A tutti i lettori, i più sinceri auguri di lieto Natale!
Archivi categoria: Eventi culturali
Rubens. Adorazione dei pastori
Si rinnova anche quest’anno l’appuntamento natalizio con l’arte: le porte di Palazzo Marino a Milano si aprono dal 3 dicembre al 10 gennaio 2016 per ammirare uno dei maestosi capolavori di Pietro Paolo Rubens, una grande pala d’altare che raffigura l’Adorazione dei pastori, riscoperta come opera del pittore fiammingo nel 1927 dal grande storico dell’arte Roberto Longhi, folgorato dalla sua visione nella Chiesa di San Filippo Neri a Fermo e oggi conservata nella Pinacoteca Civica della città marchigiana.
Un dipinto grandioso che raccoglie la summa poetica di Rubens e che anticipa la nascita del Barocco.
Una occasione preziosa per celebrare le festività natalizie ammirando uno dei capolavori del maestro, e per ripensare ai legami di Milano con le Epifanie cristologiche.
Una grande opera proveniente da una piccola ma importante città, Fermo, a testimonianza delle innumerevoli eccellenze artistiche disseminate nel nostro Paese e molto spesso nelle località meno frequentate.
Patrocinata dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo e promossa da Comune di Milano, Intesa Sanpaolo – partner istituzionale – e con il sostegno di la Rinascente, l’iniziativa, organizzata anche quest’anno con la regia di Palazzo Reale, è realizzata insieme alla Città di Fermo – Pinacoteca Civica in collaborazione con le Gallerie d’Italia di Piazza Scala, curata da Anna Lo Bianco e organizzata in collaborazione con Civita.
L’ingresso alla Sala Alessi sarà libero e possibile tutti i giorni: i visitatori saranno ammessi in mostra in gruppi e accolti da storici dell’arte, coordinati da Civita, che faranno da guida nel percorso espositivo.
Il catalogo della mostra è edito da Marsilio.
Sala Alessi – Palazzo Marino
Piazza della Scala 2, Milano
Ingresso libero
Tutti i giorni dalle ore 9.30 alle ore 20.00 (ultimo ingresso alle ore 19.30)
Giovedì dalle h. 9.30 alle ore 22.30 (ultimo ingresso alle ore 22.00)
Info 800167619
Ombretta Roverselli
Lo strumento del diavolo all’Auditorium Montale di Genova
La Stagione dell’Auditorium E. Montale, dopo il grande successo dello precedente, si apre con “Lo strumento del diavolo”, da mercoledì 25 novembre alle ore 10.00, proposto per i ragazzi anche lo scorso anno in concomitanza con il 54° Premio Paganini.
Uno spettacolo di teatro-danza che gioca sul leggendario connubio violino-demonio. In veste allegra e scanzonata, diabolica e foriera di sventure, romantica e misteriosa, il violino si impone quale protagonista.
Un Diavolo decisamente originale tenta di “comprare anime” grazie ai poteri occulti e incantatori del suo strumento. Balzando tra un’epoca e l’altra lo seguiamo nei suoi tentativi di portare scompiglio nel mondo. Musica, letteratura, cinema e scienza: non c’è campo umano che il Demonio non tenti di corrompere e conquistare. Costruirà un violino per ogni occasione e lo vedremo alle prese con l’anima del bambino prodigio Mozart, con la mente logica e razionale del famoso detective Sherlock Holmes, con l’ingenuo romanticismo di Charlot, con il pensiero infinito di Albert Einstein e…
Lo spettacolo vuole svelare con ironico divertimento i segreti di uno strumento tanto affascinante quanto misterioso. Nel corso dei secoli gli sono state infatti attribuite proprietà sovrannaturali e spesso oscure. Nella letteratura trova ampio spazio il legame stretto tra uomo e maligno attraverso il violino: dai racconti popolari dei Grimm, passando per Histoire du soldat di Stravinskij fino ai fumetti di Dylan Dog. Le sue particolari sonorità hanno sedotto anche personalità di ogni epoca come Casanova, Mussolini, Chagall, Chaplin, Nixon e De André solo per citarne alcuni.
Con questa nuova produzione prosegue la collaborazione fra la Fondazione Teatro Carlo Felice e l’Istituto Giannina Gaslini. “Lo Strumento del Diavolo”, come già avvenuto con “Wagner Wagen” nel 2013 e “Sogno? Veglio? Deliro?” nel 2014, vede in scena giovani danza-attori dai 7 ai 16 anni accanto agli artisti del Teatro. Molti dei bambini provengono dal progetto TEATRO-DANZA BOX, Laboratori di Espressività Corporea Musicale che si svolgono dal 2010 presso il rinomato Istituto affiancando e integrandosi con l’attività terapeutica. I bambini vivono così l’esperienza unica di esibirsi da veri Artisti e la partecipazione al lavoro in Teatro diventa a tutti gli effetti parte integrante del percorso terapeutico.
Lo spettacolo replicherà Giovedì 26 alle ore 9.30 e alle ore 11.00; Venerdì 27 alle ore 10.00; Sabato 28 marzo alle ore 16.00.
