La prima giornata di Vinitaly con ottime prospettive

Conclusa la prima giornata di Vinitaly, si possono già tracciare alcune considerazioni. L’affluenza di pubblico, data la giornata festiva, è stata molto alta sin dall’immediata apertura: affollati praticamente tutti gli stand, di ogni regione. Altri anni l’affluenza era inferiore. Moltissimi gli inviati stampa, sia italiani che esteri. Molto attenta la ricerca dei luoghi dove andare a degustare: l’incontro con il pubblico è stato all’insegna di un alto grado di conoscenze e di voglia di vederle confermate. Molta la curiosità per prodotti classici o innovativi. Gettonatissimo il padiglione Lombardia, con il settore Franciacorta come al solito full già alle dieci di mattina.

Complessivamente l’impressione è stata di stand molto curati, molto aperti all’incontro con il vasto pubblico, quando altri anni avevamo dimostrato la sensazione di una certa distanza tra i visitatori e gli standisti, e un certo calo nella cura dei dettagli. La vetrina quest’anno è quanto di più curato e di alto livello, in tutte le regioni. Molti i piccoli produttori (di pasta artigianale, di carni piemontesi conservate, di praline, di olio, patè grissini, eccetera), con un forte passo avanti nella presenza di birre. La tendenza di approfondire i distillati da parte delle persone e gli sforzi fatti negli ultimi anni per spingere un settore molto interessante, ha dimostrato che le attese sono state esaudite: tra i visitatori la ricerca dei distillati è altissima, con forte propensione a volerne sapere di più sotto tutti i punti di vista.

Un bel Vinitaly, che fa ben sperare per EXPO.

Renato Hagman

Crisi per il mercato del vino? A Vinitaly l’export vola!

Il 94,5% delle cantine espositrici di Vinitaly esporta e più è alta la percentuale di export, maggiore è la soddisfazione e la fiducia espressa per il futuro, con l’82,9% che su una scala da 1 a 9 dà un voto uguale o superiore a 6. Ottimismo anche per la ripresa del mercato interno, con una cantina su due che prevede una crescita nel 2015. Lo dice l’indagine esclusiva di wine2wine – l’Osservatorio b2b di Vinitaly, realizzata intervistando oltre 400 aziende vinicole italiane espositrici di Vinitaly nei mesi di febbraio e marzo 2015.
La soddisfazione delle cantine cresce in misura proporzionale rispetto all’esportazione generata: la percentuale di aziende che dà un voto pari o superiore a 7 ha un picco del 77,4% per quelle che esportano più del 75% del loro prodotto. Più soddisfatte (otre il 70%) le aziende con fatturato superiore al milione di euro; si scende al 60,9% per quelle con fatturato compreso tra 500.000 euro e 1 milione di euro e non si arriva al 50% per quelle più piccole.
«Questi – spiega Giovanni Mantovani, Direttore generale di Veronafiere – sono alcuni dei risultati del secondo anno di un programma di monitoraggio continuo voluto da Vinitaly per avere il polso degli effettivi bisogni degli espositori in termini di promozione e business. I risultati dell’anno scorso – prosegue Mantovani – ci hanno permesso di focalizzare ulteriormente la nostra attività di incoming e di promozione del brand Vinitaly su alcuni Paesi target, con azioni mirate e un aumento degli investimenti del 34% rispetto al 2014».
Per il futuro prevalgono le aspettative di crescita dei ricavi (67,5% degli intervistati), con il 29,4% che prevede per il 2015 un fatturato in linea con il 2014, mentre solamente il 3% si aspetta un calo. Le aziende più ottimiste sono quelle del Sud e Isole (con una previsione di crescita nel 78% dei casi), seguite da quelle del Centro Italia (7,40%), del Nord-Est (64,6%) e del Nord-Ovest (61,9%). Previsioni sotto la media per le cantine che non esportano (crescita solo nel 50% dei casi) e per quelle che esportano meno del 15% della propria produzione (60,8%).
La crescita è prevista soprattutto per le vendite all’estero: il 79,8% delle aziende intervistate dichiara una previsione di aumento dei ricavi superiore al 5% fuori dall’Italia. Anche in questo caso sono soprattutto le aziende del Sud e Isole ad essere ottimiste (84,8%), segno dell’intenzione di recuperare il gap esportativo con il resto del Paese.
La previsione è comunque positiva anche per le vendite in Italia, previste in rialzo per un’azienda su due.
Le cantine intervistate esportano mediamente in 14,6 Nazioni: il 32% delle cantine esporta in meno di 5 Paesi, una su tre ha tra 6 e 10 mercati di sbocco, il 21% tra 11 e 20 e il 17% esporta in più di 20 Paesi. Gli USA sono tra i mercati principali per il 61% delle cantine, seguiti da Germania (43%), Svizzera (23%), Regno Unito (20%), Giappone (19%) e Canada (17%).
I Paesi target per i produttori di vino per il 2015 sono, gli USA (63% delle cantine), Germania (30%) e Cina (25,2%): Giappone, Regno Unito, Canada, Russia, Svizzera, Brasile, Svezia. Tra l’11° e il 15° posto si piazzano Norvegia, Danimarca, Olanda, Australia e Belgio.
Il 20% delle cantine intervistate produce oltre 1 milione di bottiglie, l’11% tra 400.000 e 1 milione, poco meno del 28% tra 100.000 e 400.000, il 18,5% tra 50.000 e 100.000, quasi il 17% tra 15.000 e 50.000, mentre poco più del 6% non raggiunge le 15.000 bottiglie prodotte.
Ben il 20% delle aziende intervistate ha un fatturato superiore ai 5 milioni di euro, il 12,5% è nella fascia tra 2 e 5 milioni, l’11% in quella tra 1 e 2 milioni di euro, quasi il 17% tra 500.000 euro e 1 milione, poco meno del 27% tra 150.000 e 500.000 euro e, infine, circa 17% dichiara un fatturato inferiore ai 150.000 euro.

