Giffoni, il mito dei ragazzi di tutto il mondo

Giffoni Valle Piana è un tranquillo paese in provincia di Salerno, da cui si arriva in circa un’ora di tragitto verso le montagne in cui è incastonato, di poco meno di 12mila abitanti, a circa 200 metri sul livello del mare, con 15 frazioni. Famoso per il Giffoni Film Festival, ora Giffoni Experience, ha il merito di vivere la kermesse con assoluta normalità, ospitando per le sue caratteristiche viuzze le decine e decine di ragazzi da ogni dove, come se fossero gli ospiti più normali di una tranquilla estate. E la stessa impressione la si ha quando, invece, arrivano le autorità e i vip. Attesi da vigili e forze dell’ordine, oltre al patron Gubitosi, sono vissuti anch’essi con la totale normalità di chi è abituato a diventare protagonista per una manciata di giorni senza con questo sconvolgersi la vita. “È un ministro, non ho capito chi, ma un ministro di certo”, si sente commentare nei bar.

Sono sconvolti, di solito, coloro che arrivano a Giffoni. La trepidazione dell’attesa per l’accettazione della domanda; il sentirsi parte di un tutto; poter vivere da protagonisti esperienze che commuovono anche gli adulti, tutto depone per andare a Giffoni Valle Piana e assaporare la tranquillità di un evento unico al mondo: il Festival del film per i ragazzi e, soprattutto, con i ragazzi. Un mondo che è fortemente campano nella sua accezione più verace: le persone si guardano negli occhi e si riconoscono, ti riconoscono, anche se ti hanno visto soltanto per un paio di minuti, non sanno chi sei, ma vogliono conoscerti come persona, indipendentemente dal fatto che, probabilmente, non ti rivedranno più. Da questo si capisce che Giffoni Experience, certo idea di una persona speciale, poteva crescere soltanto lì nel modo in cui è diventato il sesto festival cinematografico al mondo.

Oggi, nell’ambito del Festival, è in programmazione “Teen Titans GO! Il Film”, il film su una squadra di adolescenti supereroi della serie animata Dc Comics e Warner Bros, la cui anteprima è dedicata ai giurati e ai giffoners della 48esima edizione della manifestazione. Il film sarà nelle sale italiane soltanto il prossimo 6 settembre. E naturalmente non è l’unica anteprima. Ieri, ad esempio, è stato il momento, molto atteso, di Jeremy Irvine, classe 1990, che ha presentato “Mamma Mia! Ci risiamo”, anch’esso nelle sale il prossimo 6 settembre. Celebrativo del decennale del famosissimo “Mamma Mia!” campione d’incassi (600 milioni di dollari) in tutto il mondo, il nuovo film, che vede Irvine nel ruolo di Sam, è ambientato ancora nell’isola greca di Kalokairi, ancora con le canzoni degli Abba, ancora con Meryl Streep nei panni di Donna, Julie Walters sarà ancora Rosie e Christine Baranski ancora Tanya, accanto a Pierce Brosnan, Stellan Skarsgard, Colin Firth e altri.

Interessante anche il nutrito programma “Street Fest” che coinvolge strade, piazze, giardini in giochi di colori, di magliette, di pesci penzolanti (il tema Giffoni di quest’anno è l’acqua), di doppia F dappertutto e di bambini e adolescenti carichi di gioia inimmaginabile. Non manca il programma per gli adulti, in questo caso genitori, con nove workshop che possono aiutarli a comprendere i linguaggi delle nuove generazioni attraverso le musiche indie e rap che stanno spopolando nelle classifiche e nei gusti degli adolescenti. È la prima volta che Giffoni Experience dedica un programma di questo tipo ai genitori, chiamandolo Parental Experience, sezione creata appositamente per le famiglie. L’idea è di avvicinare sempre più il mondo degli adulti a quello dei ragazzi, perché Giffoni sia un ponte generazionale e non un’ennesima modalità di identificare i giovani come una bolla chiusa in un mondo impenetrabile. Inoltre, alcuni artisti di oggi hanno molto in comune con i cantautori (che si ascoltano moltissimo ancora) di quando i genitori di oggi erano ragazzi, con grande spazio alla parola e al suo significato profondo, così ricercato forse in maniera inconsapevole dalle nuove generazioni che hanno quanto mai bisogno di punti di riferimento e di esperienze reali, oltre al mondo del web che tanto conoscono. Coinvolgere i genitori è imperativo per i workshop, tenuti da esperti e protagonisti della scena musicale rap e indipendente, perché si tratti di formazione, ma anche di divertimento, tanto come accade a tutti i ragazzi coinvolti con Giffoni Experience, a vario titolo.

Alessia Biasiolo

 

 

 

I premiati Amnesty al Giffoni

E’ “Lucky Devils” di Verena Endtner (Russia, Svizzera, 2013) il film vincitore dell’undicesima edizione del premio “Amnesty Giffoni Film Festival”. A scegliere il lungometraggio che ha meglio affrontato e rappresentato il tema dei diritti umani e’ stata una giuria di soci e sostenitori di Amnesty International campani con la seguente motivazione: “Lucky Devils ci dimostra ancora una volta come l’arte e la cultura possano svolgere un ruolo fondamentale e piu’ incisivo della stessa politica nel progresso reale di una nazione. I bambini di San Pietroburgo ritrovano nel circo Upsala il diritto di sperare e sorridere, forse il vero primo e fondamentale diritto umano”. Per il quinto anno consecutivo, inoltre, la Sezione italiana di Amnesty International ha consegnato il premio Amnesty Corto Giffoni Film Festival, nell’edizione 2014 conferito a “Feathers” di Adriano Giotti (Italia, 2014). Il premio e’ stato scelto da una giuria composta da soci e sostenitori di Amnesty International dell’Agro Nocerino Sarnese con la seguente motivazione: “per la capacita’ di descrivere con poesia le forme inaspettate con cui il coraggio dei buoni puo’ emergere anche nelle condizioni di vita piu’ frustranti. Per il lieto fine realistico, che ci ricorda che l’umanita’ degli ultimi e’ piu’ forte degli schemi sociali su cui affonda le proprie radici il razzismo”. Nelle precedenti edizioni, il premio Amnesty Giffoni Film Festival e’ stato assegnato a “The Wooden Camera” di Ntshaveni Wa Curuli (2004), “Innocent Voices” di Luis Mandoki (2005), “Zozo” di Josef Fares (2006), “Rosso Malpelo” di Pasquale Scimeca (2007), “Heart of Fire” di Luigi Falorni (2008), “Skin” di Anthony Fabian (2009), “The story of me” di Luiz Villaça (2010), “Lost in Africa” di Vibeke Muasya (2011), “Stay” di Lourens Blok (2012) e “Mike says goodbye!” di Maria Peters (2012). Nelle scorse edizioni il premio Amnesty Corto Giffoni Film Festival e’ stato assegnato a “DisAbili” di Angelo Cretella (2010), “Hai in mano il tuo futuro” di Enrico Maria Artale (2011), “Heimatland” di Loretta Arnold, Andrea Schneider, Marius Portmann e Fabio Friedli (2012) e “Hollow Land” di Uri Kranot e Michelle Kranot (2013).

Amnesty International Italia