Vinitaly 2016: “in cantina” i vini emiliano romagnoli

 

Vinitaly ALTO

Ogni anno per il Vinitaly (Verona, 10-13 aprile 2016), l’appuntamento internazionale più importante per il mondo del vino, Enoteca Regionale Emilia Romagna dedica risorse, tempo ed energia per lasciare ai visitatori il ricordo di un’esperienza unica per la qualità delle degustazioni e per l’atmosfera ospitale del Padiglione 1.

Così, solo per ricordare le ultime edizioni dell’evento veronese: nel 2013 ha organizzato un mega flash mob sulle note di “Libiamo ne’ lieti calici” della “Traviata” per il bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi; nel 2014 “testimonial” da Oscar è stato Federico Fellini grazie alla presentazione in anteprima del libro di cucina realizzato dalla nipote, Francesca Fabbri, con le ricette del grande regista, proposte poi anche all’interno del ristorante del Padiglione 1; nel 2015 è stato lanciato un nuovo messaggio di comunicazione, che sta accompagnando tutt’ora Enoteca Regionale in giro per il mondo, ossia “via Emilia, dal 187 A.C. un viaggio nel buon gusto”, quella linea che dà continuità e unità a tutta la regione, abbracciando al contempo le peculiarità dei diversi territori che, man mano, attraversa: cultura, gastronomia, paesaggi, tradizioni e, soprattutto, caratteristiche uniche nell’offerta di vini.

E in questo 2016? Enoteca Regionale Emilia Romagna ha messo i vini “in cantina”!

Si tratta, in questo caso, di un gioco di parole: “InCantina” è il nome del ristorante, enoteca, wine-bar di proprietà di Enoteca Regionale, sito a Francoforte, nel quale vengono utilizzati e venduti solamente prodotti enogastronomici regionali. “InCantina” rappresenta un innovativo format di comunicazione per i prodotti dell’Emilia Romagna. Il progetto pilota di Francoforte, dopo alcuni anni di “rodaggio”, è ora pronto per essere diffuso/esportato in Europa e oltre Oceano: i vini, e non solo, emiliano romagnoli trovano e troveranno così un sempre più valido canale diretto per mercati importanti, come avviene attualmente per quello tedesco.

L’intero Padiglione 1 del Vinitaly, gestito e coordinato da Enoteca Regionale Emilia Romagna, si trasformerà quindi in un grande “InCantina” (oltre 4.000 mq di superficie complessiva), nel quale ci saranno: circa 200 tra aziende e consorzi; 7 banchi d’assaggio circolari con quasi 500 tipologie di vini organizzati per aree in modo che ogni visitatore possa percorrere il proprio personale “viaggio nel buongusto” lungo la via Emilia, che unisce tutte le Province della Regione, da Rimini a Piacenza; 1 vero ristorante – con accesso su invito -, che proporrà un menù fortemente legato al territorio nel quale prenderanno vita anche momenti di show cooking con rinomati chef; una brigata di 40 persone fra cuochi e camerieri; 15 sommelier e oltre 15.000 calici per garantire un servizio impeccabile.

«Enoteca Regionale Emilia Romagna crede fermamente nell’importanza di mettere a sistema la promozione turistica della regione, unendo la valorizzazione del patrimonio territoriale a quello gastronomico ed enologico – sottolinea Pierluigi Sciolette, Presidente di Enoteca Regionale -. Stiamo portando avanti un discorso in sintonia con l’assessorato regionale all’Agricoltura – che coinvolge anche gli assessorati al Turismo e alle Attività produttive – che verte sulla pianificazione di una promozione turistica unitaria più incisiva, proprio perché compatta e studiata per mettere a sistema e valorizzare tutte le eccellenze della nostra straordinaria regione, di cui il vino ne è l’ambasciatore. Seguendo il percorso della via Emilia – l’arteria stradale più antica e importante d’Italia – il territorio emiliano romagnolo è, infatti, connotato da alcuni vitigni trainanti: Albana e Sangiovese per la Romagna, Pignoletto per il bolognese, Fortana per il ferrarese, Lambrusco per il modenese e il reggiano, Malvasia per il parmense, Gutturnio per il piacentino».

In merito a quanto accadrà al Vinitaly 2016, precisa il Direttore di Enoteca Regionale, Ambrogio Manzi: «Il Padiglione 1 è anche dotato di ampi soppalchi, nei quali saranno ospitati eventi, degustazioni, incontri, workshop con l’obiettivo di promuovere e valorizzare il patrimonio vitivinicolo regionale, ma anche la cultura e le tradizioni del territorio, lavorando in sinergia con i consorzi di tutela dei prodotti tipici regionali. Non si può dimenticare, infatti, che l’Emilia Romagna è la food valley d’Europa, prima regione europea per numero di prodotti DOP e IGP, da poco saliti a 42». A molte di queste eccellenze sono anche ispirati e dedicati i “Tarocchi di Enologica”, le cui gigantografie comporranno un’originale mostra nella quale sarà possibile ammirare la rivisitazione dei tarocchi in chiave enogastronomica.

