Ecce Homo al Teatro Sociale di Brescia

Il cartellone della Stagione di Prosa del Teatro Sociale di Brescia è stato inaugurato dal nuovo spettacolo prodotto dal CTB, Centro Teatrale Bresciano, dal titolo “Ecce Homo”. Soggetto di Lucilla Giagnoni con la collaborazione di Maria Rosa Panté, musiche di Paolo Pizzimenti e luci di Massimo Violato, assistente alla messa in scena Daniela Falconi.

Uno spettacolo monologo di un’ora e mezza circa, con flash di immagini sul fondo scena. Un testo poco innovativo, un po’ scontato malgrado l’accostamento dell’Ecce Homo con Pinocchio, già ripetutamente letto in varie salse.

Giagnoni si cala nel testo che parte dalla Genesi, ma finisce per perdere gli accostamenti con il deserto biblico, identificato con la necessità attuale di trovare e ritrovare la strada, quando vuole diventare “maestra” di vita e non solo interprete.

Più di una volta si è parlato della Genesi per sottolineare la necessità del deserto dentro di noi. Non quell’area desolata e arida del cuore, dove non c’è posto per niente e per nessuno, ma spazio per Dio solo nell’anima. Cioè per tutto ciò che di noi e in noi è divino, proviene dal Padre e al Padre chiede di realizzarsi per quella che è la propria strada. Gli Ebrei stavano perdendo la speranza davanti alla sterminata distesa di sabbia così lontana dal benessere degli Egizi loro padroni, dai quali almeno ricavavano il profumo del cibo e qualche pentola da raschiare. Ma la libertà è frutto di ricerca e, soprattutto, di volontà di cercarla, perseguirla, conoscerla e poi difenderla.

Tutto questo è vero e sacrosanto, fino a quando il paragone con l’oggi, invece di essere sviscerato, composto in puzzle da scoprire e coprire, svelare e velare, non viene stemperato in una fiaba. È vero che ci si deve chiedere che tipo di Homo siamo oggi: Homo oeconomicus? Homo sapiens sapiens? Oppure l’Ecce Homo immolato sulla croce del progresso, dell’economia e della finanza, crocifisso dallo spread, senza più un deserto al quale rivolgersi se non la crisi? Si cerca un Re, il re che “c’era una volta”, il Re della fiaba di Pinocchio appunto, ma non il Re dei Re. Cioè l’elevazione più alta di noi, credenti o non credenti. La storia del famoso burattino ricorda da vicino quella che stiamo vivendo tutti i giorni oggi, eppure l’insieme dello spettacolo non è così convincente. Perde smalto nel proporre tanti flash di vissuto senza trarne un vero e profondo commento, diventando invece didattica da manuale. Al pubblico, comunque, una serie di immagini sulle quali meditare, senza perdersi nella vita della scienza, ma piuttosto -e sarebbe stato di certo preferibile data la celebre frase di Pilato-, sul senso che può avere adesso l’essere uomini con un esempio così importante che si materializza come contemporaneo che è quello dell’Uomo della croce. E la Genesi rivisitata.

Alessia Biasiolo

 

Teatro Lo Spazio. Stagione teatrale 2013/2014

Un luogo polifunzionale in cui da sei stagioni si rincorrono, miscelandosi, musica e prosa, corsi di danza ed esposizioni di video arte, incontri rivolti ai non vedenti ed altri momenti di aggregazione sociale. Questo è lo Spazio, il teatro ubicato in zona San Giovanni a Roma e diretto da Alberto Bassetti e Francesco Verdinelli che propone anche quest’anno una programmazione incentrata su autori ed interpreti contemporanei del teatro italiano atti a presentare l’opera come strumento di forza e vitalità, piuttosto che elaborato di pura ricezione, con l’obiettivo di coinvolgere attivamente i sensi e il pensiero del proprio interlocutore in sala.

