“La ragazza con l’orecchino di perla” a Bologna

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È l’8 febbraio la data del debutto ufficiale della mostra “La ragazza con l’orecchino di perla” in Palazzo Fava, a Bologna. Già oltre le possibilità di accesso le richieste: la sede espositiva, per altro bellissima, ha una capienza limitata e la Ragazza, ovunque sia andata, ha attratto le folle. Per questo l’8 febbraio sarà possibile accedere alla mostra dalle nove del mattino con orario prolungato fino alle due di notte.

Non solo. Com’era nella tradizione dei festeggiamenti per l’arrivo a Bologna di qualche Gran Sovrano, per la Ragazza si organizzerà l’arrivo in musica. Così l’8 febbraio, alle 20.30 (primo turno) e alle 22.00 (secondo turno), nella Chiesa di San Colombano (a 50 metri da Palazzo Fava), ci sarà in onore della mostra un concerto gratuito del maestro Liuwe Tamminga con musiche olandesi del Seicento. Il maestro sarà accompagnato al flauto dolce dal maestro Kees Boeke. Suonerà, su clavicembalo, virginale, muselaer e organi, musiche olandesi di J.P. Sweelinck e Jacob van Eyck, compositori coevi di Vermeer.
Da notare come la chiesa di San Colombano, una delle sette sedi museali del circuito museale Genus Bononiae, conservi la collezione di strumenti musicali antichi donata dal Maestro Luigi Ferdinando Tagliavini. Per i concerti l’ingresso è libero fino a eventuale esaurimento dei posti. Inoltre, per tutti i visitatori che in quel momento saranno all’interno di Palazzo Fava, l’8 febbraio, nella sala conferenze al terzo piano, con inizio alle 21 (primo turno) e alle 22.30 (secondo turno), Marco Goldin racconterà la mostra di cui è curatore.
Anche in questo caso l’ingresso alla conferenza è libero fino a esaurimento dei posti. Per tutte le persone in attesa all’esterno di Palazzo Fava, a partire dalle ore 21 dell’8 febbraio, ci sarà un servizio di bevande calde e stuzzichini offerti dall’Associazione Panificatori di Bologna e Provincia.

La mostra resterà aperta fino al 25 maggio 2014.

Articolo di S. E.

Attivista arrestato in Russia alla vigilia di Soci

Con l’approssimarsi dell’inizio dei Giochi olimpici invernali di Soci, la persecuzione nei confronti degli attivisti della societa’ civile si intensifica. Lo ha dichiarato Amnesty International dopo l’arresto di Evgeny Vitishko, per aver imprecato mentre si trovava alla fermata di un autobus a Tuapse, nei dintorni della citta’ olimpica.
Vitishko e’ stato accusato di ‘atti minori di teppismo’, reato per il quale e’ prevista la detenzione amministrativa per 15 giorni.
‘Il nome di Vitishko e’ diventato il sinonimo della persecuzione degli attivisti della societa’ civile russa nel periodo precedente lo svolgimento dei Giochi olimpici di Soci. Lui e i suoi amici stanno cercando di rendere noti i danni arrecati all’ambiente dalla preparazione delle Olimpiadi e per questo vengono puniti. Con l’accusa odierna le autorita’ provano a tappargli la bocca. Siamo preoccupati per quanto potra’ accadere a Olimpiadi terminate, quando il mondo non guardera’ piu’ a Soci’ – ha dichiarato Denis Krivosheev, vicedirettore del Programma Europa e Asia Centrale di Amnesty International.
Vitishko e i suoi amici sono molto attivi nel denunciare la deforestazione, le costruzioni e le recinzioni illegali nella foresta protetta dell’area di Soci. Una prima condanna, nel 2012, e’ stata sospesa. Lo scorso dicembre, il tribunale di Tuapse lo ha condannato a tre anni per aver violato il divieto di essere presente in luoghi pubblici collegato alla sospensione della pena. Il processo d’appello dovrebbe svolgersi il 22 febbraio, ma sul sito del tribunale non si trova piu’ alcuna informazione.
Amnesty International aveva gia’ espresso la sua preoccupazione per il processo iniquo terminato con la condanna a tre anni. I sostenitori di Vitishko temono ora che egli possa essere tenuto agli arresti per il reato amministrativo di ‘atti minori di teppismo’ per poi essere inviato in una colonia penale a scontare la condanna a tre anni.