Appuntamento con la seconda edizione di wine2wine il Forum di Veronafiere e Vinitaly dedicato al business del vino a Verona il 2 e 3 dicembre 2015.

Veronafiere

 

Vinitaly 2015. Inaugurazione domani a Verona

Più di 4mila aziende da 24 Paesi, operatori specializzati attesi da 120 nazioni del mondo, in rappresentanza di tutti i continenti e oltre 90mila metri quadrati espostivi netti. Sono questi i numeri della 49ª edizione di Vinitaly, il salone internazionale b2b di riferimento per vino e distillati, al via domani a Veronafiere (www.veronafiere.it).
Quattro giorni, da domenica 22 a mercoledì 25 marzo dedicati a business, alla cultura e alla formazione nel settore vitivinicolo, ma non solo. In contemporanea a Vinitaly si svolgono anche Sol&Agrifood, rassegna sull’agroalimentare di qualità, ed Enolitech, appuntamento con la tecnologia innovativa per la filiera dell’olio e del vino.
«La storia del nostro vino rappresenta al meglio la capacità dell’Italia di uscire dalla crisi e vincere nuove sfide – afferma Maurizio Martina, Ministro alle Politiche agricole, alimentari e forestali –. Lo dicono i numeri formidabili di questi anni, come il record di oltre 5 miliardi di euro di export che testimonia la nostra forza nel mondo. Vinitaly costituisce un momento fondamentale per questo mondo, per le migliaia di nostre imprese che sono la forza vera di un settore che può ancora crescere. Il Governo è in campo per liberare queste energie e cogliere opportunità importanti come Expo Milano 2015, dove il Padiglione Vino sarà uno dei racconti principali della potenza del saper fare italiano».
Ed è proprio il Ministro Martina ad inaugurare domani Vinitaly, alla Fiera Verona. Alla cerimonia, prevista alle 10.30 nell’Auditorium Verdi, partecipano anche Luca Zaia, Governatore della Regione Veneto, Flavio Tosi, Sindaco di Verona e Antonio Pastorello, Presidente della Provincia di Verona.
«Vinitaly, Sol&Agrifood ed Enolitech – commenta Ettore Riello, Presidente di Veronafiere – rappresentano l’occasione per fare il punto e confrontarsi sulle prospettive future del mercato, non solo del vino, settore da oltre 10 miliardi di euro, ma anche dell’olio d’oliva e dell’alimentare Made in Italy. Si tratta di comparti fondamentali per l’economia che continuano a registrare ottime performance sui mercati esteri e di cui il sistema fieristico costituisce un’efficace e insostituibile piattaforma internazionale di promozione in grado di generare il 15% dell’export».
Business e internazionalità restano al centro anche di questa edizione di Vinitaly che vede l’arrivo a Verona di operatori specializzati e buyer da tutti i cinque continenti e delegazioni commerciali ufficiali da 52 Paesi, come spiega Giovanni Mantovani, Direttore generale di Veronafiere: «Con questo Vinitaly abbiamo voluto amplificare al massimo le opportunità che si stanno delineando sui mercati consolidati ed emergenti. Per questo abbiamo intensificato ulteriormente l’attività verso l’estero, incrementando del 34% gli investimenti per l’incoming anche grazie all’importante supporto di Mise, ICE e Mipaaf, con un focus particolare su Hong Kong, Cina, USA, Russia, Brasile, Australia, Canada Germania e i Paesi del Nord Europa».

Veronafiere

 

Il Gala Italia a New York in attesa di Vinitaly e di EXPO 2015

Il Gala Italia, creato ed organizzato da Lucio Caputo presidente dell’Italian Wine & Food Institute, nella Grand Ballroom del Pierre Hotel di New York, ha raccontato insieme al gotha dei produttori italiani lo straordinario successo del vino tricolore che ha visto le proprie esportazioni passare in più di tre decenni da 44 milioni di dollari a oltre un miliardo e trecento milioni nel 2014.

All’avvenimento, patrocinato dalla Fiera di Verona, era presente Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere, organizzatore del Vinitaly, la più importante rassegna al mondo per la promozione commerciale e culturale del vino che dal 1967 si svolge a Verona (e durante l’anno in molti continenti) e che rappresenterà il vino italiano all’Expo 2015. Con lui, il Sindaco di Verona Flavio Tosi.

Per sottolineare l’unità nazionale nel campo del vino, Vinitaly ha portato al Gala Italia alcune bottiglie dello speciale ed ormai raro vino realizzato appositamente, con uve provenienti da ogni regione, per celebrare il 150º anniversario dell’Unità d’Italia. Vino che era stato presentato al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano proprio a New York nel marzo del 2011, in occasione della sua visita di Stato.

Durante il Gala Italia, l’Italian Wine & Food Institute ha assegnato a Veronafiere il Grand Awards of Merit, per il contributo dato con Vinitaly al successo del vino italiano a livello internazionale.

