Campionati nazionali di volo libero

I primi giorni di agosto vedranno sfrecciare nei cieli piemontesi e umbri i concorrenti ai campionati nazionali di volo libero in parapendio e deltaplano. In entrambe le discipline l’Italia detiene i titoli mondiali sia a squadre che individuali, un primato mai raggiunto da altri sport nostrani.

Nel primo caso coinvolto il cielo sopra i comuni di Cuorgnè e Chiesanuova (Torino) con campo di gara esteso lungo la pedemontana piemontese, dal monte Musiné alla zona della Serra di Ivrea. Il comprensorio dovrebbe garantire buoni voli ai piloti che vi parteciperanno nel numero massimo di 100. La formula è “open”, quindi aperta anche agli stranieri.

La kermesse si dipanerà dal prossimo 1 agosto con la registrazione dei partecipanti e il training day, vale a dire una giornata di allenamento per permettere ai piloti di saggiare il sito di gara. Dal 2 all’8, invece, competizione vera e propria con un volo al giorno. Premiazioni al termine dell’ultima prova nell’area attrezzata in frazione Salto a Cuorgnè. La scelta del campione azzurro 2020 avverrà sommando i punteggi ottenuti da ogni pilota in ciascuna giornata di gara, o quelle che si potranno disputare, perché il volo libero è fortemente condizionato dal tempo. Se la meteorologia non è favorevole si resta a terra.

Organizzazione: Aero Club Lega Piloti con la collaborazione dell’associazione sportiva Volo Libero Santa Elisabetta. Patrocinio e sponsorizzazione da parte di FIVL.

Nello storico e universalmente apprezzato sito di volo del Monte Cucco sopra Sigillo (Perugia) ritornerà dal 4 all’8 agosto 2020 il Campionato Italiano di deltaplano, Trofeo Piero Alberini.

Organizzazione: Aero Club Lega Piloti con il supporto dell’associazione Volo Libero Monte Cucco e la tradizionale e consolidata formula “open” che aprirà la partecipazione anche ai piloti stranieri.

Il Monte Cucco è uno dei pochi siti di volo libero in cui si svolgono regolarmente gare di alto livello in deltaplano, sia nazionali che internazionali. Sigillo è l’unico comune in Italia ad aver ospitato in totale sette dei ventuno campionati nazionali di deltaplano, dove hanno avuto luogo tre edizioni dei mondiali e dove quest’anno si sarebbero dovuti svolgere gli europei, cancellati a colpi di Covid 19 e posticipati al 2022.

Saranno assegnati i titoli di campione italiano 2020 per la classe 1 e la classe Sport, oltre che il Trofeo intitolato a Piero Alberini.

 

Gustavo Vitali

Le dodici stelle di Shakespeare

L’epoca di Shakespeare è segnata dalla frattura definitiva fra mondo antico e moderno, un segnale di tormento umano ed esistenziale su cui si riflettono i suoi lavori, spesso condizionati dal contesto sociale, ma ancor più spesso da… “altro”. La complessità dei sentimenti e delle azioni nei personaggi ritratti dal Bardo, secondo uno studiato allineamento astrologico naturalis che ipotizzava nel Cinquecento proprio uno stretto e intenso rapporto fra universo ed esseri viventi, è alla base del primo saggio scritto da Enrico Petronio “Le dodici stelle di Shakespeare”, pubblicato da “Emersioni”, marchio di Lit Edizioni, disponibile da ora in libreria.

Costruito come un diario di bordo, esattamente come tutto il senso della ricerca che da anni compie col suo blog “Lo Zio Willy”, l’autore parte proprio dalla sua autobiografia esplorativa per analizzare le tappe di un processo che vede collimare le dodici tappe connesse ai segni zodiacali, con i caratteri psicologici di alcuni dei personaggi shakespeariani più significativi, secondo l’ordine della Natura sulla ruota del Tempo.