Debutto in prima linea per il poetico e surreale Domestica, ideato e diretto da Juan Diego Puerta Lopez con un cast di ben 22 attori che animano un carrozzone di eccentrica umanità intorno ad una tavola imbandita. Fresco di scena è anche il lavoro di Ulderico Pesce sul rapimento Moro, un’operazione teatrale che vuole prima di tutto contribuire alla scoperta della verità e alla sua divulgazione, prendendo come punti di vista quelli del giudice Imposimato e di tre dei membri della scorta.

Tornano invece sul palco dello Spazio due testi collaudati: il primo, Il Custode di Antonio Lauro, oramai da una decina d’anni ha decretato il successo performativo di Paolo Triestino, attore completo ed emozionante nei panni di una guardia giurata museale che dialoga con i Bronzi di Riace all’interno di una Calabria specchio di sogni e malesseri dell’anima; il secondo, Il Segreto della vita, celebra il quarto di secolo dall’esordio nella scrittura di Alberto Bassetti che fu notato inizialmente dalla critica teatrale proprio con questa pièce dedicata al gioco del ribaltamento dei ruoli nella coppia la prima notte di nozze: un letto nuziale piazzato in platea – sul quale dibattono i due interpreti Pierpaolo De Mejo e Olivia Cordsen – farà vivere agli spettatori intorno la dimensione più intima e ironica dei neo-sposi in un crescendo di rivelazioni tra l’assurdo ed il drammatico, al punto da diventare decisamente comica e spiazzante!
Eccelsa prova d’attore è poi quella di Paolo Graziosi su Leopardi che, insieme ad Elisabetta Arosio riprende la produzione del giovane poeta con sapiente uso di punteggiatura interiore, accompagnato sul palco dalle proiezioni di immagini oniriche in movimento e da una colonna sonora elettronica dagli accenti suggestivi.

Dalla letteratura si passa alla storia e alla religione, presenti rispettivamente in Mi no me som notà, ambientata durante il primo conflitto mondiale con l’Austria, per la regia di Gabriella Pedrai, e 33, in cui il messaggio cristiano ambientato nella complessa realtà contemporanea mette a dura prova il senso della Fede nel rapporto involutivo odierno tra Spirito e Istituzioni.
Carrellata di spettacoli dalle tematiche ironiche ma pur sempre attuali quella che parte da Sissi Boy, in cui protagonista è un bambino in contrasto alle tradizionali regole di condotta del sesso di appartenenza, e che continua con l’amore del primo appuntamento scaturito dalle chat narrato da Luca Zilovich in Love date, per approdare ai conflitti familiari di tre fratelli alle prese con la gestione di una fattoria ereditata (i Tre terrieri di Angelo Sateriale, Fulvio Maura e Roberto di Marco) o le liti tra amiche scaturite dalle differenti opinioni su un’opera d’arte acquistata, rivisitazione tutta al femminile di Marzia Turcato sul noto testo di Yasmina Reza Art qui rinominato Bianco.

Comicità e provocazione è riscontrabile infine nel monologo dell’agrigentino Paolo Macedonio (Un fulmine a ciel sereno), intonato sulla sua verve comica ed abilità mimetica, nella partitura per una nota sola Quasido, scritta da Claudio Forti per la talentuosa Diana D’angelo, e nelle veloci divagazioni in loop vocale di Daniele Parisi e del suo Ab Hoc Et Ab Hac.

Una stagione, quella dello Spazio, che dunque presenta una raffinata degustazione per ogni palato e che si incrementerà, all’interno degli spazi recentemente restaurati, anche di appuntamenti musicali ed esposizioni d’arte, per generare un’atmosfera eclettica e conviviale con l’obiettivo di socializzare e far socializzare fra di loro artisti provenienti da diverse discipline e di creare uno stile e un modo nuovo di vivere lo spettacolo dal vivo a Roma.