La promozione del vino italiano nel mondo fa parte della mission di Vinitaly – ha affermato Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere –, quindi il riconoscimento ricevuto è il risultato del lavoro fatto in quasi 50 anni di impegno e iniziative realizzate durante il salone di Verona e in giro per il mondo da Vinitaly International. Con quest’ultimo siamo negli Stati Uniti dal 2002, con più appuntamenti durante l’anno e in varie città. I risultati sono tangibili, con oltre 28.000 operatori provenienti dal Nord America in visita a Vinitaly 2014, pari al 18,4% del totale dei visitatori”.

Il vino – ha dichiarato il presidente di Veronafiere Ettore Riello – rappresenta un vero e proprio patrimonio per l’Italia, riconosciuto universalmente per tipicità e qualità, espressione della più grande biodiversità grazie a 540 vitigni, un terzo di tutti quelli presenti sulla terra. Non meraviglia quindi che il settore enologico costituisca il 22% dell’export agroalimentare del Belpaese. È questa ricchezza che la Fiera di Verona sostiene concretamente da oltre 100 anni, supportando con Vinitaly e la sua rete di eventi globali l’internazionalizzazione dell’eccellenza enologica Made in Italy, a fianco delle tante storiche aziende presenti a New York.

L’importanza economica del vino per l’export italiano è stata evidenziata anche da Flavio Tosi: “Verona – ha commentato il sindaco di Verona – non è solo la città conosciuta in tutto il mondo per Romeo e Giulietta, l’opera lirica o le bellezze architettoniche e paesaggistiche dichiarate dall’Unesco patrimonio dell’umanità. La sua storia, da oltre due millenni, è legata indissolubilmente al vino, alla sua coltivazione e produzione, tanto che le doc veronesi sono tra le più esportate e apprezzate all’estero. Veronafiere, dal 1898, costituisce un asset economico strategico per la città, contribuendo attivamente a far conoscere con le sue manifestazioni internazionali quel territorio di cui è espressione”.

Stelle dell’evento alcuni oramai rari vini del 1985, anno del primo Gala Italia. “Le bottiglie dell’annata 1985 esposte con un particolare allestimento in una apposita area della Grand Ballroom per essere fotografate e filmate, successivamente sono state offerte in un’asta di beneficenza – ha evidenziato Lucio Caputo –. Si tratta di bottiglie di grandissimi vini, ormai difficilmente reperibili, in speciali confezioni in legno, che tutte insieme hanno creato un evento nell’evento, eccezionale e difficilmente ripetibile che solo il trentesimo anniversario del Gala Italia poteva creare”.

Fra queste: il Brunello di Montalcino DOCG Riserva, 1985, di Biondi Santi; il Brunello di Montalcino

DOCG, Riserva del Fiore, 1985, di Barbi; l’Amarone della Valpollicella DOC, 1985, della Bolla; il Baglio Florio, Marsala Superiore Soleras, 1985, delle Cantine Florio; il Marsala Superiore Riserva, 1985, delle Cantine Pellegrino; il Brunello di Montalcino DOCG 1985, di Castelgiocondo; il Brunello di Montalcino DOCG, 1985, di Castello Banfi; il Chianti Classico DOCG Riserva, 1985, del Castello d’Albola di Zonin; il La Corte IGT Toscana, 1985, del Castello di Querceto; l’Arele,Vino Santo Trentino DOC 1985, della Cavit; lo Spargolo, 1985, di Cecchi, il Brunello di Montalcino, DOCG Riserva,1985, di Col d’Orcia; il Rosso del Conte, 1985, dei Conti Tasca d’Almerita; un rarissimo Giulio Ferrari Riserva del Fondatore 1985 prelevato dalla riserva privata della famiglia, di Ferrari; il Barolo DOCG Riserva, 1985, di Fontanafredda; il Marmoreto, Predicato di Biturica 1985, di Frescobaldi; il Rubesco Vigna Monticchio, Torgiano DOCG Riserva, 1985, di Lungarotti; il Tignanello, 1985, dei Marchesi Antinori; il Rotari Brut Gran Spumante Trento DOC, 1985, di Mezzacorona; il Barolo DOCG Riserva, 1985, di Pio Cesare; il Barolo DOCG, 1985 ed il Barbaresco DOCG, 1985, di Prunotto; il Chianti Classico DOCG Riserva, 1985, di Rocca delle Macie; ed il Chianti Classico DOCG, Riserva Ducale 1985, della Ruffino.

Con loro tanti altri produttori di vini di grandissima qualità, quali Bertani, Ca’ Bolani, Castello del Poggio, Castello di Fonterutoli, Castello di Gabbiano, Cavit, Col d’Orcia, Corte di Valle, Fantini, Farnese, Feudi di San Gregorio, Feudo Principi di Butera, Fontanafredda, Mazzei, Moschioni-Stella, Planeta, Rocca delle Macie, Rocca di Montemassi, Sella & Mosca, Terra di Seta, Terre di Bruca, Vigne Sannite, Vigneti del Vulture, Vigneti di Zabù. In tutto 100 grandi vini di ogni parte d’Italia, tra i più prestigiosi del panorama enologico.

Alla celebrazione hanno partecipato, da parte americana, oltre 700 selezionati operatori del settore (importatori, grossisti, dettaglianti), moltissimi ristoratori, i più influenti Wine & Food Editors, i media e personalità di spicco degli Stati della Costa Atlantica degli USA, che da anni intervengono a quello che costituisce il più importante appuntamento vinicolo italiano negli USA.

