Un incontro con Amedeo Minghi e Milena Vukotic a Roma

Mercoledì 5 marzo sarà una giornata ricca di musica per l’Università Tor Vergata. Sono infatti due gli appuntamenti della stagione di concerti organizzata dall’Associazione Roma Sinfonietta nell’auditorium “Ennio Morricone” della Facoltà di Lettere e Filosofia, in via Columbia 1.

Alle 12.00, ad ingresso libero, si svolgerà un incontro con Amedeo Minghi.

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Romano, cantautore talmente noto da non aver bisogno di presentazione, Minghi parlerà di come nascono le sue canzoni e ne interpreterà alcune accompagnandosi da solo al pianoforte. Ma racconterà anche le sue esperienze di compositore e produttore per altri interpreti e di autore di colonne sonore, che completano il ritratto di una personalità musicale ricca e completa. Coordina l’incontro al professoressa Serena Facci, docente di Etnomusicologia a Tor Vergata.

Lo stesso giorno, alle 18.00 è la volta da un concerto con la partecipazione straordinaria di Milena Vukotic. La parte specificamente musicale è affidata a Mario Ancillotti, che a Roma tutti ricordano perché, giovanissimo, divideva il posto di primo flauto dell’orchestra di Roma della Rai con il grande Severino Gazzelloni. Poi ha intrapreso la carriera di solista, che l’ha portato in giro per il mondo. Con lui suona il pianista Alessando Marangoni.

La presenza di una grande attrice come Milena Vukotic significa che questo non è un semplice concerto ma un intreccio di letture e musica, per spiegare la nascita di alcuni capolavori musicali, in  un affascinante viaggio alle sorgenti dell’ispirazione musicale.

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Vukotic infatti leggerà lettere, poesie e testi narrativi che renderanno chiare la motivazioni psicologiche e letterarie delle musiche eseguite.

Ecco dunque il Wolfgang Amadeus Mozart fanciullo della Sonata per flauto e pianoforte K 14 accanto alle sbarazzine lettere alla cugina. Segue la bellissima Sonata K 304, intima, dolorosa e visionaria, che fu scritta in occasione della morte della mamma e rielabora un minuetto infantile come tenera rimembranza dell’amore materno, cui sono accostate due lettere scritte ad un amico e al padre per dare la notizia di quel tragico avvenimento.

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Poi le meravigliose Sei Epigrafi Antiche di Claude Debussy, scritte sulla musica delle precedenti Chansons de Bilitis, in cui Debussy aveva previsto che la sua musica fosse intervallata dalle stupende liriche di Pierre Louys: verrà ora ripristinata l’alternanza della musica con la poesia, per illustrarne in maniera stupenda la comune poetica.

Infine, prima della bella Sonata “Undine”  di Carl Reinecke, che ripercorre la storia della ninfa dei boschi e del principe Huldebrand in un clima di romanticismo naturalistico e fantastico, verranno letti alcuni estratti della omonima favola di La Motte Fouquè.

La presenza di un’attrice come Milena Vukotic, che nasce da una famiglia di musicisti e che nella musica ha sempre avuto un punto di riferimento per la sua arte, è una splendida valorizzazione per un programma particolarmente raffinato e bello.

L’incontro con Amedeo Minghi sarà ad ingresso gratuito, mentre “Lettere in musica” prevede un biglietto di ingresso di 10,00 o 8,00 euro.

Mauro Mariani

 

“La ragazza con l’orecchino di perla” a Bologna

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È l’8 febbraio la data del debutto ufficiale della mostra “La ragazza con l’orecchino di perla” in Palazzo Fava, a Bologna. Già oltre le possibilità di accesso le richieste: la sede espositiva, per altro bellissima, ha una capienza limitata e la Ragazza, ovunque sia andata, ha attratto le folle. Per questo l’8 febbraio sarà possibile accedere alla mostra dalle nove del mattino con orario prolungato fino alle due di notte.

