Festival “Un Organo per Roma”

Ideato da Giorgio Carnini e promosso dall’Associazione Camerata Italica, in collaborazione con l’Accademia Filarmonica Romana, il Conservatorio “Santa Cecilia” e, da quest’anno, l’Istituzione Universitaria dei Concerti (IUC), il Festival è parte integrante di un progetto più ampio che tende a richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica e delle Istituzioni sul grave problema della mancanza di un organo da concerto al Parco della Musica, organo progettato, arrivato alla gara d’appalto e mai realizzato.

“Le prime due edizioni del Festival “Un Organo per Roma” – spiega Giorgio Carnini – hanno risvegliato nella nostra città, dopo anni di letargo, l’interesse del pubblico verso la musica d’organo, tanto che oggi possiamo affermare che il concertismo organistico a Roma si identifica con “Un Organo per Roma”.

Il grande successo dell’iniziativa è stato decretato dalla scelta dei programmi mirata a sottolineare l’universalità del linguaggio organistico attraverso il dialogo con strumenti insoliti (la marimba, le percussioni…) e forme musicali diversissime che hanno coinvolto musicisti e spettatori ignari delle infinite possibilità dell’organo. Non si può inoltre tacere la grande disponibilità a partecipare di artisti di riconosciuta qualità artistica fra i quali molti docenti del Conservatorio. Anche la musica contemporanea è risultata significativamente presente nella programmazione con varie prime esecuzioni commissionate dal Festival che hanno riscosso l’approvazione del sempre più numeroso pubblico, compreso quello dello streaming fornito da Radiocemat.

Per la terza edizione, ferme restando le caratteristiche delle edizioni precedenti, il Festival ha incrementato – oltre a quella dei docenti – la partecipazione degli allievi del Conservatorio che si sono distinti per le loro qualità musicali.

Due concerti del Festival sono stati dedicati a due Maestri del recente passato, Ferruccio Vignanelli e Fernando Germani, figure storiche della musica del ‘900, grandi strumentisti e grandi docenti, pilastri del Conservatorio romano.

L’organo si abbina alla voce e al pianoforte nel concerto del prossimo 2 aprile, intitolato “La tradizione europea”: quattro secoli di grande musica, da Frescobaldi e Bach a György Ligeti e Arvo Pärt.

L’ideatore del festival Giorgio Carnini e l’Orchestra del Conservatorio “Santa Cecilia” diretta da Rinaldo Muratori sono i protagonisti del concerto del 9 aprile, dedicato a “L’Organo in Italia al tempo di Verdi”, in cui accanto ad alcune trascrizioni per organo di brani operistici di Verdi spicca il Concerto in la minore per organo, archi, 4 corni e timpani op. 100 di Marco Enrico Bossi, che fece parte di quel piccolo gruppo di compositori da cui negli ultimi anni dell’Ottocento prese l’avvio la rinascita della musica strumentale in Italia. Il concerto sarà introdotto da Raffaele Pozzi.

Mauro Mariani

Riapre la Rocca d’Angera, sul lago Maggiore

L’obiettivo dei Principi Borromeo è di trasformare la severa Rocca di famiglia che domina il Lago Maggiore, in un luogo da favola, affascinante da vistare e ideale cornice per matrimoni e feste di livello.
Le prove generali per questa nuova funzione l’antico maniero le ha brillantemente superate con la festa nuziale in Rocca di Beatrice Borromeo e Pierre Casiraghi, preceduta da quella di Riccardo Montolivo, calciatore della Nazionale e del Milan, che qui ha voluto festeggiare il suo matrimonio con l’attrice fiorentina Cristina De Pin.
Due feste memorabili, che hanno dimostrato come la scenografia dell’antico castello di Angera, con i suoi giardini affacciati sul Lago, sia assolutamente perfetta.
Quando, il prossimo 18 marzo, la Rocca Borromeo ad Angera si riaprirà alle visite, offrirà non poche sorprese.
Pensando a questa nuova funzione ma anche e soprattutto al continuo flusso di turisti che scelgono la Rocca per una visita che permarrà nei loro ricordi, i Principi Borromeo stanno, da alcuni anni, compiendo importanti investimenti per il restauro e la messa a norma dell’antico castello di famiglia.
Tra i più recenti, la ripresa dell’originale Giardino Medievale ai piedi della Rocca, a circondare l’antica chiesa del complesso.
All’interno della Rocca è stato condotto a termine il restauro, molto impegnativo, dell’importante ciclo affrescato della Sala della Giustizia, uno dei più importanti esempi del gotico internazionale in terra lombarda.
L’equipe di Carlotta Beccaria, che ha brillantemente condotto quel restauro è da mesi impegnata in una altra impresa destinata a mutare il volto degli ampi saloni della parte viscontea della Rocca. Quelli che sino a ieri si presentavano come severi ambienti resi asettici da molte mani di calce sovrappostesi nei secoli, torneranno ad essere l’allegro caleidoscopio di colori su cui si rinfrangevano, creando singolari effetti, le lame di luce riflesse dalle acque del Lago.
I grandi ambienti trecenteschi della Rocca stanno riprendendo, dopo mezzo millennio, il loro aspetto originario. Stanno infatti riemergendo le preziose, coloratissime tappezzerie affrescate medievali che per motivi igienici, probabilmente come mezzo di difesa dalla Grande Peste seicentesca, erano state ricoperte da una serie di strati di calce.
Vataliano Borromeo ha dato inoltre il via al recupero dell’ala Scaligera, la più antica della Rocca. Qui saranno ripristinati ampi ambienti destinati ad ospitare esposizioni ed eventi temporanei.
Sino ad oggi la Rocca appariva come la gemma minore del circuito dei cosiddetti Paradisi Borromei sul Lago Maggiore, circuito composto, oltre che dalla Rocca Borromeo di Angera, dall’Isola Bella e dall’Isola Madre e, più a nord, dai Castelli di Cannero. Gradualmente questo immenso patrimonio d’arte e di storia viene, per volontà della Famiglia, restaurato e valorizzato. Per preservare una grande storia, ma anche per continuare ad essere all’altezza di una grande tradizione di accoglienza.

