I segreti di Pinocchio

Si è parlato di ‘Pinocchio’ e dei segreti del suo successo senza tempo alla Biblioteca comunale Ariostea di Ferrara con Daniela Cappagli in diretta video sul canale youtube della biblioteca.

Pinocchio ha 140 anni. La frase suona strana eppure è uno dei libri più noti al mondo. Ancora oggi è molto letto nei più di 200 idiomi in cui è stato tradotto ed ha superato con lode l’usura del tempo e delle mode così da conquistarsi un posto d’onore nella letteratura classica.
Le avventure di Pinocchio, poi, sono state ispirazione di versioni teatrali, cinematografiche, di cartoni animati, di fumetti, di sculture, di opere grafiche e persino di murales. Pinocchio e gli altri protagonisti – da Geppetto a Lucignolo al Grillo Parlante, da Mangiafoco al Gatto e la Volpe, alla Fata turchina – sono entrati nell’immaginario collettivo a simboleggiare comportamenti, vizi e virtù. Ma qual è il segreto del suo successo? Perché il burattino nato dalle mani di Geppetto è diventato così popolare? In lui il lettore si immedesima e per dirla con Benedetto Croce, Collodi ha creato “un libro umano, che trova le vie del cuore” o ancora, citando Benigni, la favola di Pinocchio è “per quei bambini che vanno dai 4 agli 80 anni”, scritta in modo coinvolgente, veloce e immaginifico.

Insomma Pinocchio piace ed è piaciuto a intere generazioni. Ne riparliamo ancora oggi dopo quasi un secolo e mezzo dalla pubblicazione del primo episodio della storia sul Giornale dei bambini nel 1881.

Alessandro Zangara (anche per l’immagine)

Streaming Drama di Casa Shakespeare sul web

Si alza il sipario ai Filippini, ma si va in scena sul web. “Abbiamo rapito William Shakespeare. Sta bene, è in buone mani. Solo, avevamo altri programmi per lui”. Così Casa Shakespeare dà il via alla sua terza stagione, mescolando le carte in tavola. E, viste le limitazioni e i teatri ancora chiusi al pubblico, trasformando il Bardo in una star virtuale, con spettacoli studiati e prodotti appositamente per il web. Riscrittura, quindi, ma anche innovazione nella drammaturgia, sceneggiatura e scenografia. Fino all’11 marzo sarà la piattaforma Zoom ad ospitare ‘Romeo & Juliet’, ‘Midsummer – Il sogno del Teatro’ e ‘Othello’, il giovedì alle ore 10 per le scuole e alle 19 per il resto del pubblico. Produzioni in inglese originale e italiano di accompagnamento. Dopodichè il Bardo lascerà il posto a Dante, per 3 giornate dedicate al 700° anniversario della sua morte. Sempre agli stessi orari, il 24 marzo verrà proposto l’Inferno e nei giorni a seguire Purgatorio e Paradiso. I biglietti sono già in vendita sul sito http://www.casashakespeare.it. Per lo spettacolo di Romeo e Giulietta, visto l’avvicinarsi di San Valentino, è previsto un ticket di coppia.

