Anticipazioni: Ambrogio Lorenzetti a Siena

L’evento più importante dell’anno è la mostra su Ambrogio Lorenzetti – dal 22 ottobre 2017 al 21 gennaio 2018 -, preparata nel corso degli ultimi due anni e iniziata con l’operazione “Dentro il Restauro”, che finanziata dal Mibact, ha consentito il restauro di alcuni capolavori del grande pittore senese, fra cui il ciclo di affreschi nella basilica di San Francesco, il grandioso ciclo di Montesiepi e la Maestà di Sant’Agostino. Sarà un‘esposizione particolare quella dedicata a Lorenzetti, artista dall’incontenibile creatività che ha rinnovato profondamente la pittura occidentale. Lorenzetti è stato, infatti, un innovatore della concezione stessa dei dipinti d’altare e un grande pittore di storie sacre, ma anche il narratore che ha allargato lo sguardo alla re-invezione del paesaggio e della pittura d’ambiente.

Grazie a una serie di prestiti importanti (Louvre, National Gallery, Gallerie degli Uffizi, Musei Vaticani, Yale), l’esposizione ritesse la grande vicenda artistica di Ambrogio Lorenzetti, facendo convergere al Santa Maria della Scala, dipinti che, in massima parte, furono prodotti per cittadini senesi e per chiese della città.

La mostra, che gode dell’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, del Patrocinio del Mibact e della Regione Toscana, è curata da Alessandro Bagnoli, Roberto Bartalini e Max Seidel, autori anche del corposo volume che accompagna l’esposizione e che più che un catalogo si presenta come un’opera di lettura innovativa dell’opera di Lorenzetti. Gli allestimenti della mostra sono stati affidati allo Studio Guicciardini&Magni, già autori di numerosi allestimenti museali fra cui il Museo dell’Opera del Duomo di Firenze, il Museo Galileo, il Museo Nazionale di Oslo, il Gülhane Museum di Instanbul.

Il programma delle esposizioni  non si esaurisce con Lorenzetti.

La fotografia è uno dei filoni su cui il Santa Maria della Scala sta concentrando la propria attività espositiva e produttiva, con iniziative di vario genere per taglio e tipologia, da personali a retrospettive tematiche, da produzioni originali a progetti di altri musei ospitati in una logica di collaborazione e scambio reciproco.

Il primo progetto parte il 28 luglio con la Storie di Stanze Room Stories di Cristina Coral, giovane e già affermata fotografa italiana, dallo stile composto ed essenziale, con una grande sensibilità nei confronti della luce ed un’attenzione particolare al rapporto fra la figura umana e gli ambienti in cui agisce. Le 23 fotografie di rara sensibilità della Coral resteranno in mostra nella sala Vieri Mascioli fino al 10 settembre.

Dal 15 dicembre fino a metà gennaio 2018  è in programma RiMembra di Monica Biancardi, un progetto fotografico costruito nel corso di alcuni anni dalla fotografa napoletana che al Santa Maria sarà in mostra con un format particolare: 13 acquerelli e 4 dittici fotografici faranno da cornice e accompagnamento all’intero ciclo che sarà proiettato in grande dimensione, accompagnato dai testi scritti per l’occasione dal poeta Gabriele Frasca, che la sera dell’inaugurazione sarà protagonista di un reading accompagnato da suoni e immagini.

L’evento fotografico più significativo in calendario – dal 3 novembre 2017 al 7 gennaio 2018 – è “Je voudrais savoir”, una mostra realizzata in collaborazione con l’Università di Siena in occasione del centenario della nascita di Franco Fortini e prodotta dal Santa Maria della Scala. La mostra prende spunto dal viaggio in Cina da parte di una delegazione italiana a cui parteciparono, oltre a Fortini, alcuni altri artisti e intellettuali: Carlo Cassola, Antonello Trombadori, Ernesto Treccani, Norberto Bobbio, Carlo Bernari, Antonello Trombadori, Piero Calamandrei. La mostra prende spunto dalle riflessioni, i pensieri e le fotografie di Fortini in un dialogo con immagini, pensieri e parole degli altri partecipanti al viaggio; tutti gli altri partecipanti, infatti, nell’arco dei 2 anni successivi, pubblicarono scritti o racconti di quell’esperienza di viaggio.  Ne deriva una sorta di “danza cinese”, un caleidoscopio sorprendente di sguardi ed emozioni su un mondo “nuovo” e sicuramente diverso da quello occidentale, ma anche una sorta di percorso interiore di alcuni grandi personaggi del novecento italiano, alla scoperta di quel mondo, che ciascuno aveva indagato secondo le propria sensibilità. Il progetto di allestimento della mostra è stato affidato all’architetto Alessandro Bagnoli, già in passato autore di numerosi allestimenti anche al Santa Maria.

Per questa importante produzione il Santa Maria della Scala ha intrapreso delle relazioni con altre Istituzioni per presentare il progetto sul territorio nazionale, proseguendo in quell’attività l’attività di produzione e circuitazione inaugurata lo scorso anno con “Ten Years and Eighty-Seven Days” di Luisa Menazzi Moretti, che dopo essere stata a Berlino e a Siena da fine ottobre sarà ospitata nel Museo degli Innocenti a Firenze.

Dal 9 settembre al 10 dicembre è in programma “La storia per immagini. Vita quotidiana e paesaggio a Siena e nel suo territorio”, il progetto del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, di cui è capofila la Pinacoteca Nazionale di Siena, che ha come finalità la promozione di un sistema di offerta culturale integrata, basata sulla realizzazione di percorsi specifici e inclusivi.

Il percorso del Santa Maria della Scala intende valorizzare il legame indissolubile che unisce l’ospedale al territorio, attraverso una disamina delle aziende agricole note come grance, ripercorrendone sviluppo e vicende attraverso i secoli e mettendo in relazione spazi ospedalieri, documenti, oggetti con immagini e testi esplicativi, a partire dalla grande pianta della grancia di Castelluccio di Pienza, realizzata dall’agrimensore Florenzio Razzi nel 1763.

Il 21 settembre, si inaugura “Caveau”, la mostra che conclude l’esperienza lanciata dall’artista Serena Fineschi nel corso del 2016, quando inaugurò “la più piccola galleria d’arte del mondo”, nel cuore di Siena e chiamò 12 fra curatori e artisti ad animarla, ciascuno proponendo un’opera al mese. I dodici ospiti di Caveau, che saranno in mostra al Santa Maria sono: Bianco-Valente, Vittorio Corsini, Marina Dacci, Pablo Echaurren, Pietro Gaglianò, Ilaria Mariotti, Marco Pierini, Alfredo Pirri, Claudia Salaris, Serse, Marco Tirelli, Paola Tognon.

Infine l’8 dicembre apre al pubblico “Un secolo di storia. I grandi fatti raccontati dalla Nazione, 1917 – 2017”, una mostra itinerante che coniuga il legame tra il quotidiano e il proprio territorio, consentendo ai visitatori di riscoprire gli eventi, i personaggi, le vicende, lungo un percorso di cento anni, letto e interpretato attraverso gli articoli de La Nazione. La mostra senese si arricchirà di una sezione dedicata alla storia cittadina e ai grandi fatti che la hanno caratterizzata negli ultimi 100 anni.