 

Pierluigi Papi

VINO, l’App dedicata al mondo del vino italiano

VINO – Vinitaly Wine Club, l’App che ha debuttato in occasione di Expo Milano 2015 come strumento sinergico al Padiglione VINO – A taste of Italy, è stata insignita del 1° premio Mediastars quale Miglior App italiana. La consegna del premio verrà fatta a giugno.

Mediastars è un premio indipendente, giunto alla ventesima edizione, voluto tra l’altro da alcune tra le più importanti agenzie pubblicitarie e di case di produzione e post-produzione audiovisiva e web factoring, che si propone di mettere in luce la professionalità di chi tecnicamente contribuisce con il proprio apporto alla riuscita di una comunicazione pubblicitaria.

Quattro le aree in cui è suddiviso il premio e VINO – Vinitaly Wine Club si è aggiudicata il primo posto in quella dedicata a Comunicazione Multimediale, Internet e Advertising on Line.

Sviluppata da DesignWine e Graffiti, l’App VINO è stata lanciata come guida “tascabile” per oltre 1,5 milioni di visitatori che hanno varcato la soglia del Padiglione del vino all’Expo, degustando oltre 1.000 etichette italiane presenti nella Biblioteca del Vino.

Da allora, sono decine di migliaia gli utenti attivi ogni giorno e ad oggi VINO è riconosciuta come la prima piattaforma digitale per l’acquisto di vino, così come la più rappresentativa e prestigiosa vetrina per le cantine italiane di qualità, che possono quindi far conoscere il proprio marchio e l’eccellenza della propria produzione a una foltissima community di wine lovers italiani e stranieri.

L’App VINO è l’estensione mobile di Vinitaly Wine Club e offre una wineexperience unica nel suo genere, volta non solo all’acquisto di vino in modo facile e veloce, ma anche ad accrescere e diffondere una maggior conoscenza del vino italiano, patrimonio enologico riconosciuto in tutto il mondo. La navigazione è semplice e sviluppata sui 3 punti chiave che caratterizzano un’autentica degustazione di vino:

  ENOTECA: il cuore e-commerce, interamente dedicato alla vendita di vini e selezioni tematiche guidate, con spedizione in Italia e in tutto il mondo. Offerte speciali settimanali e un ampissimo catalogo dei migliori vini provenienti dalle 20 regioni d’Italia, con più di 600 etichette sempre disponibili;

  GUSTA: l’area dedicata alle degustazioni, in cui l’utente può esprimere la propria valutazione del vino appena assaggiato e condividere le sue recensioni con tutta la community di Vinitaly Wine Club.

  ESPLORA: l’area formativa e informativa dell’App, che supporta l’utente nella scelta del vino preferito, proponendo approfondimenti tematici come storie di vitigni e territori, interviste ai produttori, schede dettagliate delle cantine, così come ricette, degustazioni e curiosità sul mondo del vino. 

“Siamo molto fieri ed orgogliosi del progetto e del successo conseguito con il lancio della nostra App VINO. Speriamo possa rappresentare un ottimo supporto ed un nuovo mezzo d’acquisto online sicuro e veloce per sempre più persone oggi in cerca del giusto vino”. Alessandro e Timothy, co-foundersVinitaly Wine Club.

 

Veronafiere
 

Vinitaly compie 50 anni. Festeggia con 8 milioni di investimenti

«Per il 50° Vinitaly abbiamo pianificato investimenti per 8 milioni di euro a supporto del wine business, dell’incoming di operatori esteri, del miglioramento delle infrastrutture di servizio per i nostri clienti e per rendere ancora più netta la distinzione fra operatori professionali all’interno della rassegna nel quartiere fieristico ed i wine lover che avranno il proprio riferimento in un evento dedicato nel centro della città. Tutte le attività finalizzate a potenziare il business fieristico sono la priorità del nuovo consiglio di amministrazione». Lo ha detto il presidente di Veronafiere, Maurizio Danese. La strada da percorrere per un comparto che vale per l’Italia oltre 14 miliardi di euro e che, nel 2015, dovrebbe raggiungere il livello record di esportazioni per circa 5,5 miliardi di euro, sarà sempre di più quella dell’internazionalizzazione. A tal proposito, nell’ambito del Programma nazionale di sostegno per il settore vitivinicolo per la campagna 2014/2015 sono stati erogati oltre 336 milioni di euro a favore del settore, vale a dire il 99% dei fondi assegnati.

