La Toscanini Next in concerto “Fra America ed Europa”

“Fra America ed Europa”: questo il tema del concerto de La Toscanini Next diretta da Roger Catino in programma per  mercoledì 5 agosto 2020 alle 21.15 nel Cortile del Castello Estense (largo Castello 1 Ferrara). L’appuntamento è inserito all’interno della rassegna “Tempo d’estate a Ferrara”. I biglietti sono disponibili sul sito del Teatro Comunale di Ferrara, all’indirizzo http://www.teatrocomunaleferrara.it. Ingresso posto unico: 10 euro.

Colonne sonore e canzoni, balli e ballate, remix d’opere. Praticamente un gioco pirotecnico all’insegna della contaminazioni degli stili accostandoli senza pudore anzi osando con prepotenza. Così “Fra America ed Europa” rappresenta uno straordinario, sorprendente viaggio tra le due sponde dell’Atlantico e si comincerà con “Tango para mi Hermana” di Andrea Coruzzi e si proseguirà con capolavori quali l’immortale “New York, New York” di John Kander, “Take five” di Paul Desmond, “The entertainer” di Scott Joplin (colonna sonora del film “La stangata” con Paul Newman e Robert Redford), “Oblivion” di Astor Piazzolla, “Lady Be Good” di George Gershwin e “La dolce vita” di Nino Rota. Musica di compositori che hanno segnato la storia musicale del secolo scorso ma anche musica popolare ad altissimo livello, come “Sous le ciel de Paris” scritta da Hubert Giraud per Edith Piaf e poi interpretata da Yves Montand, “Adios nonino” di Astor Piazzolla, “Fou Rire” di Richard Galliano, la “Carmen Fantasia” dal capolavoro di Georges Bizet, “Cumparsita” di Gerardo Matos Rodriguez ed infine la “Czarda” di Vittorio Monti. Svariate proposte portano in scena o meglio rovesciano sul pubblico un’infinità di stati d’animo, sentimenti ed emozioni come solo sa fare la musica, capace di riunire in un’unica voce lingue e linguaggi all’insegna di un sentire comune o, meglio, universale.

Ad eseguirlo l’ensemble de La Toscanini Next che comprende quattro sax, fisarmonica, violino, pianoforte, contrabbasso, flauto, oboe, clarinetto e fagotto.
La Toscanini NEXT – La Toscanini NEXT è un progetto innovativo de La Toscanini in collaborazione e con il sostegno della rete culturale della regione Emilia-Romagna. Nata per dare una formazione trasversale e un’opportunità di lavoro a giovani musicisti, è un’orchestra formata da 51 musicisti under 35 che nasce e si sviluppa in Emilia-Romagna, con un’impronta nazionale, al servizio della comunità. Il suo è un percorso di Alta Formazione, fatto di teoria e pratica, con docenti d’eccellenza, che si fonde con l’attività concertistica. Tale percorso è mirato alla crescita, qualificazione professionale e innovazione, mentre l’interazione e commistione tra generi e stili, la cifra di riconoscimento della sua attività produttiva. In questo senso l’orchestra ricerca nuovi repertori, new note, in grado di coinvolgere generi e stili differenti, dal jazz al contemporaneo, dal musical all’elettronica. Unisce sonorità classiche al pop sinfonico; offre ai giovani orchestrali la possibilità di confrontarsi con il repertorio sinfonico e cameristico più impegnativo, affascinante e popolare della musica classica contribuendo alla sua diffusione e valorizzazione. Si apre anche al cinema, alla magia della musica per le immagini, alle funzioni drammaturgiche del suono con un repertorio di colonne sonore da Oscar. Suo intendimento è di portare la musica nelle piazze, nei teatri, nei luoghi della cultura e della memoria, entra nel tessuto connettivo del territorio avvicinandosi al pubblico. Con la Toscanini NEXT nasce il primo campus musicale che unisce l’Emilia, il Centro di Produzione Musicale “Arturo Toscanini” di Parma, alla Romagna con la Scuola di Musica “Giuseppe Sarti” di Faenza. Due esempi di spazi riconvertiti, il complesso ex Salesiani di Faenza e la nuova casa della Toscanini, riqualificati e affidati allo sviluppo culturale della società.