Marina Chiappa
GardaMusei, i musei del Garda riuniti
Le tre sponde del lago di Garda accolgono ogni anno 22 milioni di visitatori, terzo polo turistico italiano in un territorio ricco di realtà spesso nascoste, poco visitabili, poco pubblicizzate. Così si è costituita una nuova ONLUS, per interessamento in primis di Giordano Bruno Guerri, che ha come soci fondatori realtà private come il Vittoriale degli Italiani di Gardone Riviera, l’Associazione Museo Mille Miglia di Brescia, la Fondazione Valle delle Cartiere di Toscolano, la Comunità Montana Parco Alto Garda Bresciano e MuSa, il museo di Salò, oltre ai comuni di Gardone Riviera, Salò, Toscolano Maderno. Alcuni nomi soltanto di una realtà ambiziosa che vuole portare ad incrementare il numero dei visitatori dei singoli musei, utilizzando finalmente la cultura come volano economico.
Guerri sottolinea come non esistano al mondo siti come quelli che hanno costituito il primo polo di Garda Musei: niente assomiglia al Vittoriale o al Museo della Mille Miglia, quindi come non sentirsi sconfitti se al Vittoriale (con largo incremento rispetto alle cifre degli anni passati) entrano soltanto duecentomila persone l’anno? Il potenziale su oltre venti milioni di turisti nella zone è altissimo. Quindi non soltanto le varie realtà devono consorziarsi per creare squadra e forza aggregante, spingendo su ipotesi all’avanguardia e occasione di nuovi posti di lavoro, ma anche guardare alle proprie realtà per migliorarne il servizio e l’offerta. È il caso del recente accordo stretto tra il Vittoriale e Regione Lombardia, con altri partner, per l’illuminazione notturna del Vittoriale, progetto che verrà realizzato a trance nei prossimi tre anni, per poter permettere a sempre più persone di visitare uno dei parchi più belli d’Italia anche nelle serate estive (e non solo), lasciando alla forte presenza turistica estiva il sole delle spiagge di giorno.
È solo uno degli esempi delle potenzialità di un territorio splendido che non ha nulla da invidiare a zone culturali più facilmente individuate nell’immaginario collettivo e che può diventare bacino d’utenza turistica più e meglio organizzata in futuro, grazie proprio ad iniziative come quella appena illustrata. Aspettiamo che il tutto non rimanga solo sulla carta o come momento di presentazione pubblica nella bella sala degli Affreschi del Palazzo della Provincia di Brescia.
Renato Hagman
Festival “Non c’è differenza” alla seconda edizione a Verona
Si terrà dal 27 novembre al 2 dicembre la seconda edizione del Festival “Non c’è differenza”, realizzato dal Teatro Scientifico – Teatro Laboratorio, con il patrocinio di Comune e Provincia, in collaborazione con Agsm, Banca Popolare e 1^ Circoscrizione. L’iniziativa è stata presentata dal consigliere comunale incaricato alla Cultura Antonia Pavesi. Presenti Luciano Zampieri della 1^ Circoscrizione, Giovanna e Isabella Caserta del Teatro Scientifico, Stefano Semolini della Banca Popolare e Nicoletta Ferrari di Dismappa. “Un’iniziativa importante – ha detto Pavesi – per parlare soprattutto ai giovani di uguaglianza. Per questo ringrazio il Teatro Scientifico che per il secondo anno ha realizzato un festival che sarà anche occasione di riflessione e interscambio di informazioni ed esperienze”.
Il programma prevede per il 27 novembre, a Santa Maria in Chiavica, alle ore 11 il laboratorio tattilo-braille gratuito per bambini, realizzato in collaborazione con l’Unione italiana ciechi e ipovedenti; alle ore 17 il reading “Monna Lisa e il velo”, racconto di Michela Pezzani tradotto in contemporanea da un interprete della lingua dei segni; alle ore 17.15 l’inaugurazione della mostra dello scultore Felice Tagliaferri e a seguire un momento conviviale.
Il 28 novembre, al Teatro Laboratorio, si terrà alle ore 17 la tavola rotonda “La disabilità vista e vissuta dalle donne” con Nicoletta Ferrari (Dismappa), Alessandra Marigonda (LIS), Lucia Dal Negro (ideatrice del progetto Voilà – De-LAB), Roberta Mancini (Presidente Unione Ciechi Verona), Serena Marchi (autrice di “Madri, comunque”), Francesca Marchi (mamma su carrozzina) e il moderatore Franco Guidoni. A seguire momento conviviale e “Disbattiti” con Luca Pighi, batterista e percussionista, che animerà i ritratti fotografici femminili realizzati negli ultimi anni da Nicoletta Ferrari per il progetto Dismappa.
Il 29 novembre, sempre al Teatro Laboratorio, dalle 15.30 alle 18 si terrà il laboratorio per bambini “Frankenstein. La Fabbrica dei mostri” per accompagnare i più piccoli alla scoperta e all’accettazione della diversità. Seguiranno alle ore 18.30 la proiezione di cortometraggi sul tema della differenza, un momento conviviale e alle 20 la visione di “Due volte genitori”.
Il Festival si concluderà il 2 dicembre, alle ore 21 sempre al Teatro Laboratorio, con lo spettacolo “L’essenza di Caino. Canto d’amore alla follia” di Alessandro Garzella, portato in scena dalla compagnia Animali Celesti/Teatro d’Arte Civile. L’ingresso ai vari eventi è di 1 euro, tranne per lo spettacolo di chiusura del festival.