Streaming drama’, ovvero parole e codici contemporanei per mettere in scena una delle arti più antiche del mondo, il teatro, ha il patrocinio di Comune di Verona, Provincia di Verona e Regione Veneto, oltre al sostegno di Fondazione Zanotto e Fondazione Cariverona.
Il calendario della rassegna è stato presentato dall’assessore alla Cultura Francesca Briani insieme al direttore generale di Casa Shakespeare Solimano Pontarollo e al nuovo direttore artistico, Andrea De Manincor. Un sodalizio che si è stretto per cogliere le nuove opportunità.
“Anche in questo momento, per niente felice per la cultura, il teatro e gli spettacoli dal vivo – ha detto Briani -, Casa Shakespeare non smette di stupire e di creare opportunità, con un nuovo sodalizio e una programmazione completamente inedita. Al centro del lavoro non solo Shakespeare ma anche Dante e l’importante anniversario che stiamo festeggiando. Per i 700 anni dalla morte del Sommo Poeta il territorio ha risposto in maniera entusiasta e multidisciplinare. Una promozione e una programmazione che vogliamo diventino permanenti perché Verona è una delle tre città dantesche. Nell’ultimo anno è stato fatto un grande lavoro di coinvolgimento delle compagnie e degli artisti veronesi, che hanno partecipato all’Estate Teatrale e al Dante’s Box, una vicinanza e un supporto che vogliamo continuare a dare per continuare a costruire insieme”.
“Crediamo nelle potenzialità e nella ricchezza culturale del nostro territorio – ha spiegato Pontarollo -, ecco perché siamo sempre alla ricerca di nuove sfide. Anche in periodi difficili come questo nascono le opportunità. E, infatti, nel 2020 abbiamo assunto due nuove persone a tempo indeterminato, raddoppiando i posti fissi e creando nuove collaborazioni artistiche. La sofferenza di questo momento è anche una grande responsabilità ad essere propositivi. Gli spettacoli dal vivo in streaming sono un frutto che manterremo anche quando si tornerà in presenza”.

Questa nuova formula che abbiamo studiato non ha precedenti – ha concluso De Manincor -. Tanta innovazione, riscritture e lingua originale, proprio come succedeva una volta quando gli attori avevano a disposizione uno scrittore. L’italiano farà da accompagnamento, almeno uno dei protagonisti infatti parlerà nella nostra lingua per condurre il pubblico durante l’intero spettacolo”.

Roberto Bolis

Restaurata Porta Nuova a Verona

Porta Nuova a restauro finito

La bellezza di Porta Nuova dopo il restauro lascia senza fiato. Così, i veronesi, non l’hanno mai vista, tant’è che questo è il primo vero intervento conservativo realizzato su tutto il manufatto negli ultimi decenni. I lavori più recenti risalgono infatti a più di 20 anni fa, limitati alla pulizia dei paramenti e al disboscamento delle erbacce.

Porta Nuova a restauro finito

A settembre erano stati tolti i teli dalla facciata del monumento che guarda verso il corso, oggi è stata la volta degli altri tre lati, pronti per mostrarsi ai cittadini e ai turisti che presto torneranno a Verona. I lavori del corposo restauro che ha interessato la principale porta d’ingresso cittadina sono infatti definitivamente finiti. Iniziati ufficialmente nell’ottobre 2019, avrebbero dovuto concludersi entro l’estate scorsa. Tuttavia, lo stop forzato causato dal Covid e le limitazioni imposte dalla pandemia, hanno ritardato solo di qualche mese la consegna dell’opera, grazie anche ad una forte accelerata sui tempi del cantiere.

La Porta di ingresso alla città è stata protagonista del primo restauro con sponsor realizzato su un monumento cittadino. Una formula che, per effetto del Decreto legislativo del 18 aprile 2016 (articoli 19 e 115), ha permesso all’Amministrazione di avvalersi della formula della ‘sponsorizzazione tecnica’, ottenendo così il restauro completamente gratuito dell’edificio storico, per un’operazione a vantaggio dei veronesi ma anche dei turisti. Il tutto, a costo zero per il Comune.

Foto di gruppo di Sindaco, Assessori e Soprintendenti davanti alla Porta

Le spese del restauro sono state infatti a carico del Raggruppamento temporaneo che si è aggiudicato il bando per la sponsorizzazione tecnica riguardante l’intervento di Porta Nuova, con a capo la ditta The Media S.r.l., leader a livello nazionale nel settore sponsor, Tieni Costruzioni 1836 S.r.l. incaricata dell’esecuzione dei lavori e DMA Associati S.r.l. per la parte dei servizi tecnici.