Amnesty International Italia

Fraska

La notte magica, il riflesso della luna, una donna-angelo dagli occhi chiusi la cui bellezza fa volare sfilando su stelle microscopiche… Sono queste le immagini verbali magistralmente abbinate alla romantica melodia dell’ultimo brano di Fraska, il cantautore marchigiano già apprezzatissimo da Sergio Caputo (suo primo produttore), Fiorello, Biagio Antonacci e Gianluca Guidi. Bella, titolo del quarto singolo dell’album Come la primavera, uscito l’11 gennaio, su tutte le principali piattaforme digitali, integrata dal nuovissimo videoclip diretto da Raffaele Filippetti e che vede la partecipazione straordinaria della ballerina, attrice ed anchor woman Rossella Brescia. Non è un caso che la scelta sia ricaduta sull’attuale conduttrice radiofonica (insieme a Max Pagani, Barty Colucci e Claudio Cannizaro) di “Tutti pazzi per RDS”, che tra l’altro trasmette come jingle i due precedenti successi di Gianmarco Frascaroli (questo il nome di battesimo del cantautore) – Rock and Roll e Come la pimavera. Come lui stesso afferma, “Bella è un brano pop che ho scritto di notte dopo aver sognato una donna che sfilava tra le stelle. La melodia ed il ritornello li avevo trovati da qualche mese. Ad ottobre, quando ho conosciuto Rossella, ho pensato subito che la sua bellezza pura, mediterranea e la sua dolcezza nel danzare sarebbero state perfette per il videoclip. E’ un brano che mi fa pensare alla femminilità e alla bellezza di una donna che hanno il potere di fermare il tempo immergondoci in attimi di incanto”. Altrettando spontanea è la dichiarazione di Rossella che afferma: “E’ stato molto piacevole lavorare con un professionista come Fraska! Credo nel suo talento, motivo per cui ho accettato di lavorare a questo video clip. Mi piace sponsorizzare i giovani, il loro estro: per me la musica è arte, è quotidianità, è vita!!!! ”
La canzone ed il videoclip di Bella sono stati realizzati grazie al prezioso supporto di: Comune di Ancona Assessorato Cultura, Politiche Giovanili e Turismo, Pastificio Luciana Mosconi di Matelica (MC) – Cantine Teanum di San Severo (FG) – Oliver Uomo e cerimonia di Filottrano (AN) – Adriatica Distribuzione ottica S.r.l. di Sirolo (AN) e Hotel Monteconero Badia San Pietro di Sirolo (AN).

Elisabetta Castiglioni

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Gianni Rufini nuovo direttore generale di Amnesty Italia

Gianni Rufini e’ il nuovo direttore generale di Amnesty International Italia.

Gianni Rufini e’ nato e vive a Roma, e’ sposato, ha due figli. Dal 1985 ha lavorato come esperto di diritti umani e aiuto umanitario in Africa, Medio Oriente, Asia, Balcani e America Latina. Dal 1997 al 2001 e’ stato direttore del coordinamento europeo delle Ong umanitarie ‘VOICE’, con sede a Bruxelles. Ha lavorato per numerose Ong italiane e straniere, per diverse agenzie delle Nazioni Unite e altre organizzazioni internazionali. Dal 1996 e’ Senior Associate della Post-war Reconstruction and Development Unit dell’Universita’ di York. E’ stato direttore di ricerca per il CeSPI e coordinatore di corsi presso l’ISPI a Milano. Insegna in numerose universita’ italiane e internazionali ed e’ autore di varie pubblicazioni. ‘Sono grato ad Amnesty International Italia per avermi offerto l’opportunita’ di dirigere l’organizzazione che, in quasi 30 anni di lavoro internazionale nel campo dei diritti, e’ stata per me un punto di riferimento fondamentale’ – ha dichiarato Gianni Rufini. ‘Il mondo nei prossimi anni subira’ trasformazioni straordinarie e radicali sotto la pressione congiunta del cambio climatico, della globalizzazione e della migrazione: trasformazioni il cui esito dipendera’ in buona parte dalla nostra capacita’ di guidarle nella direzione dei diritti, della giustizia e della pace, in contrapposizione a quanti ritengono e affermano che i diritti, soprattutto in tempi di crisi, bisognerebbe invece limitarli o cancellarli’.

Articolo di Amnesty International Italia

Degustazioni consigliate in attesa di Vinitaly. Il Rosso

Il Sommelier professionista Renato Hagman consiglia queste degustazioni di vini rossi, per sapere cosa andare a cercare, o a scoprire, al prossimo Vinitaly, programmato a Verona per il mese di aprile.

