane 81, Ferrara), oltre che al bookshop del Castello estense.

Alessandro Zangara (anche per la fotografia)

Allargamento della Riserva della Biosfera “Po Grande”. Il convegno

Anche Ferrara ospiterà martedì 4 febbraio 2025 alle 17 nella sala del Consiglio comunale in piazza Municipio 2 uno dei tre convegni organizzati dall’Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po per presentare prioritariamente alla comunità e ai portatori di interesse dei Comuni coinvolti nella Provincia di Ferrara, il percorso di candidatura di allargamento della Riserva della Biosfera MAB UNESCO Po Grande.

L’incontro sarà l’occasione per illustrare le motivazioni che sottendono il percorso di allargamento e le opportunità che esso offre alle comunità che lo abitano. Si approfondiranno inoltre le attività finora realizzate e quelle in programma per il prossimo periodo, condividendo gli strumenti e le occasioni di partecipazione attiva in cui le comunità potranno essere protagoniste in questo processo.

L’Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po in veste di Segreteria Tecnica Operativa della Riserva MAB UNESCO Po Grande, ha organizzato questi incontri pubblici a Ferrara e in altre due sedi interessate per competenza territoriale a questa importante opportunità: il 31 gennaio il convegno si svolgerà nella sala polivalente del Comune di San Cipriano Po (PV), mentre il 5 febbraio sarà la volta del Comune di Occhiobello (RO), sede dell’Auditorium di S.M.Maddalena.

Questo in dettaglio il programma del convegno in programma a Ferrara il 4 febbraio 2025:

Ore 17.00 Saluti e introduzione ai lavori
Alessandro Balboni, vicesindaco del Comune di Ferrara
Alessandro Bratti, Segretario Generale dell’Autorità distrettuale del Fiume Po
Marcella Zappaterra, Consigliera Regionale Emilia Romagna con deleghe al coordinamento dei programmi MAB e siti Unesco
Aida Morelli, Presidente del Parco Regionale Delta del Po Emilia Romagna

Seguiranno gli interventi:

– Il programma MAB UNESCO e la Riserva della Biosfera Po Grande
Ludovica Ramella, Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po

– Esperienze dalla Riserva della Biosfera
Alberto Borsari, Sindaco di Borgo Mantovano e presidente del Consorzio dell’Oltrepò Mantovano
Paola Fagioli, Legambiente Emilia Romagna

– La candidatura di allargamento
Anna Agostini, Punto 3 s.r.l S.B.

– L’impegno nel percorso dei Comuni di Ferrara, Riva del Po e Bondeno
Alessandro Balboni, Vicesindaco e Assessore del Comune di Ferrara con deleghe a Opere pubbliche Infrastrutture, Forestazione Urbana, Ferrara Città Universitaria, Ambiente, Tutela Animali, Progetti Europei, Protezione Civile
Daniela Simoni, Sindaco del Comune di Riva del Po
Simone Saletti, Sindaco del Comune di Bondeno

– Il fiume Po come area di sperimentazione per nuovi scenari economici
Patrizio Bianchi, Titolare della Cattedra UNESCO “Educazione, crescita ed Eguaglianza”, Università degli Studi di Ferrara

– La città di Ferrara, “ponte” tra riconoscimenti UNESCO
Ethel Guidi, Capo Settore Cultura e Turismo – Dirigente del Servizio Musei d’Arte e referente per Patrimonio Mondiale UNESCO “Ferrara, città del Rinascimento e il suo Delta del Po”

Sono invitati a partecipare le comunità e i portatori di interesse, come imprese, associazioni di categoria, istituti scolastici, associazioni valoriali ed enti locali e sovralocali. Nella loro qualità di soggetti attivi sul territorio, la loro presenza e collaborazione è fondamentale per avviare il percorso di allargamento della Riserva della Biosfera Po Grande in maniera condivisa e partecipata.

