Gli ‘anni della rinascita’ della Spal raccontati dalle foto di Sergio Pesci

 È un racconto per immagini degli ‘anni della rinascita’ della Spal, dal 2013 al 2017, il libro di Sergio Pesci ‘Spal: dal sogno al paradiso’ presentato oggi nella sala Agnelli della biblioteca comunale Ariostea (via delle Scienze 17) di Ferrara. Il volume è a cura di Lorenzo Battaglioli e Fausto Bassini. L’evento è organizzato in collaborazione con il Circolo della Stampa Ferrara.

La trionfale cavalcata della S.P.A.L. (Società Polisportiva Ars et Labor) – da nobile decaduta del calcio italiano in serie D, fino al ritorno in serie A dopo 49 anni grazie all’abilità di una dirigenza tutta ferrarese: la famiglia Colombarini e il presidente Walter Mattioli – le sue gesta, i suoi gol, i suoi protagonisti e la sua tifoseria raccontati dalla Nikon di Sergio Pesci, fotoreporter di lungo corso per le maggiori testate quotidiane e periodiche, “artista dello scatto” che immortala i biancoazzurri da ben 36 anni. Un volume fotografico con 150 immagini a colori e le prestigiose prefazioni di: Tiziano Tagliani (Sindaco di Ferrara) – Simone Merli (Assessore allo sport del Comune di Ferrara) – Federica Lodi (giornalista di Sky Sport) – Mauro Malaguti (giornalista del Resto del Carlino) – Gianni De Biasi (allenatore internazionale).

Sergio Pesci, ferrarese purosangue e giornalista di lungo corso, ha collaborato in veste di fotoreporter con le maggiori testate nazionali e internazionali. Ha fondato l’agenzia fotografica Business Press e attualmente, con la sua inseparabile Nikon, documenta la cronaca bianca, nera e sportiva per il marchio QN – Quotidiano Nazionale.

 

Alessandro Zangara (anche per l’invio delle foto inerenti il libro)

Il caso Fogolino. Una spy story al Buonconsiglio

Il detective privato Bill Bizzarro è sulle tracce del pittore Marcello Fogolino e di suo fratello, in una torbida vicenda di omicidi, spionaggio, doppiogioco e opere d’arte rinascimentali. Districandosi fra figure misteriose, personaggi sospetti, spie, informatori e l’immancabile femme fatale, il detective Bizzarro accompagnerà gli spettatori in un insolito viaggio fra le opere e la biografia di Marcello Fogolino.

Questo appuntamento, alle ore 18.45 e alle ore 21.00 del prossimo 19 ottobre, rappresenta un modo anomalo di scoprire la mostra “Ordine e bizzarria: Il Rinascimento di Marcello Fogolino” al Castello del Buonconsiglio di Trento, attraverso uno spettacolo comico ispirato al cinema noir anni ’50. Al termine dello spettacolo gli spettatori potranno fermarsi a rivedere le diverse sale della mostra.

“Il Caso Fogolino: un intrigo bizzarro” è una proposta de Il Funambolo, scritto da Guido Laino in collaborazione con i servizi educativi del museo ed è interpretato da Tiziano Chiogna, Lorenzo De Preto, Clara Setti e Nicola Sordo.

tariffa

10,00 € a persona

SPECIALE STUDENTI: 9,00 € compreso l’aperitivo presso la caffetteria del museo

 

 

La proposta educativa di Amnesty International per gli studenti

In particolare, l’edizione 2017 del progetto Amnesty Kids (www.kids.amnesty.it) che quest’anno sarà dedicata al coraggio e ci porterà a conoscere le storie di donne e uomini che combattono ogni giorno per l’affermazione dei diritti umani nel mondo. Il progetto è rivolto a insegnanti, alunne e alunni del secondo ciclo della scuola primaria e della scuola secondaria di I grado che desiderano esplorare insieme il ruolo dei diritti nella vita di ogni persona, impegnandosi concretamente per difenderli.

Alle scuole secondarie di II grado Amnesty International Italia propone il progetto Scuole amiche dei diritti umani. In una scuola amica dei diritti umani studenti, professori e personale della scuola sono invitati a stabilire i propri diritti, condividerli con gli altri e farli rispettare fuori e dentro l’ambiente scolastico.