Barbera DOC 2012 Oltrepo pavese = E’ un rosso secco, vino di grande finezza ed eleganza, dal colore rosso rubino limpido e brillante, profumo intenso, persistente e netto con particolare sentore di viola e sapore morbido con note di amarena. Ottimo da tutto pasto, si sposa splendidamente con minestre, salumi e secondi piatti a base di carni rosse. Gradi 12% – Consumo 16-18 °C

Bardolino Doc 2012 = Rosso secco – Nobile vino del Veneto, dal bel colore rosso rubino con rifessi violacei e dall’intenso profumo floreale con note di viola,. Il sapore morbido e vellutato suggerisce di sceglierlo per accompagnare tutto il pasto. Gradi 12% – Consumo 18-20 °C

Cabernet – Zinfandel 2012 = Rosso secco – Rosso di livello internazionale, nato dal vitigno francese Cabernet e da quello autoctono Zinfandel ( Puglia ) Colore rosso rubino con rifessi violacei; profumo intenso e caratteristico, con note di viola, peperone e spezie; sapore forte, morbido e vellutato. Adatto a paste e minestre, piatti di carne e formaggi. Gradi 13% -Consumo 18-20 °C

Dolcetto Piemonte DOC 2012 = Rosso secco – Vitigno autoctono del Piemonte, che deve il nome al fatto che l’uva a maturazione avvenuta è molto dolce. Colore rosso rubino vivo con rifessi intensi; profumi floreali intensi e persistenti; sapore amarognolo, fresco e con buona struttura, piacevole al palato. Perfetto con piatti di carni rosse, salumi, piatti piccanti e minestre. Gradi 12,5% – Consumo 18 °C

Merlot 2012 = Rosso secco – Un grande rosso, apprezzato per la finezza ed eleganza, il colore è rosso carico e consistente, il profumo netto e persistente con spiccati sentori di frutta matura come il ribes, il lampone e la ciliegia. Di facile beva, accompagna salumi, primi piatti di pasta, carni rosse e bianche. Gradi 12,5% – Consumo18-20 °C

 Montepulciano d’Abruzzo DOC 2012 = Rosso secco- Rosso di qualità, di un bel colore rubino con riflessi carminio; profumo di frutta matura, con note pepate sul finale; sapore di ciliegia matura e di vaniglia di torrefazione, morbido e strutturato. Si abbina ai piatti di carni rosse e selvaggina, con arrosti e formaggi, perfetto come vino da meditazione. Gradi 13% – Consumo 18-20 °C

Nero d’Avola 2012 -Terre siciliane = Secco – Di colore rosso rubino scuro e dagli intensi profumi di mora e di ribes maturo. Sapore pieno e vellutato. Stappandolo un’ora prima di servirlo si può cogliere questo sapore ( pieno e vellutato ). Ideale con paste ricche e saporite e piatti a base di carne. Gradi 13% – Consumo 18 °C

Rosso di Toscana = Rosso invecchiato – Vino rosso affinato per un anno in botti di rovere, possiede la forza, l’eleganza e la personalità dei vini di questa terra. Il sapore armonico si sposa con carni rosse, selvaggina e formaggi stagionati. Gradi 12,5% – Consumo 18-20 °C

Rosso Franciacorta = Rosso invecchiato – 12-18 mesi in botti di rovere – Colore intenso, riflessi aranciati, ottimo bouquet, sapore morbido e vellutato, profumo intenso e persistente. Ottimo con salumi, carni rosse, bolliti, stufati e formaggi saporiti locali. Gradi 13% – Consumo 18-20 °C

Renato Hagman

 

Crimini di guerra e contro l’umanità nella Repubblica Centrafricana

Amnesty International ha presentato le conclusioni preliminari di una missione di ricerca durata due settimane e ha dichiarato che nella Repubblica Centrafricana sono in corso crimini di guerra e contro l’umanita’. L’organizzazione per i diritti umani chiede il rapido dispiegamento di una robusta forza di peacekeeping, dotata di un chiaro mandato relativo alla protezione dei civili e di risorse sufficienti per poterlo eseguire in modo efficace.

‘Le nostre ricerche sul campo nella Repubblica Centrafricana delle ultime due settimane non lasciano dubbi sul fatto che tutte le parti in conflitto stanno commettendo crimini di guerra e contro l’umanita’’ – ha dichiarato Christian Mukosa, esperto di Amnesty International sul paese. ‘Questi crimini comprendono esecuzioni extragiudiziali, mutilazioni, distruzione intenzionale di edifici religiosi come le moschee e lo sfollamento forzato di un massiccio numero di persone’ – ha spiegato Mukosa.