Alessandro Zangara (anche per la fotografia)

Orientarsi con le stelle

Dacia Manto, “Humus siderale”

Nove autori, sei italiani e tre stranieri, per trenta opere fra fotografie, video e installazioni che svelano differenti modi di riflettere sulle figurazioni magiche e poetiche attraverso cui l’uomo, lui stesso prodotto dell’universo, si rivolge e interpreta le stelle.

Il Comune di Milano accoglie e sostiene con entusiasmo dal 18 settembre al 31 ottobre 2020 alla Casa Museo Boschi Di Stefano di via Giorgio Jan 15 il progetto espositivo “Orientarsi con le stelle”, nato da un’idea di Red Lab Gallery e Alessia Locatelli e curato da Gigliola Foschi e Lucia Pezzulla.

La mostra, che vuole essere un segnale forte da parte del Comune di Milano della volontà di far ripartire la cultura in città dopo l’emergenza Covid-19, presenta i lavori di nove fotografi: Alessandra Baldoni, Marianne Bjørnmyr, Joan Fontcuberta, Dacia Manto, Paola Mattioli, Occhiomagico (Giancarlo Maiocchi), Edoardo Romagnoli, Pio Tarantini e Yorgos Yatromanolakis.

L’esposizione è anche l’occasione per presentare il primo catalogo d’autore di Red Lab Editore, arricchito da una copertina illustrata con un’opera inedita di Dacia Manto e da alcuni testi di Antonio Prete, narratore e poeta, autore della recente raccolta di poesie “Tutto è sempre ora” (Einaudi, Torino 2019).

“Orientarsi con le stelle” è il naturale proseguimento dell’omonima rubrica online di fotografia, arte e cultura ideata da Red Lab Gallery e condotta da Alessia Locatelli,direttore artistico dell’Archivio Cattaneo e della Biennale di Fotografia Femminile di Mantova, chedurante tutto il periodo di lockdownha dialogatocon fotografi e figure significative del mondo della cultura per scoprire il loro rapporto con lo spazio stellare e la natura.

Gigliola Foschi: “La mostra vuole anche offrire uno spunto di riflessione per ripensare il nostro rapporto con la natura. Una natura sempre più manipolata, tradita e di conseguenza costretta a rivoltarsi contro l’essere umano, incapace di proporre uno sviluppo rispettoso dei suoi ritmi.”

Gli autori coinvolti in mostra inducono l’uomo, con visioni differenti ma tutte intensamente poetiche, a comprendere meglio il mondo che lo circonda, il visibile e l’insondabile:

Alessandra Baldoni propone un dittico e un trittico della serie Atlas. Cartografie del silenzio (2019), immagini essenziali ed evocative che s’impongono allo sguardo per la loro forza magica e perturbante: inviti a ritrovare percorsi interiori, corrispondenze tra Uomo, Arte e Natura.

La norvegese Marianne Bjørnmyr con First Indicative Object(2020) presenta due mappamondi privi di informazioni geografiche illuminati da raggi luminosi orientati in modo diverso: immagini senza tempo, quasi metafisiche.

Il catalano Joan Fontcuberta con il video Milagros & Co.(Miracoli & Co.,2002)mette in gioco con humor la veridicità della fotografia sfidando la fiducia dello spettatore fino a provocare in lui un dubbio critico.

Dacia Manto con Humus Siderale (2020) propone una serie di opere realizzate appositamente per la mostra, dove immagina e fa rivivere il verde che si apriva di fronte alla Casa Boschi Di Stefano quando venne costruita da Piero Portaluppi tra 1929 e il 1931. In una installazione i disegni della natura si trasformano in mappe ramificate illuminate da piccole luci simili alle stelle che compongono una costellazione;

