Appuntamenti al Carlo Felice di Genova

Nel mese di febbraio 2025 Donato Renzetti, Direttore emerito dell’Opera Carlo Felice, tornerà sul podio del Teatro genovese per dirigere Andrea Chénier, sesto titolo della Stagione Lirica 24-25, e i concerti Racconti sinfonici e Brahms e Šostakovič nell’ambito della Stagione Sinfonica.

Andrea Chénier, dramma storico in quattro quadri di Umberto Giordano su libretto di Luigi Illica, sarà in scena da giovedì 6 febbraio alle ore 20.00 (turno A). Con la direzione di Donato Renzetti, la regia di Pier Francesco Maestrini, le scene e i video di Nicolás Boni, i costumi di Stefania Scaraggi, la coreografia di Silvia Giordano e le luci di Daniele Naldi. Allestimento della Fondazione Teatro Comunale di Bologna e dell’Opéra Garnier de Monte-Carlo. Orchestra, Coro e Tecnici dell’Opera Carlo Felice. Maestro del Coro Claudio Marino Moretti. Balletto Fondazione Formazione Danza e Spettacolo “For Dance” ETS.

Il cast si compone di Fabio Sartori (Andrea Chénier), Amartuvshin Enkhbat / Stefano Meo (Carlo Gérard), Maria Josè Siri (Maddalena di Coigny), Cristina Melis (La mulatta Bersi), Siranush Khachatryan (La contessa di Coigny), Manuela Custer (Madelon), Nicolò Ceriani (Roucher), Matteo Peirone (Fléville), Marco Camastra (Fouquier Tinville), Luciano Roberti (Mathieu), Didier Pieri (Un incredibile), Gianluca Sorrentino (L’abate), Franco Rios Castro (Il maestro di casa), Angelo Parisi (Dumas), Andrea Porta (Schmidt).

Repliche domenica 9 febbraio alle ore 15; mercoledì 12 febbraio alle ore 20 e sabato 14 febbraio alle ore 15.

Andrea Chénier, dramma composto nel 1896 su libretto di Luigi Illica, è stato il primo grande successo di Umberto Giordano. L’azione si svolge nei pressi di Parigi al tempo della Rivoluzione francese. Gli ideali costituzionalisti del protagonista sono in contrasto con lo stile di vita corrotto della nobiltà parigina, e durante il Regime del Terrore il poeta verrà perseguitato e giustiziato per la sua appartenenza politica. Sullo sfondo dei tragici avvenimenti storici, si sviluppa una storia d’amore con Maddalena, figlia della Contessa di Coigny. Andrea e Maddalena rimarranno insieme fino all’ultimo istante.

Commenta Donato Renzetti: «Dobbiamo ringraziare Luigi Illica per l’idea dell’opera, originale e avvincente, ispirata dalla vita del poeta francese André Chénier, rivoluzionario ghigliottinato a Parigi nel 1794. Qui, come in Fedora, Giordano raggiunse le più alte vette della sua inventiva musicale e, come accadde per altri compositori che seguirono l’esempio di Giuseppe Verdi, sviluppò musicalmente la rapidità dell’azione scenica. Se dopo 120 anni lo Chénier di Giordano viene rappresentato assiduamente in tutti i teatri del mondo è proprio perché custodisce segreti che superano in qualche modo la collocazione dell’opera nel filone del Verismo, c’è qualcosa in più! Il ritmo incalzante con il quale si alternano sonorità e piani visivi rendono estrema la drammatizzazione così come la cura dettagliata dei personaggi comporta passaggi immediati, dal monologo alla romanza, dal duetto alle scene corali. Tutto questo rende evidente la fascinazione che Giordano subì dalla cura dei riferimenti storici e reali su cui Illica creò il libretto».

L’allestimento, realizzato nel 2022 per il Teatro Comunale di Bologna e ripreso a gennaio 2023 all’Opéra Garnier di Montecarlo, vede la regia di Pier Francesco Maestrini: «Andrea Chénier è un titolo al quale sono molto legato poiché è stata per me l’ultima opera come assistente di mio padre che ha avuto la possibilità di dirigere i più importanti interpreti della storia di questo ruolo. Inoltre, posso dirmi fortunato di avere avuto io stesso l’opportunità di metterla in scena con i più grandi artisti del mio tempo, da Giacomini a Kunde fino ad adesso, con Fabio Sartori e Maria Josè Siri. Probabilmente, almeno per me, si tratta della sola opera in cui è quasi impossibile prescindere dal contesto, un contesto che non si limita a fare da sfondo a una storia d’amore: la rivoluzione è tanto protagonista quanto lo sono gli interpreti e ne condiziona le vite, costringendo tutti i personaggi ad adattarsi drasticamente a un cambiamento troppo repentino e radicale pur di sopravvivere».

Racconti sinfonici – Brahms e Šostakovič

Sabato 8 febbraio alle ore 20.00, nel concerto Racconti Sinfonici, Donato Renzetti sarà alla direzione dell’Orchestra dell’Opera Carlo Felice e del soprano Francesca Paola Geretto – attiva sia in ambito operistico sia in ambito concertistico in Italia e in Europa presso prestigiose Istituzioni e vincitrice del Premio Wagner 2017. Il programma musicale prevede l’esecuzione dei Sei Lieder per voce e orchestra op. 8 di Arnold Schönberg e di Shéhérazade, suite sinfonica di Nikolaj Rimskij-Korsakov.

