A Taste of Italy. Conoscenza, cultura, fascino

XFFnjXyL’obiettivo del Padiglione VINO “A Taste of ITALY” a EXPO, conclusosi lo scorso 31 ottobre, era quello di affascinare, coinvolgere, far portare con sé un’emozione, un ricordo ed una suggestione legate alla conoscenza della cultura del vino italiano, dei territori nei quali viene prodotto, delle tradizioni di un paese che un tempo si chiamava Enotria, terra delle viti, del vino.

«Al termine di Expo possiamo dire di aver vinto la sfida – sottolinea il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina -. Siamo la patria del Vino, con oltre 500 vitigni coltivati e con il primato di produzione riconquistato quest’anno. Con il Padiglione del Vino abbiamo mostrato al mondo la forza di questo settore, fatta di passione, storia e di una fortissima spinta all’innovazione. Un successo reso possibile da chi ha lavorato ogni giorno in questi sei mesi per rappresentare al meglio l’esperienza vitivinicola nazionale».

«Un grande lavoro di squadra, un impegno gestito in tempi strettissimi dall’ideazione alla realizzazione sino alla gestione durante i sei mesi di Expo che solo un organizzatore fieristico di grande esperienza e di specifica competenza nel settore vinicolo poteva affrontare con successo – dice il Presidente di Veronafiere, Maurizio Danese –. L’Expo non finisce oggi per noi. Il Padiglione è stato, grazie anche alle numerose delegazioni istituzionali e commerciali presenti, sia italiane che straniere, una straordinaria occasione di relazioni per la Fiera di Verona che può metterle a sistema a favore della propria attività, delle aziende e associazioni di categoria dei settori nei quali opera».

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«L’esperienza del Padiglione VINO A Taste of ITALY prosegue – specifica il Direttore Generale, Giovanni Mantovani –. A partire dal 50° Vinitaly, in programma a Verona dal 10 al 13 aprile prossimi, inizierà un percorso lungo il quale porteremo la conoscenza, la cultura ed il fascino del vino italiano e dei suoi territori, che attraverso di esso abbiamo raccontato, direttamente all’attenzione di altri paesi interessati dalle iniziative del Vinitaly International o che ci faranno richiesta per eventi legati alla promozione del made in Italy».

Fortemente voluto dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e da Veronafiere-Vinitaly, il Padiglione VINO – A Taste of ITALY, è stato visitato da 2,1 milioni di persone, il 20% provenienti dall’estero, che sono state accolte sia lungo il percorso conoscitivo, sia degustativo nella Biblioteca del Vino – Enoteca del Futuro da un team preparato e attento che ha contribuito a far vivere un’esperienza che resterà nel bagaglio culturale e di emozioni di tutti i visitatori.

Più di 3600 le etichette proposte per 150 mila bottiglie e circa 800 mila degustazioni tra Enoteca del Futuro – Biblioteca del Vino, “Vino is Aperitivo”, eventi, seminari, workshop, wine tasting e visite di delegazioni internazionali e della stampa. Sono state 2000 le aziende che hanno presentato i loro vini e più di 500 gli eventi e i convegni promossi nelle Sale Convivium e Symposium.

Autorevoli partner del Padiglione VINO – A Taste of ITALY sono stati il Comitato Scientifico, presieduto da Riccardo Cotarella, con le iniziative “Viaggio nell’Italia del Vino”, Gambero Rosso con i Tre Bicchieri, Civiltà del Bere con “Italian Wine is More”, Club Papillon con la “Giostra dei Wine Bar”, Cronache di Gusto con “La bellezza del vino” e “I vini bussola”, Doctor Wine di Daniele Cernilli con “Il giro d’Italia in 80 vini” e le degustazioni organizzate con AIS e ONAV.

Un successo sottolineato anche dal riconoscimento Premio Class Expo Pavilion Heritage Awards per il migliore Padiglione di un Unico Prodotto Alimentare.

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A ritirare il Premio il Presidente di Veronafiere, Maurizio Danese, eletto il 27 ottobre scorso, il Presidente uscente, Ettore Riello, che è stato ringraziato per il grande lavoro svolto, anche in vista dell’Expo, il Direttore Generale, Giovanni Mantovani, l’architetto Italo Rota, che ha curato l’allestimento del Padiglione e Riccardo Cotarella, presidente del Comitato scientifico.

I Class Expo Pavilion Heritage Awards sono stati dedicati ai padiglioni e ai cluster che meglio hanno saputo interpretare e comunicare il tema dell’esposizione universale, “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”, lasciando così la migliore eredità, in termini di impatto, interesse, cambiamento delle abitudini di consumo e rispetto per quanto il pianeta produce.

Gli Awards sono stati ideati e organizzati da Class Editori, insieme con Laureate International Universities, il network di 80 università in 29 Paesi cui fanno capo, a Milano, Domus Academy e NABA (Nuova Accademia di Belle Arti Milano). Advisor scientifici, l’Associazione mondiale degli Agronomi (WWA) e il Consiglio dell’Ordine nazionale dei dottori agronomi e dei dottori forestali. IBM ha supportato l’iniziativa come Official Sponsor.

