Digital Kit for School

La scuola italiana sta attraversando un momento di difficoltàche non ha pari nella storiadegli ultimi 80 anni. L’inevitabile ricorso alla didattica a distanza – che grazie alla tecnologia permette di non interrompere il processo di formazione di tanti giovani -ha costretto l’istruzione a fare i conti anche con il digital divide.

Molte le forze in campo che, a vari livelli, si stanno attivando a supporto della didattica per colmare il divario tra chi può accedere alle tecnologie digitali e chi ne è esclusoe per mitigare situazioni di ingiustizia e disuguaglianza sociale.

Fondazione Golinelli, istituzione filantropica che da sempre è in prima linea per promuovere l’educazione scientifica e la creatività nei bambini e nei ragazzi, con la sua pluriennale esperienza in ambito educativo, conferma il suo impegno per la formazione delle nuove generazioni lanciando ilDigital Kit for Schoolper insegnanti e studenti.

Digital Kit for School è un programma di attività gratuite sulle STEAM (Science, Technology, Engineering, Art and Mathematics)che gli insegnanti potranno proporre a studenti e studentesse, valorizzando le potenzialità del digitale.

Lo scopo dell’iniziativa è offrire, in modo continuativo,un supporto didattico con spunti e materiali adatti all’attività in classe o a un percorso di didattica integrata, con fasi in presenza e online o interamente online.

I docenti di tutta Italia, avranno così la possibilità di conosce e sperimentare l’approccio e i materiali messi a disposizione dalla Fondazione ed entrare in contatto con i suoi esperti: biotecnologi, chimici, biologi, antropologi e progettisti dei laboratori didattici che ben conosconole esigenze della scuola grazie a un continuo scambio di idee con i docenti che partecipano abitualmente alle attività di Fondazione Golinelli.

Le proposte didattiche si rivolgono agli insegnanti di scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado e vanno ora dalla bioinformatica alla matematica, dalla biologia alla genetica, dalla scienza alle tecnologie. I moduli si amplieranno poi alla sostenibilità, al coding e a contenuti più trasversali sul tema dell’orientamento consapevole.

I contenuti dei Digital kit for School sono molto operativi e possono essere sperimentati immediatamente con le classi per arricchire la didattica e scoprire nuovi spunti e opportunità di approfondimento.

Ilprogramma prevededue livelli di fruizione. Il primo in cui si possono scaricare liberamente materiali di approfondimento da utilizzarein aula o per le attività a distanza con i propri allievi.

Per un supporto più avanzato è possibile invece iscriversi gratuitamente al secondo livello che permette ai partecipanti di entrare a far parte di una community tematica virtuale, interagire con i formatori e con gli esperti, ricevere ulteriori approfondimenti e l’attestato delle attività svolte con le classi.

Tra le risorse disponibili e sempre nell’ottica di supportare gratuitamente le scuole in modalità online, sincrona e asincrona, il Digital kit for School offre anche la possibilità di partecipare a una selezione di webinar di particolare interesse formativo per studenti e per insegnanti su temi quali i virus e l’impatto che hanno sulle nostre vite, le nuove frontiere della scienza come l’epigenetica, l’ibernazione come strategia per scoprire nuovi mondi e le recenti scoperte di astrofisica in Italia.

Informazioni: https://www.fondazionegolinelli.it/it/area-scuola/digital-kit-for-school

 

Delos

Moncalieri Jazz Vive!

“Moncalieri Jazz Vive!” è il motto del 2020 coniato dal festival che da ben 23 anni fa vivere la storica cittadina piemontese di ottima musica internazionale e che alimenta costantemente la passione e la conoscenza di un pubblico di ogni fascia di ascolto ed età. Uno sprone a resistere a questa drammatica esperienza virale che stiamo vivendo e che ha portato il direttore artistico Ugo Viola, in seguito agli emendamenti dell’ultimo DCPM, a ridimensionare l’edizione precedentemente programmata fino a pochi giorni fa, spostando i concerti clou del festival in Live Streaming e in forma gratuita direttamente sul sito ufficiale: www.moncalierijazz.com alle ore 20.30.

“L’emergenza del Covid 19 ha condizionato notevolmente il mondo culturale di cui noi facciamo parte – afferma –  abbiamo comunque deciso di non arrenderci di fronte ai cambiamenti, bensì di affrontarli, rivoluzionandoci e adattandoci alle nuove esigenze.  La musica, così come la nostra città, non si ferma, bensì muta, cambia, evolve e si rinnova, e proprio con la musica vogliamo alleviare le giornate di questo difficile periodo. La sopravvivenza del nostro Festival, è stata possibile non solo per la nostra caparbietà, ma anche grazie agli Enti Pubblici che hanno deciso di continuare a sostenerci come il Comune di Moncalieri, la Regione Piemonte, la Fondazione CRT e agli sponsor privati che non ci hanno lasciati soli in questa sfida. Il MJF ha sempre promosso l’importazione di grandi nomi internazionali, senza mai però dimenticarsi degli artisti del nostro Paese: riteniamo però che quest’anno, in vista del duro colpo subito dal nostro settore, sia importante valorizzare questi ultimi, dando spazio ad artisti unicamente nazionali, soprattutto giovani. Una significativa novità è anche la grafica di quest’anno: un’immagine progettata e realizzata dall’illustratrice Giorgia Molinari che non solo rende omaggio all’arte visiva degli anni 50-60 ma rappresenta anche il nostro motto, con un messaggio alla musica simbolo di forza ed energia, affinché, nonostante i tempi difficili, non si lasci “inscatolare”.

