Nuove piste aperte ad Alleghe e Arabba

I010445-allegheGrazie al lieve abbassamento delle temperature degli ultimi giorni gli snowmaker sono tornati al lavoro in tutto il territorio di Dolomiti Stars. Per gli sciatori questo si traduce in un considerevole aumento dei chilometri di piste percorribili sci ai piedi.

Nella stazione sciistica di Alleghe, sabato scorso sono entrate in funzione la seggiovia quadriposto Pelmo e le piste Baldi e Lavadoi in aggiunta alla pista Coldai e ai campi scuola Baby e Mariaz. Si è potuto quindi sciare su un totale di 10 km di piste coperte da oltre 50 centimetri di neve compatta di altissima qualità. Nel comprensorio di Arabba, sabato 12 dicembre è stata aperta la seggiovia Saletei con pista mentre domenica 13 dicembre le seggiovie Alpenrose e Carpazza, entrambe con pista, oltre all’attesissimo collegamento con il Sellaronda, il giro sciistico di 42 km attorno al Gruppo Sella, ritenuto fra i più belli e spettacolari del mondo. Sono invece già regolarmente funzionanti la seggiovia Campolongo – Bec de Roces con la pista Campolongo, la seggiovia Burz con le piste Avoie e Rientro, la seggiovia Le Pale con la pista Bec De Roces, la seggiovia Cherz 2 con pista, la seggiovia Cherz 1 con pista, la seggiovia Lezuo con la pista Belvedere 1, la funivia Arabba Portavescovo e la funivia Arabba – rif. Luigi Gorza con le piste Ornella e Sourasass oltre alla seggiovia Vizza con pista.

I010447-falcade

Nella ski area San Pellegrino, infine, resta sempre attivo il collegamento sci ai piedi tra Falcade e Passo San Pellegrino e la neve prodotta durante quest’ultima settimana ha reso le piste ancora più belle. Ricordiamo quindi che sono aperte la seggiovia Costabella con pista, la seggiovia Gigante con pista, la sciovia Chiesetta con pista, la seggiovia del Passo con pista, la funivia Col Margherita con pista, la seggiovia Lago Cavia-Col Margherita con pista, la seggiovia Lago Cavia-Laresei con pista, la seggiovia Le Buse-Laresei con la pista Plateau, la nuova cabinovia Falcade-Le Buse e la sciovia campo scuola le Buse con pista.

Si amplia l’offerta sciistica della Ski area Alpe Lusia/San Pellegrino

I010449-pista-zirmes_Alpe-LusiaDurante lo scorso fine settimana, nella ski area Alpe Lusia/San Pellegrino è stata aperta anche la pista Zirmes, tra le più belle e soleggiate dell’intero comprensorio a cavallo fra Trentino e Veneto.

Un tracciato lungo circa 3 chilometri, piuttosto largo, con numerosi cambi di pendenza e una splendida vista sulle Pale di San Martino. Ideale sia per chi vuole migliorare la propria tecnica sciistica, sia per gli sciatori più esperti che vogliono godersi una discesa tutta d’un fiato.

Restano, poi, sempre attivi i collegamenti sci ai piedi tra Alpe Lusia e Bellamonte e tra Passo San Pellegrino e Falcade.

 