“Da sempre considero William Shakespeare come uno straniero sconosciuto, a cui ho raccontato la vita – afferma Petronio – ma gradualmente è diventato il mio confidente più vicino nel raccontarmi, attraverso le sue opere, un mondo pervaso di uomini e donne con i loro inespugnabili misteri. Si è sempre detto che il nostro autore si sia occupato di tutta la gamma dell’umanità ed è sempre passato come un genio illuminato, ma nessuno si è mai chiesto come abbia fatto a padroneggiare una così vasta area di psicologie umane. Studiando quella che era l’astrologia ai suoi tempi, che poi è la stessa trattata da molti astrologi contemporanei, ho ipotizzato che Shakespeare abbia costruito i suoi personaggi più famosi assegnando ad ognuno, prima di descriverli, il segno zodiacale più consono. Romeo doveva quindi essere dell’Ariete perché, a mio avviso, possiede le specifiche caratteristiche di quel segno, così come Amleto non può che essere dei Pesci, il segno più complesso e tormentato che corrisponde al dodicesimo stadio dell’evoluzione umana, quella che alcuni definiscono dell’ “ultraumano”. Secondo questo concetto, quindi, lo scrittore sarebbe stato un vero e proprio artigiano, concependo per ogni opera una struttura chiara e razionale, assolutamente premeditata e in linea con gli schemi dell’astrologia.”

Dal Sonetto 14 attraverso il mistero di “Tutto è bene”, fino all’analisi approfondita di “Romeo e Giulietta”, il racconto offre spunti per una teoria nuova e rivoluzionaria nella comprensione del pensiero shakespeariano. Un saggio decisamente originale che vuole essere anche uno specchio riflesso tra l’analisi testuale delle opere del Bardo e le continue ricerche che Petronio compie da anni sull’argomento e che sono sfociate in alcuni casi in vere e proprie conferenze-spettacolo su varie e molteplici tematiche connesse.
Enrico Petronio si diploma attore prima nel Regno Unito alla Richmond Drama School, poi alla Scuola del Piccolo Teatro di Milano con Giorgio Strehler. Successivamente si diploma in regia con Luca Ronconi per il quale lavora come assistente. È assistente alla regia anche per Cesare Lievi e Laura Pasetti. Debutta come regista con I due gentiluomini di Verona di Shakespeare al Teatro Vittoriale (Gardone Riviera). Di Shakespeare dirige ancora Tutto è bene quel che finisce bene e Romeo e Giulietta. Crea il festival Scene dal parco della luna a Villa Nicolaj (in provincia di Bologna) dove, oltre a testi originali propri, dirige grandi classici (Cechov, Pirandello e Garcia Lorca) e ancora Shakespeare con Nudo, ovvero Sogno di una notte di mezza estate. Nel 2016 crea Lo zio Willy, portale sul web di cultura shakespeariana pop.

 

Elisabetta Castiglioni (anche per l’immagine)

Gli anni ’60 tra cultura, sport e moda in una mostra a cura di Marco Dondi

Riprendono le mostre al MAF – Centro di Documentazione del Mondo Agricolo Ferrarese di San Bartolomeo in Bosco. È visitabile “Il BOOM… Costume e società nell’Italia degli anni ’60”, un’interessante esperienza espositiva curata da Marco Dondi, instancabile collezionista bondenese. La sua raccolta è, infatti, “protagonista” descrittiva di tematiche di grande suggestione, legate a una significativa fase temporale della storia d’Italia.

La chiave di lettura del curatore, estremamente lineare, mira alla divulgazione di svariati aspetti di un’epoca ormai entrata nel mito, supportata da un boom economico che ha trasformato profondamente la nostra nazione. I temi affrontati spaziano dalla cultura allo sport (con le Olimpiadi di Roma), dagli ormai leggendari “spaghetti-western” di Sergio Leone (con le musiche di Ennio Morricone) alle manifestazioni canore, dalla moda rivoluzionaria simbolizzata dalla “minigonna” ai nuovi balli. Il tutto senza dimenticare i fatti luttuosi che scandirono quel decennio, dalla tragedia della diga del Vajont del 1963 all’alluvione di Firenze del 1966.

L’euforia e la speranza di quegli anni è pure “commentata” dalla discografia, con le sue copertine e i tanti successi popolari di canzoni ancora oggi considerate “evergreen”.

Filo conduttore dell’esposizione è una notissima rivista dell’epoca, “La Domenica del Corriere”, le cui copertine scandiscono eventi, luoghi e personaggi.