Paola Mattioli presenta la serie Eclissi (1999),incontro magico fra cosmo ed essere umanodurante un’eclissi di sole a Sant’Anna di Stazzema. Il pergolato sotto il quale l’autrice si trovavacreae proietta su una tovaglietta decine di piccole eclissi: allafotografail compito di coglierne la magia e fissare l’immagine creata dalla natura stessa, per una fotografia che ci ricorda l’imprescindibile legame Uomo-Natura;

Occhiomagico (Giancarlo Maiocchi) con il ciclo L’Ora Sospesa (2006-2009) presenta un lavoro dove il paesaggio diventa il soggetto principale, la natura riacquista un’intensità quasi arcaica, religiosa e mitica, mentre i luoghi perdono le loro connotazioni geografiche e temporali e diventano spazi di silenzio e meditazione;

Edoardo Romagnoli in La luna nel paesaggio (2006-2020) sembra trascinare magicamente sulla terra l’astro lunare, quasi fosse un dardo luminoso che squarcia la superficie terrestre e ondeggia sopra i campi immersi nell’oscurità;

Pio Tarantini con Cosgomonie (2010-2015)riflette sul senso del nostro esistere tra le cose con teatrini fiabeschi creati per immergere lo spettatore in spazi e tempi sospesi e surreali;

Il giovane autore greco Yorgos Yatromanolakis con la recente serie The Splitting of the Chrysalis and the Slow Unfolding of the Wings(2014-2018) indaga, a partire dal ciclo della vita di una farfalla, i misteri e le metamorfosi della natura creando un intimo legame tra fotografia e poesia, tra emozioni e paesaggio.

La mostra “Orientarsi con le stelle” – organizzata al terzo piano di Casa Museo Boschi di Stefano, in uno spazio che il Municipio 3 gestisce in accordo con la direzione del museo – integra una delle più belle collezioni d’arte moderna di Milano con le opere di nove fotografi  contemporanei.

Red Lab Gallery è un laboratorio di sperimentazione, pensato per promuovere la cultura delle immagini ma aperto a contaminazioni e narrazioni di diverso tipo.

Casa Museo Boschi Di Stefano, Via Giorgio Jan 15, Milano

18 settembre – 31 ottobre 2020. Ingresso libero. Orari di apertura: da martedì a domenica 10.00-18.00.

 

De Angelis (anche per le fotografie)

 

Tocatì, ufficializzata la candidatura a Patrimonio immateriale UNESCO

È ufficiale, il dossier per la candidatura del Tocatì a patrimonio immateriale Unesco è stato inviato a Parigi. E l’iscrizione potrebbe arrivare entro il 2021.
“Verona, già patrimonio mondiale UNESCO per l’unicità delle sue mura magistrali, candida ora anche la sua tradizione immateriale – ha detto il sindaco -, un patrimonio tramandato nei secoli che deve essere custodito. Ma anche valorizzato e fatto conoscere al mondo intero. Il prezioso lavoro fatto negli anni dall’Associazione giochi antichi, con questa candidatura, centra l’obiettivo. Il Tocatì, manifestazione che ha ridato centralità al gioco in strada, e che ha portato a Verona tradizioni da tutti i continenti, è pronto a diventare patrimonio e bene dell’umanità intera. E noi non possiamo che esserne orgogliosi e metterci a disposizione affinché questa manifestazione continui a crescere. Ogni anno il centro storico di Verona si riempie di gente e di giocatori, un festival diventato popolare ma che in questo modo ribadisce la sua valenza culturale”.

“Assistiamo ad un interscambio di valori materiali e immateriali – ha aggiuto Toffali, assessore per i rapporti con l’UNESCO -, determinato da una eccezionale miscela di opere che l’uomo nel corso di secoli ha ideato. A noi amministratori, così come ai cittadini, la responsabilità di conservare e tutelare da una parte, tramandare e promuovere dall’altra, questo eccezionale patrimonio. Verona è e sarà bene dell’Umanità. Questo però è solo l’inizio, dopo il riconoscimento del “bollino Unesco” servirà costituire un sistema che sappia alimentare questa nostra tradizione, che non deve essere lasciata in balia dell’iniziativa o dell’impegno del singolo, sia esso privato o pubblico”.