La delegazione di Amnesty International, composta da tre persone, ha potuto documentare violazioni e abusi commessi a partire dal 5 dicembre, quando la violenza ha fatto esordio nella capitale Bangui con un attacco all’alba delle milizie anti-balaka. In alcune zone della capitale, le milizie anti-balaka sono andate di porta in porta fino a uccidere circa 60 musulmani. Le forze del governo di fatto, conosciute come ex-Seleka, hanno eseguito rappresaglie di dimensioni ancora maggiori contro i cristiani, uccidendo circa 1000 uomini in due giorni – tra cui un piccolo numero di donne e bambini – e razziando sistematicamente le abitazioni civili. Nei giorni successivi, le violazioni dei diritti umani sono proseguite con un’intensita’ sconvolgente.

Nonostante la presenza di militari francesi e africani dovrebbe garantire la protezione dei civili, questi sono uccisi selvaggiamente ogni giorno. Le vittime dall’8 dicembre sono state almeno 90, alcune uccise a colpi d’arma da fuoco, altre da facinorosi armate di machete e altre ancora a colpi di pietra.

La completa assenza di giustizia e di meccanismi che chiamino gli autori a rispondere di questi crimini ha dato luogo a una crescente spirale di uccisioni per rappresaglia e ha acuito l’odio e la diffidenza tra le comunita’. In totale, 614.000 persone hanno dovuto lasciare le loro abitazioni. Da Bangui sono fuggiti 189.000 abitanti, un quarto della popolazione della capitale.

‘La continua violenza, la massiccia distruzione dei beni e lo sfollamento forzato della popolazione di Bangui stanno alimentando profondi sentimenti di rabbia, ostilita’ e diffidenza’ – ha sottolineato Mukosa. ‘Non vi sara’ alcuna prospettiva della fine del ciclo di violenza fino a quando le milizie non saranno disarmate e le migliaia di civili a rischio non saranno concretamente
ed efficacemente protette. I quartieri residenziali devono essere resi sicuri per primi, in modo che gli abitanti possano fare rientro nelle loro case e riprendere la vita normale’.

Ogni processo di disarmo dev’essere accompagnato da efficaci misure di protezione fisica, soprattutto nei centri nevralgici della capitale, i quartieri PK5, Miskine e Combattant. Amnesty International ha ricevuto notizie di attacchi di rappresaglia contro persone che erano state disarmate.

Uno degli aspetti piu’ preoccupanti dell’attuale situazione e’ la sovrapposizione tra gruppi armati organizzati e gruppi di facinorosi civili. In molti casi, e’ stato difficile identificare i responsabili delle uccisioni sebbene sia evidente che molti civili, a livello locale, incitino a compiere rappresaglie e, in alcuni casi, vi prendano direttamente parte.

Tanto la comunita’ cristiana quanto quella musulmana hanno maturato un profondo sentimento di rabbia e disperazione. Molte persone hanno mostrato ai ricercatori di Amnesty International foto e video di massacri ripresi coi loro telefoni cellulari.

Amnesty International ritiene necessario l’invio urgente di altre truppe internazionali per garantire la sicurezza a Bangui e in altre zone della Repubblica Centrafricana.

L’Unione africana ha promesso l’invio di un massimo di 6000 uomini che andranno a far parte della nuova forza di peacekeeping a partire dal 19 dicembre.
Questo dispiegamento e’ particolarmente urgente ma i dettagli non sono stati ancora resi noti.

Amnesty International chiede inoltre alle Nazioni Unite di accelerare i tempi per istituire una commissione d’inchiesta sui crimini di guerra, i crimini contro l’umanita’ e le altre gravi violazioni dei diritti umani in corso nella Repubblica Centrafricana.

‘E’ importante stabilire le responsabilita’ dei crimini commessi da ogni parte in conflitto e assicurare la fine di decenni di quell’impunita’ che ha dominato il paese’ – ha commentato Mukosa.

Amnesty International ha ricevuto informazioni attendibili secondo le quali capi delle milizie implicate nella violenza sono direttamente coinvolti negli attacchi e dovrebbero essere portati di fronte alla giustizia.

‘La comunita’ internazionale ha un importante ruolo da giocare nella Repubblica Centrafricana: deve garantire che le forze di peacekeeping siano dispiegate in tutta fretta e dotate delle risorse necessarie per impedire un bagno di sangue persino peggiore’ – ha concluso Mukosa.

Amnesty International pubblichera’ un piu’ esaustivo rapporto all’inizio del 2014, mentre Human Rights Watch pubblica oggi un separato rapporto sull’escalation della violenza settaria e delle atrocita’ nella provincia di Ouham, nel nord della Repubblica Centrafricana.

Articolo di Amnesty International Italia

Carlo Saraceni a Palazzo Venezia

Rimarrà aperta fino al 2 marzo prossimo, la prima esposizione monografica antologica dedicata al grande pittore veneziano Carlo Saraceni (Venezia, 1579 ca. – 1620).