Annullati i dieci giorni di “Aspettando il festival”, la manifestazione prenderà piede in forma virtuale l’11 novembre, quando, all’interno della Collegiata Santa Maria della Scala di Moncalieri, verrà trasmesso alle ore 20:30 “Anime jazz“, un progetto che unisce il jazz alla sfera religiosa tramite letture ispirate all’opera della santa mistica Ildegarda di Bingen. Il Sax Baritono di Dario Cecchini suonerà le sue prime note direttamente dal campanile della chiesa, quasi come a voler rappresentare un richiamo nella Piazza principale della città, che quest’anno a differenza delle scorse edizioni, non sarà animata dalla solita “Notte Nera del Jazz”. Successivamente lo strumento proseguirà il suo percorso sonoro all’interno della Chiesa con un concerto di “Sax Baritono e Reverbero” . A seguire Luca Allievi proseguirà con la sua chitarra classica e jazz. A fondere e mescolare insieme le due sfere protagoniste di questa serata, ovvero musica e religione, sarà la performance dell’attrice Silvia Furlan, con la voce di Albert Hera. Questi ultimi, ispirandosi ai testi, ai dipinti e alla vita di Ildegarda di Bigen (1098-1179, detta “La Sibilla del Reno”) intrecceranno musica, ritmo, sonorità della voce, con le sue stesse parole dal forte potere evocativo, esaltando il concetto della “visione” (motivo del titolo della relativa performance)”. Questa alternanza di suono e parola creerà una trama fitta di rimandi, che permetterà di riscoprire questa figura modernissima di intellettuale e artista, oltre che religiosa, coinvolgendolo in un vero e proprio viaggio percettivo il pubblico degli internauti in collegamento. A conclusione di questa serata, Gavino Murgia e Fabio Giachino, rispettivamente ai sassofoni il primo e all’organo il secondo, interpreteranno “A Love Supreme”: un tributo all’opera musicale di John Coltrane creata nel 1964, nel momento più alto della sua intensa spiritualità musicale. Questo tributo a Trane a Moncalieri, rappresenta la prima italiana del progetto, che ha già esordito in Romania e in Austria.

Le successive 4 serate si svolgeranno invece negli studi della EGAUDIOVISIVI snc.: si partirà il 12 novembre dai Giovani Talenti, con un susseguirsi sul palco di due duetti di giovani e promettenti artisti, ma già ampliamente affermati sul territorio nazionale e internazionale. Il concerto sarà diviso in due parti: nella prima parte saliranno sul palco Jacopo Taddei al saxofono e Luigi Nicolardi al pianoforte in un’interazione fra tradizione classica e jazzistica; nella seconda parte Emilia Zamuner alla voce, accompagnata dal grande Massimo Moriconi al contrabbasso che presenteranno il loro progetto “Duet”.

Le ultime 3 serate invece, saranno dedicate a tre centenari di tre grandi personalità che si sono distinti nel secolo scorso in tre ambiti artistici: il grande Jazz, con un tributo al gigante del Bepop Charlie Parker; lo swing napoletano con un tributo al grande Renato Carosone; il cinema con un evento dedicato al regista Federico Fellini.

Il 13 novembre è di scena “The Bird“, omaggio a Charlie Parker. Definito da molti il Picasso del Jazz, Parker, nato il 29 agosto del 1920 a Kansas City. è tuttora considerato il più grande sassofonista della storia del Jazz, in assoluto. Con Dizzy Gillespie e altri jazzisti dell’epoca, ha dato vita alla corrente jazzistica del cosiddetto be-bop, portandola ad alti livelli artistici. Un filone che poi diventato, di fatto, lo stile jazz più suonato e ambito da tutti i jazzisti del Novecento. Ad onorare questo tributo salirà sul palco un quartetto tutto piemontese di valore internazionale: il moncalierese Claudio Chiara al sax, Luigi Tessarollo alla chitarra, Aldo Mella al contrabbasso ed Enzo Zirilli alla batteria.

Il 14 novembre sarà invece la volta di “Carosone 100“, un progetto speciale di Daniele Sepe  in esclusiva per il Moncalieri Jazz Festival, in collaborazione con il Torino Jazz Festival, dedicato al Maestro della Canzone Napoletana. Il grande interprete dello swing partenopeo Renato Carosone, già pianista classico e jazzista, è stato uno dei maggiori autori ed interpreti della canzone napoletana nel periodo tra il secondo dopoguerra e la fine degli anni Novanta. Tra i i suoi brani ricordiamo: “Tu vuò fa l’Americano”, “Caravan Petrol”, “O sarracino” e “Pigliete ‘na pastiglia”. Ad interpretare questo tributo sarà il jazzista napoletano Daniele Sepe al sax con Tommaso de Paola al pianoforte e tastiere, Paolo Forlini alla batteria, Davide Costagliola al basso, Antonello Iannotta alle percussioni, Mario Insenga alla voce e Salvatore Lampitelli “Sabba” alla voce.

