Protocollo pilota per l’apertura estiva dell’Arena di Verona

Posti a sedere numerati per 6 mila spettatori, praticamente il doppio dell’anno scorso, ben 16 arcovoli destinati agli ingressi scaglionati del pubblico, mascherine di tipo Ffp2 per tutti, distanziamento per artisti e orchestrali e tempi ridotti al massimo nel backstage. Il tutto sorvegliato e controllato da personale dedicato ad ogni fase pre e post spettacolo.

L’Arena è pronta a riaprire i cancelli e diventare il modello italiano per la ripresa degli eventi dal vivo, grazie ad un protocollo pilota con nuove capienze e regole. Il tutto studiato nei minimi dettagli, dal montaggio del palcoscenico, alle prove, fino al deflusso del pubblico e alle pulizie. Un documento di oltre 50 pagine che il Comune, insieme a Fondazione Arena e Arena di Verona Srl, ha già predisposto in accordo con il sottosegretario alla Cultura, Lucia Borgonzoni. Il protocollo è adesso alla firma del presidente della Regione, che già nella passata edizione era stato fondamentale per l’ampliamento della capienza da 1.000 a 3.000 spettatori. Nel 2020, infatti, Luca Zaia aveva firmato l’ordinanza con la deroga per l’aumento dei posti dell’anfiteatro, garantendo così i due obiettivi fondamentali: la stagione e la sicurezza.

Adesso, l’impegno è identico e serve a garantire lo svolgimento degli spettacoli estivi, in primis il Festival Lirico, che a tutt’oggi sono sottoposti ai divieti dell’emergenza sanitaria. E’ importante avere velocemente delle certezze ma anche dar vita a un modello che da Verona possa essere adattabile agli altri ‘contenitori’ culturali all’aperto d’Italia. La parola spetta ora al Comitato Tecnico Scientifico del Ministero della Salute, che dovrà approvare il protocollo. Un percorso avviato alcune settimane fa grazie ai contatti tra il sindaco Federico Sboarina e il sottosegretario Borgonzoni.

La capienza dell’Arena di Verona per gli spettacoli 2021 potrebbe essere quindi di 6000 spettatori, prevedendo esclusivamente posti a sedere singoli e distanziati così suddivisi: 1196 in platea, 1554 su gradinata bassa, 3250 su gradinata alta. Per agevolare gli ingressi del pubblico, garantire il distanziamento sociale tra le persone e evitare possibili assembramenti il protocollo prevede 16 punti di accesso presidiati da altrettanti addetti ai servizi di controllo, con misurazione temperatura e controllo mascherine del tipo Ffp2. Prevista anche una eventuale distribuzione in caso di mancanza o smarrimento dei presidi sanitari.

I biglietti saranno acquistabili solamente in prevendita. Previsti rigidi protocolli per le pulizie ordinarie, la sanificazione, così come la gestione di un eventuale persona sintomatica. Anche le prove avranno regole ferree. Gli ingressi in scena avverranno in momenti distinti tra artisti del coro, musicisti, che entreranno divisi per sezioni, così come solisti e direttore d’orchestra. Rispetto della distanza interpersonale di almeno 1 metro e mezzo, anche durante l’accesso all’anfiteatro. Studiate anche le tempistiche per la permanenza dei lavoratori nelle aree comuni di backstage.

“L’Arena di Verona è un patrimonio di tutto il Paese e un faro per la ripartenza, per questo insieme abbiamo predisposto soluzioni per riaprire in tutta sicurezza – dichiara il sottosegretario Borgonzoni -. L’estate è ormai alle porte, impensabile farci trovare impreparati, così come mettere a rischio i nostri festival storici. Il settore della cultura, fortemente penalizzato dall’emergenza sanitaria, non si ferma. Questo protocollo pilota, che potrà essere adottato anche da altre realtà, consentirà di ripartire con gli spettacoli dal vivo e, allo stesso tempo, di riaprire i luoghi della cultura, gioielli che l’Italia vanta da nord a sud e che tutto il mondo ci invidia. Assieme al Comune di Verona e alla Regione abbiamo fatto tesoro dell’esperienza della scorsa estate e dell’ultimo anno per incrementare l’offerta e arricchire la proposta dell’estate 2021. Ora il protocollo sarà sottoposto al Comitato Scientifico, un passaggio fondamentale per avere tutti i pareri necessari a garantire la massima sicurezza del pubblico, degli artisti e dei lavoratori del comparto”.

