“Scandalo” a Brescia

Scandalo

Il Teatro Stabile del Friuli, Artisti Riuniti e Mittelfest 2015 hanno presentato al Teatro Sociale di Brescia il bel lavoro di Arthur Schnitzler “Scandalo”, per la regia di Franco Però. Un lungo spettacolo (due ore e quaranta minuti) intenso e coinvolgente, di una modernità ben resa dalla traduzione di Ippolito Pizzetti di un lavoro del 1898 mai rappresentato in Italia. Belle le scene di Antonio Fiorentino e i costumi di Andrea Viotti, sottolineati dalla luci di Pasquale Mari e dalle musiche di Antonio Di Pofi. Sotto accusa le convenzioni sociali che, se erano vive al tempo dell’autore Schnitzler, sono attuali anche oggi, perché durano a morire malgrado la spesso sbandierata modernità. Convenzioni interne al mondo borghese, ma che possono essere lette come ancestrali tematiche di famiglie dal gusto arcaico, sia italiane che di altre culture. In nome del buon nome familiare, della giustizia che spesso piomba sui protagonisti come condanna e come vessillo allo stesso tempo. Malgrado le regole socialmente imposte, dentro e fuori la famiglia nucleare, Hugo, giovane dell’alta borghesia novello Romeo, si innamora di Toni, una ragazza di umili origini. Senza dirlo alla famiglia, ha da lei un figlio di cui rivela l’esistenza, come rivela il profondo amore che lo lega alla ragazza, soltanto in punto di morte. Cade malauguratamente da cavallo, senza una spiegazione logica che non sia il fato pronto a intromettersi nella vita degli umani, quindi, prima di morire, chiede alla madre e al padre di promettergli che si sarebbero presi cura non solo del bambino, ma anche della madre, la sua amata. Prendersi in casa una ragazza di umile lignaggio era già uno scandalo, ma rivelare che erano pure diventati nonni a loro insaputa, era di certo troppo.

 

Scandalo 2Per amore di Hugo, comunque, lo fanno lo stesso e il giovane muore avendo riveduto il proprio figlioletto almeno un’ultima volta. Bravi i due bambini in scena. Il fatto non finisce così: il giovane medico innamorato della sorella di Hugo dice chiaro e tondo che non avrebbe mai acconsentito di sposare una ragazza con in casa uno scandalo del genere, lui che non era di certo un medico bravo, ma che era invece capacissimo di puntare il dito contro gli altri, usando la propria estrazione e il proprio ruolo come baluardo per mascherare la propria pochezza. Altri amici si allontanano dalla famiglia e tutto diventa ancor più drammatico quando il bambino muore e, allora, i doveri verso la madre non avevano più ragione di esistere. Praticamente cacciata, dove sarebbe andata? Il rimando alla cronaca attuale di insofferenza verso chi, senza diritto, deve entrare in casa propria è evidente, ma il regista non dà una soluzione preconfezionata. Come normale in teatro, la risposta e la riflessione è in ciascuno che legge e vede lo spettacolo con i proprio occhi e, magari, con qualche interrogativo in più, a disturbare le coscienze come le disturbava Schnitzler. Protagonisti Stefania Rocca e Franco Castellano, con gli attori del Teatro Stabile del Friuli Filippo Borghi, Adriano Braidotti, Ester Galazzi, Andrea Germani, Lara Komar, Riccardo Maranzana, e Alessio Bernardi, Leon Kelmendi. Completano il cast gli attori ospiti Federica De Benedittis e Astrid Meloni.

Un bello spettacolo, capace di catturare l’attenzione dell’astante fino all’ultima battuta, affatto scontata. Da vedere.

 

Alessia Biasiolo

 

One thought on ““Scandalo” a Brescia

  1. WILLEM ha detto:

    UN DRAMMA DI OGNI TEMPO,SPECIALMENTE DI QUELLE FAMIGLIE CHE CREDONO DI APPARIRE MODERNE E ALTOLOCATE NEL MEDESIMO TEMPO: MENTRE INVECE RIMANGONO FALSE ; IPOCRITE CHE GIOCANO SEMPRE A SCARICABARILE: BRAVISSIMI GLI ATTORI-L’INTERPRETAZIONE DEL NONNO E’ VERAMENTE FANTASTICA: WILLEM

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