 

Salvatore La Spina

Il capolavoro di Leonard Bernstein inaugura la stagione teatrale del Teatro Carlo Felice di Genova

Giovedì 19 ottobre il Teatro Carlo Felice aprirà la propria stagione artistica con West Side Story di Leonard Bernstein, Jerome Robbins, Arthur Laurents e Stephen Sondheim, lo spettacolo che ha rivoluzionato la storia della musica. Nella stagione teatrale del centenario della nascita di Leonard Bernstein, il musical più famoso di Broadway torna in scena in un’edizione rinnovata ma fedele all’originale.

West Side Story è una co-produzione del Teatro Carlo Felice e W.E.C. – World Entertainment Company; un sodalizio significativo fra una Fondazione Lirico-Sinfonica e un’azienda privata che opera nel settore del grande intrattenimento; due entità molto diverse, unite nella proposta di un nuovo progetto stimolante.

Questo grande allestimento, creato esclusivamente per il Carlo Felice, vedrà la regia di Federico Bellone (Viale del Tramonto, A qualcuno piace caldo, Mary Poppins della Disney) con un nuovo adattamento del libretto firmato da Franco Travaglio e le coreografie originali di Jerome Robbins.

L’Orchestra e il Coro del Teatro Carlo Felice, diretti da Wayne Marshall, interpreteranno le indimenticabili melodie e i coinvolgenti ritmi della partitura di Bernstein; il cast del musical comprende numerosi artisti di altissimo livello tra i quali spiccano Luca Giacomelli Ferrarini (Tony), Veronica Appeddu (Maria), Simona Di Stefano (Anita) e Salvatore Maio (Bernardo).

Wayne Marshall – organista, direttore d’orchestra e pianista inglese – è un interprete celebre delle opere di George Gershwin, Leonard Bernstein, Duke Ellington e di altri compositori del ventesimo secolo americano. Ha inciso l’integrale delle opere di Gershwin per pianoforte e orchestra con la Symfoniorkester Aalborg, in qualità di direttore e solista al pianoforte. Marshall è ospite fisso della BBC Proms di Londra e nel 1999 ha suonato con la BBC Big Band per un omaggio a Duke Ellington.

Una storia d’amore ma anche un action thriller, West Side Story è tutto questo, un amore sfortunato tra due giovani, Tony e Maria, la cui felicità è distrutta dall’odio tra le due bande rivali alle quali appartengono: i Jets e gli Sharks, il tutto ambientato nella giungla urbana della New York degli anni Cinquanta. Il musical conobbe un ulteriore successo anche nella sua versione per il grande schermo: l’omonimo film con Natalie Wood vinse 10 premi Oscar, 3 Golden Globe e il Grammy Award per la colonna sonora. Adattamento del celebre Romeo e Giulietta di Shakespeare, il capolavoro di Bernstein unisce ritmi travolgenti di mambo e samba con melodie affascinanti che sono rimaste nella memoria collettiva quali “Maria”, “America”, “I Feel Pretty” e “Tonight”.

Leonard Bernstein, grandissimo direttore d’orchestra nonché compositore, ha saputo trovare in questo lavoro il giusto connubio tra linguaggio popolare e stile colto, creando un capolavoro che travalica i generi e le generazioni.

 

 

Marina Chiappa

L’estate a San Pellegrino, alla scoperta delle Dolomiti

Dalle semplici passeggiate alle escursioni in alta quota, dal nuovo Col Margherita Park parco tematico alla scoperta delle Dolomiti ai sentieri che percorrono le tracce della Grande Guerra, dalla visita alle malghe alla degustazione dei piatti tipici in rifugio, dalla bicicletta alla mountain bike, anche d’estate la Ski Area San Pellegrino offre tantissime possibilità di trascorrere piacevoli vacanze sulle Dolomiti Patrimonio Unesco a cavallo tra Veneto e Trentino. Si può scegliere se soggiornare a Falcade (1100 m slm) caratteristico paese di montagna collocato in un’ampia e soleggiata valle circondata da maestosi boschi di conifere, o salire più su al Passo San Pellegrino (1918 m slm), dove la natura regna sovrana con maestose pareti di roccia e prati fioriti a dominare l’incantevole paesaggio. Due località diverse e complementari capaci di soddisfare tutti gli appassionati della montagna in cerca di sport, divertimento, relax e gusto. Durante la stagione estiva 2017 saranno in funzione la funivia Col Margherita (dal 24.06.2017 al 17.09.2017), la seggiovia Costabella (dal 25.06.2017 al 10.09.2017), la cabinovia Falcade-Le Buse (dal 08.07.2017 al 10.09.2017) e la seggiovia Le Buse-Laresei (dal 05.08.2017 al 03.09.2017), quattro impianti di risalita che consentono a turisti ed escursionisti di salire in alta quota ed esplorare alcuni dei luoghi più interessanti della Ski Area San Pellegrino.

Col Margherita Park Meraviglioso parco tematico sul Col Margherita, a quota 2514 m, dove scoprire divertendosi tutti i segreti delle Dolomiti, dichiarate nel 2009 Patrimonio Naturale Unesco per la loro bellezza e conformazione unica al mondo. Un progetto ludico studiato e realizzato in collaborazione con il MUSE museo delle scienze di Trento e il geologo dott. Claudio Valle, con l’intento di trasmettere in modo giocoso nozioni scientifiche sulla storia e sulla geologia delle Dolomiti attraverso un percorso fatto da 3 diverse installazioni facilmente raggiungibili in funivia e capaci di stuzzicare la curiosità di grandi e piccoli, tra vulcani, ghiacciai, isole, fondali marini, ere geologiche e testimonianze fossili.

I Balconi Panoramici Chi sale a piedi o in funivia sul Col Margherita può godere anche di uno straordinario panorama sulla sottostante vallata del San Pellegrino e sulle principali cime dolomitiche fino alle Prealpi Venete e ai lontani ghiacciai dello Stelvio. Uno spettacolo naturale a 360 gradi che merita una sosta nei due “balconi panoramici” realizzati con materiale naturale e attrezzati con panchine, puntatori e pannelli informativi sulle vette circostanti e la loro descrizione geologica. Il primo guarda verso nord congiungendo in una sorta di abbraccio virtuale il Gruppo del Latemar alla Marmolada, mentre l’altro è rivolto verso sud in direzione delle Pale di San Martino e della Catena del Lagorai.

I Sentieri della Grande Guerra Dalla stazione a monte della seggiovia Costabella e della funivia Col Margherita si sviluppano numerose escursioni di interesse storico che ripercorrono le tracce dei cruenti scontri avvenuti durante la Prima Guerra Mondiale tra l’esercito italiano e le truppe austro-ungariche. Strada facendo si passa per gallerie, resti di baracche, passatoie, scale in legno e postazioni per mitragliere: un vero e proprio museo all’aperto. Tra le vie più conosciute e panoramiche ci sono l’Alta Via Bruno Federspiel, l’Alta Via Bepi Zac e l’Alta Via Mariotta.