Vinitaly, inoltre, è stata inserita nel Piano di promozione straordinaria per l’internazionalizzazione del Made in Italy promosso dal governo, che rappresenta un efficace contributo accanto alle risorse comunitarie dell’OCM (Organizzazione comune di mercato). «Il Piano straordinario – ha ricordato il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani – ha mostrato la propria efficacia anche con un’altra delle manifestazioni di punta di Veronafiere, Marmomacc, che ha accresciuto il numero di delegazioni commerciali e buyer dall’estero e ci attendiamo da Vinitaly un’ulteriore spinta per l’export del vino italiano nel mondo». Solo nell’ultima edizione di Vinitaly, ha ricordato Mantovani, «la presenza estera è stata di oltre 55mila operatori da 141 Nazioni, pari al 37% del totale dei visitatori. L’incoming sarà rafforzato, con azioni specifiche su Paesi target quali Germania, Austria, Svizzera, Regno Unito, Paesi Scandinavi, Polonia, Usa e Canada, Russia, Giappone e Cina e, per i vini naturali e biologici, con un sostegno a specifici operatori su mercati come Nord Europa, Paesi Scandinavi, Germania e Benelux. L’obiettivo è quello di portare 800 buyer mirati e selezionati, in più rispetto a quelli che tradizionalmente visitano Vinitaly».

Oggi Vinitaly è un sistema a rete di cui fanno parte Vinitaly International, OperaWine, Vinitaly Wine Club, VIA – Vinitaly International Academy, wine2wine, Sol&Agrifood, Enolitech e i premi collegati. Senza dimenticare Vinitaly & the City, che nel 2016 rappresenterà l’ombrello sotto il quale saranno collegate tutte le iniziative «fuori fiera», durante i giorni di manifestazione.

Naturalmente, saranno rafforzati anche la logistica (dalla viabilità agli ingressi) e i servizi agli operatori (connessioni dati, navette anche dall’aeroporto di Venezia, fast track per visitatori esteri etc).

Il 50° di Vinitaly, in calendario dal 10 al 13 aprile, «non celebra solo una storia, ma permette di costruire concretamente un pezzo di futuro», ha detto il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Maurizio Martina, ricordando il ruolo chiave di Vinitaly nella realizzazione e gestione a Expo Milano 2015 di VINO – A Taste of Italy, in assoluto il primo padiglione dedicato al vino nella storia di un’Esposizione Universale.

«Questi 50 anni hanno raccontato la storia del vino italiano, dai problemi alle opportunità, dai momenti difficili alle grandi occasioni – ha affermato il Ministro Martina -. In questi anni Vinitaly è stata in tutto e per tutto l’agenda che ha consentito al vino italiano di costruirsi, rinnovarsi e raccontarsi per fare salti di qualità in avanti.

Noi ci siamo e dobbiamo cooperare e continuare a lavorare con una sinergia tale da portare risultati concreti per il comparto e per l’intero Paese».

Cinquantesima edizione che, appunto, per il presidente Danese «sarà un nuovo inizio, con la ferma intenzione di narrare anche i prossimi cinquant’anni della storia del vino italiano».

Fra le novità annunciate per Vinitaly 2016 ci sarà anche il nuovo Premio Enologico Internazionale «5 Star Wines», presentato da Ian D’Agata, direttore scientifico di VIA – Vinitaly International Academy. «Un premio disegnato come reale strumento di business e leva di marketing per le aziende che vi prendono parte – ha spiegato D’Agata – con una giuria internazionale composta di esperti di specifiche aree produttive, che valuteranno solo i vini provenienti da quelle zone e secondo le modalità riconosciute dal mercato».

Dopo 22 edizioni del Concorso Enologico Internazionale, si tratta di un cambiamento epocale, che alza ulteriormente l’asticella della qualità richiesta ai partecipanti. Non sarà più una competizione, infatti, ma un premio destinato solo ai vini che raggiungeranno e supereranno i 90 centesimi nel giudizio espresso da commissioni composte da esperti internazionali specializzati per area geografica di provenienza dei vini.

 

Veronafiere

 

Il vino e la salute cardiologica e mentale – 2

Gli effetti benefici del vino trovano riscontro in base agli studi sempre più approfonditi sul microbiota intestinale umano, cioè attraverso lo studio dei batteri che risiedono nell’intestino. Il microbiota è ormai riconosciuto come un importantissimo regolatore della salute umana e si compone di migliaia di differenti specie microbiche. Questi microbi sono positivi e negativi i piccoli microbi derivati dalla catena corta degli acidi grassi e da acidi fenolici, altamente presenti nel vino, hanno effetti positivi ai fini dell’assunzione di energia e sul sistema immunitario, e quindi sullo sviluppo del cervello e delle funzioni cognitive. I due componenti alimentari, quali fibre vegetali e polifenoli, sono i capisaldi della dieta mediterranea. A compiere la metabolizzazione delle fibre, dei vegetali e dei polifenoli sono i microbi “buoni” che, alimentandosi della componente suddetta, finiscono per diventare più numerosi dei microbi “cattivi”, realizzando quindi uno stato di benessere. Questi studi evidenziano il potenziale del vino come modulatore del microbiota intestinale umano e la loro produzione metabolica, con forte potenziale di agire sulla fisiologia di accoglienza sistemica all’interno dell’intestino. Del resto, la nuova ricerca si orienta sempre più verso gli studi dei microbi intestinali, come fattore decisivo per il benessere.