Di primissimo piano la giuria internazionale che ha assegnato i riconoscimenti, dopo aver valutato anche il lavoro di un’equipe di studenti di NABA e Domus frutto di un’accurata ricerca e confronto nel corso dei sei mesi di Expo 2015: Letizia Moratti, Romano Prodi, il Cardinale Tagle, Shenggen Fan, Maria Cruz Alvarez ed il Premio Nobel Eric Maskin.

 

Veronafiere

 

 

Vinitaly International promuove il vino italiano a Hong Kong

Numeri significativi quelli di Vinitaly International all’Hong Kong International Wine & Spirits Fair: più di 1.000 metri quadrati di area espositiva con oltre 137 espositori e più di 800 etichette in degustazione. Dal 5 al 7 novembre 2015, negli spazi del Convention and Exhibition Centre, Vinitaly International partecipa per il sesto anno consecutivo alla più importante fiera dedicata al settore vino e distillati dell’area asiatica, organizzata da HKTDC (Hong Kong Trade Development Council | http://www.hktdc.com). «La presenza di un gran numero di espositori riuniti sotto il brand di Vinitaly rappresenta un segnale molto positivo di continuità con le passate edizioni, che può essere letto come un forte slancio dei produttori di vino italiani verso un’azione più coordinata per la promozione dei nostri sul mercato cinese» sottolinea Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere.

Giunta alla sua ottava edizione, Hong Kong International Wine & Spirits Fair 2015 si inserisce nel business tour di promozione del vino italiano di Vinitaly International, dopo la tappa cinese di settembre al Shanghai Wine and Dine Festival e prima di quella russa che si svolgerà al Swissôtel Hotel di Mosca il prossimo 16 novembre. Un programma che ha l’obiettivo di incrementare la conoscenza delle etichette italiane nel mondo, ma anche fornire alle aziende produttrici nuove opportunità di business e relazioni con delegazioni di buyer, direttamente nei loro mercati di competenza. Contatti che andranno a consolidarsi poi in occasione di Vinitaly – che nel 2016 festeggerà la sua 50ª edizione – e di tutte le attività che Veronafiere offre al settore vino, in agenda nel prossimo anno.

Hong Kong rimane un mercato strategico per le aziende vitivinicole italiane, per due motivi: da un lato, agisce come corsia preferenziale per i nostri produttori che esportano nella Cina continentale. Dall’altro, dato l’elevato potenziale di crescita interna, rappresenta uno sbocco importante per le etichette italiane. Le importazioni di vino a Hong Kong hanno registrato, lo scorso anno, una crescita del 5,1%, con un valore complessivo di 984 milioni di euro (FONTE: HKTDC, il 27 febbraio 2015). In particolare la quota di vino italiano nel 2014 è stata pari all’1,5% sul totale importato e, nel periodo compreso tra gennaio e luglio 2015, ha registrato un ulteriore anche se lieve aumento (FONTE: Istat). Dati che confermano come il nostro Paese abbia sia i numeri che la varietà produttiva per conquistare l’attenzione dei consumatori di Hong Kong, a patto di fornire loro anche gli strumenti per orientarsi e apprezzare il vasto e variegato panorama vitivinicolo del Belpaese.

Per i produttori italiani la parola chiave di questa edizione di Hong Kong International Wine & Spirits Fair è ancora una volta “educazione” e Vinitaly International ha raccolto la sfida raddoppiando il numero delle sue sale di degustazione per offrire ai partecipanti un programma ancora più ricco e completo di iniziative: le delegazioni commerciali e stampa cinesi possono quindi scegliere tra tredici masterclass sul vino italiano, realizzate in partnership con Consorzio Vino Chianti, Vini Alto Adige, Italian Wine & Stile Promotion, Consorzio Tutela Vini Valpolicella, Tommasi Family Estates, Enoteca Regionale Emilia Romagna e Grande Passione (vedi link in allegato).

La missione educational viene ulteriormente arricchita da quattro Executive Wine Seminar della Vinitaly International Academy (VIA), tenuti dal suo Direttore Scientifico Ian D’Agata in collaborazione con i primi VIA Italian Wine Ambassador (IWA), nominati lo scorso marzo ad Hong Kong in occasione della 1ª edizione del Corso di Certificazione VIA. L’ultimo giorno di fiera è prevista inoltre una sessione di esame VIA, per dare una seconda possibilità ai candidati che desiderino diventare Ambassador e Italian Wine Expert (IWE).

Come nelle precedenti edizioni, ogni giorno la Vinitaly Lounge offre ai partecipanti l’opportunità di assaggiare cibi della nostra tradizione gastronomica, bere una tazza di buon caffè e provare il famoso aperitivo all’italiana grazie alla partnership Fabbri 1905. Il programma della Lounge include infine una serie di incontri e interviste organizzate in collaborazione con i media partner Vinehoo, Wines-info e Wine in China.