Schönberg compose i Sei Lieder su testi di Heinrich Hart tra il 1904 e il 1905, la prima esecuzione si sarebbe tenuta solo in seguito, nel 1914, a Praga. Il compositore, non ancora approdato a soluzioni armoniche avanguardistiche come dodecafonia e serialismo, affrontava un momento fondamentale del proprio percorso artistico in cui si ravvisano nell’articolato linguaggio musicale, ancora tonale, le prime tensioni verso nuove prospettive. La suite sinfonica Shéhérazade di Rimskij-Korsakov risale al 1888 e si articola in quattro parti: Il mare e la nave di Sinbad, Il racconto del principe Kalender, Il giovane principe e la giovane principessa e Festa a Bagdad. Il mare. Il naufragio. Con una scrittura caratteristica e profondamente legata alla tradizione russa tardo-romantica, il compositore realizza una composizione ispirata ed evocativa in cui i temi musicali ricorrenti di Shéhérazade e del Sultano fanno da tramite tra i diversi episodi da Le mille e una notte.

Venerdì 14 febbraio alle ore 20.00 sarà la volta del concerto Brahms e Šostakovič, con la direzione di Donato Renzetti, l’Orchestra dell’Opera Carlo Felice e il pianista Michele Campanella – concertista attivo in Europa, Asia e Stati Uniti tra i cui riconoscimenti si ricordano la Medaglia d’oro della Liszt Society of United States of America, l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica italiana e la Laurea Honoris Causa in Discipline della Musica e dello Spettacolo, Storia e Teoria, per meriti culturali e artistici dell’Università Federico II di Napoli. In programma il Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 in si bemolle maggiore op. 83 di Johannes Brahms e la Sinfonia n. 1 in fa minore op. 10 di Dmitrij Šostakovič.

Brahms cominciò a lavorare al suo Secondo Concerto per pianoforte e orchestra nel 1878, per terminare la composizione nel 1881 in vista della prima esecuzione che si sarebbe tenuta il 9 novembre di quell’anno a Budapest. La lunga lavorazione si risolse in un Concerto singolarmente ampio, di notevole densità e articolazione sono sia la scrittura orchestrale sia quella pianistica. L’esperienza nella composizione per pianoforte, maturata da Brahms soprattutto nei suoi primi anni di attività, si coniuga in questo Concerto all’intensa pratica sinfonica, proprio in quegli anni il compositore era impegnato nella realizzazione delle sue quattro Sinfonie. Šostakovič compose la sua Prima Sinfonia nel 1925, come ultimo esame per il diploma in Composizione al Conservatorio di San Pietroburgo. L’anno successivo la composizione venne eseguita per la prima volta a Leningrado con la direzione di Nikolaj Malko. Nonostante si tratti del primo lavoro sinfonico di uno Šostakovič appena diciannovenne, il linguaggio musicale è già personale e definito da originali scelte timbriche e ritmiche, tra momenti dal brillante guizzo ironico e altri di maggior dolcezza e lirismo.

D. F. (anche per le fotografie)

Lo schiaccianoci al Carlo Felice di Genova

Andrà in scena ancora stasera, alle ore 20.00, al Teatro Carlo Felice di Genova il balletto dell’Armenian National Ballet, con la direzione di Karen Durgaryan, la coreografia di Georgy Kovtun da Marius Petipa, le scene e i costumi di Vjačeslav Okunev, orchestra, Coro di voci bianche e Tecnici dell’Opera Carlo Felice Genova, Maestro del coro di voci bianche Gino Tanasini con il classico “Lo schiaccianoci”.

Lo schiaccianoci è un balletto in due atti risalente ai primi anni ’90 dell’Ottocento, Čajkovskij lo compose ispirandosi al racconto Schiaccianoci e il re dei topi di E.T.A. Hoffmann, nonché alla Storia di uno schiaccianoci di Dumas, a propria volta tratta da Hoffman. A fianco del compositore lavorarono i coreografi Marius Petipa e Lev Ivanov. Čajkovskij aveva già sperimentato la composizione di balletti con Il lago dei cigni, del 1875-6 e La bella addormentata, del 1889; titoli oggi ben noti ma non del tutto compresi durante la vita del compositore.

La storia, ormai celebre, ripercorre le avventure della piccola Marie (Clara in altre varianti), che alla festa di Natale riceve in dono uno schiaccianoci a forma di soldatino. Durante la notte, la bambina sogna incredibili avventure: a fianco del soldatino, animato e trasformato in un principe, sconfiggerà il temibile Re dei topi, insieme si avvicenderanno poi in un viaggio magico e colorato nel Regno dei dolciumi. Tra gli aspetti più affascinanti del balletto si ritrovano le musiche di Čajkovskij – la cui sensibilità musicale era particolarmente affine alla dimensione fiabesca che caratterizza Lo schiaccianoci – e la grande sintonia tra musica, espressività coreografica e narrazione.

Commenta Sergey Safaryan, Direttore del balletto: «Il balletto Lo schiaccianoci è stato messo in scena all’Armenian National Opera and Ballet Theatre nel 2021, la premiere ha avuto luogo il 23 dicembre ed è stata accolta da standing ovation da parte del pubblico. Ad oggi, lo spettacolo occupa un posto speciale nel repertorio del Teatro. Sebbene non vi siano cambiamenti nella drammaturgia, il coreografo Georgy Kovtun ha interpretato le danze dei personaggi con mezzi espressivi unici, presentando soluzioni innovative e originali per ogni ruolo.

