D’IVO. Cinquant’anni d’arte in mostra a Brescia

Sarà aperta al pubblico il prossimo 1 giugno, presso la Caserma Goito di Brescia (Via Antonio Callegari, 1), la mostra “D’IVO. Cinquant’anni d’arte”, in occasione del mezzo secolo di attività artistica di Ivo Compagnoni.

La mostra sarà occasione per conoscere l’evoluzione dell’attività del pittore bedizzolese che, a partire da un figurativo tradizionale, è arrivato ad una personale e particolare tecnica pittorica che, attraverso l’uso dei colori primari, della tecnica mista, dei supporti studiati e dell’elaborazione di materiale di riuso e riciclo, ha saputo crescere creando lavori sempre nuovi. Offre al fruitore la visione del reale e dei sogni; crea percorsi della mente spesso inusuali, seguendo la macchia del colore e le evoluzioni dei materiali che, sotto i suoi occhi e le sue mani, prendono forma e forme, donando novità e senso di concretezza, immaginifico e riflessione, soprattutto intorno alla sua “firma” degli ultimi vent’anni, il nido di vespe.

La mostra, nel cuore cittadino, grazie alla disponibilità del Centro Documentale di Brescia dell’Esercito Italiano (nella persona del comandante, il tenente colonnello Davide Maghini, e dei suoi collaboratori), consentirà l’incontro con l’artista in momenti dedicati specificamente a visitatori e associazioni, in modo da percepire maggiormente cosa si cela dietro il lavoro di un personaggio che ha saputo diventare uno dei maggiori esponenti dell’attuale panorama artistico bresciano.

La mostra, a cura di Alessia Biasiolo, sarà aperta dall’1 al 12 giugno prossimi, dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 17, con ingresso libero. È patrocinata dall’Associazione A.D.I.D.

”In nome della libertà”: la lotta dei ”casumaresi nella Resistenza”

Sarà dedicato alla presentazione del libro “In nome della libertà – casumaresi nella Resistenza”, curato da Mario Pinca con la collaborazione di Paola Bergamini e Massimo Mattioli (Edizioni La Carmelina, 2025), l’incontro in programma lunedì 5 maggio 2025 alle 17:00 nella biblioteca Ariostea (Via delle Scienze, 17, FE).

Dialogherà con gli autori: Roberto Cassoli, presidente ANPI Ferrara. 

Le pagine del libro raccontano storie  di coraggio, di determinazione e di speranza, in cui i protagonisti sono giovani, uomini e donne che, in un tempo di terrore e oppressione, hanno scelto di lottare per la libertà e la dignità degli esseri umani. La partecipazione alla Resistenza dei casumaresi, non adeguatamente ricordata, è stata un esempio straordinario di quanto la forza dei valori umani e l’amore per la libertà possano animare i cuori di chi ha scelto di non arrendersi. Giovani di ogni estrazione sociale si sono uniti contro un nemico che sembrava invincibile, portando avanti un’idea di giustizia che non aveva nulla a che fare con la violenza cieca della dittatura, ma tutto a che fare con il desiderio di un futuro migliore, fatto di pace e libertà. In questo libro gli autori, che ringrazio sentitamente, vogliono rendere omaggio a quella gioventù coraggiosa che, nonostante le paure e le difficoltà, ha scelto di opporsi al nazifascismo, dando vita a una Resistenza che ha scritto pagine indelebili della nostra storia e che oggi è fondamento dei valori della nostra Costituzione.

Alessandro Zangara (anche per l’immagine)

Horse Green Experience – Giubileo 2025

Sarà Varese a dare il via, il prossimo 27 marzo, alla tratta lombarda dell’Equiraduno dell’Anno Santo, un pellegrinaggio equestre che, attraversando l’Italia, condurrà cavalieri e amazzoni fino a Piazza San Pietro a Roma per la metà di maggio. Questo itinerario a cavallo, promosso in collaborazione con Regione Lombardia, rappresenta un’opportunità unica per valorizzare il turismo slow e riscoprire il rapporto millenario tra uomo, cavallo e territorio.