 

Export Italia > Hong Kong [Valori in euro]

Periodo Gennaio-Luglio 2015

Fonte dati cumulati: Istat

2013 2014 2015
14.617.679 14.539.568 15.092.242

 

Export Italia > Hong Kong [Quantità in kg]

Periodo Gennaio-Luglio 2015

Fonte dati cumulati: Istat

2013 2014 2015
1.903.457 1.775.785 1.752.784

 

 

Veronafiere

 

 

Ultimi giorni per iscriversi a Vinitaly

Sono ancora aperte le iscrizioni a Vinitaly 2016. Dopo il successo registrato nel 2015, con 150mila visitatori e incoming di buyer esteri da oltre 140 Paesi, quella del prossimo anno sarà un’edizione speciale. Il Salone Internazionale del vino e dei distillati compie infatti 50 anni (10 – 13 aprile 2016). Un traguardo importante a sottolineare il riconoscimento internazionale raggiunto dalla manifestazione e che Veronafiere-Vinitaly intende confermare con novità e investimenti mirati. Le cantine interessate, fino al 31 agosto, possono prenotare la propria area espositiva al prezzo agevolato della scorsa edizione.

Con l’iscrizione a Vinitaly ogni azienda vitivinicola ha inoltre diritto ad un ingresso gratuito per partecipare alla seconda edizione di wine2wine (2 e 3 dicembre 2015). É infatti già possibile iscriversi anche al forum dedicato al business del vino organizzato da Veronafiere presso il Centro congressi di viale del Lavoro. Un’occasione di incontro-confronto per le aziende del comparto vino, che nel 2014 ha registrato oltre 1.000 presenze tra titolari, responsabili marketing, export manager ed altri executive aziendali e che quest’anno è pronta ad offrire una nuova finestra sulle tematiche di maggiore interesse per il business delle cantine: dagli scenari di mercato all’export, alla gestione economico-finanziaria fino alle strategie di marketing e comunicazione.

Migliorare la conoscenza del vino italiano all’estero, semplificandone il linguaggio e unificandone l’immagine a livello internazionale: questa la tematica che collega invece le prime tappe del Vinitaly International: Shanghai Wine & Dine Festival (18 – 20 settembre 2015), Hong Kong International Wine and Spirits Fair (5 – 7 novembre 2015) e Vinitaly Russia, che anche quest’anno si terrà presso l’esclusivo Swissôtel Krasnye Holmy il prossimo 16 novembre. Le aziende del settore wine&spirits interessate possono trovare informazioni e modalità per iscriversi sul sito di Vinitaly International, che riserva un ingresso gratuito a wine2wine alle cantine che effettuano la prenotazione ad almeno una delle prossime tappe in programma.

 

Veronafiere

 

 

 

 

Casola Valsenio, “Paese delle Erbe e dei Frutti dimenticati”, protagonista in ottobre

La Valle del Senio, nel comprensorio turistico delle Terre di Faenza (in provincia di Ravenna) svela un paesaggio di raro fascino, offrendo al visitatore un mosaico di boschi, vigneti, frutteti e giardini.

Nel paese di Casola Valsenio, che si fregia del titolo di “Paese delle Erbe e dei Frutti Dimenticati“, le antiche tradizioni contadine locali di coltivazione delle piante si esprimono anche nella salvaguardia di alberi da frutto di varietà ormai abbandonate o uscite di produzione. A questi frutti dimenticati Casola Valsenio dedica un doppio originale appuntamento autunnale: la Festa dei Frutti Dimenticati e del Marrone di Casola Valsenio, in programma nei weekend 10-11 e 17-18 ottobre.

Piante spontanee o coltivate negli orti e nei frutteti di casa per il consumo domestico fin dal tardo Medioevo, i frutti dimenticati sono perlopiù caratteristici della stagione autunnale e rappresentavano una preziosa scorta di cibo da conservare con cura per l’inverno. Salvati dall’estinzione e recuperati per la gioia di chi li ha conosciuti e per chi li vede per la prima volta, ecco tanti bei frutti profumati, dai colori caldi e dai nomi spesso originali: giuggiole, pere spadone, corniole, nespole, mele cotogne, corbezzoli, azzeruole, sorbe, pere volpine, uva spina, senza dimenticare noci, nocciole, melagrane e ovviamente i Marroni.

La ripresa d’interesse verso i frutti di un tempo è rivolta anche al recupero di antichi metodi di conservazione, lavorazione e consumo alimentare. Per questo, nel corso della festa si svolge un concorso di marmellate e uno di dolci al Marrone, mentre i ristoranti della zona propongono per tutto l’autunno la “Cucina ai frutti dimenticati”. Si tratta di piatti che utilizzano i prodotti tradizionali del territorio, sia secondo la consuetudine sia in modo moderno, proponendo una cucina gradevole, naturale e dal forte potere evocativo.

Fra le ricette a base di questi frutti ricordiamo: la salsa di rovo e di gelso, le composte di corniole e di cotogne, la torta di mele selvatiche e i dessert con protagoniste le pere volpine, le castagne, l’alkermes, il vino e il formaggio. Un gruppo di frutti dimenticati serve per preparare un antico piatto tipico, il “migliaccio”, che richiede mele cotogne, pere volpine, mele gialle, cioccolato, pane, raffermo grattugiato, canditi, riso e, secondo l’antica ricetta, sangue di maiale in aggiunta.

