Il Papa’ del Gnoco sbarca a Venezia

Arriverà, come da tradizione, in groppa al ‘musso’ e circondato dalla sua corte. Nonostante l’occasione sia una delle più glamour dell’anno, quelle che richiamano star da tutto il mondo. Il Papà del Gnoco è pronto a sbarcare al Lido di Venezia. Venerdì 6 settembre, durante la 76ª Mostra internazionale del cinema, sarà infatti presentato il docu-film #ThisisVeneto. Un cortometraggio sulle più importanti e antiche tradizioni enogastronomiche della Regione Veneto, tra cui ovviamente gli gnocchi veronesi. Ma anche il baccalà alla vicentina, il radicchio del Polesine, così come il mercato ittico di Chioggia, con l’asta del pesce, e i maestri fornai di Cittadella, noti per la ‘fogassa pasquale’. L’appuntamento è alle ore 19, nello spazio dedicato alla Regione Veneto, all’interno dell’Hotel Excelsior.

L’iniziativa è stata presentata a Verona dall’assessore alle Attività economiche e produttive Nicolò Zavarise. Erano presenti il regista del docu-film Matteo Menapace, l’ideatore Paolo Caratossidis, il presidente del Bacanal del Gnoco Valerio Corradi e, ovviamente, Francesco Gambale, nei panni del sire del carnevale veronese.

“Poter far conoscere il nostro piatto tipico, attraverso la maschera che da 489 anni rappresenta Verona, è senz’altro motivo di orgoglio – ha detto Zavarise -. Una tradizione, quella del carnevale, che è un valore aggiunto per la nostra città. E questa è un’occasione prestigiosa per mettere in luce alcune delle nostre eccellenze. Complimenti agli ideatori del documentario, per l’idea che hanno avuto e per aver saputo cogliere l’occasione del Festival di Venezia, una vetrina unica per promuovere le nostre tipicità”.

Nel video, che verrà proiettato al Lido, scorrono anche le immagini della sfilata del Venerdì Gnocolar. Mentre il Papà del Gnoco, in primo piano, racconta storia, ricetta, curiosità e abbinamenti degli gnocchi. Tutto sottotitolato in inglese. Il documentario racconta 7 tipicità enogastronomiche regionali, una per provincia, ricette che hanno più di 700 anni di storia.

 

Roberto Bolis (anche per la foto di un momento della presentazione)

“Supereroi senza superpoteri” domani alla Mostra del Cinema di Venezia

Domani, giovedì 5 settembre, alla 76ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, ore 11, verrà presentato il Premio Zavattini 2019/2020 (Sala Tropicana – Italian Pavilion – Hotel Excelsior) e alle ore 17, in Sala Giardino (Lungomare Guglielmo Marconi, 1861 – Venezia Lido)verrà presentato il corto “Supereroi senza superpoteri” di Beatrice Baldacci.

Un film ideato e diretto da una giovanissima regista in cui la memoria audiovisiva viene in supporto ai ricordi di infanzia nella ricostruzione emotiva di una forte relazione tra madre e figlia. Un esempio significativo di come il riuso creativo dei materiali d’archivio, anche personali e familiari, possa essere all’origine di una creatività filmica incisiva e, in questo caso, doppiamente originale poiché delicatamente autobiografica.

“Supereroi senza superpoteri” è un film di Beatrice Baldacci, prodotto dall’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico nell’ambito del “Premio Zavattini – Unarchive” sostenuto dalla Siae e dal MiBACT, attraverso il bando “Sillumina”, e dalla Regione Lazio, e realizzato in collaborazione con Istituto Luce Cinecittà. È distribuito da Elenfant Film.

Il corto è stato realizzato all’interno del percorso formativo del Premio Zavattini ed è tra i vincitori dell’edizione 2018/2019.

 

Elisabetta Castiglioni

 

 

Alla Mostra del Cinema di Venezia “Saremo giovani e bellissimi”

Oggi alle ore 14, ha debuttato alla 75esima Mostra del Cinema di Venezia il film “Saremo giovani e bellissimi” di Letizia Lamartire che rappresenterà l’Italia alla Settimana Internazionale della Critica di Venezia.