La mostra, frutto di anni di lavoro, è stata ideata da Rossella Vodret ed è curata da Maria Giulia Aurigemma con un comitato scientifico internazionale, costituito da studiosi dei principali musei e istituzioni mondiali, presieduto da Maurizio Calvesi. Il coordinamento generale è di Emanuela Settimi con il supporto organizzativo di Civita e Munus.

E’ la prima mostra monografica antologica sul veneziano Carlo Saraceni, attivo a Roma dal 1598 al 1619, quando torna a Venezia dove morirà nel giugno 1620.

La vasta produzione artistica del pittore, dalle grandi pale ai piccoli raffinati rami, si lega ai nomi dei principali committenti religiosi ed aristocratici del suo tempo, nonché ad importanti episodi artistici, ad esempio la decorazione ad affresco della Sala Regia al Quirinale, offrendo uno spaccato della cultura figurativa primosecentesca romana. La mostra intende mettere a fuoco sia l’evoluzione stilistica del pittore, il caravaggismo declinato in modo personale, i profondi paesaggi,  sia il vivace contesto in cui operò e di cui fu protagonista di fama e successo internazionale, indagando alcuni notevoli aspetti della sua cultura artistica.

Con alcuni quadri mai esposti prima e con i numerosi restauri compiuti negli ultimi anni e in gran parte finalizzati alla mostra si mette in luce la straordinaria qualità dello stile di colui che a Roma veniva chiamato tout court il Veneziano.

Orari: 9.00 – 19.00. Chiuso il lunedì. Biglietto Intero: 10,00 €

Articolo di Barbara Izzo e Arianna Diana

“La brocca rotta” a Brescia

Il Teatro Sociale di Brescia ha ospitato il Teatro Stabile di Bolzano e la sua produzione “La brocca rotta” di Heinrich von Kleist, testo tradotto da Cesare Lievi.

Diretto da Marco Bernardi, il lavoro teatrale ha visto in scena un cast davvero eccezionale (lo stesso del successo de “Il malato immaginario”) e capace di rendere la commedia divertente e accattivante allo stesso tempo, molto applaudita dal pubblico.

Troviamo quindi in scena, accanto all’eccezionale Paolo Bonacelli nel ruolo del giudice Adamo, l’ottima Patrizia Milani nei panni di Marta Rull, Carlo Simoni nel ruolo di Walter, Roberto Tesconi (Lume), Irene Villa la giovane Eva, figlia di Marta; Riccardo Zini (Veit Tümpel), Riccardo Sinibaldi il promesso sposo Ruprecht, Giovanna Rossi nei panni della zia Brigida, Maurizio Ranieri (un servitore); Valentina Morini e Karoline Comarella, le due domestiche del giudice. Belle le scene di Gisbert Jaekel e ottimi i costumi di Roberto Banci.

Considerata la più bella commedia del teatro tedesco, l’opera nacque nel 1806 per una scommessa letteraria tra il giovane drammaturgo tedesco Heinrich von Kleist e gli amici Christoph Wieland e Johann Zschokke. La sfida consisteva nel comporre un testo ispirato ad un’incisione di Jean Jacques Le Vean, “La cruche cassée”, ricavata da un dipinto perduto di Debucourt. Ne uscì un lavoro definito da Georg Luckas di struttura magnifica e dallo sviluppo ascendente  unitario, l’opera più perfetta di Kleist. La prima messinscena venne firmata da Goethe nel 1810, nel testo di corte di Weimar, ed ottenne un ottimo successo. La commedia vuole individuare l’arretratezza istituzionale del Paese prussiano, soprattutto in ambito giudiziario, mentre la classe borghese vorrebbe, tra ‘700 e ‘800, innovare il territorio. Lo scontro avviene proprio sul terreno delle ipocrisie, dell’abuso di potere, della sommaria amministrazione che mina le basi sociali della crescita. Il saper tracciare l’argomento in modo ironico e divertente non può che sottolineare ancor più il contesto e portare a riflettere sulla necessità di cambiarlo.
Tutto ruota, pertanto, intorno alla figura di un giudice, Adamo, e dei simboli del suo potere, la toga e la parrucca, mentre lui si rivela un misero uomo capace di pensare soltanto ai suoi conigli, ai suoi salami, al tribunale che “sembra una stalla” e a salvare il suo posto di lavoro anche quando non è difendibile la sua poco ortodossa condotta. Tanto che, ad un certo punto, per la testimonianza di Brigida, questo giudice, colpevole di essersi introdotto furtivamente in casa di una casta ragazza promessa sposa, viene identificato come Belzebù, visto che si aggirava per quei paraggi un essere dal piede caprino (il giudice ha una scarpa ortopedica), la coda e le corna.