Non solo. Com’era nella tradizione dei festeggiamenti per l’arrivo a Bologna di qualche Gran Sovrano, per la Ragazza si organizzerà l’arrivo in musica. Così l’8 febbraio, alle 20.30 (primo turno) e alle 22.00 (secondo turno), nella Chiesa di San Colombano (a 50 metri da Palazzo Fava), ci sarà in onore della mostra un concerto gratuito del maestro Liuwe Tamminga con musiche olandesi del Seicento. Il maestro sarà accompagnato al flauto dolce dal maestro Kees Boeke. Suonerà, su clavicembalo, virginale, muselaer e organi, musiche olandesi di J.P. Sweelinck e Jacob van Eyck, compositori coevi di Vermeer.
Da notare come la chiesa di San Colombano, una delle sette sedi museali del circuito museale Genus Bononiae, conservi la collezione di strumenti musicali antichi donata dal Maestro Luigi Ferdinando Tagliavini. Per i concerti l’ingresso è libero fino a eventuale esaurimento dei posti. Inoltre, per tutti i visitatori che in quel momento saranno all’interno di Palazzo Fava, l’8 febbraio, nella sala conferenze al terzo piano, con inizio alle 21 (primo turno) e alle 22.30 (secondo turno), Marco Goldin racconterà la mostra di cui è curatore.
Anche in questo caso l’ingresso alla conferenza è libero fino a esaurimento dei posti. Per tutte le persone in attesa all’esterno di Palazzo Fava, a partire dalle ore 21 dell’8 febbraio, ci sarà un servizio di bevande calde e stuzzichini offerti dall’Associazione Panificatori di Bologna e Provincia.

La mostra resterà aperta fino al 25 maggio 2014.

Articolo di S. E.

“La Leonessa. Città di Brescia” quindicesima edizione

 

L’Associazione SIDUS

con il Patrocinio del

 

 

             Logo Comune di Brescia-bianco          

 

 

indice la quindicesima edizione del

Premio internazionale di Poesia

LA LEONESSA. CITTÀ DI BRESCIA

 

La scadenza dell’invio degli elaborati è fissata inderogabilmente al 23 marzo 2014

Gli elaborati dovranno essere inviati esclusivamente per e-mail all’indirizzo:

associazionesidus@virgilio.it

scrivendo come oggetto: PARTECIPAZIONE LA LEONESSA 15 – SEZIONE

e aggiungendo il nome della sezione di partecipazione.

I Poeti che dovessero essere impossibilitati ad inviare gli elaborati a mezzo elettronico, potranno utilizzare il seguente indirizzo postale, inviando esclusivamente lettere e plichi a mezzo posta prioritaria.

ASSOCIAZIONE CULTURALE “SIDUS” Via dei Sanmicheli, 5 – 25124 Brescia.

Coloro che inviano a mezzo e-mail non dovranno inviare anche a mezzo postale e viceversa.

La partecipazione al Premio si articola nelle seguenti sezioni:

Sezione A: poesia italiana a tema libero, inedita, mai premiata o segnalata in altri concorsi. È ammesso inviare da una a cinque poesie.

Sezione B: poesia in uno dei dialetti italiani, inedita, mai premiata o segnalata in altri concorsi. È ammesso inviare da una a tre poesie.

 Sezione C: poesia in dialetto bresciano, inedita, mai premiata o segnalata in altri concorsi. È ammesso inviare da una a tre poesie.

Sezione D: poesia in lingua straniera inedita, mai premiata o segnalata in altri concorsi. È ammesso inviare da una a tre poesie.

Sezione a tema: poesia inedita, mai premiata o segnalata in altri concorsi, dal seguente temaLa Grande Guerra. Cent’anni dopo”, in occasione del centenario dello scoppio della prima guerra mondiale. È ammesso inviare da una a cinque poesie, sia in lingua italiana che in lingua dialettale.

Sezione Speciale 2014 dal titolo: “1944. Ricordi, testimonianze, lezioni di vita”. Si partecipa inviando da una a tre poesie in lingua italiana, inedite, mai presentate in altri concorsi, che abbiano per tema il settantesimo anniversario dei fatti dell’Italia nel 1944, durante la seconda guerra mondiale.

Sezione Speciale “In attesa di EXPO 2015”: “Cibo per la mente, cibo per la vita”. Si partecipa inviando da una a tre poesie in lingua italiana, inedite, mai presentate in altri concorsi, che abbiano per tema la Poesia cibo metaforico, ma anche il cibo in Poesia.

Sezione silloge: raccolta di venti poesie inedite, in lingua italiana o dialettale, e mai pubblicate in nessuna forma (nemmeno come lettura pubblica), nemmeno singolarmente; la silloge non deve mai essere stata presentata, premiata o segnalata in altri concorsi. Le poesie che si desidera inviare per la sezione silloge non devono essere inviate singolarmente alle altre sezioni.