Lo schiaccianoci armeno si caratterizza per il suo dinamismo, soprattutto grazie all’apporto del cast artistico, che proprio come il popolo armeno si distingue per il suo carisma e le vivaci emozioni che porta in scena. Grazie all’uso di colori vibranti, animazioni 3D, scenografie accessibili e tecnologie moderne, è stata creata una produzione frizzante, particolarmente comprensibile e accattivante per un pubblico giovane. Le transizioni di scena nello spettacolo sono fluide e logiche, la teatralità e le profonde espressioni psicologiche si intrecciano senza soluzione di continuità».

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Madama Butterfly

Venerdì 19 gennaio, alle ore 20.00, si terrà la prima rappresentazione di Madama Butterfly, il quarto titolo della Stagione Lirica 2023-2024 dell’Opera Carlo Felice Genova. La direzione è affidata a Fabio Luisi, direttore onorario del Teatro, per la regia e le scene di Alvis Hermanis e con i costumi di Kristìne Jurjàne, le coreografie di Alla Sigalova, le luci di Gleb Filshtinsky e i video di Ineta Sipunova. Allestimento della Fondazione Teatro Carlo Felice. Orchestra, Coro e Tecnici dell’Opera Carlo Felice, Balletto Fondazione Formazione Danza e Spettacolo “For Dance” ETS.

Madama Butterfly sarà in replica sabato 20 gennaio alle ore 15.00, domenica 21 gennaio alle ore 15.00, venerdì 26 gennaio alle ore 20.00, sabato 27 gennaio alle ore 20.00 e domenica 28 gennaio alle ore 15.00.

A dare vita ai protagonisti dell’opera: Lianna Haroutounian / Jennifer Rowley (Cio-Cio-San), Manuela Custer / Caterina Piva (Suzuki), Alena Sautier (Kate Pinkerton), Fabio Sartori / Matteo Lippi (F. B. Pinkerton), Vladimir Stoyanov / Alessandro Luongo (Sharpless), Manuel Pierattelli (Goro), Paolo Orecchia (Il Principe Yamadori), Luciano Leoni (Lo Zio Bonzo), Claudio Ottino (Il Commissario imperiale), Franco Rios Castro (L’ufficiale del registro), Luca Romano (Yakusidé), Maria Letizia Poltini / Daniela Aloisi (La madre di Cio-Cio-San), Mariasole Mainini / Lucia Scilipoti (La zia), Eleonora Ronconi / Adelaide Minnone (La cugina).

Madama Butterfly è la sesta opera di Giacomo Puccini. Il compositore si ispirò all’omonima tragedia del drammaturgo David Belasco, alla quale aveva assistito a Londra nel giugno del 1900. Il soggetto era particolarmente interessante, ma il processo compositivo durò diversi anni, ciò si deve anche alla approfondita ricerca attorno alla cultura giapponese che il compositore svolse per dipingere con accuratezza personaggi, luoghi e tradizioni insieme ai librettisti Giuseppe Giacosa e Luigi Illica. La prima rappresentazione si tenne al Teatro alla Scala nel febbraio del 1904, e fu un insuccesso. Oggi è difficile capire quali siano state le ragioni, soprattutto considerando che sin dalla prima ripresa avvenuta qualche mese dopo a Brescia, Madama Butterfly venne immediatamente consacrata come uno dei più grandi capolavori pucciniani.

Dell’opera viene in questa occasione rappresentata la cosiddetta “quinta versione”, ovvero l’ultima, che raccoglie tutte le modifiche introdotte dal compositore dopo le prime rappresentazioni (tra le quali la suddivisione in tre atti, l’introduzione dell’aria «Addio fiorito asil» e significative varianti nella caratterizzazione di alcuni personaggi). Fabio Luisi, che torna all’Opera Carlo Felice dopo i successi della Stagione 2022-2023 con Die Fledermaus di Johann Strauss II e con i concerti sinfonici Ciclo Bruckner, Mitteleuropa e Novecenti, commenta così gli elementi di maggior rilievo nell’interpretazione dell’opera: «Mentre nella versione primitiva, soprattutto nel primo atto, c’è un’attenzione al milieu sociale, ipocrita e crudele, attorno a Butterfly, nella versione “tradizionale” questo angolo viene smussato, senza però abbandonarlo. Pinkerton rimane un personaggio spregevole, e l’unica umanità che Butterfly incontra nella sua storia è quella vera di Suzuki e quella, anch’essa tutto sommato un po’ ipocrita, di Sharpless. Diciamo che la tragicità di Butterfly la avvertiamo nella sua solitudine e nel suo inappagato e sincero amore per un uomo che non la merita. Puccini non rende sempre la vita facile ai suoi esecutori: il segreto sta nel non trasformare dolcezze in sdolcinamenti e sentimento in sentimentalismi. Il suo linguaggio musicale è sempre sincero, e va ripulito da retaggi kitsch. Una particolare attenzione va data alla scelta dei tempi ed al fraseggio, che devono rimanere al servizio di ritmi teatrali.»