Record del mondo, femminile, in volo


La pilota di Gemona del Friuli Nicole Fedele ha consolidato il record
del mondo femminile di distanza libera percorrendo ben 401 chilometri. Il
precedente record, 381 km, le apparteneva dal 2013.
Teatro dell’impresa, oggi come due anni or sono, il nord est del
Brasile, assunto a paradiso del volo libero, visto che lo scorso mese tre piloti
brasiliani, Frank Thoma Brown, Marcelo Prieto e Donizete Baldessar Lemos
hanno volato per 514 km, nuovo record mondiale maschile.
La trentenne originaria di Ovaro, paesino vicino al monte Zoncolan,
professione traduttrice, si è librata in cielo per nove ore e 21
minuti. Il decollo è avvenuto verso le ore 10 da un pendio su una collina di circa
450 metri nei pressi di Quixadà, cittadina dello stato Cearà a circa 170
chilometri da Fortaleza. Durante il volo gli strumenti in dotazione alla
pilota, il GPS principalmente, hanno registrato una quota massima di
3054 metri ed una velocità media poco sotto i 45 km/h.
Dapprima Nicole Fedele ha sorvolato una vasta zona pianeggiante dalla
quale si ergono bassi rilievi, sfiorando piccoli centri, quali Custodio e
Madalena. Poi lungo la rotta alture più consistenti si sono alternate a
nuove pianure ed agglomerati quali Pedroli, Caldeirao e Piripiri, fino
al punto nel quale ha infine toccato terra oltre Barras, nel bel mezzo
dell’ennesima pianura tra una ciurma di bimbi festanti.
Nicole Fedele si innamorò del volo in parapendio nel 2002, per poi
coltivare la nuova e folgorante passione fino a vincere la Coppa del Mondo ed il
titolo europeo nel 2012 e detenere otto record mondiali.
Nel frattempo un’altra squadra di sette piloti italiani è impegnata
a Tacima, paesino dell’entroterra dello stato di Paraìba,
nell’intento di battere il record mondiale maschile, stabilito lo scorso mese nella
medesima zona.
La spedizione si è assegnata il nome benaugurale “Project
+500” ed è composta dai trentini Moreno Parmesan e Eric Galas, da Luigi Grandi,
Giulio Michelin, Paolo Grigoletto di Vicenza, da Lorenzo Zamprogno e Claudio
Mancino di Treviso.
Fino ad oggi non si sono registrate performance di rilievo. I voli sono
avvenuti in condizioni non favorevoli tra coperture nuvolose negli alti
strati e forti venti, fino a 45 km/h, con decolli rocamboleschi
puntualmente documentati dai filmati sulla pagina facebook di “Project +
500”.

Gustavo Vitali

 

Nuovo record del mondo per il parapendio

Tre piloti brasiliani, Frank Thoma Brown, Marcelo Prieto e Donizete
Baldessar Lemos hanno stabilito il nuovo record mondiale di distanza di
volo in parapendio, ben 514 chilometri.

Il precedente, 503 chilometri toccati in Sud Africa da Nevil Hulett,
resisteva dal 2008.

Teatro dell’impresa il nord est del Brasile, esattamente dove si
trova la punta più orientale delle Americhe, con le città di Natal e Fortaleza
affacciate sull’Atlantico.

Parapendio e deltaplani per reggersi in aria sfruttano le masse
d’aria ascensionali scaturite dall’irraggiamento solare del territorio e le
correnti dinamiche provocate dall’azione del vento sui rilievi montani.
Seguendo queste leggi inviolabili del volo libero, cioè senza motore, i
tre piloti sono decollati uno dopo l’altro alle 7 e 45 da Tacima, un
paesino nell’entroterra dello stato di Paraìba, circa 100 km da Natal, per
dirigersi verso nord ovest. Hanno toccato terra nei pressi di Lagoa do Mato nello stato del Cearà dopo undici ore di volo.

Il terzetto era equipaggiato con ali perforanti che sfiorano i 70 km/h
di velocità massima, sellette integrali, GPS ed altra strumentazione. Due
auto li seguivano da terra ed un elicottero era in allerta nel caso di
atterraggi in zone non raggiunte da strade. Infatti, nel volo libero può accadere che il pilota non trovi condizioni favorevoli per guadagnare quota e, con essa, proseguire il volo. In tal caso sarà obbligato ad atterrare dove si
trova, suo malgrado.

Se il record mondiale maschile di distanza in parapendio passa ai piloti
verde-oro, resiste in azzurro quello femminile, 377 chilometri,
stabilito dalla friulana Nicole Fedele nel 2013, ancora una volta in Brasile,
salvo che riesca a migliorarlo in questi giorni, visto che è tornata con
questo intento nel paese sud americano, a Quixadà.


Gustavo Vitali

 

Fassa Sky Expo

Nel magnifico contesto delle Dolomiti di Fassa, esattamente in località Ischia a Campitello di Fassa (Trento), dal 25 al 27 settembre
l’associazione Icarus Flying Team organizzerà l’edizione 2015 della Fassa Sky Expo.