L’incontro è gratuito e per motivi organizzativi l’iscrizione è consigliata (link: https://bit.ly/ConvegniPubblici). Per maggiori informazioni scrivere a rbmab.pogrande@adbpo.it

Alessandro Zangara

Musei polisensoriali

La Direzione regionale Musei nazionali Lombardia, istituita nel 2015 con il compito di coordinare e gestire tredici musei statali sul territorio lombardo, lavora da tempo nella direzione di un ampliamento della fruizione museale. “Consapevoli che il nostro impegno per la piena accessibilità non si esaurisce quest’oggi ma necessita di una programmazione continua e costante” – commenta il direttore regionale Rosario Maria Anzalone – “vogliamo con questo progetto proseguire il cammino intrapreso dalla Direzione generale Musei, muovendo dalla convinzione che la fruizione del patrimonio culturale sia un diritto universale, e che nostro dovere sia dunque garantirlo promuovendo conseguentemente l’eliminazione di qualunque barriera, sia essa fisica, sensoriale o cognitiva. Ringrazio – prosegue Anzalone – Emanuela Daffra, che mi ha preceduto a capo della Direzione regionale, per aver ideato e avviato questo progetto, di cui oggi sono fiero di poter presentare i risultati finali”.

Il progetto Musei Polisensoriali si è articolato in tre azioni principali: formazione, realizzazione di sussidi mirati e organizzazione di percorsi nelle sedi museali. Ciascuna  di queste fasi, in accordo con le indicazioni della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, ha previsto il fattivo coinvolgimento di enti e associazioni impegnate da anni nel settore, con il supporto di istituti di formazione e la collaborazione del personale in servizio nei musei, quotidianamente a contatto con il pubblico. Co-ideatori e co-realizzatori, sin dai primi passi, sono state realtà come la Fondazione Istituto dei Ciechi di Milano, Fondazione Paideia Ente Filantropico di Torino, Associazione Nazionale Subvedenti ANS di Milano, Lega del Filo d’Oro, Associazione L’abilità Onlus, Istituto dei Ciechi Francesco Cavazza-Museo Anteros, Ente Nazionale Sordi Consiglio Regionale Lombardia, Archimedia181 s.r.l.

La formazione, intesa soprattutto come sensibilizzazione sulle tematiche legate alle varie disabilità sensoriali, è stata rivolta sia al personale di accoglienza attivo all’interno dei musei, sia a chi si occupa della direzione dei luoghi della cultura così come della progettazione educativa. I corsi di formazione hanno permesso non soltanto di sensibilizzare sulle caratteristiche e le specificità delle  forme di disabilità, ma anche di conoscere metodologie e buone pratiche in grado di facilitare il superamento delle diverse barriere  sensoriali (uditive, visive, uditivo-visive, cognitive). 

Il secondo step progettuale ha riguardato la realizzazione di un set di sussidi che agevolino l’accesso e la comprensione del patrimonio culturale nell’ottica dell’Universal Design o Design for All, ma senza perdere di vista le specifiche disabilità: visiva, uditiva, uditivo-visiva e cognitiva. I sussidi, pur nascendo da un approccio metodologico comune, sono stati progettati e declinati sulle specificità di ciascuna sede museale. 
Questi tre aspetti, la co-progettazione con i soggetti interessati, l’approccio del Design for All e la declinazione sartoriale degli strumenti sulla base delle esigenze e delle specificità delle singole sedi museali, costituiscono i pilastri portanti del progetto: l’obiettivo principe di Musei Polisensoriali è proprio la proposta di strumenti e percorsi che siano adatti a tutti i visitatori, al di là delle specifiche esigenze legate alla disabilità, e allo stesso tempo accuratamente calibrati sulle peculiarità dei singoli musei e dei loro pubblici.

Tra gli strumenti realizzati si contano video in LIS per le persone con disabilità uditiva, percorsi tattili, disegni a rilievo e audio descrizioni secondo il metodo Descrivedendo per la disabilità visiva e “guide facilitate” realizzate in easy to read e in Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA) rivolte alle persone con disabilità cognitiva.