Sezione sms a tema libero: si partecipa inviando un testo di al massimo 160 caratteri, spazi e punteggiatura compresi, come se fosse scritto sul telefonino per l’invio a mezzo sms, dal titolo: “Un messaggio per le donne”. Nell’Italia del femminicidio, un sms per ricordare, per denunciare, per salvare una vita…

– Alle tutte le Sezioni possono partecipare Poeti di ogni nazionalità e di ogni età, inviando poesie di non oltre 40 versi (sia per le singole sezioni, sia per ognuna delle poesie che costituiscono la silloge; fa eccezione il testo sms). Gli elaborati inviati per posta cartacea devono tassativamente essere dattiloscritti o digitati al computer, non verranno accettate scansioni di manoscritti nemmeno per la spedizione in formato elettronico. Le poesie nei dialetti italiani e in dialetto bresciano devono avere allegata (a fianco, a fronte, successivamente al testo in questione) anche la traduzione in lingua italiana. Le poesie in lingua straniera devono prevedere in allegato anche la traduzione in lingua italiana o in lingua inglese. Le sillogi devono avere un titolo. Le poesie che fanno parte delle sillogi non devono essere presentate nelle altre Sezioni.

– Le liriche inviate dovranno essere in allegato all’e-mail, in unica copia, senza firma o altre indicazioni personali. I dati del Poeta partecipante andranno indicati nel testo dell’e-mail e dovranno comprendere nome, cognome, indirizzo comprensivo dell’indicazione della città, numero di telefono, indirizzo e-mail anche se identico a quello di invio. Con la partecipazione al Premio, il Poeta dichiara automaticamente di accettare tutto quanto scritto nel bando, che le liriche inviate sono inedite e mai inviate o premiate in altri concorsi e autorizza altresì all’utilizzo dei dati personali in ottemperanza alle vigenti disposizioni in materia di privacy. Il Poeta partecipante è consapevole che il suo indirizzo verrà utilizzato dall’Associazione esclusivamente per comunicazioni inerenti il Premio o altre attività associative non a scopo di lucro.

– Per il Poeti che invieranno le liriche a mezzo posta prioritaria, gli elaborati dovranno essere inviati in 5 copie; nella stessa busta andrà inserita una lettera contente i dati personali per esteso, come indicato per l’invio e-mail. I dati personali dovranno essere firmati: la firma dichiarerà l’accettazione del bando da parte del Poeta in ogni sua parte, dichiarerà che le liriche inviate sono scritte personalmente; dichiarerà di accettare che il proprio nominativo verrà utilizzato dall’Associazione esclusivamente per comunicazioni inerenti il Premio o altre attività associative non a scopo di lucro.

– Per i Poeti minorenni, la dichiarazione inviata nel testo e-mail dovrà essere del genitore oppure dell’insegnante che si assume la responsabilità dell’invio; i dati riportati dovranno essere del Poeta minorenne, ma dovrà essere indicato il nome e cognome dell’adulto che procede all’invio e il grado di relazione (padre, madre, insegnante, eccetera). Nel caso di invio cartaceo, la stessa procedura vale per i dati inviati nella busta chiusa allegata al plico delle liriche.

– Per gli invii delle scuole di ogni ordine e grado, è previsto che i lavori di classe possano essere inviati in un unico allegato (file singoli o zippati .ZIP). Si consiglia di numerare le liriche allo stesso modo dell’elenco dei dai personali, in modo che sia possibile mettere in relazione l’autore alla lirica da lui scritta. Dovranno essere indicati i dati della scuola di appartenenza e dell’insegnante di riferimento.

– La partecipazione al Premio non prevede il pagamento di una tassa di lettura.

– Si sollecitano i Poeti a partecipare al Premio con opere nuove e di non inviarle contemporaneamente ad altri concorsi. Si invitano gli insegnanti a suggerire i temi promuovendo elaborati anche con titolo personale specifico.

– Si invitano i Poeti le cui poesie sono state premiate o segnalate nell’ultima edizione del Premio, a non partecipare alla medesima Sezione che li ha visti vincitori, nell’edizione in corso; nel caso, le poesie non verranno prese in considerazione. Possono partecipare ad altre Sezioni.

– È ammesso partecipare a più Sezioni esclusivamente con l’invio di e-mail o plichi separati.

– Gli elaborati inviati non verranno restituiti. Non saranno presi in considerazione gli invii non in regola con il presente bando.

Le decisioni della Giuria non saranno rese note in alcun modo prima della cerimonia di premiazione, prevista per domenica 18 maggio 2014, alle ore 10.00, presso l’Auditorium “San Barnaba” di Brescia, Piazzetta Arturo Benedetti Michelangeli. Si ringrazia l’Amministrazione Comunale di Brescia per la gentile concessione.

– Saranno contattati in tempo utile i partecipanti le cui poesie sono state insignite di un riconoscimento.

I premi assegnati alle poesie saranno resi noti il giorno della premiazione e dovranno essere ritirati personalmente dai poeti interessati. È prevista la possibilità di delega scritta ad un sostituto che dovrà comunque essere presente alla cerimonia di premiazione.