A Casola Valsenio, infine, i frutti dimenticati si sposano perfettamente con le piante aromatiche del locale Giardino Officinale e danno vita a piatti straordinari come le insalate di sedano, ribes bianco e rosso in agrodolce, o di finocchio selvatico con tarassaco, cerfoglio e salsa di melagrana, ottime se condite con l’olio extravergine Brisighello. Nei menù compaiono i risotti di pere volpine, l’arrosto di arista con castagne e lamponi o il rotolo di vitello alla melagrana, la crostata di marmellata di sorbe, le prugnole ripiene di noci e zabaione, il sorbetto alle corniole.

Sempre il 18 ottobre, spostandosi a pochi chilometri da Casola, a Riolo Terme, prenderà vita la tradizionale Giornata della Salvia e della Saba, nel corso della quale si svolgeranno dimostrazioni sulla produzione e sull’utilizzazione gastronomica della saba (mosto cotto), con degustazioni in tema. Inoltre, uno stand gastronomico propone la divulgazione, la commercializzazione e l’assaggio della salvia.

 

Pierluigi Papi

Mark Ruffalo stregato dalla cucina di Mamma Agata a Ravello

DSC_0597Si arricchisce ogni anno di nomi prestigiosi il libro dei ricordi di Mamma Agata, la famosa scuola di cucina “made in Ravello”, già inclusa nel 2013 dall’autorevole guida gastronomica Zagat tra le 5 più importanti cookingschool dell’area del Mediterraneo.

L’ultimo in ordine di tempo a destreggiarsi tra pentole e fornelli è Mark Ruffalo, interprete di pellicole come “The Avengers”, “Iron Man 3”, “Zodiac”, “Shutter Island” e candidato due volte al Premio Oscar come Miglior Attore non Protagonista nel 2015 e nel 2011, rispettivamente per “Foxcatcher” e “I ragazzi stanno bene”.

Di ritorno dal Giffoni Film Festival, l’attore americano ha pensato bene di trascorrere un po’ di giorni di relax a Ravello, visitando gli scorci, le botteghe ed i monumenti della perla glamour della Costiera Amalfitana e, naturalmente, quella che è diventata a tutti gli effetti una delle attrazioni preferite per i turisti a stelle e strisce: la scuola di cucina di Mamma Agata. “Per me è come tornare a casa, nella cucina dei miei nonni paterni”, ha immediatamente esclamato Mark Ruffalo, ricordando le sue lontane origini calabresi. Un tuffo nel passato, insomma, tra i sapori, i profumi e le emozioni della sua fanciullezza! Non a caso ha chiesto di poter preparare per tutti le frittelle secondo la ricetta segreta della nonna, con fiori di zucchini, erbe e cipolla: “E’ stato bellissimo vedere come Mark Ruffalo scambiava consigli e suggerimenti con i due cuochi di casa, Mamma Agata e Gennaro! E’ una persona di un’infinita dolcezza e di una semplicità disarmante. Dopo pochi minuti avevamo tutti la sensazione di parlare con qualcuno di famiglia” ha esclamato Chiara, manager della scuola di cucina che, con la sua intraprendenza e vivacità, coordina il lavoro di tutto il nucleo familiare, come un buon direttore d’orchestra. DSC_0602Mamma Agata ed il genero Gennaro, invece, sono il cuore pulsante della cookingschool: sono loro, infatti, che illustrano i segreti dell’arte culinaria di “baby Agata” (come usava chiamarla Humphrey Bogart), una cucina fatta di sapori semplici e tradizionali, di prodotti genuini e biologici, coltivati dal capofamiglia Salvatore nei meravigliosi giardini terrazzati a picco sul mare, e condita da un’innata passione che l’ha portata a cucinare sin dall’età di 13 anni per personaggi del calibro di Susanna Agnelli, Jacqueline Kennedy, Elizabeth Taylor e, negli ultimi anni, Pierce Brosnan, Joanne Kern, SelaWard, Kurt Warner e molti altri. Gennaro, oltre ad essere un ottimo chef, coltiva anche altre passioni: è, infatti, sommelier professionale, assaggiatore di olio d’oliva, maestro degustatore di formaggi e produttore in proprio di un delicato olio extravergine di oliva nonché di un eccellente vino biologico senza solfiti.

La giornata di Bruce Banner/Hulk all’insegna della buona cucina è proseguita con la preparazione della parmigiana di melanzane, raccontando a tutti che sua nonna usava dire che “le melanzane devono piangere”, con riferimento alla naturale perdita dell’acqua di vegetazione una volta tagliate a fette e salate, prima di essere fritte. E’ stata, poi, la volta delle pappardelle con peperoni e salsiccia, del pollo al limone e della famosa torta al limone di Mamma Agata, il tutto sorseggiando limoncello e intingendo di continuo le fette di pane nella salsa di pomodoro!

DSC_0617Il pranzo all’aperto, sulla terrazza panoramicaall’ombra di un rigoglioso pergolato di buganvillea, tra il profumo di zagare e la vista che spazia sul mare della Costiera Amalfitana, è stato il momento conclusivo di una giornata ricca di emozioni, tra foto ricordo, abbracci e risate, in un’atmosfera informale e familiare al tempo stesso.