La partenza ufficiale è fissata per la mattina del 27 marzo alle 10.30 con la benedizione alla Fontana del Mosè, sullo scenografico Sacro Monte di Varese, sito UNESCO e luogo simbolo di spiritualità e cultura. Un punto di inizio carico di significato, da cui i cavalieri scenderanno attraverso i suggestivi boschi del Parco Regionale Campo dei Fiori, una delle aree naturali più affascinanti della Lombardia, con i suoi panorami mozzafiato sui laghi prealpini.

Dopo una giornata immersi nella natura, il gruppo raggiungerà Induno Olona, comune che sorge lungo il tracciato della storica Via Francisca del Lucomagno, antico percorso di pellegrinaggio che collegava il cuore dell’Europa con Roma. Il giorno successivo la carovana ripartirà verso Sumirago, attraversando un paesaggio che alterna boschi, borghi rurali e dolci colline.

Il 29 marzo il pellegrinaggio equestre giungerà a Milano, dove alle 11.30 in Duomo si terrà la benedizione ufficiale dei cavalieri e dei loro compagni di viaggio, scortati dal gruppo Esercito Voloire di stanza alla Caserma Perrucchetti di Milano, i Carabinieri a Cavallo, la Polizia a Cavallo e le Giacche Verdi, prima di proseguire verso sud. La tratta lombarda si concluderà il 13 aprile a Varzi – Pavia, dove il gruppo si ricongiungerà con i cavalieri della tratta piemontese per proseguire il cammino verso Roma.

L’Equiraduno dell’Anno Santo è più di un viaggio spirituale: è una straordinaria occasione per scoprire, al ritmo del passo dei cavalli, angoli meno conosciuti della Lombardia. Dai sentieri del Sacro Monte alle storiche mulattiere del Parco Campo dei Fiori, fino ai tracciati rurali della provincia di Varese, il percorso offre agli appassionati di turismo e natura la possibilità di avvicinarsi a un modo di viaggiare autentico e sostenibile.

L’iniziativa vede il coinvolgimento di importanti realtà equestri, tra cui il Consorzio CavalliVarese, Confagricoltura Lombardia, Natura a Cavallo e le Giacche Verdi Lombardia, che da anni promuovono l’equiturismo come strumento di tutela ambientale e di valorizzazione del territorio. Il percorso è studiato per garantire la sicurezza e il benessere dei cavalli, permettendo ai partecipanti di godere appieno dell’esperienza in un contesto naturale straordinario.

L’Equiraduno rappresenta dunque un’opportunità non solo per i cavalieri, ma anche per il pubblico, che potrà assistere al passaggio del corteo e vivere l’atmosfera di questo evento unico.

Per ulteriori informazioni e dettagli sul percorso, è possibile consultare il sito ufficiale: giubileoacavallo.it

“HORSE GREEN EXPERIENCE – GIUBILEO 2025” EQUIRADUNO DELL’ANNO SANTO è un’iniziativa, organizzata da Final Furlong in collaborazione con Omnia Vatican Rome, Università degli Studi di Firenze – DAGRI, Simtur e Natura a Cavallo, e con il patrocinio del Dicastero per l’Evangelizzazione.

Elisabetta Castiglioni (anche per la fotografia)

“Ognuno è un colore e ognuno ha il suo valore”

Sarà dedicata al tema dell’inclusione all’interno del mondo della scuola la conferenza di Chiara Corazzari in programma lunedì 24 marzo 2025 alle 17 nella sala Agnelli della biblioteca comunale Ariostea (via Scienze 17, Ferrara). L’incontro che rientra nel ciclo “I colori della conoscenza. I Linguaggi e le Scienze”, a cura dell’Istituto Gramsci di Ferrara, sarà introdotto da Cristina Corazzari e potrà essere seguito anche in diretta video sul canale youtube Archibiblio web.

In un’epoca segnata da crescenti contrasti e disuguaglianze sociali, è indispensabile affrontare il tema dell’inclusione attraverso l’esperienza diretta di chi ne vive quotidianamente la complessità. L’obiettivo di un docente è favorire un processo di crescita degli alunni nella consapevolezza che la diversità racchiude al tempo stesso criticità e ricchezza. La relazione svilupperà una serie di riflessioni finalizzate a facilitare la comprensione delle buone prassi adottate a scuola con l’intento di promuovere l’inclusione educativa “di tutti e di ciascuno”.

