Suor Pura Pagani

Interessante il volume dedicato a suor Pura Pagani, sul finire dello scorso anno, da Mara Meneghini. Un ripercorrere le sue vie per tracciare la storia di una semplice suora che è destinata agli onori degli altari. Uno scampolo di vita iniziato nel 1914 e finito nel 2001, anni trascorsi per la maggior parte come Piccola Suora della Sacra Famiglia. Casa madre a Castelletto di Brenzone, sul lago di Garda, luogo ameno e reso ancor più prezioso dal lavoro delle suore che hanno saputo mantenere le volontà dei fondatori (entrambi beati, don Giuseppe Nascimbeni e madre Maria Mantovani), le Piccole Suore hanno mandato suor Pura in alcune case come maestra d’asilo, ma ben presto divenne nota per la sua capacità di ascoltare e di consigliare. Spesso non era nemmeno necessario andare da lei a raccontarle i fatti o le motivazioni delle necessità: dotata di preveggenza, suor Pura aveva sempre una parola buona, un’indicazione, un consiglio che, se seguiti, portavano sulla strada giusta, risolvevano i nodi problematici, trovavano sorrisi al posto di lacrime. Per questo motivo intorno a suor Pura si sono attivati molti credenti che vogliono fare conoscere la figura di quella semplice e umile suora che parlava con la Sacra Famiglia, che sapeva pregare ed essere ascoltata, soprattutto per il bene del prossimo.

Un libretto che può aiutare a conoscere quella donna e a trovare una via d’uscita ai propri problemi esistenziali o di fede, per chi ne ha necessità.

 Mara Meneghini: “Una vita per gli altri. Suor Pura Pagani”, edizioni Villadiseriane, 2014, pagg. 112; euro 8,00.

 Alessia Biasiolo

 

A Roma “Invito alla Danza 2015”. XXV edizione

Nozze d’argento per “Invito alla Danza”, la più antica manifestazione romana dedicata a quest’arte che festeggia nel 2015 il suo XXV anniversario realizzando, com’è nel suo stile, spettacoli di innovazione culturale, grande danza e multidisciplinarietà secondo un cartellone variegato. Per valorizzare questo importante anniversario, il Festival ha riconquistato il suo spazio storico a Villa Pamphilj.

Apre il cartellone, il 16 luglio, la Nueva Compañia de Tango Argentino di recente formazione e al suo debutto romano con lo spettacolo El ultimo Tango, dedicato alla musica di Piazzolla mirabilmente eseguita dall’Orquestra Minimal Flores del Alma.

A seguire il 21 luglio, in prima assoluta, lo spettacolo L’ultimo rifugio realizzato in collaborazione con la compagnia Egri Bianco Danza e il sito archeologico museale del Bunker del Soratte. Lo spettacolo interdisciplinare con musica live, testo recitato, video multimediale e filmati d’epoca, unico nel suo genere, realizza un’interessante innovazione teatrale. Dopo il debutto romano, la performance verrà riproposta il 26 luglio all’interno del Bunker del Soratte. Il 23 luglio appuntamento stabile con la primaria compagnia di danza Aterballetto che presenterà lo spettacolo Certe notti su musiche e poesie di Luciano Ligabue e coreografia di Mauro Bigonzetti. La performance rappresenta un cammino nella notte intesa come rigeneratrice di una realtà intima personale.

Invito alla Danza apre quest’anno a un nuovo genere teatrale in cui si mescolano momenti di clownerie,  cabaret , street-dance, mimo e proiezioni video. Tutto questo è lo spettacolo Scotch imBALLATI vivi che arriva a Villa Pamphilj il 28 e 29 luglio e coinvolge i Bandits Crew e i Falappa Project. In questo momento è particolarmente fragile la situazione della danza classica che sempre meno viene rappresentata e che, per non sparire definitivamente dai palcoscenici italiani, ha bisogno di essere tutelata: nel cartellone 2015 l’appuntamento col balletto è il 31 luglio e viene rappresentato dal Gala Giuseppe Picone e i grandi della danza. Con l’étoile partenopea si esibiscono i migliori danzatori dello scenario internazionale, attualmente principals nei più importanti teatri e compagnie. Chiude il cartellone, nell’ambito dell’Estate Romana, la Spellbound Contemporary Ballet con una serata a lei dedicata. Il 3 agosto la compagnia guidata da Mauro Astolfi si esibirà infatti nello spettacolo Serata Spellbound formato da tre diverse coreografie.

All’inizio dell’autunno, con date ancora da definire, Invito alla Danza proporrà due progetti realizzati in collaborazione con l’Accademia Nazionale di Danza. Il primo, Formidabili quegli anni, ricostruisce le performance dei grandi coreografi che hanno introdotto in Italia, e a Roma in particolare, la Modern Dance americana (Elsa Piperno, Joseph Fontano e Nicoletta Giavotto) e delle tecniche di riferimento per la conoscenza e la diffusione della danza contemporanea nei suoi linguaggi fondamentali (Graham, Limòn e Cunningham). Il progetto si articola in un triennio e ripropone nel 2015 le coreografie più significative degli anni ’70 e ’80.