Moncalieri Jazz 2020 chiuderà il 15 novembre con uno specialissimo omaggio al centenario dalla nascita di uno dei nostri più grandi maestri del nostro cinema italiano: “Amarcord…ricordando cento anni di Federico Fellini” è una suite musicale scritta dal Maestro Andrea Ravizza, in veste di arrangiatore e direttore, che vuole celebrare degnamente la figura del grande regista italiano famoso in tutto il mondo. Un progetto che prevede l’interpretazione di colonne sonore di film come “La dolce vita”, “8 ½”, “La strada”, “Amarcord”, “Ginger e Fred” e molti altri. I brani saranno eseguiti da un ensemble creato ad hoc per il festival con Fulvio Chiara alla tromba, Albert Hera alla voce e sax soprano, Fabio Giachino al pianoforte, Federico Marchesano al contrabbasso, Alessandro Minetto alla batteria, il Quartetto d’Archi di Torino composto da Edoardo de Angelis violino, Umberto Fantini al violino, Andrea Repetto alla viola e Manuel Zigante al violoncello.  Per l’occasione, per la prima volta, suonerà al Moncalieri Jazz Festival, il Direttore Artistico Ugo Viola alla fisarmonica. In questo concerto verranno unite 3 arti: cinema, musica e anche arte, grazie all’illustratrice Giorgia Molinari, che durante il concerto darà vita ad illustrazioni grafiche ispirate ai film in programma. Salirà sul palco per l’occasione Francesca Fabbri Fellini, nipote ed unica erede del grande Maestro, che con racconti e le fotografie dei suoi ricordi, ripercorrerà la vita dello zio raccontando aneddoti legati al set e all’importanza che la musica ha avuto all’interno dei suoi film.

Mercoledì 11 novembre – ore 20.30

ANIME JAZZ

Dario Cecchini concerto Sax baritono e Reverbero

VISIONI/ ILDEGARDA DI BIGEN

Produzione Live Art snc

Albert Hera (voce) Silvia Furlan (attrice)

Luca Allievi (chitarra classica/jazz)

Gavino Murgia & Fabio Giachino duo ”A Love Supreme”

Gavino Murgia (sassofoni) Fabio Giachino (organo)

Giovedì 12 novembre – ore 20.30

GIOVANI TALENTI

Jacopo Taddei e Luigi Nicolardi duo

Jacopo Taddei (sax)  Luigi Nicolardi (pianoforte)

DUET

Emilia Zamuner (voice) Massimo Moriconi (contrabbasso)

Venerdì 13 novembre – ore 20.30

Fonderie Teatrali Limone – Moncalieri

THE BIRD Tributo a Charlie Parker

Claudio Chiara – Luigi Tessarollo Quartet

Featuring

Claudio Chiara (Sax Contralto)

Luigi Tessarollo (chitarra)

Aldo Mella (contrabbasso)

Enzo Zirilli (batteria)

Sabato 14 novembre – ore 20.30

CAROSONE 100

In esclusiva per il Moncalieri Jazz Festival 2020

progetto speciale di Daniele Sepe

dedicato al Maestro della Canzone Napoletana Renato Carosone

Daniele Sepe (sax)

Tommaso de Paola (pianoforte – tastiere)

Paolo Forlini (batteria)

Davide Costagliola (basso)

Antonello Iannotta (percussioni)

Mario Insenga (voce)

Salvatore Lampitelli “Sabba” (voce)

Domenica 15 novembre – ore 20:30

AMARCORD … ricordando cento anni di Federico Fellini

Ospite dell’evento Francesca Fabbri Fellini

unica erede e nipote del grande Maestro Federico Fellini

Ugo Viola: fisarmonica

Fulvio Chiara: tromba

Albert Hera: voce – sax soprano

Fabio Giachino: pianoforte

Federico Marchesano: contrabbasso

Alessandro Minetto: batteria

Quartetto d’Archi di Torino:

Edoardo de Angelis violino – Umberto Fantini violino

Andrea Repetto viola – Manuel Zigante violoncello

Andrea Ravizza: Arrangiatore e Direttore

 

Elisabetta Castiglioni

Fino a marzo 2021 l’opera ‘Tre donne’ di Boccioni, per la prima volta a Verona

 

Alla Galleria d’Arte Moderna Achille Forti, fino a marzo 2021, è visibile l’opera Tre Donne di Umberto Boccioni, prestito riconosciuto dalle Gallerie d’Italia di Milano, dalle collezioni di Intesa Sanpaolo. Il dipinto, esposto per la prima volta a Verona, è da oggi visibile al pubblico nel nuovo allestimento della terza sala della GAM.

Prosegue così l’attività veronese del ciclo di mostre dossier intitolato “Ospiti fuori dal Comune”, dedicato a capolavori in prestito da collezioni di istituzioni italiane ed estere, che vengono presentati per un lungo periodo nei percorsi espositivi dei musei cittadini.

Grazie all’accordo di interscambio, il Museo di Castelvecchio ha concesso alle Gallerie d’Italia due opere di Giambattista Tiepolo, tra cui l’imponente olio su tela intitolato ‘Eliodoro e l’alto sacerdote Onia’, e una di Louis Dorigny che saranno esposte a Milano in occasione della mostra sul Tiepolo organizzata nel 250° anniversario dalla morte.

Le Tre Donne è stata presentata alla GAM dal sindaco Federico Sboarina e dall’assessore alla Cultura Francesca Briani, insieme al direttore dei Musei Civici Francesca Rossi.

“Un’opera molto bella e una splendida opportunità per la nostra città – sottolinea il sindaco –. Fino al prossimo marzo, oltre ai numerosi capolavori che costituiscono l’ampia collezione della GAM, è possibile ammirare e scoprire questa importante opera dell’artista Boccioni, frutto della fattiva collaborazione fra i Musei Civici veronesi e le Gallerie d’Italia. Proseguono, anche in questo periodo di difficoltà, i prestiti nazionali ed internazionali resi possibili dal progetto ‘Ospiti fuori dal Comune’, che consente oggi di mostrare al pubblico, nelle diverse sedi museali cittadine, importanti capolavori”.