S. E.

 

La Villa Reale di Monza diventa ancora più reale!

Dal 5 febbraio scorso, la visita degli  Appartamenti Privati al Secondo Piano Nobile della Villa Reale di Monza è stata arricchita con la cosiddetta “realtà aumentata”. Senza alcun pagamento aggiuntivo rispetto al biglietto d’ingresso, tutti i visitatori possono provare l’esperienza  ARtGlass®, grazie a occhiali speciali che, con una tecnologia dedicata, permettono di “fondere” la visione reale e virtuale di un ambiente o di un’opera d’arte.

Grazie a una tecnologia dedicata, questi occhiali futuribili consentono al visitatore di muoversi liberamente negli ambienti della Villa Reale e di vivere un’esperienza immersiva arricchita di informazioni aggiuntive relative agli spazi, agli arredi e alle vicende storiche che li hanno caratterizzati, non rilevabili attraverso l’osservazione diretta.

È possibile passeggiare nella camera da letto dell’imperatrice di Germania, Augusta Vittoria, così come era stata arredata in occasione delle sue visite alla fine del XIX secolo, o scoprire che cosa nascondono le boiserie della sala da bagno o ancora assistere al saluto di Umberto I e la Regina Margherita mentre salgono in carrozza.

Grazie ad un peculiare mix d’immagini e racconti, indossando gli smartglass come un normale paio di occhiali, il Secondo Piano Nobile della Villa Reale si mostra in 3D, rivelando particolari sconosciuti e proponendo un viaggio nel passato unico nel suo genere, anche perché mai realizzato in precedenza in una grande residenza reale. Il visitatore può compiere un viaggio nel tempo e nello spazio diventando a sua volta attore-protagonista  della storia della Villa Reale: e in questo viaggio nel tempo viene  accompagnato da una voce in italiano e inglese, che fornisce ulteriori informazioni di carattere storico e  artistico.

ARtGlass® usa una nuova tecnologia al servizio dell’arte e della storia: un mix di soluzioni informatiche integrate con calcoli di logistica e localizzazione del visitatore negli spazi, nel rispetto della più rigorosa ricostruzione storica e scientifica.

“Mai stata così Reale!” è un progetto di Cultura Domani e ARtGlass®/Capitale Cultura Group in collaborazione con la Soprintendenza Belle Arti e il Paesaggio.

“Oggi le nuove tecnologie hanno un ruolo determinante nella valorizzazione, generano nuovi linguaggi e sperimentazioni che moltiplicano le possibilità di raccontare la storia dei nostri beni culturali – afferma  Attilio Maria Navarra, Presidente di Cultura Domani – Stiamo investendo molto, per mettere nuovi strumenti al servizio della Villa, per la riscoperta del bello”.

“Questo progetto rappresenta per noi una grande sfida – dice Antonio Scuderi, ceo di ARtGlass® e Capitale Cultura Group – non solo perché è la prima volta che una residenza reale viene svelata attraverso la realtà aumentata su smartglass. Il grande protagonista del racconto, infatti, è la Villa stessa, scrigno di una storia unica e della sua evoluzione del tempo e anche luogo di uno straordinario restauro. Ogni particolare, in questo edificio, ha una storia da raccontare. Non era facile scegliere gli argomenti più significativi e fare le scelte narrative giuste. Ma siamo convinti di avere fatto un buon lavoro, che rappresenta un’evoluzione nel del digitale al servizio dei Beni Culturali. Vogliamo ringraziare Cultura Domani, Italiana Costruzioni, Civita e la Soprintendenza per avere sostenuto questa scommessa sul futuro”.