Secondo le stime dell’IWFI, le importazioni vinicole USA dall’Italia hanno superato nel 2014 i due milioni e quattrocentomila ettolitri per un valore complessivo di oltre 1,3 MLD di dollari facendo chiudere l’anno ai vini italiani con una rispettabile quota di mercato rispettivamente del 28% e del 34% sul totale delle importazioni vinicole americane.

La posizione dell’Italia acquista ancora maggiore rilevanza se si considera che il totale delle esportazioni italiane è superiore di circa un milione di ettolitri e di oltre 950 milioni di dollari al totale delle esportazioni dell’Australia, secondo paese esportatore verso il mercato USA, che in passato aveva insidiato la leadership italiana.

L’Italia ha inoltre superato quest’anno di transizione meglio degli altri Paesi concorrenti, sostanzialmente mantenendo il volume delle sue esportazioni e contenendo l’aumento dei prezzi. Cosa che non è invece accaduta per i suoi principali concorrenti che hanno invece fatto registrare notevoli contrazioni oscillanti fra l’8% ed il 14% sia in valore che in quantità.

 

Veronafiere

Usi e costumi. Vinitaly tradizione italiana

Apelle, figlio di Apollo, fece una palla di pelle di pollo, tutti i pesci vennero a galla per vedere la palla di pelle di pollo, fatta da Apelle, figlio di Apollo. Ve la ricordate?

Come “Aulì Aulé”. La classica TANA o CONTA, che facevamo noi ragazzini nei giochi di strada, o all’oratorio.

Usi e costumi, dicevo, così in ogni paese o città.

Come a VERONA, la città di Giulietta e Romeo, dei Montecchi e Capuleti, del fiume Adige, dell’Arena; ed infine e non per ultimo, del VINITALY.

Il Vinitaly, questa grande manifestazione mondiale, che da diversi anni ci onora di far conoscere i nostri prodotti vitivinicoli e no. Anche quest’anno ci offre la possibilità di visitare tutti i padiglioni delle varie regioni, l’eccellenza dei nostri vini, degli oli, dei distillati ed anche i prodotti tipici del nostro Paese.

L’anno scorso, ho avuto il piacere di assaggiare diversi tipi di oli, liguri, toscani, pugliesi ect. ect.

Anche delle fette di pane che si sposavano magnificamente con la densità, la finezza e la tipicità degli oli che ho avuto modo di degustare.

I tipi di grissino, fatti in modo particolare e gustosissimi.

Sui salumi, oltre allo speck, sempre eccezionale, ho gustato con piacere la finocchiona toscana, la coppa piacentina, la mortadella bolognese.

Sono restato molto colpito dalla preparazione, e quindi dall’assaggio, di peperoni, capperi, ed altri prodotti più o meno sott’olio.

Nella visita di diverse cantine della Lombardia, ho riscontrato un buon livello di elaborazione dei prodotti vitivinicoli, e purtroppo non credo che quest’anno ci si possa aspettare qualche cosa di simile, visto l’anno meteorologico che abbiamo avuto.

Nelle distillerie, ho come sempre cercato qualche novità; e credetemi, ho visto un’oculata ricerca di miglioria verso quei prodotti che si vogliono imporre sul mercato: come liquori al Pistacchio, alla Marasca, al Melone, all’Arancino, alla Liquerizia ect. ect.

Prodotti non certo nuovi, ma senz’altro con un’affinità molto migliore, più ricercata.

In questo senso si deve continuare a spingersi. Poiché il VINITALY è uno, e secondo a nessuno.    

Renato Hagman

A Sol&Agrifood degustabili gli oli vincitori di Sol d’Oro 2015

Un evento più unico che raro: Buccheri, un paese di poco più di 2.000 abitanti nell’entroterra della provincia di Siracusa, in Sicilia, è diventato la capitale mondiale dell’olio extravergine di oliva di qualità. Tre aziende olivicole del siracusano, Azienda Agricola La Tonda, Terraliva e Agrestis, si sono affermate infatti alla 13ª edizione di Sol d’Oro Emisfero Nord, rispettivamente nelle categorie Fruttato medio, Fruttato intenso e Monovarietale, conquistando inoltre due Gran Menzioni.

Nell’ambito del concorso di riferimento internazionale degli oli extravergine di oliva di qualità organizzato dalla Fiera di Verona dal 15 al 19 febbraio, vince il Sol d’Oro categoria Fruttati leggeri l’Azienda Agricola Pietrabianca di Casal Velino in provincia di Salerno, mentre la spagnola Finca La Reja di Bobadilla – Malaga si aggiudica il Sol d’Oro nella categoria Biologico.

Tutte le medaglie d’argento e di bronzo sono state conquistate da oli italiani, con l’Abruzzo in evidenza e l’Umbria che sale per la prima volta sul podio. Diverse le conferme tra le aziende vincitrici, a dimostrazione che non c’è improvvisazione nel produrre un buon olio extravergine di oliva, ma anche alcune new entry.

Temevamo un’annata con una qualità generale sotto tono vista la difficile campagna produttiva italiana, caratterizzata da un clima particolarmente sfavorevole – afferma Marino Giorgetti, capo panel di Sol d’Oro –, invece abbiamo dovuto ricrederci. Il gran numero di campioni arrivati dimostra anche una notevole capacità di giudizio dei produttori sul valore del proprio lavoro. Sorprendente in particolare il livello degli oli della categoria Biologico, teoricamente più a rischio quando si devono affrontare situazioni climatiche difficili come nel 2014”.