“Creare relazioni e programmare iniziative condivise tra istituzioni sulla base di contenuti culturali di comune interesse – spiega Briani – è di vitale importanza per la sostenibilità delle attività dei musei. A maggior ragione lo è oggi, per superare l’emergenza che il nostro Paese sta attraversando. I prestiti ci consentono di mostrare al pubblico della GAM, in due sale espositive attigue, due capolavori straordinari, il dipinto Tre Donne di Boccioni e la Maternità di Previati”.

“Ospiti fuori dal Comune è un progetto molto apprezzato dal pubblico – precisa Rossi – perché, di volta in volta, si concentra sulla scelta di un’opera che rivela legami significativi con temi e contenuti distintivi del ricco patrimonio delle collezioni dei musei veronesi, o con il contesto storico della città e del territorio”.

Per informazioni, su orari di visita e costi del biglietto d’ingresso al museo, è possibile consultare il sito della Galleria d’Arte Moderna Achille Forti – gam.comune.verona.it.

Tre donne. L’opera di Boccioni fu presentato dall’artista alla Permanente di Milano nel luglio 1910, poco dopo la firma del primo manifesto futurista. Filippo Tommaso Marinetti vide in questo ritratto di straordinaria qualità pittorica il primissimo tentativo per “superare l’Impressionismo, solidificarlo e determinare le luminosità”.

La singolare iconografia del triplo ritratto familiare è dedicata a tre donne che hanno segnato nel profondo gli affetti del pittore: l’amatissima madre Cecilia Forlani, la sorella Amelia e l’amica intima Ines. Le tre figure, soprattutto la madre, furono riprese più volte dall’artista nella fase pre-futurista. L’uso del controluce e di altri suggestivi effetti luminosi caratterizzano la maggior parte di questi ritratti. Nella grande tela Tre donne i raggi provengono da una finestra, di cui si può intuire la presenza nella parte sinistra dell’immagine, e intessono con pennellate allungate le tre figure. La luce, usata fino a quell’epoca per costruire i corpi, sembra ora smaterializzarli, annunciando la compenetrazione tra figura e ambiente che contraddistinguerà i successivi ritratti futuristi.

Il quadro è riconosciuto come un’opera chiave dell’artista al passaggio da un divisionismo alimentato dagli esempi di Giacomo Balla e Gaetano Previati allo stile futurista.

Umberto Boccioni. Nato a Reggio Calabria da genitori romagnoli, Boccioni soggiorna in diverse città – Padova, Catania e Roma – al seguito del padre, impiegato statale. Dopo gli iniziali passi nel panorama artistico romano, Boccioni nel 1906 viaggia attraverso l’Europa. Rientrato in Italia, dopo un intermezzo a Venezia, nell’agosto del 1907 si stabilisce a Milano. Il 1910 è l’anno della svolta in cui conosce Filippo Tommaso Marinetti, autore del testo Le Futurisme e convinto sostenitore della rivoluzione delle arti in linea con gli sviluppi della modernità. Animato dal desiderio di creare il nuovo, Boccioni sottoscrive, insieme a Carlo Carrà, Luigi Russolo, Giacomo Balla e Gino Severini, il Manifesto tecnico della pittura futurista. Alle iniziali difficoltà di affermazione incontrate dal gruppo futurista, seguono negli anni dieci progressive occasioni espositive in Italia e all’estero. La sperimentazione delle teorie futuriste lo porterà dal 1912 a elaborare capolavori come Materia ed Elasticità e una straordinaria serie di sculture sul tema del Dinamismo, tra cui la celebre Forme uniche della continuità nello spazio. Nel 1914 pubblica il testo teorico Pittura Scultura Futuriste (Dinamismo plastico). Allo scoppio del primo conflitto mondiale i futuristi sostengono l’intervento dell’Italia in guerra. Il 17 agosto del 1916, a pochi chilometri da Verona, l’artista muore a seguito di una caduta accidentale da cavallo.

 

Roberto Bolis (anche per la fotografia)

La bellezza del vento prorogata

Alla luce delle recenti misure restrittive anti-Covid, è stata prorogata al prossimo 27 novembre la scadenza del concorso per fotografia e brevi video La bellezza del vento. Eolico e paesaggio nella sfida della transizione energetica” promosso da ANEV (Associazione Nazionale Energia del Vento) e Associazione Civita con il supporto di ERG, primario operatore Europeo delle rinnovabili e primo produttore eolico in Italia.

I giovani fotografi e videomaker professionisti e amatoriali cui si rivolge il concorso avranno così la possibilità di presentare i loro contributi per ulteriori tre settimane.

Obiettivo dell’iniziativa, lanciata lo scorso 5 ottobre, è raccontare attraverso immagini e video come l’eolico sia diventato progressivamente parte integrante del nostro territorio, del paesaggio e della sua evoluzione, facendosi portatore di importanti messaggi legati alla tutela e alla salvaguardia dell’ambiente. Eolico dunque come elemento caratteristico del paesaggio e simbolo di transizione energetica legata ad obiettivi di decarbonizzazione dell’economia in contrasto ai cambiamenti climatici.

L’energia eolica è oggi elemento costitutivo del paesaggio di alcune aree del nostro Paese e porta benefici tangibili, quali: la possibilità di non trivellare il terreno; zero emissioni di CO2 e altri gas a effetto serra; zero combustibili fossili; riduzione della dipendenza energetica dall’estero e dell’importazione di materie prime; creazione di nuovi posti di lavoro e miglioramento della bilancia commerciale; riduzione del prezzo dell’energia elettrica.