Afferma inoltre Antonella Ranaldi  – Soprintendente belle arti e paesaggio –  “Dalle fotografie storiche e dalle notizie si è restituito virtualmente l’ambiente della villa come l’avevano vissuta la regina Margherita, il re Umberto e gli ospiti della villa Reale, rendendo il visitatore di oggi partecipe della vita e dello splendore della vita di corte di quegli anni. I visitatori proveranno così l’emozione di  essere gli ospiti graditi della regina e del re”.

 

Orari

Dal martedì alla domenica: ore 10 – 19

Venerdì: ore 10 – 22

Lunedì chiuso. La biglietteria chiude un’ora prima.

 

Ombretta Roverselli

 

Quattrocento anni dalla morte di Cervantes celebrati a Verona

L’Istituto Internazionale per l’Opera e la Poesia, in collaborazione con l’Associazione Culturale Italo Spagnola, organizza dal 17 febbraio al 27 aprile nel veronese una serie di eventi per ricordare Miguel de Cervantes a quattrocento anni dalla sua morte.

L’iniziativa, promossa dal Comune di Verona e dal ViceConsolato di Spagna, è stata presentata dal consigliere incaricato alla Cultura Antonia Pavesi insieme al viceconsole onorario di Spagna a Verona Stefano Dindo, al presidente del Comitato Scientifico dell’Istituto Internazionale per l’Opera e la Poesia Gianfranco de Bosio e al presidente dell’Associazione Culturale italo Spagnola Anna Altarriba Cabré.

La manifestazione è intitolata “En un lugar del Véneto…”, trasposizione geografica dell’incipit del Don Chisciotte “En un lugar de la Mancha…”, e propone un viaggio nell’opera di Cervantes attraverso i cinque sensi. “Si tratta dell’evento più importante ed articolato proposto in Italia per ricordare la figura di Cervantes – ha detto Pavesi – che, grazie all’originalità del tema scelto, il viaggio tra i cinque sensi, sarà in grado di attirare l’interesse di molte persone, sia tra i cittadini veronesi che tra i turisti. Un doveroso omaggio ad una figura di spicco della cultura non solo spagnola ma mondiale, che si accosta perfettamente alle iniziative per i quattrocento anni dalla morte di Shakespeare”.

La manifestazione verrà inaugurata ufficialmente mercoledì 17 febbraio alle 18 alla Società Letteraria con la conferenza dal titolo “Italia entre las páginas del Quijote”, l’Italia nelle pagine del Don Chisciotte; martedì 23 febbraio alle 21 all’Hotel Leopardi, si analizzerà la figura di Don Chisciotte.

Il primo dei filoni, dedicati alla vista si aprirà con la proiezione del film “Don Quichotte” (1933, regia di Georg Wilhelm Pabst) martedì 1 marzo alle 17.30 nella sala Farinati della Biblioteca Civica mentre giovedì 17 marzo alle 17.30, sempre nella sala Farinati, verrà proiettato il secondo film incentrato sulla figura del celebre personaggio cervantiano “Don Quijote” (1957 -1992, regia di Orson Welles, montaggio di Jesus Franco).

Giovedì 14 aprile alle 19.30 al ViceConsolato di Spagna la Compañia Equivel si esibirà in uno spettacolo di balli in costume dell’epoca di Cervantes dal titolo “Estampas Cervantinas”.

Il secondo filone, incentrato intorno al senso dell’udito, si aprirà martedì 15 marzo alle 17.30 alla sala Farinati della Biblioteca Civica, con la lettura di una serie di brani selezionati dall’opera di Cervantes: “Coloquio de los perros – Il dialogo dei cani”, una delle dodici “Novelas ejemplares” pubblicate da Cervantes nel 1613. Nell’occasione sarà proiettata la collezione pittorica, dedicata interamente a questo racconto, della pittrice spagnola Sofía Gandarias, recentemente scomparsa e alla quale l’Istituto Internazionale per l’Opera e la Poesia dedica interamente questa giornata.

Lunedì 18 aprile alle 18, nell’Auditorium del Conservatorio di Verona, Michela Forgione terrà una conferenza sul personaggio di nella musica Don Chisciotte. Per il filone dedicato al tatto lunedì 28 marzo alle 21 presso la sala Guardini della parrocchia San Nicolò, Don Marco Campedelli proporrà uno spettacolo di burattini ispirato al “Don Chisciotte – Riflessioni su Don Chisciotte per bambini ed adulti”.

Per l’ultimo filone, dedicato ai sensi del gusto e del’olfatto, venerdì 15 aprile alle 19.30 nel negozio Quality Living, María del Pilar Pérez Aspa proporrà “Letteratura ai fornelli”, un incontro che unisce la lettura con la realizzazione e la degustazione dei cibi e dei piatti dell’epoca di Cervantes, il cosiddetto “Siglo de Oro” (evento a pagamento con prenotazione obbligatoria).