Il Giardino delle Formiche Salendo in cabinovia da Falcade a Le Buse è possibile percorrere un semplice sentiero impreziosito da immagini e didascalie che descrivono la vita della Formica Rufa con i suoi grandi e complessi formicai. Il percorso, di circa 30 minuti, ideale per le famiglie, si snoda tra scorci mozzafiato sulla piana di Falcade e il fascino senza tempo delle Dolomiti. Un’occasione speciale per conoscere anche tanti altri animali del bosco e la flora alpina del luogo.

ATC

Capolavori della storia dell’arte e del tessuto riuniti in Casa Giorgione

La “Pala di Castelfranco, capolavoro primo di Giorgione, offre il naturale punto di partenza per una sontuosa mostra che trova negli ambienti del Museo Casa Giorgione il suo fulcro. Per espandersi poi in diversi siti della Città Murata, destinati ad accogliere l’attualità della grande tradizione di tessoria della Serenissima di 5 secoli fa.

La mostra, promossa dal Comune di Castelfranco Veneto con il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e la collaborazione dell’Associazione Veneto Museo Sistema, è curata da Danila Dal Pos, la studiosa cui si deve l’allestimento del Museo Giorgionesco, museo che dal 27 ottobre 2017 al 4 marzo 2018, ospita questa rassegna.

“Le trame di Giorgione” si presenta come una mostra affascinante e coinvolgente, ricchissima di capolavori e ancora più di storie e di nuove proposte interpretative. Si muove nel doppio binario della storia dell’arte e della storia del tessuto, a comporre una originale storia del costume. Una delle chiavi di lettura scelta dalla curatrice Dal Pos (e dal Comitato Scientifico che l’affianca) è quella allegorica, visione che consente anche di illuminare diversa-mente l’opera e la figura del Giorgione. Proprio a partire dalla Pala, opera di devozione certo, ma anche potente messaggio politico e allegorico. Molti i nuclei sui quali la studiosa si misura in questa mostra. La nuova lettura della Pala, innanzitutto. Nella raffigurazione della “Madonna e Santi” nulla è “solo” quello che sembra. Nemmeno i 5 magnifici, diversi tessuti che l’artista vi raffigura con assoluta precisione. Secondo la curatrice essi veicolano un preciso messaggio diretto al Senato Veneziano, molto attento alle vicende dell’Isola di Cipro, cui la Pala rinvia in ragione del suo committente, il nobile Costanzo, uomo di stirpe reale.

E le trame, intese come tessuti, sono quelle indossate dagli uomini e dalle donne in mostra, personalità ritratte dai grandi artisti cinquecenteschi di area veneta. L’intera mostra fa volutamente riferimento al solo territorio della Serenissima che, all’epoca, estendeva il suo dominio tra l’Egeo e la Lombardia orientale. A ritrarre questa schiera di personaggi sono artisti come Giovanni Bonconsiglio, Pier Maria Pennacchi, Vincenzo Catena, Francesco Bissolo, lo stesso Giorgione, Giovanni Cariani, Tiziano Vecellio, Lorenzo Lotto, Andrea Previstali, Bartolomeo Veneto, Bernardo Licinio, Domenico Capriolo, Jacopo Bassano e Paolo Veronese. Nei ritratti tutti indossano abiti realizzati con tessuti e complementi il cui costo era, per l’epoca, folle. Per testimoniare status symbol, raffinatezza e capacità di spesa, in un mondano trionfo dell’apparenza. Accanto ai ritratti, come in tutte le sezioni della mostra, preziosi esemplari di tessuti d’epoca.

Anche nel nucleo successivo dedicato al Seicento, il lusso si pone come fattore di distinzione identitaria, quel lusso che consiste da sempre nell’impiego di materiali e di manifatture di grande pregio e di altissimo costo. L’ultimo nucleo a raccontare la storia della manifattura tessile veneziana, in un percorso ancora una volta sviluppato tra arte e raffinato artigianato, è quello dedicato al ‘700. Qui, ancora accanto ai ritratti, viene esibita la prestigiosa collezione tessile settecentesca del Duomo di Castelfranco, insieme con abiti, corpetti, guanti e borsette dell’epoca, provenienti da Palazzo Mocenigo a Venezia. La commistione tra sacro e profano è più apparente che reale. Spesso infatti le sontuose vesti dismesse dalle grandi dame finivano con l’essere portate sull’altare sotto forma di piviali o pianete, intessute di fili di seta e oro.

Usciti dal Museo, il percorso raggiunge i “luoghi di Giorgione” nell’antico centro cittadino: il Duomo, la Torre Civica, lo Studiolo di Vicolo dei Vetri, la Casa Costanzo, la Casa Barbarella. In queste suggestive ambientazioni il pubblico è invitato ad ammirare gli esiti attuali della grande tradizione veneziana della tessitura. Per secoli la manifattura tessile ha rappresentato l’industria più fiorente del Veneto, con molte migliaia di occupati.

Delocalizzate le produzioni industriali, a testimoniare questa importantissima tradizione sono rimasti i laboratori di alta gamma. Dalle sensazionali Rubelli e Bevilacqua di Venezia, alla Bottoli di Vittorio Veneto che alleva pecore nere per evitare la tintura del filato; dalla Bonfanti di Mussolente, con i suoi inconfondibili arazzi, alla Paoletti di Follina che tesse un tartan senza pari; dalla Serica 1870 di Follina che riesce a collocare le sue impalpabili sete sul mercato cinese, fino alla “fabbrica lenta” di Bonotto a Vicenza.

La Galleria del settecentesco Teatro Accademico ospita invece i telai e la straordinaria produzione di Carlo Scarpa della Tessoria Asolana oggi non più sul mercato.

E per chi volesse approfondire di più il tema, ecco Venezia a portata di visita.

Per ammirare le prestigiose tessiture Rubelli e Bevilacqua, le creazioni di Roberta di Camerino, il Palazzo di Mariano Fortuny e il Museo del tessuto e del costume di Palazzo Mocenigo.