L’ultima fase di progetto ha riguardato infine la co-ideazione e co-realizzazione, insieme con gli enti coinvolti, di una serie di percorsi di visita all’interno dei nostri musei: guidati dagli operatori delle Associazioni coinvolte in affiancamento al personale del museo e rivolti ad un pubblico ampio, gli incontri hanno permesso di sperimentare gli strumenti messi a punto e di completare la formazione del personale. Nei prossimi mesi saranno proposte visite aperte a tutti che prevedano l’utilizzo degli strumenti anche per le persone senza disabilità, consentendo un accesso al patrimonio davvero completo attraverso un utilizzo insolito dei sensi.

S.E.

Riflessioni e rimpianti del tempo che fu

Si intitola “Il dubbio. Riflessioni e rimpianti del tempo che fu”, il libro di Luciano Montanari che lunedì 9 settembre 2024, alle 17, sarà protagonista del primo appuntamento culturale in programma nella sala Agnelli della biblioteca comunale Ariostea (via Scienze 17, Ferrara) dopo la pausa estiva. Dialogheranno con l’autore: Paola Poletti e Mauro Dardi. Letture a cura di Patrizia Fiorini

La presentazione potrà essere seguita anche in diretta video sul canale YouTube Archibiblio web.

Il percorso dei ricordi dell’autore arretra agli anni Sessanta. È con naturalezza che egli ci racconta quel periodo di giovane uomo che si affaccia alla “nuova” e moderna società, dove la tecnologia si insinua nella vita quotidiana e si impone con rapido dominio. Su questo argomento, a dispetto del titolo, non c’è rimpianto per il passato e non c’è sentenza. La posizione resta sospesa, forse perché quello che più conta è l’esperienza umana. E così, dopo le due precedenti narrazioni pubblicate nel 2022 e 2023, scopriamo che Montanari, con la presente, ha completato una velata trilogia, focalizzata sulla figura femminile: prima Anna, poi Elvira ed ora Annalisa; è su questa donna che aleggia la grande parola di copertina: il dubbio. È interessante entrare in questo aspetto mentale che appartiene a ciascuno di noi. Per l’autore, con il dubbio, non si tratta di mettere in discussione verità o certezze. Egli si trova nel più vero significato etimologico del termine, collegato alla parola “due”: nei momenti che contano, le scelte, le decisioni si trovano sempre ad un bivio che ci fa andare a destra o a manca e che ci fa dire sì oppure no. Siamo convinti e orgogliosi delle nostre raffinate sfumature concettuali, delle nostre infinite tonalità di grigio, ma l’esistenza, nella sostanza, ci chiama a due sintetiche vie, dove la scelta ha certamente una motivazione… ma sulla sua “libertà” possiamo discuterne.

Alessandro Zangara (anche per l’immagine)

Inaugura una nuova biblioteca

Sabato 14 settembre, in occasione dell’ultima serata dell’Aperossa, presso la sede dell’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico ETS (Via Ostiense 196, Roma) sarà inaugurata la Biblioteca dell’AAMOD, iniziativa nata da un’idea di Paola Scarnati, fondatrice dell’Archivio, che ha pensato di intestare questo significativo luogo della mente alla regista e montatrice sovietica Ėsfir’ Šub. Dopo la presentazione dello spazio, in programma alle ore 20:30, verrà proiettato sul piazzale antistante la Centrale Montemartini (dinanzi all’AAMOD) il film La caduta della dinastia dei Romanov. Ad introdurre l’evento saranno Letizia Cortini Paola Scarnati. Interverrà la scrittrice Igiaba Scego. A presentare il film sarà invece il professor Dario Cecchi, docente alla “Sapienza Università di Roma”.