 

Teatro Lo Spazio, Via Locri 42/44 (traversa di Via Sannio, a 100 metri da Metro S. Giovanni), Roma
5 – 17 Novembre 2013

DOMESTICA
Scritto e diretto da Juan Diego Puerta Lopez

Con Greta Agresti, Maria Vittoria Argenti, Maria Chiara Augenti, Riccardo Averaimo, Federica Cacciola, Claudia Calvani, Andrea Cappadona, Isabella Carle, Alessandro Chini, Ilaria Dassi, Aurora Deiana, Elisa Franchi, Emiliana Gimelli, Eleonora Gusmano, Elisa Lombardi, Francesco Mazzei, Laura Palmeri, Ania Rizzi Bodgan, Francesca Tasini, Fabio Ulleri, Giuditta Vasile.
18 – 24 Novembre 2013

IL CUSTODE

Di Antonio Lauro

Regia di Paolo Triestino

Con Paolo Triestino

26 – 30 Novembre 2013

MI NO ME SOM NOTÀ

LA GUERRA DELL’AUSTRIA

Di E. Beta

Regia di Gabriella Pedrai

Con Mauro Bandea e Mara Benedetti

Canta Manuela Maffei


3 – 15 Dicembre 2013

MORO: I 55 GIORNI CHE HANNO CAMBIATO L’ITALIA

Di Ferdinando Imposimato e Ulderico Pesce

Interventi in video del giudice Ferdinando Imposimato

Musiche di Domenico Modugno

Interpretato e diretto da Ulderico Pesce

17 – 22 Dicembre 2013

33

Di Fabio Filosofi del Ferro e Gianni Licata

Regia di Gianni Licata

con Massimo De Filippis, Diego Deidda, Eleonora De Longis, Fabio Filosofi del Ferro, Francesca Frascà, Daniel Plat e Raffaella Zappalà

27 – 30 Dicembre 2013

“… E IL NAUFRAGAR M’È DOLCE IN QUESTO MARE”

dai “Canti” di Giacomo Leopardi

Con Paolo Graziosi e Elisabetta Arosio

La colonna musicale è eseguita al pianoforte dal M° Alessandro Petrolati

2 – 12 Gennaio 2014

IL SEGRETO DELLA VITA

Di Alberto Bassetti

Regia di Alberto Bassetti e Francesco Verdinelli

Con Olivia Cordsen e Pierpaolo De Mejo

28 Gennaio – 9 Febbraio 2014

SISSY BOY

(La Conferenza del Signor S.B.)

Di Franca De Angelis

Regia di Anna Cianca

Con Galliano Mariani

22 e 23 Febbraio 2014

AB HOC ET AB HAC

secondo classificato al concorso “autori nel cassetto, attori sul comò 2012/2013”
di e con Daniele Parisi

25 Febbraio – 9 Marzo 2014

BIANCO

Regia e adattamento Marzia Turcato

Con Chiara Ricci, Maria Bighinati, Rosalba Battaglia

20 Marzo 2014

LOVE DATE

terzo classificato al concorso “autori nel cassetto, attori sul comò 2012/2013”

di Luca Zilovich

con Luca Zilovich e Enrica Fieno

regia Gianluca Ghno’

21 – 23 Marzo 2014

TRE TERRIERI

Primo classificato al concorso “autori nel cassetto, attori sul comò 2012/2013”
Scritto diretto e interpretato da Angelo Sateriale, Fulvio Maura e Roberto di Marco
8 – 27 Aprile 2014

CHIEDO SCUSA AL SIG. GABER

Di E. Iacchetti e G. Centamore

Con Enzo Iacchetti

6 Maggio – 1 Giugno 2014

“E’ TUTTO UNO SHOW” – COME ERIKA E OMAR

Regia di Enzo Iacchetti

Articolo di Elisabetta Castiglioni

ROMEO E GIULIETTA. Ama e cambia il mondo

L’opera musicale più attesa degli ultimi anni arriva finalmente in Italia. È a Roma, al Gran Teatro, dal 17 ottobre. Prevendite su Ticketone.it e nei principali punti vendita.