Per informazioni: Museo Casa Giorgione – Piazza San Liberale – 31033 Castelfranco Veneto (Tv), Tel. 0423 735626

S.E. (anche per credit fotografici)

24a edizione del Verbier Festival

Quest’estate, i più grandi solisti internazionali e alcuni tra i giovani musicisti più promettenti della loro generazione si ritroveranno a Verbier, in Svizzera, dal 21 luglio al 6 agosto 2017, per la 24a edizione del Verbier Festival. Vi proponiamo alcuni momenti di spicco di questa edizione 2017. Per l’apertura del festival, Charles Dutoit dirigerà la Salomè in forma di concerto, mentre Esa-Pekka Salonen sarà sul podio per Elektra, due opere di Richard Strauss. Il pianoforte avrà un posto d’onore, con una decina di artisti emblematici come András Schiff, Barry Douglas, Richard Goode, Nikolaï Lugansky, Evgeny Kissin, Vladimir Feltsman, Yefim Bronfman, Grigory Sokolov, Mikhaïl Pletnev, Sergei Babayan, Yuja Wang e Daniil Trifonov. E ci saranno anche astri nascenti come Lucas Debargue, George Li, o il pianista svizzero Francesco Piemontesi. Il Verbier Festival accoglierà i massimi interpreti del violino, con Joshua Bell, Renaud Capuçon, Janine Jansen, Leonidas Kavakos e Vadim Repin. Gli artisti si esibiranno anche in combinazioni mai sperimentate prima, in occasione delle Rencontres inédites. Quest’anno, il Verbier Festival ospiterà tre giovani direttori d’orchestra sul podio della Salle des Combins: Joshua Weilerstein, Lahav Shani e Santtu-Matias Rouvali. E ci saranno anche altri musicisti promettenti, come Pablo Ferrandez, Ji Liu, il sedicenne Daniel Lozakovich, Edgar Moreau, o Dan Zhu. La Verbier Festival Orchestra eseguirà la Sinfonia N°9 di Mahler sotto la direzione di Gianandrea Noseda, e Vita d’eroe per la bacchetta di Antonio Pappano, al suo grande ritorno a Verbier dopo 19 anni di assenza. Il Festival sarà costellato di numerosi eventi speciali. In particolare, l’anniversario dei Solisti di Mosca o la serata in cui Leonidas Kavakos avrà “carta bianca”, il concerto di Pink Martini con China Forbes, Thomas Quasthoff e il suo trio jazz e il pianista jazz cubano Chucho Valdés con il suo Quintetto. Charles Dutoit riveste per l’ultimo anno il ruolo di Direttore Musicale della Verbier Festival Orchestra. Il Verbier Festival ci tiene a ringraziarlo per la qualità del lavoro svolto in tutti questi anni. Leader nell’educazione dei giovani, il Verbier Festival accoglierà quest’estate 260 giovani, nell’ambito dei suoi programmi di formazione: l’Academy, la Verbier Festival Orchestra, la Verbier Festival Chamber Orchestra e la Verbier Festival Junior Orchestra.

Inoltre, il Verbier Festival si apre a una platea più vasta e propone ben 12.000 posti a 50 CHF o meno per i melomani, un pass Giovani per i minori di 16 anni o di 26 anni, un pass week-end e un ricco programma di attività gratuite e pedagogiche. Dopo i concerti, sarà disponibile inoltre un servizio navetta tra Verbier e la stazione ferroviaria di Martigny per agevolare gli spostamenti dei frequentatori del festival. Una nuova identità visiva permetterà di coinvolgere il pubblico più ampio nell’Esperienza Verbier: incontri fra artisti, fra generazioni, fra artisti e pubblico, in uno scenario naturale straordinario. « Anche quest’estate, ho voluto riunire attorno a un repertorio d’eccezione i più grandi interpreti, che sono certo affascineranno il pubblico, insieme ai giovani musicisti più interessanti. Con tutta l’équipe del Verbier Festival, ci siamo impegnati per condividere la nostra passione per la musica. Vi do appuntamento il 21 luglio, alle 19, a Verbier! », afferma Martin T:son Engstroem, Fondatore e Direttore generale del Verbier Festival. La biglietteria online è accessibile 24 ore su 24.

Per maggiori informazioni http://www.verbierfestival.com

Sarah Turin

Col Margherita Park. Il nuovo parco tematico in quota (2514 m)

L’estate della Ski Area San Pellegrino si arricchisce di una nuova attrazione: il Col Margherita Park, parco tematico a quota 2514 metri dove scoprire divertendosi tutti i segreti delle Dolomiti, dichiarate nel 2009 Patrimonio Naturale Unesco per la loro bellezza e conformazione unica al mondo. Un progetto studiato e realizzato in collaborazione con il MUSE museo delle scienze di Trento e il geologo dott. Claudio Valle con l’intento di trasmettere in modo giocoso nozioni scientifiche sulla storia delle Dolomiti attraverso un percorso fatto da 3 diverse installazioni capaci di stuzzicare la curiosità di grandi e piccoli, tra vulcani, ghiacciai, isole, fondali marini, ere geologiche e fossili. Per chi ha la pazienza di ascoltarle e osservarle, infatti, le Dolomiti hanno molto da raccontare, a partire dalle loro origini in tempi remoti, quando deserti sterminati e inospitali furono via via ricoperti da un mare che diventò assai presto accogliente e ricco di fauna ittica. Un periodo di vita prosperosa che venne interrotto da un repentino cambiamento: dalle acque turbolenti del mare emersero enormi vulcani i cui prodotti esplosivi si andarono accumulando negli abissi. Molto tempo dopo i grandi movimenti orizzontali delle zolle iniziarono a restringere l’oceano e i sedimenti vennero sollevati fino a costituire le terre emerse che piogge e ghiacciai plasmarono, come ancora oggi accade, restituendo a noi un paesaggio meravigliosamente cesellato in una infinita serie di forme e di colori. Oltre ad essere facilmente raggiungibile in funivia dal Passo San Pellegrino, il Col Margherita rappresenta un punto di osservazione privilegiato su tutto il sistema Dolomiti Unesco, il luogo ideale da cui idealmente salpare per andare alla scoperta dei 9 gruppi montuosi Patrimonio dell’Umanità. ISOLE O MONTAGNE? Un viaggio che inizia con un sentiero lungo 30 metri, dove ogni metro corrisponde a 10 milioni di anni e muovendosi in equilibrio sul tempo si attraversano le ere geologiche e le principali tappe principali della nascita delle Dolomiti.

IN EQUILIBRIO SUL TEMPO Si prosegue con un’entusiasmante sfida contro il tempo alla ricerca di fossili e reperti che caratterizzano ognuno dei 9 gruppi dolomitici, ricchissime testimonianze incassate nelle rocce dell’ambiente in cui nacquero e vissero veri organismi viventi, prima di morire ed essere per sempre ricoperti dai depositi marini.

IL TIMONE DELLE DOLOMITI La terza installazione è situata sul punto più alto e panoramico del Col Margherita, a 2550 metri, un vero e proprio balcone interattivo che consente di giocare con i profili delle cime dolomitiche che si stagliano tutt’attorno. Da lassù, con un solo sguardo a 360°, è possibile vedere tutti i 9 gruppi dolomitici e provare a indovinare i nomi con uno speciale Timone delle Dolomiti. Con il cielo nuvoloso il gioco diventa ancora più difficile e divertente! Sul Col Margherita si trovano anche due balconi panoramici attrezzati con panchine, puntatori e pannelli informativi con la descrizione geologica delle vette circostanti. Il primo guarda verso nord /ovest congiungendo in una sorta di abbraccio virtuale il Gruppo del Latemar alla Marmolada, mentre l’altro è rivolto verso sud/est in direzione delle Pale di San Martino e della Catena del Lagorai.