“I riflettori sugli spettacoli dal vivo si devono riaccendere, ed è possibile farlo in tutta sicurezza. Verona e l’Arena possono essere un modello per il resto d’Italia – afferma il sindaco Sboarina -. L’abbiamo già dimostrato nel 2020, programmando un’edizione straordinaria che nonostante migliaia di spettatori non ha determinato nessun caso di contagio. E se l’anno scorso siamo stati i primi a realizzare un festival, quest’anno dobbiamo fare di più. Con i dovuti protocolli, si può garantire la sicurezza a un numero maggiore di pubblico per ogni serata, programmando tutto nei minimi dettagli. L’Arena, che è il più grande palcoscenico all’aperto del mondo, sarà il traino per la ripresa degli spettacoli dal vivo. La stagione nell’anfiteatro romano genera un indotto troppo importante per la città, sia a livello culturale che economico, per questo ringrazio il Sottosegretario Borgonzoni per la disponibilità dimostrata e il Governatore Zaia che ci ha sempre fatto sentire il suo sostegno. L’anno scorso è stato decisivo per sbloccare la capienza e anche quest’anno il suo intervento è fondamentale”.

Roberto Bolis

Dopo mesi dalla dimissione per Covid, molti, troppi pazienti ancora stanno male

Una Tavola Rotonda on-line giovedì, 8 Aprile 2021 dalle ore 15:30 alle ore 19:00

Long Covid: una sofferenza senza fine, con sintomi debilitanti multiorgano che, anche dopo settimane, non passano. Sono necessarie cure tempestive e appropriate per evitare ricoveri e conseguenze sulla salute dei pazienti, anche dopo la negatività al tampone. “Per le autorità sanitarie il LongCovid 19 deve diventare, da subito, una priorità” ha dichiarato, nei giorni scorsi, anche il direttore dell’Oms Europa, Hans Kluge.

Hanno confermato la loro presenza :

Suor Carol Keehan – Coordinatrice Task Force di Salute Pubblica della Commissione Vaticana COVID-19

Senatori: P. Binetti, L. Briziarelli, M. Castellone, L. Grimani, F. Mollame, E. Pirro, M. Rizzotti, G.Vono

Onorevoli: R. Alaimo, F. Bologna, E. Carelli, C. D’Arrando, A. Giarrizzo, A. Ianaro, M. Lorefice, E. Mazzetti, R. Menga, L. Noja, M.L. Paxia

Pierluigi Lopalco – Assessore alla Sanità Regione Puglia

Evento in diretta dell’Associazione Dossetti e sulla piattaforma Zoom.

La pietra ribaltata domenica di Pasqua Risurrezione del Signore

ANNO B – GIOVANNI 20, 1-9

1. Nel giorno dopo il sabato, Maria di Magdala si recò al sepolcro di buon mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata ribaltata dal sepolcro. Sembrava tutto finito il venerdì, verso il tramonto, con la deposizione di Gesù nel sepolcro. Inizia, invece, il mattino più importante della storia: è il mattino di Pasqua. Secondo gli storici, questi eventi potrebbero essere accaduti il 7 e il 9 aprile dell’anno 30. È il primo giorno della settimana, quello che i cristiani chiamano la “domenica” (dies Domini, giorno del Signore), che sostituisce il giorno sacro per eccellenza (il sabato) degli ebrei. La risurrezione è avvenuta senza testimoni: solo il Padre, Cristo e lo Spirito sono stati i protagonisti di questo evento divino. Il Vangelo e gli Atti degli Apostoli ci riferiscono quello che i testimoni hanno visto “dopo” la risurrezione, ci narrano di quando hanno mangiato con Lui, quando hanno parlato con Lui, nelle apparizioni del Risorto. Questa domenica il vangelo di Giovanni ci presenta Maria di Magdala, sola (diversamente dagli altri sinottici che parlano di donne al plurale), che si reca al sepolcro. Esce quando è ancora buio: buio in senso fisico, ma soprattutto spirituale. Non ci viene detto che avesse olii aromatici da usare per la sepoltura, come ci riferiscono altri evangelisti riguardo alle altre donne. Maria non va per ungere il corpo, va solo spinta dal suo amore umano per il Signore Gesù, che l’aveva liberata da “sette demoni” (cfr. Luca 8,2). Va con il dolore per il vuoto che sente nell’anima. Pensa a Gesù posto nel sepolcro e sente il bisogno di farsi presente ancora a colui che ha tanto amato, non vuole separarsi da lui, nemmeno da morto. Non si parla di visione di angeli, come in altri brani dei sinottici.

2. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: “Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!”. Maria di Magdala corre da Pietro, da colui che riconosce come il punto di riferimento della comunità dei discepoli, e dà l’allarme: il corpo di Gesù non c’è più. Fin qui termina la scena con Maria di Magdala. Il Vangelo parlerà ancora di lei successivamente, quando, tornata al sepolcro, si sentirà chiamare dal Risorto (Giovanni 20,16). “L’altro discepolo, quello che Gesù amava”: questo personaggio è presente solo nel Vangelo di Giovanni. Su di lui sono state fatte varie ipotesi. La più accreditata è che egli sia l’evangelista, perché i dettagli riferiti sono unici e vissuti in prima persona. Sembra consolidato, però, che egli non abbia composto materialmente il quarto Vangelo, ma che sia stato redatto dai suoi discepoli e da essi attribuito a Giovanni. L’espressione “L’altro discepolo, quello che Gesù amava” è stata coniata riflettendo sull’amore privilegiato che intercorre fra Gesù e Giovanni. Nei passaggi in cui si dice più semplicemente, “l’altro discepolo” o “il discepolo”, è mancata l’aggiunta dei redattori. “Hanno portato via il Signore dal sepolcro”: il timore di Maria di Magdala è fondato sul fatto che spesso avvenivano furti di cadavere, al punto che l’imperatore romano aveva emanato specifiche ordinanze per contenere il fenomeno. Perfino l’evangelista Matteo (cfr. 28, 11-15) afferma che i capi dei sacerdoti utilizzano la scusa del furto della salma per gettare discredito sulla risurrezione di Cristo. Quando Maria di Magdala giunge al sepolcro, vede la pietra, che prima chiudeva il sepolcro, ribaltata, aperta. Il corpo del Maestro non c’è più, ma non capisce cosa sia successo: è troppo grande l’evento per essere comprensibile subito. Maria di Magdala pensa che il corpo sia stato trafugato. Non ha ancora compreso che Gesù è risorto: è troppo grande un tale pensiero perché nessun uomo fino ad allora era tornato in vita dopo la morte. “Il Signore”: questo titolo è utilizzato da Giovanni solo in riferimento al Risorto nei racconti pasquali. Implica il riconoscimento della sua divinità ed evoca l’onnipotenza divina. “Non sappiamo dove l’hanno posto”: la frase rimanda alle parole di Gesù in cui Egli disse che non si poteva conoscere il luogo dove si sarebbe recato. Altro richiamo è alla sepoltura sconosciuta di Mosè (Deuteronomio 34, 10). Se Maria di Magdala e le altre donne non fossero andate al sepolcro, come avremmo avuto la notizia della risurrezione? È una domanda che ci poniamo per considerare che solo chi è pieno di amore e delicato di animo va a cercare l’amato (cfr. la sposa nel Cantico dei Cantici), sfidando le guardie, affrontando i rischi.

3. Uscì allora Simon Pietro insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro.

4. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro.

5. Chinatosi, vide le bende per terra, ma non entrò. Anche in questi versetti si parla di persone che corrono: corre il discepolo amato, più veloce, più giovane, più pieno di amore. Corre Pietro e giunge dopo. Giovanni vede le bende, si ferma, non entra nel sepolcro, attende Pietro di cui riconosce l’autorità, a cui deve rispetto per l’anzianità e per il primato tra i discepoli.

6. Giunse intanto anche Simon Pietro che lo seguiva ed entrò nel sepolcro e vide le bende per terra,

7. e il sudario, che gli era stato posto sul capo, non per terra con le bende, ma piegato in un luogo a parte.

8. Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Pietro entra, vede (si sta facendo giorno, per cui la luce consente di vedere bene) le bende per terra e il sudario (stoffa usata per coprire direttamente il corpo), piegato in parte. Vi è precisione e ordine. Questi dettagli aiutano a capire che non si tratta di trafugamento del corpo, perché i ladri avrebbero portato via il cadavere come si trovava. Per sfasciarlo ci sarebbe voluto molto tempo; infatti bende e sudario aderivano perfettamente al corpo del defunto. Nella risurrezione Cristo Risorto abbandona tutto ciò che si riferisce alla sua sepoltura. Non ne ha più bisogno. Il suo corpo ora è glorioso! “Entrò anche l’altro discepolo vide e credette”: per la legge ebraica è necessaria la testimonianza oculare di almeno due persone, due uomini (non contava la testimonianza delle donne). Pertanto la testimonianza di Pietro e di Giovanni è vera: sono due uomini che constatano la stessa realtà e la testimoniano. I due discepoli hanno bisogno di vedere per credere, così come ne avrà bisogno il discepolo Tommaso che si sentirà dire: “Beati quelli che pur non avendo visto crederanno” (Giovanni 20,29). È tipico di Giovanni usare questo binomio riferito alla risurrezione di Cristo: “vedere e credere”. Egli ci addita il modello del credente: è “il discepolo amato”, che riesce a comprendere la verità di Dio attraverso gli eventi quotidiani concreti. Fede in Cristo, come Dio, e visione del Risorto vanno di pari passo. Per fare esperienza del risorto abbiamo bisogno di sostenerci reciprocamente nella fede: l’amore ardente di Maria di Magdala, che sfida le guardie e va nel buio a cercare il suo Maestro; la lentezza di Pietro pentito, che però poi corre; l’intuizione perspicace e rispettosa di Giovanni, che indica e attende. Dobbiamo aiutarci a cercare le tracce del nostro Signore, i segni che lo rivelano vivo. Proprio perché diversi, stiamo uniti nella fede che ci accomuna e scopriremo che il Risorto è accanto a noi, oggi, come allora (cfr. C. M. Martini, Il vangelo secondo Giovanni, Roma 1980, 157-158).