Il prof. Urbini ha parlato di vino e, cosa a noi molto necessaria, di alcol, oltre che di assunzione di composti organici e inorganici per spiegare cosa fa bene e cosa fa male. Il nutrirsi ci fa assumere una vastità di composti chimici che non sono presenti nelle usuali vie metaboliche (xenobiotici) e che non sembrano avere nessuna funzione indispensabile. Gli xenobiotici comprendono farmaci e veleni, ma anche composti con attività salutistiche. Per questi componenti è la dose che definisce effetti positivi e negativi. Ciò che è tossico a una certa dose, diventa benefico a una dose più bassa. Un esempio è quello dell’alcol, che a dosi moderate è positivo contro malattie cardiovascolari, infiammatorie, degenerative e per le malattie mortali. Il vino continua a essere protettivo a dosi più alte rispetto a qualsiasi bevanda alcolica. Svariate sostanze che sono presenti nel vino, ma anche nella frutta e nella verdura, contribuiscono a un rapporto ottimale fra infiammazioni, che sono favorite da sostanze ossidanti, e antinfiammazioni. Soprattutto il vino, ma appunto anche frutta e verdura, forniscono grandi quantità di antiossidanti. Ma non sono questi alimenti che producono direttamente l’effetto benefico. Infatti, gli antiossidanti alimentari generano per autossidazione piccole quantità di ossidanti che però attivano la risposta antiossidante, che sostiene l’effetto antinfiammatorio. Insomma, da una reazione negativa ne nasce una positiva. La difesa è azionata da un piccolo danno, tanto per capire quanto è complessa la natura del corpo umano. L’alcol è il cigno nero, il veleno. La scienza rifiuta il proibizionismo perché ostacolerebbe la ottimale capacità del vino, a parte per l’alcol, di gestire lo stress senza incorrere in pericolosi eccessi di reazione. In pratica, un piccolo e anche meglio se falso, segnale di danno ci esercita a essere più resistenti.

Alcune ricerche in atto attestano che anche solo inspirando gli aromi dei polifenoli si impedisce l’atrofizzazione della parte del cervello che degenera nella grave malattia: infatti, i sommelier mostrano che quella parte del loro cervello, invece che atrofizzarsi, è più sviluppata della media umana.

 

Renato Hagman

 

Il vino e la salute cardiologica e mentale – 1

Coordinati dal prof. Enzo Grossi, il prof. Giovanni de Gaetano dell’Istituto Neurologico Mediterraneo, il prof. Ramon Estruch del Dipartimento di Medicina Interna dell’Università di Barcellona, il dott. Kieran Tuohy dell’Università di Reading e del Gruppo di Nutrizione e Nutrigenomica della Fondazione Edmund Mach e il prof. Fulvio Ursini del Dipartimento di Medicina Molecolare dell’Università di Padova, hanno illustrato le conclusioni a cui sono arrivati gli studi internazionali sul ruolo benefico del vino ad un workshop internazionale al quale ho partecipato come sommelier professionista e Governatore di Brescia di A.D.I.D.

I dati proposti dal workshop, organizzato da Comitato Grandi Cru d’Italia, sono interessanti per quanto riguarda la dieta mediterranea e potranno essere utilizzati anche per considerazioni riguardanti il distillato.

In sintesi, è stato concluso che sono i polifenoli, ma anche la moderata quantità di alcol del vino, in particolar modo il rosso, che agiscono positivamente sia sugli aspetti cardiovascolari che su quelle malattie che riducono la funzione cognitiva e quelle neurodegenerative come l’Alzheimer, quantomeno ritardandole e rendendole meno gravi, riducendo il rischio di demenza.

Dati provenienti da ampi studi osservazionali suggeriscono anche che, aumentando l’aderenza a diete di tipo mediterraneo, si consente il mantenimento di una migliore funzione cognitiva e un ridotto rischio di demenza. Studi di intervento randomizzati, come lo studio PREDIMED, dimostrano con il più alto livello di evidenza scientifica che un aumento dell’aderenza alla dieta mediterranea tradizionale è associato ad un miglioramento della funzione mentale.