Per chi, invece, è interessato ad approfondire i diritti delle persone Lgbti c’è il progetto Scuole attive contro l’omofobia e la transfobia (www.scuole-lgbti.amnesty.it) che si rivolge alle scuole secondarie di secondo grado e vuole essere un “luogo” in cui studenti e professori di istituti diversi si incontrano per scambiarsi idee, proposte e azioni per migliorare il proprio ambiente scolastico, renderlo rispettoso dei diritti umani e libero da ogni forma di discriminazione e violenza. Genitori e bambini avranno inoltre la possibilità di riflettere e divertirsi leggendo i bellissimi albi illustrati per conoscere e approfondire i diritti umani. Quest’anno vi consigliamo, in particolare il testo Image (www.amnesty.it/pubblicazioni/imagine) che, attraverso le parole della canzone di John Lennon spiega ai più piccoli come il mondo come dovrebbe essere e a noi adulti come dovremmo lasciarglielo. L’Educazione ai diritti umani, che si ispira ai principi della Dichiarazione universale dei diritti umani e viene promossa nelle scuole di ogni ordine e grado, è un aspetto fondamentale del lavoro di Amnesty International, che realizza risorse educative e schede di approfondimento gratuite, scaricabili e disponibili online adatte a ciascun percorso formativo. L’intera offerta formativa di Amnesty International Italia per l’anno scolastico 2017-18 è consultabile sul catalogo “Educare ai diritti umani” (www.amnesty.it/educazione).

Amnesty International Italia

Convegno di studi storici su “I molti territori della Repubblica fascista. Amministrazione e società nella RSI”a Ferrara

Mussolini shaking hands with Hitler on his arrival on Oct. 4, 1943 at the Latter’s Headquarters, to take part in conferences lasting several days. (AP Photo)

La necessità di rivisitare il biennio 1943-45, negli ultimi anni ha motivato ricerche più attente su Salò, su chi vi aderì, sulla sua effettiva consistenza – cioè la sua concreta capacità di governo e di misurarsi con la preponderanza della cosiddetta “zona grigia” – e quindi sul suo significato di ponte tra il regime fascista e l’Italia del secondo dopoguerra. Il convegno “I molti territori della Repubblica fascista – Amministrazione e società nella RSI”, che avrà luogo il 27 e il 28 settembre nell’Aula Magna del Dipartimento di Economia e Management dell’università di Ferrara (via Voltapaletto, 11), intende approfondire la questione. La E-Review – la rivista degli Istituti storici dell’Emilia Romagna in rete, l’Università di Ferrara e l’Istituto di Storia Contemporanea del Comune di Ferrara hanno organizzato un momento di confronto per mettere a fuoco le strategie non sempre infruttuose che il nuovo Stato fascista attivò. A partire dal profilarsi del consolidamento del novembre-dicembre 1943, il regime si mobilitò per ottenere credibilità, impegnandosi a cercare pragmaticamente nelle pieghe della società italiana modellata ogni forma possibile di sostegno o accettazione. Il convegno è riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione e ai docenti partecipanti sarà rilasciato attestato di partecipazione.

Questo il programma:

Mercoledì 27, dalle 14.30 alle 19

I SESSIONE: TRA CENTRO E PERIFERIE. UOMINI E POTERI

Dopo i saluti del vicesindaco Massimo Maisto, aprirà il lavori il docente Roberto Parisini, curatore del convegno insieme ai colleghi Roberta Mira e Toni Rovatti. Luigi Canapini dell’Università di Bologna presiederà gli interventi del pomeriggio, nell’ordine: Mussolini al lavoro. Le udienze del Duce, di Amedeo Osti Guerrazzi dell’Istituto Storico Germanico di Roma; Sotto lo sguardo tedesco. Amministrazione e amministratori dell’Rsi in Emilia-Romagna e in Toscana, di Roberta Mira dell’Università di Bologna; “Si spara sui fascisti e non sui prefetti”. Tra ricerca del consenso e guerra contro la comunità: la silenziosa lotta tra lo stato e il partito a Torino, di Nicola Adducci dell’Istituto Piemontese per la Storia della Resistenza e della Società Contemporanea; Fare giustizia al tempo di guerra. L’attività ordinaria del tribunale di Ferrara (1940-1945), di Andrea Baravelli dell’Università di Ferrara.

Giovedì 28, dalle 9 alle 13

II SESSIONE: LAVORO E RISORSE. APPARATI E INTERESSI

Luca Baldissara dell’Università di Pisa presiederà gli interventi della mattina, nell’ordine: Il sindacato dei lavoratori dell’agricoltura nel Ferrarese, di Roberto Parisini dell’Istituto di Storia Contemporanea; “20.000 contadini per la Germania”. Il piano del Commissariato Marchiandi per la provincia di Modena, di Toni Rovatti dell’Istituto Nazionale Ferruccio Parri di Milano; “L’unica possibilità per la nostra Patria”: Rsi e fascismo repubblicano a Lucca, di Matteo Bennati della Scuola Normale Superiore di Pisa.

Dalle 14.30 alle 18

III SESSIONE: GOVERNO DELL’EMERGENZA. LE DIDATTICHE DEL PARTITO

Il ciclo di conferenze riprenderà finita la pausa pranzo. Dianella Gagliani dell’Università di Bologna presiederà gli interventi conclusivi, nell’ordine: Fragilità del governo, violenza della precarietà: la Rsi in Toscana. Assistenza e mobilitazione bellica attraverso la stampa repubblicana, di Matteo Mazzoni dell’Istituto Storico Toscano della Resistenza e dell’Età Contemporanea di Firenze; La Rsi di fronte a sfollati, profughi, evacuati: una partita importante per il consenso, di Elena Cortesi dell’Università di Bologna; Arresti, razzie antiebraiche e coinvolgimento della società in Toscana. Profili di persecutori, di Marta Baiardi dell’Istituto Storico Toscano della Resistenza e dell’Età Contemporanea di Firenze.