Roberto Bolis
Mercatini di Natale a Verona
Da ieri, venerdì 20 novembre, a domenica 27 dicembre Piazza dei Signori e Cortile Mercato Vecchio ospitano, per l’ottavo anno consecutivo, i Mercatini di Natale a Verona, contrassegnati ancora una volta dalle caratteristiche casette in legno del “Christkindlmarkt” (mercatini di Natale di Norimberga). L’iniziativa, che è promossa dal Comitato per Verona (che vede Confcommercio As.co. Verona e Confesercenti Verona in prima linea) in collaborazione con il Comune, è stata presentata a palazzo Barbieri dall’assessore alle Attività economiche e Turismo Marco Ambrosini insieme al presidente del Comitato per Verona Luciano Corsi. Presenti il direttore di Confesercenti Fabrizio Tonini, il vicepresidente di Confcommercio Verona Paolo Artelio, i rappresentanti delle associazioni di volontariato, che esporranno i propri stand all’interno dei Mercatini.
“L’inaugurazione ufficiale si terrà sabato 21 alle 10 in piazza dei Signori -spiega Ambrosini- con l’accensione dell’Albero di Natale presente nella piazza, ma già da venerdì pomeriggio i Mercatini di Natale inizieranno l’attività con l’arrivo dei primi espositori. Inoltre da venerdì 4 dicembre prenderà il via anche il progetto “Verona si veste di luce”, con l’accensione delle luminarie nelle vie e nelle piazze del centro, per offrire alle migliaia di visitatori, che contiamo di confermare anche quest’anno, la magica atmosfera delle feste natalizie nella nostra città. Ringrazio il Comitato per Verona, e i suoi collaboratori, per l’impegno profuso nel migliorare anno dopo anno questa iniziativa”.
“Oltre 60 espositori, alcuni di spessore internazionale, proporranno prodotti tipici tradizionali artigianali -spiega Corsi- come addobbi in vetro, legno e ceramica, oltre alle consuete specialità gastronomiche e ai dolci natalizi. Per garantire la massima qualità all’evento e tutelare gli imprenditori che hanno aderito, gli stand proporranno prodotti rigorosamente diversificati, mentre la loro suddivisione tra le due piazze è stata pensata per distinguere le produzioni internazionali da quelle locali, valorizzate al meglio”. Nell’edizione 2014 sono stati circa un milione i visitatori che hanno visitato i Mercatini, rendendo di fatto Verona una delle capitali del Natale in Italia e generando un importante indotto per l’economia scaligera. Gli organizzatori, in questi mesi, hanno già ricevuto numerose richieste per visite guidate, a testimonianza dell’appeal dell’evento su scala internazionale. La manifestazione di Piazza dei Signori e Cortile Mercato Vecchio beneficia inoltre della collaborazione di Agsm, di Amia e dell’amichevole rapporto con Norimberga. L’evento rientra nel progetto “Natale a Verona e provincia”, la kermesse di appuntamenti e manifestazioni che registra quest’anno la partecipazione di un nutrito elenco di istituzioni, organizzazioni di categoria e importanti imprese, con oltre 1.200 aziende del territorio complessivamente coinvolte.
Roberto Bolis
Arte e diritti umani a Veronica Pivetti
Va a Veronica Pivetti, testimonial della campagna “Mai più spose bambine”, presidente della giuria del premio “Cinema e i diritti umani” alla 72ma Mostra internazionale del Cinema di Venezia e regista e co-autrice del film “Né Giulietta né Romeo”, il premio “Arte e diritti umani 2015” di Amnesty International Italia.
ll premio, istituito nel 2008, viene assegnato ogni anno da Amnesty International Italia a un testimonial dell’associazione che, attraverso la sua arte, ha contribuito a sensibilizzare e a mobilitare l’opinione pubblica sulle campagne in favore dei diritti umani. Negli anni scorsi, il premio è stato conferito ad Alessandro Gassmann, Modena City Ramblers, Giobbe Covatta, Paolo Fresu, Ivano Fossati, Antonio Pappano e Canzoniere Grecanico Salentino.
Veronica Pivetti ha ricevuto il premio “Arte e diritti umani 2015” questa mattina al cinema Barberini di Roma, in occasione dell’anteprima stampa del film “Né Giulietta né Romeo”.
“Siamo convinti che ‘Né Giulietta né Romeo’, con la sua delicatezza e ironia, potrà ridare spazio e dignità a temi che si cerca di nascondere sotto il tappeto, come il bullismo omofobo e più in generale i diritti delle persone omosessuali. Ci auguriamo che non solo il pubblico delle sale cinematografiche ma anche il mondo della scuola accolgano questo film con favore e interesse, avviando una profonda riflessione sul tema dei diritti nel nostro paese” – ha dichiarato Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia.
Per contrastare bullismo, omofobia e transfobia nelle scuole, Amnesty International Italia ha, già dallo scorso anno, lanciato due progetti paralleli.
Il primo s’intitola “Scuole attive contro l’omofobia e la transfobia” e si rivolge alle scuole secondarie di secondo grado. Vuole essere un luogo in cui studenti e professori di istituti diversi si incontrano per scambiarsi idee, proposte e azioni per migliorare il proprio ambiente scolastico e renderlo rispettoso dei diritti umani e libero da ogni forma di discriminazione e violenza.
Il progetto europeo “Stop Bullying!” unisce quattro sezioni nazionali di Amnesty International (Italia, Irlanda, Polonia e Portogallo) per combattere il bullismo e la discriminazione in 17 scuole europee, attraverso un’azione che favorisca la piena integrazione dei diritti umani in tutti i settori della vita scolastica. A Palermo, nell’ambito di tale progetto, si è recentemente svolto un campo giovani che ha visto la partecipazione di rappresentanti di tutte le scuole coinvolte per trovare assieme soluzioni possibili per contrastare il fenomeno e studiare modalità di attivazione replicabili nei diversi contesti di provenienza.