La mostra “Il BOOM” è a ingresso libero è sarà visitabile fino al prossimo 15 settembre negli orari di apertura del Museo: da martedì a venerdì: 9.00-12.00; i festivi: 16.00-19.00.

La mostra è promossa dal Comune di Ferrara, dal MAF e dall’Associazione omonima.

 

Alessandro Zangara

Voci per la libertà – Una canzone per Amnesty

La musica torna a unirsi con i diritti umani nella 23a edizione di “Voci per la Libertà – Una canzone per Amnesty”, che si snoderà per quattro giorni nella provincia di Rovigo: il 25 luglio ad Adria, il 31 luglio, 1 e 2 agosto a Rosolina Mare.

In programma ci saranno Niccolò Fabi, Marina Rei, Margherita Vicario, i Meganoidi, la satira di Lercio e le finali del Premio Amnesty nella sezione emergenti. Il contest, dedicato a brani con tematiche legate ai diritti umani, vedrà in lizza Mattia Bonetti, Ennesimo Piano B, Assia Fiorillo, H.E.R., Adriana Iè, Nuju, Micaela Tempesta e Agnese Valle.

Si partirà sabato 25 luglio con una anteprima ad Adria in Piazza Cavour con i Meganoidi, storica post punk band genovese, e, in apertura, The Boylers.

Da venerdì 31 luglio a domenica 2 agosto l’arena di Piazzale Europa a Rosolina Mare per tre giorni ospiterà le semifinali e la finale del concorso con importanti ospiti. Nella prima serata ci sarà la giovane e ormai affermata Margherita Vicario, che con il brano “Mandela” è stata nelle nomination di quest’anno per il Premio Amnesty ai Big, mentre per il contest si affronteranno H.E.R. da Roma con “Il mondo non cambia mai” , Adriana Iè da Verona con “Bumaye”, i Nuju da Reggio Emilia con “La nostra sicurezza”, Micaela Tempesta da Napoli con “4M3N”.

Sabato 1 agosto sarà la volta di un nome affermato della musica italiana come Marina Rei, appena uscita con un nuovo album di inediti, “Per essere felici”. Nella semifinale del contest si confronteranno Mattia Bonetti da Fosdinovo (Massa Carrara) con “Exarchia”, gli Ennesimo Piano B da Potenza con “Ultima stagione”, Assia Fiorillo da Napoli con “Io sono te”, Agnese Valle da Roma con “La terra sbatte”.

Ma il festival non ospiterà solo musica: nelle serate di venerdì e sabato ci sarà spazio infatti anche per gli interventi di Lercio Live, lo spettacolo ideato e scritto dal famoso sito satirico italiano.

Gran finale poi domenica 2 agosto con l’assegnazione del Premio Amnesty International Italia nella sezione Big a Niccolò Fabi per il brano “Io sono l’altro”, contenuto nell’album “Tradizione e tradimento”. Nel pomeriggio alle 18 Fabi e il presidente di Amnesty International Italia Emanuele Russo incontreranno pubblico e giornalisti nell’attiguo Centro congressi. In serata ci sarà anche la finale del premio per gli emergenti con i cinque migliori artisti delle due semifinali.

Oltre al vincitore assoluto, cui andrà anche un bonus offerto da Noise Symphony Music e Indieffusione che prevede la distribuzione e la promozione di un singolo, verranno assegnati un premio della critica ed uno del pubblico. A uno dei brani finalisti andrà poi il premio “Il migliore per noi” di Viva La Radio! Network, con passaggi radiofonici in alta rotazione per tre mesi.

A condurre le tre serate saranno gli storici presentatori Savino Zaba e Carmen Formenton, mentre, come già lo scorso anno, lo slogan di Amnesty International Italia sarà “Sui diritti non si torna indietro”, per ribadire la centralità dell’impegno in favore dei diritti di tutte e di tutti. Durante le serate del festival si potranno sottoscrivere questi appelli: “Il sesso senza consenso è stupro!”, “Fermiamo la detenzione e la tortura di rifugiati e migranti in Libia”, “Libertà per Patrick Zaki”, “Verità per Giulio Regeni”

Michele Lionello, il direttore artistico di Voci per la Libertà, afferma: “Il festival è ormai alle porte e nonostante le grandi difficoltà siamo riusciti a confermare questo attesissimo evento a livello nazionale. È una decisione che vuol essere un messaggio di speranza e di impegno in tempi quanto mai incerti. Un programma artistico che a fianco di Amnesty International propone il sostegno a favore di importanti campagne internazionali contro ingiustizie, violenze e discriminazioni, stimolando alla relativa sensibilizzazione”.

