La leggenda Burt Bacharach al Vittoriale

Un’altra leggenda vivente si aggiunge al cartellone 2014 del Festival del Vittoriale tener-a-mente: Burt Bachcarach sarà per la prima volta sul palcoscenico gardesano il 18 luglio, a presentare i suoi grandi successi.

Autore di 70 brani che hanno stazionato nella Top 40 statunitense e di 52 che sono stati nella Top 40 del Regno Unito, Bacharach è uno degli autori più celebrati e rispettati del panorama musicale mondiale. Tra i suoi successi, quasi tutti scritti in collaborazione con il paroliere Hal David e molti dei quali cantati da Dionne Warwick, figurano canzoni indimenticabili come Walk On ByDo You Know the Way to San JosèI Say a Little Prayer e The look of love.

Quando manca ormai una manciata di giorni allo svelamento dell’intero cartellone della rassegna, in poche settimane i 4 concerti già annunciati hanno venduto biglietti in 20 Paesi al mondo, dagli Stati Uniti alla Thailandia, confermando l’alto gradimento internazionale della rassegna gardesana. Per tutti gli spettacoli sono già vicini all’esaurimento i posti numerati.

Le prevendite per il concerto di Bacharach 222(49/63/72 euro più prevendita) sono aperte sul sito del Festival, www.anfiteatrodelvittoriale.it, e nei tradizionali punti di prevendita.

 

“Le immagini della fantasia” da ottobre a Sarmede

Saranno
le fiabe e le tradizioni scozzesi ad essere protagoniste della prossima
edizione di “Le immagini della fantasia”, Mostra Internazionale d’illustrazione
per l’Infanzia (Sarmede, ottobre 2014 – gennaio 2015). Loo rende noto Leo
Pizzol, Presidente della Fondazione Mostra di Sarmede.

La scelta della Scozia, territorio circoscritto rispetto ai grandi ambiti sino
ad ora indagati, nasce dall’eccezionale ricchezza della tradizione popolare
delle terre del nord della Gran Bretagna “Highlands, Lowlands e Isole – e dai
significativi contatti con l’Edinburg College of Art e con lo Storytelling
Center di Edimburgo, nati nel corso del 2014 grazie al sostegno della Regione
del Veneto e dell’Istituto Italiano di Cultura di Edimburgo.

“Tramandate oralmente in gaelico e scots e raccolte alla fine dell’Ottocento da
J. F. Campbell e poi da molti altri, tra cui Sir Walter Scott, le fiabe
scozzesi scaturiscono dalla ricca sorgente della cultura celtica e offrono al
nostro immaginario incontri soprannaturali con creature dei boschi, dei mari e
dei laghi”, afferma Monica Monachesi. “Sono elfi, folletti, fate, cavalli d’acqua
(il terribile Each-Uisge), goblin, brownie (il folletto buono) e tanti
altri ancora, comprese sirene, donne-foca ed elfi d’acqua (Kelpie).
Questi antichi racconti sono ambientati nei glen (valli), nei loch
(laghi) e nei kyle (fiordi), e sullo sfondo hanno l’antica
organizzazione sociale dei clan e la bellezza di scenari dominati dalle forze
elementari della natura. Cercheremo di farvi cavalcare le colline scozzesi come
fieri Highlanders, danzare il ceilidh (il ballo scozzese in cui i
ballerini piroettano e saltano in un vortice di tartan) al suono della clarsach
(l’arpa celtica) o della cornamusa, mentre sotto il pelo dell’acqua forse un
mostro strizza l’occhio”.
Le fiabe
hanno, a buon diritto, un grande posto nella letteratura scozzese che, a sua
volta, ha una notevole evidenza nel pantheon della letteratura mondiale. Basti
citare i nomi di Robert Burns, James Hogg, Sir Walter Scott, Robert Louis
Stevenson, JM Barrie, Kenneth Grahame, Sir Arthur Conan Doyle, RM Ballantyne,
John Buchan, Muriel Spark o JK Rowling cui si debbono personaggi che hanno
accompagnato centinaia di milioni di lettori nel mondo, da Peter Pan alla serie
del “maghetto” Harry Potter, per non citare i popolari romanzi di Scott o di
Stevenson o l’icona della letteratura gialla, Sherlok Holmes.

