‘Storie di pagine dipinte. Miniature recuperate dai Carabinieri’ a Palazzo Pitti

Corale G (già segnato A), Maestro dell’antifonario G, Antifonario Proprio del tempo dalla I domenica d’Avvento al sabato precedente la domenica delle palme, Foglio con iniziale S (Stephanus) con santo Stefano e episodi della sua vita, tempera e oro su pergamena, 1330-1340 circa, Montepulciano, Museo Civico Pinacoteca Crociani

 

Un tesoro di sapere, arte e devozione, prima rubato e poi ritrovato: sono libri antichi e preziosi come il minuscolo Ufficio dei Morti appartenuto a Papa Leone X de’ Medici, i grandissimi corali, le pergamene finemente illustrate e decorate dai alcuni dei più grandi maestri del Medioevo e del Rinascimento. La mostra “Storie di pagine dipinte. Miniature recuperate dai Carabinieri” organizzata dalle Gallerie degli Uffizi comprende circa quaranta opere, recuperate dopo il furto da questo speciale comando dell’Arma. I manoscritti e le singole pagine miniate in mostra attraversano la grande stagione di produzione libraria dell’Italia centrale dal Duecento al Cinquecento: provengono da Castelfiorentino, Colle di Val d’Elsa, Firenze, Perugia e Pistoia, e le miniature sono opera di artisti importantissimi come il Maestro di Sant’Alessio in Bigiano, che malgrado sia ancora anonimo era a capo della bottega più attiva in Toscana nell’ultimo quarto del XIII secolo; Pacino di Buonaguida (uno dei primi e più dotati tra i seguaci di Giotto); fino ad Attavante degli Attavanti e Gherardo e Monte di Giovanni, illustratori di libri di fama internazionale ai tempi di Lorenzo il Magnifico.

Corale H, Secondo Maestro dei corali di Montemorcino (Tommaso di Mascio Scarafone?), Antifonario Proprio del Tempo dalla domenica di Passione al Sabato Santo, Iniziale O (Omnes amici mei) con la Cattura di Cristo, responsorio del mattutino Fer. 6 in Parasceve, tempera e oro su pergamena, 1500-1510 circa, Monastero di Monte Oliveto Maggiore, Asciano (Siena)

La bellezza e il pregio delle opere esposte non è la sola attrazione di questa mostra: la sua spettacolarità sta nella storia dei furti e dei recuperi di cui è protagonista ogni volume, ogni singola pagina, ogni miniatura ritagliata. Tra queste i corali provenienti dal convento dei Minori Osservanti di San Lucchese a Poggibonsi, oggetto di ben due furti, negli anni Trenta del ‘900 e poi di nuovo nel 1982; gli oltre venti volumi dell’abbazia benedettina di Montemorcino in Umbria che, trasferiti nell’abbazia di Monte Oliveto Maggiore ad Asciano, vennero rubati nel 1975; l’Ufficio dei Morti di Leone X de’ Medici, prezioso ed elegante come si conveniva a quel papa, raffinato intellettuale. La rassegna non esclude le opere sfregiate, le pagine da cui sono state ritagliate le miniature, i fogli strappati dai codici, ed è quindi un’occasione per pensare al furto di questi manufatti non solo come a una sottrazione di un bene comune, ma come una violenza che va dritta al cuore della nostra cultura e che attacca i testi, la nostra lingua, le pitture che la decoravano e la spiegavano.

Corale Z, Salterio della Settimana Santa, Matteo da Terranova, Iniziale istoriata I (In pace), con il Trasporto di Cristo nel sepolcro, salmo per il Sabato santo, 1528 (doc.), Perugia, Abbazia San Pietro, Fondazione per l’Istruzione Agraria, galleria, (cat. n. VII.2b)

La realizzazione della mostra è dovuta a storici dell’arte, specializzandi e dottorandi di Storia della Miniatura all’Università degli Studi di Firenze, sotto la guida della professoressa Sonia Chiodo, una dei massimi esperti della materia. Particolarmente in un campo complesso come lo studio dei volumi (codicologia) e delle loro decorazioni, è indispensabile che il lavoro anti crimine dei Carabinieri si avvalga di precise competenze specialistiche, come in questo caso: ogni miniatura o libro antico recuperato deve poter essere ricondotto al contesto di appartenenza, ed è in questo ambito che un drappello di giovani studiosi ha costruito l’esposizione di Palazzo Pitti. E la concretezza, l’importanza dei risultati da loro raggiunti non saranno legate soltanto all’occasione temporanea della mostra: il loro lavoro include infatti il censimento di tutte le mancanze in modo da mettere a disposizione della Banca Dati dei Carabinieri una messe di informazioni aggiornate, essenziali alle investigazioni in corso e a quelle future.