La regia di Alvis Hermanis si ispira al Kabuki, genere teatrale tradizionale giapponese, incentrato sulla retorica del gesto come espressione del testo. Gestualità e movimento sul palcoscenico diventano così elementi centrali, e rivelano nel profondo la complessa psicologia di ciascun personaggio. Proprio per questo motivo, ampio spazio è dato alla danza come amplificatore della dimensione gestuale. La ricerca attorno al Kabuki è inoltre sostenuta da una particolare attenzione all’uso di riferimenti storici rigorosi, che emergono chiaramente anche grazie all’uso delle luci e dei video proiettati. Nel saggio Alvis Hermanis e Madama Butterfly: il gesto della fragilità, pubblicato dal Teatro alla Scala, Olivier Lexa evidenzia alcuni degli elementi scenici creati dal regista: «Come una farfalla, Cio-Cio-San è fragile, vulnerabile. L’universo che la circonda lo è altrettanto. La carta di riso dei pannelli scorrevoli rappresentativi della casa tradizionale giapponese rinforza questa impressione di fragilità e di delicatezza, così come le sete dei kimoni e i loro effetti di movimenti così speciali, che prolungano il ritmo e la coreografia ispirati dal Kabuki. Il minimalismo giapponese è presente dappertutto, testimoniato dal lavoro svolto sulla luce e sull’uso di colori particolarmente teneri e sottili. Questi evocano l’acquerello e sono presenti nelle riproduzioni di grande formato dei ritratti ispirati alle stampe giapponesi tradizionali, così come nei più piccoli dettagli dei costumi».

Fabio Luisi è direttore musicale della Dallas Symphony Orchestra, direttore principale della Danish National Symphony, direttore emerito dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, direttore principale della NHK Symphony Orchestra di Tokyo e direttore onorario dell’Opera Carlo Felice Genova. Dirige le orchestre più prestigiose del mondo. Nella stagione 22/23 il Maestro Luisi dirigerà una nuova produzione di Vespri Siciliani al Teatro alla Scala, continuerà la registrazione dell’integrale di Carl Nielsen con la Danish National Symphony Orchestra per la Deutsche Grammophon e presenterà nel 2024 il ciclo completo Der Ring des Nibelungen di Wagner in forma di concerto, con la Dallas Symphony Orchestra. È stato premiato con la Medaglia d’Oro e l’Anello d’Oro dedicati a Bruckner. Luisi ha ricevuto un Grammy Award per la sua direzione delle ultime due opere dell’Anello del Nibelungo e il DVD dello stesso ciclo, registrato dal vivo al Metropolitan e pubblicato dalla Deutsche Grammophon, è stato nominato come migliore registrazione operistica nel 2012. La sua vasta discografia comprende un vastissimo repertorio. Fabio Luisi è stato insignito il Grifo d’oro per il suo contributo alla notorietà della città di Genova.

Alvis Hermanis ha studiato recitazione al Conservatorio Nazionale della Lettonia. Dal 1997 è direttore artistico del New Riga Theatre, la cui programmazione è dedicata al repertorio classico, in particolare ad opere di scrittori tedeschi e russi, e al repertorio contemporaneo. Le sue produzioni sono state viste in oltre 40 paesi, e hanno partecipato a numerosi importanti festival, con molti riconoscimenti. Nel 2012 la rivista culturale svizzera Du, che riunisce esperti del mondo del teatro provenienti da venti paesi, lo ha nominato una delle dieci personalità più influenti del teatro europeo contemporaneo. Dal 2012, si dedica anche al teatro musicale.

Biglietti

I settore: 100,00 euro

II settore: 80,00 euro

III settore: 60,00 euro

IV settore: 50,00 euro

V settore: 35,00 euro

Under 30*: 25,00 euro

Under 18*: 15,00 euro *tutti i settori

Per ulteriori informazioni: www.operacarlofelicegenova.it

R. (anche per le fotografie)

Brahms e Haydn chiudono il 2023 a Genova

Hartmut Haenchen sarà alla direzione dell’Orchestra dell’Opera Carlo Felice domenica 31 dicembre, alle ore 17.00, per l’ultimo appuntamento del 2023: il concerto sinfonico Brahms e Haydn. In programma la Serenata n. 2 in la maggiore e le Variazioni in si bemolle maggiore op. 56a di Johannes Brahms e la Sinfonia n. 95 in do minore di Franz Joseph Haydn.

La Serenata n. 2 di Brahms venne composta a Detmold tra il 1858 e il 1859; il compositore aveva allora dato prova del suo talento soprattutto in ambito pianistico e cameristico, ma non ancora nella scrittura per orchestra (avrebbe composto la sua prima sinfonia solo diversi anni più tardi, nel 1876). La serenata era il genere più adatto per i primi approcci alla scrittura sinfonica, per la quale il modello principale di Brahms fu Mozart. Nella Serenata n. 2 – strutturata in cinque movimenti anziché sei (Allegro moderato – Adagio non troppo – Scherzo – Minuetto – Trio) – si colgono riferimenti vari, tra cui anche Schubert. La prima esecuzione si tenne nel 1860 ad Amburgo.

Con le Variazioni su un tema di Haydn, del 1873, Brahms compie un ulteriore passo verso un sinfonismo composito, si tratta infatti della prima composizione di ampio respiro per orchestra. Il tema di riferimento era un corale di marcia che lo stesso Haydn utilizzò in un Divertimento per fiati, particolarmente adatto allo sviluppo e alla variazione per l’andamento chiaro e lineare del basso. Brahms compose otto variazioni sul tema alternando abbellimenti e ornamenti melodici, passaggi dal maggiore al minore, varianti ritmiche, fino all’enfasi del Finale, con un intenso episodio fugato. Sin dalla prima esecuzione, diretta da Brahms il 2 novembre 1873, le Variazioni vennero accolte con grande entusiasmo.