Storie che, proprio per l’ambientazione e la fantasia che esprimono, sono state
trasferite dalla Disney e da altre Major in film o serie televisive di successo
planetario. Condivisa la scelta della nazione ospite, la Fondazione è ora al
lavoro per mettere a punto gli ulteriori tasselli della 32ma edizione di Le
immagini della fantasia
:il nome
dell’illustratore cui riservare la monografica, l’individuazione degli
illustratori che saranno invitati a rappresentare il meglio delle recenti
proposte dell’editoria mondiale per l’infanzia e l’argomento dell’omaggio
annuale a Stepán Zavrel, il fondatore della rassegna di Sarmede. Il tutto per
poter annunciare in modo completo i contenuti della prossima edizione della
Mostra in occasione della Fiera del Libro per Ragazzi che si terrà a marzo a
Bologna.

Articolo di S. E.

Bookcity Milano 2014

Dopo lo straordinario successo di pubblico registrato nella seconda edizione, dal 13 al 16 novembre 2014 ritorna BOOKCITY MILANO, manifestazione promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano e dal comitato promotore Bookcity composto da Fondazione Rizzoli Corriere della Sera, Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori e Scuola per Librai Umberto e Elisabetta Mauri, con il sostegno istituzionale di Camera di Commercio Milano nonché di Associazione Italiana Editori, Associazione Librai Italiani e Associazione Italiana Biblioteche.

Il 12 febbraio scorso, alle ore 15, nella Sala Conferenze di Palazzo Reale, si sono riuniti, insieme al comitato promotore, i rappresentanti del mondo editoriale, librario, delle scuole e delle biblioteche, per condividere tempistiche e specificità della nuova edizione e programmare i contributi in termini di idee e progetti, che dovranno essere presentati entro il 31 maggio 2014.

Con l’edizione del 2013, Milano ha confermato l’importanza del suo ruolo nel panorama culturale nazionale, sostenuta dall’impegno e dalla passione di tutti gli editori e di tutte le professionalità legate al mondo del libro, che hanno preso parte alla manifestazione e dal pubblico, che ha risposto con entusiasmo, partecipando e affollando gli eventi promossi nelle sedi centrali e periferiche (Castello Sforzesco, palazzi storici, teatri, biblioteche di quartiere, librerie) e nei luoghi inconsueti (metropolitana, pasticcerie, carceri).

Preceduta da un grande evento inaugurale, l’edizione 2014 di BOOKCITY MILANO, che avrà luogo dal 13 al 16 novembre, prevede quattro giornate di programmazione, con molti eventi dedicati al libro e alla lettura dislocati in tutta la città; tra i temi che verranno affrontati: il pensiero, il corpo, il territorio, i mestieri del libro, l’immagine, la società e lo spettacolo, cui saranno affiancati momenti di dibattito su ruolo della Città nel semestre della Presidenza Italiana della Comunità Europea e alla vigilia dell’Expo.

Nel corso dell’anno continuerà il dialogo avviato con le scuole e sarà avviato un percorso di collaborazione con le Università.

Anna Gilardi

Deep Purple in Italia

Le leggende del rock  Ian Gillan (voce), Steve Morse (chitarra), Roger Glover (basso), Don Airey (tastiere) e il fondatore Ian Paice (batteria), meglio noti come Deep Purple, ritornano in Italia il 18 luglio 2014 a Barolo (CN), nell’ambito del festival Collisioni 2014 – Harvest.