E’ una fiera del mondo del volo libero, presenti i principali produttori di parapendio, deltaplano e strumentazione tecnica, ospitata nel vasto spazio ai piedi del Col Rodella (2360 m.).

I visitatori che ancora non volano potranno informarsi su come
funzionano questi mezzi che si reggono in aria senza aiuto di motore, sfruttando le correnti ascensionali scaturite dall’insolazione del territorio.
Sono mezzi semplici, ecologici, eppure entusiasmanti, con i quali si può
veleggiare per valli e pianure e scavalcare montagne, sulle ali del vento. Basta citare i record mondiali, 700 km in deltaplano, 478 quello maschile in
parapendio e 376 quello femminile. Quest’ultimo, stabilito dalla pilota friulana
Nicole Fedele, ci rende particolarmente orgogliosi. I piloti già esperti potranno testare le ultime novità prodotte per un mercato sempre alla ricerca di nuova tecnologia, migliori prestazioni e maggior sicurezza, sorvolando ii magnifici scenari del Sassolungo, Sella, Pordoi e Marmolada. A fianco dell’esposizione funziona una funivia che in cinque minuti porta in vetta circa 120 passeggeri per volta.

Utilizzeranno il decollo vicino al rifugio Des Alpes, atterrando nella zona
dell’esposizione. Incontri con i campioni Aaron Durogati e Jimmy
Pacher, tendone gastronomico con feste e musica durante le tre sere competano la manifestazione.

L’edizione dello scorso anno ha quantificato 1400 visitatori ed
oltre 3800 ingressi totali.

A Campo Tures (Bolzano), il 12 e 13 settembre di terrà un raduno
internazionale di piloti di deltaplano, sotto il nome di “Fledge
Meeting – Coppa Erwin Ausserhofer”.

La manifestazione è organizzata dal Falken Club Valle Aurina che
celebra il suo quarantesimo anniversario e commemora Erwin Ausserhofer che fu campione italiano di deltaplano nel 1978.

L’evento contempla un raduno dei modelli ancora esistenti del famoso
deltaplano “Fledge”, un’ala ricordata con nostalgia dai pionieri del volo
per le eccellenti prestazioni per quei tempi. L’Alto Adige-Sud Tirolo è considerata la patria del volo in deltaplano, disciplina ampiamente praticata dai nostri concittadini di lingua tedesca e no. In particolare la Valle Aurina ha ospitato i primi campionati. Favoriscono il volo libero la conformazione del territorio e la particolare aerologia della regione.


Gustavo Vitali

 

Acrobazie nell’aria estiva per il parapendio


L’attenzione del volo in parapendio è calamitata da due importanti
manifestazioni di acrobazia, in Friuli la prima ed in Piemonte
l’altra.
Dal 06 al 09 agosto i migliori piloti di acrobazia in parapendio al
mondo si daranno battaglia durante la terza edizione di Acromax, tappa che va a formare la Coppa del Mondo di questa specialità.

La competizione
prevede un numero massimo di 35 partecipanti, tra questi l’italiano Nicola
Donini di Molveno (Trento), ed è organizzata dal Volo Libero Friuli.
Consueto teatro sarà il Lago di Cavazzo, detto dei Tre Comuni, in
quanto le sue acque bagnano anche i territori di Bordano e Trasaghis (Udine), il più esteso tra i laghi naturali friulani, 6500 metri di lunghezza. Lungo la sponda ovest del bacino sarà posta una zattera galleggiante nel cielo sopra la quale avverranno spettacolari acrobazie individuali ed a coppie,
manovre mozzafiato dove accelerazioni e forza di gravità sembrano piegarsi al talento e alla creatività dei piloti. Il pubblico potrà ammirare ogni
istante della competizione dall’atterraggio lungo la riva, aperto
anche a chi non partecipa alla gara e collegato con navette al decollo.
I piloti spiccheranno il volo da un prato esposto a sud sulle pendici
del monte San Simeone a 1180 metri di quota. Lo si raggiunge risalendo da
Bordano per una comoda strada forestale ed, una volta giunti, si può
godere di una magnifica vista sul paese sottostante, sulla piana del
Tagliamento e sulla vallata del lago.