Roberto Bolis

 

La storia della disco music a Forte! Il Festival di Civitavecchia

Un appuntamento davvero fresh&cool per l’estate! Sarà infatti il libro “La storia della disco music” (Hoepli) di Andrea Angeli Bufalini e Giovanni Savastano ad aprire il FORTE! Festival di Civitavecchia nell’ambito della rassegna estiva UN DISCO, PER L’ESTATE!, Venerdì 7 agosto, alle ore 19;30, gli autori presenteranno il volume che racchiude ogni aspetto della storia e del contesto socio-culturale legato a questo famoso genere musicale: un libro già giunto alla sua prima ristampa dopo pochissimi mesi dalla pubblicazione e che percorre un lungo itinerario artistico, spaziando dalle originarie discothèques di Parigi alle radici afro, R&B, soul e funk, fino alle contaminazioni con l’elettronica, il rock e il jazz, con accenni anche alla prima Italo Disco, in cinquecento pagine ricche di racconti, aneddoti e citazioni.

In tale ambito, Angeli Bufalini e Savastano incontreranno  il pubblico nell’usuale stile di FORTE! Festival – una chiacchierata informale punteggiata dagli interventi del DJ set in tema di TheFuzzyBeat e Centrale Soundsystem, conclusa dal concerto del Soul Station Quartet. L’evento, a ingresso libero, si svolgerà all’aperto – in via Monte Grappa, in collaborazione con Re-Cycle, Cantuccio, Black Hole e Comune di Civitavecchia.

Il libro gode della prefazione di Gloria Gaynor e l’introduzione di Amii Stewart, due regine dell’epoca d’oro, e le postfazioni di Mario Biondi e Ivan Cattaneo. Un saggio che rappresenta una vera e propria guida per orientarsi tra correnti, superstar, icone e “meteore” della Disco Music, senza dimenticare il ruolo dei DJ, dei personaggi più oscuri e il contributo fondamentale all’evoluzione della musica moderna. Dancefloor e realtà sociale, politica e culturale dell’epoca, e tante canzoni diventate leggendarie negli annali della musica pop: da Hot Stuff di Donna Summer a I Will Survive di Gloria Gaynor, da Good Times degli Chic a Knock On Wood di Amii Stewart, fino allo storico duetto di Donna Summer e Barbra Streisand, No More Tears (Enough Is Enough).

 

Elisabetta Castiglioni (anche per la fotografia)

Paolo Roversi. Studio Luce

Il Comune di Ravenna, l’Assessorato alla Cultura e il MAR – Museo d’Arte della Città di Ravenna, presentano la mostra personale Paolo Roversi – Studio Luce, dedicata al grande fotografo ravennate. Realizzata con il prezioso contributo di Christian Dior Couture, Dauphin e Pirelli, main sponsor, la mostra si tiene dal 10 ottobre 2020 al 10 gennaio 2021.

L’allestimento si sviluppa sui tre piani espositivi del MAR e comprende molte immagini diverse tra loro, in una serie di accostamenti e sovrapposizioni sorprendenti. Ad aprire il percorso, le prime fotografie di moda e i ritratti di amici e artisti come Robert Frank e Peter Lindbergh che si alternano a still life di sgabelli raccolti in strada e immagini che ritraggono la Deardorff, macchina fotografica con cui Roversi scatta da sempre. L’autore mette in mostra i suoi lavori più recenti: una selezione del calendario Pirelli 2020 e una serie di scatti di moda inediti, esposti qui per la prima volta, frutto del lavoro decennale per brand come DIOR e COMME des GARÇONS e magazine come Vogue Italia, in una sequenza che arriva agli editoriali più recenti. Aperta al pubblico dal 10 ottobre 2020 al 10 gennaio 2021, l’esposizione coincide con la pubblicazione di un omonimo volume da collezione, catalogo della mostra.

Paolo Roversi – Studio Luce costituisce un’occasione unica per conoscere a fondo le immagini e l’immaginario dell’artista. In omaggio al settecentesimo anniversario della morte di Dante, sarà presente un’ampia selezione di scatti provenienti direttamente dall’archivio di Roversi che celebrano e reinventano la figura della musa, la Beatrice cantata dal Poeta nella Divina Commedia, qui interpretata in chiave contemporanea da donne leggendarie come Natalia Vodianova, Kate Moss, Naomi Campbell e Rihanna.