Amnesty International Italia
The Golden Stage al San Carlo di Napoli
Un cartellone che passa in rassegna i più illustri compositori di scuola napoletana, attraversa la storia del Lirico fin dalla nascita, ripercorre le tappe salienti di una memoria che fa rivivere le sue stagioni dorate attraverso le celebrazioni, occasioni importanti per ricordare uno stile che da sempre riesce a innovare le tendenze proiettandosi nel futuro. Una tradizione fulgida, piantata nell’alveo dei conservatori, fucine del talento e trampolini di lancio per il palcoscenico più ambito: il San Carlo. Da questo “golden stage” sono passati tutti i più grandi: Domenico Sarro, autore della prima opera andata in scena al Lirico il 4 novembre 1737, l’Achille in Sciro, di cui verranno eseguite le più belle pagine, in una selezione in forma di concerto pensata per festeggiare i 300 anni dalla nascita del primo sovrano di casa Borbone, a cui si deve l’edificazione del più antico “tempio della lirica nel mondo”: re Carlo (1716-2016); Pasquale Cafaro, di cui quest’anno ricorrono i 300 anni dalla nascita (1715-2015) e autore di una Cantata che lega la sua forza musicale al culto del Santo più venerato dai napoletani: San Gennaro per le Celebrazioni dedicate nell’ambito della Sinfonica. Una tradizione che supera la prova del tempo: un cambiamento epocale che passa anche dall’orchestra del Massimo, protagonista il Cafaro – come anche Sarro – delle riforme più rilevanti che hanno contribuito alla costruzione di un suono raffinato e nobilitato nel tempo dalla sensibilità di direttori che portano fino alla stagione Barbaja, con Rossini e Donizetti alla guida delle compagini artistiche, promotori di una qualità musicale che giunge fino ai nostri giorni. Alla morte di Cafaro sarà Giovanni Paisiello a “sopraintendere all’Orchestra del R. Teatro”, interprete di una trasformazione che porta con sé i frutti più maturi di una scuola che ha esportato una cultura in Europa e nel mondo, attraverso la musica. Proprio a Paisiello il San Carlo dedica le Celebrazioni per i 200 anni dalla morte (1816-2016) con riletture originali curate direttamente sugli autografi. È il caso di Zenobia in Palmira, un nuovo allestimento targato San Carlo, che riporta alla luce la cifra napoletana più autentica del compositore tarantino. Un’eco forte e persistente che traccia il segno di un’eredità che giunge fino agli albori del Novecento di Umberto Giordano e di Francesco Cilea, compagni di studi al Conservatorio di Napoli, nella classe di Paolo Serrao. Le loro Fedora e Adriana Lecouvreur scelte per questa stagione sono composte sul finire di un Ottocento che porta già in dote al nuovo secolo le sperimentazioni timbriche di impronta moderna. Ultimi epigoni di un secolo d’oro, che parla una sola lingua, quella del melodramma, che da Verdi (di cui Falstaff in cartellone ricorda la potenza espressiva) passa il testimone al Puccini meno conosciuto ma non “minore” per la sensualità della scrittura musicale del “trittico”, di cui si ascolteranno Suor Angelica e Il Tabarro (in dittico rispettivamente con Goyescas di Granados e Il nano di Zemlinsky). Un romanticismo, le cui sinuose peregrinazioni sonore passano attraverso le volute melodiche di Vincenzo Bellini, che proprio al San Carlo firma il suo esordio con un’opera prima scritta per il palcoscenico del Massimo cittadino. La scelta ricade però nel solco profondo di una popolarità conquistata a suon di melodia, pura, eterna e senza tempo. Sarà infatti il Bellini della Norma ad essere eseguito nel nuovo allestimento del San Carlo. Infine, la leggera freschezza della Vedova allegra, l’operetta-capolavoro di Franz Lehár, e le note spumeggianti de Le nozze di Figaro di Mozart, ci ricordano quanto sia difficile essere semplici. Come un classico che non invecchia, elegante sempre e fuori tempo mai.
Sul podio del Lirico più antico d’Europa, Zubin Mehta, tra i più grandi e versatili direttori al mondo, aprirà il 13 dicembre la Stagione Lirica con Carmen di Georges Bizet.
Indiano, 79 anni, una carriera prodigiosa che lo ha portato a dirigere le più importanti compagini esistenti, Mehta torna al San Carlo dopo i successi di Tristano e Isotta e della “Terza” di Mahler segnando così con la sua autorevole presenza la stagione 2015 – 2016 del Teatro di San Carlo e legando a doppio filo il suo nome a quello del Massimo napoletano.
“Siamo orgogliosi – afferma la sovrintendente Rosanna Purchia – di essere diventati in questi anni, punto di riferimento per i più affermati direttori d’orchestra, così come dimostra il nostro recente passato. È per questo che voglio ringraziare il maestro Mehta per aver voluto ancora una volta dimostrarci il suo affetto e la sua vicinanza, e per aver scelto di essere con noi per l’apertura della stagione lirica e di quella sinfonica, due appuntamenti significativi della vita del nostro teatro. L’atmosfera e l’entusiasmo suscitati sia nel pubblico che in noi addetti ai lavori in occasione della messa in scena del Tristano e Isotta e dell’esecuzione della “Terza” di Mahler non potevano restare episodi isolati e la rinnovata presenza di Mehta al San Carlo conferisce ulteriore prestigio alla nostra programmazione”.