Circa un milione di euro il costo dei lavori, progettazione compresa. Un restauro complesso e minuzioso, che non ha risparmiato nemmeno un centimetro della Porta. Dalla rimozione delle erbacce e delle sterpaglie presenti tra i muri e sul tetto, alla rimessa in pristino delle masse lapidee, dalla sigillatura al restauro conservativo, fino alla ripresa del colore naturale delle murature, ogni piccolo intervento ha contribuito al risultato finale.

Un ruolo da protagonista nel restituire splendore al monumento l’avrà poi l’illuminazione. Le luci infatti, pur tenendo conto delle peculiarità specifiche di Porta Nuova, sono state progettate per diventare elemento di design, con installazioni realizzate apposta per Verona. Viste le peculiarità storico e artistiche del monumento, il progetto di conservazione e valorizzazione è stato vagliato dalla Soprintendenza, che ne ha seguito l’evoluzione per gli aspetti di competenza.

Porta Nuova prima dei restauri

Completata la parte esterna, l’attenzione può spostarsi all’interno, più di 3 mila metri quadrati di superficie da ripulire e riprogettare, per rendere la Porta omogenea e usufruibile, attraverso un progetto che la renda visitabile in sicurezza, tetto compreso.

Un recupero davvero bellissimo e naturale, che ha ridato a Porta Nuova il suo antico splendore ma preservandone le caratteristiche originali – ha detto il sindaco-. E’ un intervento a cui tenevamo parecchio e che abbiamo realizzato nonostante i mesi di difficoltà legati alla pandemia. Anche questo è un segnale di ciò che stiamo facendo per restituire ai veronesi e ai tanti turisti che arriveranno una città sempre più bella e fruibile. Ricordo che erano davvero decenni che non si interveniva su questo monumento, negli anni passati ci si limitava a qualche pulizia o a liberare la Porta dalle erbacce. Questo è uno dei simboli cittadini, il biglietto da visita per chi arriva a Verona, era impensabile lasciarlo nell’incuria. Valore aggiunto del progetto è che, grazie alla formula della sponsorizzazione, non è costato un euro all’Amministrazione. Ora possiamo concentrarci su come renderla fruibile e valorizzarla ancora di più”.

“Dopo un breve stop forzato durante il lockdown, i lavori su Porta Nuova sono ripresi spediti per recuperare il tempo perso – spiega Zanotto, assessore ai Lavori Pubblici-.E’ stato fatto un lavoro senza precedenti, tenendo conto che avevamo a che fare con un monumento di elevato pregio e per il quale sono state necessarie le dovute cautele. Stiamo giù ragionando sugli interni, su come procedere per un restauro che riguardi Porta Nuova nella sua totalità, l’ideale sarebbe utilizzare la formula della sponsorizzazione anche per questi spazi. L’obiettivo finale è certamente quello di aprire il monumento al pubblico”.

Quando un anno fa sono arrivato a Verona, la Porta era già impacchettata per il restauro – ha aggiunto il soprintendente Tinè-. Oggi la vediamo finalmente sgombra dai ponteggi, che tuttavia hanno consentito un lavoro davvero curato, filologico, complicato, che è stato strettamente seguito dai nostri funzionari insieme al Comune e alle ditte incaricate. Condivido la prospettiva dell’Amministrazione di farla diventare di nuovo ‘porta’, una sorta di hub veronese in cui si prende contatto con la storia della città”.

Roberto Bolis (anche per le fotografie)

Al via il bando per ‘Movin’Up Spettacolo-Performing Arts’

Movin’Up Spettacolo-Performing Arts è un bando rivolto a giovani creativi e creative tra i 18 e i 35 anni di età che operano con obiettivi professionali e che sono stati ammessi o invitati ufficialmente all’estero da enti pubblici e/o privati, istituzioni culturali, festival, organizzazioni internazionali, istituti di formazione e perfezionamento per esperienze di residenza e/o produzione, co-produzione, circuitazione/tournée, formazione, promozione e visibilità (concorsi, residenze, corsi e seminari, workshop, stage, spettacoli, etc.).