Anche in questa commedia gli equivoci si sommano, le parole acquistano un significato pregnante, pur nel doppio intento dei protagonisti e nei fraintendimenti che si vogliono appioppare alla giustizia.

La superstizione, tuttavia, non avrà il sopravvento. Infatti, anche se si segnano tutti al nome del diavolo e all’ipotesi che si aggiri per quel povero villaggio, sia zia Brigida che il segretario Lume hanno capito tutto e Adamo, dalla condotta libertina, viene smascherato: da giudice diventa imputato. I giovani che rischiavano di perdere la reputazione, Eva soprattutto, e la felicità del matrimonio, tornano insieme, mentre Marta si preoccupa soltanto di avere risarcita la brocca rotta, perché era sopravvissuta a mille calamità e guerre, ma non all’ingordigia del giudice e ai suoi vizi, stavolta respinti. Quindi, se la brocca era testimone del tempo e unica vera ricchezza delle due donne, i cocci doveva ripagarli qualcuno, anche se alla fine l’onore della figlia era immacolato. Aveva ragione Lume di dire che il caso del giorno era “molto rumore per nulla”, perché proprio Marta dimostrerà che la sua vera richiesta non era salvaguardare il matrimonio nelle regole della figlia Eva, ma avere la certezza dei suoi beni materiali. Tanto come il giudice non si era preoccupato di mostrare all’ispettore gli archivi in ordine, ma di mettere in salvo i suoi averi contadini, salame, vino, formaggio e conigli.

Una commedia che è piaciuta molto al pubblico in sala e che è stata salutata da calorosi, meritati, applausi.

Alessia Biasiolo

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Considerazioni sul mercato del vino

  • ·E’ appena iniziato il nuovo anno, sì ma per il mondo del vino non coincide con quello solare, poiché particolarmente negli anni dispari è a giugno che si fa il resoconto e che quindi si tirano le somme di quanto è successo negli ultimi 12 mesi e si fanno delle proiezioni su quanto succederà nei prossimi dodici.
  • · Ho fatto notare “gli anni dispari” perché è in questi anni che si svolgono le tre più importanti fiere vinicole che contano nel mondo. Parliamo della dinamica Prowein tedesca a Düsseldorf, della grande regina di casa nostra, annuale, il Vinitaly di Verona e della manifestazione francese, l’unica a livello biennale, la Vinexpo di Bordeaux.
  • ·Questi sono i tre appuntamenti in cui il grande vino non può mancare e che permettono ai produttori ed agli operatori commerciali di “assaggiare” il mercato.
  • ·Per questo la fiera bordolese Vinexpo che si svolge a metà giugno ogni due anni, è attesa con grande interesse, per confermare o meno il trend registrato dalle fiere di Düsseldorf e Verona qualche mese prima.
  • ·Fatta questa verifica, si può fare un bilancio dei dati raccolti in terra francese, che serviranno ad avere una base di discussione e di confronto per quanto concerne la produzione italiana, al brainstorming di VinoVip Cortina, l’evento che, sempre negli anni dispari, riunisce all’inizio dell’autunno, il meglio del nostro settore politici, produttori, uomini di marketing e della comunicazione, per uno scambio di opinioni e di esperienze.
  • ·Negli ultimi anni, la geografia vitivinicola mondiale, si è molto ingrandita, dalla caposcuola California e i Paesi dell’emisfero australe, Cile, Argentina, Australia, Nuova Zelanda, Sudafrica, Cina, Brasile, per citare i più attivi.
  • ·Questi ultimi rasentano i 4,5 milioni di ettari contro i 3,5 milioni di ettari dell’emisfero boreale, Europa in testa, quindi avendo la leadership agricola, sono loro a irrompere da veri protagonisti sulla scena mondiale.
  • ·Allargando la propria area produttiva, tali Paesi hanno naturalmente creato nuove aree e nuove abitudini di consumo; alcuni, come gli Stati Uniti, aumentando le proprie quote di import, a tutto beneficio nostro, altri invece coprendo l’allargato fabbisogno con l’ampliamento della propria produzione.
  • ·Oggi movimentano quasi il 28% del vino del mondo.
  • ·E l’Estremo Oriente non ci sta a fare da spettatore, ma vuole essere un protagonista.