I premi non verranno consegnati diversamente. Nel caso di poeti residenti all’estero, la situazione sarà valutata caso per caso

– L’operato della Giuria è, sotto tutti i punti di vista, incontestabile, insindacabile e inappellabile.

– L’organizzazione si riserva la facoltà di pubblicare l’antologia delle opere selezionate dai Giurati. L’antologia è il documento ufficiale della manifestazione e funge da verbale. Nel caso in cui non dovesse essere pubblicata, verrà diramato il verbale con le decisioni della Giuria.

– La partecipazione al Premio presuppone l’accettazione della trattazione e dell’inserimento dei propri dati personali in un indirizzario ai fini organizzativi, nel rispetto della normativa vigente; l’accettazione della pubblicazione in ogni sua forma; implica altresì la piena accettazione del presente bando. 

Per ulteriori informazioni è possibile contattare la Segreteria del Premio all’indirizzo e-mail: associazionesidus@virgilio.it.

Non è possibile utilizzare numeri di telefono degli anni passati, non più autorizzati a fornire informazioni in merito al Premio.

Per i Poeti che non potessero accedere all’e-mail, è possibile inviare richiesta scritta di informazioni all’indirizzo dell’Associazione.

Intorno a Šostakoviĉ. Il Quartetto Brodsky alla Sapienza

Il Quartetto Brodsky ha avuto esperienze e stimolanti collaborazioni anche con celebrità dell’universo pop e rock, come Björk, Elvis Costello, David Brubeck e Paul McCartney, ma è sostanzialmente un gruppo classico e in particolare è considerato uno specialista dei quartetti di Dmitrij Šostakovič, che ha eseguito in tutto il mondo e di cui ora presenta una significativa scelta anche a Roma, in un ciclo di due concerti intitolato “Intorno a Šostakoviĉ“, per la IUC – Istituzione Universitaria dei Concerti, che inizia martedì 28 gennaio, alle ore 20.30, nell’Aula Magna della Sapienza in Piazzale Aldo Moro, 5 (il secondo appuntamento sarà il 25 febbraio). Il concerto sarà registrato da Rai Radio3 per future trasmissioni.

Il programma prevede l’esecuzione di questi brani:

Haydn Quartetto in do maggiore op. 33 n. 3

Šostakoviĉ Quartetto n. 8 in do minore op. 110

Šostakoviĉ Quartetto n. 3 in fa maggiore op. 73

BRODSKY.QUARTET 3Il Quartetto Brodsky è stato fondato a Manchester nel 1972 da quattro musicisti britannici, che hanno scelto d’intitolarsi ad Adoplh Brodsky, grande violinista russo dell’Ottocento: evidentemente avevano fin dall’inizio un particolare interesse per la musica russa, che si è riversato in numerose esecuzioni in tutto il mondo dell’opera completa per quartetto di Čajkovskij e Šostakovič, oltre alle “integrali” di Beethoven, Schubert e vari altri autori, soprattutto moderni e contemporanei, come Zemlinsky, Schoenberg, Bartok, Webern e Britten. Ha ricevuto il prestigioso Royal Philharmonic Society Award e le sue incisoni sono state premiate con il “Diapason D’Or” e lo “Choc du Monde de la Musique”.

In quarant’anni di carriera ha eseguito oltre 3000 concerti presso i più importanti centri musicali di Europa, Nord e Sud America, Asia, Sud Africa, e Australia e ha pubblicato più di 60 registrazioni discografiche. Nel tempo due degli elementi del quartetto sono cambiati, ma è rimasta immutata la loro passione di abbracciare tutta la buona musica senza esclusioni. Una passione che li porta a fare esperienze sempre nuove e mantiene intatto il loro entusiasmo, rendendo il loro approccio alla musica fresco e ricco di energia. Come ha scritto la rivista Gramophone nel 2012, “ciò che colpisce nelle esecuzioni del Brodsky Quartet è il loro amore traboccante per la musica”.

Il concerto alla Sapienza inizia con Joseph Haydn, che è considerato l’iniziatore del quartetto classico e un riferimento imprescindibile per tutti coloro che si dedicano a quello che è tuttora considerato il genere più alto e nobile della musica da camera. Del compositore austriaco è stato scelto, non a caso, il Quartetto in do maggiore op. 33 n. 3 del 1781, che fa parte di sei quartetti – noti come “russi” in quanto dedicati al gran duca Paolo di Russia – che costituiscono il punto di svolta nella storia del quartetto e possono essere definiti i primi quartetti “perfetti” nel senso classico del termine.