Chiara Corazzari è laureata in Scienze dell’educazione presso la Facoltà di Scienze della Formazione (Università di Bologna); ha poi conseguito sia la specializzazione per le attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità all’Università di Ferrara, sia la specializzazione nel Corso biennale sui disturbi del linguaggio e dell’apprendimento tenuto dal prof. Stella (IFRA, Bologna). Da tredici anni lavora come insegnante di sostegno (Scuola dell’Infanzia). Ha lavorato per dieci anni nelle agenzie educative extrascolastiche: la Comunità appartamento per minori a rischio; l’Ufficio Politiche Sociali (adozione, affidi, abuso minorile) e il Centro Donna Giustizia (donne vittime della tratta con figli minori).

Gli incontri hanno valore legale di corso di formazione-aggiornamento ai sensi del DM prot. n. 802 del 19/6/2001, DM prot. n. 10962 dell’8/6/2005. Ai docenti iscritti verrà rilasciato attestato di frequenza e agli studenti iscritti attestato per accedere al credito formativo (info: gramsciferrara@gmail.com; kappadaniela32@gmail.com).

Alessandro Zangara

La metafisica di De Chirico

Sarà dedicato a “Le muse e le vergini inquietanti” il prossimo appuntamento, martedì 25 marzo 2025 alle 17, alla biblioteca comunale Bassani (via Grosoli 42, Ferrara) con il ciclo di incontri, a cura di Adello Vanni, su “La metafisica di De Chirico”, spiegata secondo i criteri della psicobiografia.

L’appuntamento è a partecipazione gratuita con prenotazione da effettuare chiamando il numero 0532797414 o scrivendo a info.bassani@comune.fe.it

Il prossimo incontro del ciclo è in programma per l’8 aprile 2025.

Nel 1918 Giorgio de Chirico stava lavorando ad un quadro intitolato  Le vergini inquietanti. Oggi quel quadro è conosciuto in tutto il mondo come Le muse inquietanti. Perché l’autore ha cambiato il titolo? Cosa voleva comunicarci? Con queste domande è partita la ricerca indiziaria, che progressivamente si è estesa anche ad altri quadri  eseguiti tra il 1917 e il 1918. Esiste, infatti, un continuum narrativo che lega Il Trovatore, Ettore e Andromaca a Le muse inquietanti. Questi quadri possono essere maggiormente compresi alla luce dell’innamoramento avvenuto  nel 1917 tra l’artista e Antonia Bolognesi, la sua promessa sposa. Indizio dopo indizio, la narrazione psicobiografica arriva ad una possibile conclusione: le tre figure presenti nel quadro potrebbero essere un muso inquieto, alter ego dell’artista stesso, che nella piazza del Castello Estense s’intrattiene con le due muse/vergini inquietanti, le persone più importanti della sua vita in quel momento: una è Antonia, la sua fidanzata, e l’altra figura chi sarà?

Il ciclo di lezioni è a cura del dott. Adello Vanni, medico psichiatra a Ferrara il quale da sempre ama approfondire dal punto di vista psicobiografico l’arte Metafisica, specialmente quella ferrarese, animata ed inventata da cinque artisti-soldato nel periodo della Grande Guerra: Giorgio de Chirico e Alberto Savinio, Carlo Carrà, Filippo de Pisis e Mario Pozzati. Nel triennio 1915-1918 la “provinciale” Ferrara è stata inconsapevolmente la capitale dell’arte metafisica, una esperienza di nicchia pre-surrealista molto importante nella storia dell’arte europea. Il corso didattico, che comprende quattro incontri, intende risvegliare la curiosità e l’interesse su questo argomento culturale, sia pittorico che letterario.

Qui la locandina con il calendario del ciclo di lezioni la Metafisica di De Chirico

Info e prenotazioni allo 0532797414 o scrivendo a info.bassani@comune.fe.it

Alessandro Zangara

“Etty Hillesum. Vivere e respirare con l’anima” nel libro di Beatrice Iacopini

Sarà dedicato al libro di Beatrice Iacopini “Etty Hillesum. Vivere e respirare con l’anima. La scommessa di una spiritualità laica” (Gabrielli Editori, 2025) il prossimo appuntamento, lunedì 17 marzo 2025 alle 17, con il ciclo di “Incontri sulla Spiritualità applicata” nella sala Agnelli della biblioteca comunale Ariostea (via Scienze 17, Ferrara).