Renato Hagman

“La Leonessa. Città di Brescia” quindicesima edizione

 

L’Associazione SIDUS

con il Patrocinio del

 

 

             Logo Comune di Brescia-bianco          

 

 

indice la quindicesima edizione del

Premio internazionale di Poesia

LA LEONESSA. CITTÀ DI BRESCIA

 

La scadenza dell’invio degli elaborati è fissata inderogabilmente al 23 marzo 2014

Gli elaborati dovranno essere inviati esclusivamente per e-mail all’indirizzo:

associazionesidus@virgilio.it

scrivendo come oggetto: PARTECIPAZIONE LA LEONESSA 15 – SEZIONE

e aggiungendo il nome della sezione di partecipazione.

I Poeti che dovessero essere impossibilitati ad inviare gli elaborati a mezzo elettronico, potranno utilizzare il seguente indirizzo postale, inviando esclusivamente lettere e plichi a mezzo posta prioritaria.

ASSOCIAZIONE CULTURALE “SIDUS” Via dei Sanmicheli, 5 – 25124 Brescia.

Coloro che inviano a mezzo e-mail non dovranno inviare anche a mezzo postale e viceversa.

La partecipazione al Premio si articola nelle seguenti sezioni:

Sezione A: poesia italiana a tema libero, inedita, mai premiata o segnalata in altri concorsi. È ammesso inviare da una a cinque poesie.

Sezione B: poesia in uno dei dialetti italiani, inedita, mai premiata o segnalata in altri concorsi. È ammesso inviare da una a tre poesie.

 Sezione C: poesia in dialetto bresciano, inedita, mai premiata o segnalata in altri concorsi. È ammesso inviare da una a tre poesie.

Sezione D: poesia in lingua straniera inedita, mai premiata o segnalata in altri concorsi. È ammesso inviare da una a tre poesie.

Sezione a tema: poesia inedita, mai premiata o segnalata in altri concorsi, dal seguente temaLa Grande Guerra. Cent’anni dopo”, in occasione del centenario dello scoppio della prima guerra mondiale. È ammesso inviare da una a cinque poesie, sia in lingua italiana che in lingua dialettale.

Sezione Speciale 2014 dal titolo: “1944. Ricordi, testimonianze, lezioni di vita”. Si partecipa inviando da una a tre poesie in lingua italiana, inedite, mai presentate in altri concorsi, che abbiano per tema il settantesimo anniversario dei fatti dell’Italia nel 1944, durante la seconda guerra mondiale.

Sezione Speciale “In attesa di EXPO 2015”: “Cibo per la mente, cibo per la vita”. Si partecipa inviando da una a tre poesie in lingua italiana, inedite, mai presentate in altri concorsi, che abbiano per tema la Poesia cibo metaforico, ma anche il cibo in Poesia.

Sezione silloge: raccolta di venti poesie inedite, in lingua italiana o dialettale, e mai pubblicate in nessuna forma (nemmeno come lettura pubblica), nemmeno singolarmente; la silloge non deve mai essere stata presentata, premiata o segnalata in altri concorsi. Le poesie che si desidera inviare per la sezione silloge non devono essere inviate singolarmente alle altre sezioni.

Sezione sms a tema libero: si partecipa inviando un testo di al massimo 160 caratteri, spazi e punteggiatura compresi, come se fosse scritto sul telefonino per l’invio a mezzo sms, dal titolo: “Un messaggio per le donne”. Nell’Italia del femminicidio, un sms per ricordare, per denunciare, per salvare una vita…

– Alle tutte le Sezioni possono partecipare Poeti di ogni nazionalità e di ogni età, inviando poesie di non oltre 40 versi (sia per le singole sezioni, sia per ognuna delle poesie che costituiscono la silloge; fa eccezione il testo sms). Gli elaborati inviati per posta cartacea devono tassativamente essere dattiloscritti o digitati al computer, non verranno accettate scansioni di manoscritti nemmeno per la spedizione in formato elettronico. Le poesie nei dialetti italiani e in dialetto bresciano devono avere allegata (a fianco, a fronte, successivamente al testo in questione) anche la traduzione in lingua italiana. Le poesie in lingua straniera devono prevedere in allegato anche la traduzione in lingua italiana o in lingua inglese. Le sillogi devono avere un titolo. Le poesie che fanno parte delle sillogi non devono essere presentate nelle altre Sezioni.

– Le liriche inviate dovranno essere in allegato all’e-mail, in unica copia, senza firma o altre indicazioni personali. I dati del Poeta partecipante andranno indicati nel testo dell’e-mail e dovranno comprendere nome, cognome, indirizzo comprensivo dell’indicazione della città, numero di telefono, indirizzo e-mail anche se identico a quello di invio. Con la partecipazione al Premio, il Poeta dichiara automaticamente di accettare tutto quanto scritto nel bando, che le liriche inviate sono inedite e mai inviate o premiate in altri concorsi e autorizza altresì all’utilizzo dei dati personali in ottemperanza alle vigenti disposizioni in materia di privacy. Il Poeta partecipante è consapevole che il suo indirizzo verrà utilizzato dall’Associazione esclusivamente per comunicazioni inerenti il Premio o altre attività associative non a scopo di lucro.