Infine, mercoledì 27 aprile alle 18 all’Accademia di Agricoltura Scienze e si terrà l’incontro dal titolo “Il vino nelle opere di Miguel de Cervantes” con degustazione di vini offerti da Masi Agricola.

Ulteriori informazioni sono disponibili al numero 045/8078547 dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13.

 

Roberto Bolis

Concorso Giovani Artisti

Il tema di quest’anno del Concorso, curato da Angela Tecce in collaborazione con Claudia Borrelli, è Uno sguardo altrove. Relazioni e incontri.

L’istituzione del nuovo Polo museale della Campania fornisce lo spunto per ripensare il ruolo di Castel Sant’Elmo come fulcro di una rete di ‘connessioni’ e luogo geograficamente e morfologicamente privilegiato dal quale osservare e collegare visivamente e idealmente tutti i musei del Polo, fino ai castelli di Baia e di Montesarchio e alle tre Certose di San Martino, Capri e Padula.

Lo sguardo che la fortezza rivolge al vastissimo panorama offre, infatti, la possibilità di rintracciare, concretamente e metaforicamente, nuove relazioni con il territorio circostante. E’ questo il motivo che ha indotto a privilegiare, per il tema di quest’anno, gli spazi da cui si può godere di una visione completa della città di Napoli, del suo golfo e dei dintorni, verso il Vesuvio, i Campi Flegrei e l’entroterra campano: la Piazza d’Armi e i camminamenti sugli spalti, divengono così nodo centrale di una maglia in cui il dialogo tra istituzioni culturali, visitatori e ambiente urbano e contesto paesaggistico è costante e ricco di suggestioni.

L’invito rivolto ai giovani artisti è quello di elaborare un progetto che, partendo dalla realtà del luogo storico che ospita il concorso, attraverso azioni, gesti e segni riveli nuove possibilità di intreccio e connessione con l’altro e, tra le pur estreme differenze che caratterizzano le realtà museali del Polo, instauri un colloquio reale, capace di coinvolgere in prima persona il pubblico del Castello, stimolando il sorgere di relazioni e attivando inedite attribuzioni di senso.

La vocazione al contemporaneo di Castel Sant’Elmo si è consolidata con l’apertura, nel marzo del 2010, della sezione museale Novecento a Napoli. Per un museo in progress, dedicata agli avvenimenti storico-artistici nella città e alla loro costante relazione con lo svolgersi dei movimenti e delle poetiche di riferimento nazionale. L’attività del museo, che si definisce non a caso in progress, è rivolta non solo all’acquisizione di nuove opere d’arte e all’ampliamento dei suoi confini cronologici e tematici, ma anche a un confronto continuo con la storia del Novecento e con l’ampio e variegato panorama delle esperienze creative attuali.

Il concorso Un’Opera per il Castello continua, quindi, un percorso già tracciato da tempo e che, nel più immediato futuro, si propone di trasformare sempre più il Castello in uno spazio in cui le giovani generazioni di artisti possano trovare un legittimo riconoscimento di pubblico e di critica attraverso esperienze innovative e il coinvolgimento di un vasto pubblico e di appassionati.

La partecipazione è libera e gratuita, per tutte le informazioni, l’iscrizione e l’invio del materiale consultare il sito web del concorso: http://www.polonapoli-projects.beniculturali.it . La scadenza del concorso è il 10 MARZO 2016.

Possono partecipare gli artisti di nazionalità italiana o straniera che operano stabilmente sul territorio italiano, di età compresa tra i 21 anni e i 36 anni -singolarmente o in gruppo- che possono aver svolto la loro formazione presso istituti italiani e stranieri ed esposto preferibilmente in una galleria, centro culturale, fondazione, istituzione museale pubblica o privata verificabile e riconosciuta come tale.

I progetti dovranno essere inediti, il vincitore riceverà un premio di 10mila euro, comprensivo della realizzazione dell’opera\progetto.

Il concorso, promosso dal Polo museale della Campania, è stato reso possibile grazie alla collaborazione e al sostegno del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo – Direzione generale arte e architettura contemporanee e periferie urbane, nell’ambito del Piano per l’Arte Contemporanea; con la collaborazione dell’Associazione Amici di Capodimonte; si avvale del sostegno di Italcoat e Seda.

Supporto tecnico- organizzativo di Civita.

Castel Sant’Elmo è uno dei musei associati all’ AMACI – Associazione Musei d’Arte Contemporanea Italiani.