Seguono il Quartetto n. 8 in do minore op. 110 (dedicato alle vittime del fascismo) e il Quartetto n. 3 in fa maggiore op. 73, due dei quindici lavori di questo genere di Dmitrij Šostakovič, che costituiscono uno dei cicli musicali più importanti della musica del ventesimo secolo e coprono un periodo storico che va dagli anni più cupi dello stalinismo alla seconda guerra mondiale, alla guerra fredda e ai primi segni di disgelo. Furono scritti tra il 1938 e il 1974 e rappresentarono per il compositore un’oasi appartata, che lo metteva al riparo dalle condanne e dai diktat del regime sovietico, perché questo tipo di musica riservata a un pubblico di appassionati era meno sorvegliato dalla censura che le opere e le sinfonie destinata a un pubblico vastissimo. Nei quartetti si riversò dunque senza inibizioni il mondo espressivo del compositore russo, che alterna e mescola la satira graffiante e il pessimismo senza speranza, la vitalità scatenata e la meditazione lirica.

 Mauro Mariani

Le musiche di Federico II il Grande eseguite con il suo flauto d’avorio

Venerdì 24 gennaio alle 18.00 la storica e prestigiosa Sala Accademica del Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma, in via dei Greci 18, ospita una conferenza-concerto ad ingresso gratuito, dedicata a Federico II il Grande, re di Prussia.

Ricordato dai libri di storia come grande generale e fondatore della tradizione militare prussiana, Federico II non era solo un uomo di guerra ma aveva anche un lato artistico, in particolare era un grande appassionato di musica. Ospitò alla sua corte i più celebri musicisti tedeschi della sua epoca, come Joachim Quantz ed Emanuel Bach, e a lui Johann Sebastian Bach dedicò uno dei suoi massimi capolavori, l’Offerta musicale. Di più, era egli stesso flautista e compositore. I suoi quattro concerti e le ben centoventuno sonate dimostrano che non era affatto un dilettante ma un compositore di qualità. Alcune delle sue composizioni saranno eseguite in quest’occasione da Enrico Casularo col flauto traverso e da Celestino Dionisi col flauto dolce, accompagnati dalla tiorba di Andrea Damiani e dalla viola da gamba di Bruno Re: tutti e quattro sono elementi di spicco nell’attuale riscoperta della musica barocca, , fanno parte di vari gruppi specializzati dell’esecuzione secondo la prassi autentica e con strumenti originali e hanno all’attivo diverse incisioni discografiche. Sono inoltre docenti del dipartimento di Musica Antica del Conservatorio, uno dei fiori all’occhiello della prestigiosa istituzione musicale romana.

All’interesse per queste musiche inedite, si aggiunge il fatto che alcune di esse saranno suonate col prezioso flauto traverso in avorio appartenuto a Federico II stesso, prestato per l’occasione dal suo attuale proprietario, Guido Brizzi, appassionato collezionista di oggetti musicali.

Questa conferenza-concerto è realizzata in collaborazione da Conservatorio di Musica “Santa Cecilia” di Roma e Goethe-Institut.

Mauro Mariani

 

“La Leonessa. Città di Brescia” alla quindicesima edizione

Il premio internazionale di poesia “La Leonessa. Città di Brescia” è giunto alla quindicesima edizione. Sono stati anni di impegno a sostenere la produzione poetica nuova, su temi disparati, che hanno portato alla premiazione di decine e decine di poeti dall’Italia e dall’estero, nella bella cornice dell’Auditorium San Barnaba di Brescia, concesso anche per la premiazione fissata per il 18 maggio prossimo.

Il bando si arricchisce di temi, oltre alla possibilità tradizionale di inviare poesie a tema libero, sia in lingua italiana che straniera, sia nei dialetti della penisola.

Novità di quest’anno è la possibilità di invio elettronico degli elaborati, mentre è sempre attiva una casella di posta tradizionale alla quale inviare le poesie in formato cartaceo.

Le poesie a tema saranno dedicate, in questa edizione, agli anniversari storici 2014, ma c’è una sezione dedicata anche alla Expo itlaiana che verrà inaugurata proprio nel periodo di premiazione dell’edizione numero 15 del Premio.

Il bando completo può essere richiesto all’Associazione organizzatrice, all’indirizzo associazionesidus@virgilio.it.