 

Comune di Ferrara

A Bergamo la XV edizione di BergamoScienza -3

(segue)

Sabato 7 ottobre alle 9.30 al Teatro Sociale,Giuseppe Ippolito, direttore dell’Istituto Nazionale Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma e membro di vari organismi nazionali ed internazionali che si occupano di preparazione e risposta alle infezioni emergenti, indagherà il ruolo delle epidemie e il loro livello di rischio in un mondo sempre più interconnesso come il nostro.

Seguirà alle 11.30 la conferenza con l’esperto di prevenzione delle infezioni e sicurezza dei pazienti che collabora con l’Organizzazione Mondiale della Sanità Didier Pittet e Thierry Crouzet, scrittore che ne ha documentato le ricerche, spiegheranno come un gesto apparentemente così semplice e abitudinario abbia in realtà un’importanza vitale nella prevenzione di molteplici patologie.

Del rapporto tra salute e povertà si parlerà invece nel pomeriggio, alle 17, durante la tavola rotonda con il medico e membro dell’Istituto Superiore di Sanità Giuseppe Remuzzi, Kathrine Pritchard dell’Università di Durham, Carlo Alberto Redi, docente di Zoologia e Biologia dello Sviluppo all’Università di Pavia e Naomi Lee, della School of Medicine and Public Health di New Castle (Australia).

Julian Marchesi, biochimico dell’Imperial College di Londra, e Marian Ludgate, endocrinologa dell’Università di Cardiff, illustreranno l’importanza del microbioma umano, l’appuntamento è nell’Aula Magna S. Agostino domenica15 ottobre alle 11.30.

Sono molti gli eventi che in questi quindici anni hanno reso BergamoScienza un momento fondamentale in cui cultura scientifica e arte trovano una perfetta intesa.

In questo senso ormai consolidata è la collaborazione con la rassegna Contaminazioni Contemporanee, che continua a portare in città grandi nomi della musica internazionale per esibizioni e concerti.Inprogramma, grazie alla collaborazione con l’Associazione Verbo Essere, il concerto An Evening with Pat Metheny. Il chitarrista statunitense e icona del jazz mondiale si esibirà il 14 ottobre al Teatro Creberg (biglietti disponibili su sito Ticketone). Il musicista vincitore di 20 Grammy Awards sarà affiancato sul palco da tre artisti altrettanto autorevoli: il batterista Antonio Sanchez, autore della colonna sonora del film Birdman, nominata per il Golden Globe e per i Grammy Award 2016; Linda Oh, bassista molto attiva sulla scena newyorkese e il pianista Gwilym Simcock, uno degli artisti più interessanti che siano ultimamente apparsi nel Regno Unito.

Il connubio tra musica e scienza coinvolge quest’anno anche la lirica. Venerdì 6 ottobre al Teatro Sociale andrà in scena l’opera “Ettore Majorana. Cronaca di infinite scomparse”, una co-produzione del Teatro Sociale di Como e della Fondazione Donizetti, che ripercorre uno dei misteri irrisolti della storia italiana a quasi 80 anni dall’inspiegabile scomparsa del geniale fisico italiano. Il èlibretto di Stefano Simone Pintor su musiche di Roberto Vetrano.

Martedì 10 ottobre nella Basilica di Santa Maria Maggiore alle ore 21 il neuroscienziato e linguista Andrea Morodarà voce al poeta e filosofo latino Lucreziocon letture e narrazioni.

I giovani e le scuole sono come sempre protagonisti di BergamoScienza: saranno infatti 58 gli istituti che presenteranno i loro progetti, che da mesi stanno tenendo impegnati 400 insegnanti e 2800 studenti, per un totale di più di 100 eventi. Laboratori e workshop interattivi saranno gestiti direttamente dagli stessi studenti e insegnanti, che guideranno grandi e piccini nella sperimentazione scientifica dei temi più disparati. Solo per fare qualche esempio: si andrà alla scoperta del corpo umano con guide under 5, bambini della scuola materna; usare la geometria per dare vita a sorprendenti opere d’arte; approfondire il tema dei terremoti; imparare a orientarsi nei labirinti grazie alla geografia e alla matematica; conoscere i segreti della stampa tridimensionale e molto altro, e con un video tridimensionale partire per un viaggio alla volta di Mercurio.

Durante il primo weekenddel festival, sabato 30 settembre (dalle 14.30 alle 18.30) e domenica 1° ottobre(dalle 10 alle 18) sul Sentierone sarà dato un assaggio dei molti laboratori interattivi che nelle due settimane successive coinvolgeranno i passanti nel centro della città bassa. È il momento della consueta fiera scientifica on the road La Scuola in Piazza che quest’anno vedrà l’esposizione di stand di ben 36 istituti scolastici ai quali si affiancano, quest’anno per la prima volta, quelli delle forze dell’ordine di Guardia di Finanza, Accademia della Guardia di Finanza, Polizia e Carabinieri, che mostreranno a tutti le caratteristiche del loro essenziale lavoro.