9. Non avevano infatti ancora compreso la Scrittura, che egli cioè doveva risuscitare dai morti. In questo versetto Giovanni comunica l’importanza di conoscere la Parola, di fare memoria di quanto Gesù aveva già preannunciato: Egli doveva patire e poi risuscitare. La Parola illumina l’evento e l’evento conferma la Parola. I primi cristiani rileggono tutta la scrittura a partire dalla Risurrezione. Trovano così conferma che il Messia non poteva terminare la vita in modo fallimentare, tragico e umiliante. Capiscono che la gloria di Dio è diversa da quella umana: non la sopraffazione dell’uomo sull’uomo, ma l’essere ultimi con gli ultimi per portarli alla pienezza della vita. I discepoli erano stati accanto a Gesù, ma hanno avuto difficoltà a credere in Lui. Quando, però, credono alla sua risurrezione, diventano testimoni autentici, capaci di dare la vita: proclamano allo scoperto che Gesù è vivo; escono dal Cenacolo; affrontano apertamente le minacce, le torture e la morte, perché la notizia della Vita Nuova di Cristo valichi i secoli, i millenni, ogni angolo della terra. Sul loro esempio apriamoci alla salvezza, crediamo nel Risorto, annunciamolo nel nostro ambiente, senza paura, ma con coraggiosa convinzione, con cambiamento radicale di vita. “Se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove si trova Cristo assiso alla destra di Dio; pensate alle cose di lassù, non a quelle della terra” (Colossesi, 3,1). È sulla fede nella vittoria di Gesù Cristo sulla morte che si gioca il cristianesimo. La risurrezione non è un evento accaduto una volta e basta: la passione, la croce e la risurrezione sono contemporanee a noi, perché chi vive in Cristo è unito a Lui anche nel suo mistero di dolore e di risurrezione oggi, ora, qui. Egli continua a risorgere dal fondo di ogni miseria umana, di ogni storia, di ogni morte. Egli semina respiro nuovo, vita gioiosa, speranza senza limiti, fiducia incrollabile nei solchi dell’umanità di ogni tempo. Gesù è Colui che risorge nel passato, nel presente e nel futuro perché Lui è un eterno “ORA”. È Luce che illumina, inebria e riscalda; è libertà che scioglie le bende; è guarigione delle ferite da cui è scaturito il sangue portatore di salvezza eterna; è vita che dissolve la morte; è il respiro del nostro essere che non può vivere senza di Lui; è l’esodo da questo mondo al Padre, dove saremo con Lui per sempre.

Suor Emanuela Biasiolo

Greg&the Fatbones. A Swingin’ Affaire

Un connubio ormai collaudato, quello fra Claudio “Greg” Gregori, il maestro Massimo Pirone e l’orchestra FATBONES, che torna a farsi ascoltare! È uscito presso tutte le principali piattaforme musicali digitali l’album “A swinging affaire“, prodotto da Francesco Comunale per Highlights. Si tratta di un progetto discografico che si presenta al pubblico come un vero e proprio show degno delle migliori platee di Las Vegas. Swing all’ennesima potenza e allegria pura sono le matrici di questa operazione in cui Greg mostra di
esaltare a pieno le sue innate doti vocali di crooner, prendendo a modelli di riferimento artisti come Frank Sinatra, Dean Martin, Nat King Cole e Bobby Darin. Pronti ad indossare il tuxedo con un ideale bicchiere di scotch fra le dita, Greg e Max, insieme ad un organico di ben 14 elementi, ripercorreranno un percorso musicale improntato ai classici del genere, nell’attesa di potersi nuovamente esibirsi dal vivo insieme al loro nuovo “affaire”…

Elisabetta Castiglioni (anche per l’immagine)

Aeroporto Catullo Verona Autism Friendly

Da oggi la squadra del Welcome Blu è ancora più grande. Anche l’Aeroporto Catullo, infatti, è fra le società ed attività economiche veronesi che si sono impegnate ad offrire servizi dedicati a soggetti affetti da autismo e alle loro familiari.

Il simbolo dell’iniziativa, che sarà presente da oggi all’Aeroporto su tutti gli accessi, è la scritta ‘Verona Autism Friendly’, lo speciale bollino blu, che indica alla clientela la presenza di personale qualificato e preparato, di spazi e tempi di attesa che favoriscono la permanenza di chi è affetto da questa particolare sindrome comportamentale.