Una biblioteca, quella dell’Archivio, che nasce in una condizione speciale. Si forma per volere dei registi ed operatori di cinema che volevano e dovevano documentarsi prima di realizzare i loro film. Si arricchisce di donazioni dal mondo del cinema, sul cinema e la fotografia, ma anche sulla storia sociale, contemporanea, sulla storia delle piccole e grandi comunità del mondo, sulle storie di persone “invisibili”, per questo ancor più speciali, come tesori nascosti. Libri che forse solo qui si possono trovare. Almeno una buona parte, quella dei volumi degli anni Sessanta e Settanta del Novecento. Come i film documentari prodotti allora, promossi dal Pci e dalla Unitelefilm, si tratta di libri che erano serviti per la produzione cinematografica, che proprio oggi raccontano storie perdute, ritrovate, immaginate, inimmaginabili, di lotte, di pace, di riscatto, di amore. Gli autori sono storici, ma anche gente “comune”, che vive o viveva nelle periferie del mondo, che documentava, prima ancora che con la cinepresa o con la macchina fotografica, con la penna, con la ricerca, con la memoria, anche orale, poi trascritta. Oppure i libri di tanti registi e registe, sì anche loro, poche ma eccezionali per la portata dei loro messaggi, della loro profondità e curiosità onnivora.

Tra queste Ėsfir’ Šub, tra le più importanti registe di cinema documentario della storia, che ha frequentato biblioteche e archivi, che ha fatto la rivoluzione, non solo quella politica, ma anche quella del linguaggio filmico. Che ha raccontato, oltre la propaganda, gli invisibili, gli speciali, le persone.

L’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico ETS è onorato e commosso nel dedicare la sua biblioteca a questa pioniera geniale del cinema.

L’Aperossa è promossa dalla Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico ETS con il sostegno del Ministero della Cultura (Direzione Cinema e Audiovisivo), ed in collaborazione con Euroma 2 Cultural Experience.

Il progetto è vincitore dell’Avviso Pubblico biennale “Estate Romana 2023-2024” di Roma Capitale.

Elisabetta Castiglioni

Ferragosto ai castelli trentini

Nella giornata di Ferragosto il museo Catello del Buonconsiglio con le sedi distaccate di Castel Beseno, Castel Caldes, Castel Thun e Castel Stenicoaperto con orario regolare! Settimana di Ferragosto nei castelli provinciali

Attività per famiglie:

  • mercoledì 14 agosto, ore 15:00 | Castel Stenico – “Labirinti di pietra”
  • giovedì 15 agosto, ore 15:00 | Castel Thun – “diCastelinCastello”
  • venerdì 16 agosto, ore 15:00 | Castel Caldes – “diCastelinCastello”

Appuntamenti da non perdere:

  • Castello del Buonconsiglio: “Ti presento l’opera”, mercoledì 14 agosto, ore 18.30 presentazione del dipinto di Giulio Carpioni “Mosè fa scaturire l’acqua dalla roccia” e partecipazione di idrosommelier. Segue aperitivo.
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  • Castel Stenico: concerto a cura dell’Associazione Ars Modi, mercoledì 14 agosto, ore 21:00 si esibiscono Christoph von Weitzel, baritono, accompagnato al pianoforte da Ulrich Pakusch in KATHARSIS – DICHTERLIEBE un Lied tedesco.
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  • Castello del Buonconsiglio: “Cinema sotto le stelle”, venerdì 16 agosto, ore 21:00 proiezione del film “San Pietro e le basiliche papali di Roma”.
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  • Castel Caldes: “La leggenda di Olinda“, sabato 17 agosto alle ore 15:00 e ore 16:30, spettacolo per famiglie di una leggenda, ambientata proprio a Castel Caldes, che narra l’amore contrastato tra la giovane Olinda e il menestrello di corte Arunte.
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  • Castel Beseno: “Armigeri al Castello” sabato 17 e domenica 18 agosto, alle ore 12:00, alle ore 14:00 e alle ore 16:00 suggestive rievocazioni storiche
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  • Castel Stenico: “Dell’arte della caccia e della falconeria“, sabato 17 e domenica 18 agosto, alle ore 11:00, ore 14:00 e ore 16:00, esibizioni di abili falconieri con i loro rapaci.
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Visite guidate al Castello del Buonconsiglio

Possibilità di partecipare alla visita guidata alla mostra “Dürer e gli altri. Rinascimenti in riva all’Adige” o alla visita guidata del Castello e delle sue collezioni.