Evidente anche che notevoli benefici dal consumo ai pasti di un bicchiere e mezzo di vino sono stati accertati non solo nel campo della prevenzione di malattie cardiovascolari, che insieme ai tumori sono la prima causa di premorienza, ma anche nei pazienti già colpiti da un prevedente evento ad alto rischio cardiovascolare. Nei diabetici di tipo 2, come ha dimostrato il recente studio dell’Università Ben Gurion del Negev in Israele, il vino consumato con moderazione nel contesto di un’alimentazione di tipo mediterraneo si è rivelato efficace nella riduzione del rischio di morte o dell’incidenza di nuovi eventi cardiaci, favorendo anche il colesterolo detto buono. Nello studio denominato “Moli-sani” a lungo termine (dieci anni) in corso presso l’Istituto Neurologico di Pozzilli (Isernia) sulla dieta mediterranea, di cui il vino è il motore principale, insieme all’olio d’oliva extravergine, il pesce fresco e al diffuso consumo di cibi di origine vegetale, è già stato dimostrato come, oltre agli effetti positivi cardiovascolari, si riducono anche gli eventi infausti cerebrovascolari.

(continua)

Renato Hagman

 

A Vinitaly il premio “Eccellenza Italia” al China Awards 2015

Nell’ambito della cena di gala dei “China Awards 2015”, indetti da Fondazione Italia Cina e Milano Finanza, è stato assegnato a Vinitaly International il premio “ECCELLENZA ITALIA”.

Un prestigioso riconoscimento per l’importante lavoro di promozione svolto da Vinitaly International sulle principali piazze commerciali cinesi, nonché sul territorio italiano attraverso l’intensa attività di incoming.

Un lavoro che basa sull’importante attività di sviluppo culturale ai fini di far emergere e valorizzare l’estrema e unica varietà produttiva vitivinicola italiana quale elemento fondante per il supporto della commercializzazione e distribuzione dei nostri prodotti. Tra gli strumenti di punta messi in campo, il ricco ed estremamente accurato programma della Vinitaly International Academy (VIA), che ha organizzato numerosi Executive Wine Seminar nell’ambito dei principali appuntamenti presidiati da Vinitaly International, tra cui: la Hong Kong International Wine & Spirits Fair, il Fuori Salone del China Food and Drinks Fair for Wine and Spirits di Chengdu e, quest’anno, anche il Shanghai Wine and Dine Festival, dove Vinitaly International ha organizzato e curato l’intero Padiglione Italia in cui si è celebrata l’eccellenza Wine&Food Made in Italy. Un presidio costante e ritenuto da Veronafiere altamente strategico, tanto da aver aperto una sede permanente a Shanghai.

«Da vent’anni con Vinitaly International supportiamo il comparto vitivinicolo italiano per la valorizzazione del nostro prodotto sui mercati esteri. La Cina è particolarmente interessante per il vino italiano. Il nostro è un approccio costante e mirato ai singoli Paesi, per far conoscere nel corretto modo le peculiarità della produzione nazionale ed offrire così alle nostre aziende opportunità di visibilità per un concreto incremento dell’export. Tra i risultati raggiunti dall’attività di Vinitaly International mi piace ricordare anche l’incremento del 40% di buyer e operatori provenienti dalla Cina nell’ultima edizione di Vinitaly a Verona, nonché il significativo numero dei visitatori cinesi – posizionatisi al primo posto delle presenza estere – al Padiglione VINO A Taste of Italy di Expo», commenta Giovanni Mantovani, Direttore Generale di Veronafiere.

«Questo premio ci è particolarmente caro innanzitutto per il fatto che ci è stato assegnato dalla Fondazione Italia Cina, la cui missione è quella di supportare la realizzazione di un “Sistema Paese” in Cina dove oggi il vino italiano viene promosso in maniera ancora molto frammentata. Il vino del bel paese rappresenta attualmente solo un decimo di quello francese. Il fatto che esso sia alquanto complesso con 594 vitigni e 450 denominazioni, sicuramente non agevola. Il premio “Eccellenza Italia”, in secondo luogo, pone anche enfasi sull’attività di incoming che reputiamo di importanza fondamentale. Il nostro motto è sempre stato “come innamorarsi del vino italiano”. Il vino italiano non è, infatti, meno buono del vino francese, ma dobbiamo riuscire a portare in Italia il maggior numero possibile di cinesi in modo che possano conoscerlo in prima persona ed apprezzarlo”, ha aggiunto Stevie Kim, Managing Director di Vinitaly International.

 

Veronafiere

 

Aperitivi natalizi a Brescia

Sul finire di novembre, si cominciano a contare le occasioni per trovarsi e porgersi gli auguri per un sereno Natale, modo tradizionale per organizzare visite tra amici e parenti e per scambiarsi un modo di esprimersi affetto, amicizia.

La Delegazione di Brescia di A.D.I.D., associazione degustatori di distillati, ha organizzato un aperitivo, proponendosi ancora come motivo di incontro tra eccellenze del territorio.