Come arrivare: dal Passo San Pellegrino con la funivia Col Margherita (costo A/R: € 12,00).

 

ATC anche per credit forografici

I progetti vincitori della copertura dell’Arena di Verona proseguono il loro iter

“Il Ministero dei Beni Culturali ha formalmente ricevuto tutta la documentazione per dare avvio all’iter per valutare la fattibilità del progetto di copertura dell’Arena. Ringrazio i professionisti che hanno lavorato con passione ed entusiasmo alle loro straordinarie progettazioni e il Gruppo Calzedonia nella persona di Sandro Veronesi per aver creduto in questa idea che potrebbe essere realizzata a costo zero per l’Amministrazione e che permetterebbe la salvaguardia e la conservazione dell’anfiteatro”.

Questo l’annuncio del Sindaco Flavio Tosi, a margine della presentazione ufficiale dei primi tre progetti vincitori del concorso internazionale di idee per la copertura dell’Arena, avvenuta in sala Arazzi. Presenti il direttore generale del Comune Marco Mastroianni, il consigliere Luca Fantoni, i membri della commissione valutatrice ing.Sergio Menon del Comune, prof. Pier Giorgio Malerba del Politecnico di Milano e il consigliere nazionale dell’Ordine degli Ingegneri Luca Scappini.

In rappresentanza delle società di progettazione vincitrici erano presenti: l’ing. Knut Stockhusen della SBP per il 1° classificato con il Prof. Volkwin Marg, socio fondatore GMP; l’arch. Vincenzo Latina per il 2° classificato; l’arch. Roberto Ventura per il 3° classificato.

Tutti gli 84 progetti che hanno partecipato al concorso internazionale di idee saranno esposti al Museo AMO dal 4 maggio, per circa due mesi. La mostra sarà ad ingresso gratuito.

I tre progetti vincitori

Primo premio n. 59 – RTI SBP e GMP Stoccarda/Berlino (Germania)

La soluzione prevede un anello perimetrale poggiato sul bordo superiore dell’Arena e permette di raccogliere i teli di copertura, disposti su un solo ordine di cavi, consentendo un rapido mutamento di assetto da aperto a chiuso. Significativo appare il sistema di riavvolgimento dei cavi che può permettere di mantenere quasi completamente libero lo spazio aereo soprastante. Il riavvolgimento dei teli verso l’emiciclo a sud est genera una parte ad anello sempre coperta, la cui configurazione tuttavia interagisce in modo misurato con l’ellisse dell’Arena. La soluzione proposta, a copertura aperta, lascia quasi per intero visibile dalla cavea il tratto superstite svettante dell’anello esterno. L’anello sospeso che appoggia sul perimetro superiore dell’anfiteatro, nel risolvere il problema tecnico di sostenere e alloggiare i teli di copertura, offre una figura architettonica all’esterno e all’interno coerente e appropriata. La proposta appare presentare margini di miglioramento per quanto attiene i collegamenti della copertura con le strutture in sommità dell’Arena, collegamenti che nella configurazione attuale incidono sulle strutture dell’Anfiteatro. Secondo premio n. 41 – RTI Capogruppo Vincenzo Latina (Siracusa) Il progetto propone una soluzione, descritta con chiarezza ed efficacemente argomentata, che risponde in buona misura ai diversi requisiti posti dal bando di gara.

La copertura non altera i caratteri architettonici del monumento e l’anello strutturale posto in sommità richiama, verso l’interno un’idea di “portico sommitale”. Presenta una soluzione architettonica coerente con le strutture dell’Arena e definisce uno spazio appropriato nel rispetto della sua forma. Sostenuta da un anello reticolare poggiato sul margine superiore dell’Arena, attraverso un sistema di cavi metallici distanziati tra loro in verticale nella zona centrale, permette la chiusura e la protezione con segmenti gonfiabili accostati. Il profilo del sistema di copertura è visibile dall’esterno, ma interagisce in modo discreto e complementare con l’immagine e il profilo dell’Arena. All’interno la presenza di strutture è maggiore al perimetro e, in condizione di copertura aperta, i cavi aerei sono costantemente presenti al di sopra della cavea.

La proposta appare presentare margini di miglioramento per quanto riguarda la soluzione strutturale e architettonica del traliccio perimetrale.

Terzo premio n. 66 – RTI Italo/Spagnola, Capogruppo Roberto Gianfranco Maria Ventura (Codogno – Lodi)

La proposta progettuale poggia la copertura su un sistema di alti pali posti all’esterno dell’anello, evitando quindi ogni contatto e impatto diretto con l’Arena. La soluzione architettonica e strutturale appare coerente con la struttura formale dell’Arena. Relativamente snelli e radi, i pali/sostegni si accostano ai fronti esterni formando l’immagine architettonica di una protezione di segno nitido e non invadente, pur costituendo un filtro costantemente presente all’immagine esterna dell’Arena. La copertura è costituita da teli, sostenuti da cavi riavvolgibili in un anello centrale che, pur se latamente ispirata ai velari degli anfiteatri romani, rappresenta una forte presenza visiva nello spazio aereo della cavea. 

Roberto Bolis (anche per credit fotografico)

Festival dei Diritti a Ferrara

Festival dei Diritti di Ferrara nasce nel 2002 per iniziativa di ARCI Nuova Associazione, CGIL Ferrara, Nexus, Associazione Cittadini del Mondo, Associazione di volontariato Oltreconfine, Teatro Nucleo, con il contributo fondamentale del Comune di Ferrara, della Provincia di Ferrara e della Regione Emilia Romagna. Queste associazioni, diverse per storia ed interessi, hanno deciso di collaborare nella convinzione che, oggi più che mai, sia necessario costruire momenti di confronto trasversale per raggiungere una globalizzazione diversa e alternativa. Il Festival, durante tutte le sue edizioni, ha sostenuto percorsi per la promozione e la difesa dei diritti umani, del diritto al lavoro, alla casa, alla salute, all’alimentazione, all’acqua, all’informazione, alla cultura per tutte le popolazioni del mondo. I diritti formali, come la libertà di espressione e di parola, sono infatti inscindibili da quelli sostanziali o materiali, come il diritto al cibo, al lavoro, all’istruzione.

QUINDICESIMA EDIZIONE : “NOI – ALTRI. Diritti, Lavoro, Diversità”

Oltre a momenti di approfondimento sviluppati tramite conferenze, dibattiti e incontri con esponenti della società civile, sono previste numerose attività culturali collaterali al fine di sensibilizzare e coinvolgere le giovani generazioni, il mondo della scuola (secondaria di primo e secondo grado) e tutta cittadinanza di Ferrara e provincia sulle tematiche della discriminazione e diversità, diritti di cittadinanza globale, migrazioni.

La lotta contro ogni tipo di discriminazione passerà attraverso iniziative di promozione della Pace, di riflessione sul concetto di razzismo, diversità e cittadinanza attiva come strumento di integrazione delle nuove generazioni di immigrati.