Dopo aver pubblicato il 26 aprile 2013 “Now What?!”, il diciannovesimo album in studio della loro carriera, i Deep Purple hanno intrapreso, dopo due anni di assenza dai palchi, un trionfale tour mondiale che ha riconfermato ancora una volta l’indiscusso valore della storica formazione hard rock inglese. L’ultimo disco di inediti, “Now What?!”, è considerato uno dei migliori lavori della band e ha debuttato al n. 12 della classifica italiana, mentre in Germania, Austria, Repubblica Ceca e Norvegia è balzato direttamente al n. 1 e in Russia è diventato disco d’oro.

Con il nuovo tour estivo del 2014, i Deep Purple alterneranno i brani dell’ultimo album ai grandi e indimenticabili classici –Smoke on the Water, Child in Time, Highway Star, Hash,  che li hanno resi celebri in oltre 45 anni di onorata carriera.

I dettagli della data:

DEEP PURPLE + guests

venerdì 18 luglio 2014

Barolo (Cuneo)
Piazza Colbert – Collisioni Festival
Apertura porte: 18,00

supporter: 20,30

Deep Purple on stage: 21,30

Biglietti:  26 € + d.p. Biglietti in vendita sul circuito Ticketone e nei punti vendita autorizzati

Anna Gilardi

Enolitech: il meglio dell’innovazione al Vinitaly

Espositori storici, ma anche nuove aziende alla 17^ edizione di Enolitech, in programma dal 6 al 9 aprile prossimi a Verona (www.enolitech.com).

L’offerta si arricchisce di tecnologie sempre più specializzate per la filiera enologica e dell’olio d’oliva, in particolare con la presenza per la prima volta di Tetrapak, l’azienda leader mondiale nel trattamento e confezionamento di bevande e alimenti, e di CSF Multione con i suoi veicoli portrattrezzi multifunzionali: si tratta di due nomi importanti nel panorama internazionale, che si affiancano ad altri big, quali Della Toffola, l’austriaca Kosme (che torna dopo un anno di assenza), Garbellotto, Italesse, Rastal, Scotton, Pulltex e molti altri.

Il Salone Internazionale delle Tecniche per la Viticoltura, l’Enologia e delle Tecnologie Olivicole ed Olearie è una vetrina commerciale sempre più importante, dove l’offerta incontra la domanda degli operatori provenienti da tutto il mondo, ma il plus che Veronafiere può offrire rispetto ad altre fiere simili è la concomitanza con Vinitaly e Sol&Agrifood, che permette di avere un confronto tra tutti i componenti delle due filiere del vino e dell’olio di oliva.

Si tratta di un’occasione unica per ragionare sui cambiamenti e sulle necessità di ogni componente delle due filiere, dalla campagna al consumatore. Uno scambio sempre più necessario, dato che ormai ai produttori di olio e vino non viene più solo chiesto di rifornire il mercato, ma anche di adottare innovazioni di processo e di prodotto che rispondano ai nuovi gusti e all’esigenza sempre più forte di tutela dell’ambiente, mentre dalla parte di chi produce c’è la necessità di competere a costi sostenibili creando un adeguato reddito d’impresa.

Nel 2013 i visitatori registrati di Enolitech – allestito nel padiglione F con entrata diretta dall’ingresso Giulietta e Romeo – sono stati quasi 39.000, 7.500 dei quali provenienti dall’estero; a questi si sono aggiunti i circa 4.500 espositori di Vinitaly e Sol&Agrifood nella loro veste di utilizzatori di mezzi tecnici. La superficie totale netta occupata dai quasi 200 espositori, il 10% dei quali provenienti da 13 Paesi, è stata di 4.600 metri quadrati.

Da questa edizione, il padiglione F viene dotato di un nuovo ristorante e viene posizionato più vicino ai padiglioni di Vinitaly, per integrarlo maggiormente al quartiere fieristico.