Sarà occasione di portare a Brescia (presso “La Pastorella” ristorante e pizzeria) per la prima volta i rinomati prodotti “Figulì”, il gorgonzola al cucchiaio erborinato Rufozola, i distillati Psenner e tanto altro ancora, per sottolineare come anche in occasione delle più amate festività dell’anno, si deve curare la scelta dei cibi, la scelta del Made in Italy, la cura per ciò che mangiamo, la ricerca del buono. Tutto con piccole tecniche di degustazione.

L’iniziativa si colloca tra le tradizionali di fine anno, il prossimo 3 dicembre, dalle ore 18 alle 19.30, con possibilità di fermarsi a cena con proposte altrettanto ricercate, con prodotti selezionatissimi.

Un modo per non perdere la tradizione del Natale e riscoprire sapori ed emozioni che qualcuno ancora custodisce per noi, per “nutrire il pianeta” non solo di cibo, ma soprattutto di contenuti.

 

Renato Hagman

 

Wine2wine 2015 a Verona, per la filiera del vino

Formazione, informazione, networking e business sono i driver principali di wine2wine 2015 (Veronafiere, 2-3 dicembre). Dopo l’edizione 0 dello scorso anno il forum dedicato al mondo vino schiera a centro campo le aziende vitivinicole e le figure professionali della filiera enologica export-oriented, proponendo loro workshop e incontri tenuti da illustri figure del mondo business, IT e vino.

Presentato nel 2014 in risposta all’esigenza del settore enologico di avere strumenti per affrontare i cambiamenti di un comparto in continua evoluzione, il forum sul business del vino ideato da Veronafiere-Vinitaly con la collaborazione di Federvini ed Unione Italiana Vini, ha già ampliato i suoi orizzonti, con l’introduzione di una serie di nuove iniziative volte ad aumentare le opportunità di aggiornamento su tutti gli aspetti che coinvolgono il vino, dalla produzione, alla promozione e vendita sui mercati internazionali.

«Dopo l’edizione zero del 2014 che ci è servita per testare la nostra nuova idea di servizio alle imprese – afferma Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere –, quest’anno presentiamo wine2wine nel pieno delle sue potenzialità, in linea con l’esigenza di innovare il nostro prodotto fieristico».

Sei le aree tematiche per 26 workshop: marketing e comunicazione, mercato internazionale, normativa e finanza, scenari di mercato, viticoltura e special workshop. L’approccio sarà molto pratico, con un numero di speaker contenuto per evento, così da favorire l’interattività con i partecipanti.

Oltre ai workshop, in calendario altri 16 appuntamenti, tra sessioni di networking per lo scambio di informazioni su mercati, trend e nuove tecnologie ed esperienze, speed dating b2b con buyer selezionati provenienti da Stati Uniti, Germania e Regno Unito e uno speaker’s corner dove poter portare e condividere idee.

Il respiro internazionale dell’evento è garantito dalla presenza di circa un centinaio di relatori altamente qualificati, la maggior parte dei quali provenienti dall’estero. Tra questi Danny Brager, Senior Vice President per gli Stati Uniti dell’area Beverage Alcohol Practice di Nielsen, Levi Dalton, wine-editor per Eater NY e conduttore del podcast ‘I’ll drink to that’, che ha come pubblico privilegiato gli operatori specializzati del mondo del vino negli Usa e con il quale è stata anche realizzata in via sperimentale in vista di Vinitaly 2016 una selezione di buyer, che sono stati invitati a wine2wine.

Quello americano è uno dei mercati focus di questa edizione di wine2wine, approfondito trasversalmente per capire le tendenze di consumo e gli strumenti più adatti di promozione, comunicazione e marketing, per dare tutte le informazioni necessarie a chi deve impostare una strategia aziendale. Gli altri Paesi analizzati quest’anno sono il Canada, la Cina, il Regno Unito, i mercati emergenti dell’Est europeo e la Svezia; l’approfondimento di quest’ultimo mercato, dalla burocrazia particolarmente complicata ma interessantissimo per l’export italiano, vedrà la partecipazione di Erica Landin, curatrice di una rubrica per la più grande rivista vinicola svedese, di Sara Norell, capo del reparto acquisti di Systembolaget, Theresa Breuer, proprietaria della cantina tedesca Weingut Georg Breuer, e Ann Burgaz, fondatrice e amministratore delegato di WineAgency, uno dei più importanti importatori del Paese.

Sul potenziamento e la valorizzazione del brand aziendale sui social media nei vari Paesi interverrà tra gli altri Robert Joseph, fondatore di Wine International e Editor-at-Large di Meningers’s Wine Business International, ma l’approccio al consumatore verrà affrontato anche attraverso le neuroscienze, per capire come la percezione del vino condiziona i modelli di acquisto.