– Per il Poeti che invieranno le liriche a mezzo posta prioritaria, gli elaborati dovranno essere inviati in 5 copie; nella stessa busta andrà inserita una lettera contente i dati personali per esteso, come indicato per l’invio e-mail. I dati personali dovranno essere firmati: la firma dichiarerà l’accettazione del bando da parte del Poeta in ogni sua parte, dichiarerà che le liriche inviate sono scritte personalmente; dichiarerà di accettare che il proprio nominativo verrà utilizzato dall’Associazione esclusivamente per comunicazioni inerenti il Premio o altre attività associative non a scopo di lucro.

– Per i Poeti minorenni, la dichiarazione inviata nel testo e-mail dovrà essere del genitore oppure dell’insegnante che si assume la responsabilità dell’invio; i dati riportati dovranno essere del Poeta minorenne, ma dovrà essere indicato il nome e cognome dell’adulto che procede all’invio e il grado di relazione (padre, madre, insegnante, eccetera). Nel caso di invio cartaceo, la stessa procedura vale per i dati inviati nella busta chiusa allegata al plico delle liriche.

– Per gli invii delle scuole di ogni ordine e grado, è previsto che i lavori di classe possano essere inviati in un unico allegato (file singoli o zippati .ZIP). Si consiglia di numerare le liriche allo stesso modo dell’elenco dei dai personali, in modo che sia possibile mettere in relazione l’autore alla lirica da lui scritta. Dovranno essere indicati i dati della scuola di appartenenza e dell’insegnante di riferimento.

– La partecipazione al Premio non prevede il pagamento di una tassa di lettura.

– Si sollecitano i Poeti a partecipare al Premio con opere nuove e di non inviarle contemporaneamente ad altri concorsi. Si invitano gli insegnanti a suggerire i temi promuovendo elaborati anche con titolo personale specifico.

– Si invitano i Poeti le cui poesie sono state premiate o segnalate nell’ultima edizione del Premio, a non partecipare alla medesima Sezione che li ha visti vincitori, nell’edizione in corso; nel caso, le poesie non verranno prese in considerazione. Possono partecipare ad altre Sezioni.

– È ammesso partecipare a più Sezioni esclusivamente con l’invio di e-mail o plichi separati.

– Gli elaborati inviati non verranno restituiti. Non saranno presi in considerazione gli invii non in regola con il presente bando.

Le decisioni della Giuria non saranno rese note in alcun modo prima della cerimonia di premiazione, prevista per domenica 18 maggio 2014, alle ore 10.00, presso l’Auditorium “San Barnaba” di Brescia, Piazzetta Arturo Benedetti Michelangeli. Si ringrazia l’Amministrazione Comunale di Brescia per la gentile concessione.

– Saranno contattati in tempo utile i partecipanti le cui poesie sono state insignite di un riconoscimento.

I premi assegnati alle poesie saranno resi noti il giorno della premiazione e dovranno essere ritirati personalmente dai poeti interessati. È prevista la possibilità di delega scritta ad un sostituto che dovrà comunque essere presente alla cerimonia di premiazione.

I premi non verranno consegnati diversamente. Nel caso di poeti residenti all’estero, la situazione sarà valutata caso per caso

– L’operato della Giuria è, sotto tutti i punti di vista, incontestabile, insindacabile e inappellabile.

– L’organizzazione si riserva la facoltà di pubblicare l’antologia delle opere selezionate dai Giurati. L’antologia è il documento ufficiale della manifestazione e funge da verbale. Nel caso in cui non dovesse essere pubblicata, verrà diramato il verbale con le decisioni della Giuria.

– La partecipazione al Premio presuppone l’accettazione della trattazione e dell’inserimento dei propri dati personali in un indirizzario ai fini organizzativi, nel rispetto della normativa vigente; l’accettazione della pubblicazione in ogni sua forma; implica altresì la piena accettazione del presente bando. 

Per ulteriori informazioni è possibile contattare la Segreteria del Premio all’indirizzo e-mail: associazionesidus@virgilio.it.

Non è possibile utilizzare numeri di telefono degli anni passati, non più autorizzati a fornire informazioni in merito al Premio.

Per i Poeti che non potessero accedere all’e-mail, è possibile inviare richiesta scritta di informazioni all’indirizzo dell’Associazione.