Un impegno sostenuto già da diversi anni dall’Aeroporto veronese che, prima dell’avvio del progetto pilota ‘Welcome blue’, sottoscritto lo scorso anno, ha iniziato a rivedere alcuni dei suo servizi, proprio per garantire una migliore accoglienza per questa tipologia di clientela.

La consegna dei bollini blu è stata effettuata in Municipio dall’assessore al Commercio Nicolò Zavarise insieme al consigliere comunale proponente il progetto Welcome Blue Laura Bocchi. Presenti Pierluigi Saiu Post Holder Terminal Aeroporto Catullo e Giovanni Marcolini del coordinamento ‘Autismi Verona’.

“Il progetto Welcome blue allarga sempre di più i suoi confini per offrire servizi mirati a chi è affetto da questa particolare sindrome comportamentale – precisa l’assessore Zavarise –. L’obiettivo è quello di migliorare la qualità di vita di queste persone speciali e, soprattutto, la loro capacità di socializzazione con il mondo che li circonda. Un particolare ringraziamento all’aeroporto Catullo che, fra i primi, ha sempre dimostrato un’attenzione particolare per la sua clientela, avviando da tempo, progetti mirati per quanti, in diverso modo, possono avere più difficoltà nel viaggiare e nel accedere agli spazi aeroportuali”.

“La grande onda blu che continua ad espandersi sul territorio veronese – sottolinea il consigliere Bocchi – è la dimostrazione della grande attenzione che viene rivolta a questa problematica grazie al progetto pilota, primo in Italia, ‘Welcome blue’. Un successo che mi riempie di gioia e di soddisfazione. Giorno dopo giorno il progetto prende forma e forza, promuovendo la sensibilizzazione e la formazione in maniera capillare. In poco tempo, tutte le società e attività economiche che hanno aderito al protocollo avranno esposto il Bollino blu, con l’avvio di servizi e la formazione di personale preparato in supporto di soggetti affetti da autismo e delle loro famiglie”.

“Da oggi l’Aeroporto – dichiara Saiu – si arricchisce di un nuovo importante simbolo, lo speciale bollino blu con la scritta ‘Verona Autism Friendly’, che segnala la presenza di servizi dedicati per questa tipologia di clientela. Un’attenzione che l’Aeroporto Catullo rivolge da diverso tempo alle persone affette da disturbi dello spettro autistico, sviluppando un programma mirato in grado di accoglierli e supportarli con la maggiore attenzione possibile”.

Soddisfazione per l’iniziativa è stata espressa anche da Monica Scarpa, Amministratore Delegato di Catullo. “Ringraziamo il Comune di Verona per la consegna del Bollino Blu, che attribuisce al Catullo lo status di aeroporto autism friendly e che con orgoglio esporremo sulle porte di accesso del terminal e nei punti di assistenza preposti – dichiara Scarpa –. Per persone affette da disturbi dello spettro autistico, affrontare un viaggio in aereo può rappresentare un’esperienza molto difficoltosa e per loro abbiamo sviluppato il programma ‘In viaggio attraverso l’aeroporto’, che si compone di servizi dedicati, tra i quali la possibilità di effettuare una visita del terminal preparatoria al viaggio, con l’opportunità di salire anche a bordo di un aeromobile. Siamo convinti che il progetto “Welcome Blue” del Comune di Verona, nel coinvolgere su questa tematica molteplici realtà del territorio, accresca il valore dell’iniziativa dei singoli, contribuendo alla sensibilizzazione su temi di importante rilievo sociale”.

Progetto pilota ‘Welcome blue’. Vi partecipano Comune, Azienda Ospedaliera, Ulss 9, Centro regionale per l’autismo, Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato, Casa Artigiani, Aeroporto Catullo, Esselunga e Adigeo. Un impegno concreto per rendere fruibili le attività commerciali anche dalle persone con disabilità, frutto della collaborazione con i genitori del Coordinamento Autismi Verona. Il Comune di Verona si occupa del coordinamento, mentre il Centro regionale per l’autismo predispone il materiale didattico e informativo per i commercianti e li supporta nella realizzazione delle specifiche misure, rispondendo a domande e necessità. Una commissione permanente, formata da tutti i rappresentanti dei soggetti firmatari, valuta le richieste di adesione al progetto, esamina eventuali segnalazioni, divulga il protocollo e ha il compito di modificarlo e integrarlo affinché sia sempre al passo con le necessità di ragazzi e bambini autistici.