Carmen di Georges Bizet, capolavoro tra i più noti e amati, inaugura domenica 13 dicembre la stagione lirica e di balletto 2015-16 del Massimo napoletano.
La direzione ancora una volta è affidata a Zubin Mehta, alla guida delle maestranze di casa, mentre a firmare la regia è Daniele Finzi Pasca, svizzero di Lugano, già applaudito sia a Napoli che in tournée a San Pietroburgo per la sua onirica versione di Pagliacci con effetti speciali, giochi di luce e acqua. Il nuovo allestimento presenta dunque le scene di Hugo Gargiulo, le coreografie di Maria Bonzanigo e costumi di Giovanna Buzzi. Due le artiste internazionali che vestono i panni della gitana Carmen, le mezzosoprano Marìa José Montiel e Clementine Margaine, mentre Eleonora Buratto interpreta la dolce Micaëla. Fabio Sartori e Aris Argiris sono rispettivamente Don José ed Escamillo. L’opera di Georges Bizet, eseguita in prima assoluta il 3 marzo 1875 all’Opera di Parigi, è andata in scena al San Carlo in oltre quaranta rappresentazioni, dalla prima del 1885 fino alle più recenti firmate Lina Wertmuller, Pappi Corsicato e Micha van Hoecke.
Nel 2016 ricorrono i 200 anni dalla morte di Giovanni Paisiello, figura di primo piano della Scuola napoletana che ha reso grande Napoli nel mondo. Il San Carlo, che fa del recupero della tradizione partenopea un presupposto imprescindibile della propria mission, celebra il compositore con la messa in scena al Teatrino di Corte di Palazzo Reale di due sue opere: Zenobia in Palmira, nuovo allestimento con la regia di Riccardo Canessa, direttore Francesco Ommassini, e La grotta di Trofonio, allestimento del Festival di Martina Franca con la direzione d’orchestra di Alessandro De Marchi. Un concerto, inoltre, vede protagonista la formazione dei Fiati del San Carlo, che eseguirà “Gli Zingari in Fiera”, Sei Quadri per due flauti, due clarinetti, due corni, fagotto e basso continuo.
Per celebrare i 300 anni dalla nascita di Carlo III di Borbone e festeggiare la ricorrenza della fondazione del San Carlo, il prossimo 4 novembre si terrà una selezione in forma di concerto dell’Achille in Sciro di Domenico Sarro su libretto di Pietro Metastasio, titolo che il 4 novembre 1737, giorno onomastico del sovrano, inaugurò il “Nuovo Grande Real Teatro San Carlo di Napoli”. La drammatizzazione è a cura di Filippo Zigante, voce recitante Mariano Rigillo, direttore Alessandro De Marchi.
Il Teatro di San Carlo si conferma meta privilegiata per direttori e solisti di fama internazionale che si alternano sul podio nel corso di tutta la stagione. Da segnalare la presenza di Fabio Luisi e il ritorno di Daniel Oren.
Attualmente direttore principale del Metropolitan Opera e direttore musicale all’Opera di Zurigo, Fabio Luisi è in cartellone con due appuntamenti nella stagione sinfonica: sabato 21 e domenica 22 novembre alla guida di orchestra e coro stabili nella Sinfonia n.2 di Gustav Mahler (soprano Julia Kleiter, contralto Patricia Bardon). Doppio anche l’appuntamento con Daniel Oren, che proprio al San Carlo ha ricoperto il ruolo di direttore musicale dalla metà degli anni ’80. Oren è impegnato in un concerto sinfonico, giovedì 3 e venerdì 4 dicembre con l’orchestra del San Carlo e Yoav Levanon, pianista prodigio di appena 11 anni, in un programma che include il Concerto n.1 in mi minore per pianoforte e orchestra, op.11 di Fryderyk Chopin e la Sinfonia n. 3 in mi bemolle maggiore, op. 55 “Eroica” di Ludwig van Beethoven, ed è ancora sul podio nell’ottobre 2016 per Adriana Lecouvreur di Francesco Cilea, titolo tra i più frequentati dal maestro israeliano.
Il 26 e il 27 novembre il leggendario talento di Pinchas Zukerman, nella duplice veste di direttore e violino solista, si confronta, assieme alla violoncellista Amanda Forsyth, con brani di Čajkovskij che valorizzano la vena melodica della sua scrittura.
Patrick Fournillier, esperto tra i più riconosciuti sulla scena internazionale del repertorio francese, rilegge Francis Poulenc (Concerto in re minore per due pianoforti e orchestra) e Georges Bizet (“Roma”, Sinfonia in do maggiore). L’interpretazione pianistica è affidata alle sorelle Katia e Marielle Labèque.
Torna al San Carlo anche Nello Santi, ultimo erede della scuola di Toscanini, per dirigere il 21 febbraio 2016 Norma di Vincenzo Bellini, con la straordinaria voce di Mariella Devia, la regia di Lorenzo Amato, le scene e i costumi della coppia da Oscar Frigerio/Squarciapino.
A Donato Renzetti è invece affidata la direzione di Goyescas di Enrique Granados e Suor Angelica di Puccini, due atti unici del Novecento riuniti in dittico, in cartellone dal 28 maggio all’8 giugno 2016.