Dopo lo straordinario successo di Notre Dame de Paris, David Zard ritorna con un nuovo grande progetto musicale: “Romeo e Giulietta. Ama e cambia il mondo”.  L’opera, tratta dal capolavoro di William Shakespeare con musica e libretto del grande compositore francese Gérard Presgurvic, nella versione italiana avrà la regia di Giuliano Peparini con i testi a cura di Vincenzo Incenzo. “Romeo e Giulietta. Ama e cambia il mondo” sbarca a Roma al Gran Teatro dal 17 ottobre.

A dare volto e voce alla celeberrima coppia di innamorati troviamo, nel ruolo di Romeo, il giovane cantante rivelazione di X-Factor 2012 Davide Merlini e, nei panni di Giulietta, l’attrice e cantante Giulia Luzi, famosa al grande pubblico per le serie tv I Cesaroni e Un medico in famiglia. Completa il cast principale Nicolò Noto (Paride), Vittorio Matteucci (Conte Capuleti), Luca Giacomelli Ferrarini (Mercuzio), Riccardo Maccaferri (Benvolio), Gianluca Merolli (Tebaldo), Leonardo Di Minno (Principe), Barbara Cola (Lady Capuleti), Roberta Faccani (Lady Montecchi), Silvia Querci (Nutrice), Giò Tortorelli (Frate Lorenzo).

45 artisti sul palco, oltre 30 tra ballerini e acrobati che indosseranno oltre 200 costumi disegnati da Frédéric Olivier; 55 persone di produzione tra cui 35 solo di equipe tecnica per gestire il colossale allestimento scenico di circa 550 mq tra palco e aree tecniche e di backstage.

Una equipe artistica e tecnica di rilievo internazionale per la nuova produzione targata Zard che – dopo aver portato in Italia, oltre ai più grandi artisti del mondo, spettacoli di grande successo come Notre Dame de Paris di Riccardo Cocciante, Saltimbanco e Alegrìa di Cirque du Soleil e aver prodotto Tosca Amore Disperato di Lucio Dalla e Dracula della PFM – torna ad investire nel nostro paese portando lo spettacolo musicale più atteso degli ultimi anni. “Romeo e Giulietta.  Ama e cambia il mondo”, con le sue musiche e le sue magiche atmosfere, incanterà il pubblico scrivendo una nuova pagina del teatro musicale in Italia e facendo rivivere, in una veste inedita, la storia d’amore per eccellenza.

La regia è affidata al giovane e talentuoso Giuliano Peparini, considerato uno dei registi e coreografi più innovativi della sua generazione che recentemente ha firmato la regia di “1789 – Les amants de la Bastille”, spettacolo che sta riscuotendo un enorme successo in Francia. Tra le sue numerose collaborazioni ricordiamo quella decennale con Franco Dragone, il creatore di ben 6 spettacoli di Cirque du Soleil. L’adattamento dei testi in italiano è, invece, a cura di Vincenzo Incenzo, noto compositore che ha scritto, tra gli altri, per Lucio Dalla, Renato Zero, Antonello Venditti,  PFM, Ornella Vanoni, Sergio Endrigo, Franco Califano e Patty Pravo.

Uno straordinario progetto, un’opera musicale moderna nata dal genio di Gérard Presgurvic, attualmente in scena in 20 paesi, da ottobre anche in Italia dopo il grande successo registrato in tutto il mondo e in particolare in Francia, dove ha debuttato nel 2001 al Palais des Congrès di Parigi conquistando quasi 2 milioni di spettatori e battendo ogni record con più di 6 milioni di CD e DVD venduti. Successo straordinario anche all’estero con oltre 9 milioni di spettatori nel mondo e 7 milioni di CD e DVD venduti.