Il secondo, Trenta e’ Bello (il titolo prende spunto dall’età dei partecipanti) è frutto di un programma ideato da Invito alla Danza nel 1996 atto a stimolare e supportare la creatività giovanile, promuovere i giovani coreografi e rinverdire la danza degli anni a venire.

Un giro di boa, questo venticinquesimo di Invito alla Danza, che conferma la passione, la determinazione e la qualità delle scelte per una proposta articolata e sempre allineata con i nuovi linguaggi della contemporaneità. Come afferma Marina Michetti, direttrice artistica della rassegna: “La freschezza, l’entusiasmo, l’ingenuità degli esordi hanno negli anni ceduto il passo ad una volontà ferrea e ad una professionalità a volte esasperata, grazie alla quale però siamo cresciuti e andati avanti. Grandi però le soddisfazioni, il piacere insostituibile di aver realizzato nella maggioranza dei casi qualcosa di bello o di unico, confortante l’accoglienza e la richiesta del pubblico. In tutti questi anni di lavoro non ci siamo mai allontanati dai nostri obiettivi: dare pari dignità ai diversi stili di danza, presentare nuove proposte, artisti e compagnie esordienti nel nostro paese, senza dimenticare i grandi eventi. In altre parole creare una ‘cultura della danza’.”

Gli spettacoli iniziano alle ore 21.30; posti numerati con biglietti dai 15 ai 23 euro.

INFO +39 06 39738323

Elisabetta Castiglioni

 

 

 

 

Roberto Bolle and Friends al Regio di Parma in ottobre. Biglietti dal 9 luglio

Roberto Bolle porta per la prima volta sul palcoscenico del Teatro Regio di Parma il gala Roberto Bolle and Friends giovedì 22, venerdì 23, sabato 24 ottobre 2015, alle ore 20.00. L’étoile del Teatro alla Scala e Principal Dancer dell’American Ballet Theatre di New York sarà affiancato da ballerini di fama internazionale, provenienti dalle migliori compagnie di balletto del mondo, in un ricco programma di pas de deux e assoli, tratti dal repertorio classico, moderno e contemporaneo. Lo spettacolo, prodotto da Artedanza, che riscuote grande successo in tutto il mondo, è un’occasione preziosa per ammirare le più famose stelle del balletto in uno straordinario confronto di tecniche, scuole e stili. Formatosi alla Scuola del Teatro alla Scala di Milano, di cui è Étoile dal 2004, Roberto Bolle ha danzato in tutti i maggiori teatri del mondo e con le compagnie più prestigiose, tra le quali l’American Ballet Theatre, il Balletto dell’Opéra di Parigi, il Balletto del Bol’šoj e del Mariinskij-Kirov, il Royal Ballet. Il 1° giugno 2002 si è esibito al Golden Jubilee della Regina Elisabetta, a Buckingham Palace. L’evento è stato trasmesso in mondovisione dalla BBC. Il 1° Aprile 2004 ha danzato al cospetto di Sua Santità Giovanni Paolo II sul sagrato di Piazza San Pietro, a Roma, per la Giornata della Gioventù. Nel febbraio 2006 si è esibito nella cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici Invernali di Torino, trasmessa in mondovisione. A partire dal 2008 ha portato con enorme successo il suo Gala “Roberto Bolle and Friends” in luoghi fino ad allora mai raggiunti dalla danza: il sagrato del Duomo di Milano e Piazza Plebiscito di Napoli dove è stato seguito da un pubblico di migliaia di persone. Inoltre ha realizzato spettacoli eccezionali nella magica cornice del Colosseo e delle Terme di Caracalla a Roma, nella Valle dei Templi di Agrigento, nella Certosa di Capri, nel Giardino di Boboli a Firenze, a Torre del Lago Puccini e in Piazza San Marco a Venezia. Dopo il clamoroso successo di pubblico e di critica riscosso al suo esordio al Metropolitan di New York nel 2007, dove ha danzato con Alessandra Ferri per il suo addio alle scene, nel 2009 è stato nominato “Principal” dell’American Ballet Theatre entrando organicamente nella stagione della Compagnia, onore mai tributato a nessun altro ballerino italiano. Da allora, ogni anno, è tra i protagonisti della stagione dell’ABT. Del 2010 è l’incontro con due grandi registi del calibro di Peter Greenway, che lo chiama a interpretare il simbolo dell’arte italiana nella sua installazione “Italy of cities” – realizzata per il padiglione italiano dell’Expo di Shangai 2010 – e Bob Wilson, il quale gli dedica uno dei suoi voom portrait, “Perchance to Dream”, imponente installazione multimediale inaugurata a New York nel mese di novembre. Dal 1999 è “Ambasciatore di buona volontà” per l’UNICEF, organizzazione che sostiene partecipando a una serie numerosa e significativa di iniziative, tra cui un viaggio effettuato nel 2006 nel Sud del Sudan e uno nel novembre del 2010 nella Repubblica Centrafricana, per riportare testimonianza diretta della tragica situazione in cui versano le popolazioni di quei Paesi. Dal 2007, inoltre, Roberto Bolle collabora con il FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano – e nel marzo 2009 è stato nominato “Young Global Leader” dal World Economic Forum di Davos. Nel 2012 è stato insignito del prestigioso titolo di “Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana” conferitogli dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in virtù dei meriti acquisiti verso il Paese in campo culturale. Del 2014 è invece la Medaglia dell’Unesco, conferitagli a Parigi, per il valore culturale universale della sua opera artistica, come “riconoscimento del suo contributo alla promozione delle idee dell’UNESCO attraverso la danza come espressione culturale vivente e come vettore di dialogo”. Sempre nel 2014 Bolle è stato scelto come protagonista della nuova campagna “Rethink Energy” di ENI per la quale ha realizzato un incredibile spot con la regia di Fabrizio Ferri. Il rapporto con Eni vedrà la società energetica sostenere l’Étoile in una serie di iniziative artistiche e culturali in Italia e all’estero. Ad aprile del 2015 è uscito per Rizzoli il libro fotografico “Viaggio nella Bellezza” con immagini che lo ritraggono in alcuni dei luoghi simbolo del patrimonio artistico italiano. In particolare: le foto di Fabrizio Ferri ritraggono il fisico statuario del danzatore fra le rovine di Pompei, nella cornice di affreschi romani e di muri scrostati, un luogo simbolo della grandezza della nostra storia e della necessità di tutelarne la memoria. Il viaggio nelle bellezze d’Italia prosegue attraverso le foto di Luciano Romano, da piazza San Marco ad Agrigento, dal Colosseo alle terme di Caracalla, dove l’armonia dei gesti e l’equilibrio tra il danzatore e i luoghi evocano una profonda riflessione sull’arte e sull’eccezionalità del nostro patrimonio. I biglietti saranno in vendita da giovedì 9 luglio 2015 presso la biglietteria del Teatro Regio di Parma e online su ticketone.it. Per informazioni:Biglietteria del Teatro Regio di Parma tel. 0521 203999 biglietteria@teatroregioparma.it Paolo Maier