Il programma integrale è disponibile sul nuovo sito www.bergamoscienza.it.

 

Delos

 

 

Tornate al Museo le opere trafugate da Castelvecchio

Ieri, venerdì 22 settembre, alla sala Boggian del Museo di Castelvecchio di Verona, il sindaco avvocato Federico Sboarina, ha salutato ufficialmente il ritorno al Museo, dopo il restauro, delle opere trafugate il 19 novembre 2015 e recuperate il 21 dicembre 2016.

Sia oggi, sabato 23 settembre, che domani, domenica 24, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, i visitatori potranno incontrare vicino a ciascuno dei dipinti – al mattino dalle 10.30 alle 13.00, al pomeriggio dalle 14.30 alle 18.00 – i restauratori, gli studenti dell’Accademia, il curatore delle collezioni e il personale della Direzione del museo e della Soprintendenza, per ricevere spiegazioni sullo stato di salute delle opere e sugli interventi di restauro eseguiti. Pisanello, Bellini, Mantegna, Caroto Tintoretto, Rubens insieme a tutti gli altri capolavori sono in bella mostra dopo le amorevoli “cure” ricevute. Per il pubblico sarà un’occasione inconsueta e interessante di approfondimento culturale e di condivisione delle attività di conservazione e di tutela del Patrimonio svolte dalle Istituzioni del territorio.

Nelle due giornate, i cittadini di Verona e della provincia potranno accedere al Museo al costo agevolato di un euro a persona, mentre per gli altri visitatori è previsto un ingresso ridotto a 4,50 euro (per celebrare le Giornate Europee del Patrimonio).

Nelle sale museali tornano al loro posto tredici dei diciassette dipinti, mentre le quattro tavole eseguite da un artista dell’ambito di Jacopo Tintoretto, Trasporto dell’arca dell’alleanza, Banchetto di Baltassar, Sansone, Giudizio di Salomone, sono in prestito fino al 4 novembre alla mostra voluta dall’Arma dei Carabinieri Fidelis, allestita a Palermo, Caserma dei Carabinieri Bonsignore – Dalla Chiesa, per raccontare l’impegno del Nucleo Tutela Beni Culturali nel recupero di opere trafugate del patrimonio italiano.

Ecco i nomi dei restauratori intervenuti sulle opere.

Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza. Laboratorio di restauro (Chiara Scardellato, Guglielmo Stangherlin, Elisabetta Fedeli)

Jacopo Bellini, San Girolamo nel deserto, 1450-1460, tempera su tavola, cm 95×65, inv. 876-1B0306 (Guglielmo Stangherlin)

Andrea Mantegna, Sacra famiglia e una santa, fine del XV secolo, tempera su tela, cm 76×55,5, inv. 855-1B0087 (Chiara Scardellato, Guglielmo Stangherlin)

Giovanni Francesco Caroto, Ritratto di ragazzo con disegno infantile, 1520 circa, olio su tavola, cm 37×29, inv. 5519-1B0130 (Guglielmo Stangherlin)

Giovanni Francesco Caroto, Ritratto di giovane monaco, 1520 circa, olio su tela, cm 43×33, inv. 1407-1B0142 (Guglielmo Stangherlin, Chiara Scardellato)

Peter Paul Rubens, Dama delle licnidi, 1602, olio su tela, cm 76×60, inv. 1779-1B0166 (Chiara Scardellato, Elisabetta Fedeli)

Accademia di Belle Arti di Verona. Corso di restauro dei dipinti su supporto tessile, quarto anno

Corso della prof.ssa Laura Rivali con gli allievi Martina Barozzi, Alice Chiodelli, Giulia Dall’Igna, Alessia Datteri, Giada Margotto e Fabio Speltoni.          

Giovanni Benini, Ritratto di Girolamo Pompei, 1790, olio su tela, cm 85×63, inv. 45783-1B4017

Egidio Arlango

Bottega di Domenico Tintoretto, Ritratto di ammiraglio veneziano, 1590 circa, olio su tela, cm 110×89, inv. 1602-1B0710

Francesca Mariotto

Cerchia di Jacopo Tintoretto, Ritratto maschile, ottavo decennio del XVI secolo, olio su tela, cm 54×44, inv. 44381-1B4013

Stefania Stevanato

Domenico Tintoretto, Ritratto di Marco Pasqualigo, 1583 circa, olio su tela, cm 48×40, inv. 6707-1B0158

Pierpaolo Cristani s.n.c. (Francesca Amati, Adriana Benetti, Ivan Cristani)