ATTIVITÀ NELLE SCUOLE

1) Laboratorio “Donne ed immagini”

Il laboratorio prende le mosse da una riflessione sulla realtà che vivono le donne nella società odierna e soprattutto sulla loro rappresentazione nei mezzi di comunicazione.

La donna, come fosse un “unicum”, continua ad essere vista/percepita come un oggetto (e non un soggetto!) fragile, passivo, da contemplare. Siamo circondate da messaggi che ci spiegano di cosa abbiamo bisogno per essere belle, ad esempio, e non come essere intelligenti o più indipendenti. Messaggi/immagini su come pulire la casa in cinque minuti.

Questo laboratorio si propone di lavorare con le scuole contro gli stereotipi creati, diffusi e abusati dai media e dalla società, contro un’immagine del corpo femminile come oggetto mercificato. L’intento è di promuovere l’educazione e la formazione come strumenti di prevenzione e contrasto di ogni discriminazione e violenza. Come riferimento a tale attività verrà preso una parte del lavoro di Ketty La Rocca, che a partire dalla metà degli anni Sessanta inizia a comporre collage, ritagliando immagini fotografiche (prese dalle riviste o pubblicità) e parole scritte, incollando poi il tutto su fogli bianchi o neri. Un’altra artista, Barbara Kruger, ha affrontato la stessa tematica con esiti innovativi e a tratti dissacratori.

2) Laboratorio e mostra fotografica “Piccoli volontari crescono”. Migrazioni e condizione delle donne nel mondo.

Gli incontri serviranno ai ragazzi per immedesimarsi nei racconti di persone e soprattutto donne, che vivono in condizioni che violano la tutela dei diritti umani in diverse aree del mondo. Si approfondiranno le cause alla base della scelta di queste persone di lasciare il proprio paese e di migrare, per poi cercare di sfatare insieme i pregiudizi nei loro confronti, così presenti nella nostra società.

Le attività coinvolgeranno gli studenti attraverso domande e momenti di confronto dinamici.

Mostra “Piccoli volontari crescono”

Il percorso potrà essere correlato dalla presenza di una mostra fotografica dal titolo “Piccoli Volontari Crescono”, su richiesta della scuola. Un’esperienza visiva, realizzata con 8 diversi pannelli multifaccia, in cui foto e testi si susseguono e intersecano così da formare un percorso ideale che coinvolge e invita, non solo a riflettere, ma anche ad agire. Le foto esposte saranno complessivamente 26 e affronteranno i diversi step: gli incontri nelle scuole, la formazione dei docenti, le esperienze di volontariato a Ferrara, in Italia e all’estero. Gli scatti sono quasi tutti realizzati dai giovani volontari stessi coinvolti o dai tutor/camp leader di IBO Italia che li hanno seguiti nelle esperienze e sono accompagnati da racconti e didascalie tratti dagli scritti di chi è stato protagonista in prima persona.

3) Laboratorio “Rifugiarsi nel mondo”

Il laboratorio si rivolge a bambini e ragazzi in età scolare con l’obiettivo di aiutarli a confrontarsi con i delicati temi dell’esilio e dell’emigrazione e soprattutto con l’importanza dei diritti universali per l’infanzia e dell’integrazione fra diverse culture. Partendo dall’Olocausto, passando per le dittature militari dell’America Latina attraverso la storia personale della docente, bambina rifugiata a causa del colpo di stato in Cile, fino alle storie più recenti di emigrazione, il laboratorio si propone di costruire un percorso narrativo fatto di memoria storica e attualità, lungo il quale bambini e ragazzi possono ascoltare, fare domande, interagire, raccontare quello che sanno e la propria esperienza di bambini emigrati o abitanti di paesi ospiti.

Il laboratorio sarà realizzato da Francesca Yanez e Alice Rifelli

ATTIVITA’ CULTURALI

1) Rassegna cinematografica e rassegna doc in tour

Anche nel corso della quindicesima edizione della manifestazione saranno previste due rassegne cinematografiche: una dedicata alle scuole e una rivolta al pubblico.

Tutte le proiezioni saranno ad ingresso gratuito e si svolgeranno presso la Sala Boldini di Ferrara.

2) Proiezione film 7 minuti, regia di Michele Placido

E’ in corso di definizione la data della proiezione del film “7 minuti” e l’incontro con Fiorella Mannoia e Ottavia Piccolo

3) Spettacolo “Dammi la mano”

Lo spettacolo “dammi la mano” indaga ed esplora le diverse sfumature e dell’universo femminile.

E’ liberamente tratto da Le Serve di J.Genet, le poesie di Gabriela Mistral, Alda Merini, Wisława Szymborska.

Lo spettacolo sarà rivolto alle scuole superiori con a seguito un confronto con gli studenti e professori.

Verranno realizzate tre repliche al Teatro Cortàzar di Pontelagoscuro (FE).

INCONTRI ED EVENTI

 1) Evento “Banda Rulli Frulli in concerto presso il Totem Art Festival (1-4 giugno)

Durante la realizzazione del Totem Art Festival, sarà previsto il concerto/spettacolo della Banda Rulli Frulli nella giornata del 1 giugno.

Totem Arti Festival è un festival di teatro, danza contemporanea, musica e community art nato nel 2013; il progetto nasce dalla volontà di riattivare l’area di Pontelagoscuro Vecchia nella zona nord di Ferrara, attorno al Teatro Cortazar e all’antistante Parco Tito Salomoni: luogo solitario quest’ultimo ma potenzialmente vitale, affacciato direttamente sul fiume Po. Un festival che propone un mix tra linguaggi contemporanei, teatro e laboratori per bambini e ragazzi, indie rock, arte “popolare”, buon cibo, sempre in un’ottica di rispetto dell’ambiente e di sensibilizzazione rispetto a tematiche sociali . Nell’arco delle quattro edizioni sono approdate a Pontelagoscuro decine di gruppi musicali, teatrali e compagnie di danza, che hanno portato linfa e colore in un’area periferica e raramente attraversata da eventi culturali

La Banda Rulli Frulli nasce nel 2010 da un’idea di Federico Alberghini all’interno della Fondazione Scuola di Musica Carlo & Guglielmo Andreoli presso la sede di Finale Emilia. Il progetto inizia come marching band e i primi ragazzi che partecipano sono all’incirca una decina, suoi allievi del corso individuale di batteria. L’intento di Federico Alberghini (direttore) era quello di creare una banda composta da persone diverse tra loro, sia per età che per abilità: “Volevo creare una banda d’integrazione e le percussioni sono un mezzo molto veloce per far gruppo“.

Oggi il numero dei partecipanti conta ben settanta membri tra bambine, bambini, adolescenti e giovani, abili e disabili, un gruppo composito per età , genere e capacità che ha premesso l’inserimento nel progetto di quindici ragazzi diversamente abili (seguiti individualmente dal servizio di NPI, ma non accompagnati da tutor all’interno del progetto).