Storie di pagine dipinte ha anche un particolare corredo infografico: sette disegni della nota illustratrice Vanna Vinci, resi interattivi mediante una tecnologia touch, che presentano ai visitatori, in modo chiaro e accattivante, i luoghi e i protagonisti delle storie che la mostra ricostruisce: copisti, miniatori, religiosi e, da ultimo, i ladri e le forze dell’ordine.

Le Gallerie degli Uffizi – commenta il direttore Eike Schmidt – hanno all’attivo molte collaborazioni e progetti con istituti di ricerca, in Italia e in Europa. Il gruppo dell’Università di Firenze diretto da Sonia Chiodo è un esempio di applicazione pratica dello studio, in questo caso con un altissimo valore civico. Possiamo dire che si è trattatodi un vero e proprio “laboratorio di tutela”, in cui i giovani studiosi e la loro valorosa professoressa hanno affiancato l’Arma dei Carabinieri, insieme ai funzionari e agli assistenti degli Uffizi, raggiungendo un risultato che non solo si traduce oggi in una mostra bella e sofisticata, ma che durerà nel tempo. A questi ragazzi abbiamo affidato un compito delicatissimo, e loro l’hanno svolto in maniera egregia”

Il Generale di Brigata Roberto Riccardi, Comandante del Nucleo Carabinieri per la Tutela Patrimonio Culturale:

“L’avvio di questa mostra è carico di significati importanti. È una luce che si accende alla fine del tunnel, la bellezza che sopravvive all’orrore e torna a rincuorarci. È la traccia di un impegno per la difesa dell’arte che niente e nessuno potrà fermare. È il segno di un’attenzione, quella della direzione degli Uffizi, verso la quale sento di esprimere, a nome di tutti i Carabinieri per laTutela del patrimonio culturale, la più profonda e affettuosa riconoscenza”.

 

Firenze, Palazzo Pitti, sala delle Nicchie, fino al 4 ottobre 2020

 

Andrea Acampa (anche per le immagini)

 

A Verona il XXIV Raduno Nazionale dei Carabinieri

Si svolgerà a Verona, dal 19 al 21 aprile 2018, il XXIV Raduno Nazionale Carabinieri. Il programma dell’evento, promosso dall’Associazione Nazionale Carabinieri in collaborazione con il Comune di Verona, è stato illustrato dal Sindaco Federico Sboarina insieme al presidente nazionale ANC il Generale Libero Lo Sardo. Presenti l’Ispettore regionale ANC Veneto il Generale Enrico Vendramini e il Comandante provinciale dei Carabinieri di Verona, colonnello Ettore Bramato.

“Un appuntamento di straordinario valore per la città – ha sottolineato il Sindaco Sboarina – che, oltre a coinvolgere tutti i veronesi in una particolare occasione di festa, porterà a Verona circa 100 mila rappresentanti del corpo dei Carabinieri, attivamente coinvolti nella suggestiva parata che, nella giornata di domenica 21 aprile, per diverse ore sfilerà lungo Corso Porta Nuova. Un grande evento nazionale che siamo onorati di poter ospitare, mettendo a disposizione le parti più belle e conosciute della nostra città”.

Il programma del XXIV Raduno Nazionale Carabinieri, prevede:
giovedì 19 aprile 2018, alle 12 alla Gran Guardia, l’inaugurazione della mostra “I Carabinieri nella Grande Guerra”;

venerdì 20 aprile 2018, alle 18 al Castello di Villafranca di Verona, il Carosello storico del 4° Reggimento Carabinieri a cavallo;

sabato 21 aprile 2018, in piazza Bra:
ore 9, l’esposizione dei mezzi storici dell’Arma;
ore 9.30, Alzabandiera e a seguire la deposizione di una corona al monumento Caduti – Vittorio Emanuele
ore 10.30 ai giardini di San Zeno, Corso Porta San Zeno, la deposizione di una Corona al monumento al Carabiniere;
ore 11, alla Basilica di San Zeno, la Santa messa
ore 12.30, inaugurazione del campo della Protezione Civile ANC (area di svolgimento dell’evento ancora in fase di definizione)
ore 16, in piazza Bra, lancio della Squadra Agonistica del 1° Reggimento Carabinieri Paracadutisti “Tuscania”;
ore 18.30, in Arena, il concerto della Banda dell’Arma dei Carabinieri;

domenica 22 aprile 2018, Corso Porta Nuova:
ore 8, raduno partecipanti sfilata;
ore 9, rassegna dei reparti schierati da parte del Comandante Generale e del Presidente Nazionale: a seguire la sfilata lungo Corso Porta Nuova con resa degli onori alle autorità presenti in piazza Bra e poi deflusso in via degli Alpini, largo Divisione Pasubio, via Carlo Montanari.
Roberto Bolis