Il film, prodotto da CSC Centro sperimentale di cinematografia Production di Roma con Rai Cinema, ha ricevuto il contributo del Fondo per l’Audiovisivo regionale ed è stato realizzato a Ferrara e Comacchio.

Alla prima del film sono presenti l’assessore alla Cultura del Comune di Ferrara Massimo Maisto, insieme all’omologa assessore Alice Carli del Comune di Comacchio, al collega Riccardo Pattuelli, alla  dirigente del Servizio Manifestazioni Culturali e Turismo del Comune di Ferrara  Maria Teresa Pinna e al dirigente cultura/turismo del Comune di Comacchio  Roberto Cantagalli.

A fare da sfondo alla pellicola la città di Ferrara, che la regista ama definire intensa, in perfetta sintonia con la storia che vuole raccontare. Il film è una passeggiata nei luoghi più suggestivi, anche fra i meno conosciuti,  dell’entro mura: dal Torrione di San Giovanni a Corso Ercole I d’Este, dall’atmosfera sospesa del piccolo borgo di San Giorgio sino al fiume e alla Darsena di San Paolo. Le riprese, realizzate a dicembre scorso, hanno colto perfettamente il particolare paesaggio del forese ferrarese con le sue vie alberate immerse nella nebbia. A completare i set del film Comacchio, dove la regista trentunenne è approdata in occasione della Sagra dell’anguilla dello scorso anno. Rimasta stregata dall’atmosfera lagunare, dai ponti e dai canali, ha inserito la magica atmosfera di Comacchio in questa sua opera girata nella sontuosa città estense.

La pellicola rappresenta un manifesto alla musica, in cui le immagini e i brani musicali si abbracciano così come i personaggi  – la madre Barbora Bobulova, il figlio Alessandro Piavani – che si muovono all’interno di rapporti familiari e sentimentali ritmati dalle note: dalla musica italiana anni Novanta al  rock underground in salsa emiliana.

“Ferrara e il cinema – sottolinea Maisto – condividono una storia molto lunga, costellata dai nomi di grandi registi, sceneggiatori ed attori e da location cittadine che si sono fissate nell’immaginario del pubblico grazie a pellicole importanti. Noi stiamo lavorando però perché il cinema sia un’esperienza contemporanea, abbiamo costruito, per questo, servizi di accoglienza e ospitalità e messo a disposizione professionalità trasversali affinché sempre più produzioni ci scelgano come sfondo delle loro opere”. E aggiunge “per noi è stato un onore lavorare con CSC e Rai, ma soprattutto un onore lavorare con una giovane regista al suo esordio, i giovani professionisti sono il futuro e di quel futuro noi vogliamo fare parte. La pellicola ben si inserisce nei progetti di valorizzazione turistica del territorio che si espande, senza soluzione di continuità, dalla città d’arte a Comacchio, dove i Comuni esprimono un patrimonio paesaggistico che si presta a mille e più esperienze, alle quali, solo assieme possiamo dare maggiore valore”.

Sulla stessa lunghezza d’onda l’assessore Carli. “È innegabile – sostiene – come il fascino della laguna eserciti una grande attrazione  per coloro che fanno dell’arte una professione. Le architetture del delta, con l’acqua, l’archeologia e la natura, costituiscono il nostro valore dalla forte valenza identitaria che con piacere condividiamo e diffondiamo con il linguaggio della contemporaneità. In questi giorni Pupi Avati sta girando la sua ultima fatica sia nelle valli che nel centro di Comacchio: è un piacere constatare come la bellezza dei nostri paesaggi conquisti sempre. Per la giovane regista Lamartire un bel viatico, firmato delta”.

A seguito della proiezione del film è prevista una iniziativa collaterale a Lido di Venezia, organizzata dai Comuni di Ferrara e di Comacchio per promuovere le eccellenze enogastronomiche del  territorio  e realizzata in collaborazione con l’Associazione Strada dei vini e dei Sapori.

 

Alessandro Zangara