Contrada Armacà

Bellissimo. Un romanzo da non perdere. Autore ne è Gianfrancesco Turano, inviato speciale de “l’Espresso” e già autore di saggi. Tra i suoi romanzi “Ragù di capra”, “Catenaccio”, per citare un paio di esempi, fino a questo splendido “Contrada Armacà” che narra la storia di un giovane parrucchiere, Rosario Laganà, assassinato; omicidio chiuso troppo in fretta in una Reggio Calabria che sembra distratta dinanzi a questa morte. Movente droga o passione, in entrambi i casi sempre meglio non immischiarsi. Ma lo zio di Rosario, Demetrio Malara, non vuole saperne di chiudere l’omicidio così, come se niente fosse, e non indagare il fatto che Rosario era intimo di una suicida, molto vicina al sindaco. Lei sapeva che le sarebbe successo qualcosa e anche Rosario non era tranquillo, quando l’aveva saputa morta. Immaginava che non lo avrebbero ucciso con il figlioletto in auto o vicino, ma certi delitti non guardano in faccia nessuno. Così Demetrio si fa aiutare da un ex studente un po’ strampalato come lui, e cerca di indagare dove non vuol investigare nessuno. Ci si apre un mondo, tra Reggio Calabria, mare e monti, l’Aspromonte visto con gli occhi di chi lo ama, traffico di cocaina e persone di varia estrazione, risse e menefreghismi. Un clima che è lontano da quello solito dei polizieschi, in cui sembra che tutto poi vada a finire bene. In questo romanzo non se ne è mai sicuri, perché ci si ritrova a vivere barcollando come i protagonisti, come sempre sul filo del rasoio, a non sapere di chi fidarsi e di chi no, se si sarebbe tornati a casa intatti o meno. La facciata di una città rispettabile è squarciata e ne esce un microcosmo di lutti e di traffici, dove il denaro sembra poter comprare tutti e tutto e non esserci giustizia e lealtà per nessuno. Il sistema criminale che viene descritto è sovranazionale, forse arriva fino negli Stati Uniti, i retroscena sono proprio visti da un cronista che non si fa scrupoli di snidare la notizia con il piglio di chi cerca la verità, almeno per il proprio figlio, per il proprio nipote. Il lettore viene affascinato da uno stile irresistibile, infarcito di termini dialettali che fanno venire voglia di correre immediatamente in Calabria a cercare di scoprire qualcosa insieme ai due protagonisti della vicenda. Non manca una topografia della ‘ndrangheta a Reggio e dintorni, come il giornalista la chiama, ricca di spunti e, soprattutto, di date, nomi, sentenze, delitti. Insomma, da leggere.

 Gianfrancesco Turano: “Contrada Armacà”, chiarelettere, Milano, 312; euro 16,90

 

Alessia Biasiolo

 

“Ogni destino è originale”, “Perché ci tengo a te e alle tue parole buone”

È da qualche giorno online il videoclip di OGNI DESTINO E’ ORIGINALE, il nuovissimo singolo di Roberto Casalino, giovane e referenziato autore e compositore per alcuni dei più noti interpreti musicali italiani. Dopo e insieme all’esperienza di scrittura per artisti come Giusy Ferreri, Marco Mengoni, Francesco Renga, Nina Zilli, Emma Marrone, Dear Jack, Francesca Michielin, Fedez, Annalisa, Alessandra Amoroso e Antonello Venditti (per il quale ha firmato un brano tratto dal suo ultimo album), Roberto è recentemente approdato come compositore e interprete sulla scena pop contemporanea realizzando il suo secondo album, E questo è quanto (prodotto da Mario Zannini Quirini per Lead Records), da cui è stata tratta una versione remix stile “deep house” del secondo estratto, in radio dal 15 maggio e disponibile anche su iTunes.