L’edizione 2020/2021 del programma viene realizzata grazie alla rinnovata partnership fra Ministero per i Beni e e le Attività Culturali e il Turismo – Direzione Generale Spettacolo e GAI – Associazione per il Circuito dei Giovani Artisti Italiani, insieme con la Regione Puglia, per il tramite del Teatro Pubblico Pugliese Consorzio Regionale per le Arti e la Cultura, e GA/ER – Associazione Giovani Artisti dell’Emilia-Romagna.
Giunto alla sua
XXII edizione, Movin’Up ha come obiettivi fondamentali:
favorire la partecipazione di giovani creativi e creative a qualificati programmi di formazione, ricerca, produzione, residenza artistica, circuitazione organizzati da istituzioni estere che offrano reali opportunità di crescita professionale; supportare i processi creativi e/o produttivi più interessanti dal punto di vista dell’innovazione, della multidisciplinarietà e del confronto internazionale; promuovere il lavoro degli artisti e delle artiste italiani in ambito internazionale attraverso reali occasioni di visibilità e di rappresentazione della loro attività.
L’iniziativa, realizzata attraverso lo stanziamento di un fondo annuale, permette agli artisti e alle artiste di richiedere un sostegno per un’esperienza di mobilità artistica all’estero e di internazionalizzazione della propria carriera professionale. Il supporto di Movin’Up si configura come premio a copertura – totale o parziale – dei costi vivi sostenuti dai/dalle giovani emergenti per la realizzazione dei progetti selezionati, nelle varie destinazioni a livello mondiale.

Nella nuova sessione 2020/2021, i settori artistici ammessi afferiscono all’Area Spettacolo e Arti Performative: Musica, Teatro, Danza, Circo contemporaneo.

Verranno prese in considerazione le attività all’estero con inizio e/o svolgimento compreso tra il 1 luglio 2020 e il 30 giugno 2021.

Grazie alla partecipazione dell’Associazione GA/ER all’edizione 2020/2021 del concorso, una quota specifica di sostegno economico sarà riservata ad artisti e artiste under 35 (singoli e/o in collettivo) nati o residenti in Emilia Romagna.

Inoltre, quale valore aggiunto, in sede di valutazione verrà data particolare attenzione ai progetti all’estero che prevedono ritorni e ricadute nella Regione Emilia Romagna (tappe delle tournée, spettacoli e presentazioni, workshop o co-produzioni correlate, etc.).
Il concorso è aperto a tutti gli artisti e le artiste che operano con obiettivi professionali nell’ambito dello Spettacolo e delle Arti Performative, rispondenti ai requisiti in elenco:
età compresa tra i 18 e i 35 anni compiuti (ovvero che non abbiano ancora compiuto il 36° anno di età) alla data di scadenza del Bando (nel caso di gruppi, tutti i componenti candidati devono rispettare il criterio anagrafico rientrando nella fascia d’età indicata);
nazionalità italiana o residenza in Italia da almeno un anno alla data di presentazione della domanda (da autocertificarsi in fase di candidatura); nel caso di gruppi, tutti i componenti candidati devono rispettare il criterio di nazionalità/residenza rientrando nella fascia d’età indicata.

La domanda di partecipazione deve essere presentata direttamente dall’artista o, in caso di gruppo, da uno dei componenti quale referente; tutti gli artisti e le artiste richiedenti un contributo economico a copertura delle spese (singoli o in gruppo) devono possedere i requisiti di ammissione sopra elencati e compilare la sezione anagrafica dell’application form.
La candidatura può riguardare attività di: residenza e/o produzione, co-produzione, circuitazione/tournée; formazione; promozione.

La Commissione sulla base degli elementi presentati nella candidatura valuterà la tipologia principale di appartenenza di ciascuna richiesta.