 

Le Grazie di Canova in mostra

 

Le Tre Grazie, con la Venere di Milo e il busto di   Nefertiti, è il gruppo scultoreo forse più famoso al mondo. E poco importa se   non tutti sanno che è opera di Antonio Canova e che le tre giovani bellezze   da lui immortalate sono figlie di Zeus e rispondono al nome di Aglaia,   Eufrosine e Talia, sodali di Venere, e che simboleggiano, rispettivamente, lo   splendore, la gioia e la prosperità.
Canova le ha interpretate in due esemplari, molto simili. Il primo, ora all’Ermitage   di San Pietroburgo, glielo commissionò Josephine de Beauharnais, all’epoca   moglie di Napoleone; il secondo al Duca di Bedford che, visto il gesso che lo   scultore teneva nel suo atelier romano, lo supplicò di creargli un ulteriore   esemplare in marmo. Canova riprese il modello, apportando piccoli cambiamenti   e, quasi per allontanare il momento di distacco dall’opera, l’accompagnò   personalmente sino alla nuova dimora inglese. Oggi quel magnifico marmo è   equamente suddiviso, sette anni ciascuno, dalla National Gallery of Scotland   di Edimburgo e dal Victoria & Albert Museum di Londra.

Dall’inizio di quelle vicende sono passati   esattamente due secoli: il modello originale in gesso delle Grazie è infatti   datato 1813. In questi due secoli la fama delle tre bellezze canoviane è   diventata universale. La sinuosità delle forme femminili, la delicatezza e la   morbidezza nonché la ricercata levigatezza del marmo determinano un gioco di   luci ed ombre che affascinano chiunque le ammiri.

Nella sua Casa-Museo, nella natia Possagno, Canova   lasciò il gesso originale della prima versione delle Grazie, quel gesso su   cui aveva lavorato per creare il suo capolavoro. La levigatezza del marmo   finale era qui ricreata da una patina in cera d’api. A Possagno giunse anche   il gesso tratto dalle Grazie inglesi, quale documento da conservare a perenne   memoria dell’arte del grande scultore.

Grazia e violenza non vanno d’accordo. Lo conferma,   se ce ne fosse bisogno, il destino dei due capolavori del Canova.

I gessi, con altre opere conservate nella Gipsoteca   vennero investiti dalla nuvola di calcinacci causata dai cannoneggiamenti   austroungarici durante la Prima Grande Guerra, quando Possagno, ai piedi del   Grappa, era zona di battaglia. Particolarmente gravi i danni subiti dal   gruppo inglese che vide le Grazie ritrovarsi con volti e busti   drammaticamente lesionati. All’indomani del conflitto, Stefano e Siro   Serafin, custodi e abilissimi restauratori, sanarono molti dei danni. Non   agirono invece sulle Grazie di Bedfod che, deturpate, trovarono sede nella   sala del consiglio comunale di Possagno, a stridente ricordo di un guerra   terribile per il paese. Il secondo gruppo di Grazie, restaurato è esposto   nell’Ala Scarpina della Gipsoteca.

A cent’anni dallo scoppio della Grande Guerra,   mentre l’Europa si appresta a ricordare quel centenario, anche le Grazie   inglesi”risorgono, ritrovando tutte le loro parti. Quello che i Serafin non   si sentirono di fare lo consente ora la tecnologia.
Grazie alla collaborazione delle National Galleries of Scotland, di   Edinburgo, proprietari del prezioso marmo, è stato possibile fotografare e   scansionare l’opera e grazie all’elettronica si è riusciti a ricomporre le   parti mancanti al gesso di Possagno.

Se Canova avesse lasciato sul marmo una sola   impronta digitale, la ritroveremmo sul gesso restaurato. Ad affermarlo è   Mario Guderzo Direttore del Museo e Gipsoteca Antonio Canova di Possagno che,   con Ugo Soragni, Direttore Regione per i Beni Culturali, Giuseppe Pavanello,   dell’Università di Trieste e Direttore del Centro Studi Canoviani di   Possagno, Marica Mercalli, Soprintendente per i Beni Storici e Artistici ed   Etnoantropologici per le Province di Venezia, Padova, Belluno e Treviso e   Aidan Weston Lewis, dello Scottish National Gallery di Edinburgo, Guancarlo   Cunial della Gipsoteca di Possagno, componenti del Comitato Scientifico della   mostra. A dire dell’incredibile grado di perfezione raggiunto da questa   tecnica, che aveva già dato prova di sé per un altro gesso di Canova, la   Danzatrice, anch’essa deturpata dalla guerra, che ha ritrovato braccia e   cembali.

In mostra, fino al 4 maggio 2014, si potranno   ammirare entrambi gruppi delle Grazie, quello russo”e quello inglese” così   recuperato. Con i gessi, i due bozzetti, l’uno proveniente dal Museo di   Lione, il secondo oggi di proprietà del Museo di Bassano. Poi tempere,   disegni, incisioni, sempre intono al tema delle Grazie.

Per l’occasione debutta anche il vino Terre del   Canova, Prosecco Superiore di Asolo DOCG prodotto dalla Casa Vinicola   Montelvini di Venegazzù in esclusiva per la Fondazione Canova. Realizzato   come tributo del territorio verso l’artista, reca in etichetta proprio   l’immagine delle Tre Grazie restaurate. Verrà venduto nello shop del Museo   come souvenir della visita e distribuito nelle migliori enoteche su scala   nazionale.