La Sinfonia n. 95 di Haydn risale al periodo londinese, sul finire del ‘700, quando il compositore pubblicò le sue ultime dodici sinfonie, anello di congiunzione tra il sinfonismo classico di Mozart e quello di Beethoven. Queste ultime sinfonie si distinguono per una maggiore caratterizzazione dei quattro movimenti, riconoscibili come parte dell’unità-sinfonia ma più definiti nella propria specificità. La Sinfonia n. 95, in quattro tempi (Allegro – Andante – Scherzo e Trio – Finale), ha inoltre la peculiarità di non iniziare con un’introduzione lenta, bensì con un attacco in medias res.

«Per il concerto di fine anno – dichiara il Sovrintendente – l’Opera Carlo Felice ha invitato un grande direttore internazionale come Hartmut Haenchen alla guida dell’orchestra, impegnata in un programma di rara bellezza. Si chiude nel migliore dei modi un anno costellato di enormi soddisfazioni e successi per il Teatro, grazie al contributo di tutti i lavoratori e di un meraviglioso pubblico che ha seguito la nostra attività al Carlo Felice, al Festival di Nervi, in moltissimi Comuni della Regione Liguria ed anche all’estero. Contiamo di proseguire su questa strada con il pieno e costante sostegno del Comune di Genova, della Regione Liguria, del Socio Privato Iren, del Ministero della Cultura e di diversi partner privati e sostenitori».

Hartmut Haenchen occupa un primissimo posto nella vita musicale internazionale. Nato nel 1943 a Dresda, ex Germania dell’Est, ha consolidato le sue esperienze musicali non soltanto con le orchestre della DDR ma, malgrado le severe restrizioni del regime, anche con celebri orchestre occidentali, compresa l’orchestra dei Berliner Philharmoniker e del Concertgebouw. Nel 1986 ottiene l’incarico di direttore musicale della Netherlands Philharmonic Orchestra e della Netherlands Opera. Particolarmente noto ed apprezzato per le sue interpretazioni di Richard Strauss, Wagner e Mahler, collabora con le migliori orchestre di tutto il mondo. Ha realizzato oltre 130 registrazioni con diverse orchestre; al DVD pubblicato dalla ICA Classic con la VI Sinfonia di Mahler è stato attribuito il Diapason d’oro. Oltre all’attività direttoriale è autore di vari testi musicali, tra cui fondamentali contributi saggistici su Wagner e Mahler. Nel 2008 gli è stata conferita la Croce Federale al Merito della Repubblica tedesca, nel 2017 è nominato Direttore dell’anno dal prestigioso periodico Opernwelt e nel 2018 ha ricevuto a Leipzig il Premio Richard Wagner.

La storia dell’Orchestra dell’Opera Carlo Felice inizia nei primi anni del ‘900; l’attività sinfonica e operistica è da allora continuativa. Con un repertorio che spazia dal Seicento alla musica contemporanea, la compagine si distingue per produttività e versatilità. Sul podio si avvicendano direttori di rilevanza internazionale, per citarne solo alcuni: Victor De Sabata, Igor Stravinskij, Franco Capuana, Sergiu Celibidache, Hermann Scherchen, Claudio Abbado, Alceo Galliera, Carlo Maria Giulini, Riccardo Muti, Georges Prêtre, Mstislav Rostropovič, Gianandrea Gavazzeni, Daniel Oren, Antonio Pappano, Christian Thielemann, Daniele Gatti, Gennadij Roždestvenskij, Bruno Campanella, Zubin Mehta, Nello Santi, Sir Neville Marriner, Kyrill Petrenko, Hartmut Haenchen, Vladimir Fedoseev, Andrea Battistoni, Fabio Luisi (Direttore onorario), Donato Renzetti (Direttore emerito). Dal 2022 Riccardo Minasi è il Direttore musicale. Numerose sono le incisioni registrate al Teatro Carlo Felice, in particolare di produzioni liriche, per etichette quali Deutsche Grammophon, Decca, Sony, TDK, Rai-Trade, Nuova Era Records, Arthaus Musik, Dynamic, Bongiovanni, Denon/Nippon Columbia e BMG-Ricordi. L’alto livello artistico consolidato negli anni le consente di prendere parte a manifestazioni di grande prestigio quali il Festival dei Due Mondi di Spoleto, il Ravello Festival, il Festival di musica sacra Anima Mundi di Pisa, e d’esibirsi in importanti sedi nazionali e internazionali quali il Parco della Musica di Roma, il Teatro degli Arcimboldi di Milano, l’Auditorium della Conciliazione di Roma, il Teatro dal Verme di Milano, la Royal Opera House di Muscat, la Astana Opera, il Marinsky Concert Hall, la Basilica di S. Francesco ad Assisi.