Spunti di riflessione, oltre che indicazioni pratiche verranno dati su aspetti tecnici che l’impresa vitivinicola deve affrontare, dall’Ocm promozione vino al futuro della viticoltura dopo la fine dei diritti di impianto, dalle prospettive per la vinificazione ai materiali innovativi e sostenibili per il wine packaging, dall’enoturismo tra fiscalità, comunicazione e marketing alle prospettive dei vini biodinamici nell’Era del naturale, fino alle competenze richieste a un export manager adeguato alle dinamiche del mercato internazionale. Le migliori figure professionali specializzate nel promuovere e vendere il vino italiano all’estero saranno anche a disposizione delle imprese per colloqui finalizzati alla ricerca di personale nell’innovativo sistema di matching denominato #HireMeVinitaly.

A wine2wine saranno pure presenti gli ambasciatori del Vinitaly International Academy, provenienti da tutto il mondo per costruire una rete di supporto e promozione globale del vino italiano all’estero.

 

Veronafiere

 

“Enologica”, a Bologna il racconto del vino emiliano romagnolo

“Enologica”, manifestazione promossa per il secondo anno consecutivo da Enoteca Regionale Emilia Romagna e curata da Giorgio Melandri, sceglie nuovamente il cuore dell’Emilia Romagna, Bologna, come palcoscenico ideale per il racconto della straordinaria quanto inedita filiera vitivinicola e agroalimentare di questo territorio. A Palazzo Re Enzo da oggi 21 novembre, fino al 23 si scriverà il nuovo capitolo di un racconto del quale saranno protagonisti oltre 100 tra produttori, consorzi e cantine della regione, che permetteranno ai visitatori di concedersi un ideale “viaggio” lungo la via Emilia, dal riminese fino ai colli piacentini, attraverso i vini simbolo di questa regione: Albana e Sangiovese, Pignoletto, Fortana, Lambrusco, Malvasia e Gutturnio.

Al centro del racconto i vignaioli, i cuochi, il vino e cibo dell’Emilia Romagna, ma soprattutto la sua cultura raccontata quest’anno attraverso i tarocchi, le carte da gioco nate proprio a Bologna alla fine del 1300 da un’idea del Principe Francesco Antelminelli Castracani Fibbia e diventate oggi lo strumento più usato per le divinazioni. Con loro, al centro del racconto, ci saranno il vino e il cibo dell’Emilia Romagna, accompagnati dai testi del curatore Giorgio Melandri, dello storico Andrea Vitali e dai disegni di Francesca Ballarini.

A completare il programma di “Enologica”, un interessante programma di seminari e degustazioni tematiche, “Il Teatro dei Cuochi”, ospitato in alcuni luoghi del centro cittadino e che quest’anno sarà incentrato sulla lavorazione della pasta ripiena, “Genius Loci”, spazio creato per scoprire e conoscere prodotti e materie prime espressione dell’identità e della cultura dell’Emilia Romagna.

Spiega Pierluigi Sciolette, Presidente di Enoteca Regionale Emilia Romagna: «Enoteca Regionale ha scelto, per il secondo anno consecutivo, di mettere a disposizione di Enologica il proprio know how organizzativo, costruito nei tanti anni di gestione del Padiglione Emilia Romagna al Vinitaly, perché crediamo fermamente nell’importanza di questa manifestazione. Come nel 2014, il filo conduttore sarà quello della via Emilia, asse portante della nostra regione, tra storia, cultura, tradizioni e prodotti di qualità, tra cui i suoi vini. Proprio in questi ultimi anni l’Emilia Romagna si sta affermando come una delle regioni più importanti nel panorama enologico italiano e internazionale e siamo certi che la vasta selezione di vini proposta attirerà buyer di livello internazionale, giornalisti, esperti e blogger, ma anche tanti appassionati e consumatori di vino dall’Italia e dall’estero».

«Enologica non è semplicemente un evento, ma un racconto che viaggia sulla via Emilia realizzando una piattaforma narrativa a disposizione della stampa italiana e internazionale – sottolinea il curatore dell’evento, Giorgio Melandri – Quest’anno  abbiamo lavorato sui tarocchi abbinando a ciascuna carta un prodotto enogastronomico della regione con l’obiettivo di un linguaggio, quello delle storie,  il più universale possibile. Siamo un grande inedito italiano, ma abbiamo un potenziale enorme, popolare e straordinario nel quotidiano».

 

Pierluigi Papi

Vinitaly Russia e i produttori di vino italiani

Più di ottocento etichette tutte italiane in rappresentanza di singoli produttori di vino, delle collettive delle Camere di Commercio di Udine e Gorizia-Friuli Venezia Giulia, di IW&SP – Italian Wine & Style Promotion e della Regione Veneto e una attenta selezione tra i più autorevoli importatori del settore vitivinicolo – in tutto circa duemila visitatori -, sono presenti ieri (16 novembre) alla 12ª edizione di Vinitaly Russia, in corso presso l’esclusivo Swissôtel Krasnye Holmy di Mosca. Per l’occasione, Vinitaly International ha rinnovato il suo impegno in materia di educazione e formazione all’estero, attraverso l’organizzazione di una vasta gamma di iniziative volte a promuovere il vino italiano in un mercato così difficile, ma al contempo promettente, come quello russo.