La giuria, che sarà nominata dopo la scadenza dei termini di consegna delle domande, sarà composta da storici dell’arte, professori universitari e dell’Accademia di Belle Arti, galleristi, curatori, collezionisti, esperti del settore e rappresentanti di realtà che interagiscono con le giovani generazioni di artisti, oltre che da un rappresentante della Direzione generale arte e architettura contemporanee e periferie urbane.

E’ prevista, inoltre, l’organizzazione di un evento espositivo finale nel quale sarà presentato il lavoro artistico vincitore, con la possibilità di una mostra dei primi dieci progetti selezionati e un catalogo che documenterà le biografie degli artisti finalisti e i loro lavori. L’opera vincitrice verrà acquisita dal Polo museale della Campania ed entrerà a far parte della collezione permanente di Castel Sant’Elmo. Nel corso delle precedenti edizioni sono state premiate le opere: Anastatica sensibile di Daniela Di Maro – Tempo interiore di Rosy Rox – Le Jardin del collettivo franco-italiano composto da Giulia Beretta, Francesca Borrelli, Francesco Cianciulli, Romain Conduzorgues, Baptiste Furic, Silvia Lacatena, Jule Messau, Carolina Rossi e My dreams, they’ll never surrender di Gian Maria Tosatti.

 

Restaurata “La conversione di San Paolo” a Verona

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Il consigliere incaricato alla Cultura del Comune di Verona, Antonia Pavesi, è intervenuta questa mattina al Museo di Castelvecchio, alla presentazione del restauro conservativo eseguito dalla Soprintendenza Belle arti e Paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza dell’olio su tavola raffigurante “La Conversione di San Paolo” del sec. XVI. Presenti il Soprintendente Fabrizio Magani e la direttrice dei Musei Civici Margherita Bolla. La tavola, di Giulio Licinio, entrata a far parte della collezione museale nel 1871 con il lascito di Cesare Bernasconi, era stata danneggiata dai rapinatori durante il furto al Museo del 19 novembre scorso. “Un ringraziamento alla Soprintendenza – ha detto Pavesi – sia per la sollecita collaborazione che per l’ottimo restauro eseguito, che ha consentito di restituire integralmente l’opera alla città, ancora segnata dalla rapina dello scorso novembre”.  I  due frammenti strappati nel tentativo di rimuovere il dipinto dal muro sono stati portati nel laboratorio di restauro della Soprintendenza per le operazioni preliminari; non presentando parti mancanti, si è provveduto al restauro al Museo di Castelvecchio con il riposizionamento dei frammenti sulla tavola, la stuccatura e l’integrazione pittorica dei lembi di giunzione.

Roberto Bolis

Incontri intorno a “Vaghezza e nobiltà” a Bologna

In occasione della mostra bolognese “Guido Reni e i Carracci. Un atteso ritorno. Capolavori bolognesi dai Musei Capitolini”, Genus Bononiae. Musei della Città propone a partire da oggi, mercoledì 3 febbraio, un ciclo di sei incontri dal titolo “Vaghezza e nobiltà”.

Ecco il calendario degli incontri ai quali è possibile accedere liberamente:

3 febbraio 2016, ore 18, Palazzo Fava, Sergio Guarino, “Nel Nostro Campidoglio”: un papa bolognese e la nascita della Pinacoteca Capitolina.

7 febbraio 2016, ore 17, Pinacoteca Nazionale, Angelo Mazza, La pala Hercolani di Guido Reni nella Pinacoteca Nazionale di Bologna. La storia di un’opera incompiuta.

17 febbraio 2016, ore 18, Palazzo Fava, Raffaella Morselli, Una commissione lunga 14  anni. Guido Reni, i mercanti della seta e la pala di San Giobbe per la chiesa della Misericordia a Bologna.

24 febbraio 2016, ore 18, Palazzo Fava, Sergio Bettini, Il decoro architettonico di Palazzo Fava al tempo dei Carracci.

2 marzo 2016, ore 18, Palazzo Fava, Fabrizio Capanni e Francesco Buranelli, La Confraternita dei bolognesi a Roma e la sua chiesa.

9 marzo 2016, ore 18, Palazzo Fava, Vincenzo Cioni, Da Palazzo Fava a Palazzo Farnese a Roma: i Carracci maestri dell’allegoria.

 

Per informazioni: tel. 051 19936305

Nasce GardaMusei Tener-a-mente

Dopo il crescente successo delle prime cinque edizioni del Festival del Vittoriale Tener-a-mente, il 2016 inizia nel segno di un’importante novità: nasce “GardaMusei Tener-a-mente”,  una sorta di festival diffuso che porterà spettacoli e appuntamenti culturali nei luoghi del nuovo circuito di GardaMusei. L’associazione, diretta da Giordano Bruno Guerri presidente della Fondazione del Vittoriale, nata lo scorso 21 ottobre con l’obiettivo di promuovere e innalzare la cultura a veicolo di crescita e di sviluppo del Lago di Garda e dei territori circostanti, avvia così il primo progetto di rete la cui forma più estesa, a cadenza quasi quotidiana, comprenderà iniziative culturali, visite museali, emissione del biglietto unico GardaMusei, spettacoli, concerti, mostre e incontri.