Mostra nella mostra è l’esposizione delle crude   immagini della Gipsoteca e dei Gessi di Canova all’indomani dei   bombardamenti: immagini concesse da due archivi pubblici, drammatiche nella   volontà di costituire una precisa documentazione di un orrore.

Questa mostra, afferma il Presidente della   Fondazione Canova, Giancarlo Galan, sarà un ulteriore conferma della   centralità del patrimonio canoviano conservato gelosamente a Possagno e ne   sottolineerà l’impegno espresso in termini di tutela e valorizzazione delle   opere. Rimane fondamentale per la Storia dell’arte quanto Canova ha voluto   lasciare alla sua terra facendola, così, diventare il centro mondiale dell’arte   del grande Scultore.

Museo e Gipsoteca Antonio   Canova, Possagno (Tv), fino al 4 maggio 2014.

Articolo di S. E.

 

C.L.A.R.A. Città, lavoro, accoglienza, reti, antiviolenza

È stato presentato dall’assessore ai Servizi sociali Anna Leso del Comune di Verona il progetto “C.L.A.R.A – Città, lavoro, accoglienza, reti, antiviolenza”, che dallo scorso dicembre vede il Comune di Verona impegnato nella prevenzione e contrasto alla violenza maschile sulle donne. Il progetto avrà una durata di 18 mesi e quindi si concluderà a giugno 2014, data entro la quale per le azioni programmate sarà impiegato il finanziamento di 140 mila euro del Dipartimento alle Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, a cui si aggiungono i 35 mila euro stanziati nel bilancio comunale. L’iniziativa è portata avanti dall’assessorato alle Pari opportunità, insieme ad altri 11 partner: Ulss 20, 21, 22, Università di Verona, Telefono Rosa, cooperative sociali Azalea, L’Albero e il Ponte, Studio Gugliema, Consulta delle associazioni femminili, Eurodonne. “Dopo una lunga fase di programmazione – ha detto Leso – finalmente questo progetto, arrivato terzo a livello nazionale e quindi finanziato dalla Presidenza dei Ministri, prende il via. Si tratta di un’iniziativa importante, per supportare le donne vittime di violenza, che si avvale della metodologia del lavoro di rete, per la quale Enti Pubblici e soggetti privati che operano nel sociale intervengono ciascuno con le proprie competenze e risorse umane, allo scopo di unire tutte le forze così da moltiplicare gli strumenti a disposizione. Punto di forza di Clara è la copertura territoriale, che va al di là degli ambiti di competenza di ciascun partner andando a raggiungere i confini dell’intera provincia”.

Il progetto è già attivo con quattro servizi gratuiti che vanno a rafforzare l’attività del centro antiviolenza P.e.t.r.a. e della casa rifugio di Verona.

Tra dicembre e marzo sono stati attivati 3 sportelli provinciali per donne vittime di violenza e maltrattamenti, uno per ciascuna Ulss della provincia di Verona: San Bonifacio, Porto di Legnago e Villafranca. Aperti un giorno la settimana, danno la possibilità di un servizio dedicato, con personale specialistico, anche a tutte quelle donne della provincia che sarebbero in difficoltà a raggiungere il centro antiviolenza P.e.t.r.a. Offrono ascolto telefonico, accoglienza e colloqui, sostegno psicologico e sociale, accompagnamento e protezione, garantendo anonimato e riservatezza.

La sperimentazione “Non agire violenza scegli il cambiamento” offre ascolto telefonico e accoglienza agli uomini che agiscono violenza, per un percorso individuale mirato al cambiamento dei maltrattanti. Si tratta del secondo spazio specialistico pubblico in Italia, dopo quello di Modena, che persegue le seguenti finalità: eliminare la violenza nelle relazioni interpersonali attraverso la promozione di programmi di cambiamento; migliorare la sicurezza delle donne vittime della violenza; ridurre i danni legati agli aspetti psicologici, sociali e sanitari a carico delle vittime; offrire una concreta possibilità di cambiamento ai soggetti che agiscono violenza; ridurre il rischio delle recidive di maltrattamento.

Percorsi per il recupero dell’autonomia lavorativa e abitativa delle donne, per favorire il reinserimento lavorativo, il reperimento abitativo e di promuovere l’autonomia delle donne vittime di violenza attraverso canali di confronto con gli Enti del territorio, protocolli d’intesa o linee guida. Vengono predisposti percorsi per il reperimento di lavoro, di un’abitazione e di un supporto per i figli minori, se presenti, e creati ponti tra i diversi Enti attraverso azioni sul territorio, che siano complementari, sviluppando modelli e strumenti volti a migliorare le condizioni di vita e l’indipendenza delle donne vittime di violenza e maltrattamenti.