Altri ritorni eccellenti sono quelli di Michele Mariotti, in concerto il 2 e il 3 aprile con la Sinfonia n. 8 “Incompiuta” e la Messa n.6 in mi bemolle maggiore di Franz Schubert; Juraj Valčuha alla guida di Orchestra e Coro in un programma che unisce la Sinfonia n.5 in si bemolle maggiore di Prokof’ev e Oedipus Rex di Stravinskij, opera – oratorio in due atti su testo di Jean Cocteau che sfoggia la voce recitante del Premio Oscar Toni Servillo, già applaudito al San Carlo negli ultimi anni sia in occasione dello spettacolo Sconcerto nel 2011 che nel Lélio di Berlioz (2012); la coreana Han – na Chang in programma il 9 e il 10 aprile con il giovane talento del pianoforte Yevgeny Subdin.
Oltre al già citato Michele Campanella, esponente di spicco della scuola pianistica napoletana, altri importanti solisti si esibiranno nella sala del Niccolini: Rudolf Buchbinder, specialista del repertorio pianistico beethoveniano (sabato 6 e domenica 7 febbraio, sul podio l’austriaco Ralf Weikert), il genio del violino Uto Ughi in un programma mozartiano (domenica 15 e martedì 16 maggio 2016). Non mancherà un’incursione nella musica di George Gershwin con un concerto che il prossimo 22 febbraio vedrà protagonista la stella del jazz nazionale Enrico Pieranunzi al pianoforte, con Gabriele Pieranunzi al violino e Gabriele Mirabassi al clarinetto. Tra i concerti di musica da camera, da ricordare l’appuntamento con Nazzareno Carusi, virtuoso del pianoforte che si esibirà assieme al Quartetto d’Archi del Teatro di San Carlo -formato dalle prime parti Cecilia Laca, Luigi Buonomo, Antonio Bossone e Luca Signorini – e insieme a Ermanno Calzolari al contrabbasso in un programma interamente dedicato a Franz Schubert.
Apprezzato già in Don Checco e Bohéme, Lorenzo Amato è il regista che firma uno dei nuovi allestimenti della stagione 15 – 16: Norma di Bellini che debutta al Massimo napoletano il 21 febbraio con un cast di stelle di prim’ordine. La direzione è di Nello Santi, le scene e i costumi di Frigerio e Squarciapino, protagonista la straordinaria voce di Mariella Devia.
Federico Tiezzi cura la regia de La vedova allegra di Franz Lehár (in scena dal 22 gennaio al 3 febbraio), allestimento in coproduzione con il Verdi di Trieste, il Carlo Felice di Genova e l’Arena di Verona con le scene di Edoardo Sanchi e i costumi di Giovanna Buzzi, sul podio Alfred Eschwè. Il ruolo di Njegus, comico caratterista parlante, sarà ricoperto dal noto cantante e attore Peppe Barra.
Un doveroso omaggio al genio di Luca Ronconi è previsto a marzo con la messa in scena della sua versione di Falstaff di Giuseppe Verdi – regia ripresa da Marina Bianchi – con le scene di Tiziano Santi e i costumi di Maurizio Millenotti, allestimento del Teatro di San Carlo in coproduzione col Petruzzelli di Bari e con il Maggio Musicale Fiorentino.
Di Lamberto Puggelli è la regia di Fedora di Umberto Giordano (dal 3 all’11 maggio), ripresa da Salvo Piro, scene e costumi di Luisa Spinatelli, protagonista nel ruolo del titolo Fiorenza Cedolins.
Del napoletano Andrea De Rosa regia e scene del dittico Goyescas di Enrique Granados – Suor Angelica di Giacomo Puccini con i costumi di Alessandro Ciammarughi e le luci di Pasquale Mari, allestimento del Teatro di San Carlo in coproduzione con il Maggio Musicale Fiorentino e il Regio di Torino.
Adriana Lecouvreur di Cilea avrà la regia del newyorkese Lorenzo Mariani (già al San Carlo con un meraviglioso Candide di Bernstein), le scene di Nicola Rubertelli e i costumi di Giusi Giustino.
Altro nuovo allestimento in cartellone è Zenobia in Palmira di Giovanni Paisiello con la regia di Riccardo Canessa.
Tra le grandi voci in cartellone svettano Mariella Devia (sua la Norma diretta da Nello Santi a febbraio); Fiorenza Cedolins (ruolo del titolo in Fedora di Umberto Giordano a maggio); Luciana D’Intino (Mrs Quickly in Falstaff di Giuseppe Verdi a marzo, la zia principessa in Suor Angelica di Giacomo Puccini a maggio e Adriana Lecouvreur con la direzione di Daniel Oren ad ottobre); Barbara Frittoli sarà La contessa di Almaviva ne Le Nozze di Figaro a settembre; Daniela Barcellona protagonista di un recital nella stagione sinfonica che la vedrà accompagnata al piano da Alessandro Vitiello e impegnata nel ruolo di Amneris nell’Aida di Franco Dragone; Bruno Praticò e Carmela Remigio ne La vedova allegra di Lehár in programma a gennaio; E ancora si ricordano, Eleonora Buratto, Micaëla nella Carmen inaugurale, e Anna Pirozzi nel ruolo del titolo in Adriana Lecouvreur,entrambe applauditissime nella scorsa stagione rispettivamente in Turandot e Il Trovatore, Rosa Feola (Susanna ne Le nozze di Figaro) e Maria José Siri (ruolo del titolo in Suor Angelica).