Per scoprire in anteprima assoluta i retroscena dello spettacolo musicale più atteso dell’anno, Rai2 dedicherà una serata alla nuova Opera musicale prodotta da David Zard il prossimo 19 settembre. Lo speciale, dal titolo “Una storia mai raccontata così. Romeo e Giulietta. Come nasce un grande spettacolo musicale”,  in onda su Rai2,  avrà come padrone di casa Adriano Giannini, che racconterà il making of dell’opera musicale, attraverso i retroscena della preparazione degli artisti e dei concettori dell’Opera,  interviste, dietro le quinte, aneddoti e curiosità che hanno accompagnato la preparazione dello spettacolo musicale più atteso dell’anno.

La versione italiana dell’album “Romeo e Giulietta. Ama e cambia il mondo” con 14 brani della colonna sonora è già disponibile nel prestigioso formato Cd Book al prezzo speciale di 15,90€ presso gli store Feltrinelli e nei migliori negozi di dischi ed in versione digitale  sui principali digital store.

ROMEO E GIULIETTA. Ama e cambia il mondo è una produzione di DAVID ZARD, tratto dall’opera di William Shakespeare; musiche e libretto di Gérard Presgurvic, versione italiana di Vincenzo Incenzo, regia di Giuliano Peparini; coreografie di Veronica Peparini; Scenografia di Barbara Mapelli; Costumi di Frédéric Olivier; Casting Director e Vocal Coach Paola Neri; Produzione esecutiva tecnica a cura di Giancarlo Campora.

Articolo di Serena Pace, Chiara Friggi, Cristiana Zoni

“I masnadieri” nel nuovo allestimento di Leo Muscato

Torna al Teatro Regio di Parma, venerdì 18 Ottobre alle ore 20.00, I masnadieri. L’opera, composta da Verdi nel 1874 su libretto di Andrea Maffei, va in scena al Festival Verdi 2013 nel nuovo allestimento firmato da Leo Muscato, recentemente insignito del Premio Abbiati dalla Critica Musicale Italiana quale miglior regista, con le scene di Federica Parolini, i costumi di Silvia Aymonino e le luci di Alessandro Verazzi. Alla testa della Filarmonica Arturo Toscanini e del Coro del Teatro Regio di Parma, Francesco Ivan Ciampa dirige la partitura presentata nell’edizione critica e assente dal Regio dal 1974. In scena Roberto Aronica, Aurelia Florian, Artur Ruciński, Mika Kares, Giovanni Battista Parodi, Antonio Corianò, Enrico Cossutta. Il cast è completato da Stefano La Colla (nel ruolo di Carlo il 27 ottobre), Damiano Salerno (nel ruolo di Francesco il 23, 25, 27 ottobre). Repliche il 20, 23, 25, 27 Ottobre.

Articolo Paolo Maier

Renato Bruson regista e interprete di “Falstaff”

Nell’allestimento del Teatro alla Scala, diretto a Busseto da Arturo Toscanini nel 1913, Renato Bruson torna protagonista di Falstaff, in scena per il Festival Verdi 2013 anche il 17, 19, 24, 26 ottobre, ore 20.30, fuori abbonamento.

Il celebre baritono firma la regia dell’opera, con la collaborazione di Marina Bianchi, e ne interpreta il ruolo del protagonista nelle prime due recite. Falstaff, con i costumi di Massimo Carlotto e le luci di Andrea Borelli, è un progetto artistico ideato in collaborazione con l’Accademia del Teatro alla Scala di Milano.

Sul podio della Filarmonica e del Coro del Teatro Regio di Parma il direttore parmigiano Sebastiano Rolli. Maestro del coro è Martino Faggiani. In scena Piero Terranova (Falstaff, nelle recite del 19, 24, 26), Vincenzo Taormina (Ford), Leonardo Cortellazzi (Fenton),  Sehoon Moon (Fenton, nella recita del 24), Jihan Shin (Dott. Cajus), Marco Voleri (Bardolfo), Eugeniy Stanimirov (Pistola), Alice Quintavalla (Mrs. Alice Ford), Linda Jung (Nannetta), Francesca Asciotti (Mrs. Quickly), Valeria Tornatore (Mrs Meg Page).