Il Concorso ha come oggetto l’identificazione di canoni ed esempi in cui il connubio tra tecnologia eolica e natura è in grado di esprimere armonia e bellezza; in particolare le immagini fotografiche e i brevi video dovranno raccontare i casi in cui i parchi eolici e le installazioni di turbine sul suolo nazionale trovano una propria integrazione ambientale e paesaggistica, valorizzando i territori che li ospitano, anche nella loro vocazione attrattiva e turistica (impianto eolico e sentieri trekking ovvero mountain bike; impianto eolico e coltivazione dei terreni agricoli; impianto eolico e valorizzazione del patrimonio archeologico).

La partecipazione al Concorso è libera e gratuita, ed è rivolta a fotografi e videomaker professionisti ed amatoriali, di età compresa tra i 18 e i 35 anni (compiuti). Una Giuria qualificata di esperti – composta da Antonella Clerici, conduttrice televisiva, Cristina Tullio, Presidente AIAPP-Associazione Italiana Architettura del Paesaggio, Denis Curti, Direttore artistico Casa dei TRE OCI di Venezia, Fabrizio Ardito, giornalista e fotografo e Lucia Pappalardo, Vice Presidente dell’Associazione Nazionale Filmaker e Videomaker Italiani – valuterà il materiale pervenuto e selezionerà le 3 fotografie e i 3 brevi video vincitori.

In palio, per ciascuna delle due categorie, una bicicletta elettrica (1° Premio), un monopattino elettrico (2° Premio) ed un Solar Backpack (3° Premio).

I contributi vincitori inoltre, insieme ad una selezione dei migliori tra quelli partecipanti, saranno poi oggetto di una pubblicazione digitale edita da Marsilio Editori.

Ciascun concorrente potrà candidarsi solo ad una delle due categorie previste dal Concorso, inviando una fotografia (a colori o in b/n, in formato jpg 300 dpi, in risoluzione massima di 2MB) oppure un breve video (durata max 3 min., in formato MP4) via email a bellezzadelvento@civita.it fino al prossimo 27 novembre incluso, indicando nell’oggetto la dicitura “Concorso ‘La bellezza del vento’ ” e verificando che dati anagrafici e caratteristiche tecniche del contributo rispettino quanto richiesto dal Bando di Concorso.

In linea con le nuove sfide che, anche nell’evoluzione del nostro paesaggio, la transizione verso un’economia decarbonizzata ci spinge ad affrontare, l’iniziativa sostiene l’importanza di rafforzare quel legame sinergico tra ambiente, energia e territorio ad oggi indispensabile per una crescita sostenibile, nella consapevolezza che il paesaggio va sempre tutelato e valorizzato a beneficio delle comunità e dei cittadini.

Rachele Mannocchi

Rallegratevi ed esultate

TUTTI I SANTI – MATTEO 5,1-12

In quel tempo, 1 vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli.

La liturgia ci addita la meta a cui tutti siamo chiamati: raggiungere il Cielo dove già coloro che ci hanno preceduto godono la beatitudine eterna e la comunione piena con il Signore. Il brano del Vangelo è tratto dal capitolo quinto di Matteo ed è noto come “Le beatitudini”. È la “Magna Charta” del Regno di Dio. Gesù proclama il suo insegnamento dopo aver sostenuto la tentazione nel deserto e aver incominciato la sua predicazione. Si trova sul monte, come Mosè si trovava sul monte per incontrare Dio e ricevere la Legge. Le beatitudini sono il ritratto di Dio Padre: umile e misericordioso.

Le beatitudini sono il ritratto di Gesù: rivelano il suo essere Figlio di Dio. È Lui il povero, l’afflitto, il mite, l’affamato, l’assetato di giustizia, il puro di cuore, il portatore di pace, il perseguitato. È Lui che, come Risorto, realizza pienamente l’umanità redenta. Le beatitudini rivelano la fisionomia dell’uomo: è veramente realizzato se possiede queste caratteristiche.

Le beatitudini sono la carta di identità del cristiano e della Chiesa.

Le beatitudini rivelano le realtà che verranno.

“Vedendo le folle”: le folle rappresentano tutto il popolo di Israele, ma anche i discepoli e ciascuno di noi. Gesù vuole offrire a tutti il suo messaggio di salvezza e additare il fine della vita: la comunione piena con Dio.

“Salì sul monte”: per i popoli antichi le alture (monti, colline) erano i luoghi dell’abitazione degli dei, luoghi sacri. Salire sul monte significa andare ad incontrare Dio. Matteo ambienta più volte eventi importanti della vita di Gesù collocandoli su un monte: le tentazioni (4,8-10), la moltiplicazione dei pani (15,29-39), la trasfigurazione (17,1-9), l’arresto (26,30-35), il mandato finale affidato agli apostoli (28,16). “Si pose a sedere”: il porsi a sedere era l’atteggiamento tipico di un maestro quando insegnava ai suoi discepoli. La sottolineatura della postura indica che Gesù è il vero Maestro che ci insegna la vera Vita.

2 Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:

Gesù inizia il suo insegnamento autorevole, come il Maestro per eccellenza.

Gesù porta a compimento la Legge antica, non la abolisce. Reinterpreta le Legge sottolineandone le radici e riconducendola all’unico principio dell’amore a Dio e al prossimo. “Si mise a parlare”: l’espressione veniva utilizzata per indicare una persona che pronunciava un discorso solenne, in pubblico. Gesù sta per iniziare un discorso importante.

3 “Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli”.

Inizia la serie di otto beatitudini che formano un tutt’uno strutturato. In filigrana possiamo vedere tratteggiato il volto di Cristo, colui che per primo è il beato perché ha vissuto tutti questi atteggiamenti.