Ad Omegna (Verbania), sulle acque del Lago d’Orta, dal 13 al 16
agosto, appuntamento con l’undicesima Acroaria, tappa di Coppa del Mondo
d’acrobazia in parapendio. Circa cinquanta piloti rappresenteranno una quindicina di nazioni. Organizzazione a cura dell’associazione Voglia di Volo.
Dal lungo lago della cittadina verbana, all’estrema propaggine
settentrionale del bacino lacustre, il pubblico seguirà le evoluzioni
spettacolari di questi mezzi con manovre che vanno oltre il normale
inviluppo di volo e sottopongono i conducenti a sollecitazioni
importanti.
Pertanto i parapendio per questa disciplina sono costruiti con
caratteristiche specifiche ed i piloti si sottopongono ad un’adeguata preparazione fisica, oltre che allenamenti tecnici per eseguire correttamente le figure. Tutte le manovre in singolo e “synchro”, cosiddette perché eseguite all’unisono da due mezzi, sono codificate e ad ognuna è assegnato un quoziente di difficoltà. Una giuria assegna un punteggio che,
raccordato al coefficiente, determina la classifica finale.

I decolli avverranno da circa 1400 metri di quota dalle pendici del
Mottarone con atterraggio su un’enorme zattera galleggiante posta in bella vista dinanzi al lungo lago.

Molte le iniziative di contorno alla manifestazione con tendoni ristoro e
musica tutte le sere. In particolare l’organizzazione pensa di
replicare la giornata dedicata ai giovani e il volo che lo scorso anno raccolse
l’adesione di ben 600 ragazzi.

Le manifestazioni acro sono riconosciute dalla FAI (Federazione
Aeronautica Internazionale) e dall’Aero Club d’Italia.

Per restare in tema di ammaraggi, nel frattempo la baia del Principato
di Monaco ha assistito all’ultimo atto della settima edizione della
X-Alps 2015, gara di escursionismo e volo in parapendio. Era decollata da
Salisburgo in Austria il 5 luglio. La competizione ha visto impegnati 32 atleti di 18 nazioni lungo l’arco alpino per una distanza di 1038 chilometri conteggiati per linee rette passando attraverso dieci punti di aggiramento.

Per la quarta volta consecutiva ha vinto lo svizzero Christian Maurer
che ha impiegato otto giorni e quattro ore per compiere l’intero tragitto
con obbligo di volare o camminare e divieto dell’uso di qualunque altro
mezzo.
In totale ha percorso 2059 chilometri, dei quali 1654 in volo e
consumato le scarpe per i restanti 405.

Alle sue spalle il tedesco Sebastian Huber, distanziato di 18 ore e
tallonato dall’austriaco Paul Guschlbauer buon terzo.

Aaron Durogati di Merano, unico italiano presente alla dura
competizione, si è classificato al sesto posto. Durogati ha condotto una gara brillante e generosa, arrivando un paio di volte dei primi tre posti e migliorando la sua precedente partecipazione che lo aveva visto settimo.



Gustavo Vitali

 