Hans de Jode, Porto di mare, 1657, olio su tela, cm 70×99, inv. 6273-1B0680

Attilia Todeschini

Hans de Jode, Paesaggio con cascata, 1657, olio su tela, cm 70×99, inv. 6275-1B0685

Alessandra Zambaldo e Isabella Bellinazzo

Jacopo Tintoretto, Madonna allattante, 1555 circa, olio su tela, cm 89×76, inv. 1285-1B1623

Museo di Castelvecchio, interventi di manutenzione

Antonio Pisano detto Pisanello, Madonna col bambino, detta Madonna della quaglia, 1420 circa, tempera su tavola, cm 54×32, inv. 164-1B0090

Ambito di Jacopo Tintoretto, quattro tavole di cassone o altra mobilia:

Trasporto dell’arca dell’alleanza, metà del XVI secolo, olio su tavola, cm 28×80, inv. 263-1B0227

Banchetto di Baltassar, metà del XVI secolo, olio su tavola, cm 26,5×79, inv. 264-1B0229

Sansone, metà del XVI secolo, olio su tavola, cm 26,5×79, inv. 265-1B0228

Giudizio di Salomone, metà del XVI secolo, olio su tavola, cm 26,5×79,5, inv. 266-1B0230

Le quattro tavole sono in prestito fino al 4 novembre alla mostra Fidelis, Palermo, Caserma dei Carabinieri Bonsignore – Dalla Chiesa

Si ringrazia la dottoressa Maristella Vecchiato, funzionario storico dell’arte della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza.

Roberto Bolis

 

 

A Bergamo la XV edizione di BergamoScienza

Il festival di divulgazione scientifica BergamoScienza inaugurerà la suaXV edizione sabato 30 settembre alle 17.30 al Palazzetto dello Sport e proseguirà, per 16 giornate, fino al 15 ottobre.

Lo scorso anno la rassegna ideata dall’Associazione BergamoScienza ha registratola partecipazione di 152.600 persone e 9.704 collegamenti streaming per assistere ai 20 eventi live contando sulla collaborazione di 3.560 giovani volontari.

Anche quest’anno la città di Bergamo sarà animata da una manifestazione di grandi scoperte, incontri ed emozioni: più di 190 eventi tutti gratuiti – conferenze, laboratori interattivi, spettacoli, mostre – con protagonisti scienziati di fama internazionale, tra cui il Premio Nobel per la Medicina 2007 Mario Renato Capecchi. Genetista nato in Italia e naturalizzato in America, è l’ideatore del gene targeting, tecnica che consente di ottenere nei topi specifiche mutazioni genetiche utili per lo studio di malattie umane come il cancro e il diabete, ricerca grazie alla quale ha vinto nel 2007 il Premio Nobel per la Medicina.

Il suo incontro si terrà venerdì 13 ottobre alle ore 21 al Teatro Sociale.

La scienza, protagonista assoluta, sarà affrontata in tutte le sue diverse componenti, da quelle più ortodosse (fisica, chimica, neuroscienze, medicina, biologia, tecnologia) a quelle più artistiche (musica, teatro, letteratura) creando così un intreccio di sapere e spettacolo che promuove e diffonde la cultura scientifica in un pubblico ampio e variegato, con un linguaggio, come sempre, accessibile a tutti.

Presenzierà Edo Ronchi esperto di problematiche ambientali e di sostenibilità. Presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile, importante centro di ricerca della green economy, parlerà di economia circolare e gestione dei rifiuti, con particolare attenzione alla situazione urbana. L’incontro sarà sabato 7 ottobre alle 10.30 presso la Montello, società leader nel settore del recupero e riciclo di rifiuti e nella produzione di biogas a partire da rifiuti organici.

 

(continua)

Delos

 

TOCAT​Ì. Festival Internazionale dei Giochi in Strada a Verona

Dal 14 al 17 settembre 2017 si terrà a Verona “Tocatì. Festival Internazionale dei Giochi in Strada”, organizzato da Associazione Giochi Antichi in collaborazione con il Comune di Verona Area Cultura e Turismo e il sostegno della Regione Veneto.

Giunto alla XV edizione il Festival permette, come ogni anno, di scoprire le tradizioni culturali riconosciute dall’UNESCO come parte del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità (Convenzione del 2003).

Inoltre con questa edizione il Festival comincia un impegnativo percorso di candidatura per essere riconosciuto come “Buona Pratica” per la salvaguardia del patrimonio immateriale. Questa la grande sfida che AGA condivide con il partenariato europeo di AEJEST e con Simbdea: due associazioni non governative accreditate presso l’UNESCO. Simbdea riunisce professionisti, studiosi e volontari attivi nell’ambito dei beni demoetnoantropologici dei musei e del patrimonio culturale materiale e immateriale, a livello nazionale. AEJEST è l’Associazione Europea Giochi e Sport Tradizionali, la grande famiglia internazionale di AGA.