L’olio extravergine di oliva è un prodotto dell’eccellenza agroalimentare italiana, frutto di una tradizione produttiva e culturale non ancora eguagliata. Con Sol d’Oro Veronafiere intende da sempre offrire un tavolo di confronto tra produttori dei vari Paesi dove condividere il valore della qualità – dice Damiano Berzacola, vicepresidente di Veronafiere –. I risultati si vedono e hanno permesso, grazie al crescente numero di partecipanti, di sdoppiare la manifestazione con la creazione di Sol d’Oro Emisfero Sud”.

I campioni sottoposti al giudizio sono stati 238, in linea con il 2014 quando però c’erano anche un’ottantina di campioni cileni.

Gli oli vincitori di medaglia, con la scheda di degustazione redatta dai 13 giudici del panel saranno inseriti nella guida “Le stelle del Sol d’Oro” di Sol&Agrifood, in programma dal 22-25 marzo 2015 (www.solagrifood.com), disponibile sul sito di manifestazione. Sempre durante Sol&Agrifood sarà possibile degustare gli oli vincitori di Sol d’Oro Emisfero Nord 2015 e quelli dell’edizione Emisfero Sud dell’autunno 2014 presso l’Oil Bar realizzato in collaborazione con Onaoo, l’Organizzazione nazionale assaggiatori olio di oliva.

Elenco dei vincitori SOL D’ORO edizione 2015

Categoria oli fruttato leggero:

Sol d’Oro all’Azienda Agricola Pietrabianca di Casalvelino (Salerno) – Campania

Sol d’Argento al Frantoio della Valle di Prezza (L’Aquila) – Abruzzo

Sol di Bronzo all’Azienda Agricola La Selvotta di Vasto (Chieti) – Abruzzo

Categoria oli fruttato medio:

Sol d’Oro all’Azienda Agricola La Tonda di Buccheri (Siracusa) – Sicilia

Sol d’Argento all’Azienda Agricola Paolo Bonomelli di Torri del Benaco (Verona) – Veneto

Sol di Bronzo alla Soc. Agricola Fonte di Foiano di Castagneto Carducci (Livorno) – Toscana

Categoria oli fruttato intenso:

Sol d’Oro all’Azienda Agricola Terraliva di Siracusa – Sicilia

Sol d’Argento al Frantoio Franci di Montenero d’Orcia (Grosseto) – Toscana

Sol di Bronzo al Frantoio Gaudenzi di Trevi (Perugia) – Umbria

Categoria oli biologici:

Sol d’Oro alla Finca La Reja s.l. di Bobadilla (Malaga) – Spagna

Sol d’Argento all’Agraria Riva del Garda di Riva del Garda (Trento) – Trentino Alto Adige

Sol di Bronzo all’Azienda Agricola Tommaso Masciantonio di Casoli (Chieti) – Abruzzo

Categoria oli monovarietali:

Sol d’Oro alla Società Agrestis di Buccheri (Siracusa) – Sicilia

Sol d’Argento alla Società Agricola OlioCRU di Arco (Trento) – Trentino Alto Adige

Sol di Bronzo al Frantoio Hermes di Di Mercurio Claudio di Penne (Pescara) – Abruzzo

 

Veronafiere

 

“centomani, di questa terra”

CENTOMANI GRUPPO 2

A dieci giorni esatti dall’inizio dell’Esposizione Universale di Milano, l’occasione per fare il punto sulle necessità alimentari e gastronomiche per il futuro (“Nutrire il pianeta, energia per la vita” è il titolo di Expo), ma anche sulla gastronomia made in Italy, è a Polesine Parmense (PR). “A dieci giorni da Expo”, infatti, è il filo conduttore della quarta edizione di “centomani, di questa terra”, in programma lunedì 20 aprile dalle ore 10 alle 22: un importante evento che porterà nell’incantevole Relais Antica Corte Pallavicina della famiglia Spigaroli i 50 migliori chef dell’Emilia Romagna e i 50 produttori delle eccellenze enogastronomiche che questa regione è in grado di esprimere, dal Parmigiano Reggiano alla Mortadella Bologna, dall’aceto balsamico tradizionale ai salumi DOP, dalle farine alla pasta, dall’olio al pesce, fino ai vini e alla birra artigianale. Chef e produttori, tutti soci dell’Associazione CheftoChef emiliaromagnacuochi, a cui va il merito di organizzare l’evento.

centomani, di questa terra” è una grande festa in cui cuochi, produttori, gourmet, esperti del settore agroalimentare si confrontano sul futuro del cibo attraverso un ricco calendario articolato in: una decina di forum di approfondimento sulle tematiche riguardanti ristorazione, alimentazione e formazione, 50 coinvolgenti show cooking con altrettanti chef, il mercato delle eccellenze enogastronomiche dei produttori soci di Cheftochef, il tutto per dare al pubblico l’opportunità di assaggiare, scoprire, abbinare cibi e pietanze che rappresentano l’eccellenza dell’enogastronomia dell’Emilia Romagna e approfondire anche quali saranno le necessità alimentari e gastronomiche per il futuro.

CheftoChef emiliaromagnacuochi non è una delle tante associazioni ‘di categoria’, ma è un progetto culturale per far conoscere al mondo le qualità gastronomiche dell’Emilia Romagna, imperniata sul rapporto fra chef che fanno cucina d’autore e i grandi prodotti della Regione. CheftoChef è costituita dai 50 chef top della Regione, da oltre trenta aziende top della regione compresi i più importanti Consorzi dei prodotti tipici (come il Parmigiano-Reggiano, il Culatello, l’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena, i Salumi Tipici Piacentini, la Mortadella, ecc.) e i gourmet di riferimento. Presidente dell’associazione è Massimo Spigaroli, vice presidenti Massimo Bottura e Paolo Teverini.