 Articolo di Veronafiere

 

Se una notte nel tempo Van Gogh e Tutankhamen

“Se una notte nel tempo Van Gogh e Tutankhamen. La sera e i notturni dagli Egizi al Novecento” è, senza dubbio, un titolo di quelli che fanno girare la testa. Richiama millenni di storia dell’uomo e dell’arte, appuntati in una mostra che indaga una storia antica, ma soprattutto poi una seconda storia, dal Cinquecento al Novecento in pittura, lungo il suo versante struggentemente serale e notturno. Ma senza connotare, appunto, questo suo lato di alcuna paura, angoscia, negatività, per leggerlo invece in chiave d’amore. Da qui la presenza di tramonti meravigliosi e di opere in cui la notte cede al primo chiarore dell’alba. Per dare della notte la sua immagine più completa di continuità temporale.

Come sanno fare i veri artisti quando, nel raffigurare un chiaro di luna, infondono nell’elemento visivo,“fotografico, sentimenti e profonde corrispondenze d’anima. Come chi nel nero vede semplicemente”l’altro volto della luce o solo lo spazio bellissimo che ci separa dall’alba. La notte, queste notti, sono un viaggio personalissimo da sole a sole, passando per l’annullarsi della luce che mai coincide con nessun eclissarsi della vita.

van Gogh

Ottanta opere, come sempre magnifiche, rare, internazionali, musicano questo affascinante racconto sinfonico. Un poema che inizia lungo il Nilo, dove si sedimenta l’idea della notte del mondo oltre il mondo.  È la notte abitata nel ventre delle Piramidi. Raccontata in mostra da reperti che, da soli, valgono il viaggio a Vicenza. Dal Museum of Fine Arts di Boston giunge per la prima volta in Italia un nucleo di tesori egizi stupefacenti: dal corredo della Regina Hetherphes, al celeberrimo volto di Tutankhamen re bambino sino ai Ritratti del Fayum, quando Egitto e Roma si avvicinano, a partire dalla fine del I secolo d. C.

Questo il grande prologo. Cui segue un poema ancora più grandioso fatto di dipinti-capolavoro che raccontano la notte piena o il tramonto o i crepuscoli, la mareggiata di stelle, il giungere dell’alba. Si parte dal Cinquecento e dal Seicento, dai grandi veneti, lombardi ed emiliani: Tiziano, Lotto, Bassano, Tintoretto, Savoldo, Caravaggio, Correggio, Carracci, per affacciarsi sui fiamminghi come Rubens o Elsheimer o De La Tour in Francia, El Greco e Zurbaran in Spagna, olandesi come Rembrandt e Van Honthorst, fino ai pittori del Settecento, da Magnasco a Füssli, ai preromantici come Wright of Derby, a Canaletto, Guardi. Poi la pittura americana, con un occhio particolare alle meraviglie di Church e via via fino a Hopper. In ambito francese Millet, Corot, Courbet e, tra gli impressionisti Whistler dapprima e poi Manet, Cézanne, Pissarro, Monet, Gauguin e infine Van Gogh. A lui sarà riservato un omaggio particolare: 10 opere “da museo, tant’è che a concederle sono il Van Gogh Museum di Amsterdam e il Kröller-Müller Museum di Otterlo, vale a dire i due templi dell’arte di Vincent. Il suo celeberrimo “Sentiero di notte in Provenza” è stato, non a caso, scelto come logo della mostra.

Ma il percorso ideato da Goldin traguarda anche Van Gogh e l’Ottocento e, passando per l’emozione di Böcklin, conduce la mostra verso il nuovo secolo per incontrare Matisse prima e Bonnard poi, sperimentando molte incursioni dentro l’opera di alcuni strepitosi pittori di metà Novecento, per esempio da De Staël a Rothko a Bacon, fino alla chiusura con lo spagnolo Lopez Garcia e con un pittore americano straordinario, scomparso nel 2009, qual è Andrew Wyeth.
“Se una notte  nel tempo Van Gogh e Tutankhamen”, Vicenza, Basilica Palladiana, dal 24 dicembre 2014 al 2 giugno 2015.

Articolo di S. E.

