Monica Guerritore chiude l’anno dantesco

Monica Guerritore a chiude l’anno dantesco al Nuovo. Il Grande Teatro, storica rassegna del Comune di Verona organizzata in collaborazione con il Teatro Stabile, propone, per l’ultimo appuntamento del 2021, ‘Dall’inferno all’infinito’. Lo spettacolo, su testi di Dante Alighieri, Pier Paolo Pasolini, Elsa Morante, Patrizia Valduga, Gustave Flaubert, Victor Hugo, Giacomo Leopardi e Cesare Pavese, rientra negli eventi di “Dante a Verona 1321-2021”. La prima dello spettacolo è stata ieri. In occasione del debutto, è stato consegnato il premio Renato Simoni 2020/2021 a Isa Danieli. Dopo chiusure e incertezze dettate dalla pandemia, il mosaico della ripartenza si completa con il ritorno dello storico riconoscimento, giunto alla 63esima edizione. Una versione straordinaria su due annualità. La giuria, presieduta dal sindaco Federico Sboarina, e composta dai critici di teatro Claudia Cannella, Roberto Canziani, Masolino D’Amico, Rodolfo Di Giammarco e Katia Ippaso, ha scelto di accendere i riflettori su una grande donna di teatro.

Monica Guerritore

Isa Danieli, in palcoscenico a 14 anni, ha affrontato un po’ tutti i generi del mondo dello spettacolo, ha ricevuto la prima accoglienza teatrale da Eduardo De Filippo (andando poi in scena una quindicina di volta con sue commedie), ma è stata anche esemplare per intraprendenti cambi di ribalte, di compagnie, di modalità recitative, di drammaturgie, di scelte culturali e popolari, di energiche riletture del classico e di impagabili nuovi rischi. Un’attrice generosa e solida. Artista di cui viene ora teatralmente premiato l’intuito, la tenacia, la forza, il lirismo, la bellezza d’animo, e la conquistante interpretazione della vita.

“Abbiamo spostato eccezionalmente la premiazione al Teatro Nuovo – precisa l’assessore alla Cultura Francesca Briani – perché la forte incertezza e le riaperture a singhiozzo che hanno attraversato il biennio 2020/21 non hanno permesso di svolgere, prima della scorsa estate, un lavoro sistematico e accorto come quello che richiede l’organizzazione del Premio. Oggi finalmente siamo in grado di annunciarlo e la cosa mi rende doppiamente felice perché la scelta è ricaduta su una donna di grande temperamento, che per oltre 60 anni ininterrotti ha continuato a salire sul palcoscenico, regalando al pubblico la sua forza e la sua sensibilità”.

Isa Danieli

“Tra gli obiettivi che mi sono posto in questi anni – sottolinea il direttore artistico degli Spettacoli del Comune di Verona Carlo Mangolini –, c’è anche la necessità di aprire una riflessione sul senso di un premio alla carriera oggi. Un riconoscimento nato per omaggiare un grande artista e intellettuale come Renato Simoni, all’avanguardia per il suo tempo, capace di visioni e slanci che appoggiavano saldamente sulle radici ma aprivano al futuro. Penso che ai giorni nostri debba essere arricchito da un confronto tra artisti, critici, operatori e intellettuali, che abbia anche un valore intergenerazionale, per un passaggio dei saperi. Portare alla ribalta personalità a tutto tondo, capaci di definire pezzi di storia del teatro, impone che la loro testimonianza non resti lettera morta, ma diventi patrimonio condiviso dal pubblico e dalle nuove generazioni di artisti”.

Dopo la prima del 14 dicembre, lo spettacolo, prodotto dalla Compagnia Orsini, replica dal 15 al 19 dicembre. Giovedì 16 dicembre, alle 18, al Teatro Nuovo, Monica Guerritore incontra il pubblico e gli studenti. L’appuntamento, organizzato con l’Università di Verona, è intitolato Il viaggio della poesia, tra inferno ed infinito. Interverranno all’incontro la giornalista Alessandra Galetto, il docente Nicola Pasqualicchio e il direttore artistico Carlo Mangolini. Sei i canti dell’Inferno alla base dello spettacolo: I e II (Incontro con Virgilio/Beatrice), III (Ingresso nell’Inferno), V (Paolo e Francesca), XXXIII (Conte Ugolino) e XXXIV (uscita dall’Inferno). Nello spettacolo anche testi di Pier Paolo Pasolini (“Supplica a mia madre”), Elsa Morante (“Menzogna e sortilegio”), Patrizia Valduga (“Cento quartine” e “La tentazione”), Gustave Flaubert (“Madame Bovary”), Victor Hugo (“Pathmo”), Giacomo Leopardi (“L’infinito”) e Cesare Pavese (“Ultimo scritto”).

“La potente forza creativa dell’immaginazione delle pagine di Hillmann e Citati – dice Monica Guerritore – accompagnano e forse spiegano la discesa nel nero, nell’intima natura umana, che Dante mette in versi nei canti iniziali dell’Inferno: la sua ricerca e il suo incontro con le parti del sé. Nelle bellissime parole di Wagner, la forza della musica (che accompagna tutta la performance) diventa motore emotivo e precede, accompagna e amplifica il tormento delle passioni amorose (Paolo e Francesca), di abbandono (“La tentazione” di Patrizia Valduga), di ferocia come nel canto del conte Ugolino. Di abissi naturali che portano in scena anche figure materne e paterne: Pasolini e Morante. Tutto rende la ricerca e il racconto interiore e poetico di Maestri lontani tra loro per epoca, un’unica grande anima che racconta le infinite vie della testimonianza del Sé. Le parole di Umberto Eco e del grande psicanalista Galimberti accompagnano, noi uomini di oggi, nella comprensione del nostro Inferno interiore e dell’Infinito intuito. Nella mia intenzione c’è il desiderio forte di sradicare parole, testi, versi altissimi dalla loro collocazione “conosciuta” per restituirgli un “senso” originario e potente”.

Roberto Bolis (anche per le fotografie)