Tutte le ricette ed i segreti culinari di Mamma Agata sono stati di recente raccolti in un libro dal titolo “Mamma Agata: Simple and Genuine” che, in breve, ha scalato tutte le classifiche internazionali nella sua categoria, riscuotendo meritati e prestigiosi successi. E’, infatti, vincitore del GourmandCookbook Award nel 2010, nella categoria “Best Easy Recipe”, del GrandPrize del PurpleDragonfly Book Award, nella categoria “FoodRelated” e del FirstPlace del RoyalDragonfly Book Award, nella categoria “FoodRelated”.

 

Red

Vinitaly monitora il mercato in preparazione della 50ª edizione

Il 2015 è iniziato positivamente per il vino italiano. Lo dicono le aziende intervistate dall’Osservatorio wine2wine di Vinitaly tra maggio e giugno. Molto bene il mercato a stelle e strisce, contrastanti i pareri per Germania e Cina. Tra i canali di vendita, ancora preferiti gli importatori alla GDO.

L’85% delle cantine italiane è soddisfatto dell’attuale andamento del mercato, grazie soprattutto all’ottima performance delle esportazioni nei primi 4 mesi dell’anno. È quanto emerge dal quarto Osservatorio wine2wine di Vinitaly, i cui risultati sono stati presentati a Milano da Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere, nel corso del suo intervento al “Forum Food e Made in Italy” del Sole 24 Ore.

«Capire come si muovono i mercati esteri è fondamentale per programmare al meglio la prossima edizione di Vinitaly – ha affermato Mantovani –. Quella in programma dal 10 al 13 aprile 2016 sarà la cinquantesima edizione del Salone del vino di Verona e stiamo lavorando per confermare la sua leadership tra le fiere internazionali di settore».

Delle oltre 400 cantine intervistate tra maggio e giugno, distribuite in modo uniforme su tutto il territorio nazionale (17,5% Nord-Ovest, 35,4% Nord-Est, 31,7% Centro, 15,4% Sud e Isole) e tutte già espositrici di Vinitaly o partecipanti alla prima edizione di wine2wine nel dicembre 2015, il 58,3% ha dichiarato una crescita del fatturato imputabile al commercio estero rispetto allo stesso periodo del 2014. Il 32% è stabile, mentre un calo viene registrato dal 9,7% di chi ha risposto, a cui si contrappongono incrementi superiori al 15% per il 21,4% delle cantine. Il trend è molto positivo soprattutto per le imprese del Nord-Est e dell’Italia meridionale, per quelle mediamente internazionalizzate (cioè presenti con i propri vini in 6-20 mercati) e per quelle con percentuali di export già superiori al 30%.

Questo sentiment viene in parte confermato dai dati Istat del primo trimestre 2015 (ultima rilevazione disponibile), che indicano un valore delle esportazioni italiane di vino in aumento del 3,85% per un totale di quasi 1,189 miliardi di euro, anche se con una contrazione dei volumi di circa il 2%.

Grazie all’indebolimento dell’euro sul dollaro e all’andamento generale dell’economia, gli Stati Uniti sono il mercato del momento: il 76,2% delle cantine intervistate ha infatti dichiarato che quello americano è tra i tre mercati (con Canada e Regno Unito) che in questo momento stanno crescendo maggiormente. Questa opinione è condivisa sia dalle aziende che vendono i propri vini in meno di 10 mercati, sia in quelle maggiormente internazionalizzate.

Più variegata l’opinione delle cantine nei confronti del mercato tedesco: 1 azienda su 3 (32,7% per la precisione) ha dichiarato un aumento delle vendite in Germania, ma più di un terzo (34,7%) sono state quelle che, al contrario, hanno registrato una contrazione. Tra le cantine che esportano i propri vini in più di 20 Paesi, solo la Russia ha avuto un andamento della domanda peggiore.

Anche la Cina mostra una situazione polarizzata, con aziende di piccole dimensioni che stanno aumentando le vendite (21,8% del totale) e imprese più strutturate che, nel 16% dei casi, indicano il Paese asiatico come un mercato in calo.

«Un’occasione per verificare direttamente la situazione in questi ultimi due mercati l’avremo già a partire da settembre – ha spiegato il direttore generale di Veronafiere – quando, dal 18 al 20, saremo a Shanghai con Vinitaly China al Wine & Dine Festival e dal 5 al 7 novembre a Hong Kong all’International Wine & Spirit Fair, mentre il 16 novembre saremo a Mosca per un nuova edizione di Vinitaly Russia».

Quanto ai canali di vendita, le cantine giudicano molto positivo (63,6% degli intervistati) il proprio rapporto con gli importatori, mentre divide il rapporto con la GDO estera (molto positivo per il 47,3% ma allo stesso tempo particolarmente negativo per il 27,3%).

In entrambi i casi c’è una correlazione diretta con la dimensione aziendale: le cantine con oltre 10 milioni di euro di fatturato e 1 milione di bottiglie prodotte sono soddisfatte degli importatori nell’85% dei casi, percentuale che scende fino al 41,2% per le cantine che producono fino a 150mila bottiglie. Andamento simile, ma con differenze meno marcate, per le vendite alla GDO estera.