In restauro le Grotte di Palazzo Borromeo all’Isola Bella

A filo d’acqua, nel corpo settentrionale del Palazzo Borromeo sull’Isola Bella, i turisti si entusiasmano ad ammirare le Grotte. Si tratta di una sequenza di sei ampi ambienti illuminati dal baluginare della luce che si rifrange su lago, interamente ricoperti a ciottoli, stucchi, madreperle, concrezioni, marmi, a voler ricreare la sensazione di addentrarsi in vere e proprie grotte.
La realizzazione di questi ambienti, voluti da Vitaliano Borromeo, per proteggere famiglia e amici dalla calura estiva, ma anche per stupire e divertite i suoi ospiti, ha richiesto più di un secolo, con diverse interruzioni.
Gli architetti che si sono succeduti nella creazione di questo stupefacente ambiente, ma anche i committenti, avevano idee e obiettivi precisi. Per accontentarli i materiali necessari sono stati selezionati e qui portati anche da molto lontano, così come dai territori del lago. Decine e decine di migliaia di piccoli frammenti di concrezioni, marmi rari, rocce e conchiglie, schiume di ferro sono stati qui assemblati secondo disegni precisi per creare un nuovo fantastico mondo.

A popolarlo sono giunti statue, mobili, reperti, il tutto tra giochi d’acqua, motivi araldici e mosaici. Non c’è da stupirsi se, ben presto, queste Grotte siano diventate famose e che gli illustri visitatori di passaggio per l’Italia le inserissero tra le mete imperdibili nel Grand Tour nel Bel Paese.

Le magnifiche statue in marmo bianco che qui hanno trovato collocazione hanno sempre stupito i visitatori per la loro bellezza, talvolta creando pruderie oggi impensabili. Come nel caso della bella Venere nuda, creata da Vincenzo Monti sull’esempio della Ninfa dormiente del Canova. A proposito di questo bellissimo nudo, le rimostranze degli ospiti più pudibondi, avevano spinto Gilberto V Borromeo e pensare di disfarsene, decisione che fortunatamente non ha avuto seguito. Attualmente le Grotte ospitano reperti diversissimi, di grande interesse. Accanto ai preziosi marmi, vi si ammirano raccolte di conchiglie e alghe fossili, ma anche reperti protostorici ed una piroga dell’età del ferro ritrovati sulle sponde del Lago, il modello storico del Bucintoro di Venezia, vesti e armature di antichi Samurai, una piccola divinità indù del Mille, e tanto altro: una wunderkammer dove riunire tesori e curiosità, testimonianze del gusto collezionistico della famiglia e alcuni dei più curiosi doni che le giungevano da mezzo mondo.

Un tesoro a se stante è la sontuosa collezione di selle, bardature e finimenti di gala dei cavalli da parata del Casato. Capolavori creati dai migliori artigiani dell’area milanese, giunti perfettamente intatti sino ad oggi e che il restauro in corso preserverà perfetti anche per il futuro.

L’appuntamento è dunque per il 22 marzo 2014, alla riapertura del Palazzo Borromeo e dei suoi giardini all’Isola Bella.

Articolo di S. E.

Il Festival Biblico compie 10 anni

Così come la Bibbia è da sempre un lungo viaggio scandito da segni, segnato da sguardi, accompagnato da gesti e sorretto dalla Parola, dalla fede e dalla speranza, così il Festival Biblico in questi 10
anni è stato ed è un lungo cammino culturale attraverso le Scritture. Un parallelismo perfetto per festeggiare il traguardo del decennale della rassegna – promossa dalla Diocesi di Vicenza e dalla Società San Paolo – che, nel 2014, torna dal 22 maggio al 2 giugno illuminando proprio il senso biblico della narrazione con il tema: “Le Scritture. Dio e l’uomo si raccontano”.

Un argomento, quello scelto, che parte dalla consapevolezza che entrare nel mondo della Bibbia significa entrare nel mondo del racconto dell’agire di Dio e della vita dell’uomo. All’interno delle Scritture, infatti, vi sono rappresentati tutti i generi letterari, dalla narrazione epica ai canti poetici, dagli oracoli profetici alle memorie storiche, dalle parabole alle composizioni epistolari, e anche tutti i protagonisti, dai vincitori agli sconfitti, dai buoni ai cattivi, dagli eletti ai reietti, dai ricchi ai poveri. Pagine e libri interi raccontano le passioni dell’uomo e la ricerca di Dio, fino a mescolare le emozioni dell’uno con quelle dell’Altro.