Le tre sponde del Lago di Garda accolgono ogni anno 22 milioni di visitatori. “Questi luoghi di immensa bellezza rappresentano il terzo polo turistico italiano, ma non tutti sanno che il territorio dispone anche di un enorme patrimonio culturale“, commenta Guerri. “L’analisi dei flussi e delle presenze turistiche ha fatto scattare l’idea della necessità di potenziare l’offerta culturale e riunirla sotto un unico nome, per farne una delle più importanti programmazioni territoriali, che serva alla vita e al divertimento di un territorio che diventa d’estate un eccezionale luogo di villeggiatura, ma può – nell’immediato futuro – riconquistare lo scettro di luogo di benessere durante tutto l’anno“.

A fare da catalizzatore dell’offerta di spettacolo firmata GardaMusei Tener-a-mente sarà il Festival del Vittoriale, diretto da Ripens’Arti, primo ad aver sposato il gioco di parole dannunziano e ormai riconosciuto a livello nazionale come eccellente modello di economia d’impresa di spettacolo.

Fedeli all’auspicio di destagionalizzare l’offerta, i primi due appuntamenti non si faranno attendere: venerdì 4 marzo all’auditorium del Vittoriale e sabato 5 marzo all’auditorium del Palazzo dei Congressi, a Sirmione, arriveranno Erri De Luca e il Canzoniere Grecanico Salentino con il loro fortunatissimo Solo andata. Valso il premio Arte e Diritti Umani 2014 di Amnesty International e la menzione del The Guardian, lo spettacolo fa convergere tradizione e mito, storie vecchie e nuove in un unico racconto, radicato ai luoghi e agli eventi del presente, scandito dal ritmo del connubio tra la musica e la danza del Canzoniere, e l’inconfondibile parola di Erri De Luca.

La direzione artistica del Festival sta lavorando alla programmazione estiva del circuito, che si intreccerà con quella tradizionale sul palco dell’anfiteatro del Vittoriale e al Laghetto delle Danze. Ma il progetto è ancora più ambizioso. L’ingresso, a breve, di nuovi soci nel circuito GardaMusei, farà sì che Tener-a-mente diventi un logo da utilizzare in molte città d’Italia, in piena autonomia di programmazione ma potendo usufruire di un vero e proprio circuito di spettacoli e di grandi eventi culturali, di forte impatto e a costi ridotti.

 

Marco Guerini

Un anno di mostre alle Gallerie degli Uffizi

Le Gallerie degli Uffizi, il nuovo complesso museale nato a seguito della recente riforma Franceschini dall’unione della Galleria degli Uffizi e dei musei di Palazzo Pitti e del Giardino di Boboli, diretto da Eike Schmidt, annunciano il programma espositivo per il 2016.

Ecco il calendario di nove mostre, in ordine cronologico di apertura.

A detto programma si aggiungerà un’ulteriore mostra di prossima presentazione, frutto della collaborazione delle Gallerie degli Uffizi con la Fondazione Pitti Immagine Discovery.

“Fece di scoltura di legname e colorì”. La scultura del Quattrocento in legno dipinto a Firenze

a cura di Alfredo Bellandi

Uffizi, 21 marzo  – 28 agosto 2016

Per tutta la prima metà del Quattrocento la scultura dipinta – lignea, in marmo o in terracotta – fu l’espressione del primato artistico della scultura. Questa mostra si propone per la prima volta d’indagare, attraverso un nucleo di circa cinquanta opere, la vicenda della scultura lignea policroma del XV secolo a Firenze, città in cui la vicinanza tra le botteghe, luoghi di conciliaboli tra scultori, pittori e architetti, fu spesso determinante per l’attività dei maestri del tempo.

Ospiti a Palazzo Pitti: il Polittico della Santa Croce di Adam Elsheimer

a cura di Matteo Ceriana e Anna Bisceglia

Palazzo Pitti, Galleria Palatina, aprile – luglio 2016

La Galleria Palatina in occasione del prestito di due opere di Pontormo allo Städel Museum di Francoforte riceverà in scambio il polittico della Santa Croce di Adam Elsheimer. L’altarolo, che fu in antico nelle collezioni di Cosimo II dei Medici, sarà esposto con un corredo didattico che ne illustrerà la storia, la sua dispersione e la sua ricomposizione messa a punto sulla base di documenti di archivio.

