Il Trio Heroes e il Quartetto Werther a “Note in Biblioteca”

Trio Heroes 

“Note in biblioteca” – gli incontri musicali ad ingresso gratuito organizzati dalla IUC – Istituzione Universitaria dei Concerti in collaborazione con Biblioteche di Roma – proseguono venerdì 4 ottobre 2019 alle 20.00 nella Biblioteca Ennio Flaiano (via Monte Ruggero 39) con il Trio “Heroes”.

Tre giovani musicisti – Mario Romeo, Samuele Telari e Andrea Pennacchi – che studiavano insieme presso il Conservatorio “Santa Cecilia” nella classe del Maestro Massimiliano Pitocco – hanno deciso di dar vita a questo trio di fisarmoniche con l’intenzione sia di far conoscere il ricco ma poco noto repertorio per quest’insolito gruppo strumentale sia di valorizzare le potenzialità della fisarmonica con trascrizioni di brani celebri. Nonostante siano ancora molto giovani – la loro età media è ventisette anni – ognuno dei musicisti di questo trio ha già avviato una brillante attività sia in gruppo che come solista: si sono affermati in importanti concorsi e ora suonano non solo in Italia ma anche in Europa, America e Asia.

Proprio con la trascrizione di uno dei brani più celebri di tutti i tempi, il Concerto “L’estate” dalle “Quattro Stagioni” di Antonio Vivaldi inizia quest’incontro musicale: sarà sorprendente ascoltare come il piccolo gruppo di violini e di altri strumenti ad archi riviva perfettamente nella nuova veste strumentale. Si passerà poi ad Astor Piazzolla, con alcuni suoi tanghi, tra cui i celeberrimi Adiòs Nonino e La muerte del Angel: qui le tre fisarmoniche potranno arricchire e intensificare la sonorità del più semplice bandoneon argentino. Si concluderà con tre musicisti contemporanei, che hanno accompagnato con le loro composizioni la recente rinascita della fisarmonica come strumento “classico”: si ascolteranno Sail del giovanissimo compositore di origini cinesi Junchi Deng, poi Proms, Pageant, Little Story e Balkan dance del polacco Janusz Wojtarowicz, leader e compositore della maggior parte dei pezzi del Motion Trio, un gruppo che è diventato un fenomeno di rilevanza mondiale nel mondo della musica. Infine Rondò capriccioso di Vladislav Zolotaryov, scomparso a poco più di trent’anni nel 1975, che è considerato uno dei più grandi compositori di musica per bayan, una moderna versione russa della fisarmonica, creata in Russia, che arricchisce di nuove possibilità la fisarmonica tradizionale.

Quartetto Werther

La serie autunnale di questi incontri musicali ad ingresso gratuito della IUC si conclude sabato 5 ottobre 2019 alle 11.30 nella Biblioteca “Vaccheria Nardi” (via Grotta di Gregna 37, tel. 0645460491, Roma).

Ne sarà protagonista uno dei migliori giovani gruppi italiani, il Quartetto Werther, formato da Misia Jannoni Sebastianini (violino), Martina Santarone (viola), Simone Chiominto (violoncello) e Antonino Fiumara (pianoforte). Il pianista è palermitano ma ha studiato al Conservatorio di Firenze, gli altri tre sono romani e hanno studiato al Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma, tutti e quattro si stanno attualmente perfezionando col Trio di Parma e Pierpaolo Maurizzi. Sono ancora molto giovani (la loro età media è 24 anni) ma hanno già suonato presso importanti istituzioni musicali italiane e straniere, tra cui Teatro “La Fenice” di Venezia, Unione Musicale di Torino, Bologna Festival, Accademia Filarmonica Romana, Teatro Ristori di Verona, Moscow International House of Music.

Proprio nelle ultime settimane hanno colto importanti affermazioni: infatti hanno vinto il Concorso di musica da camera “Alberto Burri” di Città di Castello, sono stati tra i tre finalisti del prestigioso Concorso internazionale “Trio di Trieste”, dove si sono classificati come miglior quartetto, hanno suonato per due storici festival quali il Festival Pontino e la Sagra Musicale Umbra e sono arrivate importanti scritture dal Bologna Modern Festival e dal Festival delle Nazioni di Città di Castello. A questo punto una brillante carriera ai massimi livelli artistici non è più un auspicio ma è già una realtà per questi quattro bravissimi giovani musicisti.

In questo incontro musicale, che sarà preceduto da una breve introduzione all’ascolto, il Quartetto Werther suonerà due capolavori della musica da camera del Sette e dell’Ottocento, rispettivamente il Quartetto per pianoforte e archi in sol minore KV 478 di Wolfgang Amadeus Mozart e il Quartetto in mi bemolle maggiore op. 47 di Robert Schumann. Il Quartetto di Mozart, una delle due sole sue composizioni di questo genere, valorizza per la prima volta nella storia tutte le potenzialità di questo gruppo strumentale, facendone quasi un Concerto per pianoforte e orchestra in miniatura. Il Quartetto di Schumann – l’unico suo destinato a pianoforte e archi – fu composto nel 1842, uno degli anni più fecondi e creativi di questo autore, e ha quel tono entusiasta, spontaneo ed improvvisatorio che costituisce l’inimitabile fascino della musica di Schumann.

 

Mauro Mariani (anche per le fotografie)

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