Al videoclip, girato a Roma e diretto da Elio Bruno su un’idea di Manuela Petrozzi e con la fotografia di Matteo Talone, prende parte un cast decisamente artistico che comprende il soprano coreano Min Ji Kim, l’attore Simone Di Tommaso, Marcine Myiak nella parte del pugile e i pole dancers Sara Quaglieri e Alessio Bucci, quest’ultimo vincitore del reality spagnolo “Tu si que vales” edizione 2014.

Elisabetta Castiglioni

“Generazione carcere”. Un nuovo rapporto di Amnesty International

In un rapporto pubblicato il 30 giugno scorso, dal titolo “Generazione carcere: la gioventù egiziana dalle proteste alla prigione”, Amnesty International ha dichiarato che la continua repressione delle autorità egiziane contro i giovani attivisti rappresenta il chiaro tentativo di schiacciare le menti più coraggiose e brillanti del paese ed eliminare qualunque minaccia embrionale al potere. “Generazione carcere: la gioventù egiziana dalle proteste alla prigione”  si concentra sui casi di 14 delle migliaia di giovani arrestati in modo arbitrario, detenuti e incarcerati in Egitto negli ultimi due anni in relazione alle proteste. Nel suo rapporto, Amnesty International denuncia come il paese sia tornato completamente a essere uno stato di polizia. “Due anni dopo l’estromissione del presidente Mohamed Morsi, alle proteste di massa sono subentrati arresti di massa. Attaccando senza sosta i giovani attivisti egiziani, le autorità stanno spezzando le speranze in un futuro migliore di un’intera generazione” – ha affermato Hassiba Hadj Sahraoui, vicedirettrice del programma Medio Oriente e Africa del Nord di Amnesty International.  “Dopo la rivolta del 2011, i giovani egiziani erano stati acclamati come simbolo di speranza dai leader militari del paese e dai partner internazionali. Il loro idealismo e l’impegno a favore di ‘pane, libertà e giustizia sociale’ si erano rivelati forze trainanti per il cambiamento. Ma oggi molti di questi giovani attivisti stanno languendo dietro le sbarre, a conferma del fatto che l’Egitto sia regredito a uno stato che ricorre appieno alla repressione” – ha proseguito Sahraoui. Amnesty International ha fortemente condannato l’uccisione del procuratore generale Hisham Barakat in un attentato eseguito al Cairo il 29 giugno, definendola “un omicidio a sangue freddo, un atto codardo e che suscita disprezzo”. In uno stato di diritto, giudici e procuratori devono essere liberi di svolgere il loro lavoro senza minacce di violenza. L’organizzazione per i diritti umani ha sollecitato le autorità egiziane a non rispondere all’omicidio del procuratore Barakat prendendo ulteriormente di mira manifestanti e attivisti pacifici e ha espresso preoccupazione per il numero delle persone attualmente in carcere a seguito della repressione del dissenso. Il governo di Abdel Fattah al-Sisi non sembra infatti allentare la sua politica oppressiva. Secondo gli ultimi dati diffusi dagli attivisti egiziani per i diritti umani, il giro di vite ha visto più di 41.000 persone arrestate, accusate di reati penali e processate in modo irregolare. “Il livello della repressione è agghiacciante. Le autorità egiziane hanno dimostrato che non si fermeranno di fronte a nulla nel tentativo di soffocare ogni sfida al loro potere” – ha sottolineato Sahraoui. “Tra le persone in carcere vi sono leader di movimenti giovanili apprezzati a livello internazionale, difensori dei diritti umani e perfino bambini che indossavano magliette con slogan anti-tortura” – ha precisato Sahraoui. La Legge sulle proteste, entrata in vigore nel novembre 2013, autorizza le autorità a arrestare e processare dimostranti pacifici a loro piacimento e criminalizza la mera azione di scendere in strada senza previa autorizzazione. Inoltre, dà alle forze di sicurezza mano libera per ricorrere alla forza eccessiva e letale nei confronti di manifestanti pacifici. “La Legge sulle proteste è diventata la corsia preferenziale per imprigionare manifestanti pacifici, trattati alla stregua di criminali. Dev’essere abolita immediatamente” – ha chiarito Hassiba Hadj Sahraoui. Il giro di vite iniziato nel luglio 2013 con l’arresto di Morsi e dei suoi sostenitori, tra cui i leader più in vista della Fratellanza musulmana, si è allargato fino a colpire l’intero panorama politico egiziano. Tra i giovani imprigionati in modo arbitrario vi sono gli attivisti Ahmed Maher e Mohamed Adel del “Movimento giovanile 6 aprile”, il noto blogger Ahmed Douma, Alaa Abd El Fattah, un