Buffoni, villani e giocatori alla corte dei Medici

a cura di Anna Bisceglia, Matteo Ceriana e Simona Mammana

Palazzo Pitti, Galleria Palatina, 9 maggio – 4 settembre 2016

Circa trenta opere del Seicento e Settecento, prevalentemente provenienti dai depositi della Galleria Palatina, illustreranno soggetti figurativi bizzarri ricorrenti nelle collezioni medicee. Si tratta di scene cosiddette ‘di genere’, che entro l’universo codificato di questo tipo di pittura, permettevano di illustrare, spesso anche con intenti morali o didascalici, aspetti comici della vita sociale e di corte, cioè quei temi ritenuti altrimenti bassi e privi di decoro. Entro questa cornice vengono alla ribalta personaggi marginali e devianti come buffoni, contadini ignoranti o grotteschi, nani e giocatori di giochi tanto leciti che illeciti. La pittura ‘di genere’ diviene insomma lo strumento che permette all’arte di attingere alla realtà del mondo.

Sguardi sul Novecento. Disegni di artisti italiani tra le due guerre

a cura di Marzia Faietti e Giorgio Marini

Uffizi, Gabinetto Disegni e Stampe, 17 maggio – 4 settembre 2016

Trentasette opere, fra disegni e stampe, per lo più mai viste dal pubblico, riferibili ai primi trent’anni circa del Novecento. Rappresentazioni di figure, volti, autoritratti carichi di profonde espressività che innestano giochi psicologici di sguardi tra l’artista e il personaggio ritratto e tra costui e lo spettatore. Opere che rivelano la complessità dei primi trenta anni del secolo e preannunciano i drammi futuri. Tra gli autori selezionati Jacques Villon, Alberto Giacometti, Anders Zorn, e ancora Ram e Thayat, Giovanni Costetti, Giuseppe Lunardi, Pietro Bugiani, Kurt Craemer, Primo Conti, Giuseppe Lanza del Vasto, Marino Marini.

Splendida Minima

Piccole sculture preziose nelle collezioni medicee: dalla Tribuna di Francesco I de’ Medici al tesoro granducale

a cura di Valentina Conticelli, Riccardo Gennaioli e Fabrizio Paolucci

Palazzo Pitti, Museo degli Argenti, 21 giugno – 2 novembre 2016

Nelle Gallerie degli Uffizi si conserva la più importante raccolta esistente di un settore rarissimo dell’arte della glittica, le piccole sculture in pietra dura prodotte principalmente in età ellenistica e romana, la cui tecnica andò perduta nei secoli del Medioevo, per poi essere riscoperta e riproposta in epoca rinascimentale. La mostra, la prima dedicata a questa particolare produzione artistica, riunirà tutte le microsculture della collezione medicea, affiancandole ad altri esempi di plastica in materiali preziosi, in modo da ottenere significativi raffronti che esaltino le peculiari caratteristiche tecniche e stilistiche di questi oggetti.

Tempo reale e tempo della realtà. Gli orologi di Palazzo Pitti dal XVIII al XX secolo

a cura di Simonella Condemi e Enrico Colle

Palazzo Pitti, Galleria d’arte moderna, 13 settembre 2016 – 8 gennaio 2017

Una significativa selezione di ottanta orologi degli oltre duecento, patrimonio di Palazzo Pitti. Singolari oggetti d’arte testimoni del trascorrere dei giorni di coloro che vissero nella reggia fiorentina tra XVIII e XIX secolo. La scelta degli esemplari permetterà di apprezzare, sotto le diverse forme di realizzazione, una straordinaria qualità, sia dal punto di vista tecnico scientifico che da quello prettamente artistico. Singolari strumenti composti di due anime: il meccanismo, spesso sofisticato e complesso, e la cassa che, nata per proteggere il delicato contenuto, si è andato trasformando in vero oggetto d’arte, dotato di un valore proprio.

Scoperte e Massacri. Ardengo Soffici e l’Impressionismo a Firenze

a cura di Vincenzo Farinella e Nadia Marchioni

Uffizi, 26 settembre 2016 – 8 gennaio 2017

L’esposizione, la prima monografica dedicata a Soffici (1879 – 1964), sarà occasione per ripercorrerne l’esperienza artistica di pittore, scrittore, critico d’arte e polemista che visse attivamente il suo tempo, venendo in contatto e talvolta in profondo, coraggioso contrasto con i coevi movimenti del panorama artistico italiano ed europeo. Il titolo della mostra, Scoperte e massacri allude a quello della raccolta dei testi di Soffici, pubblicati tra il primo e il secondo decennio del Novecento, riconosciuti oggi, assieme alle iniziative culturali da lui sostenute e organizzate (come la Prima mostra italiana dell’Impressionismo allestita a Firenze nel 1910), passi decisivi per il rinnovamento in chiave novecentesca dell’arte in Italia. Le opere in mostra (da Segantini a Cezanne, da Renoir a Picasso, da Degas a Medardo Rosso, da De Chirico a Carrà ecc., oltre lo stesso Soffici), scelte sulla base delle predilezioni e delle avversioni esplicitate, saranno commentate da brani critici tratti dagli stessi scritti d’arte, per accompagnare idealmente il visitatore a riscoprire una delle più feconde e produttive interpretazioni delle origini dell’arte contemporanea, con le sue decisive “scoperte” e i suoi drastici “massacri”.