Introdurrà e dialogherà con l’autrice: Marcello Girone Daloli.

L’incontro potrà essere seguito anche in diretta video sul canale youtube Archibiblio web.

Oggi sono sempre di più coloro che non riescono a comprendere il linguaggio della religione – con i suoi miti, riti, simboli che appaiono così distanti e perfino inaccettabili alla cultura in cui cresciamo e viviamo – e per questo se ne allontanano, pur mantenendo una forte esigenza di spiritualità. La storia interiore di Etty Hillesum (Middelburg, 15 gennaio 1914 – Auschwitz, 30 novembre 1943) può essere letta come guida verso una spiritualità non religiosa, trans-religiosa o laica che dir si voglia, che si costruisce a partire dall’essere umano e dalla sua esperienza, fuori da recinti confessionali, ma non per questo meno autentica e significativa.

Laureata in Filosofia, Beatrice Iacopini ha poi conseguito il magistero in Scienze Religiose. Insegna religione in un liceo e collabora con la scuola teologica diocesana. Dopo il saggio scritto con Sabina Moser Uno sguardo nuovo. Il problema del male in Etty Hillesum e Simone Weil (San Paolo Edizioni, 2009), ha curato la scelta antologica Etty Hillesum, Il gelsomino e la pozzanghera (Le Lettere, 2018). Si interessa di post/trans-teismo e con questo orizzonte teologico si interseca il suo ultimo lavoro di cui si parlerà lunedì 17 marzo nella Sala Agnelli della Biblioteca Comunale Ariostea.

Alessandro Zangara

Alfonso Cortesi. Storia di un corniciaio

In occasione del finissage della mostra Alfonso Cortesi. Storia di un corniciaio curata da Simona Bartolena e Armando Fettolini e in svolgimento allo Spazio Heart di Vimercate (Via Manin 2), domenica 16 marzo alle ore 18.30  verrà presentato il libro-catalogo della mostra pensato per raccontare l’uomo Alfonso Cortesi che con la sua eccellenza artigiana ha ridisegnato il mestiere del corniciaio. Un’ultima occasione per parlare ancora un po’ di Alfonso Cortesi con chi l’ha conosciuto e per dare ancora una volta uno sguardo all’esposizione delle opere della sua splendida collezione.

Simona Bartolena: “Quando l’abbiamo deciso di organizzare una mostra dedicata ad Alfonso Cortesi e alla sua arte di corniciaio, eravamo consapevoli che il tema sarebbe stato interessante. Fin dall’inizio avevamo pensato di non realizzare un classico catalogo di mostra, ma piuttosto un libro che raccontasse l’uomo, come del resto intende fare anche l’esposizione. Sapevamo anche una mostra così particolare avrebbe sollevato ricordi, partecipazione emotiva e, perché no, qualche comprensibile malinconia. Tuttavia, quello che non avevamo calcolato è la portata di questa partecipazione emotiva, la quantità e la profondità di questi ricordi. Abbiamo chiesto a chi ha conosciuto e collaborato con Alfonso Cortesi di buttare giù dei semplici ricordi, e ci siamo ritrovati con una serie di testi più o meno brevi capaci di restituire la sua personalità da prospettive e punti di vista differenti.”

La pubblicazione che accompagna la mostra, dunque, non è un classico catalogo sulla mostra allo Spazio Heart, né tanto meno della collezione Cortesi: è un quaderno di racconti, ricordi, spunti di riflessione, immagini d’epoca… incorniciati da una serie di opere d’arte appartenute ad Alfonso.

LA MOSTRA

Alfonso Cortesi. Storia di un corniciaio non è solo un’esposizione di opere d’arte, ma il racconto della vita di un uomo che, nel secondo dopoguerra, decide di scommettere sul fervore della scena artistica italiana e su un mestiere oggi quasi scomparso, quello del corniciaio. Un uomo a modo suo visionario che, elevando il mestiere del corniciaio a vera e propria arte, ha segnato la scena artistica milanese e italiana del XX secolo in Italia.