La partecipazione a “centomani, di questa terra” è gratuita.

 

Pierluigi Papi

CheftoChef per il 2015

2015 ANNO EXPO” è il grande titolo che campeggia sopra il programma dell’associazione CheftoChef emiliaromagnacuochi per quest’anno. Programma presentato ufficialmente nella prestigiosa cornice di Villa Guastavillani di Bologna, sede di Bologna Business School. Nella stessa giornata si è anche svolta l’assemblea generale dei 100 associati Cheftochef: i più rinomati cuochi e patron, i migliori produttori e fornitori di prodotti agroalimentari e i gourmet di riferimento della regione. L’assemblea ha anche eletto il nuovo Consiglio direttivo che per i prossimi tre anni condurrà l’associazione. Presidente è stato nominato Massimo Spigaroli, chef e patron del Relais Antica Corte Pallavicina di Polesine Parmense (PR), mentre i vice presidente sono Massimo Bottura (riconfermato) dell’Osteria Francescana di Modena e Paolo Teverini dell’omonimo ristorante di Bagno di Romagna (FC). Riconfermato il Segretario generale il gourmet ravennate Franco Chiarini, fra i fondatori dell’Associazione. Gli altri membri del Consiglio sono: Angela Sini, Massimiliano Poggi, Luca Marchini, Gian Paolo Raschi, Raffaele Liuzzi, Filippo Chiappini Dattilo, Alessio Malaguti. Infine, è stata istituita la carica del Presidente onorario, conferita a Igles Corelli, presidente uscente al timone da sei anni fin dalla fondazione dell’Associazione.

Alla giornata hanno partecipato numerose istituzioni (hanno aderito Regione Emilia Romagna, UPI, ANCI e Unioncamere) e alcune importanti imprese dell’Emilia Romagna (con l’adesione di Confagricoltura regionale). Fra i tanti sono intervenuti: il Presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, l’Assessore regionale Simona Caselli (agricoltura, caccia e pesca), il Presidente Confagricoltura Emilia Romagna Guglielmo Garagnani, il direttore di APT Emanuele Burioni.

Qual è la filosofia di CheftoChef? I cuochi, professionisti del gusto, al centro e al servizio della filiera. Imprese di ristorazione, di produzione e distribuzione insieme con le Istituzioni della regione possono andare nel mondo e far venire il mondo da noi. Una regione piattaforma gastronomica organizzata necessaria per un’immagine vincente. Iniziative locali di qualità con proiezioni regionali e sempre con l’accoppiata di ‘pari dignità’ chef/produttori. Filiere lunghe concettuali e alte professionalità si integrano nei territori dove ognuno farà la propria parte.

Il 2015 sarà l’anno dell’EXPO. CheftoChef presenta fra i primi il programma integrato per l’EXPO a Milano e ‘fuoriEXPO’. Un dovere di presenza e un dovere di accoglienza per una regione gastronomica di eccellenza come l’Emilia-Romagna.

EXPO a Milano

A settembre CheftoChef sarà a Milano nel padiglione dell’Emilia Romagna con i propri chef e produttori, con la nostra cultura e con chi vuole conoscere il mondo; e il mondo capirà chi siamo e cosa possiamo offrire.

L’Associazione sta progettando un viaggio da Rimini a Milano con gli chef e i produttori: ‘via acqua’ lungo il Po e ‘via terra’ percorrendo la via Emilia con i nostri chef e i grandi prodotti della regione.

Chef INNOVA la scienza in cucina per l’innovazione continua. La cucina d’autore da oltre vent’anni valorizza i prodotti con pari dignità, li elabora con tecniche e tecnologie d’avanguardia e applica concetti nell’ambito dell’evoluzione culturale e artistica del mondo contemporaneo. Metodiche, tecniche e tecnologie per aprire nuovi orizzonti e per conoscere quello che nessuno ancora conosce in cucina e nella ristorazione.

Il progetto “iSensi” va proprio verso questa direzione: l’analisi sensoriale dei tecnici e dei cuochi in cucina con 15 incontri (tre già effettuati alla fine del 2014) per un atlante dei prodotti eccellenti della regione food valley: dalla patata al parmigiano reggiano, dallo scalogno al prosciutto…con pari dignità. Progetto realizzato con: Confagricoltura, CRPA, CRPV.

Chef INFORMA, il primo piano di formazione gastronomica regionale, per far crescere la ristorazione in una regione che ha il record delle denominazioni di origine dei prodotti. Un piano che valorizzi i migliori studenti in alternanza formazione/lavoro, aggiorni e formi gli addetti già ‘al lavoro’ e preveda corsi per formatori.

Progetto realizzato con: Ass. Cultura e Formazione Regione Emilia-Romagna, Autorità Scolastica regionale, Dinamica e le scuole di formazione della regione.

C’è poi Chef for Students. Nell’ambito del progetto che riguarda la formazione e un nuovo rapporto con i giovani che si orientano professionalmente verso il mondo della ristorazione e dell’agroalimentare, l’Associazione ha ideato un’iniziativa che vedrà chef e produttori impegnati a presentare le specialità regionali in una giornata interamente dedicata ai temi della formazione e aperta al pubblico. Il ricavato verrà destinato a una o più borse di studio.