Mettere insieme la forza evocativa della narrazione della Bibbia con il senso più profondo dell’amore e della speranza umani, ma soprattutto ripercorre, attraverso le Scritture, il dinamismo di quell’incontro tra Dio e l’uomo che sa giungere ed essere accolto da tutti, credenti e non, per ritrovare le radici più profonde di se stessi, è l’obiettivo dell’edizione 2014, che analizzerà il tema in modo trasversale: dalla teologia alla filosofia, dall’archeologia alla storia, dall’attualità alla sociologia, passando anche attraverso il linguaggio delle arti. Da sempre, infatti, la Bibbia è al centro di continue ri-narrazione e re-interpretazioni, dalla letteratura, al cinema, alla pittura. Nei giorni della manifestazione, ci sarà spazio anche per riflessioni sul dialogo interreligioso e per l’incontro con le altre Fedi.

Dopo il successo della scorsa edizione, che ha visto oltre 45.000 presenze in 160 appuntamenti, la macchina organizzativa della rassegna, fatta anche da molti e appassionati volontari, si è già messa in movimento, non solo per preparare l’importante traguardo del decennale, ma anche e soprattutto per pensare al Festival come punto di riferimento per l’innovazione sociale e culturale degli anni a venire. Per rimanere aggiornati su tutte le novità e gli appuntamenti della prossima edizione si può consultare il sito http://www.festivalbiblico.it e iscriversi alla newsletter.

Articolo di Romina Lombardi

A Palazzo dei Diamanti tutto il genio di Matisse

 

Il genio di Matisse ha   cambiato il corso dell’arte del Novecento, imprimendo la sua   visione nuova ad ogni genere artistico. Nessuno di questi, però, l’ha   affascinato quanto la rappresentazione della figura, soprattutto femminile,   al punto da impegnarlo per l’intero arco della sua carriera in una ricerca   incessante attraverso tutte le tecniche. È questo il tema attorno a cui è   incentrata la mostra che Palazzo dei Diamanti dedica ad un gigante della   storia dell’arte moderna, evocando il suo percorso creativo e, al tempo   stesso, mettendo in luce le strette relazioni tra la sua produzione   pittorica, scultorea e disegnativa.

Con questa rassegna, curata da Isabelle   Monod-Fontaine, già vicedirettrice del Centre Pompidou e studiosa di Matisse   riconosciuta in ambito internazionale, la Fondazione Ferrara Arte intende   proporre un ritratto a tuttotondo e   non scontato del maestro francese, che metta in risalto le sue doti di   alchimista del colore, ma anche il suo grande talento grafico e scultoreo.   Una selezione di opere provenienti da musei e collezioni private di ogni   parte del mondo, racconterà l’avventura attraverso la quale Matisse, al pari   di Picasso, si è ispirato al più classico dei temi, quello della figura, e ne   ha sovvertito la rappresentazione tradizionale.

Ad accogliere il visitatore sarà il magnetico Autoritratto   del 1900 (Parigi, Centre Pompidou) assieme a giovanili e potenti prove di studio sul modello. La gioiosa vitalità della stagione fauve   verrà poi rievocata da un dipinto raggiante di colori puri, quale il Ritratto   di André Derain (1905, Londra, Tate), e dalle creazioni nate sotto la   suggestione della pittura di Cézanne e della scultura africana, come il   fondamentale bronzo Nudo disteso (1907, Centre Pompidou) e la tela Nudo   in piedi (1907, Tate), entrambi sorprendenti per la scansione delle forme   e il potenziale espressivo.