Tutti gli eventi sono ad ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria sul sito: https://www.eventbrite.it/o/voci-per-la-liberta-30579724078

 

Monferr’Autore

 

In scatola al Buonconsiglio!

Per la prima volta, sabato 25 luglio dalle 14.30 alle 20.00, i magnifici giardini del Magno Palazzo del Castello del Buonconsiglio di Trento diventeranno  teatro di una giornata all’insegna dei giochi da tavolo!

In collaborazione con l’Associazione Ludimus, che dal 2016  promuove l’incontro tra le persone attraverso i giochi da tavolo, saremo felici di ospitare giovani e meno giovani appassionati o semplicemente curiosi di trascorrere qualche ora divertendosi!

I giochi a disposizione saranno tantissimi e se non saprete le regole non preoccupatevi… i ragazzi dell’Associazione saranno disponibili a spiegarvi tutto!

Iniziativa gratuita, prevista la prenotazione obbligatoria da effettuarsi online sulla pagina Facebook dell’Associazione Ludimus.

 

B.

Al Teatro Romano di Verona Isabella Ferrari fa rivivere il mito di Fedra

Sarà un monologo di grande intensità, a metà tra la poesia e il sogno. Isabella Ferrari farà rivivere il mito di Fedra all’interno del Teatro Romano. Accompagnata dal violino di Aline Privitera. Questa sera, venerdì 24 luglio, alle ore 21, andrà in scena la rilettura contemporanea firmata da Ghiannis Ritsos e diretta da Vittoria Bellingeri, sotto la supervisione scenica del regista Fabrizio Arcuri.

Prosegue così la programmazione dell’Estate Teatrale Veronese. Una stagione inedita, con serate uniche e soli 310 posti a spettacolo. La rassegna, giunta alla settantaduesima edizione, è realizzata dal Comune di Verona, con il sostegno del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e della Regione Veneto, la collaborazione di Arteven, il supporto di Cattolica Assicurazioni e Banco BPM e il patrocinio di ESU Verona.

“Dopo il tutto esaurito delle prime due serate – afferma l’assessore alla Cultura Francesca Briani -, siamo pronti a dar spazio al mito greco, prima di passare a Shakespeare, anima del nostro festival. Le presenze di pubblico registrate nei giorni scorsi hanno dimostrato che, nonostante le difficoltà, è tanta la voglia di ritornare a teatro, ritrovarsi nei luoghi di cultura. E il rispetto da parte degli spettatori di tutte le misure di sicurezza lo rende possibile. Siamo pertanto orgogliosi di aver voluto e organizzato la rassegna, anche quando sembrava impossibile andare in scena”.

“Abbiamo lavorato ad un programma di ‘resistenza’ in grado di creare cortocircuiti e stimolare il dialogo tra generazioni e stili all’apparenza distanti tra loro – precisa il direttore artistico Carlo Mangolini -. A partire da questa Fedra, che vedrà l’intensa interpretazione di Isabella Ferrari arricchita dalla supervisione scenica di Fabrizio Arcuri. In attesa dell’incontro tra Ugo Pagliai, Paola Gassman e Babilonia Teatri, insieme in un inedito Romeo e Giulietta, o tra Chiara Francini e Fanny e Alexander, che rileggeranno il mito di Amleto”.

Informazioni e approfondimenti sul sito http://www.estateteatraleveronese.it
Roberto Bolis

Si alza il sipario del chiostro di Sant’Eufemia a Verona

L’Estate Teatrale Veronese è pronta ad alzare anche un secondo sipario. Da domani, 22 luglio, fino all’1 agosto, il Chiostro di Sant’Eufemia ospiterà otto spettacoli tra musica, danza e teatro. Una location inedita per il festival, dedicata soprattutto ai giovani. Sia artisti che spettatori. L’ingresso, infatti, per gli under 26 e per gli studenti universitari esu, sarà di 5 euro. I biglietti sono già in prevendita al Box Office di via Pallone e sul circuito Geticket.it.