Falstaff è realizzato grazie anche al sostegno dei Comuni di Parma e Busseto. Partner dell’evento Conad Centro Nord. Sponsor Carpenè Malvolti.

Il Festival Verdi è realizzato grazie al contributo di Comitato promotore delle celebrazioni verdiane, Comune di Parma, Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, Reggio Parma Festival, Ascom Confcommercio Parma, Camera di Commercio di Parma, Fondazione Monte di Parma. Major partner Fondazione Cariparma. Main partner Cariparma. Partner per gli eventi speciali Iren Emilia, Chiesi Farmaceutici, Conad. Partner Barilla, Opem, Unione Parmense degli Industriali. Media partner Mediaset, Gazzetta di Parma, Rai Radio televisione italiana. Sponsor Pirelli, Smeg, Morris, Mutti, Parmalat, Pizzarotti, Althea, Antica Gelateria del Corso, Buongiorno!, Carpenè Malvolti, Casappa, Nestlé, Fidenza Village, Parma mia, 0521 Agenzia di pubblicità e marketing, Poliambulatorio Dalla Rosa Prati, S. Polo Lamiere, Consorzio del Salame di Felino. Sponsor tecnici Consorzio del Prosciutto di Parma, Carebo Auto Hub, Errea, IGP Decaux, Macro servizi per la comunicazione, Milosped, Blank design for living, Living divani, Monte delle vigne. Tour operator partner Parma incoming. Partner celebrazioni Parma F. C. Il Teatro Regio di Parma ringrazia inoltre gli imprenditori che hanno voluto personalmente sostenere il Festival Verdi 2013.

Articolo di Paolo Maier

 

“Spring Awakening”. Il contenuto

Atto I

Wendla Bergman è una ragazzina di quindici anni che si lamenta con la madre: vuole sapere da dove arrivano i bambini, ma la madre pensa che sia troppo giovane per saperlo. (Mama who bore me). In realtà a tutte le ragazze (ma anche ai ragazzi) sono negate le informazioni riguardo al sesso (Mama who bore me reprise).

Moritz Stiefel è un giovane ragazzo sensibile ed emotivo, durante una lezione di latino sbaglia a citare una frase a causa di un colpo di sonno: non riesce a dormire a causa di incubi ricorrenti. Melchior Gabor è un compagno di classe di Moritz estremamente intelligente e ribelle: non crede nella visione ristretta del mondo, nella società e nel sistema scolastico, ma crede invece che ci sia molto altro da imparare (All that’s known).

Tutti i ragazzi confessano i loro sogni di natura erotica e raccontano a turno la frustrazione provocata dai loro pensieri e dai loro desideri (The bitch of living). Moritz, che non si sente a suo agio nel parlare di sesso, chiede a Melchior di scrivergli un tema sull’argomento, completo di disegni, e Melchior acconsente. Nel frattempo alcune ragazze trascorrono il tempo insieme dopo la scuola, immaginando matrimoni con i ragazzi del loro paese. I ragazzi e le ragazze lasciano scorrere i loro pensieri proibiti (My Junk).

Moritz ha letto con attenzione lo scritto di Melchior ma riconosce che le sue nuove conoscenze sul sesso non hanno fatto che rendere i suoi sogni più vividi e insopportabili. Melchior prova a calmare e confortare l’amico, ma nonostante le sue parole rassicuranti, Moritz scappa via frustrato e nervoso. Tutti i ragazzi e le ragazze esprimono il loro desiderio di contatto fisico e di essere toccati (Touch me).

Tempo dopo Wendla incontra nel bosco Melchior: i due trascorrono del tempo insieme e vengono colti dal desiderio di lasciarsi andare alle proprie pulsioni sessuali, il desiderio però resta inespresso (The word of your body).Moritz riesce a vedere di soppiatto il risultato del suo ultimo compito in classe ed è felicissimo perché il buon esito gli assicura la promozione a fine semestre. Tuttavia gli insegnanti decidono di bocciarlo comunque.