Fermi restando i principi costitutivi del progetto Movin’Up contenuti nel Bando, alla luce della mutevole situazione internazionale connessa all’emergenza epidemiologica da Covid-19 e delle conseguenti misure di contenimento emanate dai Governi di ciascun Paese, il concorso per l’anno 2020/2021 prevede disposizioni aggiuntive per la completa ed efficace attuazione dei progetti selezionati.

A tal scopo, se compatibile con la natura dei progetti artistici e relativamente al periodo di vigenza delle misure di contenimento dell’emergenza Covid-19, è consentito svolgere una o più fasi da remoto e/o in via telematica, mediante l’utilizzo di strumenti di video-tele conferenza, a condizione che tali attività siano funzionali alla piena realizzazione delle esperienze internazionali e vengano registrate nell’apposito resoconto che dovrà essere trasmesso in sede di rendicontazione finale.

In tal senso, in caso di progetti che per loro natura permettano questa forma, sarà possibile svolgere online le attività riguardanti la produzione / la formazione / la ricerca / la residenza / la presentazione dei risultati, fermi restando la collaborazione continua con l’ente invitante-partner straniero e la possibilità di incontro fisico con questi soggetti nonché di completamento dei programmi con la permanenza all’estero.
I dettagli di realizzazione progettuale e raggiungimento degli obiettivi, sia in presenza sia a distanza, dovranno essere esplicitati all’interno del Dossier di candidatura.
Le fasi progettuali effettuate a distanza dovranno inoltre essere opportunamente relazionate e documentate in formato digitale all’interno della rendicontazione da consegnare al termine dell’esperienza, a restituzione dell’attività realizzata e per l’erogazione del sostegno assegnato.

Eventuali rimodulazioni – non contemplate a priori – delle tempistiche e/o delle attività, che si rendessero necessarie successivamente alla selezione dei beneficiari per comprovate cause legate all’emergenza sanitaria COVID-19, verranno analizzate dalla Segreteria Nazionale GAI nel merito delle singole casistiche, al fine di valutarne l’ammissibilità e di individuare, ove possibile, soluzioni utili a mantenere il sostegno economico per lo svolgimento dell’esperienza all’estero.

Il bando di concorso Movin’Up 2020/2021 prevede la seguente sessione unica di candidatura:

Sessione 2020/2021 – scadenza per la presentazione delle candidature venerdì 19 marzo 2021 ore 12.00 (ora italiana): verranno prese in considerazione le domande per le attività all’estero con inizio e/o svolgimento compreso tra il 1 luglio 2020 e il 30 giugno 2021.
Retroattività:
A) Nel caso di progetti che rientrino nell’intervallo segnalato ma che abbiano preso avvio in tempi antecedenti, verranno prese in considerazione le attività e le spese realizzate esclusivamente nel periodo di competenza della sessione, ovvero a partire dal 1 luglio 2020.
B) Sono candidabili anche progetti che rientrino nell’intervallo temporale segnalato (1 luglio 2020 – 30 giugno 2021) e che alla scadenza del bando risultino già iniziati e/o già conclusi. Secondo quanto previsto dal regolamento, in caso di selezione il premio Movin’Up verrà erogato sotto forma di rimborso delle spese sostenute nel periodo di competenza della sessione per la realizzazione del progetto vincitore. Tale erogazione avverrà necessariamente sulla base di una dettagliata rendicontazione che comprende la presentazione dei documenti giustificativi in originale dei costi sostenuti e di una esaustiva relazione sul progetto realizzato, in assenza dei quali il premio non potrà essere erogato.
La Commissione si riunirà nelle settimane successive alla scadenza di candidatura e i risultati verranno resi pubblici entro la fine del mese di Aprile 2021 al termine delle procedure di verbalizzazione, secondo i tempi tecnici necessari e i calendari lavorativi disponibili.
Saranno accettate solo ed esclusivamente le candidature presentate on-line tramite il sito
www.giovaniartisti.it. Info: gai@comune.torino.it; www.giovaniartisti.it