Evento realizzato con Bologna Business School.

Chef inTRAVEL vede l’identità come scambio e il turismo gastronomico. Viaggiare in modo consapevole per chi viene da noi e per noi che andremo all’estero nelle migliori realtà gastronomiche. Un fuoriEXPO per chi verrà da tutto il mondo con week-end gastronomici in Emilia-Romagna.

Progetto realizzato con: APT Emilia-Romagna, Food Valley Travel e Leisure

Città della gastronomia CheftoChef: 10 progetti locali per stare nel mondo con l’UNESCO.

L’Europa ha riconosciuto la gastronomia come bene culturale da preservare e valorizzare alla pari dei prodotti agroalimentari. Dieci città dell’Emilia Romagna progettano la crescita gastronomica dei loro territori per partecipare al mondo delle culture tutelate dall’UNESCO

Progetto realizzato con: ANCI Emilia-Romagna.

CENTOMANI di questa terra, la festa annuale di CheftoChef a Polesine Parmense. Una vera festa il 20 aprile alla vigilia dell’EXPO di Milano. Il cibo come gratuità: chef, produttori, gastronomi offrono quello che hanno, quello che sanno e quello che sono per le mille persone (circa) che sono attese all’evento. Otto ore di dibattito, i 50 chef dell’Associazione che inventano piatti ‘in continuo’, i produttori per far conoscere le eccellenze della Regione e la sera una gran cena di gala indimenticabile.

Evento realizzato con gli Associati associati, gli “AMICI” e il Consorzio del Parmigiano-Reggiano.

Le FESTAMERCATO, grandi eventi a cui diamo una mano. Sempre insieme fra cucina d’autore e prodotti d’autore. Feste e mercati per capire, gustare e acquistare i migliori prodotti della regione. Feste locali uniche come ‘Chefalmassimo’ della famiglia Zivieri a Monzuno o la Festamercato dei Salumicotti di Russi (14-15 marzo). Esempi di convivenza civile e come rappresentanza ideale o

concreta di un’intera realtà regionale. E come ‘Al Mèni’ a Rimini (13-14 giugno) che dall’Emilia Romagna si proietta nel mondo con i suoi chef e il suo mercato unico di eccellenze regionali.

Eventi realizzati con le istituzioni e le realtà locali sedi dei singoli appuntamenti.

«Come cuochi e ristoratori dell’Emilia Romagna abbiamo costituito l’Associazione per favorire l’evoluzione della gastronomia regionale e la sua affermazione a livello nazionale e internazionale. Vogliamo in primo luogo valorizzare i grandi prodotti di una regione ricca di tradizione e di credibilità nel mondo con un’ ‘offerta gastronomica’ che tenga conto del progresso delle tecniche di elaborazione e di analisi sensoriale in cucina. – spiega il presidente onorario Igles Corelli, che ha guidato l’associazione per sei anni, dalla sua fondazione – Questa forte affermazione della nostra professionalità va costantemente verificata nel confronto e nella formazione, per continuare a essere protagonisti del progresso culturale e tecnologico e lavoriamo quindi con tutte le realtà interessate ad affrontare in modo sistematico il tema di un’alimentazione moderna, sostenibile e sana: il primo difensore dell’ambiente è chi utilizza buoni prodotti! Oggi è possibile, forse per la prima volta nella storia, avviare strade innovative dove l’affermazione della qualità e del gusto è alla portata di tutti e può contribuire ad un tempo alla difesa della salute. E’ per questo che siamo disponibili a un confronto con tutti i settori dell’offerta gastronomica, con il mondo della ricerca e della formazione, con la produzione e la distribuzione, ma anche con una domanda sempre più esigente e con le istituzioni della nostra regione”.

CheftoChef emiliaromagnacuochi non è una delle tante associazioni ‘di categoria’, ma è un’operazione culturale per far conoscere al mondo le qualità gastronomiche della Emilia Romagna, imperniata sul rapporto fra chef che fanno cucina d’autore e i grandi prodotti della Regione (che è adiacente alla Lombardia dove ha sede l’EXPO 2015 e che detiene il numero record di prodotti certificati rispetto a qualsiasi altra regione europea).

Questo rapporto è sancito dalla risoluzione del Parlamento europeo del marzo scorso e che intendiamo perseguire con la proposta di 10 città UNESCO della gastronomia; e il progetto ‘ExPOriver’ contribuirà fortemente a raggiungere questo obiettivo, primi in Europa.

CheftoChef emiliaromagnacuochi è costituita dai 50 Chef top della Regione. A essa aderiscono oltre trenta aziende della regione compresi i più importanti Consorzi dei prodotti tipici (come il Parmigiano-Reggiano, il Culatello, l’Aceto Balsamico, la Mortadella, ecc.) e i gourmet di riferimento

Pierluigi Papi

 

 

 

 

 

 

 

Vinitaly, da New York all’EXPO

Il 2015 sarà un anno speciale per l’immagine del vino italiano nel mondo, con i riflettori accesi dell’Expo di Milano. Impegnata direttamente nella realizzazione del Padiglione “Vino – A taste of Italy” sull’esperienza vitivinicola italiana, Veronafiere ha riorganizzato e ampliato il suo calendario degli eventi dedicati al vino in Italia e all’estero, per renderli sinergici con il grande appuntamento milanese.