Roberto Bolis (anche per la fotografia)

Aulicus Classics

È nata meno di due anni fa e ha iniziato la sua distribuzione coraggiosamente nel settembre 2020, sfidando il mercato e la difficoltosa epoca pandemica una nuova label discografica: Aulicus Classics. Un’impresa che appare in controtendenza rispetto alla realtà vigente del business musicale ma che, proprio attraverso le sue scelte e i contenuti, sta avendo diversi consensi con una produzione all’attivo decine di album.  Aulicus Classics nasce con l’intento di rivolgere uno sguardo ampio ed attento sia su repertori inediti di grande valore che sulle partiture dei grandi compositori, affidandone l’Interpretazione ad artisti di fama internazionale e a giovanissimi talenti. L’intento, infatti è quello di dare a questi ultimi un particolare spazio e sostegno attraverso la produzione e promozione del loro talento.

“Abbiamo deciso di entrare nel settore della musica classica – afferma Romano Di Bari, CEO di Aulicus Classics – perché  abbiamo raccolto intorno alla nostra iniziativa importanti artisti nazionali ed internazionali: tra questi Bruno Canino, Giovanni Punzi, Fabrizio Falasca, Costantino Mastroprimiano, Paolo Beltramini, Toke Moldrup, Costantino Catena, Olga Zdorenko, Stefania Redaelli, Marsida Koni, Sebastiano Brusco, Paolo Vivaldi e molti altri che ci hanno permesso di realizzare ad oggi, ed in breve tempo, una produzione di oltre 40 CD mentre circa altri 20 CD sono in completamento per assicurare la pubblicazione di 2 nuovi album mensili”.

Le scelte del repertorio prescelto sono orientate non su uno ma su molteplici fronti, come dichiara la direttrice artistica, il M.o  Rosella Clementi, docente al Conservatorio di Musica G. Martucci di Salerno in Musica da Camera per Fiati nonché responsabile nella produzione e nella post-produzione di svariate produzioni discografiche con artisti ed orchestre di fama internazionale. “Abbiamo pensato di distinguerci dalle classiche case discografiche che settorializzano la musica in specifici ambiti, per dar respiro ad un panorama musicale che spazia dalla musica antica con strumenti originali a quella classica tradizionale e moderna fino alla contemporanea-elettronica-d’avanguardia curando la realizzazione delle opere discografiche non solo nella scelta del repertorio e dell’interprete ma anche nella realizzazione della produzione e post-produzione con le tecnologie più avanzate fino alla pubblicazione con grande cura della veste grafica.”

La label va ad aggiungersi alle altre etichette della casa editrice Flippermusic,  attiva da oltre 50 anni nel settore della musica per l’immagine, con un catalogo di oltre 900.000 titoli utilizzabili e produttrice di numerose colonne sonore per film e sceneggiati televisivi, tra cui Gomorra, The Young Pope, Romanzo Criminale, 1992, Romulus, ecc.

In virtù di questa speciale attenzione alla musica attuale, Aulicus Classics ha dedicato un catalogo speciale alla “Modern Classical Music”, interpretazione moderna tout court della Classica che si rivolge alla diffusione della musica di compositori viventi, allargata anche a colonne sonore, generi musicali non conosciuti, sincronizzazioni e realizzazioni prodotte con suoni virtuali. “Questa sezione – continua Rosella Clementi – è uno spazio dove l’ascoltatore viene immerso in suoni sinfonici classici, mescolati a timbri elettronici, realizzati con le più innovative tecnologie audio. Il compositore scrive e realizza le sue partiture utilizzando strumenti acustici classici, insieme a virtuosismi compositivi che trovano corpo sonoro con i mezzi musicali tecnologici più sofisticati. Proprio queste ricchezze stilistiche e timbriche rendono la Musica Classica Moderna perfetta per entrare in dialogo con l’immagine e la fantasia e capace di evocare le diverse sensazioni, stati d’animo, ambientazioni, narrazioni, epoche che vengono raccontate. Proprio in tale ambito, anche la musica estrapolata dal contesto di commento all’immagine riesce a valorizzare la propria indipendente espressività.”

Infine, oltre al sito ufficiale https://www.aulicusclassics.com/, è online da qualche giorno anche il sito dedicato al licensing: https://www.licensing.aulicusclassics.com/, finalizzato alla distribuzione diretta e all’utilizzo delle musiche di sincronizzazione, dotato anche di watermark per il libero accesso alla versione quasi integrale delle opere.

Elisabetta Castiglioni

I Tarocchi: dai giochi in osteria al gioco del futuro

Sabato 10 aprile prossimo, alle ore 17.00 (euro 10 a persona), sarà possibile visitare la mostra “I Tarocchi dell’inatteso”. Un’introduzione al gioco di carte dei Tarocchi presenti anche nella collezione di Genus Bononiae con l’opera di Giuseppe Maria Mitelli: tanti gli esempi in città come il tarocchino bolognese di Palazzo Felicini-Fibbia e gli affreschi della cappella Bolognini in San Petronio dove compare la figura dell’appeso.
Con la partecipazione di Sartoria Utopia, si scoprirà da vicino il loro ultimo progetto editoriale dedicato ai Tarocchi dell’Inatteso ricostruendo il contesto storico in cui nacque questa tradizione.

