‘Tra Dante e Shakespeare. Il mito di Verona’

L’esposizione, a cura di Francesca Rossi, Tiziana Franco e Fausta Piccoli, resterà visibile fino al 3 ottobre alla Galleria d’Arte Moderna Achille Forti di Verona, ed è uno dei fulcri dell’articolata mostra diffusa appositamente ideata per la celebrazione dei 700 anni dalla morte del Sommo Poeta e che vede il Comune di Verona partecipare, insieme alle città di Firenze e Ravenna, alle attività del “Comitato Nazionale per la celebrazione dei 700 anni dalla morte di Dante Alighieri.

La mostra costituisce un omaggio all’esilio veronese di Dante e al legame con Verona che, nel corso dei secoli, continuò ad alimentarsi dando origine a una ricca produzione artistica.
Il progetto prevede una selezione di oltre 100 opere tra dipinti, sculture, realizzazioni artistiche su carta, tessuti e testimonianze materiali dell’epoca scaligera, codici manoscritti, incunaboli e volumi a stampa in originale e in formato digitale provenienti dalle collezioni civiche, dalle biblioteche cittadine, da biblioteche e musei italiani ed esteri.

Tra le opere in mostra, da non perdere i tre disegni di Botticelli, prestigioso prestito del Kupferstichkabinett, Berlino. In particolare, ‘Dante e Beatrice. Paradiso II’, è stato scelto come immagine coordinata della mostra diffusa, che sviluppa graficamente il tema dell’itinerario dantesco nel Paradiso e lo traduce nel cammino del Poeta, guidato da Beatrice, lungo le strade di Verona, alla scoperta dei luoghi legati alla sua memoria.

La mostra copre un arco cronologico compreso tra Trecento e Ottocento e si sviluppa in due nuclei tematici principali. Il primo intende ricostruire il rapporto tra Dante, Verona e il territorio veneto nel primo Trecento. Il secondo si concentra sul revival ottocentesco di un medioevo ideale tra Verona e il Veneto.

Se in apertura la mostra rievoca il leggendario e presunto incontro tra Giotto e Dante a Padova e consente di ripercorrere la cultura artistica scaligera nel grande snodo della rivoluzione giottesca, il percorso espositivo prosegue nell’affascinante racconto del profondo legame che unì Dante e Cangrande della Scala.

Le ricche testimonianze legate alla figura dello Scaligero delineano il contesto in cui Dante trascorse gli anni dell’esilio fino alla creazione del suo Poema. Testi decorati della Commedia, manoscritti e a stampa, accompagnano i visitatori dall’epoca di Dante alla fine del Settecento, attestando la costante attenzione che Verona e il Veneto rivolsero al Poeta e alla sua Opera.

Il secondo nucleo tematico sviluppa la riscoperta del mito di Dante nella grande stagione ottocentesca, come incarnazione dei nascenti ideali risorgimentali e allo stesso tempo esempio del tormento creativo del Poeta esiliato. È a questo punto del percorso espositivo che il visitatore potrà ammirare le iconografie dei personaggi danteschi, a partire da Beatrice e Gaddo, ma anche di altre figure femminili e delle tragiche vicende, legate al tema dell’amore e degli amanti sfortunati, di Pia de’ Tolomei e Paolo e Francesca. Proprio quest’ultimo tema introduce il mito di Giulietta e Romeo, giovani innamorati nati dalla penna di Luigi da Porto nel Cinquecento e resi celebri da William Shakespeare in tutto il mondo.

Attraverso questo percorso si potrà cogliere il costituirsi dell’identità della Verona ottocentesca, che da un lato si alimenta della presenza storica e reale di Dante alla corte di Cangrande, dall’altro di quella immaginaria di Romeo e Giulietta, creati anch’essi nella cornice di un Trecento scaligero. I due percorsi tematici, reale quello dantesco e immaginario quello shakespeariano, entrambi sullo sfondo – ancora reale e immaginario – di un medioevo scaligero, definiscono un tratto saliente della fisionomia urbana e culturale di Verona, ancor oggi ben riconoscibile: per questa ragione l’esposizione si lega in modo imprescindibile alla “mostra diffusa” che è la città stessa, nei monumenti e nelle testimonianze urbanistiche e architettoniche legate alla memoria di Dante e di Romeo e Giulietta.

“È un grande onore per il Comune di Verona partecipare, insieme alle città di Firenze e Ravenna, alle attività del “Comitato Nazionale per la celebrazione dei 700 anni dalla morte di Dante Alighieri – sottolinea il sindaco –. Oggi si completa un progetto espositivo di ampio respiro, la cui realizzazione è iniziata quando ancora nulla si immaginava e sapeva della pandemia attraversata nell’ultimo anno e mezzo. Per questo il risultato raggiunto ha una forza incredibile ed è la dimostrazione dell’impegno di un’intera città che ha scelto di respirare insieme, adoperandosi al meglio per generare un progetto culturale di grande rilevanza. L’obiettivo è di ritrovare la perduta normalità, anche attraverso eventi di caratura nazionale ed internazionale, che riaccendono i riflettori su Verona e le sue straordinarie potenzialità artistiche, culturali e storiche. Ringrazio il Ministro Franceschini per averci raggiunto con il suo messaggio, le sue parole di apprezzamento confermano la bontà del lavoro svolto e sono motivo di ulteriore orgoglio”.

“Verona – spiega l’assessore alla Cultura Briani – è stata particolarmente lieta di attivare una rete di collaborazioni tra realtà pubbliche e private cittadine e del territorio veneto, nazionale e internazionale. Un impegno volto a promuovere un ampio Protocollo di Intesa istituzionale dedicato a Dante, allo scopo di dare vita, durante tutto il 2021, anno dantesco, ad un programma di celebrazioni il più possibile partecipato e rivolto al pubblico più ampio. Per la città scaligera questa mostra rappresenta uno dei fulcri più importanti dell’ampia mostra diffusa ideata per far scoprire al pubblico, in una sorta di esposizione a cielo aperto, i 21 luoghi veronesi direttamente legati al Poeta e alla sua presenza, durante l’esilio, a Verona. Insieme a Firenze e Ravenna, infatti, è stato sviluppato un percorso di ritrovata identità dantesca, che mette in risalto questa straordinaria figura e che, anche al termine dell’anno celebrativo, puntiamo a mantenere vivo e accessibile al pubblico”.

La città scaligera non è semplicemente lo sfondo della vicenda dantesca, ma ne diventa essa stessa protagonista. Questa specificità, che la caratterizza rispetto alle altre città dantesche, viene valorizzata attraverso un itinerario cittadino che, tramite l’ausilio di una mappa cartacea appositamente realizzata, porta il visitatore alla riscoperta di 21 luoghi – tra piazze, palazzi, chiese, emergenze monumentali in città e nel territorio – direttamente legati alla presenza del Poeta, dei suoi figli ed eredi, e a quelli di tradizione dantesca.

S.E. (anche per la fotografia)

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