Formazione di un gruppo di famiglie di accoglienza e di prossimità per donne vittime di violenza maschile e maltrattamenti. Per la prima volta in Italia, vengono accolte in famiglia donne maggiorenni, anche con figli minori, conosciute dai Servizi sociali. L’ospitalità può durare fino a 15 giorni. E’ già stato formato un gruppo di 6 famiglie disponibili, siglato un protocollo d’intesa ed è stata fatta un’ospitalità di una donna con 2 bambini.

Ulteriori informazioni sul progetto Clara sono disponibili contattando il Servizio Cultura delle Differenze e Pari Opportunità, al numero 0458078539, o sul portale del Comune di Verona.

Roberto Bolis

Trentesima rassegna internazionale del presepio a Verona

Si terrà fino al 26 gennaio 2014, negli arcovoli dell’Arena, la 30ª Rassegna internazionale del Presepio nell’arte e nella tradizione, organizzata dalla Fondazione Verona per l’Arena in collaborazione con Comune e Provincia di Verona, Regione Veneto, Camera di Commercio, Conferenza Episcopale Italiana e Diocesi di Verona. La mostra è stata presentata dal consigliere comunale incaricato alla Cultura Antonia Pavesi. Presenti i consiglieri comunali Alberto Zelger e Luigi Ugoli, l’ideatore della rassegna Alfredo Troisi, monsignor Giancarlo Grandis della Diocesi di Verona, don Carlo Vanzo dei Padri Camilliani di Verona e alcuni rappresentanti degli sponsor coinvolti nell’iniziativa. La rassegna, dedicata a papa Francesco, presenta oltre 400 presepi realizzati da artisti, artigiani e appassionati provenienti da tutta Italia e da diversi Paesi del mondo. L’esposizione propone anche opere raffiguranti angeli, realizzate dall’artista croata Margareta Krstic, e diorami di artisti italiani (Ulisse D’Andrea, Franco D’Avella, Nicola Sarnicola). Ad aprire il percorso della mostra è l’opera scultorea raffigurante San Francesco, con sullo sfondo un’immagine di papa Francesco. Presenti anche opere raccolte da missionari Camilliani, ispirate alla ricorrenza del 400° anniversario dalla morte di San Camillo. Nella parte iniziale della rassegna è inoltre esposto il presepio semovente di Giacomo Randazzo, opera d’arte inserita nel Registro delle Eredità Immateriali istituito dalla Regione Sicilia a salvaguardia del patrimonio culturale dell’umanità secondo le indicazioni dell’Unesco.

Ogni regione italiana è presente all’interno della mostra con le proprie tradizioni sul presepe, mentre all’esterno non manca la stella, quest’anno rinnovata con nuove illuminazione. La rassegna rimarrà aperta tutti i giorni, festivi compresi, dalle 9 alle 20. Costo del biglietto: 7 euro intero; 6 euro ridotto per le comitive di almeno 20 persone, per bambini di età compresa tra i 6 e i 12 anni e per adulti di età superiore ai 60 anni; 4 euro speciale scuole. E’ inoltre previsto uno speciale “sconto famiglia”, che prevede la gratuità a partire dal secondo figlio.

Per ulteriori informazioni: segreteria rassegna tel. 045592544, info@veronaperlarena.it.

Articolo di Roberto Bolis

 

Gaga Symphony Orchestra a Brescia

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Per la prima volta a Brescia, Gaga Symphony Orchestra si esibirà all’Auditorium San Barnaba, Piazzetta Arturo Benedetti Michelangeli (Corso Magenta), giovedì 12 dicembre, alle ore 20.30.

Il concerto ha scopo benefico, per assicurare un segno di Santa Lucia a chi non può permetterselo. E’ possibile effettuare una donazione tramite servizio Paypal. Info sul concerto possono essere richieste agli indirizzi comunicazione@tuotuo.it; associazionesidus@virgilio.it.

Il concerto vedrà sul palco dell’Auditorium un’orchestra in fomazione classica, composta da 45 elementi che eseguiranno meedley degli Abba, di Madonna, Disney, Lady Gaga, Jennifer Lopez e molto altro ancora. Un evento da non perdere per la spettacolarità della formazione, per il profondo significato che il concerto ha nella notte di Santa Lucia come evento promotore dell’Associazione TUO nata di recente e con un progetto di notevole spessore nel suo Statuto, di cui il concerto è simbolo perfetto per le imminenti festività.