L’immagine coordinata del Festival è stata realizzata nello spirito del progetto di candidatura: 9 simboli, che sintetizzano e rappresentano graficamente i tanti significati del Gioco, si alterneranno nelle prossime tre edizioni. Per il 2017 protagonisti il tema della Comunità, Incontro e Appartenenza, nel 2018 il focus sarà sul Territorio, Confronto e Patrimonio, mentre nel 2019 Salvaguardia, Evoluzione e Impegno.

Tra i temi significativi di questa edizione del Festival troviamo l’​Europa delle lotte tradizionali, che vede la lotta come pratica ludica in crescita nei contesti tradizionali come nelle società complesse, potenti strumenti di gestione del conflitto e di integrazione dei giovani.

Il centro storico di Verona, come sempre chiuso al traffico, farà da cornice a più di 40 giochi praticati da una dozzina di comunità europee e italiane. Lottatori provenienti dalla Grecia​​, dalla ​Romania​, dalla ​Bulgaria​, dalla ​Spagna ​e dalla ​Serbia​, attivamente coinvolgeranno il pubblico illustrando le regole e i dettagli del gioco e raccontando aneddoti riguardanti i loro territori e il loro modo di giocare. Un’esperienza unica che trasforma la città e trasmette una visione del mondo fatta di dialogo, confronto e rispetto attraverso il gioco.

Tra i giochi italiani di questa edizione il Fiolet (Valle d’Aosta), il tiro con il bastone (Puglia), la Borella (Veneto), il Ruzzolone (Umbria) e S’istrumpa (Sardegna). Non mancheranno i giochi urbani, come Kendama, Graffiti Game, Parkour, Ultimate Frisbee e Skateboard. Durante il Festival si svolgerà il ​Torneo Internazionale della Lippa​, che, oltre alle squadre di Verona, Milano e Mede (PV), ospiterà giocatori provenienti da ​Croazia, Francia, Spagna, Romania, Slovenia e Ungheria.

In piazza dei Signori, denominata Piazza Europa, troveranno sede i gruppi di musica, danza popolare e teatro provenienti dalle regioni europee ospiti, pronti a coinvolgere e ad affascinare il pubblico, mentre sul palco in Lungadige San Giorgio si avvicenderanno i gruppi musicali italiani con le melodie della tradizione italiana.

Gli spazi della Provianda di Santa Marta, nel cuore del nuovo campus dell’Università di

Verona, ospiteranno la mostra​ curata da Monica​ Monachesi​, dedicata alle illustrazioni originali realizzate da ​Viola Niccolai per il libro “Per gioco: l’arte di divertirsi” della collana ​PIPPO – Piccola Pinacoteca Portatile​, edito​ da​​Topipittori per​​AGA​.

Grande attenzione sarà dedicata al tema dell’​Azzardopatia​, venerdì 15 e sabato 16 settembre, dalle 09.00 alle 12.00 si susseguiranno diversi incontri e iniziative tese a coinvolgere il pubblico, anche quello più giovane. Nel pomeriggio, Maurizio Fiasco, sociologo della Consulta Nazionale Antiusura, e Marco Aime, autore del “L’Umanità in gioco” e antropologo, interverranno sul tema.

Festival nel festival è la sezione denominata “Riflessioni”: incontri autobiografici con personaggi del mondo della cultura, ​conferenze, approfondimenti sui temi ludici nella quotidianità, laboratori e tanto altro. Saranno ospiti dell’edizione 2017 personaggi di assoluto rilievo, come Edoardo​ Albinati​, premio Strega nel 2016, in questo intervento presenterà il suo libro “Un adulterio”, e il filosofo ​Ermanno Bencivenga​, che si dedica da tempo ad una ricerca di interesse assoluto sul ruolo del gioco nella società moderna, non più come intrattenimento attivo e creativo ma come divertimento imposto e passivo.

All’interno della biblioteca Civica, in collaborazione con Fondazione Sanzeno, il pubblico avrà la possibilità di leggere “libri viventi”, ovvero persone che, partendo dal proprio vissuto di pregiudizi e discriminazione, si assegnano un titolo e si raccontano dialogando a tu per tu con il “lettore”.

Riconfermato anche nel 2017 lo “spazio bambini” in Piazza Nogara, dove, alla già solida collaborazione con associazioni e istituzioni che si occupano di gioco per professione (ludoteche, ludobus, animatori, esperti di didattica museale, ecc.), quest’anno si affianca il supporto della filiale veronese dell’UNICEF.

Come l’edizione scorsa l’area di lettura per i bambini sarà allestita, a cura di Nati per leggere Verona, alla Latteria Ludica, dove si potrà far merenda con prodotti genuini delle malghe della Lessinia.

Sul Lungadige San Giorgio, punto d’incontro ormai consolidato delle serate del Festival, nell’area Cucine, si potranno gustare vini e specialità veronesi,mentre all’Osteria del Gioco si troveranno vini della zona e menù a Chilometro Zero grazie alla storica collaborazione dei piccoli produttori locali e di Coldiretti.