Ogni uomo desidera la felicità e Gesù addita quali sono i mezzi per vivere fin da ora felici, quali sono le qualità umane che consentono di accogliere la beatitudine. Propone un capovolgimento della logica del mondo e della logica di Dio. “Beati”: quelli che Gesù chiama beati, cioè felici, sono le persone che noi consideriamo sfortunate; per Gesù sono benedetti coloro che noi chiamiamo “maledetti”. Il termine “beati” ricorre molte volte in questo brano, che costituisce il cuore Vangelo, proprio perché entri in profondità il concetto

da assimilare. “Beati i poveri”: per Matteo i poveri sono veramente tali da tutti i punti di vista: spirituale, sociologico ed economico. Non basta essere senza risorse materiali per entrare nel Regno, ma occorre anche essere umili e miti, senza rivendicazioni e senza pretese.

4 “Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati”.

Per Matteo gli afflitti sono coloro che digiunano perché è tolto loro lo sposo. Attendono che ritorni il Messia, facendo penitenza. “Quelli che sono nel pianto”: sono coloro che hanno avuto un lutto.

“Consolazione”: Dio ci consola, ci dà la gioia del mondo nuovo, in cui non ci sarà più il male. Il male che ancora c’è nel mondo non è definitivo. Dobbiamo combatterlo, sperare e agire per vincerlo.

5 “Beati i miti, perché avranno in eredità la terra”.

Dice il salmo 37,11 “I miti erediteranno la terra e godranno di una grande pace”. Gesù si definisce mite e umile di cuore; umili e miti devono esserlo anche i suoi discepoli. La terra è simbolo dei beni futuri che potranno ricevere solo coloro che vivono con mitezza su questa terra.

6 “Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati”.

Ricercare la giustizia significa avere piena osservanza della Legge di Dio, saziarsi della sua conoscenza, come dice Isaia 53,11.

La giustizia è un attributo di Dio e va di pari passo con la sua misericordia.

7 “Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia”.

Nel libro di Osea si parla di Dio che non vuole il sacrificio, ma l’amore (cfr. Osea 6,6). Essere misericordiosi equivale a usare verso gli altri lo stesso atteggiamento di amore senza limiti che ha Dio verso di noi.

8 “Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio”.

Per purezza di cuore si intende la limpidezza dello sguardo, la verità delle intenzioni, l’integrità morale, l’onestà dei pensieri, la trasparenza dei sentimenti, la realizzazione delle azioni più buone. Purezza e santità vanno di pari passo perché solo chi è semplice, che non ha doppi fini, può vedere

Dio e assomigliargli.

9 “Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio”.

La pace messianica è il Bene sommo che racchiude tutti i beni della terra: amore, giustizia, pace, fratellanza, rispetto… Sono mete molto alte, realizzabili sono nel Regno dei Cieli, ma i discepoli di Cristo devono operare

perché anche qui sulla terra ci siano le condizioni per anticipare la beatitudine futura.

10 “Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli”.

Mentre scrive il suo Vangelo, Matteo pensa alla sua comunità che soffre a causa della fedeltà a Cristo. Essere perseguitati per la giustizia significa, allora, subire sofferenze a motivo di Gesù.

11 “Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia”. Questa beatitudine costituisce la seconda parte dell’ottava beatitudine. Matteo incoraggia ulteriormente coloro che stanno subendo la prova. Proprio perché sono perseguitati hanno la certezza di essere nella Sua volontà. “Vi perseguiteranno”: la persecuzione ci rende a immagine del Maestro. Come Lui ha dato la vita per noi, così anche noi dobbiamo essere pronti a dare la vita per Lui.

12 “Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli”.

La ricompensa immediata della nostra appartenenza a Cristo è la gioia profonda che nessuna persecuzione ci può togliere. La ricompensa futura è la gioia del Cielo per cui con San Francesco possiamo ripetere: “Tanto è il bene che mi aspetto che ogni pena mi è diletto”. Meditare le beatitudini nel giorno in cui facciamo memoria di tutti i Santi ci incoraggia a perseverare nel nostro cammino perché, come loro sono riusciti a raggiungere la pienezza della felicità, così riusciremo anche noi. La santità è possibile perché siamo abitati da Dio, il tre volte Santo. Le condizioni sono: lasciare spazio a Dio, metterlo al primo posto, vivere la nostra identità di “beati” perché amati; essere fratelli perché figli dello stesso Padre. Ci doni la forza Dio Padre, Figlio e Spirito Santo.

 

Suor Emanuela Biasiolo

Online il primo portale turistico della DMO Verona

Visitare Verona e il suo territorio da oggi diventa un’esperienza multimediale e integrata. È online il portale http://www.visitverona.it. Il primo sito turistico della Dmo Verona – Destination Management Organization. Una finestra su 1500 punti di interesse, più di 200 esperienze, 1200 strutture ricettive, 80 brochure scaricabili, 100 redazionali e tante altre informazioni. Il tutto personalizzabile, a seconda degli interessi. Aprendo il portale da un qualsiasi motore di ricerca, infatti, è possibile creare una vacanza su misura. A seconda dei gusti, degli hobby e del tempo a disposizione. Dalla musica ai musei, passando per osterie e cantine per gustare lo stile di vita veronese e i suoi prodotti tipici. E ancora storia, sport, eventi e natura. Una panoramica a 360 gradi sulla città e il territorio circostante, in cui vengono messe in rete le offerte dei diversi operatori. E dei territori: Lessinia, Valpolicella, Terre del Soave, ma anche la pianura. Passando per tutti quei 31 Comuni che fanno parte della Dmo Verona. Il sito al momento è disponibile in italiano e inglese. Già in programma le traduzioni in tedesco e spagnolo.