 

Veronafiere

 

Vinitaly a Shanghai per il Wine&Dine di settembre

Sarà Vinitaly a rappresentare l’eccellenza enogastronomica italiana alla prima edizione dello Shanghai Wine&Dine Festival.

La manifestazione, in programma dal 18 al 20 settembre 2015, punta a diventare l’evento b2c di riferimento in Oriente per il settore wine&food e Vinitaly, il più importante salone internazionale organizzato da Veronafiere dedicato al vino e ai distillati, è stato scelto come capofila del padiglione che ospiterà i prodotti italiani, grazie all’efficace lavoro svolto in questi anni attraverso le iniziative di Vinitaly International.

L’obiettivo resta la conquista dei consumatori cinesi, grazie a degustazioni delle migliori etichette tricolori, accompagnate dai piatti dei più famosi cuochi italiani di Shanghai e offerte dalle più note realtà del food & beverage made in Italy presenti in Cina.

Il Festival, che vede la partecipazione anche di Francia, Spagna, Stati Uniti d’America, Australia, Cile e Argentina, è stato presentato questa settimana a Shanghai dai promotori: il quotidiano Shanghai Morning Post, Gewara il più grande ticket service online della Cina, Unionpay, la carta di credito più diffusa in Cina e Bank of Communications.

«Questo è un momento importante per Vinitaly e il vino italiano – ha commentato il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani –. Per la prima volta nella storia dell’Esposizione universale a Expo Milano abbiamo realizzato un padiglione dedicato al vino, molto apprezzato dai numerosi visitatori cinesi. L’anno prossimo, poi, sarà il cinquantesimo anniversario di Vinitaly a Verona e, con il nostro know-how, siamo pronti ad affrontare a Shanghai un nuovo tipo di evento, consumer-oriented, dove anche il food giocherà un ruolo fondamentale, facendo da traino alla cultura del vino».

Vinitaly International, allo Shanghai Wine&Dine Festival, come per il Roadshow in vista di Expo e il Fuorisalone di Chengdu, lavorerà in stretta collaborazione con aziende e importatori di vino italiano.

Il console generale italiano a Shanghai, Stefano Beltrame, presente alla conferenza stampa, insieme alla managing director di Vinitaly International, Stevie Kim, ha ricordato ancora una volta «l’importanza di agire insieme, per realizzare davvero quell’auspicato sistema-Italia che possa trasformarsi in business concreto per le aziende vitivinicole italiane nel mercato più ostico e promettente del mondo, quale è quello Cinese».

A sottolineare il valore internazionale della manifestazione di Shanghai, la partecipazione, insieme a Vinitaly, anche di Sopexa China, Conseil Interpofessionel du Vin de Bordeaux (CIVB), Wine Australia, Wines of Chile, Rioja, Wines of Argentina e ufficio del Commercio estero degli Stati Uniti.

Le aspettative su questo nuovo appuntamento sono quindi molto alte, come ha spiegato Yang Wei Zhong, editore in capo dello Shanghai Morning Post: «Shanghai è da sempre aperta agli stili di vita occidentali e in questi due anni sta vedendo crescere sempre più i consumatori di vino. Da questo punto di vista è una metropoli che è punto di riferimento per tutta la nazione e da cui passano le nuove tendenze del consumatore cinese».

 

La Redazione

Il cinema va in cantina e diventa Divino!

Cinemadivino” è il titolo della rassegna itinerante eno-gastro-cinematografica che per tutta l’estate 2015 (luglio, agosto, fino ai primi di settembre) porterà i migliori film della stagione appena trascorsa, e alcuni dei migliori film di sempre, direttamente nelle cantine di ben 15 regioni d’Italia.

Arene all’aperto, spiagge, piazze di tutta la nostra penisola sono solite ospitare proiezioni all’aperto durante i mesi più caldi dell’anno. Solo “Cinemadivino”, però, porta il cinema direttamente nelle aie e nei cortili delle aziende vitivinicole italiane.

In molti casi, quindi, i film saranno gli stessi che il pubblico potrebbe vedere anche in altri luoghi, ma il fascino e il “gusto” di vederli mentre si sorseggia anche un buon calice di vino degustando qualche piatto tipico regionale immersi nelle vigne è sicuramente un plus che solo “Cinemadivino” può dare.

Una serata di “Cinemadivino”, infatti, non propone solamente il film, ma una vera e propria esperienza di convivialità: si parte, per chi lo desidera, con la visita guidata della cantina e la conoscenza dei produttori; si prosegue cenando direttamente nell’azienda o grazie alla presenza del Food Truck di Cinemadivino (il furgone viaggiante che poterà nelle cantine lo “street food” di qualità); si continua con la degustazione di tre calici dei vini dell’azienda e, infine, sotto un cielo stellato si assiste alla proiezione cinematografica. Nel corso di alcune serate sarà inoltre possibile incontrare registi e attori che introdurranno i loro lavori.