O voli, o cammini. Red Bull X-Alps

In sintesi è tutta qui la Red Bull X-Alps, evento biennale alla settima edizione. Oltre 1000 chilometri attraverso sei paesi, tra le montagne più alte d’Europa, dalla storica Salisburgo in Austria fino al Principato di Monaco. Chilometri da consumare volando in parapendio od arrancando a piedi quando non si trovano le condizioni favorevoli per librarsi in cielo con questo entusiasmante mezzo che sfrutta le forze della natura per volare, forse il più ecologico al mondo. O voli appeso sotto un’ala di tela, chiuso nel bozzolo dell’imbrago, la sella sotto la quale scorrono valli e montagne, sfilano boschi e rocce. Oppure cammini lungo le vallate, t’arrampichi per sentieri e pareti rocciose, per vie ferrate, attraverso ghiacciai, cercando uno spazio propizio per spiccare un nuovo volo e poi sfruttare le correnti ascensionali, guadagnare quota e la possibilità di andare avanti lungo l’arco alpino, tra scenari spettacolari e mozzafiato, verso le spiagge del Mediterraneo. Avanti, avanti ancora, hiking e parapendio, abilità di pilota nel manovrare l’ala e resistenza d’atleta alla fatica. Naturalmente il prossimo 5 luglio, quando la piazza dedicata a Wolfgang Amadeus Mozart vedrà scattare i concorrenti alla straordinaria maratona di volo e di gambe, i 33 piloti scalpitanti di percorrere i cieli alpini in rappresentanza di 18 paesi, due sole donne, la tedesca Yvonne Dathe e l’americana Dawn Westrum, sperano di volare molto e camminare poco, il meno possibile. Lo spera Aaron Durogati, di Merano, 29 anni, professionista del parapendio e figlio d’arte, pilota combattivo e di talento con la competizione nel sangue. Al suo attivo la vittoria nella Coppa del Mondo 2012 insieme a Nicole Fedele (coppa tutta azzurra quell’anno!), un curriculum denso di successi, unico italiano a volare o marciare insieme al resto della truppa internazionale. Debuttò nel 2013, settimo posto, ottima prova, visto che i numeri delle precedenti X-Alps dicono che appena il 12 per cento dei piloti arriva a meta. Lo spera Christian Maurer, detto Chrigel, elvetico di Unterseen, nel cantone di Berna, 33 anni, che di Red Bull ne ha già vinte tre. Nell’ultima ce la fece in 7 giorni meno una ventina di minuti, l’uomo da battere. Lo sperano anche gli assistenti, uno per ciascun pilota, con il compito di seguire via terra le peripezie del compagno di squadra, rifornirlo, consigliarlo, incoraggiarlo. Necessaria per entrambi molta esperienza di volo e d’alpinismo, perché alla X-Alps non può andarci chiunque sappia usare un parapendio, ma serve la giusta preparazione per entrare nei ranghi insieme a gente altamente qualificata. Il supporter di Aaron Durogati si chiama Ondrej Prochazka, Repubblica Ceca, ottimo pilota di cross ed acrobazia, già suo compagno nel 2013. Insieme hanno studiato il percorso per elaborare un piano di volo efficace, perché anche la tattica ha grande importanza. L’itinerario del 2015 pare sia più difficile delle scorse edizioni a partire dai 1038 chilometri, solo una manciata in più rispetto al 2013. Il percorso è contrassegnato da precisi punti di svolta, una decina di “boe aeree”, per così dire, o cancelli terrestri. Le une sono da aggirare in volo, gli altri da attraversare a piedi. Obbligatoriamente. Il primo è sul monte Gaisberg, 1287 metri sopra Salisburgo, a cinque chilometri dal via. Ci si arriva lavorando di scarpe e poi via per il cielo. Seguono il ghiacciaio Dachstein, altezza 2995 ed il Kampenwand montagna di 1669 metri evidenziata da una croce alta dodici, vicino al Chiemsee, terzo lago della Germania, detto anche “mare bavarese”, nel cuore delle montagne di quella regione. Poi giù verso sud-ovest a passare lo Zugspitz al confine con l’Austria, 2962 metri, la più alta montagna tedesca. Ancora a sud e si entra in Italia per raggiungere Cima Tosa, quota 3173, torre rocciosa delle Dolomiti del Brenta. Le vallate ampie e profonde del tratto italiano potrebbero