Il Tocatì, che già nel 2015 ha ottenuto l’importante certificazione internazionale ISO 20121 per la gestione sostenibile degli eventi, riconferma in piazza Bra il punto Play Smart: il futuro degli agglomerati urbani, le smart city, le tecnologie rinnovabili, la sharing economy trovano in questo punto il presidio ideale e gli interlocutori più autorevoli in materia.

RICORDIAMO CHE:

  • I giochi saranno praticati ogni giorno per sei ore come spettacolo per il pubblico. Chi desidera partecipare e imparare gli antichi gesti ludici verrà accolto da giocatori pronti a trasmettere con passione la loro sapienza.
  • Agli spettacoli si aggiungeranno vari momenti conviviali, con concerti per strada e aperitivi nelle osterie.
  • Un servizio speciale di imbarcazioni istituito per il Festival consentirà di visitare Verona navigando l’Adige.
  • INFO SUL FESTIVAL
  • Nato nel 2003, il Festival ha avuto subito successo. Dal 2006 viene dedicato ogni anno ad un diverso Paese che viene rappresentato da giochi, musiche, danze caratteristiche e specialità gastronomiche (2006 Spagna, 2007 Croazia, 2008 Scozia, 2009 Grecia, 2010 Svizzera, 2011 vari Paesi del mondo in occasione del congresso mondiale degli esperti di gioco ITSGA – International Traditional Sports and Games Association, 2012 tutti i Paesi Ospiti in precedenza hanno inviato una rappresentanza per celebrare il decennale del Tocatì, 2013 Ungheria, 2014 Messico, 2015 Catalunya, 2016 Cina).
  • Il Festival è da sempre attento a sostenibilità e ambiente ed utilizza solo energia proveniente da fonti rinnovabili. Dal 2015 ha ottenuto la certificazione internazionale ISO 20121 come evento sostenibile.
  • Dal 2016 riceve il patrocinio dell’UNESCO associato al Logo della Convenzione per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale.

Tocatì è organizzato da Associazione Giochi Antichi (AGA), in collaborazione con Comune di Verona.

L’Associazione Europea Sport e Giochi Tradizionali (AEJEST) è partner del festival, che ha il patrocinio del MIBACT, dell’Unicef, del Touring Club Italiano, della Regione Veneto, dell’Università degli Studi di Verona, dell’UNESCO. Tra gli Sponsor: Banco Popolare.

In caso di pioggia il festival si tiene in spazi al coperto ed è gratuito.

È  prevista un’accoglienza particolare per garantire ai disabili l’accesso ad alcuni giochi.

Segreteria del Festival e Associazione Giochi Antichi

 

Museo delle Navi Romane di Nemi

Il Museo delle Navi Romane fu costruito fra il 1934 e il 1940 su progetto dell’architetto Vittorio Ballio Morpurgo. La funzione originaria, come si evince dal nome, consisteva nel conservare e mettere a disposizione del pubblico quel che rimaneva di due grandi navi realizzate al tempo dell’imperatore Caligola (37-41), riportate alla luce fra il 1929 e il 1931. Ironicamente, nella loro nuova sistemazione le navi ebbero vita breve: entrambe sarebbero perite difatti in un incendio del 1944.

Vittorio Ballio Morpurgo (1890-1966), laureatosi in ingegneria civile nel 1914, allievo di Gustavo Giovannoni, fu uno dei più raffinati esponenti della scuola romana del razionalismo. Basti ricordare l’attuale sede del Ministero degli Affari Esteri della Repubblica Italiana, la cosiddetta Farnesina, realizzata con Enrico Del Debbio e Arnaldo Foschini dal 1935 e in origine concepita come sede a Roma del Partito Nazionale Fascista. Morpurgo raggiunse risultati d’eccellenza particolarmente in ambito museologico. Nel 1921, assieme a Giovannoni e a Marcello Piacentini, organizzò la Mostra d’arte per il cinquantenario di Roma capitale. Alla metà degli anni Trenta, Morpurgo realizzò la sistemazione urbana di piazza Augusto Imperatore, la quale comprendeva la teca in vetro e cemento per l’Ara Pacis Augustae. Com’è noto, la teca di Morpurgo sarebbe stata sostituita nel 2003 dal Museo dell’Ara Pacis progettato dall’americano Richard Meier.

Dal 1944, il Museo di Nemi divenne sostanzialmente il Museo del contenitore di Vittorio Ballio Morpurgo. Il Museo, tornato una prima volta in funzione tra il 1953 e il 1962, riaprì definitivamente le porte nel 1988. Nel maggio 2015 è in gestione del Polo Museale del Lazio, diretto da Edith Gabrielli. Oltre a due modelli in scala ridotta delle navi originali di Caligola, i due corpi rettangolari a doppia serie di archi, uniti da una galleria centrale, accolgono attualmente una sezione archeologica sulla protostoria e una seconda sezione, centrata sugli insediamenti nel territorio lacustre in età repubblicana e imperiale.