Oltre alle 40 opere di 23 artisti differenti esposte allo Spazio Heart di Vimercate, ognuna delle quali è un omaggio all’eccellenza dell’eccellenza artigiana di Alfonso Cortesi, l’esposizione celebra e mette in evidenza, attraverso documenti inediti, fotografie, cartoline, lettere, disegni, inviti e oggetti cortesemente concessi dalla famiglia Cortesi, le intuizioni e gli stretti legami di Alfonso Cortesi con la maggior parte degli artisti che si rivolgevano a lui, e la sua straordinaria capacità di creare un legame profondo con ogni opera.

Presenti in mostra anche alcuni lavori realizzati da artisti che hanno avuto un legame speciale con Cortesi, di profonda stima e fiducia reciproca, come Enrico Castellani, Arturo Vermi, Antonio Scaccabarozzi, Agostino Bonalumi, Agostino Ferrari, Ugo La Pietra, Lucio Fontana, Emilio Chiusa, Antonio Calderara, e che oggi ci raccontano la sua visione dell’arte e la sua sensibilità, che non conosce confini, pregiudizi, codici o tendenze.

In mostra opere di: Agostino Bonalumi, Anselmo Bucci, Giancarlo Bulli, Antonio Calderara, Enrico Castellani, Gianluigi Castelli, Emilio Chiusa, Amleto Emery, Agostino Ferrari, Lucio Fontana, Costantino Guenzi, Ugo La Pietra, Piero Manzoni, Lino Marzulli, Italo Mazza, Antonio Scaccabarozzi, Turi Simeti, Mario Sironi, Ettore Sordini, Giulio Turcato, Angelo Verga, Arturo Vermi, Giuseppe Zulberti.

De Angelis (anche per la fotografia)

100 Birri. Un omaggio al Maestro del Nuevo Cine Latinoamericano

In occasione del centenario della nascita di Fernando Birri, anima del Nuevo Cine Latinoamericano e fondatore della celebre Escuela Internacional de Cine y Televisión de San Antonio de los Baños (EICTV), la Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico ETS organizza un evento speciale il 13 marzo alle ore 17:00 nella Sala Zavattini dell’AAMOD (Via Ostiense 106, Roma).

Sarà un momento di incontro, ricordo e festa, con la partecipazione di rappresentanti istituzionali, studiosi, cineasti e amici del grande regista argentino, per celebrare il suo straordinario lascito culturale. Oltre a rendere omaggio alla sua figura, l’evento offrirà anche un’importante occasione di dialogo tra gli archivi che custodiscono il suo patrimonio artistico e intellettuale.

L’incontro sarà presieduto da Vincenzo Vita, Presidente dell’AAMOD, insieme a Mirta Granda Averhoff, Ambasciatrice di Cuba, e Carmen Papio Birri, moglie di Fernando Birri. A moderare la tavola rotonda sarà la regista Monica Maurer, che guiderà un confronto tra esperti e personalità del mondo del cinema e della cultura. Interverranno Paulo Ricci, del Ministerio de Cultura de la Provincia de Santa Fe, Martín Albertengo, della Escuela Internacional de Cine y Televisión (EICTV), Patricia Figueroa, della Brown University Library, Rolando Jorge López Bantar, direttore dell’Instituto Superior de Cinema y Artes Audiovisuales de Santa Fe, Steve Della Casa e Juan F. Del Valle, della Cineteca Nazionale, il musicista Gianni Nocenzi, Settimio Presutto, collaboratore di Fernando Birri, i registi Carmen Guarini e Luca Verdone, e Milena Fiore dell’AAMOD.

A chiudere la serata, la proiezione del film “Il secolo del vento” (1999), diretto da Fernando Birri e scritto in collaborazione con Eduardo Galeano.

L’evento sarà aperto al pubblico fino a esaurimento posti e trasmesso in streaming sul canale YouTube dell’AAMOD.

Elisabetta Castiglioni

Pomeriggio in “lingua madre” a Ferrara

Un pomeriggio culturale interamente dedicato al dialetto, anzi ai dialetti, autentici patrimoni linguistici: è quello che viene proposto domenica 23 febbraio 2025, dalle 15:30, al MAF di San Bartolomeo in Bosco, via Imperiale, Ferrara. Il 21 febbraio di ogni anno si celebra infatti la Giornata Internazionale della Lingua Madre, deliberata dall’Unesco per valorizzare le ricchezze linguistiche dei diversi territori e delle nazioni del mondo. A distanza di due giorni dalla data canonica, ma in piena sintonia con le finalità della Giornata, la sala “Guido Scaramagli” dell’istituzione museale ospiterà un evento che si tradurrà nella presentazione in anteprima di un volume di poesia dialettale ferrarese e in una performance-omaggio a tutti i dialetti.