Buonconsiglio

Castello estense e musei civici di Ferrara aperti ai visitatori anche a Ferragosto

Anche in occasione della festività dell’Assunzione, il prossimo giovedì 15 agosto 2024, ferraresi e turisti avranno la possibilità di visitare il Castello estense e i musei civici di Ferrara, che saranno regolarmente aperti con i consueti orari. La giornata rientra infatti nell’elenco delle festività annuali per le quali l’Amministrazione comunale ha deciso l’apertura straordinaria dei propri spazi museali, a beneficio dei visitatori.

Dalle 10 alle 18 sarà possibile visitare il Castello Estense, che attualmente (e fino al 26 dicembre 2024) ospita, al piano nobile, due mostre organizzate dalla Fondazione Ferrara Arte e dal Servizio Musei d’Arte del Comune di Ferrara: “Maurizio Bottoni. Eterna pittura” e “Antonio Maria Nardi. I colori della vita”.

Dalle 10 alle 19, al Museo Schifanoia (via Scandiana 23 Ferrara) sarà possibile ammirare da vicino gli affreschi del Salone dei Mesi, capolavoro del Rinascimento estense, e le circa 250 opere esposte nelle 21 sale che compongono il percorso museale, dove grazie a diverse integrazioni multimediali sarà possibile conoscere anche la storia del palazzo attraverso la ricostruzione virtuale delle sue varie fasi.

Aperto a Ferragosto anche il Lapidario civico situato nella vicina chiesa sconsacrata di Santa Libera e visitabile con il biglietto di Palazzo Schifanoia.

Il Museo della Cattedrale (via San Romano) sarà aperto, come di consueto, dalle 9.30 alle 13 e al pomeriggio dalle 15 alle 18. Il percorso espositivo offre la possibilità di ammirare alcune preziose testimonianze dei fasti della Ferrara rinascimentale, la maggior parte delle quali provenienti dalla Cattedrale dedicata a San Giorgio Martire.
Aperta, dalle 10 alle 12.30 e dalle 16 alle 18 (ingresso gratuito) è anche la Casa di Ludovico Ariosto (via Ludovico Ariosto 67), che ospita la mostra di Georges de Canino Il volto e lo sguardo di Giorgio Bassani, con 21 opere inedite che ruotano attorno alla figura del celebre scrittore.

Il Tempio di San Cristoforo alla Certosa sarà visitabile nel consueto orario dalle 8.45 alle 17.15.

Lo Spazio Antonioni, recentemente inaugurato al Padiglione d’Arte Contemporanea di Palazzo Massari (corso Porta Mare 5, Ferrara) sarà invece aperto dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18:30. Il museo offre ai visitatori la possibilità di ripercorrere l’intera vita artistica del grande regista, tra oggetti, documenti, foto, video e opere d’arte. Lo spazio attualmente ospita anche la mostra “Fuori fuoco: Giorgio Morandi / Cy Twombly“.

Alessandro Zangara

Grande progetto del National Biodiversity Future Center per digitalizzare 4.200.000 campioni vegetali

Con oltre 2 milioni di campioni botanici stimati, l’Erbario Centrale Italiano del Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze, è il più grande erbario italiano e tra i più importanti al mondo. Ed è qui che la storia della botanica italiana e il futuro della ricerca sulla biodiversità oggi si incontrano. Grazie all’impegno del National Biodiversity Future Center (NBFC), il primo centro italiano di ricerca sulla biodiversità (sostenuto con 320 milioni di euro dal PNRR Next Generation – EU) ha preso avvio, con un finanziamento di quasi 7 milioni di Euro, il piano di digitalizzazione massiva dell’Erbario Centrale Italiano, e di altre collezioni naturalistiche italiane (per un totale di 4 milioni e 200mila campioni), la cui conclusione è prevista per la fine di agosto 2025.