riservare sorprese. Infatti, nel volo libero, cioè il volo in parapendio e deltaplano senza motore, uno degli ostacoli da superare è quello degli attraversamenti di valli e pianure dove il pilota non trova le condizioni favorevoli dei pendii montani per reggersi in aria. Nel caso della Red Bull significa che, se obbligato ad atterrare, dovrà arrampicarsi a lungo prima di scovare un pendio adatto al decollo e proseguire la gara. Secondo le precedenti esperienze, un momento difficile è in agguato in corrispondenza della sesta “boa” in Svizzera, nel cantone dei Grigioni, il Piz Corvatsch che si innalza fino a 3451 metri nel massiccio del Bernina. Siamo nei pressi di St. Moritz, quasi a mezza strada, 540 chilometri prima di vedere il mare, ma i piloti hanno ancora da lasciarsi alle spalle il Matterhorn, cioè il nostro Cervino, che svetta a 4478 metri, e poi il Monte Bianco, massima cima d’Europa, 4810 metri, da passare sul versante francese. Nel caso delle “boe aeree” basta entrare in cilindri virtuali, come quello del Cervino, raggio 5,5 chilometri, centro sulla vetta, sviluppo da terra all’infinito. Pertanto non è obbligatorio scavalcare le montagne nel punto più alto, però la quota aiuta il volo ed è sinonimo di sicurezza, nonostante molti credano il contrario. I cancelli a terra, invece, bisogna traguardarli a piedi, camminando anche per pochi metri. Atterri in prossimità del punto prefissato, lo passi, firmi la lavagna e te ne rivai in volo. Camminare poco e volare tanto, perché i modelli più avanzati di parapendio viaggiano a quasi 70 km/h, perché le lancette dell’orologio girano implacabili e gli altri non stanno ad aspettare. Dal Bianco si scende verso Annecy, comune di 52 mila abitanti nell’alta Savoia, sulla sponda settentrionale dell’omonimo lago, storica culla del parapendio, dove è obbligatorio attraversare un traguardo posto sul decollo del sito di volo di Planfait. Poi l’ultimo tratto, circa 250 chilometri con rotta meridionale, fino alle Alpi Marittime e Peille, piccolo paese arroccato alle spalle della Costa Azzurra, dove il tempo ufficiale si ferma. Mancano solo due chilometri all’atterraggio, più giusto chiamarlo ammaraggio, su una zattera galleggiante nella baia del piccolo principato. Ultimo giorno utile per tuffarsi in mare il 17 luglio. Per monitorare la gara, per esempio verificare il corretto aggiramento dei punti di svolta, l’organizzazione fornisce ai piloti uno strumento integrato, GPS più live tracking, cioè un dispositivo che permette di conoscere in ogni momento la posizione dei volatori e registrare una traccia dei loro percorsi. Grazie a tanta tecnologia, chiunque può seguire la Red Bull X-Alps dal proprio computer ed aumenta la sicurezza: se un pilota ha bisogno d’aiuto, la base sa dove trovarlo. O voli, o cammini con l’attrezzatura in spalla, regola severa, ma non è l’unica. Niente passaggi su mezzi motorizzati e no, proibito usare gallerie per abbreviare il percorso, farsi aiutare in fase di decollo, volare dalle 21 alle 6 del mattino, proseguire a piedi dalle 22,30 alle 5. È permesso ad ogni atleta sottrarsi all’obbligo di sosta notturna una sola volta e solo per proseguire a piedi, ma tre piloti lo potranno fare due volte. Infatti, il 2 luglio, tre giorni prima del via, attorno a Fuschl am See, piccolo comune di un migliaio e mezzo d’abitanti ad ovest di Salisburgo nell’area chiamata Salzkammergut, a cavallo tra Alta Austria, il Salisburghese e la Stiria, i partecipanti si sfideranno in un prologo alla Red Bull X-Alps. Dovranno volare e camminare in un contesto contrassegnato da laghi, aree pianeggianti, montagne di moderata altezza e no, e tornare a Fuschl am See. I primi tre guadagneranno cinque minuti di vantaggio alla partenza, oltre che un secondo permesso per camminare di notte. A Fuschl am See si trova la sede centrale dello sponsor che ha dato il nome alla manifestazione, produttore della nota bevanda energetica. Ce ne sarà bisogno.