blogger e autorevole voce critica che è stato in prigione sotto Hosni Mubarak e il Consiglio supremo delle Forze armate, e i difensori dei diritti umani Yara Sallam e Mahienour El-Massry. Insieme a loro, si trovano in carcere persone che hanno protestato contro la deposizione di Morsi, come il cittadino irlandese Ibrahim Halawa, le studentesse universitarie Abrar Al-Anany e Menatalla Moustafa e la insegnante Yousra Elkhateeb. Sono stati tutti condannati per aver sfidato la durissima Legge sulle proteste o ulteriori norme che limitano in modo arbitrario il diritto alla libertà di manifestazione pacifica. Il gruppo di attivisti “Libertà per i valorosi” ha denunciato una nuova ondata di arresti, scattata a metà del 2015, che ha visto almeno 160 persone finire in carcere in condizioni equivalenti a sparizioni forzate. A sua volta, la Fratellanza musulmana ha denunciato nuovi arresti tra i suoi seguaci. Le autorità egiziane cercano sovente di giustificare le politiche restrittive ricorrendo al tema del mantenimento della stabilità e della sicurezza. Ma sebbene in alcuni casi i manifestanti abbiano usato violenza, la risposta delle forze di sicurezza è stata sistematicamente sproporzionata. Molti arrestati sono stati portati di fronte ai giudici a seguito di accuse false o motivate politicamente e sono stati condannati, al termine di processi di massa con centinaia di imputati, sulla base di prove insufficienti o inesistenti o solo grazie a testimonianze da parte delle forze di sicurezza o a indagini della Sicurezza nazionale. Altri sono in carcere da lungo tempo senza accusa né processo. Tra questi, c’è lo studente Mahmoud Mohamed Ahmed Hussein, arrestato mentre tornava a casa dopo aver preso parte a una protesta, solo a causa dello slogan scritto sulla sua maglietta. Secondo i suoi familiari e avvocati, ha “confessato” sotto tortura attività collegate al terrorismo. Ha trascorso il suo 19esimo compleanno in prigione, dove è rinchiuso da più di 500 giorni. Il dato di migliaia di persone condannate per false accuse o a causa di leggi che limitano la libertà di espressione e di manifestazione pacifica, è in profondo contrasto coi pochi casi di agenti di polizia processati per violazioni dei diritti umani a partire dal gennaio 2011. Nessun membro delle forze di sicurezza è stato chiamato a rispondere sul piano penale per il massacro di centinaia di sostenitori di Morsi, avvenuto nelle piazze Rabaa Adawiya e al-Nahda del Cairo il 14 agosto 2013. Amnesty International ha sollecitato i partner internazionali dell’Egitto a non sacrificare i diritti umani nel dialogo con le autorità. I leader dei paesi influenti dell’Unione europea, tra cui Francia, Italia e Germania, hanno avuto colloqui con il presidente Abdel Fattah al-Sisi mentre la sua amministrazione metteva migliaia di oppositori politici dietro le sbarre. Non risulta in alcun modo che durante questi incontri sia stata chiesta la fine di queste gravi violazioni dei diritti umani. La Gran Bretagna ha invitato a colloqui il presidente al-Sisi un giorno dopo che Morsi era stato condannato a morte al termine di un processo irregolare. A marzo, il governo degli Stati Uniti d’America ha annunciato la fine del blocco sui trasferimenti di armi all’Egitto e l’offerta di assistenza militare continuativa alle forze armate e di sicurezza del paese. “La grande ipocrisia dei partner egiziani è stata messa a nudo dalla corsa a concludere lucrosi accordi commerciali, ad acquisire influenza politica, a collaborare in materia d’intelligence e a concludere nuove vendite e trasferimenti di equipaggiamento per le forze di polizia che potrebbero facilitare le violazioni dei diritti umani” – ha dichiarato Sahraoui. “I leader globali si stanno rimangiando le promesse fatte ai giovani egiziani dopo la caduta di Mubarak, nel febbraio 2011. L’Egitto mette in galera attivisti pacifici mentre il mondo guarda altrove. Gli stati restano in silenzio, così come la comunità internazionale e il Consiglio Onu dei diritti umani” – ha concluso Sahraoui. Le autorità hanno giustificato il giro di vite citando anche l’aumento della violenza politica. L’Egitto subisce attacchi da gruppi armati, che secondo le autorità hanno causato la morte di centinaia di soldati, in particolare nel Sinai settentrionale, e di molti civili. Amnesty International condanna senza riserve gli attacchi ai civili ma sollecita le autorità a non usare queste minacce come pretesto per violare i diritti umani.