Il mazzo di Tarocchi è un vero e proprio vocabolario in immagini, un linguaggio vivo e multiforme che cambia, si modifica e si amplia con il tempo e tramite la temperatura emotiva e le conoscenze delle persone che lo utilizzano.

Il mazzo cresce insieme a noi, come se fosse un nostro vecchio amico d’infanzia o un copione teatrale da interpretare ogni volta in modo diverso a seconda della nostra crescita personale.

I Tarocchi dell’Inatteso seguono un percorso intuitivo, i ventidue Arcani Maggiori non si cristallizzano nelle immagini e nei significati tradizionali, ma si spalancano verso l’imprevisto.

In ogni momento l’inaspettato può entrare nelle nostre vite e gli Arcani sono una bussola: orientano i desideri che sono il primo passo per fondare ciò che ancora non esiste, ma che vorremmo esistesse.

Le figure dei ventidue Arcani Maggiori frugano e spesso ribaltano i significati antichi delle carte, danno un diverso punto di vista non univoco, ma aperto a tutto quello che il lettore intuisce e che magari rimane fuori dalla carta stessa, come i ritagli di collage che rimangono inutilizzati sul tavolo alla fine di un lavoro.

Osservate gli Arcani, fatevi guidare dalle immagini, dai colori, dai particolari nascosti, dagli elementi giustapposti.

Partite dai suggerimenti forniti per ogni figura e a poco a poco, seguendo l’intuito, il desiderio e lo stupore ampliateli: sboccerà il vostro mazzo particolare, il vostro linguaggio personale, un microcosmo unico e ricco collegato a una sapienza collettiva.

Per info e prenotazioni www.genusbononiae.it

G.B.

Volo libero

Pur costretti dall’emergenza sanitaria a restare con i piedi a terra, i piloti di deltaplano e parapendio non rinunciano a mantenersi informati sulla disciplina e a programmare il futuro.

Grazie alla tecnologia, una serie di appuntamenti a distanza tutt’ora in corso hanno raccolto quasi 4000 presenze. Ospiti tecnici, istruttori e i nostri campioni mondiali, sono stati affrontati argomenti come meteorologia, materiali, strategie di volo, manutenzione dei mezzi, sicurezza e volo in parapendio abbinato all’escursionismo, meglio noto come hike and fly, in pratica o voli o cammini.

Sull’onda del successo che questa disciplina sta raccogliendo, sono stati programmati tre raduni per la prossima estate: Hike&Fly Experience, il 12 giugno, con salita a piedi lungo i sentieri storici del Monte Grappa. Poi volo in un sito noto per le sue eccellenti condizioni aerologiche e atterraggio di precisione nei pressi del Garden Relais di Borso del Grappa (Treviso). Organizzazione Volo Libero Montegrappa e Parazoo.

La Prealpi Tour 2021 si terrà a Feltre (Belluno) dal 18 al 20 giugno, una combinazione di trekking e volo in parapendio tra rifugi e malghe nelle Prealpi Trivenete. Partenza dall’area Boscherai a Pedavena e aggiramento di sette punti prestabiliti prima dell’arrivo in val di Lamen. Organizzazione Para&Delta Club Feltre.

Pensata dal club Volomania, l’11 e 12 settembre appuntamento a Rovetta (Bergamo) per la H&F Presolana, nome mutuato dal massiccio montuoso delle Prealpi Bergamasche, detta anche “Regina delle Orobie” per i suoi 2.521 metri. Lo scorso anno i cinquanta posti previsti sono andati esauriti e il trofeo è finito al capo opposto della penisola, vinto dal pilota siciliano Giuliano Minutella.

A proposito di regine, nell’hike & fly il titolo regale spetta alla XAlps, gara biennale giunta quest’anno alla decima edizione. Decollerà il 20 giugno dalla piazza di Salisburgo dedicata a Mozart per raggiungere il Monte Bianco e tornare in Austria, un viaggio di andata e ritorno attraverso Germania, Svizzera, Francia e Italia. Dodici i punti di aggiramento, detti anche boe o turnpoint per un totale di 1.238 km da coprire entro il 2 luglio in volo o consumando le suole delle scarpe. Infatti in questa tipologia di competizioni nessun altro mezzo di trasporto è ammesso. Ogni 48 ore l’ultimo della coda viene eliminato. Parteciperanno 33 piloti da tutto il mondo, comprese tre donne. Dal Trentino e Alto Adige gli azzurri in lizza: Aaron Durogati, Tobias Grossrubatscher e Nicola Donini.

Per portare a termine questa massacrante maratona ogni atleta dovrà fare i conti con il tempo, le condizioni meteo, l’orografia e la propria forma fisica L’uomo da battere è l’inossidabile, coriaceo ed eterno svizzero Christian Maurer che di Xalps ne ha vinte ben cinque.