Gustavo Vitali

Festa dell’Aria in Calabria

In Calabria l’edizione 2015 della Festa dell’Aria è alle porte.
Dall’1 al 3 maggio ritorna l’appuntamento per gli amanti del
volo in
parapendio, il volo libero, ecologico, senza motore, il volo che sfrutta
l’energia del sole, il volo che dona emozioni impareggiabili.
L’evento è organizzato da Parapendio Pizzo, club di piloti che
prende il
nome da Pizzo Calabro (Vibo Valentia), borgo arroccato su un
promontorio al
centro del Golfo di Sant’Eufemia. Sotto la frastagliata Costa
degli Dei,
contraddistinta a nord-est dalla pineta mediterranea fino alla foce del
fiume Angitola e da nove chilometri di ampie spiagge sabbiose. Più a
sud,
dove si innalza il masso di tufo sul quale si sviluppa Pizzo, numerose
calette, grotte e zone ricche di scogli naturali. Suggestivo il panorama
dall’alto con le isole Eolie sullo sfondo. Mete turistiche in zona
sono
Tropea, il Castello Murat e la Chiesetta di Piedigrotta. Ma visitare i
vicoli di Pizzo o immergersi nelle sue acque cristalline non regalerà
pari
spettacolo di quello provato dagli uccelli in volo, cioè come la si vede
volando con un parapendio o con un deltaplano.
All’organizzazione di questa tre giorni di emozioni, festa ed
allegria
collaborano anche i club Fly Maratea ed Etna Fly, quest’ultimo in
trasferta
dalle pendici del vulcano siciliano. Il programma di massima prevede
voli
liberi durante le mattine, prove di precisione in atterraggio nei
pomeriggi
e cene sociali la sera, programma che potrebbe subire variazioni
secondo le
condizioni meteorologiche che vincolano fortemente la pratica del volo
libero. Chi tra il pubblico vorrà provare l’ebbrezza del volo potrà
farlo
grazie a piloti abilitati ed equipaggiati con parapendio biposto, cioè
vele
idonee al trasporto del pilota più il passeggero.
I piloti più ambiziosi potranno cimentarsi in voli di distanza, perché
con
il parapendio è possibile volare per molti chilometri. Basta pensare
che il
record del mondo maschile si attesta in ben 478 km e quello femminile
in 376
km. Entrambi i record sono stati stabiliti in Brasile da Donizete
Baldessar
Lemos e dalla nostra Nicole Fedele.

Gustavo Vitali

Protagonisti di parapendio

Due imprese di altrettanti piloti di parapendio, entrambe piemontesi, una già conclusa, l’altra prossima al decollo! Pierandrea Patrucco, di Loranzè d’Ivrea (Torino), è un personaggio molto noto nel mondo del volo libero, due volte campione italiano di parapendio, due volte vincitore della World XContest biposto, gara on line, seguitissima. Al suo attivo circa 18000 ore di volo consumate nei cieli sopra le Alpi. L’ultima volta si cimentò in un volo di ben 950 km, dal Principato di Monaco al Friuli, il “volo bivacco” come ama chiamare le sue imprese. Fu fermato dal maltempo mentre stava per varcare il confine con la Slovenia. Un nuovo, imminente progetto di “volo bivacco” si concretizzerà a partire dal prossimo maggio, meteo permettendo. Patrucco ha deciso di percorrere l’Italia da nord a sud volando in parapendio, senza l’ausilio di altri mezzi di trasporto. Decollo, volo, atterraggio e, in attesa del volo successivo, sosta dove ha toccato terra. Poi a piedi verso un nuovo decollo per librarsi ancora in volo e così percorrere tutta la penisola, volando o camminando. La data di partenza è ancora da decidere, come non si può stabilire una rotta a priori. Neppure sa quanto impiegherà per realizzare questa unione aerea tra le vette delle Alpi ed il mare della Sicilia. Tanto dipende dal tempo, dalle nuvole, dai venti, molto dalle sue gambe, il meno possibile, spera Patrucco, perché ai piloti piace volare, non camminare. Lo aiuteranno strumenti quale il variometro che segnala la presenza di correnti d’aria ascensionali originate dal riscaldamento del suolo sotto i raggi del sole, unica change da sfruttare per salire in cielo, guadagnare quota e poi spostarsi lungo il territorio, perché parapendio e deltaplano non hanno motore. E poi il GPS che registra l’avanzamento del mezzo durante il volo e la traccia della rotta sarà visibile in tempo reale via web, insieme a fotografie, filmati ed altro. Lo aiuteranno soprattutto abilità ed esperienza, il saper cogliere i segnali del cielo, le nubi, il volo degli uccelli, e poi l’osservazione del suolo, dei pendii montani, delle valli che sorvolerà durante il viaggio, una traccia lunga quanto l’Italia.