Dallo scorso agosto ha attivato i  “Nuovi percorsi museologici”, progetto dell’architetto Gabriella Musto, in forza al Polo Museale del Lazio, fra l’altro, come direttrice del Vittoriano. Il progetto si pone all’interno di una precisa linea del Polo Museale del Lazio e della direttrice Edith Gabrielli, volta sinteticamente a valorizzare non soltanto i contenuti, ma anche i contenitori, cioè gli edifici – talora davvero rimarchevoli – dei 43 fra musei, istituti e luoghi di cultura che il Polo stesso ha in gestione.

A Nemi, l’obiettivo consiste nel recupero della spazialità e, fin dove possibile, anche degli equilibri concepiti da Ballio Morpurgo. La perdita della funzione originaria, appunto per via del rogo delle navi imperiali, aprì la strada a una serie di manomissioni dell’edificio, talora assai pesanti, che aveva finito per comprometterne la lettura. In concreto, il progetto di recupero si è strutturato in due fasi successive. La prima fase si è svolta attraverso una fitta serie di piccoli interventi di ‘ricucitura’, volti all’eliminazione dei fenomeni di degrado più vistosi. La seconda fase ha puntato a ridefinire gli spazi e i percorsi del Museo, anche attraverso un opportuno progetto di riallestimento. Il risultato è il recupero di un’importante edificio e con esso di un’intera fase del razionalismo italiano in chiave romana.

Museo Nazionale delle Navi Romane Via del Tempio di Diana 13 00040 nemi (RM) Tel. 06 9398040

Orario di visita:  tutti i giorni ore 9.00-19.00

Chiusura: il 1 gennaio, il 1 maggio e il 25 dicembre, salvo aperture straordinarie su progetto MiBACT

Biglietto intero € 3,00, ridotto € 1,50, fatte salve le agevolazioni previste dal regolamento di ingresso ai luoghi della cultura italiani, consultabili nel sito web del MiBACT. Apertura gratis la prima domenica del mese.

 

Marco Sala

Fang Zhaolin e la cerimonia cinese del tè domani a Milano

 

In occasione della chiusura della mostra “Fang Zhaolin. Signora del Celeste Impero” (apertura al pubblico sino al 10 settembre) giovedì 7 settembre alle ore 16.30 e alle ore 18.00 si svolgerà al Museo della Permanente una doppia straordinaria “Cerimonia cinese del tè” secondo il metodo Gong Fu Cha tenute dal prof. Marco Bertona con la possibilità di degustare due pregiatissimi tè cinesi, in particolare un Dian Hong, tè rosso cinese dello Yunnan (raccolto aprile 2017) e un Bai Hao Yin Zhen, tè bianco di sole gemme (raccolto marzo 2017).

Essendoci solo 70 posti disponibili per ogni Cerimonia, per poter partecipare è obbligatorio prenotarsi con un sms al numero 345 7190941 specificando orario, nome e cognome, e aspettare la conferma.

Il costo per partecipare è di euro 3 a persona.

Il doppio appuntamento è stato reso possibile grazie alla partnership con l’Associazione Italiana Degustatori e Maestri di Thè (ADeMaThè Italia) presieduta dal prof. Marco Bertona,  tea taster professionista diplomato in Cina presso l’Università di Scienze Agrarie di Canton, dove ha ottenuto il diploma statale di “Advanced Tea Taster”. Bertona è inoltre membro del Consiglio Direttivo del World Tea Organization di Pechino e Delegato presso il Gruppo Intergovernativo sul Tè della FAO (IGG/Tea).

IL METODO GONG FU CHA

La Cina è stato il primo Paese al mondo a coltivare la pianta del tè e a creare dei veri e propri cerimoniali per preparare e servire questa bevanda.

Numerosi sono i metodi di preparazione e di servizio del tè in Cina, che variano,  da regione a regione, ma anche da famiglia a famiglia.

Tutte però riconducono al metodo principale: quello del Gong Fu Cha.

Per questo metodo di preparazione si usa un tradizionale tavolino sul quale sono appoggiati tutti gli accessori utili a preparare e servire il tè.

L’infusione avviene in piccole teiere di terracotta, dalle dimensioni di un’arancia, e viene poi versata in minuscole tazzine per essere poi servite agli ospiti.

Marco Bertona è Tea Taster professionista diplomato in Cina presso il “Tea Research Institute of the Guangdong Academy of Agriculture Sciences” di Guangzhou (Canton). Nel 2006 ha ottenuto l’attestazione di qualificazione professionale nazionale di “Advanced Tea Taster” rilasciata dal Ministero del Lavoro della Repubblica Popolare di Cina. Bertona è presidente dell’Associazione Italiana Degustatori e Maestri di Thè (ADeMaThè Italia), è membro professionale dell’International Society of Tea Science di New Delhi (India), è membro del Consiglio Direttivo e rappresentante per l’Italia presso il World Tea Organization di Pechino, nonché Delegato presso il Gruppo Intergovernativo sul Tè della FAO (IGG/Tea).

 

de Angelis (anche per credit fotografico)