Emilia Romagna (dove la rassegna è nata oltre 10 anni fa), Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Liguria, Veneto, Marche, Abruzzo, Umbria, Toscana, Sardegna, Campania, Basilicata, Puglia, Molise, Lombardia sono le regioni coinvolte in questa rassegna itinerante.

Il cartellone di “Cinemadivino” proporrà (solo per fare alcuni titoli) i migliori film della stagione, da “Birdman” a “Whiplash” ad “American Sniper”; le commedie italiane come “Noi e la Giulia”, “Confusi e Felici”, “Il racconto dei racconti”; ma anche film cult come “Soul kitchen” e “Jesus Christ super star”; senza dimenticare film a carattere enogastronomico come “Chef – la ricetta perfetta”, “Amore, cucina e curry”, “Barolo Boys”.

«Da 12 anni “Cinemadivino” anima le serate romagnole e da 5 anni è uscito dal nido e ha cominciato a raccontare il vino e il territorio in giro per l’Italia – spiega Carlo Catani, Presidente di Cinemadivino srl – Lo scopo della rassegna è sempre stato proprio quello di raccontare il lavoro dei produttori di vino italiano, attraverso un abbinamento originale, ormai consolidato, quello magico del cinema e quello unico del paesaggio. Dalla prima pionieristica edizione che ha visto la partecipazione di sole tre cantine con un pubblico di 120 persone, quest’anno raggiungeremo oltre 100 cantine in 15 regioni italiane, contando di coinvolgere circa 20.000 persone. L’Edizione 2015 si è arricchita d’importanti regioni vitivinicole, come il Friuli Venezia Giulia e il Veneto, a cui si aggiunge la Liguria, un territorio poco conosciuto per la produzione di vino ma che ci sorprenderà. Il nostro sogno è raggiungere tutte le regioni d’Italia, un passo per volta, consolidando il rapporto con i territori e con le persone, facendo conoscere a un pubblico sempre più vasto un modo diverso di vivere il cinema, nei luoghi meno attesi, a contatto con persone uniche e vivere per una sera l’amore per la nostra terra e magari farla vivere anche agli amici di passaggio».

 

Pierluigi Papi

I numeri del 22° Concorso Enologico Internazionale di Vinitaly

Campioni da 32 Paesi. Quasi 3.000 vini iscritti. Assegnate 75 medaglie.

È l’italiana Azienda Agricola G. Milazzo – Terre della Baronia di Campobello di Licata (AG – Italia) la vincitrice del Premio speciale “Gran Vinitaly 2015”, assegnato alla cantina che ha ottenuto il maggior punteggio in base a due medaglie conseguite in gruppi diversi del 22° Concorso Enologico Internazionale di Vinitaly, svoltosi a Verona dal 13 al 16 aprile 2015.

I vini iscritti quest’anno alla competizione enologica più rigorosa e selettiva al mondo sono stati quasi 3.000, con record di 32 Paesi partecipanti, tra i quali per la prima volta Svezia, Giappone e Taiwan.

Tre le aziende vincitrici del Premio speciale “Vinitaly Nazione 2015”, attribuito al produttore di ogni Paese che ha ottenuto il maggior punteggio calcolato dalla somma delle valutazioni riferite ai migliori tre vini insigniti del diploma di “Gran Menzione”. Si tratta della Winzer Sommerach – Der Winzerkeller – Sommerach (Germania); del Casale del Giglio Az. Agr. S.r.l. – Le Ferriere (LT – Italia) e della Vincon Vrancea S.A. – Focsani (Romania).

Il Premio speciale “Denominazione di Origine 2015”, assegnato al vino di ogni denominazione di origine italiana che in assoluto ha conseguito il miglior punteggio (a condizione che per ogni denominazione di origine abbiano partecipato almeno 40 campioni), è stato attribuito all’Amarone della Valpolicella Docg 2010 Lavarini Soc. Agr. di Lavarini Massimo & C. S.S. – Negrar (VR); al Valdobbiadene Prosecco Docg Superiore Spumante Extra Dry “2” 2014 Progettidivini S.r.l. – Soligo di Farra di Soligo (TV); al Gutturnio Doc Frizzante “Tradizione Piacentina” 2014 Az. Agr. Il Poggiarello – Scrivello di Travo (PC); al Montepulciano d’Abruzzo Doc “Val di Fara – Selezione di Famiglia” 2013 Spinelli S.r.l. – Atessa (CH); al Prosecco Doc Treviso Spumante Brut 2014 Sanfeletto S.r.l. – San Pietro di Feletto (TV) e al Trentino Doc Moscato Giallo Vino Biologico 2014 Cantina Toblino S.c.a. – Sarche (TN).

In palio, per i vini italiani, anche il premio “Banco Popolare”, assegnato al Vin Santo del Chianti Doc “Il Conio” 2005 della Eredi Benito Mantellini Az. Agr. S.S.Terranova Bracciolini (AR), per aver conseguito il miglior punteggio in assoluto fra tutti i vini italiani di tutte le categorie previste dal regolamento del 22° Concorso Enologico Internazionale.