Amnesty International Italia

SaxAppeal. Il saxofono e le sue metamorfosi

Un evento originalissimo realizzato nell’ambito di “Metropolitana 2015”, la manifestazione culturale di Fiumicino ideata e organizzata dall’Assessore alla Cultura del Comune Daniela Poggi.

Dal 4 all’11 luglio avrà infatti luogo all’interno di Villa Guglielmi una serie di eventi, tra cui una mostra di strumenti incredibili, concerti, visite guidate e workshop – che racconteranno  la genesi, l’evoluzione e le vicende di uno degli strumenti musicali più geniali della storia della musica: il saxofono. Si potranno così ripercorrere le mille metamorfosi di un oggetto che seduce, oltre ai musicisti ed appassionati, una larghissima fascia di pubblico: basti pensare all’uso del saxofono nella pubblicità e nei film per rendersi conto di come ad esso vengano associate costellazioni ideali diverse, dalla trasgressione alla sensualità, dall’appeal della cultura americana al feeling di quella underground e jazz.

Il saxofono nel corso dei suoi 170 anni ha subito una miriade di trasformazioni ed un numero impressionante di variazioni. Da anonima pipa di nichel e da parente lontano e bastardo del clarinetto relegato ad avvilenti manovalanze bandistiche, ha saputo trasformarsi nello strumento re del jazz capace di esprimere rabbia, desideri, sonorità ed umori più disparati, divenendo l’icona multiforme del Novecento.

All’interno della splendida e suggestiva Villa, il pubblico potrà ammirare ed ascoltare alcuni tra gli strumenti musicali più rari, inusuali e bizzarri mai costruiti ed appartenenti alla più grande ed importante collezione del mondo: la Collezione Berni.Tra questi il minuscolo soprillo di soli 30cm il tenore diritto L.A.Sax, il Grafton Plastic di Charlie Parker, il mitico Conn “O-Sax”, il Goofus-Sax di Adrian Rollini, i saxofoni a coulisse, gli strumenti appartenuti all’inventore dello strumento Adolphe Sax, i tenori appartenuti a Sonny Rollins ed a Tex Beneke (solista dell’orchestra di Glenn Miller ed artefice degli assoli più famosi del jazz, tra cui In The Mood, Chattanooga Choo Choo e molti altri), il Jazzophone (tromba-saxofono con due campane), il gigantesco sax contrabasso Orsi, il sax alto inverso Timis, il saxofono più grande del mondo e, dulcis in fundo, il mastodontico sub-contrabasso J’Elle Stainer. A cornice e completamento dell’esposizione verranno esposte fotografie d’epoca, giocattoli d’epoca, documenti originali, imboccature, cataloghi musicali, accessori e vinili.

Sax Appeal  è un viaggio straordinario nel variegato mondo dei suoni del saxofono e con il quale rendere omaggio all’inventore belga dello strumento Adolphe Sax ed ai grandi esecutori del jazz che hanno abbracciato e soffiato dentro questo tubo misterioso.

Nell’ambito della manifestazione sono previsti 2 concerti con alcune formazioni di rilievo nazionale nelle quali spiccano le presenze di Stefano Cocco Cantini ed Attilio Berni.

Nel programma degli eventi sono inoltre previsti il Borgani’s Day e lo Yamaha’s Day: due distinte giornate interamente dedicate alle due famose case costruttrici di saxofoni e durante i quali i visitatori potranno visionare e provare i modelli-top di queste fabbriche. In tale ambito saranno presenti gli endorser Mauro Bottini per la Yamaha e Stefano Cocco Cantini per la Borgani.

VILLA GUGLIELMI – Fiumicino

PROGRAMMA EVENTI

sabato 4 luglio ore 18.30 Inaugurazione Mostra ed esibizione della ZAMBRA DIXIE BAND domenica 5 luglio ore 18.30 WORKSHOP “ADOLPHE SAX ed il saxofono: organologia, evoluzione storico-organologica e metamorfosi” Relatore Attilio Berni lunedì 6 luglio Apertura Mostra e visite guidate con il curatore. Orari: 10.00/13.00 – 18.00/22.00 martedì 7 luglio ore 18.30 WORKSHOP “Il saxofono: manutenzione ed interventi di riparazione” Relatore Alessandro Marchionni. mercoledì 8 luglio ore 18.30 WORKSHOP “Le imboccature: modelli, caratteristiche, interventi di refacing” Relatore Giancarlo Maurino. giovedì 9 luglio YAMAHA’S Day Giornata dedicata alla casa Yamaha con prove strumenti e dimostrazioni live. Durante l’intera giornata sarà presente il testimonial Mauro Bottini venerdì 10 luglio BORGANI’S Day Giornata interamente dedicata alla casa Borgani con prove strumenti e dimostrazioni live. ore 21.30 Concerto STEFANO COCCO CANTINI QUARTET sabato 11 luglio Apertura Mostra e visite guidate con il curatore. Orari: 10.00/13.00 – 18.00/22.00 ore 21.30 Concerto SAXOPHOBIA & Moonlight Big Band

La mostra è aperta tutti i giorni 10.00-13.00 / 18.00-22.00.

L’accesso alla mostra e tutti gli eventi sono gratuiti con ingresso libero fino ad esaurimento posti.

Per le visite guidate, workshop e Borgani’s Day è consigliabile la prenotazione.

 

Elisabetta Castiglioni

Voci per la Libertà 2015

Definito il programma della 18° edizione di Voci per la Libertà – Una Canzone per Amnesty, il festival che, promosso da Amnesty International Italia e Associazione culturale Voci per la Libertà, sostiene e diffonde le istanze della Dichiarazione universale dei diritti umani attraverso la musica e l’arte tutta.  In questo 2015 la manifestazione vuole festeggiare la sua maggiore età e i quaranta anni compiuti da Amnesty International Italia selezionando per il proprio cartellone eventi particolarmente suggestivi e headliner scelti tra i più validi partecipanti al concorso per emergenti negli scorsi anni. Tra questi in calendario venerdì 17 luglio i Syncage, gruppo più giovane che si è aggiudicato il Premio della Critica 2013, e sabato 18 luglio i Marmaja, band più longeva che ha vinto il Premio della Giuria Popolare 2014.  Non mancano concorsi, libri, cortometraggi, street art, aperitivi musicali, momenti d’aggregazione, mostre e soprattutto la campagna di Amnesty International “Stop alla Tortura”.  Tutti gli eventi sono ad ingresso gratuito.