La mostra metterà quindi il visitatore di fronte a tre pietre miliari del 1909: il   bronzo La serpentina, la tela Nudo con sciarpa bianca,   provenienti dallo Statens Museum for Kunst di Copenaghen, e la Bagnante   del MoMA, opere che costituiscono uno dei più alti raggiungimenti matissiani,   nell’arabesco fluttuante dei corpi capace di trasmettere un senso di   primordiale fusione con l’ambiente.
A nutrire l’immaginario dell’artista   è soprattutto la presenza di una modella nel suo atelier, l’emozione   che essa risveglia in lui e il piacere stesso di ritrarla. Negli anni della   prima guerra mondiale, la figura femminile è al centro di un lavoro quasi   ossessivo con cui Matisse cerca di metterne a nudo l’essenza, come dimostrano   le effigi di Lorette con il loro fascino misterioso (ad esempio Le due   sorelle, 1917, Denver Art Museum, e Nudo seduto di spalle, c.   1917, Philadelphia Museum of Art).

Una svolta radicale è segnata dalle opere del dopoguerra che riflettono   l’incantesimo della Costa Azzurra e la riscoperta di Ingres e Renoir (Ragazze   in giardino, 1919, La Chaux-de-Fonds, Musée des Beaux-Arts). Matisse si   lascia ora sedurre dai riflessi di luce sulla figura della modella e sugli   arredi esotici di cui la circonda, come mostrano due opere straordinarie   quali il bronzo Grande nudo seduto (1922-29, Philadelphia Museum of   Art), in cui la maestosa figura dispiega le sue forme nello spazio, o l’Odalisca   con i pantaloni grigi (1926-27, Parigi, Musée de l’Orangerie), in cui   appare immersa in un sontuoso mosaico di motivi decorativi.

La monumentale Ninfa nella foresta (1935-43,   Nizza, Musée Matisse), un capolavoro come Natura morta con donna   addormentata (1940, Washington, National Gallery of Art) e magnifici   disegni (Nudo disteso, 1938, MoMA; Giovane donna seduta con abito a   rete, 1939, Basilea, Fondation Beyeler) incarnano il nuovo   cambiamento di rotta seguito al prestigioso incarico decorativo per la Barnes   Foundation negli Stati Uniti e alle illustrazioni delle poesie di Mallarmé.   La musa del pittore viene qui evocata in uno spazio intriso di luce dove il   suo corpo, la vegetazione e gli oggetti compongono un fregio lirico ed   essenziale.

A chiudere la mostra   saranno le testimonianze della stupefacente vitalità e dell’inesauribile   forza d’immaginazione dell’anziano maestro: gli interni   d’atelier pulsanti di toni vivi (Giovane donna in bianco su sfondo rosso,   1946, Lione, Musée des Beaux-Arts; Interno blu con due ragazze, 1947,   University of Iowa Museum of Art) o ancora opere rivoluzionarie come il   celebre libro Jazz (1943-47, Biblioteca Nazionale di Firenze) e la   serie degli Acrobati (1952, Centre Pompidou). Queste creazioni   incarnano l’essenza dell’arte di Matisse, capace con pochi segni di toccare   le corde più profonde dell’animo e di infondere un senso di perfetta armonia,   esercitando una straordinaria influenza sugli artisti del suo tempo e delle   generazioni a venire.

MATISSE, LA FIGURA. La forza   della linea, l’emozione del colore

Ferrara, Palazzo dei Diamanti, dal 22 febbraio al 15   giugno 2014. Aperto tutti i giorni, anche a Pasqua, Lunedì dell’Angelo, 25   aprile, 1 maggio e 2 giugno, dalle 9.00 alle 19.00.

Articolo di S. E.

 

 

Star tra le Stars

Nove giorni di festa, il triplo rispetto tutte le edizioni precedenti. Un’edizione letteralmente da “Star tra le Stars”. A Cremona, dal 16 al 24 novembre, non ci sarà proprio modo di annoiarsi o di non sapere come impiegare il proprio tempo.
Tantissimi, e molti ancora in fase di creazione, gli eventi e gli appuntamenti che animeranno il programma della festa più dolce d’Italia.