La struttura del portale è innovativa e si integra con tutti i contenuti e le funzionalità di prenotazione della piattaforma regionale DMS (Destination Management System). Garantisce informazioni, accoglienza, promozione, ma anche commercializzazione. E’ previsto, infatti, anche il servizio di prenotazione on-line di attività, visite guidate, degustazioni, eventi e tour. Così come della Verona Card.

Il nuovo portale è stato realizzato dal Comune di Verona insieme allo Iat, l’ufficio di Informazione e Accoglienza Turistica, attualmente affidato alla società Cooperativa Culture, grazie al finanziamento della Regione Veneto. A supporto per la parte tecnica Kumbe, Web agency trentina specializzata nel marketing delle destinazioni turistiche.

“Un importante traguardo per la Dmo Verona, per la rete territoriale che coinvolge e per il più ampio sistema regionale in cui è inserita – ha detto l’assessore Briani –. Questo portale, oltre ad essere estremamente innovativo e smart, garantisce un’offerta turistica completa. Un progetto comune che abbiamo fortemente voluto per promuovere tutte le nostre eccellenze e che si integra con i contenuti della piattaforma regionale Dms. Purtroppo per il turismo è un momento drammatico. Verona, città d’arte, sta soffrendo tantissimo i risvolti di questa emergenza. Così come il resto del territorio scaligero. Ecco perché abbiamo deciso di mettere a frutto questo tempo e guardare al futuro, con ottimismo e speranza. Abbiamo voluto organizzarci in modo da rendere ancora più strategica e di qualità la nostra offerta. Grazie a questo sito diamo un’immagine integrata che moltiplicherà le possibilità di attrarre turisti, che potranno vivere esperienze su misura e personalizzate in base ai gusti”.

“Una bella notizia – ha commentato Caner, assessore al Turismo regionale-, da tempo si sta lavorando per aggregare le diverse realtà turistiche, per coinvolgere in maniera strategica più territori, garantendo così un’offerta integrata. Spingiamo per la crescita di portali locali collegati al sistema di destinazione regionale, così abbiamo un continuo scambio di informazioni e le persone possono passare da un sito all’altro scoprendo tutto il territorio veneto e le sue peculiarità, eccellenze che vanno comunicate e valorizzate. Un biglietto da visita importate anche per i nostri locali, ristoranti, prodotti tipici. Il prossimo passo sarà unire il Lago di Garda con la Dmo Verona”.
“Questo progetto è estremamente interessante – ha aggiunto Stefano Marchioro -, perché la destinazione che vede il Comune di Verona capofila si è allargata a una serie di marchi d’area, con la consapevolezza che si deve andare oltre i confini amministrativi. Due sono i capisaldi, i turisti che frequentano il territorio e la filiera organizzata di attori pubblici e privati. Abbiamo sempre avuto grandi flussi da governare, ora ci troviamo nella situazione opposta. Tra tutte le cose negative che questa pandemia ha portato con sé, c’è uno spiraglio da cogliere, ci ha fatto guadagnare un po’ di tempo per rivedere e riprogettare un’offerta turistica di qualità”.

 

Roberto Bolis

Nuovo appuntamento con ‘Chi l’ha letto?’ dedicato al romanzo ‘Cambiare l’acqua ai fiori’ di Valerie Perrin

 

Sarà dedicato al caso letterario del momento, ‘Cambiare l’acqua ai fiori’ di Valerie Perrin, il nuovo appuntamento della serie ‘Chi l’ha letto?’, in programma lunedì 2 novembre 2020 alle 17 nella sala Agnelli della biblioteca comunale Ariostea (via delle Scienze 17, Ferrara).
L’incontro, aperto sia a chi ha già letto il libro sia a chi ha intenzione di leggerlo, è a cura di Fausto Natali e Carla Fiorini.

Un romanzo di una scrittrice francese poco nota arrivato in cima alle classifiche solo perché è piaciuto molto a moltissime persone. Il tutto, principalmente, grazie ai consigli dei librai e al passaparola tra i lettori. La storia di Violette Toussaint, guardiana del cimitero di una cittadina della Borgogna, ha conquistato tanti cuori senza grandi lanci editoriali o incontri con l’autrice. Discreta e gentile si prende cura delle tombe, accoglie vedove e amanti, consola parenti e amici con una chiacchiera o il silenzio, una tazza di tè, un bicchiere di buon vino. È sola dopo che il marito è partito per un viaggio senza mai tornare. Fino a quando si presenta un poliziotto di Marsiglia: la madre ha lasciato scritto nelle ultime volontà che le sue ceneri riposino sulla tomba di un avvocato a lui sconosciuto, sepolto nel cimitero. Aprire il registro su cui Violette annota i particolari di ogni funerale vuole dire spalancare la verità anche sulla sua esistenza.

Data l’attuale situazione sanitaria, si invitano i lettori interessati ad informarsi sull’effettiva realizzazione dell’evento www.cronacacomune.fe.it

 

 

Alessandro Zangara

 

La storia dei ponti di Verona in mostra in Municipio

 

 

I ponti di Verona come non li avete mai visti. Fino al 14 novembre è aperta al pubblico, nella hall del Municipio cittadino, la mostra “I ponti in cemento armato”.

Un’esposizione che racconta nel dettaglio, attraverso disegni tecnici, fotografie, lettere e modellini tridimensionali in sezione, le fasi della costruzione dei ponti veronesi e, dopo la distruzione da parte dei tedeschi alla fine della Seconda Guerra mondiale, della loro ricostruzione. Prima di tre esposizioni inserite nel più ampio progetto “I ponti di Verona nel Novecento – Un percorso tra gli Archivi storici della città”, la mostra è organizzata da Arcover – Archivi del Costruito del Territorio Veronese in Rete e dal Comune di Verona, con ilsostegno di Fondazione Cariverona.