Ecco il cartellone

DOMENICA 12 LUGLIO ANTEPRIMA FESTIVAL Ore 19.00 attracco fluviale Ca’ Tiepolo Porto Tolle crociera con concerto galleggiante di PAOLO BONFANTI & MARTINO COPPO e MUD

GIOVEDÌ 16 LUGLIO – ROSOLINA MARE Ore 21.00 Viale dei Pini  inaugurazione dell’opera di street art di Lucamaleonte

Ore 21.30 Centro Congressi in Piazzale Europa inaugurazione della mostra “STOP ALLA TORTURA” premiazione del video concorso 3 minuti per 30 articoli presentazione del libro “Srebrenica. La giustizia negata” con gli autori Noury Riccardo e Leone Luca

VENERDI’ 17 LUGLIO  – ROSOLINA MARE Ore 18.00 Bagno Perla Aperitivo Musicale con ANNA LUPPI

Ore 21.00 Arena Piazzale Europa SEMIFINALI CONCORSO CON ADOLFO DURANTE (Mantova – Pop/Folk) RIKI ANELLI (Bergamo – Cantautorato Italiano) RITA ZINGARIELLO (Bari – Cantautrice) WDD & MICHELA GRENA (Pordenone – Dub) +  SYNCAGE Premio della Critica 2013 con “The Call Of The Lords”. Nata nel 2008, la band è formata da giovanissimi membri provenienti da ambienti musicali molto differenti, particolarità che conferisce alle sonorità del gruppo grandi ricchezza e corpo. Il flauto, sdoganato nel rock progressive dai Jethro Tull, fa da contrappunto alla strumentazione elettrica classica, creando evocativi paesaggi sonori. Il live set è lisergico e sbalorditivo.

SABATO 18 LUGLIO – ROSOLINA MARE Ore 10.00 Bagno Primavera “Csv on the beach”: Incontro sul volontariato giovanile

Ore 18.00 Bagno Primavera Aperitivo Musicale con MUD Vincitore del Premio Amnesty International Italia Emergenti 2014

Ore 21.00 Arena Piazzale Europa  SEMIFINALI CONCORSO FEDERICO MILELLA (Torino – Pop/Rock) GOLASECA (Carbonia/Iglesias – Rock) MALARAZZA 100% TERRONE (Agrigento/Palermo – Folk/Rock) MICHELA FRANCESCHINA (Pordenone – Pop/Bossa) +  MARMAJA Premio della Giuria Popolare 2014 con “Storia di qui”. Vent’anni di carriera per la band capitanata da Maurizio Zannato. Sei album di inediti all’attivo, svariate compilation, tantissimi tour e in più raccolte dal vivo e musicassette, ma un’unica ricerca nell’ambito del folk rock cantautorale più colto, coinvolgente e impegnato, che ha portato loro riconoscimenti da festival importanti come Arezzo Wave, Buskers di Ferrara e il nostro gemellato Musica nelle Aie.  Lo spettacolo dal vivo è coinvolgente e tutto da ballare! DOMENICA 19 LUGLIO – ROSOLINA MARE Piazzale Europa Ore 18.00 Centro Congressi Conferenza stampa Premio Amnesty International Italia con il vincitore ALESSANDRO MANNARINO e il Presidente di Amnesty International Italia Antonio Marchesi

Ore 21.00 Arena Piazzale Europa FINALE CONCORSO CON I MIGLIORI 5 ARTISTI Premio Amnesty International Italia ALESSANDRO MANNARINO “Scendi giù” del cantautore Mannarino è il vincitore della tredicesima edizione del Premio Amnesty International Italia, indetto nel 2003 per il migliore brano sui diritti umani pubblicato nel corso dell’anno precedente.Oltre 60.000 copie vendute con i 3 album “Bar della rabbia” (2008), “Supersantos” (2011) e “Al Monte” (2014). Vincitore del Premio Gaber e Premio Siae come miglior artista emergente. Ha vinto il Premio PIMI del MEI quale miglior artista indipendente dell’anno nel 2014. Due partecipazioni al Concertone del Primo Maggio di Roma. Un tour negli Stati Uniti e in Canada. Autore dell’arrangiamento della sigla di Ballarò e Vincitore al Magna Grecia Film Festival per la colonna sonora del film “Tutti contro Tutti”.