La “poesia colta” ferrarese si arricchisce di una nuova gemma con il nuovo libro di Edoardo Penoncini, “Cant dal paéś” (Canti dal paese), edito da Puntoacapo di Cristina Daglio (nella prestigiosa collana di critica e scrittura neo-dialettale “AltreLingue”, diretta da Manuel Cohen), con la prefazione di Paolo Pezzolo e la postfazione di Patrizio Bianchi. Per la sua quinta raccolta di poesie in dialetto scrive Paolo Pezzolo nella prefazione: “a questi ‘Cant dal paéś’ doveva necessariamente approdare Edoardo Penoncini, semplicemente perché il dialetto e la terra che l’ha nutrito – per le ragioni della poesia- sono la stessa cosa”. Dopo aver girato per il MAF due video della serie “A trebbo con…”, Penoncini torna al MAF per dialogare ancora con Corrado Pocaterra e presentare il suo nuovo libro.
Farà quindi seguito una performance-omaggio dedicata alla Giornata Internazionale della Lingua Madre, animata dal Gruppo GAD di Lettura Espressiva di Ferrara, attivo a Ferrara e provincia da sette anni, composto da lettori e lettrici tutti residenti a Ferrara, ma provenienti da diverse città italiane. Così nell’ambito di questa importante Giornata Unesco saranno lette poesie vernacolari di autori – contemporanei e classici – che hanno scritto e scrivono nei dialetti delle seguenti località italiane: Palermo (Sicilia), Napoli (Campania), Foggia (Puglia), Roma (Lazio), Ferrara (Emilia Romagna) e Padova (Veneto). Saranno in pedana per la performance vernacolare: Gianna Andrian, Ambretta Balboni, Susanna Benini, Maria Calabrese, Grazia Pantaleo, Elvira Tanzilli e Athos Tromboni.
A conclusione dell’evento, a ingresso libero e gratuito, ai partecipanti sarà riservato un buffet con i prodotti della terra ferrarese. L’iniziativa è promossa dal Comune di Ferrara, dal MAF e dall’Associazione omonima, con la collaborazione del Gruppo GAD di Lettura Espressiva.

Per info: MAF tel. 0532 725294, e-mail info@mondoagricoloferrarese.it.

Alessandro Zangara

“EVITAmia”: nel libro di Michele Balboni “Il tango di Eva Perón”

Traccia un ritratto della “forza e spontaneità” di una delle donne simbolo dell’Argentina il libro di Michele Balboni “EVITAmia. Il tango di Eva Perón” (Ferrara, Edizioni La Carmelina, 2024) che mercoledì 5 febbraio 2025 alle 17 sarà presentato nella sala Agnelli della biblioteca comunale Ariostea (via Scienze 17 Ferrara).

Dialogherà con l’autore: il giornalista e scrittore Alessandro Pasetti, con accompagnamento alla fisarmonica del maestro Claudio Ughetti.

L’incontro è a cura del Consorzio Eventi Editoriali.

Evita, all’anagrafe Maria Eva Duarte de Perón, resta un simbolo dell’Argentina. La sua vita incrocia leggenda e realtà. Muore nel 1952, all’età di 33 anni ma lascia un segno indelebile nella storia del paese più italiano dopo l’Italia. Le sue ombre si allungano sino alla attualità dell’Argentina. Evita mi ha sempre affascinato per la sua forza e spontaneità, qui cerco di farne un ritratto originale attraverso il ballo del tango: entrambi cercano e praticano l’abbraccio, i ballerini verso il proprio partner, lei verso la sua gente. Il libro è arricchito di contributi esterni di grande rilevanza: l’Arcivescovo di Ferrara Mons. Gian Carlo Perego, l’ex Ministro e Rettore Patrizio Bianchi, Francesca Capossele, Elba de Vita, Riccardo Modestino, nonché dalla prefazione della scrittrice argentina Elsa Osorio: “Poiché l’autore invita a conoscere, per saperne di più su Evita, io invito a leggere EVITAmia”.

Alessandro Zangara