Biglietti

I settore 35,00 euro

II settore 30,00 euro

Under 30* 15,00 euro

Under 18* 10,00 euro

*tutti i settori

Per ulteriori informazioni: www.operacarlofelicegenova.it

Delfina Figus (anche per le fotografie)

Tosca al Carlo Felice di Genova

Il quinto titolo della Stagione Lirica 2022-2023 dell’Opera Carlo Felice Genova sarà Tosca, che andrà in scena con sei recite programmate tra il 24 febbraio e il 5 marzo 2023. Il celebre melodramma composto da Giacomo Puccini su libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa, tratto dal dramma La Tosca di Victorien Sardou, sarà diretto da Pier Giorgio Morandi che salirà sul podio dell’Orchestra, del Coro (Claudio Marino Moretti è il maestro del coro) e del Coro di voci bianche (Gino Tanasini è il maestro del coro di voci bianche) dell’Opera Carlo Felice Genova. L’allestimento di proprietà della Fondazione Teatro Carlo Felice porta la firma del regista Davide Livermore, che ha curato anche le scene e le luci, mentre i costumi sono di Gianluca Falaschi; la regia sarà ripresa nell’occasione da Alessandra Premoli. Nel cast ricordiamo la presenza di Maria José Siri/Monica Zanettin (Tosca), Riccardo Massi/Sergio Escobar (Mario Cavaradossi), Amartuvshin Enkhbat/Stefano Meo (Scarpia), Donghoo Kim (Angelotti), Matteo Peirone (Sagrestano), Manuel Pierattelli (Spoletta), Claudio Ottino (Sciarrone), Franco Rios Castro/Roberto Conti (Un carceriere). 

Redatto dai fidati collaboratori Luigi Illica e Giuseppe Giacosa, il libretto di Tosca fu tratto dall’omonima pièce del celebre drammaturgo francese Victorien Sardou (Parigi 1887), che Giacomo Puccini ebbe l’occasione di veder interpretata da Sarah Bernardt a Milano e Torino nel febbraio e marzo del 1889. Il compositore toscano poté lavorare a Tosca tra l’estate 1895 e l’ottobre 1899; l’opera debuttò il 14 gennaio 1900 al Teatro Costanzi di Roma. Da allora, la struggente vicenda d’amore e morte di Floria Tosca e Mario Cavaradossi, mirabilmente intrecciata nel contesto politico tardo settecentesco della restaurazione papale, rappresenta uno dei più grandi successi operistici di sempre. Tosca, certamente uno dei titoli del repertorio lirico più amati dal grande pubblico, non fu però accolta altrettanto benevolmente da una parte della critica che ne considerò invece con sospetto il carattere di dramma ‘a forti tinte’, intessuto d’azioni e passioni estreme: amore e gelosia, gioia e prostrazione, commozione e cinismo, tenerezza idilliaca e truce violenza. In verità l’accusa che tuttora più spesso si sente muovere a Tosca – l’essere costantemente esposta al rischio di scadere nel kitsch – è parziale: essa verte solo intorno a taluni aspetti della vicenda e non tiene conto del fatto che, oggi come ieri, questa presenta contenuti non propriamente banali o scontati, come l’equivalenza tra fede bigotta e ipocrisia, potere politico e corruzione.

Muovendo inoltre dall’ovvio assunto che un’opera è non solo un libretto, ma anche e soprattutto una partitura, bisognerebbe saper riconoscere la dirompente e formidabile energia drammatica posseduta dalla musica di Tosca. In essa l’obiettivo di una capillare aderenza all’azione appare assolutamente centrato e la creatività di Puccini – alla ricerca, dopo l’intimismo della Bohème, di nuovi soggetti e nuove situazioni drammatiche – poté conseguire ulteriori traguardi nel coniugare suggestioni desunte dall’opera verista ad un’interpretazione del soggetto storico in chiave realistica. Sul piano musicale ciò dischiuse possibilità d’invenzione inedite che spaziano dal recupero della modalità alla sperimentazione di regimi stilistici radicalmente alternativi a quelli tradizionali, di norma associati dalla musicologia a nomi quali Schoenberg, Stravinskij e Debussy. Proprio l’intensa ammirazione provata per Tosca da compositori quali Arnold Schoenberg e Alban Berg dovrebbe indurre alla riflessione e spingere a considerare l’opera in una prospettiva radicalmente diversa, quella prospettiva che additava Fedele D’Amico: «SalomeElektraWozzeck: si dovrà ben trovare il coraggio, un giorno o l’altro, di nominare Tosca nella lista; cronologicamente verrebbe al primo posto».

U.S. (anche per le fotografie)

Concerto di Capodanno dell’Orchestra e del Coro Teatro Carlo Felice di Genova in TV

Francesco Meli e Serena Gamberoni

Costretto ad annullare il consueto Concerto di Capodanno in presenza, a causa del protrarsi dell’emergenza sanitaria, il Teatro Carlo Felice di Genova non rinuncia a festeggiare l’inizio del nuovo anno insieme al suo pubblico. Il 1 gennaio 2021, alle ore 10.30 e alle ore 18.30, l’emittente televisiva Primocanale trasmetterà uno speciale Concerto di Capodanno a porte chiuse con protagonisti il direttore Andriy Yurkevych, i cantanti Serena Gamberoni (soprano), Francesca Benitez (soprano), Francesco Meli (tenore),

Michele Patti

Michele Patti (baritono) e l’Orchestra e il Coro del Teatro Carlo Felice, preparato dal Maestro Francesco Aliberti. Il concerto – in coproduzione con Primocanale Productions – verrà riproposto on line il 5 gennaio, alle ore 21.00, sui canali social del Teatro Carlo Felice, sul sito dell’ANFOLS e sul sito della rivista “l’Opera”.