A partire da importanti conferme, come l’immancabile rievocazione storica del matrimonio tra Francesco Sforza e Bianca Maria Visconti nella fascinosa cornice di Piazza del Comune, a seguito della sfilata per le vie del centro storico della città tra le acrobazie degli sbandieratori, musicisti e le splendide figure delle dame e dei cavalieri. Oltre 150 i figuranti che animeranno il corteo!
Non mancherà nemmeno la costruzione gigante in torrone che quest’anno, in linea con il tema della Festa, sarà una chiave di violino simbolo della musica per eccellenza.

Confermatissimo anche lo spettacolo finale, in doppia versione: due spettacoli finali differenti per le due domeniche 17 e 24 novembre. Due momenti eccezionali, travolgenti che esprimeranno suggestive ambientazioni, grandi effetti scenografici e musiche coinvolgenti. Assolutamente da non perdere!
Ovviamente, trattandosi delle Festa più dolce d’Italia, imprescindibili saranno le degustazioni di torrone in mille varianti di abbinamento, per poter apprezzare e scoprire sempre nuovi modi per gustare al massimo lo squisito dolce cremonese.

Come ogni anno, poi, la Festa avrà molti ospiti prestigiosi che interverranno durante la kermesse, e ad uno di loro sarà consegnato il tradizionale Torrone d’Oro, riconoscimento che premia chi rappresenta Cremona ed il suo territorio in Italia e nel mondo.

Ma veniamo ad alcune novità della grande edizione del 2013, a partire dal Villaggio degli Antichi Mestieri Rinascimentali.

Sarà un simpaticissimo, ed istruttivo, intrattenimento che con fedeltà e rigore farà rivivere lo spirito cittadino rinascimentale, periodo in cui dame e cavalieri, armigeri e notabili percorrevano le antiche vie al suono delle trombe e al rullare dei tamburi, mentre artigiani creavano preziosi manufatti accanto a scaltri mercanti che contrattavano fino a tarda sera. Tornerà quindi a rivivere e a creare il ceramista, il candelatore, il cartaio, lo scalpellino, il mosaicista e molti altri artigiani. Si avrà la sensazione di trovarsi in un vero borgo rinascimentale.
Ma la vera e nuova avvincente sfida della Festa sarà il Palio del Torrone tra città lombarde. Il palio ricorderà un importante evento storico, ossia il fidanzamento di Bianca Maria Visconti con Francesco Sforza nel 1430. In questa occasione il padre di Bianca Maria, Filippo Maria Visconti, offrì allo Sforza Cremona e le altre terre come anticipo sulla dote di nozze in cambio dei suoi servigi. Bene, il Palio del Torrone farà vivere una particolare sfida ossia una gara di tiro con l’arco dove ogni arciere rappresenterà una città lombarda.
Durante il corteo gli arcieri sfileranno accompagnati da una dama che avrà in mano lo stemma del comune lombardo che rappresenta, mentre la disfida sarà organizzata in varie volée di tiro. Al termine del palio in onore di seguirà, come momento di celebrazione del vincitore, una grande esibizione di sbandieratori in piazza.

Inoltre, in omaggio a Cremona, quest’anno insignita del riconoscimento “città europea dello sport 2013”, sarà elaborato un originale appuntamento il cui protagonista sarà una disciplina che affonda le proprie radici nel passato e che tutt’ora rappresenta uno sport di cui l’Italia possiede il record di medaglie olimpiche, la scherma. Un vero e proprio salto in un universo parallelo dal passato al presente, in quanto, saranno previste delle esibizioni e gare di scherma antica e moderna in cui gli atleti si sfideranno sotto lo sguardo tifoso del pubblico. Il visitatore avrà la possibilità di assistere a una dimostrazione dell’arte della scherma antica la quale appare nel tardo Medioevo ma che si consolida proprio in epoca Rinascimentale.

Inoltre l’area commerciale sarà sempre attiva nel corso dei nove giorni, in modo che tutti i visitatori possano esaudire i loro desideri per un dolce shopping.

Articolo di S. E.