Un evento, imprevedibile, ma estremamente significativo per il progetto è stato il sisma che ha colpito l’Emilia nel maggio 2012. In seguito alle scosse nel territorio emiliano la Banda rimane senza la sua sede. Con l’intento di mantenere un centro di aggregazione aperto ai bambini e ragazzi l’attività del progetto però non si ferma e continua. Inizialmente i ragazzi si trovano a provare in sedi di fortuna, poi finalmente in uno spazio strutturato reso disponibile dalla sede di Finale Emilia della ONG Mani Tese

2) Evento “Testimonianze dal Festival”

Consegna alla nuova sede (restaurata) della CGIL di Ferrara del quadro di Malangatana Valente.

Malangatana è considerato il più importante pittore mozambicano. Uno dei fautori dell’indipendenza e del processo di pace durante la guerra civile. Nelle sue opere il dramma della sofferenza e la denuncia delle atrocità. Il suo tratto ricorda lontanamente Picasso (che più volte ha dichiarato di essersi ispirato all’arte africana). Predilige gli oli dai colori forti. Il rosso prima, oggi in tempo di pace, il blu. Moltissimi i disegni dell’epoca di carcerazione. Il pittore è stato ospite del Festival dei Diritti di Ferrara nel 2003.

3) Incontri CGIL su tematiche femminili con focus sul lavoro

Iniziativa di promozione della legislazione antidiscriminatoria (“Piano regionale contro la violenza di genere”). Promozione della adozione di norme di tutela nei luoghi di lavoro ( accordo Confindustria).

Prevenzione del disagio psico-sociale e della violenza esercitata nel contesto lavorativo – dettaglio su ricaduta violenza/sfruttamento sul lavoro femminile. Ruolo della rappresentanza.

4) Canti dal mondo

Tre saranno le realtà canore in scena il 29 maggio :

Il Coro femminile SonArte è un coro costituito da un gruppo di donne impegnate in diversi ambiti professionali e in varie organizzazioni di volontariato della città. Il Coro Femminile SonArte interpreta musiche tradizionali e popolari di diversi luoghi del mondo

Sakina Alazami trio: è una cantante-cantautrice di musica araba, andalusa, classico popolare e new age

Coro dell’Associazione nigeriani è un coro gospel di donne, uomini e ragazzi dell’Associazione

 5) Presentazione del fumetto di Alice Milani e Silvia Rocchi – TUMULTO

Tumulto è un racconto di viaggio scritto, disegnato e dipinto a quattro mani da Silvia Rocchi e Alice Milani.

Per realizzare la graphic novel le due autrici hanno innanzitutto preso una moto e percorso diverse centinaia di chilometri nei territori della Ex Yugoslavia. Hanno lavorato mesi gomito a gomito, trasformando l’esperienza reale in un racconto di formazione a fumetti.

Verrà presentato il 30 maggio in Piazzetta S. Nicolò – Circolo Arci Bolognesi a Ferrara

6) Biagio Rossetti – lezione all’aperto “Dal Quadrivio rossettiano alla Porta degli Angeli: luoghi meravigliosi fuori dal tempo”

Martedi 30 maggio alle ore 17 verrà organizzata una escursione culturale (a piedi o con bicicletta a mano) con lo storico Francesco Scafuri e la partecipazione straordinaria del prof. Francesco Ceccarelli (Università di Bologna).

Un viaggio nel tempo, ricco di curiosità e personaggi straordinari, alla scoperta del Quadrivio rossettiano, dell’Addizione Erculea, delle delizie estensi e delle mura nord, in compagnia di due guide d’eccezione, uno storico e un architetto che da anni si dedicano allo studio della città di Ferrara.

Luogo di ritrovo: Corso Ercole I d’Este n. 40 (davanti all’ingresso del Parco Massari).

MOSTRE

1) Presentazione della mostra “Percorsi sostenibili per il diritto alla casa ed al lavoro. Il Ghana”

Iprogettisti racconteranno l’esperienza svolta, con un incontro aperto alla cittadinanza insieme all’Ass. Annalisa Felletti.

La mostra vuole ripercorrere le fasi di realizzazione, da parte dell’associazione LOAD, di due abitazioni in terra battuta nel villaggio di Abetenim, indagando le diverse condizioni abitative e metodologie di lavoro sul campo. Attraverso i progetti realizzati viene messa in luce la condizione in cui versano le famiglie nella comunità ed un utilizzo innovativo di tecniche costruttive, economiche e naturali, ampiamente accessibili da diversi stati sociali, per il miglioramento degli edifici degradati e garantendo così il diritto primario all’abitare.

Il progetto gestito e realizzato dall’Associazione LOAD, intende stimolare e incentivare la nascita di una classe di lavoratori specializzati nelle tecniche in terra che possa sviluppare una propria autonomia di sviluppo economico, anche nei nostri territori.

Esposizione della mostra dal 31 maggio al 15 giugno

Inaugurazione della mostra, 31 maggio 2017, ore 18.00 Luogo Esposizione: Salone dell’Albo Pretorio, Piazza del Municipio 2, Ferrara

Luogo Inaugurazione: Salone dell’Albo Pretorio, Piazza del Municipio 2, Ferrara

INIZIATIVE NELL’ AMBITO DEL FESTIVAL INTERNAZIONALE DI FERRARA (29 SETTEMBRE – 1 OTTOBRE 2017)

E’ in corso la richiesta al Festival della rivista Internazionale di inserire nel programma i seguenti eventi.

1) Esposizione della mostra fotografica e multimediale In un vortice di polvere di Annalisa Vandelli.

2) Incontro con Annalisa Vandelli e Uliano Lucas. Modera Miriam Accardo. Raccontare per immagini e parole.

PLENARIA CONCLUSIVA

Al termine del Festival si organizzerà una sessione plenaria alla quale saranno invitate tutte le associazioni facenti parte del Comitato Promotore del Festival dei Diritti e le associazioni del Territorio. La giornata sarà aperta al pubblico.

Tutti gli appuntamenti del Festival saranno ad ingresso libero

 

 

 

 

Salumi stagionati, tartufo marzolino, Spoja Lorda e primizie di primavera si gustano a Brisighella

Con il mese di aprile si apre il calendario degli eventi enogastronomici di Brisighella (RA): lunedì 17 aprile, giorno di Pasquetta, in Piazza Marconi sotto l’Antica via degli Asini (uno dei simboli del borgo medioevale di Brisighella) prenderà vita la “Sagra dei salumi stagionati di Mora e del tartufo marzolino”, giunta alla 12esima edizione; il 23 e 25 aprile sarà la volta della prima edizione della “Festa della Spoja Lorda” al Parco Ugonia; mentre il 30 aprile e primo maggio, sempre al Parco Ugonia, ci sarà un altro appuntamento inedito, la “Sagra della Bruschetta con Olio di Brisighella Dop e Primizie di Primavera”.