La situazione in Russia è infatti complessa e mutevole: pesano la svalutazione del rublo con la perdita del potere d’acquisto della classe media, la crisi in Ucraina e il relativo embargo russo contro le sanzioni USA e UE, motivi per i quali non è facile per le aziende, che intendono investire sul territorio, fare previsioni a breve raggio. «Nei primi sette mesi del 2015 (gennaio-luglio) il valore dei vini italiani importati dalla Russia (pari a 57 milioni di euro) è calato del 26,8% rispetto allo stesso periodo del 2014. Nonostante il contesto negativo generalizzato, l’Italia si conferma anche per quest’anno il primo esportatore di prodotti vitivinicoli in Russia. Una dato che ci conforta, ma che deve soprattutto stimolare a fare meglio, sfruttando le defezioni dei concorrenti stranieri, occupando le loro quote e impegnandoci, come intende fare ICE in collaborazione con Vinitaly, in un’attenta e specializzata educazione del consumatore verso il prodotto vitivinicolo italiano» commenta così Paolo Celeste, presente all’evento in qualità di direttore ICE di Mosca.

«È una nota positiva che l’Italia abbia confermato la sua posizione di primo esportatore di vino nella Federazione Russa. Il vino è un’eccellenza della cultura italiana ed è quindi molto importante che il pubblico russo lo conosca e lo apprezzi sempre di più. Restare in vetta non è facile: dobbiamo fare ogni sforzo non solo per mantenere la posizione, ma anche per espanderla, ad esempio portando i nostri prodotti nelle Regioni russe» sottolinea Cesare Maria Ragaglini Ambasciatore d’Italia a Mosca.

«Il mercato attraversa una fase di transizione: un potenziale investimento sulla Russia deve essere valutato in un’ottica di medio-lungo termine, avviando cioè un percorso che potrà rivelarsi particolarmente premiante quando la fase di congiuntura negativa sarà superata. Con iniziative btob di formazione e tasting come quella organizzata oggi da Vinitaly International a Mosca, Veronafiere intende confermarsi un valido alleato per le imprese del comparto vitivinicolo, sia dal punto di vista commerciale che promozionale» afferma il direttore generale di Veronafiere Giovanni Mantovani.

 

L’appuntamento russo si concentra in un’unica giornata, durante la quale Vinitaly International ha organizzato un programma suddiviso in sette Masterclass, qualificando l’evento tra i più importanti sul territorio interamente dedicato al mondo vino. Solo lo scorso anno ha infatti ospitato, sempre in un solo giorno, più di 1600 professionisti e il numero record di 1700 vini provenienti da tutte le regioni d’Italia. Situato ancora una volta nel Centro Congressi del Swissotel Krasnye Kholmy, Vinitaly Russia presenta inoltre il suo tradizionale Walk Around Tasting, confermando la collaborazione con alcuni dei più grandi nomi dello scenario dell’importazione russa, come Simple, Fort, Ast-international Environment, DP-TRADE, MBG and Millenium, collaborazioni consolidate negli anni presentate insieme a due new entry, Winedom e Noble House, per offrire una più ampia scelta di cantine di piccole e medie dimensioni che intendono entrare nel in questo particolare mercato. Il programma educativo è arricchito infine da due Executive Wine Seminars di VIA (Vinitaly International Academy) dove il direttore scientifico, Ian D’Agata, viene affiancato per la prima volta da Veronica Denisova e Nikolay Chashchinov, i primi due VIA Italian Wine Ambassadors di nazionalità russa.

Dati economici import russo di vino italiano (fonte ICE)

Nel 2014 l’Italia si è qualificata come il primo fornitore di vini (compresi spumanti) della Russia, davanti a Francia e Spagna, con un totale di 254,3 milioni di euro di controvalore. Nonostante la crisi in atto, il vino italiano è riuscito a contenere le perdite (-2,34% rispetto al valore 2013), in confronto alla flessione di Francia (-11,3%) e Spagna (-28,3%). Anzi, in questo quadro il prodotto italiano

è riuscito a erodere quote di mercato dai concorrenti passando da un da un 28,5% ad un 29,4% del totale dei vini consumati in Russia. Da segnalare la crescita dei vini bianchi e rossi (+1,6%), cui fa da contraltare il -7,7% degli spumanti.

Situazione diversa nel 2015: nei primi sette mesi (gennaio-luglio) il controvalore dei vini italiani importati dalla Russia (pari a 57 milioni di euro) è calato del 26,8% rispetto allo stesso periodo del 2014. Il calo riguarda anche il comparto spumanti (22,1 milioni di euro), il cui consumo è sceso del 35,1%. Tuttavia l’Italia si conferma ancora il primo esportatore di prodotti vitivinicoli in Russia.

 

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