Le collezioni naturalistiche, con la loro ricchezza di dati e informazioni, frutto di secoli di ricerche ed esplorazioni scientifiche, sono fonti indispensabili per lo studio della biodiversità del nostro pianeta. Gli erbari italiani rappresentano una fetta importante del nostro patrimonio naturalistico, un vero e proprio “archivio della biodiversità”, una memoria storica che merita di essere tutelata e valorizzata.

«Il piano di digitalizzazione massiva si inserisce tra le azioni concrete che NBFC è chiamato a operare per la ricerca e la valorizzazione della biodiversità in Italia – afferma Luigi Fiorentino, Presidente del National Biodiversity Future Center. Con la sua rete nazionale estesa di università, centri di ricerca, associazioni e altri soggetti privati e sociali, il Centro si propone di promuovere la conoscenza della biodiversità italiana grazie a piattaforme digitali che insieme a tecnologie avanzate e intelligenza artificiale consentirà ai ricercatori di tutto il mondo di accedere al nostro immenso patrimonio naturale. Al tempo stesso il centro promuove le peculiarità dei nostri musei anche valorizzando il ruolo attivo nella conoscenza, conservazione e valorizzazione della biodiversità».

Tra le azioni dello Spoke 7 (uno degli 8 Spoke che compongono la struttura del Centro, il raggio incaricato della comunicazione, educazione e impatto sociale della biodiversità) si inserisce quella che vede insieme l’Università degli Studi di Firenze e l’Università degli Studi di Padova: la digitalizzazione di tutti i campioni dell’Erbario Centrale Italiano (Herbarium Centrale Italicum) – conservato presso le collezioni botaniche “Filippo Parlatore” del Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze e di molte altre collezioni affini – è una delle operazioni più importanti in ambito scientifico-naturalistico degli ultimi decenni. Insieme agli spoke scientifici (1-6) e a CINECA che supporta l’operazione con le tecnologie informatiche e di AI, il progetto sta procedendo spedito nei numeri ma soprattutto sta portando competenze e tecnologie nuove nella valorizzazione del patrimonio culturale.

«Formidabile archivio di biodiversità vegetale, l’Erbario Centrale di Firenze contiene almeno 2 milioni stimati di campioni, tra piante a seme (Erbario fanerogamico) e organismi privi di fiori e semi come muschi, felci, alghe, funghi e licheni (Erbario crittogamico), oltre a un vasto deposito che raccoglie centinaia di migliaia di campioni ancora poco o mai studiati – spiega Stefano Cannicci, Responsabile Scientifico del NBFC per l’ateneo fiorentino. Inoltre qui sono conservate alcune tra le collezioni botaniche storiche più importanti in Italia, vere e proprie testimonianze della sistematica e della tassonomia vegetali, tra cui la collezione privata del botanico e naturalista Philip Barker Webb (1793-1854) raccolta principalmente tra la fine del Settecento e la metà dell’Ottocento che, con i suoi 250 mila campioni provenienti da ogni area del mondo, è ancora oggi uno degli erbari più consultati dai botanici».

«Questo ingente progetto di digitalizzazione consente per la prima volta di valorizzare in maniera ampia e coordinata le collezioni naturalistiche italiane, con un focus su quelle botaniche. L’Italia possiede infatti una ricca rete di musei di storia naturale ed erbari, disseminati in tutta la penisola, con esemplari storici raccolti in tutto il mondo nei secoli passati – commenta Elena Canadelli dell’Università di Padova, Responsabile Scientifica del progetto di digitalizzazione. Il progetto promosso da NBFC dà avvio a un ambizioso programma di mappatura e acquisizione della biodiversità storica italiana depositata in queste collezioni uniche, a partire da quelle di Firenze, tra le più rilevanti in Europa. L’Università di Padova è orgogliosa di coordinare questo progetto dal respiro internazionale, che speriamo sia l’inizio di una nuova fase nello studio e valorizzazione di questo patrimonio unico».