Paolo Roversi nasce a Ravenna nel 1947. Nel 1973 si trasferisce a Parigi, città dove ancora oggi vive e lavora nel suo atelier in Rue Paul Fort – lo “Studio Luce” che dà titolo alla mostra. Dell’infanzia ravennate porta con sé quasi tutto e, nonostante gran parte del suo lavoro si svolga oggi lontano dalla sua città, riconduce la sua ricerca di una bellezza pura, quasi spirituale, allo sfavillio dei mosaici di Sant’Apollinare, San Vitale e Galla Placidia, all’atmosfera rarefatta di un luogo pervaso da una bellezza serena, tersa, silenziosa e avvolto dalla nebbia. Non mancheranno quindi in mostra numerosi rimandi a Ravenna, la città che più di ogni altra ha plasmato il suo immaginario.

A parte rare eccezioni, Roversi lavora in studio, per lui spazio dalla duplice connotazione: da una parte infatti è un luogo fisico, un teatro essenziale e scarno dove mettere in scena i propri sogni e desideri; dall’altra è un luogo della mente, una sorta di contesto rituale che apre le porte ad una dimensione alternativa, la cui chiave è, da sempre, la luce. La mostra, a cura di Chiara Bardelli Nonino con le scenografie di Jean–Hugues de Chatillon, è pensata come un ritorno alle origini, tanto letterale quanto metaforico, ed è la prima esplorazione così approfondita di un universo visivo particolarmente ricco e complesso.

Che lavori a un servizio di moda, prepari un ritratto o componga una natura morta, Roversi tenta comunque di dar forma al mistero, di scoprirlo e di portarlo alla luce. Le sue foto hanno diverse anime ma appaiono prima di tutto come lampi di una bellezza illogica e perturbante, riflessi di un altrove fotografico sulla cui soglia, quasi sempre, ci fermiamo ma che questa mostra ci consente invece, per una volta, di visitare.

MAR, Ravenna – Via di Roma, 13. http://www.mar.ra.it

 

Andrea Fornasier

Il “Festival Internazionale del Balletto e della Musica – Nervi 2020” si chiude nel nome di Goethe

Il Festival Internazionale del Balletto e della Musica – Nervi 2020 si chiude stasera, domenica 2 agosto, alle ore 21:15, con una serata suggestiva e di grande raffinatezza. Nella cornice romantica del Teatro ai Parchi di Nervi va in scena il dramma romantico per eccellenza: il Werther di Goethe, nella sua prima versione musicale, quella del compositore e violinista torinese Gaetano Pugnani (1731-1798). L’originalità di questo primo Werther in musica è nell’essere un “melologo”, ossia una forma di teatro musicale in cui il testo, recitato da un attore, è inserito in un contesto musicale molto vario e articolato: la musica collega tra loro i monologhi del protagonista, li commenta, li drammatizza, contribuendo in modo determinante al coinvolgimento dello spettatore nell’ascolto della tragica storia del giovane protagonista, suicida perché prigioniero di un amore impossibile per Charlotte, già promessa ad Albert.

Un capolavoro da riscoprire, che a Nervi viene eseguito, in prima assoluta, in una nuova produzione Fondazione Teatro Carlo Felice di Genova, Festival Internazionale del Balletto e della Musica/Nervi 2020, in collaborazione con il Teatro Nazionale di Genova.

Sul podio, a dirigere l’Orchestra del Teatro Carlo Felice, uno dei migliori talenti direttoriali emersi negli ultimi anni, Alvise Casellati, protagonista proprio nel teatro genovese, nel gennaio scorso, prima dell’inizio dell’emergenza sanitaria, di un travolgente e applauditissimo Barbiere di Siviglia. La voce recitante è quella di Graziano Piazza, attore di teatro e televisione, già interprete, alcuni anni fa, di una delle rare incisioni discografiche del Werther di Pugnani.