Francesca Benitez

Il concerto è interamente dedicato all’operetta, un genere che, per leggerezza e raffinatezza, si presta in modo particolare a salutare con la musica l’arrivo del nuovo anno. In programma le più celebri e amate pagine dalle operette di Johann Strauss Jr., Franz Lehár, Franz von Suppé e Jacques Offenbach.

Massimo Pastorelli (anche per le fotografie)

Concerto inaugurale Stagione Sinfonica 2019/20 al Carlo Felice di Genova

Venerdì 11 ottobre, alle ore 20, il Teatro Carlo Felice inaugura la Stagione Sinfonica 2019/20 con un concerto incentrato sul grande repertorio sinfonico e concertistico. Protagonista, come direttore e violino solista, Sergej Krylov, musicista carismatico e virtuoso strabiliante, tra le figure di maggior spicco del concertismo internazionale. Il violinista e direttore russo dirigerà l’Orchestra del Teatro Carlo Felice nell’Ouverture dal “Sogno d’una notte di mezza estate” (1843) di Mendelssohn e, come solista-direttore, affronterà uno dei capisaldi del repertorio concertistico per violino e orchestra, firmato ancora da Mendelssohn: il Concerto per violino e orchestra in mi minore op. 64 (1844). A conclusione del programma, la Sinfonia n. 9 in mi minore op. 95 “Dal nuovo mondo” (1893) di Antonín Dvořák, esempio lungimirante e profetico di dialogo tra la tradizione sinfonica occidentale e la musica popolare americana, di cui il compositore ceco si innamorò durante il suo incarico come direttore del Conservatorio di New York.

Il Concerto inaugurale della Stagione Sinfonica vede la riproposta della fortunata collaborazione dell’anno scorso con la Confesercenti e A.G.A.G (Associazione Gelatieri Artigianali Genovesi): prima, durante e dopo il concerto, nel Foyer del Teatro, verrà infatti distribuito al pubblico il tipico semifreddo genovese, la panera, ad offerta libera finalizzata alla raccolta fondi per l’acquisto di doni natalizi per i bambini dell’Ospedale Gaslini. «Siamo felici di poter proseguire la collaborazione – dichiara Alessio Maloni, Coordinatore dei Giovani Imprenditori Confesercenti – con una delle più importanti istituzioni culturali nazionali, ci è sembrato questo il modo migliore per accogliere e dare il benvenuto al nuovo sovrintendente Orazi, con il quale ci auguriamo di poter proseguire un rapporto sinergico, che riteniamo strategico per il tessuto commerciale e turistico della città.»

Il concerto sarà preceduto, alle ore 19:00 in Sala Paganini, da un’introduzione del Maestro Krylov riservata agli spettatori del concerto, a cura dell’Associazione Teatro Carlo Felice.

Pastorelli

 

   

 

 

 

 

 

Don Pasquale al Teatro Carlo Felice di Genova

Venerdì 8 marzo 2019, alle ore 20.00, al Teatro Carlo  Felice, va in scena il Don Pasquale di Gaetano Donizetti (Opera comica in tre atti su libretto di Giovanni Ruffini e Gaetano Donizetti), rappresentato l’ultima volta nel gennaio 2007.

Sul podio, a dirigere l’Orchestra del Teatro Carlo Felice, Alvise Casellati, recentemente applaudito dal pubblico genovese per Madama Butterfly all’Arena del Mare – Porto Antico il 26 e 28 luglio 2018.

L’opera andrà in scena nell’allestimento della Scottish Opera, ideato dal team franco-canadese Barbe & Doucet, che rispettivamente firmano la regia (Renaud Doucet) e le scene e costumi (André Barbe), mentre le luci sono state realizzate da Guy Simard.

L’azione è calata nella frenetica e coloratissima Roma degli anni ’60, una trasposizione temporale (e sociale) che si presta alle gag, agli equivoci e al ritmo da sitcom che anima il Don Pasquale.

Il vecchio avaro e libidinoso, la servetta furba, il giovane innamorato e il factotum intrigante. Nel Don Pasquale di Donizetti ci sono tutte le maschere tipiche del teatro comico. E il suo eterno motore: il denaro, attorno a cui ruota l’intero l’intrigo. Ma la novità dell’opera è che i personaggi non sono solo marionette manovrate dal compositore-burattinaio: sono persone dai tratti riconoscibili, individui caratterizzati dai propri comportamenti. Don Pasquale è uno di quei titoli del teatro comico che hanno contribuito a trasformare maschere fisse e stereotipate in esseri umani vivi e contraddittori, dalla personalità non necessariamente nobile (anzi). Questa, probabilmente, la ragione del grande successo della partitura (che la leggenda vuole composta in appena undici giorni) fin dalla prima rappresentazione al Théâtre des Italiens, in anni (1843) in cui il pubblico prediligeva il genere serio.

Sul palcoscenico si alterneranno due cast prestigiosi: il basso Kristopher Irmiter e Giovanni Romeo nel ruolo di Don Pasquale, il tenore Juan Francisco Gatell e Matteo Macchioni (Ernesto), Elia Fabbian e

Michele Patti (Dottor Malatesta), Desirée Rancatore e Barbara Bargnesi (Norina).

 

Marina Chiappa (che ha inviato anche le fotografie)

Domenica 3 febbraio in Musica

Prosegue la Stagione DOMENICA IN MUSICA, con l’appuntamento di Domenica 3 febbraio alle ore 11.00 presso il Primo Foyer del Teatro Carlo Felice.