Amnesty International Italia

La cinta muraria del Buonconsiglio tornerà a splendere

Da qualche settimana ormai la cinta muraria del Castello del Buonconsiglio, in particolare la parte racchiusa tra il torrione a nord vicino alle scuole Sanzio e quello in prossimità della porta di ingresso di San Vigilio, è oscurata dall’impalcatura necessaria per i lavori di manutenzione straordinaria seguiti dalla Soprintendenza ai Beni Culturali. I lavori, che dovrebbero concludersi entro luglio, interessano le superfici esterne della cinta murarie con interventi di pulitura, revisione dei giunti di malta degradati, eliminazione di eventuali materiali successivamente aggiunti incompatibili con quelli originari, consolidamento di malte, fissaggio di elementi mobili e perniatura di fessurazioni. La notizia potrebbe apparire importante solo per gli “addetti ai lavori” se non fosse che le mura, attuale oggetto di pulizia e restauro, un tempo rischiarono di essere abbattute.  Nel 1837 il podestà Benedetto Giovannelli aveva ipotizzato infatti di abbattere la cinta muraria assieme a tutto il Castelvecchio per lasciare in piedi solo il Magno Palazzo clesiano e donare così al monumento una fisionomia rinascimentale reinventata in chiave neoclassica. Il consiglio cittadino mise all’ordine del giorno l’abbattimento di Castelvecchio, delle mura e dei bastioni fino a Torre Aquila, ma la proposta fu respinta e del progetto non se ne parlò più. L’unico intervento di demolizione si ebbe quasi cent’anni dopo, nel 1928, quando l’allora soprintendente Giuseppe Gerola fece abbattere la sopraelevazione eretta dagli austriaci nel lato a sud verso Torre Aquila ed erigere gli attuali possenti merli in pietra e mattoni.  La cinta muraria attualmente visibile fu realizzata nel corso del Cinquecento durante la realizzazione del Magno Palazzo voluto dal principe vescovo Bernardo Cles. Durante quei lavori venne abbattuta la più antica cortina fortificata, intercalata da torri a difesa e immortalata nel 1494 nel celebre acquerello della Veduta del Castello del Buonconsiglio di Albrecht Dürer. Non è da escludere che potrebbero sussistere ancora alcune porzioni delle mura quattrocentesche, inglobate in quella posteriore.

Poesie per il presente

Interessante la poesia segnalata per la sezione speciale di quest’anno al Premio internazionale di poesia “La Leonessa. Città di Brescia” dedicata all’EXPO. Paolo Cattolico, italiano residente in Francia, ha scritto “Il Defilé”, cogliendo l’analogia dell’esporsi in varia metafora. Così, per il Poeta, il vento dispettoso ha fatto volare la lingerie stesa e ne ha vestito la verdura del banco sottostante i fili del bucato, creando una lirica divertente e intelligente.

La serie di poesie portate all’attenzione del pubblico per la sezione Lingua Italiana, nell’ambito della sedicesima edizione del Premio, ha visto interessanti testi, tra i quali “Desolazione” di Alba Rattaggi di Varese, che afferma di avere scritto la poesia un giorno di settembre di strisciante malinconia, denso di pensieri grevi e sensazioni d’acuta impotenza, mentre Giulia Deon, autrice di “Solidali” spiega: “La mano tesa traduce una timida richiesta di aiuto sollecitata da una necessità vitale e il bisogno di aiutare, interpretato da uno sorriso spontaneo, è la risposta istintiva che supera gli ostacoli legati alla realtà di “aspre città” o all’aridità di “vecchie solitudini”. La solidarietà avviene nell’intesa reciproca e immediata, simboleggiata dall’abbraccio fraterno”. Sembra farle eco Rosanna Ruffo, di San Martino Buon Albergo in provincia di Verona, con “Corone di preghiere”: “La vita, come lo stelo di un fiore, anche se recisa, brilla nei suoi colori e mentre le labbra si addolciscono in una preghiera il cielo si rischiara”.

Maria Angela Giovanna Cucchi di Castelcovati (Brescia) propone, invece, un’interessante “A quattro mani: vent’anni dopo” e a corollario della sua lirica dice: “Ho ripreso con il cuore, le parole semplici e i desideri dell’infanzia per trasformarli in messaggio di fiducia, di speranza, di incoraggiamento e di condivisione ai momenti dell’oggi così incerti e così sospesi. In piccole cose, nelle radici e nella terra che ha aiutato chi prima di noi c’è il sogno e la forza dell’amore”. A prospettare l’estate, Annamaria Martellotta, di Cortemaggiore, racconta “Rimini, mare da amare”, l’incanto di un luogo caro e pieno di vita che evoca emozioni e sensazioni sempre nuove, in cui si confondono  desideri e speranze, mentre Bruna Meneghello di Verona, racconta la terra che “ti parla e devi cercare le sue parole  per comprendere i suoi desideri, se vuoi essere in armonia con lei e con te stesso”. Agnese Girlanda, autrice di “Concerti”, sostiene che la vita sia “un concerto di temporali che impauriscono come le persone che borbottano sottovoce ma non parlano chiaramente, creando malintesi. Meno male che il sole arriva spesso con un abbraccio a cancellare emozioni negative”. Anche in questo caso, sembra risponderle la poesia di Salvatore Grieco di Prato che scrive “L’ostile compagno”, meritevole del terzo premio. “Il mugugno sul posto di lavoro è parente del meteorismo intestinale: entrambi sono figli di un’intolleranza pertanto, tra compagni, il volgare fraseggio è foriero del peggior litigio. Il lavoratore, qualsiasi mansione svolge, non deve ingiuriare il suo collega poiché il padrone, in quanto tale, non lo eleverà mai al suo stesso rango, ma lo considererà sempre come un essere pezzente”.

Al prossimo articolo per le altre poesie della sezione!

 

La Redazione