Le ragazze si trovano di nuovo fuori da scuola dopo le lezioni. Per caso emerge una verità raccapricciante: Martha confessa alle ragazze di subire abusi sessuali da parte del padre ma fa promettere alle amiche di non dire niente per evitare la fine di Ilse, una delle loro amiche d’infanzia che, denunciato il padre, è stata allontanata dalla comunità e ora vaga senza fissa dimora (The dark I know well).

Moritz, ricevuta la notizia di essere stato bocciato, comunica la cosa al padre che reagisce con rabbia, picchiandolo e umiliandolo. Il ragazzo, disperato, scrive alla madre di Melchior, la sua unica amica adulta, chiedendole soldi per fuggire in America in cerca di fortuna. La risposta della Signora Gabor è gentile ma categorica: non può dargli il denaro ma promette di scrivere ai suoi genitori per addolcirli (And then there were none). Durante un temporale Melchior si rifugia in una stalla, disperato e arrabbiato, combattuto e confuso dal difficile passaggio tra l’infanzia e l’età adulta. (The mirror-blue night). Viene raggiunto da Wendla. I due ragazzi sono fatalmente attratti dalla loro passione, si abbandonano ai propri desideri e fanno l’amore nella penombra del fienile (I believe).

 

Atto II

Wendla e Melchior, concluso il loro momento di intimità nel fienile, riflettono su quanto è appena accaduto (The guilty ones).

Moritz è fuggito di casa e vaga per la città (Don’t do sadness). Incontra Ilse, la compagna di un tempo, che adesso ha trovato rifugio in una colonia di artisti. I due rivangano alcuni ricordi d’infanzia (Blue wind). La ragazza lo invita ad andare con lei. Moritz declina l’offerta (Don’t do sadness/Blue wind) ma subito si pente: avrebbe avuto l’opportunità di allontanare i propri incubi, ma è ormai troppo tardi. Ilse è già sparita. Moritz sente di aver perso tutto e, convinto di non avere più nessuno a cui rivolgersi, si uccide.

Al funerale di Moritz, Melchior dà voce alla martoriata coscienza del padre dell’amico, così crudele e insensibile da portare il figlio al suicidio (Left behind).

Ritornati a scuola, il preside e l’insegnante trovano l’ingenuo saggio sul sesso che Melchior aveva scritto a Moritz e lo usano come pretesto per incolpare il ragazzo della morte dell’amico. Melchior sa di non avere alcuna colpa ma non può fare niente per dimostrarlo: viene accusato della responsabilità morale dell’accaduto ed espulso (Totally fucked).

Altrove, quella notte, Hanschen incontra il timido e delicato Ernst. Sedotto dai discorsi di Hanschen, Ernst gli confessa di amarlo. I due si scambiano un bacio appassionato (The word of your body reprise). Nel frattempo Wendla accusa strani malori. La ragazza è incinta e quando la Signora Bergman, sconvolta e adirata, affronta la figlia sull’argomento, Wendla è completamente scioccata e ignara di come la cosa sia potuta accadere. Si rende conto che la madre le ha mentito quando le ha detto come vengono concepiti i bambini e quindi la incolpa esplicitamente di non averle detto la verità. Wendla, pur travolta dagli eventi, pensa con speranza e fiducia al futuro e all’arrivo del suo bambino (Whispering).

Da una lettera di Wendla, Melchior apprende che la ragazza è incinta. Scappa dal riformatorio in cui era stato rinchiuso a seguito dell’espulsione dalla scuola e chiede alle amiche della ragazza di combinare un incontro con lei nel cimitero cittadino, a mezzanotte in punto. Nel cimitero Melchior vede la tomba di Moritz e promette all’amico morto di crescere suo figlio in un ambiente aperto e compassionevole. Poi scorge una tomba nuova: è la tomba di Wendla, morta per le complicazioni dovute all’aborto. Devastato da questa scoperta, desidera morire, ma gli spiriti di Moritz e Wendla emergono dalle loro tombe per offrirgli la loro forza (Those you’ve known).