 

Massimo Pastorelli

 

 

Al Giardino delle Duchesse “Da straniera a cittadina”

Giovedì 6 agosto, alle 19, nell’ambito della rassegna “Note e letture d’estate” promossa dall’Associazione LiFe al Giardino delle Duchesse di Ferrara, sarà presentato in anteprima nazionale il libro “Da straniera a cittadina” con l’autrice Ithoan Enehikhare, giovane ragazza nigeriana. Alle 21:00 terrà compagnia l’allegria trascinante e raffinata dei Nao Sonamu.

“Ringrazio l’associazione LiFe – dichiara l’Assessore alle Attività Produttive Angela Travagli – in particolare il presidente Giorgio Ferroni e Federica Pavanelli per l’organizzazione fuori programma della rassegna letteraria ‘Note e letture d’estate’ nella cornice del Giardino delle Duchesse, luogo storico e desideroso di essere maggiormente vissuto dai cittadini. La collaborazione degli esercenti che animano con successo il Giardino e l’Associazione Life sarà un connubio perfetto che rievocherà il passato quando il Giardino ai tempi dei Duchi era vissuto da musici e poeti”.

 

Alessandro Zangara

“La voce della Terra” a Scheggino, Sant’Anatolia e Spoleto

Torna per il secondo anno in Umbria la manifestazione LA VOCE DELLA TERRA nei borghi di Scheggino, Sant’Anatolia di Narco e la città di Spoleto. Nonostante alcune modifiche subite in corso d’opera in seguito alle restrizioni anti Covid-19, il programma, concepito dall’Associazione Visioninmusica con la direzione artistica di Silvia Alunni e supportato da MIBACT, Regione Umbria e comuni locali, si svolgerà regolarmente con diversi appuntamenti tra agosto e ottobre.

L’iniziativa affonda le sue radici nella manifestazione “Il jazz per le terre del Sisma”, che nel 2019 ha lasciato il posto a “La voce della Terra”: questa nuova edizione si pone l’obiettivo di mantenere viva l’attenzione sulla Valnerina e sui suoi borghi, in particolare quelli colpiti dal terremoto, aprendo al contempo lo sguardo su nuovi orizzonti di sviluppo responsabile e maggior qualità nell’offerta turistica integrata.

Con un occhio puntato sull’innovazione e un altro sulla contaminazione tra i generi musicali – come nelle scelte artistiche compiute da oltre diciassette anni da Visioninmusica, la manifestazione sarà un’occasione per promuovere, raccontare e valorizzare le risorse di un intero territorio, dove la natura autentica e vigorosa è anche bellezza, spiritualità e opportunità, nell’eredità di una storia preziosa e antica.

Si comincia il primo agosto alle ore 21:30, in piazza Carlo Urbani a Scheggino, con il concerto di Accordi Disaccordi, una formazione “hot Italian swing” che trae ispirazione dal celebre chitarrista Django Reinhardt riproponendo in chiave moderna i classici del jazz manouche degli anni Trenta; l’ingresso è gratuito.

Il giorno successivo, 2 agosto, doppio appuntamento con la visita guidata al Museo della Canapa di Sant’Anatolia di Narco e il concerto dei Rebel Bit a Scheggino. Nel primo incontro, alle ore 17:00,  si potrà conoscere meglio il progetto tessile, tra tecnica e tecnologia che ruota intorno alla canapa sul territorio, davvero unico nel suo genere; per esigenze legate alle misure anti Covid-19, è necessario presentarsi al botteghino del museo 15 minuti prima dell’inizio della visita (biglietto di ingresso 2 Euro). La stessa sera, in piazza Carlo Urbani a Scheggino alle ore 19:30 e ad ingresso gratuito, si esibirà invece il gruppo di musicisti “ribelli” il cui quadro sonoro combina vocalità tradizionale e sperimentazione elettronica e il cui stile è frutto di molteplici contaminazioni che spaziano dalla musica classica al pop.