Ad aprire il cartellone del Chiostro, mercoledì 22 e giovedì 23 luglio, alle ore 21, sarà la prima nazionale di ‘Poetry Death Match’. Una ventina di sonetti shakespeariani interpretati da 20 allievi della Scuola Teatrale d’Eccellenza dello Stabile del Veneto, diretti da Giorgio Sangati. Il 25 luglio, prenderà il via la sezione ‘Professione Spettacolo Verona’, con la Compagnia Mitmacher che porterà in scena ‘Iliade – Mito di ieri, Guerra di oggi’. E poi ‘Il caso Mahler’ di Eadem, in programma il 27 luglio, e ‘Rivalsalieri’ di Modus Produzioni e Orti Erranti in scena il 28 luglio. Dal teatro alla musica, il 26 luglio, con il Quartetto dell’Orchestra Machiavelli in ‘The Death and The Iron Maiden’, un mix tra Schubert e brani hard rock. Infine la danza. Il 29 luglio salirà sul palcoscenico la Compagnia Iuvenis Danza e Foov Dance Company, con ‘Paddock’. Il 30 luglio sarà la volta di Arte3 e Diversamente in danza con ‘D Sharing’ e ‘Punti di Singolarità’. Ultima serata sarà l’1 agosto con Elisa Cipriani e Luca Condello, protagonisti di ‘Giulietta e Romeo Anime Danzanti’.
Altra novità, gli incontri pomeridiani rivolti soprattutto agli allievi delle scuole di danza veronesi. Dal 28 luglio all’1 agosto, nelle sale interne del Chiostro, si terrà ‘Parlando di danza’, un ciclo di approfondimenti curati da Nuova Soledarte. In programma alle ore 16 proiezioni di filmati dedicati a grandi personalità della danza e alle 18 incontri con le coreografe ospiti a settembre del Teatro Romano.

“Dobbiamo incentivare la partecipazione dei giovani, sia di coloro che stanno studiando per diventare professionisti, sia del pubblico, per un vero ricambio generazionale – spiega l’assessore alla Cultura e alle Politiche giovanili Francesca Briani –. Ecco perché abbiamo voluto dedicare uno spazio ai ragazzi e agli studenti, che al Chiostro di Sant’Eufemia potranno trovare spettacoli di danza, teatro e musica, ma anche momenti di approfondimento. Il tutto a prezzi ridotti, proprio per venire incontro alle loro tasche”.

Ulteriori informazioni sul sito http://www.estateteatraleveronese.it.

 

Roberto Bolis

Due scatole dimenticate: un viaggio in Vietnam

L’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico è lieto di segnalare la proiezione di uno dei lavori documentaristici più interessanti nell’ambito del recupero della memoria storica, di cui è partner: mercoledì 22 luglio alle ore 21:00 sarà infatti programmato al Cinema Farnese di Roma (Piazza Campo de’ Fiori, 56) Due scatole dimenticate, un film da camera realizzato da Cecilia Mangini e Paolo Pisanelli che racconta di una guerra, della memoria che svanisce e della sfida contro il tempo che passa. Due scatole da scarpe piene di negativi fotografici 6×6, dimenticate per più di cinquant’anni in un vecchio scaffale vengono inaspettatamente ritrovate: si tratta di documenti appartenuti ai registi Lino Del Fra e Cecilia Mangini che hanno vissuto per tre mesi, tra il 1965 e ’66, nel Vietnam del Nord in guerra con gli U.S.A. effettuando i sopralluoghi proprio per un film-documentario sulla lotta di quel popolo deciso a conquistare l’unità e l’indipendenza.

 

Elisabetta Castiglioni

La valigia dell’attore alla Fortezza i Colmi de La Maddalena

Lo scenario incantato dell’isola di La Maddalena, in Sardegna, torna ad ospitare LA VALIGIA DELL’ATTORE per la sua diciassettesima edizione, in programma dal 27 luglio al primo agosto 2020. Una sfida ma anche un atto coraggioso nell’incerto panorama dettato dall’emergenza Covid-19 che Giovanna Gravina Volonté e Fabio Canu, ideatori del festival, hanno voluto perseguire per dare continuità al noto appuntamento annuale di approfondimento sul lavoro d’attore dedicato a Gian Maria Volonté.