Bancarelle di prodotti tipici e dell’artigianato, stand gastronomico e intrattenimenti musicali e animazioni accoglieranno quindi il pubblico alla scoperta di alcune eccellenze gastronomiche tipiche di Brisighella, dove ogni stagione è caratterizzata da prodotti, sapori, profumi che diventano protagonisti di sagre e di pietanze prelibate nei ristoranti del territorio. Per tutte le giornate sarà in funzione anche il trenino panoramico per visitare il borgo e i colli di Brisighella.

Si parte con i salumi di Mora Romagnola, suino autoctono le cui carni hanno caratteristiche organolettiche uniche, pronti a essere degustati dopo le sapienti lavorazioni dei norcini brisighellesi e la giusta stagionatura, capace di esaltare le caratteristiche di prosciutti, salami, coppe, salsicce e altre prelibatezze. Assieme ai profumi dei salumi, Brisighella sarà invasa anche dagli aromi del “tartufo marzolino”, detto anche bianchetto. I tartufai della zona sono abili nel ricercare questo prezioso prodotto di cui il sottosuolo brisighellese è ricco e per la Sagra sarà possibile acquistarlo o degustarlo nei piatti preparati allo stand o nei ristoranti di Brisighella.

La Spoja Lorda è una pasta fresca realizzata con la sfoglia “tirata a mano”, sulla quale viene spalmato il delizioso “battuto” a base di formaggio fresco, parmigiano, uova e noce moscata e poi ricoperto da un’altra sfoglia. Con una rotella vengono poi tagliati quadrettini ripieni (appunto fatti di Spoja Lorda, sfoglia “sporca” di battuto) ottimi da mangiare asciutti con condimenti classici come il ragù, oppure come vuole la tradizione in brodo. Nel corso della due giorni saranno presenti anche le “sfogline” che faranno dimostrazioni di preparazione di Spoja Lorda con assaggi.

Brisighella è celebre in tutta Italia, e anche a livello internazionale, per il suo pregiato Olio Extravergine d’Oliva Dop, che viene celebrato a fine novembre con un evento dedicato. In questa primavera, invece, la sagra valorizzerà una semplice ma sublime “pietanza” che ha come protagonista l’olio brisighellese: la bruschetta. Nella stessa occasione si celebreranno, e gusteranno, anche le “primizie di primavera”: verdure e legumi che si risvegliano dopo il lungo gelo invernale, portando sapore e salute alle nostre tavola.

Tutti gli appuntamenti si svolgono dalle 9 alle 20.

 

Pierluigi Papi

Veneto 2020: assicurato il sostegno della Regione Veneto

180516-asolo-179Prosegue e cresce il sogno iridato di Vicenza e del Veneto. Il progetto della candidatura del Veneto per ottenere l’incarico di organizzare i campionati del mondo di ciclismo su strada del 2020 continua la sua corsa verso il traguardo di Bergen, in Norvegia, dove nel mese di settembre in occasione proprio del mondiale 2017 verrà ufficializzata la decisione dell’Unione Ciclistica Internazionale per quella che sarà la sede iridata del 2020. In questa volata mondiale il Veneto dovrà vedersela con Olanda, Colombia e Australia.

“Tutte candidature serie e valide, dalla nostra però c’è un percorso invidiabile, sia dal punto di vista tecnico che artistico, disegnato con l’obiettivo di regalare forti emozioni sia a chi corre che al pubblico. In questi ultimi mesi il lavoro del comitato è andato avanti. E’ un momento delicato e cruciale. In questa fase stiamo facendo il lavoro più duro. Per restare in gergo ciclistico possiamo dire che è come il lavoro del gregario che pedala duro con il vento in faccia, quando mancano ancora tanti chilometri al traguardo e non ci sono le telecamere accese. Quel lavoro che però è essenziale per permettere poi al capitano di finalizzare il risultato nei chilometri decisivi” spiega l’Avvocato Claudio Pasqualin che è il presidente del comitato promotore supportato da un pool fidato di collaboratori tra i quali spiccano il suo vice Moreno Nicoletti, noto e apprezzato manager sportivo, e il consigliere Alessandro Belluscio.

Nel frattempo a supportare questa corsa mondiale è arrivata l’ufficializzazione del sostegno della Regione Veneto al progetto. “Per la verità l’appoggio del Presidente Luca Zaia e della Giunta Regionale non è mai mancato. Il progetto è stato sposato dalla Regione fin dalle sue fasi iniziali, certo ora avere ricevuto il sostegno al progetto in ogni sua parte, il tutto formalizzato, sottoscritto e inserito nella delibera della Giunta Regionale ci da ulteriore fiducia e slancio” sottolinea l’Avv. Pasqualin.

Ricordiamo che il progetto prevede il coinvolgimento di tutti i capoluoghi di provincia della Regione Veneto attraverso i 12 eventi ciclistici in calendario (prove a cronometro e prove in linea della varie categorie in campo maschile e femminile) ed altri eventi collaterali destinati ad amatori e cicloturisti. Per la prova regina, quella elite maschile, il progetto prevede la partenza da Venezia, in Piazza San Marco, per svilupparsi poi nella prima parte in linea lungo la Riviera del Brenta e approdare poi al circuito finale dei Colli Berici con arrivo nel cuore di Vicenza in via Roma, subito dopo aver valicato il piazzale del Santuario di Monte Berico.

Di seguito, in sintesi, i punti principali sottoscritti dalla Regione nel documento. La Giunta Regionale delibera:

-di approvare, quale parte integrante e sostanziale del presente provvedimento, quanto riportato in premessa in relazione al progetto; -di condividere le proposte del comitato promotore per la promozione della candidatura; -di sostenere la presentazione della candidatura riconoscendo il valore di tale iniziativa non soltanto per l’evidente aspetto del prestigio sportivo, ma anche per la visibilità internazionale e la ricaduta economica e turistica sul territorio del Veneto che il progetto prevede;

-di incaricare il Direttore della Direzione Beni attività Culturali e Sport di attivarsi per tutto ciò che si rende necessario in relazione alle attività in oggetto. “La Regione è interessata alla promozione della pratica sportiva a tutti i livelli, anche come opportunità di valorizzazione dei territori interessati. Con questo provvedimento, sulla base della proposta del comitato promotore, si intende sostenere la presentazione della candidatura per il 2020. L’iniziativa si trova in armonia con i principi della nuova norma regionale in tema di sport e in particolare con le fattispecie attinenti le manifestazioni sportive “di eccellenza”. La Regione ritiene pertanto di sostenere la candidatura della città di Vicenza e del Veneto per l’organizzazione del mondiale, anche per il beneficio diretto ed indiretto che ne deriverebbe all’immagine della Regione in Italia e nel mondo, e si impegna per tale motivo a fornire il proprio supporto ai fini del buon esito della candidatura” spiega l’Assessore Regionale Cristiano Corazzari cha a Palazzo Balbi si occupa di Pianificazione territoriale e Urbanistica, Beni Ambientali, Culturali e Tutela del Paesaggio, Parchi e Aree Protette, Polizia Locale, Sicurezza Cultura, Spettacolo, Sport, Edilizia Sportiva, Identità Veneta.

Nella foto hi.res, Nicoletti, Zaia e Pasqualin

 

ATC