Dei 3.000 campioni iscritti, 2.585 sono stati ammessi a giudizio; di questi, i 720 che hanno ottenuto un punteggio di almeno 82/100, per un massimo del 30% dei campioni di ciascuno gruppo di ogni categoria, sono stati premiati con diploma di “Gran Menzione”. I primi venti vini di ogni categoria e gruppo previsti dal regolamento che hanno ottenuto il miglior punteggio sono stati rivalutati da tre commissioni diverse e quelli che hanno ottenuto le migliori performance sono stati rispettivamente insigniti con Gran Medaglia d’Oro, Medaglia d’Oro, Medaglia d’Argento e Medaglia di Bronzo. In totale sono state attribuite 75 medaglie: 17 Gran Medaglie d’Oro, 18 Medaglie d’Oro, 23 Medaglie d’Argento e 17 Medaglie di Bronzo.

La premiazione dei vini vincitori di medaglia sarà uno degli eventi organizzati nel Padiglione “Vino – A taste of Italy”, durante l’Expo di Milano.

Durante le selezioni dei vini partecipanti al 22° Concorso Enologico Internazionale sono stati utilizzati complessivamente 20.000 bicchieri e sono state compilate 17.275 schede di valutazione pari a 246.395 giudizi parziali.

Organizzato da Veronafiere – Vinitaly in collaborazione con Assoenologi, il Concorso Enologico Internazionale si fregia del patrocinio della Commissione dell’Agricoltura e dello Sviluppo Rurale del Parlamento Europeo, dell’Organisation Internationale de la Vigne et du Vin (OIV), dell’Union Internationale des Oenologues (UIOe) e dei ministeri delle Politiche agricole alimentari e forestali e dello Sviluppo economico. Il servizio di sommelier è stato gestito grazie alla Fondazione Italiana Sommelier.

Servizio Stampa Veronafiere

Fino al 16 aprile a Verona in gara i vini di mezzo mondo

Chiusi nei loro sacchetti blu per non essere riconosciuti, sono ormai pronti per essere giudicati i quasi 3.000 campioni di vino inviati dai produttori di 32 Nazioni per partecipare alla 22^ edizione del Concorso Enologico Internazionale di Veronafiere. Un numero record di Paesi di provenienza, con Giappone, Svezia e Taiwan che per la prima volta partecipano alla più prestigiosa e selettiva competizione enologica internazionale.

untitledI campioni di vino coprono la produzione di tutti e cinque i continenti: in rappresentanza dell’Europa ci sono Austria, Bulgaria, Croazia, Francia, Germania, Grecia, Italia, Macedonia, Malta, Moldavia, Repubblica Ceca, Repubblica di San Marino, Romania, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera e Ungheria; dal Nuovo Mondo sono stati iscritti vini da Argentina, Brasile, Canada, Cile, Messico e Venezuela; l’Oceania è presente con Australia e Nuova Zelanda; dal continente africano i vini del Sud Africa; dall’Asia, a rappresentare il Medio Oriente i vini prodotti in Azerbaijan, Israele e Turchia, mentre dall’Estremo Oriente le new entry Giappone e Taiwan.

In palio 64 medaglie (Gran Medaglia d’Oro, Medaglia d’Oro, Medaglia d’Argento e Medaglia di Bronzo) suddivise tra i 16 gruppi delle tre grandi categorie dei vini tranquilli, dei vini frizzanti e dei vini spumanti, con una percentuale di premiati che non supera mai il 3% del totale dei campioni sottoposti a giudizio. Assegnati ogni anno dal Concorso Enologico Internazionale anche tre premi speciali: “Vinitaly Nazione”, “Denominazione d’Origine” e “Gran Vinitaly”.

Un riconoscimento in più per i vini italiani è il “Premio Speciale Banco Popolare”, che da quest’anno verrà attribuito a livello nazionale al vino italiano che avrà ottenuto il miglior punteggio di tutte le categorie.

Per il giudizio, il Concorso si avvale del lavoro di 21 commissioni, composte ciascuna da 3 enologi, di cui uno estero, e 2 giornalisti o esperti di fama internazionale provenienti da 40 Paesi, per un totale di 105 giudici. Una quarantina le ore previste per le operazioni di degustazione e circa 18.000 bicchieri.

Il punteggio di ogni campione viene determinato sulla base della media aritmetica delle 5 schede, previa eliminazione del punteggio più alto e di quello più basso. Il metodo di valutazione utilizzato è quello dell’Union Internationale des Œnologues, che prevede l’espressione dei giudizi in centesimi. Grazie all’utilizzo di tablet, l’inserimento dei dati viene fatto in tempo reale.

La scheda di valutazione digitale è stata introdotta lo scorso anno con grande successo, grazie ad un importante investimento tecnologico di Veronafiere, che non trova riscontro in altre grandi analoghe competizioni internazionali e che contribuisce a rendere ancora più efficiente e trasparente la procedura del Concorso.

Organizzato da Veronafiere, il Concorso Enologico Internazionale si fregia del patrocinio della Commissione dell’Agricoltura e dello Sviluppo Rurale del Parlamento Europeo, dell’Organisation Internationale de la Vigne et du Vin (OIV), dell’Union Internationale des Oenologues (UIOe) e dei ministeri delle Politiche agricole alimentari e forestali e dello Sviluppo economico.

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