La rassegna, organizzata dall’Associazione culturale Quasar quest’anno si svilupperà interamente nella suggestiva cornice della Fortezza I Colmi, attraverso i consueti incontri mattutini delle 11.00 e le proiezioni serali alle 21.15.

Gli appuntamenti saranno ad ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili, ma è allo studio una eventuale prenotazione telefonica se le normative legate all’emergenza del Corona Virus dovessero ancora richiederlo.

Gli incontri saranno introdotti e moderati dai critici Boris Sollazzo, Fabrizio Deriu e Fabio Ferzetti e vedranno la partecipazione di registi, interpreti e operatori del settore per illustrare alcuni dei film e documentari più significativi della scorsa ed attuale stagione, con uno sguardo ravvicinato sulla produzione sarda.

Si inizierà la sera del 27 luglio con la proiezione del documentario L’ultimo pizzaiolo (2019) di Sergio Naitza, presentato dal regista insieme a Pino Boi, cui seguirà la proiezione di The man of Trees  (2019) di Salvatore Manca, liberamente ispirato al racconto di Jean Giono “L’uomo che piantava gli alberi”, alla presenza del  regista e degli interpreti Bruno Petretto, Giovanni Salis, Daniela Tamponi, Matilda Deidda e Alessandro Pala Griesche.  Martedì 28 luglio, per la serata dedicata come di consueto a Volonté, il programma sarà incentrato su “L’immagine e la memoria”: grazie alla collaborazione con l’Istituto Alcide Cervi, verrà proiettato, introdotto da Iefte Manzotti, il film I 7 fratelli Cervi (1968) di Gianni Puccini, con Gian Maria Volonté, Riccardo Cucciolla, Carla Gravina, Lisa Gastoni. Il 29 luglio sarà la volta de L’ultimo piano (2019), film prodotto, scritto, diretto e interpretato dagli allievi della Scuola d’Arte cinematografica “Gian Maria Volonté”, con la partecipazione straordinaria di Francesco Acquaroli, presente alla serata. Giovedì 30 luglio saranno Nora Stassi e Mario Piredda ad introdurre la proiezione del film L’agnello (2019) di Mario Piredda con Nora Stassi, Luciano Curreli, Piero Marcialis e Michele Atzori. Il 31 luglio il regista Daniele Luchetti, docente del Valigialab 2020, insieme al Presidente del Nuovo IMAIE Andrea Miccichè, presenterà il laboratorio residenziale gratuito di alta formazione sulle tecniche di recitazione, che per questa edizione si svolgerà dal 2 al 9 agosto nell’isola di Caprera. Seguirà la proiezione del film Momenti di trascurabile felicità (2019) di Daniele Luchetti con Pif (Pierfrancesco Diliberto) e Renato Carpentieri. Infine, sabato 1 agosto avrà luogo la consegna del Premio Volonté 2020, la oramai nota barca in rame ideata da Mario Bebbu e realizzata da Umberto Cervo, ad uno degli attori più affermati della scena italiana ed internazionale: Pierfrancesco Favino. A seguire, la proiezione di Hammamet (2020) di Gianni Amelio, di cui parlerà Favino con un altro degli interpreti del film, Luca Filippi.

 

Elisabetta Castiglioni

Successo delle prime due serate di Nervi-2020

I dati delle prime due serate del “Festival Internazionale del Balletto e della Musica-Nervi 2020” parlano chiaro: nonostante le restrizioni imposte dal COVID-19, c’è voglia di tornare ad assistere a spettacoli dal vivo. Sia Duest and Solos, la serata inaugurale di musica e danza di venerdì 17 luglio, che il concerto di Mario Biondi, la sera successiva, hanno registrato un quasi tutto esaurito: circa 900 persone in una platea di 1000 posti, naturalmente sistemati a rigorosa distanza di sicurezza. Una sfida vinta, soprattutto per la danza, l’arte più colpita dalla necessità del distanziamento sociale. Da record anche le visualizzazioni in streaming di Duets and Solos: 875.045 contatti tra la diretta streaming sui canali social del Teatro Carlo Felice e quella sul portale della rivista “L’Opera”.

 

Massimo Pastorelli