Guidati da Ilse, tutti i ragazzi si uniscono a cantare The song of purple summer, inno alla vita, alla speranza e alla vitale forza rigeneratrice della natura.

Testo di Laura Regali

 

Prevendita per “Falstaff” a Busseto

Sono in vendita presso la biglietteria del Teatro Regio di Parma e anche online su teatroregioparma.org, i biglietti per Falstaff di Giuseppe Verdi che andrà in scena, come annunciato, nell’ambito del Festival Verdi 2013, dal 12 al 26 ottobre prossimo al Teatro Giuseppe Verdi di Busseto.

Renato Bruson, che firma anche la regia con Marina Bianchi, è il protagonista dell’opera nelle prime due recite in cartellone. Falstaff sarà presentato nell’allestimento storico del Teatro Verdi di Busseto, realizzato dal Teatro alla Scala, con i costumi di Massimo Carlotto e le luci di Andrea Borelli, in un progetto artistico ideato in collaborazione con l’Accademia del Teatro alla Scala di Milano.

Il maestro parmigiano Sebastiano Rolli dirige la Filarmonica e il Coro del Teatro Regio di Parma, maestro del coro Martino Faggiani. In scena Piero Terranova (Falstaff, nelle recite del 19, 24, 26), Vincenzo Taormina (Ford), Leonardo Cortellazzi (Fenton), Jihan Shin (Dott. Cajus), Marco Voleri (Bardolfo), Evgeniy Stanimirov (Pistola), Alice Quintavalla (Mrs. Alice Ford), Linda Jung (Nannetta), Kleopatra Papatheologu (Mrs. Quickly), Valeria Tornatore (Mrs Meg Page).

Falstaff al Teatro Verdi di Busseto è realizzato grazie al sostegno dei Comuni di Parma e Busseto. Partner dell’evento Conad. Sponsor Carpenè Malvolti.

Teatro Giuseppe Verdi di Busseto
sabato 12 ottobre 2013 ore 17.00 fuori abb.
giovedì 17 ottobre 2013 ore 20.30 fuori abb.
sabato 19 ottobre 2013 ore 20.30 fuori abb.
giovedì 24 ottobre 2013 ore 20.30 fuori abb.
sabato 26 ottobre 2013 ore 20.30 fuori abb.

FALSTAFF
Commedia lirica in tre atti, libretto di Arrigo Boito

Musica GIUSEPPE VERDI

Personaggi Interpreti
Sir John Falstaff Renato Bruson

Piero Terranova (19, 24, 26)

Ford, marito di Alice Vincenzo Taormina
Fenton Leonardo Cortellazzi
Dott. Cajus Jihan Shin

seguaci di Falstaff

Bardolfo

 

Marco Voleri
Pistola Evgeniy Stanimirov
Mrs. Alice Ford Alice Quintavalla
Nannetta, figlia d’Alice e Ford Linda Jung
Mrs. Quickly Kleopatra Papatheologu
Mrs. Meg Page Valeria Tornatore

 

Maestro concertatore e direttore
SEBASTIANO ROLLI

Regia
RENATO BRUSON e MARINA BIANCHI

Costumi

MASSIMO CARLOTTO

Luci
ANDREA BORELLI

Maestro del coro
MARTINO FAGGIANI

FILARMONICA DEL TEATRO REGIO DI PARMA

CORO DEL TEATRO REGIO DI PARMA

Allestimento storico del Teatro Verdi di Busseto realizzato dal Teatro alla Scala di Milano

Progetto artistico in collaborazione con Accademia del Teatro alla Scala di Milano

Articolo di Paolo Maier