La tutela del Tricolore. I custodi dell’identità culturale

È tradizione che da oltre un decennio le Gallerie degli Uffizi, in occasione delle festività natalizie, offrano una mostra ai fiorentini e ai visitatori di tutto il mondo. Questi eventi hanno finora costituito la serie che portava il felicissimo titolo “I mai visti”, poiché si proponevano opere poco note al grande pubblico, e in genere conservate nei depositi. La sede in cui si svolgeva, le Reali Poste, è stato appena consegnata al cantiere Nuovi Uffizi, per il proseguimento dei lavori nell’ala di ponente del museo.

La mostra del Natale 2016 inaugura invece l’Aula Magliabechiana, che d’ora in poi sarà riservata alle esposizioni temporanee degli Uffizi, ubicata sotto l’omonima Biblioteca.

“L’inaugurazione del primo spazio permanente delle Gallerie degli Uffizi dedicato a questa funzione” – dichiara il Direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike D. Schmidt – “suggerisce un tema importante di riflessione, di carattere fondamentale e storico-istituzionale, sul ruolo che l’arte pubblica riveste per la collettività e sulle strategie specifiche che si sono sviluppate nel sistema italiano, dalla Seconda Guerra mondiale in poi, per la sua protezione e il suo recupero. È un compito delicato, che esige competenze altissime, e che necessita della stretta collaborazione tra il Ministero ai beni e le attività culturali e del turismo e il Comando Tutela Patrimonio Culturale dell’Arma dei Carabinieri.”

Nelle circostanze in cui viviamo, e dopo i recenti terremoti, nessun argomento poteva essere più calzante di quello scelto per la mostra di quest’anno: come esprime il suo stesso titolo, La tutela tricolore. I custodi dell’identità culturale essa stimolerà nel pubblico quella riflessione auspicata dal Direttore Eike Schmidt, non solo narrando gli avvenimenti storici che hanno coinvolto e troppo spesso ferito il nostro patrimonio culturale dalla Seconda Guerra mondiale ai nostri giorni, ma anche le azioni legislative e istituzionali che hanno il compito di proteggerlo e custodirlo per le future generazioni. Tra queste la creazione – caso unico al mondo – di un corpo di polizia “specializzato”, il Comando Tutela Patrimonio Culturale dell’Arma dei Carabinieri che, in quasi mezzo secolo di attività, ha preso parte attiva nella difesa e recupero dei nostri beni culturali.

Simili iniziative accrescono la consapevolezza di quanto l’identità dell’Italia sia strettamente legata al suo patrimonio di bellezza, frutto delle numerose civiltà che nei secoli sono fiorite sul nostro territorio. “Un bene prezioso che appartiene all’intera umanità e deve essere salvaguardato e trasmesso alle prossime generazioni nella sua integrità. Un compito nobile che l’intero Paese è chiamato ad assolvere, come ben ci ricorda questa mostra” (Dario Franceschini, Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo).

 

L’esposizione si articola in otto sezioni che renderanno conto dei crimini contro il nostro patrimonio – da quelli di guerra a quelli terroristici, fino ai furti con scopo di lucro e agli scavi clandestini con conseguenti esportazioni illecite (attività quest’ultima legata alle organizzazioni criminali di stampo mafioso e in passato assecondata perfino da istituzioni straniere troppo spesso indifferenti alla provenienza illecita di quanto acquistavano) e dell’opera meritoria del Comando Tutela Patrimonio Culturale dell’Arma dei Carabinieri.

Accolta sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, la mostra, diretta e curata da Eike D. Schmidt con Fabrizio Paolucci, Daniela Parenti e Francesca De Luca, è promossa dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, l’Arma dei Carabinieri, il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, le Gallerie degli Uffizi, Firenze Musei, la Fondazione Giovanni e Francesca Falcone, Open Group, e l’Associazione First Social Life. Il catalogo della mostra è edito da Sillabe.

Firenze, Uffizi – Aula Magliabechiana, fino al 14 febbraio 2017.

Barbara Izzo