I Quattro Continenti. Arazzi fiorentini su cartone di Giovanni Camillo Sagrestani

a cura di Caterina Chiarelli e Daniele Rapino

Palazzo Pitti, Galleria Palatina, 27 settembre 2016 – 8 gennaio 2017

Saranno esposti quattro bellissimi arazzi riferibili al terzo decennio del Settecento, realizzati su disegno del pittore Giovanni Camillo Sagrestani. Si tratta di una delle più belle serie di panni prodotte dall’arazzeria medicea, firmata dai più abili tessitori che vi erano impiegati all’epoca tra i quali Vittorio Demignot, formatosi nelle Fiandre. Raffigurano i quattro continenti resi con bizzarri attributi e fantasiose invenzioni, espressione della interpretazione del tempo delle identità culturali e storiche delle terre del mondo. La composizione sontuosa ed elegantissima, degna dei più begli esempi francesi coevi, fu molto apprezzata all’epoca: in particolare il 20 Gennaio 1739, quando fu impiegata come addobbo cittadino, in occasione dell’ingresso trionfale a Firenze del nuovo granduca Francesco II di Lorena e di sua moglie Maria Teresa, futura imperatrice.

La rivincita del colore sulla linea. Disegni veneti dall’Ashmolean Museum e dagli Uffizi

a cura di Marzia Faietti, Giorgio Marini e Catherine Whistler

Uffizi, Gabinetto Disegni e Stampe, 18 ottobre 2016 – 8 gennaio 2017

La mostra metterà in luce le modalità di sviluppo della pratica del disegno a Venezia e nel Veneto tra l’epoca di Tiziano, Veronese e Tintoretto e quella di Canaletto, periodo in cui la produzione figurativa fu particolarmente legata alle dinamiche delle botteghe artistiche. Sarà un’interessante occasione per cogliere il particolare lessico espressivo del disegno veneto attraverso l’accostamento e il confronto di opere facenti parte delle collezioni del Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi e dell’ Ashmolean Museum dell’Università di Oxford.

 

Barbara Izzo, Arianna Diana

 

Il Museo del Presepio a Concesio, il paese del beato Paolo VI

MINIATURA DEL PRESEPE E DEL MUSEO PAOLO VI DI SAN VIGILIO

Una collezione di 130 presepi da tutto il mondo e un Museo dove è possibile rivisitare, in un semplice, simpatico, appassionante ed emozionante percorso, la storia della Creazione, delle Tavole date da Dio a Mosè, dell’attraversamento del Mar Rosso, fino all’Annunciazione e alla nascita di Gesù in una mangiatoia, dopo che delle figure meccaniche, che entrano ed escono dalle rispettive locande, hanno detto che non c’era più posto per ospitare Maria e Giuseppe. Un grande presepio meccanizzato incanta i visitatori di questo gioiello che impreziosisce il piccolo paese/frazione di San Vigilio di Concesio, in provincia di Brescia. Un posto da non perdere, da visitare assolutamente, aperto tutto l’anno grazie a volontari (info telefonando allo 0302751388), facilmente raggiungibile.

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Propone appunto una meccanizzazione della Creazione, con i sette giorni scanditi da luci e apparizione sullo scenario mondiale di piante, animali, fino all’uomo. Per poi passare dal Mar Rosso, quando Mosè porta in salvo il popolo eletto e i soldati egiziani annegano; ecco poi il Vello d’Oro, poi Maria che riceve l’annuncio dall’Arcangelo, poi la scena classica del presepe che alterna giorno e notte, pescatori intenti nella loro attività, muli che fanno girare la macina, donne che danno da mangiare alle oche, Erode che esce dal suo maniero, i pastori che vanno a vedere il Bambinello appena nato. Una scena interessante, molto ben costruita, perennemente visitabile per chi ama la costruzione meccanica e le scene dolci di una nascita che, in tante teche intorno alle scene meccaniche, provengono da tutto il mondo.

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Sia dai freddi paesi russi o scandinavi, che dalla calda Africa di tanti luoghi, con bellissime statuette in saponaria o in preziosi legni intagliati magistralmente. Non mancano i presepi napoletani e le costruzioni meccaniche da parte di gruppi alpini; i presepi olandesi, peruviani, asiatici. Insomma, una gioia per gli occhi e per chi vuole anche per il cuore.

 

 

 

Museo del Presepio di San Vigilio di Concesio, Brescia, visitabile tutto l’anno.

I PASTORI E LA CAPANNA

A.B.