Se nel Medioevo e nel Rinascimento si studiava la natura attraverso riproduzioni disegnate, nel 1543, grazie all’intuizione del medico imolese Luca Ghini, nacquero, a Pisa, il primo Orto botanico universitario al mondo, e il primo erbario moderno, entrambe istituzioni che avrebbero contribuito a trasformare per sempre il volto della botanica, da semplice disciplina ausiliaria della medicina a scienza delle piante.

Nel 1842 nacque l’Erbario Centrale Italiano (Herbarium Centrale Italicum, HCI), un’idea del botanico palermitano Filippo Parlatore, che per primo si rese conto della necessità di un rinnovamento generale della sistematica botanica e degli studi fitogeografici. Sotto la sua direzione l’Erbario divenne non solo punto di raccolta ma vero e proprio centro nevralgico di ricerche e di scambi di campioni vegetali con botanici di tutto il mondo. Da allora molto è cambiato, ma l’erbario resta ancora uno dei principali strumenti per lo studio, la conservazione e la catalogazione delle piante, nonché un archivio di informazioni storiche stratificatesi nel tempo e spesso ancora inesplorate.

Ogni campione botanico, infatti, racconta una storia legata alla persona che lo ha raccolto e al suo percorso, come quello compiuto dal giovane naturalista Charles Darwin durante il suo viaggio intorno al mondo sul Beagle (1831-1836), oppure come i campioni raccolti da Odoardo Beccari nel Borneo a metà dell’Ottocento. Anche le piante che oggi conosciamo e che vediamo in parchi e giardini hanno una lunga storia da raccontare. Ad esempio il “fossile vivente” Ginkgo biloba, che con le sue foglie a ventaglio ispirò lo scrittore tedesco Goethe per alcune poesie. Unico sopravvissuto di una famiglia che prosperava nell’era mesozoica e ritrovato in formazioni boschive nella provincia dello Zhejiang nella Cina orientale, se ne può ammirare ancora all’Orto botanico dell’Università di Padova un esemplare maschio su cui, a scopo didattico, nell’Ottocento fu innestato un ramo femminile che ancora ogni autunno produce abbondanti semi. O come l’Indigofera tinctoria, dalla quale si estrae il famoso “Indaco dei tintori”, un colorante vegetale utilizzato già 4.000 anni fa in India per tingere tessuti naturali e usato anche in medicina e cosmesi oltre che come colore per la pittura; nell’Ottocento fu utilizzato per tingere una stoffa grezza resistente per pantaloni da lavoro di operai e minatori, chiamati “jeans”.

Tra gli esemplari di piante custodite nel Museo ci sono anche quelli raccolti da donne scienziate come le italiane Elisabetta Fiorini Mazzanti (1799-1879) e Silvia Zenari (1895-1956); e forse come la francese Jeanne Baret, esploratrice e prima donna a fare il giro del mondo, imbarcata nel 1766 travestita da uomo insieme al botanico e medico Philibert Commerson, a bordo dell’Etoile, la nave che accompagnava il barone Louis Antoine de Bougainville. Sebbene i fogli d’erbario non riportino esplicitamente il nome della Baret, imbarcatasi in segretezza, in Museo ci sono numerosi campioni di quel viaggio molto probabilmente da lei raccolti.

Altri reperti provengono dalla Lapponia, dalla “Mesopotamia”, dalla Grecia e dalla Turchia, inviati da botanici come lo svedese Carl P. Thunberg (1743-1828), tra i maggiori allievi di Linneo, o l’archeologo italiano Domenico Sestini (1750-1832). Dall’Oriente provengono molti preziosi reperti raccolti dallo scienziato fiorentino Fosco Maraini, padre della famosa scrittrice, antropologo, fotografo, alpinista, scrittore e poeta oltre che appassionato raccoglitore di piante durante i suoi numerosi viaggi, sia in Italia che all’estero, in particolare in Tibet, dove insieme al grande orientalista Giuseppe Tucci raccolse 515 campioni tra i 4.000 e i 5.000 m. di altitudine.