Vinitaly si svolgerà dal 22 al 25 marzo, con un’anticipazione da aprile a marzo che ha fatto ripartire con maggiore impeto i lavori di preparazione dopo le festività natalizie. Le attività per l’organizzazione del più importante Salone internazionale del vino stanno procedendo rapidamente, come pure quelle per Sol&Agrifood ed Enolitech, che si svolgono in contemporanea, e per OperaWine, in programma il 21 marzo.

Cambia anche la programmazione di Vinitaly and the City, il FuoriSalone serale di Vinitaly. L’evento, che si svolgerà per la prima volta all’aperto nelle piazze storiche della città di Verona, è in calendario dal 19 al 24 marzo: sei giorni al posto dei due dello scorso anno, per dare ai winelover e agli operatori in arrivo da tutto il mondo più tempo per scoprire il gusto e la qualità dell’enogastronomia italiana.

Da fine gennaio ripartono Vinitaly International e gli educational della Vinitaly International Academy, a New York il 27 gennaio e il giorno 28 a Toronto in Canada nel corso della prima edizione di Vinitaly Canada. Una esclusiva sessione della VIA si svolgerà dal 16 al 20 marzo a Verona.

Presentazione speciale di Vinitaly a New York il 2 febbraio nel corso dell’Italian Wine Week organizzata dall’ICE, mentre un’altra presentazione di Vinitaly e del Padiglione “Vino – A taste of Italy” verrà fatta il 19 febbraio sempre a New York durante il Gala Italia dell’Italian Wine & Food Institute, di cui Vinitaly è partnership.

Il 19 marzo è in programma il Concorso Internazionale Packaging, dedicato all’abbigliaggio, cioè alla veste grafica delle bottiglie di vini e distillati provenienti da uve, vinacce, mosto o vino. Da quest’anno il concorso apre il giudizio anche alle categorie dei distillati diversi dall’uva (vale a dire gin, rum, whisky), a tutti i liquori e all’ olio extravergine di oliva. Iscrizioni dal 1° febbraio al 10 marzo.

Eccezionalmente, in occasione dell’Esposizione Universale di Milano, il Concorso Enologico Internazionale si svolgerà dopo Vinitaly – dal 12 al 16 aprile -, non prima come tradizione. La competizione enologica più importante e selettiva al mondo, giunta alla 22^ edizione diventa così vetrina per i migliori vini provenienti da tutti i Paesi produttori, mentre i vini italiani vincitori di Gran Medaglie d’Oro e Medaglie d’Oro saranno i protagonisti di speciali degustazioni organizzate durante l’Expo all’interno di Vino – A taste of Italy. Iscrizioni al concorso aperte dal 1° febbraio al 25 marzo.

Per quanto riguarda l’olio extravergine di oliva di qualità, dopo la positiva esperienza del 2014 viene confermato lo sdoppiamento del Concorso Sol d’Oro, con l’edizione dedicata gli oli dell’Emisfero Nord in programma dal 15 al 21 febbraio – chiusura delle iscrizioni il 10 febbraio – e quella per la produzione oleicola dell’Emisfero Sud a settembre.

Veronafiere

 

Fiera nazionale del Panettone e del Pandoro

Il 22 e il 23 novembre 2014 a Roma, presso la Camera di Commercio – Sala Tempio di Adriano (Piazza di Pietra 147), nel cuore della Capitale,  la I.S. Idea Service S.C. e la G. E. O., agenzie specializzate nel marketing e nell’organizzazione di eventi, organizzano l’Edizione 2014 (Sesta Edizione) della Fiera Nazionale del Panettone e del Pandoro.

Dopo l’indiscusso successo dell’Edizione 2013 con più di 8.000 visitatori, l’organizzazione ha deciso di ripetere la Fiera nella Capitale.

Come di consueto durante la kermesse sarà prevista la degustazione dei prodotti delle aziende partecipanti che avranno la possibilità di presentare anche le novità di propria produzione.

Ma l’esperienza del visitatore, nell’Edizione 2014, non si esaurirà solo nella degustazione: ci sarà anche spazio per i consueti workshop aperti a tutti con argomentazioni interessanti.

Quest’anno l’organizzazione si avvale dell’importante collaborazione e del Patrocinio dell’Osservatorio Nazionale Permanente sulla Sicurezza che organizzerà, durante le due giornate, degli interventi dedicati alla sicurezza alimentare, anticontraffazione e sostegno al Made in Italy.

Inoltre l’organizzazione si accinge a ripetere la mostra fotografica sulla STORIA DEL PANETTONE E DEL PANDORO PER IMMAGINI  con immagini e pubblicità antiche che hanno fatto la storia dei due prodotti e del Natale Made in Italy.

La Fiera sarà l’occasione ideale di incontro tra domanda ed offerta con degustazione dei prodotti da forno soffici da ricorrenza e di altri prodotti della tradizione italiana natalizia.

Anche quest’anno l’Organizzazione si avvale dei due testimonial che seguono ormai da anni la manifestazione: F.lli Fiasconaro e Sal De Riso Costa D’Amalfi.

Il tempio di Adriano. Costruito nel 145 d.C. da Antonino Pio e dedicato all’imperatore Adriano, si tratta di una magnifica struttura di grande prestigio, indicata per eventi e manifestazioni di grande impatto scenico. L’ingresso principale e’ su Piazza di Pietra, deliziosa piazza pedonalizzata, anticamente il luogo in cui si trovavano le mura di cinta del Tempio. Lo spazio interno presenta le testimonianze delle sua storia: sia nelle colonne che ne segnano le pareti, che nei fori di fissaggio delle lastre di marmo che lo decoravano.

Quirino Martellini