Ci sarà da aspettare il 4 settembre, invece, per vedere esibirsi nel centro storico di Spoleto la Fantomatik Orchestra, una marching band nata sullo stile delle street band americane che mescola funky, soul e rhythm’n’blues, ad  influenze etno, pop e dance.

Gran finale il 2 ottobre al Teatro Nuovo “Gian Carlo Menotti” con i Neri per Caso nel nuovo progetto “We Love The Beatles” in cui le voci di Ciro, Gonzalo e Domenico Caravano, Mario Crescenzo, Massimo De Divitiis e Daniele Blaquier rendono omaggio in chiave “a cappella” al repertorio dei quattro ragazzi di Liverpool (biglietti numerati a 20 Euro presto disponibili sul circuito Vivaticket).

Elisabetta Castiglioni

“La vedova Socrate” di Franca Valeri in tournee

Lella Costa (foto di Lorenzo Piano)

La vedova Socrate, il grande monologo scritto da Franca Valeri e affidato al talento comico e all’intelligenza interpretativa di una fuoriclasse come Lella Costa, diretta da Stefania Bonfadelli, segna un passaggio di testimone epocale tra due signore del teatro, per festeggiare i 100 meravigliosi anni di una delle regine della comicità italiana, autrice e interprete di indimenticabili personaggi per la scena, la televisione e il cinema.

Lo spettacolo prodotto dal Centro Teatrale Bresciano ha inaugurato la sua lunga tournée estiva con il debutto del 25 luglio al Teatro Greco di Siracusa nell’ambito del progetto INDA 2020 Per voci sole.

Approda oggi al Piccolo Teatro di Milano dove, fino al 2 agosto, sarà in scena al Chiostro Nina Vinchi di via Rovello nell’ambito della Stagione estiva del Piccolo Spazi di Teatro.

Lella Costa porterà poi La vedova Socrate a Fiesole, Pesaro, Ascoli Piceno, Modena, e in molte altre città prima di arrivare ad Alghero e dedicare alla Sardegna unaserie di quattro date.

Dopo questa lunga tournée estiva all’aperto che si svolgerà nei mesi di luglio, agosto e parte di settembre, La vedova Socrate arriverà a Brescia il prossimo 27 ottobredove, al Teatro Sociale,inaugurerà la Stagione 2020-2021 del Centro Teatrale Bresciano Gli infiniti mondi. Sarà questa la prima tappa di una lunga tournée autunnale che vedrà Lella Costa portare sui palcoscenici di molte città d’Italia lo spettacolo prodotto dal Centro Teatrale Bresciano.

Il monologo La vedova Socrateè ambientato nella bottega di antiquariato della moglie del filosofo, Santippe, descritta dagli storici come una delle donne più insopportabili dell’antichità. Nel testo di Franca Valeri Santippe può finalmente raccontare ciò che è stato il suo matrimonio e quello che le hanno fatto passare gli amici di Socrate: dei buoni a nulla tra i quali primeggia Platone, allievo prediletto, che ha saputo sfruttare le idee del maestro trascrivendole nei suoi Dialoghi.

In un racconto ironico e acuminato, Santippe si dimostra maestra di pensiero e oratoria, tanto da decidere di scrivere lei stessa un dialogo di cui protagoniste saranno le donne.

 

V.V. (anche per la fotografia)

Al Teatro Carlo Felice il Concerto per Genova

Stasera, venerdì 31 luglio, alle ore 21:15, in occasione dell’inaugurazione del nuovo ponte “Genova San Giorgio”, si terrà al Teatro Carlo Felice un grande concerto dedicato alla città di Genova, alla sua civiltà musicale e alla sua storia: il Concerto per Genova.

Aprirà la serata la prima esecuzione assoluta di Tante pietre a ricordare, per orchestra, coro e voce bianca, scritto da Ennio Morricone, su testo proprio, in onore delle vittime del crollo del Ponte Morandi. Composto su commissione del Teatro Carlo Felice e del Comune di Genova e generosamente donato alla città, è l’ultimo brano del Maestro. Sul podio, il figlio del compositore, Andrea Morricone.