Comincia bene la Coppa del Mondo di parapendio 2015 con la vittoria nella prima tappa di Marco Littamé di Gassino Torinese, già due volte campione italiano e più volte azzurro. Teatro dell’evento Baixo Guandu, cittadina di 30.000 abitanti nello stato di Espírito Santo in Brasile. 115 i piloti in volo in rappresentanza di 27 nazioni. Sette le prove disputate, una al giorno, con percorsi dai 66 ai 97 km. Ottime anche le prestazioni del trentino Nicola Donini, già campione italiano 2013, che ha vinto la prima manche e si è classificato secondo nelle ultime due. Littamé ha regolato gli avversari mantenendosi nelle prime posizioni e guadagnando la testa della classifica nell’ultima giornata. Alle sue spalle si sono classificati il venezuelano Ally Palencia, gli svizzeri Urs Schoenauer e Michael Sigel ed il norvegese Gunnar Sæbu. Migliore tra le donne la polacca Klaudia Bulgakow. Gli altri italiani presenti erano: Settimio Calvarese, Piergiorgio Camiciottoli, Mirco Cristoforetti, Samuel Cristoforetti, Antonio Golfari, Tobias Grossrubatscher, Luciano Pagnoni e Walter Scherlin. I prossimi appuntamenti della Paragliding World Cup si terranno in Portogallo, Svizzera, Spagna, India e la finale in Messico.

Gustavo Vitali

Sfilata colombiana per i campionati mondiali di parapendio

Con una sfilata alla quale hanno assistito circa diecimila persone, si è aperta la quattordicesima edizione dei campionati del mondo di parapendio a Roldanillo in Colombia. Partecipano 150 piloti in rappresentanza di 49 nazioni. Il team azzurro è formato da Nicole Fedele, campionessa di Gemona del Friuli, dal torinese Davide Cassetta, dai trentini Luca Donini e Aaron Durogati, dagli altoatesini Franz Erlacher, Peter Gebhard, Joachim Oberhauser e dallo storico CT Alberto Castagna di Monza. Roldanillo si trova a 966 metri d’altitudine affacciata sulla parte ovest della fertile Valle del Cauca, dal nome del fiume omonimo che la percorre, ed ai piedi della Cordigliera Occidentale. La scelta di questa cittadina come sede dei campionati è stata fatta sulla scorta dei risultati di passate competizioni che hanno dimostrato come questo sito offra favorevoli condizioni aerologiche per il volo libero in deltaplano e parapendio, condizioni che diventano ideali nel mese di gennaio. In recenti occasioni è stato possibile assegnare percorsi di gara fino a 120 km effettuati con vele altamente perforanti in grado di sfiorare i 70 km/ora. Unico “motore”, quello ecologico delle correnti d’aria ascensionali che scaturiscono dall’irraggiamento solare del suolo. Il decollo dei piloti avverrà da un vasto pendio posto a 1.900 metri in località Los Tanques. Da qui essi dovranno raggiungere ed aggirare punti salienti del territorio, detti “boe”, scelti dagli organizzatori secondo le condizioni meteo del momento, fino all’atterraggio ufficiale. La corretta esecuzione del percorso di gara è confermata dal GPS che ogni pilota ha in dotazione. Dai dati registrati da ciascun apparecchio e scaricati in un computer si evince la classifica che premia chi ha impiegato minor tempo. La somma dei punteggi ottenuti in ciascun giorno di gara stabilirà le classifiche finali maschile, femminile e per nazioni. La Federazione Aeronautica Internazionale (FAI) organizzatrice dell’evento proclamerà i vincitori il 25 gennaio, data di chiusura dei mondiali.

Gustavo Vitali