Il raffinato programma, interamente dedicato al celebre Johannes Brahms, propone l’esecuzione della Sonata in fa minore per clarinetto e pianoforte op. 120 n. 1 e la Sonata n. 2 in Mi bemolle maggiore per clarinetto e pianoforte op. 120 n. 2 . Protagonisti, Corrado Orlando al clarinetto (primo clarinetto dell’Orchestra del Teatro Carlo Felice) accompagnato al pianoforte da Giacomo Dalla Libera.

L’iniziativa Domenica in Musica conferma l’attenzione di un pubblico genovese sempre più attento e desideroso di novità culturali, abbinate anche alla possibilità di ascoltare della buona musica sorseggiando un aperitivo nel primo foyer, ambiente suggestivo e raffinato a cura del Caffè del Teatro.

Domenica 3 febbraio 2019 ore 11.00

Primo Foyer Teatro Carlo Felice

Corrado Orlando

clarinetto

Giacomo Dalla Libera

pianoforte

Musiche di Johannes Brahms: Sonata in fa minore per clarinetto e pianoforte op. 120 n. 1; Sonata n. 2 in Mi bemolle maggiore per clarinetto e pianoforte op. 120 n. 2.

 

Marina Chiappa

 

 

“La traviata” al Teatro Carlo Felice di Genova

Da mercoledì 2 maggio alle ore 20.30, al Teatro Carlo Felice, va in scena “La traviata”, melodramma in tre atti di Giuseppe Verdi, su libretto di Francesco Maria Piave, capolavoro drammaturgico tratto dal dramma La dame aux camélias di Alexandre Dumas figlio. A dirigerla sarà la bacchetta di Daniel Smith, Direttore Principale Ospite del Teatro Carlo Felice, che ha voluto dare alla partitura una nuova lettura, liberata dalle cosiddette “tradizioni” e il più possibile fedele alla lettera della partitura verdiana.

Il nuovo allestimento, che ha debuttato lo scorso anno, ha la regia di Giorgio Gallione, storico fondatore e direttore artistico del Teatro dell’Archivolto di Genova e da ormai lungo tempo attivo anche nella regia d’opera. Le scene e i costumi sono firmati da Guido Fiorato, le luci di Luciano Novelli sono riprese da Angelo Pittaluga e le coreografie sono di Giovanni Di Cicco.

L’ampio cast è composto dalla protagonista Lana Kos nel ruolo di Violetta Valéry, che si alternerà con Irina Polivanova (3,5), Marta Leung sarà Flora, Paola Santucci Annina, il ruolo di Alfredo Germont sarà affidato a Stefano Secco e Giulio Pelligra (3,5), mentre Giorgio Germont sarà interpretato da Rodrigo Esteves e Mansoo Kim (3,5). Completano il cast Didier Pieri (Gastone), Riccardo Crampton (Barone Douphol), Claudio Ottino (Marchese), Manrico Signorini (Dottor Grenvil).

Fino a Domenica 6 maggio Teatro Carlo Felice per Euroflora (eccetto martedì 1 maggio), ore 15-19.30, apertura del Teatro Carlo Felice con visite agli spazi compatibilmente alle esigenze legate a prove e spettacoli.

Agli spettatori de La traviata che presentano un biglietto di Euroflora 2018, in omaggio un flûte di benvenuto al bar interno del Teatro Carlo Felice.

Anche quest’anno IREN, ritorna a sostenere l’opera: “L’attenzione al territorio e al suo sviluppo è uno dei punti cardine della strategia di Iren, che nel solo 2017 ha realizzato 54 progetti a sostegno della cultura nei territori di riferimento – ha sottolineato Marialinda Brizzolara, Responsabile Immagine e Nuovi Media Iren -. La partnership con il Teatro Carlo Felice, di cui oggi celebriamo un ulteriore tappa, è senz’altro una fra le più durature; questo ci ha consentito di creare negli anni un rapporto di stretta collaborazione nel quale il sistema di valori di riferimento della nostra società ha potuto talvolta essere veicolato in maniera non usuale, anche attraverso il linguaggio del teatro.”

LA TRAVIATA
Opera in tre atti di Francesco Maria Piave
Musica di Giuseppe Verdi

Direttore
Daniel Smith

Regia
Giorgio Gallione

Scene e costumi
Giorgio Fiorato
Luci

Luciano Novelli

Riprese da

Angelo Pittaluga

Coreografia

Giovanni Di Cicco

Personaggi e interpreti : 

Violetta Valéry
Lana Kos

Irina Polivanova (3,5)

Flora

Marta Leung

Annina

Paola Santucci

Alfredo Germont
Stefano Secco

Giulio Pelligra (3,5)

Giorgio Germont
Rodrigo Esteves

Mansoo Kim (3,5)

Gastone

Didier Pieri

Barone Douphol

Riccardo Crampton

Marchese d’Obigny

Claudio Ottino

Dottor Grenvil

Manrico Signorini

Orchestra del Teatro Carlo Felice

Coro del Teatro Carlo Felice

Maestro del Coro Franco Sebastiani

 

Nuovo allestimento Fondazione Teatro Carlo Felice

 

Repliche

MAGGIO 2018: Giovedì 3 – ore 20.30 (L), Venerdì 4 – ore 20.30 (B), Sabato 5 – ore 15.30 (F), Domenica 6 – ore 15.30 (C).

 

Marina Chiappa