Gustavo Vitali

Primo premio di laurea contro la sperimentazione animale

C’è tempo fino al 30 luglio per presentare la domanda di partecipazione al Primo premio di laurea “Animal Free”. La migliore tesi su metodologie alternative alla sperimentazione animale sarà premiata con un premio del valore di 1500 euro messo a disposizione dal Comune.

Possono concorrere le tesi redatte dal 2015 al 2021 da studenti dei Corsi di laurea di Medicina o di Biotecnologie dell’Università di Verona, che saranno valutate da una commissione ad hoc composta da rappresentanti delle istituzioni e dell’ateneo veronese.

Nonostante l’attività di ricerca scientifica effettuata dall’Università di Verona abbia sempre rispettato in modo rigoroso sia la normativa europea che la legislazione italiana, che pongono entrambe paletti precisi sull’utilizzo degli animali ai fini della sperimentazione, è forte ora la volontà di andare oltre il dettato normativo, cogliendo la sensibilità comune di una maggiore tutela animale.

L’obiettivo, che Comune e Ateneo intendono perseguire insieme, è quello di trovare un nuovo punto di equilibrio tra le necessità della ricerca e il rispetto del benessere animale, considerato anche che i mezzi alternativi all’uso di cavie animali in laboratorio ci sono e l’Università di Verona li sta già utilizzando.

Partecipazione e scadenze. Inviare entro il 30 luglio la domanda di partecipazione al concorso in carta semplice, unitamente a una copia della tesi di laurea in formato digitale PDF, indirizzandola all’Ufficio Animali – Direzione Ambiente del Comune di Verona, alla mail: ambiente@comune.verona.it o alla pec: ambiente@pec.comune.verona.it. Alla domanda va allegata copia di un documento di identità del candidato in corso di validità.

Roberto Bolis

Mototematica! Annunciate le date della nuova edizione

Nuova location e nuove date per la prima manifestazione italiana dedicata al mondo della motocicletta! MotoTematica (Motorcycle Film Festival), si svolgerà il 18, 19 e 20 giugno a Roma, all’interno del cinema e dei padiglioni del quinto Eternal City Custom Show, nella spettacolare cornice scenografica di Cinecittà World.

Le proiezioni delle opere a tema in concorso e la successiva cerimonia di premiazione, rinviate lo scorso novembre a causa del secondo lockdown dovuto all’emergenza Covid-19, avranno dunque una nuova location ad ospitarli: in due pomeriggi, il 18 e 19 giugno in orario pomeridiano, saranno mostrati al pubblico, ad ingresso libero, i lavori finalisti della rassegna ed un omaggio a Steve Mc Queen con la proiezione di “On Any Sunday“, opera che ottenne la nomination all’Oscar nel 1972 per il miglior film documentario; il 20 giugno mattina avrà invece luogo sul palco del padiglione centrale del grande salone “custom” della capitale la presentazione dei vincitori e la consegna dei premi per ogni categoria. 

Questo l’elenco delle opere in programma, selezionate per la terza edizione di Mototematica:

Categoria miglior lungometraggio documentaristico

The diaries of the young Don – Diarios de Don Quixote di Walter Schmuck (Germania)

972 BREAKDOWNS – On The Landway to New Yorkdi Daniel von Rüdiger (Germania)

Bañeza Grand Prix di Oscar Falagán (Spagna)

Transiberiana. Venezia – Hiroshima di Raffaele Brunetti (Italia)

Categoria miglior corto documentaristico

Holland Tunneldi Michael Amter (USA)

SCOTLANDERS di Fulvio Terminellie e Jacopo Grilli (Italia)

Ray Tauscher: America’s Forgotten World Champion Motorcycle Racerdi Ned Thanhouser (USA)

Best Man Cornerdi Jaremey McMullin (Gran Bretagna)

Italian Sporting Bikes of the 70’s di Roberto Serrini (USA)

Drawing machine Inspired by the Triumph bike di Jun-su LEE (Corea)

Fizzy Boys di Christine Bullock (Gran Bretagna)

Categoria miglior cortometraggio

Ö-Moviedi Pekka Poramo (Finlandia)

SCOTLANDERS di Fulvio Terminellie e Jacopo Grilli (Italia)

Reappeardi Tommy Clarke (Gran Bretagna)

The Unbearable Lightness of Crashing di James J. Butler, Charles Austin Muir (USA)

Neuga Budapestdi Mauro Talamonti (Ungheria)

Il festival è in collaborazione con il portale Moto.it, sulla cui piattaforma sarà possibile seguire la diretta streaming della cerimonia finale e visionare le opere candidate per una settimana nei giorni successivi alla fine della manifestazione.

Sito ufficiale: http://www.mototematica.com

Elisabetta Castiglioni