Tra le voci maschili Brian Judge e Fabio Sartori (Don José in Carmen), Markus Werba (Il conte Danilo ne La vedova allegra), Carlo Colombara (Oroveso in Norma), Roberto De Candia (il ruolo del titolo in Falstaff e De Siriex in Fedora), Vladimir Stoyanov (Ford in Falstaff), Roberto Aronica (Il Conte Loris Ipanov in Fedora), Aquiles Machado (Pinkerton in Madama Butterfly), Antonello Palombi e Stefano La Colla (entrambi impegnati in Aida nel ruolo di Radames).
Particolare attenzione è riservata al balletto, con diversi titoli in programmazione, in linea con la politica di valorizzazione del Corpo di ballo degli ultimi anni. Oltre al consueto appuntamento natalizio con Lo Schiaccianoci, Coppélia vede la compagnia di casa impegnata dal 31 marzo al 12 aprile nella coreografia di Roland Petit – ripresa da Luigi Bonino – su musica di Léo Delibes di cui proprio nel 2016 ricorreranno i 180 anni dalla nascita.
A giugno è la volta di Romeo e Giulietta di Prokof’ev con la coreografia di Leonid Lavrovsky rivista da Mikhail Lavrovsky, protagonisti Oleysa Novikova nel ruolo di Giulietta e Leonid Sarafanov in quello di Romeo, nuovo allestimento sancarliano con le scene di Nicola Rubertelli.
Grazie ad una ritrovata tranquillità gestionale ed economica che consente di guardare con maggiore serenità al futuro, è già programmata l’inaugurazione della stagione 2016 – 17: sarà Otello di Gioachino Rossini opera di cui ricorre il bicentenario e che il pesarese compose proprio a Napoli, dove debuttò il 4 dicembre 1816 al Teatro del Fondo (oggi Mercadante).
Bellissima. L’Italia dell’alta moda 1945-1968 a Monza
La grande mostra sull’alta moda italiana, inaugurata lo scorso anno a Roma negli spazi del MAXXI, fino al 10 gennaio 2016 sarà alla Villa Reale di Monza in forma rinnovata e con una sezione totalmente nuova dedicata ai tessuti, con cui i curatori – Maria Luisa Frisa, Anna Mattirolo, Stefano Tonchi – hanno voluto caratterizzare il nuovo appuntamento espositivo, allestito dallo Studio Migliore+Servetto Architects appositamente per la Villa Reale di Monza.
Negli Appartamenti della Reggia, al Secondo Piano Nobile, sono esposti alcuni dei maggiori “capolavori” dell’alta moda dal dopoguerra al 1968, provenienti da prestigiose collezioni pubbliche e private: abiti che hanno fatto la storia della moda e dello stile italiano, grazie ai quali sarà possibile rivivere atmosfere e suggestioni dell’alta moda nell’Italia di quegli anni straordinari.
Gli abiti da sera e da giorno realizzati da autori come Maria Antonelli, Renato Balestra, Delia Biagiotti, Biki, Carosa, Roberto Capucci, Gigliola Curiel, Enzo, Fabiani, Fendi, Forquet, Irene Galitzine, Fernanda Gattinoni, Pino Lancetti, Germana Marucelli, Emilio Pucci, Fausto Sarli, Mila Schön, Emilio Schuberth, Simonetta, Sorelle Fontana, Valentino, Jole Veneziani rivivono attraverso una coreografia di manichini La Rosa e ricostruiscono una galassia di voci spesso caratterizzate da rapporti molto stretti con il mondo dell’arte e del cinema.
A completare la selezione di abiti, ci sono gli accessori di Gucci, Ferragamo, Fragiacomo, Frattegiani, Roberta di Camerino, i cappelli di Clemente Cartoni e di Gallia e Peter, gli spettacolari bijoux di Coppola e Toppo, e campioni di ricami provenienti dall’archivio Sorelle Fontana e Pino Grasso.
È inoltre esposta una eccezionale selezione di gioielli di Bulgari, pezzi unici rappresentativi di un’epoca che ha visto il marchio emergere come protagonista di spicco della scuola italiana di gioielleria. Fra i pezzi in mostra, oltre alle iconiche creazioni Serpenti in oro e smalti policromi, uno spettacolare sautoir fine anni ’60 il cui pendente è realizzato con uno smeraldo intagliato di circa 300 carati e una collana degli anni ’50 in platino e favolosi rubini.
La relazione tra moda italiana e arti figurative è testimoniata da alcune opere di artisti come Accardi, Alviani, Burri, Campigli, Capogrossi, Fontana e Scheggi.
Cuore di Bellissima, a Villa Reale a Monza, è la galleria a cui si connettono tutte le sale, dove si dispiegano i vari temi della mostra. La Galleria ospita infatti una spettacolare selezione di materiali che testimoniano l’importanza e la centralità della nostra industria tessile per l’ideazione e la promozione della moda italiana, ieri come oggi. Il rapporto dell’alta moda italiana con le industrie tessili, nelle sue espressioni più riuscite come l’abbigliamento da giorno, diventa il modo per capire gli sviluppi recenti della moda. Fra gli archivi aziendali coinvolti nel progetto sono presenti Agnona, Botto Giuseppe e Figli, Clerici Tessuto, Faliero Sarti, Filatura Fratelli Galfione, Fratelli Tallia di Delfino, Lanerossi, Lanificio Annibale Bozzalla, Lanificio Faudella, Lanificio di Pray, Lanificio Pria, Lanificio Rivetti, Lanificio Zignone, Luigi Verga, Marzotto Group, Taroni, Piacenza Cashmere, Tessitura Serica Bedetti Pedraglio. Insieme alle importanti istituzioni italiane volte a valorizzare il nostro patrimonio tessile: il Museo del Tessuto di Prato, la Fondazione Antonio Ratti, il Centro Rete Biellese Archivi Tessile e Moda, in collaborazione con Sistema Moda Italia.