Nel piano di digitalizzazione avviato in questi mesi negli spazi dove ha sede l’Erbario di Firenze, la catalogazione è partita dalle collezioni di tracheofite o piante vascolari (quelle cioè caratterizzate dalla presenza di veri tessuti e organi) dell’Erbario Centrale Italiano e si estenderà via via ad altre raccolte. Prevede di acquisire e rendere accessibili in rete sia immagini ad alta definizione di ogni singolo foglio d’erbario, sia informazioni trascritte dalle etichette, in modo che chiunque, possa accedere a questo tesoro. Inoltre queste preziose informazioni potranno “dialogare” con quelle di altre centinaia di raccolte sparse per il mondo, con l’obiettivo di ottenere un grande database ricco di dati della biodiversità vegetale del passato che possa essere comparata a quella del presente. La messa in rete dei campioni avviene attraverso un network di siti collegati con varie università europee e messa a disposizione di tutta la comunità scientifica nazionale e internazionale, contribuendo in modo significativo allo studio dei cambiamenti climatici.

Si tratta di un’attività complessa e molto delicata, che richiede una perfetta integrazione tra aspetti logistici, gestionali, informatici e di post-produzione di dati e immagini, con l’utilizzo di tecniche altamente avanzate per acquisire l’immagine dei campioni presenti sui fogli conservati nell’erbario, senza comprometterne lo stato di conservazione e procedere poi al loro ricollocamento negli appositi spazi.

Per un’operazione su larga scala, come quelle già sperimentate in passato con successo negli erbari di Leida, Washington, Parigi o Helsinki, e come quella ora in programma a Firenze, è pertanto fondamentale la collaborazione tra i curatori del museo coinvolto e la ditta specializzata nella digitalizzazione. L’incarico è stato assegnato, grazie a un bando internazionale dell’Università di Padova, a Picturae, un’azienda che opera a livello mondiale. Utilizzando la tecnologia a nastro trasportatore ogni giorno vengono digitalizzati circa 10.000/12.000 campioni.

Delos (anche per le fotografie)

Passeggiata filosofica insieme a Franco Arminio e Mario Caffi

Il Festival Filosofi lungo l’Oglio continua il suo cammino legato al tema Desiderare.

Oggi, sabato 15 giugno, ha avuto invece inizio il ciclo di passeggiate filosofiche “La maieutica delle cose”, un progetto attraverso il quale si intende promuovere il sentimento di riappropriazione della propria sensorialità, il valore “sacrale” dei luoghi e delle cose se è vero, come sostiene Byung-Chul Han che oggi vale la regola del phono sapiens dove il touch screen elimina la negatività dell’indisponibile, generalizza l’impulso aptico riducendo all’indice che impazza sul cellulare. Si tratta di un vero e proprio “trekking” del pensiero, un viaggio all’insegna di una maieutica delle cose – come se fossero loro a parlarci mettendoci in una condizione di ascolto e di religioso silenzio – incamminandoci alla scoperta del fiume Oglio.

Il primo appuntamento è stato stamattina e il prossimo oggi pomeriggio alle 16:00, lungo un suggestivo itinerario a piedi dal Castello di Villagana (BS) fino ai Morti di San Peder, in compagnia delle guardie del Parco Oglio e dell’ornitologo Mario Caffi alla scoperta della flora e della fauna locali, in un museo a cielo aperto che si aprirà su scorci di natura incontaminata e di rara bellezza. La meta finale sarò la cornice di una lettura poetica del paesologo Franco Arminio di brani della sua recente pubblicazione «Cedi la strada agli alberi». Per la passeggiata è richiesto un contributo di € 15,00 con prenotazione effettuabile sul sito ufficiale www.filosofilungologlio.it

E. C.