Alla sua realizzazione ha collaborato un team di giovani architetti e ingegneri che – insieme all’Associazione Agile, capofila di Arcover – da gennaio 2018, si è occupato della digitalizzazione e messa in rete del patrimonio archivistico sulla storia di Verona tra Ottocento e Novecento.

La mappa tascabile dei ponti di Verona. A scopo turistico e didattico è stata realizzata anche una mappa bilingue italiano/inglese, che permette una rapida individuazione dei ponti cittadini, cui sono dedicate sintetiche note storiche. La cartina sarà disponibile a palazzo Barbieri, nella sede della mostra, e all’Ufficio Turistico del Comune.

L’esposizione è ad ingresso libero, con possibilità di accesso dalle 9 alle 18. Saranno garantite tutte le disposizioni di sicurezza e di prevenzione anti Covid, con obbligo di mascherina, distanziamento e accesso contingentato.

“Un’esposizione unica nel suo genere – spiega l’assessore alla Pianificazione urbanistica Segala –, che ha richiesto un lungo e complesso lavoro di ricerca per essere realizzata. Sui pannelli didascalici allestiti nella hall di palazzo Barbieri, attraverso immagini e modelli, viene presentata per la prima volta al pubblico la storia e la tecnica costruttiva dei ponti di Verona. Anche se da sempre sotto gli occhi dei veronesi, questi straordinari esempi dell’ingegneria italiana del Novecento, infatti, sono ancora oggi poco conosciuti”.

“La ricerca documentaria che proponiamo in questo percorso espositivo – dichiara l’architetto De Mori – è frutto di una fattiva collaborazione tra archivi, enti e amministrazione della città. È significativo che, nuovamente, sia pure in un’iniziativa prettamente culturale, gli stessi enti che operarono per la realizzazione di queste importanti opere, si ritrovino oggi uniti per renderne fruibile la memoria”.

“La scuola dell’Ingegneria italiana del Novecento, da cui provengono queste strutture straordinarie – sottolinea l’ingegnere Bertolazzi –, ha fatto parlare di sé in tutto il mondo. Esempi di tecnica e di governo della città che restano ancora oggi un punto di riferimento anche sul fronte della tutela delle infrastrutture”.

Il progetto è stato realizzato insieme all’Archivio Generale del Comune, all’Archivio di Stato di Verona – che conserva il materiale archivistico del Genio Civile – e alla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Verona, che hanno messo a disposizione la documentazione originale. Sempre con materiale di archivio hanno partecipato all’allestimento anche la Biblioteca Civica, l’Accademia di Agricoltura Scienze e Lettere di Verona e l’Archivio Piero Gazzola. Il percorso espositivo – cui ha dato supporto tecnico anche l’Associazione IVRES – gode del patrocinio degli Ordini degli Ingegneri di Verona e Provincia, degli Architetti PPC della Provincia di Verona e del Collegio dei Geometri di Verona.

 

Roberto Bolis (anche per la fotografia)

Annullati i concerti Museo del Saxofono

Nel rispetto del nuovo DPCM, promulgato al fine di contrastare l’espandersi del Coronavirus, il Museo del Saxofono si trova costretto a sospendere la programmazione musicale fino a nuove disposizioni delle Autorità.

Si ricorda tuttavia che permane l’apertura degli spazi per visita al Museo previa prenotazione obbligatoria ai numeri +39 06 61697862 – +39 347 5374953 o alla mail info@museodelsaxofono.com.

Le modalità e gli orari sono i seguenti:

Visita guidata singoli: sabato, domenica e festivi (ore 10.30 – 12.00 – 16.00 – 17.30 ) € 5,00 a persona.

Le visite avvengono in gruppi di massimo 12 partecipanti.
Il costo della visita non comprende il biglietto di ingresso alla mostra.

Visite guidate gruppi. Max 12 persone, con prenotazione obbligatoria € 50,00 (costo complessivo). È escluso il costo del biglietto di ingresso alla mostra.

Sarà cura del Museo aggiornare prontamente gli utenti sull’evolversi della situazione e della ripresa dell’attività concertistica in base alle future normative governative.

Museo del Saxofono, via dei Molini snc (angolo via Reggiani) 00054 – Maccarese, Fiumicino (RM)

 

Elisabetta Castiglioni

Rinviata a data da destinarsi “La vedova allegra” al Teatro Carlo Felice

La vedova allegra, in programma al Teatro Carlo Felice dal 27 novembre al 6 dicembre 2020, rimandata a data da destinarsi a causa del protrarsi dell’emergenza sanitaria

Alla luce del DPCM del 24 ottobre 2020, art. 1, comma 9, lettera m), concernente “la sospensione degli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all’aperto”, il Teatro Carlo Felice di Genova rinvia a data da destinarsi la messa in scena de La vedova allegra di Franz Lehár, prevista dal 27 novembre al 6 dicembre 2020.

La fondazione lirico-sinfonica genovese ha preso tale decisione al fine di salvaguardare lo spettacolo, non essendoci, al momento, a causa del protrarsi dell’emergenza sanitaria, le condizioni che permettano l’adeguata preparazione della nuova e importante produzione.

Entro il 6 dicembre i possessori di biglietto o di abbonamento potranno chiedere il rimborso scrivendo il proprio IBAN all’indirizzo e-mail voucher.biglietteria@carlofelice.it, allegando una foto o una scansione del titolo d’accesso.

 

Massimo Pastorelli