Lungo il percorso espositivo sono presentate foto dei protagonisti tratte dagli archivi di Federico Garolla, Johnny Moncada, Ugo Mulas, e filmati di RAI Teche e dell’Istituto Luce che restano documenti insostituibili di quegli anni. In una sala dedicata al cinema viene proiettato un video realizzato montando gli spezzoni più significativi dei film di registi come Antonioni, Rossellini e Fellini, che negli anni della Hollywood sul Tevere hanno accompagnato la moda e l’evoluzione del gusto. Una selezione di riviste, pubblicazioni ed altri documenti, fra cui preziose testimonianze provenienti dall’Archivio Giorgini, completa la rassegna.
Il percorso di visita della Villa comprende infine il Belvedere nel quale, a cura della Triennale, sono esposti i più importanti oggetti di design italiano realizzati negli stessi anni che caratterizzano la mostra.
La mostra è promossa dal Consorzio Villa Reale e Parco di Monza e da Nuova Villa Reale di Monza, in collaborazione con il MAXXI e la Camera Nazionale della Moda Italiana. La sezione del tessile è allestita grazie al sostegno di ICE Agenzia e del Ministero dello Sviluppo Economico.
Main sponsor di tutta l’iniziativa è Bulgari, da oltre 130 anni emblema di creatività ed eccellenza. La mostra si avvale infine del prezioso sostegno di La Rosa, Istituto Luce e Rai Teche.
L’organizzazione e la comunicazione sono curate da Cultura Domani e Civita.
Aperta dal martedì alla domenica, ore 10 – 19; Venerdì ore 10 – 22. Lunedì chiuso
Barbara Izzo
Centenario della Grande Guerra a Verona
Sono state presentate le iniziative promosse dall’Associazione nazionale Alpini – Gruppi Avesa, Parona, Valdonega e Verona Centro, in collaborazione con il Comune di Verona e con Assoarma Verona, per il centenario della Grande Guerra e a ricordo del primo ufficiale italiano caduto nel conflitto, il tenente Benedetto Zampieri, originario di Avesa. All’iniziativa collaborano anche Tiro a segno Verona, Agsm e Amia.
Il programma degli eventi, che prenderà il via sabato 5 settembre, culminerà in piazza Vittorio Veneto con lo spettacolo “Echi di trincea”, sabato 19 settembre, e con una sfilata delle associazioni d’arma, domenica 20 settembre. “L’iniziativa, che ricorda quei tragici avvenimenti e tutti coloro che hanno dato la vita per il nostro Paese nel primo conflitto mondiale – spiega Bozza, assessore al Tempo Libero – è nata sulla spinta della grande partecipazione popolare riscossa da un precedente e analogo evento promosso sempre in piazza Vittorio Veneto in occasione dei 150 anni dell’unità d’Italia. Un’occasione per stare insieme e rivivere, attraverso le testimonianze e scritti dal fronte, i sentimenti e le vicende vissute dai nostri concittadini”. “Anche grazie a questi eventi – spiega il consigliere Pavesi –per tutto il mese di settembre proseguiranno le commemorazioni del centenario della Grande Guerra, che andranno avanti fino al 2018, anniversario della fine del primo conflitto mondiale. Un modo per ricordare tutti i Caduti e sensibilizzare le generazioni più giovani sull’importanza della pace”.
Il programma delle iniziative prevede sabato 5 settembre, alle 18, al Tiro a segno di via Magellano 15/a, una cerimonia con alzabandiera e deposizione di corona alla targa dedicata ai caduti della Prima Guerra mondiale; domenica 6 settembre, alle 10, nella chiesa di Avesa celebrazione della Santa Messa cui seguirà, alle 11, l’alzabandiera con deposizione di corona al monumento dei Caduti in Piazza e il ricordo del tenente Benedetto Zampieri; l’iniziativa si concluderà con un aperitivo alla baita del gruppo Alpini di Avesa. Sabato 12 settembre, nella baita del gruppo Alpini di Parona, in via Milani 13, alzabandiera e deposizione di una corona alle 18, Santa Messa alle 18.30 e, a seguire, tradizionale festa del quartiere.
Sabato 19 settembre, alle 20.45, sul sagrato della chiesa di San Pietro apostolo, in piazza Vittorio Veneto, si terrà lo spettacolo di musiche e letture sulla Grande Guerra “Echi di trincea”, a cura della fanfara della sezione ANA di Verona “Edoardo e Oreste Tognetti”. Domenica 20 settembre, alle ore 10.30 da piazzale Cadorna, partirà la sfilata delle associazioni d’arma, con la partecipazione del gruppo bandistico di Caldiero. Il corteo proseguirà lungo via IV Novembre per arrivare in piazza Vittorio Veneto dove si terranno la cerimonia dell’alzabandiera, i saluti istituzionali e lettura di alcune lettere dal fronte con riflessioni da parte degli studenti dell’Istituto comprensivo Valdonega. Chiuderà la manifestazione un momento conviviale nel cortile della Parrocchia di San Pietro Apostolo a cura del Gruppo Alpini di Isola della Scala.
Roberto Bolis