Alessandro Zangara

Il nuovo singolo di Noa

Esce il 12 febbraio 2021 su tutte le principali piattaforme digitali della musica il nuovo singolo di Noa! La cantante internazionale ha scelto uno standard del jazz che rappresenta il suo desiderio di comunicare al mondo l’Amore, necessario, indispensabile e insostituibile specialmente in questa fase critica della storia degli esseri umani. MY FUNNY VALENTINE, congeniale celebrazione per la ricorrenza del giorno degli innamorati, è il primo singolo ad anticipare l’album AFTERALLOGY, realizzato nel suo studio in epoca pandemica insieme al chitarrista Gil Dor, col quale collabora da oltre trent’anni.

 “Questa è in assoluto la mia canzone preferita – afferma Noa – credo di averla eseguita centinaia di volte fin dal primo giorno della mia carriera ed è incredibile come ogni volta che la canto scopro qualcosa di bellissimo in essa, come i sentimenti e il modo speciale in cui è stata scritta. Credo inoltre che sia un brano molto rilevante per i nostri tempi: oggi ognuno lavora per essere artificialmente perfetto e adeguato in una società che si basa esclusivamente sull’apparenza; questa canzone invece sembra ripetere ‘Ti amo per quello che sei e perché interessa quello che c’è dentro di te’. Si tratta dell’amore puro e vero, di qualcuno cioè che ci accetta per quello che siamo realmente, ed è per questo che ho pensato che il miglior modo per interpretarla non fosse quello di ‘sporcarla’ con virtuosismi o arzigogoli vocali ma quello di seguire una linea vocale semplice che mettesse in risalto l’emozione specifica sprigionata dall’essenza del brano. E anche il finale, che ogni volta che lo ascolto mi provoca un grande struggimento melanconico, è stato naturalmente generato dalle nostre improvvisazioni sentimentali e non poteva riuscire meglio insieme a Gil, anche in virtù della nostra longeva collaborazione. Queste sono sensazioni che vengono generate da posti molto profondi e lontani e che hanno il merito di unire una moltitudine di esseri umani diversi tra loro attraverso l’ascolto di una stessa canzone, nel cuore dei cuori di tutti”.

Nell’intero progetto discografico, solo voce e chitarra, in uscita a fine aprile, sono stati selezionati brani di autori, poeti e compositori vicini a Noa per stile, pensiero e contenuti: tra questi Cole Porter, Lea Goldberg, Pat Metheny, Leonard Bernstein, Rodgers & Hammerstein e molti altri. Un dialogo continuo tra Noa e Gil che, a distanza di decenni, può confermare, come evoca lo stesso titolo dell’album, che “dopo tutto” loro due sono ancora qui, più presenti che mai…

Elisabetta Castiglioni (anche per la fotografia)

Guarì molti

V DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO -ANNO B -MARCO1,29-39

In quel tempo, Gesù,

29. uscito dalla sinagoga, subito andò nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. Nella quinta domenica del tempo ordinario la liturgia ci presenta una giornata “tipo” di Gesù:una guarigione in famiglia, il risanamento di molti malati, la preghiera solitaria e silenziosa, la sua partenza dalla città. Con Gesù ci sono i primi quattro discepoli, coloro che Egli aveva chiamato mentre, da comuni pescatori, lavoravano lungo le rive del lago di Tiberiade (o di Galilea). È sabato, giorno riservato a Dio. Dopo essere stato nella sinagoga con i suoi discepoli,Gesù esce e si avvia con loro verso la casa di Pietro. Dal Vangelo di Giovanni, sappiamo che Simon Pietro era originario di Betsaida (cr. Giovanni1,44: “Filippo era di Betsàida, della città di Andrea e di Pietro”). Sembra che si sia stabilito a Cafarnao,nella casa della suocera, dopo il matrimonio. Per la prima comunità cristiana la casa era il luogo dell’incontro liturgico e della catechesi. Da qui limportanza di essere riuniti insiemenella chiesa domestica: la casa.

30. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei.Gesù si trova davanti alla suocera di Pietro che è malata. Il verbo greco utilizzato da Marco indicache la suocera era stata colpita da una malattia grave, per cui aveva anche la febbre. L’intervento di Gesù è pertanto di vitale importanza: non si trattadi una indisposizione passeggera, ma di pericolo di vita.Subito gli parlarono di lei”: gli apostoli si rivelano preoccupati per la vita di questa persona cara. Gesù ascolta il grido di aiuto che gli rivolgiamo per il bene dei lontani, ma anche deivicini: Egli ha a cuore tutto ciò che anche a noi sta a cuore.

31. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva.Il miracoloavvienein un contesto familiare, caso unico nei vangeli. Marco non riferisce alcun dialogo: la donna non parla, Pietro non parla, i discepoli non parlano, Gesù non parla. Ci sono solo verbi di azione: Gesù si avvicina, la prende per mano,la tocca senza paura di farsi contagiare,la fa alzare (il verbo è lo stesso usato per la risurrezione): gesti di grande tenerezza e umanità. Agiscedi sua propria forza, non fanessuna invocazionee nessuna preghiera.La suocera si trova improvvisamente guarita. La prova della guarigione è il fatto che si mette a servire gli ospiti. Come con la suocera di Pietro, Gesù si china sul nostro male e ci fa rialzare, grazie allinvocazione della comunità che, in maniera corale, implora la guarigione.La fece alzare:luomo in posizione eretta indica che ha dignità. Guarire vuol dire essere in grado di dare, di servire, di poter continuare ad amare. Nella lotta contro il male e la malattia non siamo soli: Gesù ci tiene per mano, fino a quando entreremo nel Regno dove “non ci sarà più la morte, né il lutto, né il lamento, né il dolore, quando Dio asciugherà le lacrime dai nostri occhi” (cfr. Apocalisse 21,4 Isaia 25,8). La guarigione è finalizzata al bene della persona ed è un dono per mettersi ancora a servizio degli altri.Noi, piccoli e finiti, siamo sorretti da Dio grande ed infinito, che ama la vita, non la morte, che ci rialza e ci restituisce il vigore per continuare a servire. Con questo miracolo Dio manifesta la sua volontà di salvezza verso l’uomo.

32. Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti imalati e gli indemoniati.

33. Tutta la città era riunita davanti alla porta.

Marco riassume tutti gli avvenimenti come se fossero accaduti in una solagiornata.Nel giorno di sabato gli ebrei dovevano astenersi da tutti i lavori. Il giorno era considerato terminato dopo il tramonto del sole, allo spuntare della prima stella. Terminato il sabato, dopo il tramontoappunto,la gente porta a Gesùgli ammalati e i posseduti, perché Eglili risani.Queste categorie di persone sono le più escluse, considerateimpure dalla religioneed emarginate dalla comunità. Secondo la mentalitàdellepoca, erano rifiutate anche da Dio.Gesù accoglie tutti, risana, riammette nella comunità. La guarigione, anche in questo caso, è finalizzata alreinserimento nella vita sociale, perché siamo creati per la comunione e per vivere insieme nellaiuto scambievole. La notizia della guarigione della suocera di Pietro si era ormai diffusa e tutti sperano di ottenere lo stesso risanamento. Gesù guarisce, prega, annuncia. Si lascia commuovere dal dolore del mondo, si lascia interpellare dalla sofferenza delle persone. Risanando i malati e gli indemoniati consente il reinserimento nella vita sociale e il recupero della piena dignità. Come sui malati di Cafarnao, Gesù posa il suo sguardo anche sul nostro male, fisico, morale o spirituale che possa essere. Dobbiamo avere fiducia che Egli interviene sempre. Quando noi ci aspetteremmo soltanto una guarigione fisica ed esteriore, Egli scava più a fondo e radica il suo intervento in profondità: sanare ilcuore dalla solitudine, dallo scoraggiamento, dalla depressione, dal non senso,vale più di mille guarigionidel corpo.Andiamo anche noi da Gesù per presentargli le nostre infermità. Egli èpronto a guarirci con la grazia della sua misericordia, già innestata in noi con ilBattesimo. Consideriamo spesso che siamo dei salvati inviati a salvare, come prolungamento della carità di Cristo stesso.

34. Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano.Marco fa notare che tanti ammalati vanno da Gesù, ma Egli non risana tutti, ma “molti”. Gesù manifesta il Regno di Dio, ma non è sufficiente avvicinarsi a lui,costretti da unproblema. Ci vuole la convinzione e la fede che Lui è il Signore!.

35. Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava.Marco evidenzia Gesù orante: è la preghiera solitaria e notturna la forza per l’attività diurna, per il suo spendersi a favore dei bisognosi, per la predicazione del Regno, per il compimento della sua missione.Conla preghiera, Gesù tiene vivo il suo rapporto con il Padree il senso delsuo spendersi per gli altri.Gesù cerca il tempo e cerca il luogo adatto per parlare con il Padre suo e nostro. Oltre alla preghiera quotidianae a quella prescritta (era appena stato in quel giorno di sabatonella sinagoga),sente necessità della preghiera personale, senza distrazioni e senza testimoni.Se anche noi avessimo questa sete di stare a tu per tu con Dio, attingeremmo da Lui la sorgente inesauribile di gioia inestinguibile. Inventiamo spazi per riossigenare la nostra anima, riserviamoci tempi per dire a Dio che prima di tutto viene Lui!Ancoriamo la vita in Dio così nessunaforza contraria potrà mai abbatterci.

36. Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce.

37. Lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti cercano!».Gesù si spende per tutti, ma sa recuperare le energie spirituali nella preghiera solitaria. I discepoli, però, non capiscono il suo atteggiamento e lo invitano a tornare in mezzo alla gente che lo cerca, lo acclama, lo desidera.Perché andarsene nel momento della fama, della gloria?Non capiscono le sue scelte, non è come se lo immaginavano.È il primo caso di incomprensione tra Gesù e i discepoli.Gesù supera il ragionamento umano con la premuradivina di rispondere ai bisognidi tutti gli uomini, non solo di un piccolo gruppo. Anche noi dobbiamo stare attenti a non lasciarci lusingare dalla logica umana.Dobbiamo purificare con la preghiera le scelte da compiere in modo che siano secondo la volontà del Padre.

38. Egli disse loro: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!».Gesù non cerca il successo personale, non si esalta per l’acclamazione della folla, non èvenuto per una sola piccola porzione di persone. Egli allargail suo raggio di azione a tutti i luoghi e a tutte le genti. Non può limitarsi: deve predicare altrove. Gesù guarda sempre oltre, abbraccia tutti, cerca i lontani, si preoccupa di coloro che sono dimenticati da tutti.Sentiamoci sempre avvolti da questa sollecitudine di Cristo che ci cerca ovunque e che nel fare questo ci rivela il Padre, per il quale ognuno di noi è un figlio unico, degno di essere cercato, accolto, amato, salvato!

39. E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni.L’azione di Gesù partedalle sinagoghe,porta il suo messaggioproprio al popolo ebreoper primo. Il brano termina con l’indicazione di Gesù pellegrino per le strade della Galilea. Lo vediamo instancabile nell’annunciare l’amore di cui ognuno è oggetto da parte di Dio. Impariamo da Gesù ad accostarci alle persone che sono nella malattia, nella sofferenza, nella prova per sostenerle con la nostra vicinanza, con la preghiera, con l’intercessione, con un cuore capace di condividere, di comprendere, di incoraggiare,di confidare nella forza delSignore sempre accanto a ciascuno di noi.Impariamo da Gesù a vivere sempre in intima orante sintonia con la volontà del Padre, così saremo fecondi di bene per quanti ci accostano.

Suor Emanuela Biasiolo