Un’introduzione evocativa, dal profondo significato umano e civile, ad un programma di altissimo profilo storico-culturale, in cui spiccano due prime esecuzioni in tempi moderni: la Suite n. 8 “Genova” (I movimento) di Lorenzo Perosi, vivace, colorato e lussureggiante ritratto della Superba, e il “Quoniam” dalla Messa Solenne per soli, coro e orchestra di Saverio Mercadante, eseguita per la prima volta nel 1868 nella Chiesa del Gesù e frutto di una commissione di Angelo Mariani, allora direttore del Teatro Carlo Felice; un tesoro custodito nell’archivio della famiglia Cattaneo-Adorno, che ha messo gentilmente a disposizione la partitura per questa importante occasione. A dirigere l’Orchestra e il Coro del Teatro Carlo Felice (preparato da Francesco Aliberti), uno dei più importanti direttori al mondo: il genovese Fabio Luisi.

Completano l’affresco musicale dedicato alla città una selezione dal verdiano Simon Boccanegra (l’opera lirica genovese per eccellenza), una trascrizione per violino e orchestra del Capriccio n. 24 di Paganini (violino solista e orchestratore, Giovanni Andrea Zanon) e “Dal tuo stellato soglio” dal Mosé in Egitto di Rossini.

Di grande rilievo l’insieme dei cantanti solisti, che comprende grandi nomi della scena lirica internazionale e giovani già in carriera: Serena Gamberoni (soprano), Martina Belli (mezzosoprano), Francesco Meli (tenore), Michele Patti (baritono), Luca Salsi (baritono), Giovanni Battista Parodi (basso), Roberto Scandiuzzi (basso).

Il concerto verrà ripreso e trasmesso in diretta da Primocanale e, inoltre, potrà essere seguito sui canali social del Teatro Carlo Felice.

“Questo concerto – commenta il Presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti – rappresenta un momento di raccoglimento che unisce un’intera comunità, che tanto ha patito per la tragedia del Morandi ma che ha anche saputo reagire con forza e determinazione. Il nuovo ponte di Genova, realizzato in meno di due anni, è un modello, non solo per la Liguria ma per l’Italia intera. Ho sempre pensato che quel cantiere dovesse andare avanti, anche nei momenti più difficili, non ultimo quello della recente pandemia, non solo per riportare una regione e un Paese alla normalità ma anche per rispettare la memoria di chi ha perso la vita in quella tragedia e la sofferenza dei loro familiari. Per tutti noi quel ponte avrà sempre un grande significato: del ricordo incancellabile ma anche della rinascita. Ritrovarci insieme, in quella piazza dove a un mese dal crollo la città si era stretta in un forte abbraccio, credo sia un momento di condivisione che Genova, e le persone che tanto hanno lavorato, si meritano ”.

Il Sindaco di Genova, Marco Bucci, dichiara: “Il pensiero alle vittime del ponte, il tributo alla città per ciò che ha vissuto e patito. Ma anche un momento per ricordare la gloriosa e operosa storia di Genova: questo è il significato del concerto che il Teatro Carlo Felice offre alla città come segno di commemorazione delle 43 vittime di ponte Morandi e celebrazione per la fine dei lavori e l’apertura di ponte “Genova San Giorgio”. Vogliamo che sia un evento artistico culturale in cui la città si senta coinvolta e si ritrovi anche nell’ultima composizione della vita artistica di Ennio Morricone che ha deciso di ricordare chi ha perso la vita nel crollo del ponte e donare a Genova il suo lavoro.”

“Il Concerto per Genova – afferma il Sovrintendente del Teatro Carlo Felice, Claudio Orazi – è un’occasione per riflettere sull’identità culturale della città come motore per il futuro della città stessa; è un omaggio alla Genova che, nei secoli, è stata un centro e al centro della cultura, raggiungendo alti gradi di sviluppo in ogni campo, artistico, urbanistico ed economico. Inoltre, insieme al Sindaco, abbiamo voluto coinvolgere il Maestro Ennio Morricone come testimone di una meditazione musicale dedicata alle vittime del ponte Morandi.”

 

Massimo Pastorelli