Il centenario del Festival di Salisburgo

Salisburgo è una ridente cittadina austriaca, patrimonio UNESCO dal 5 dicembre 1996 per la sua architettura barocca italianeggiante e la profonda cultura musicale che non deriva solo dall’essere città natale di Mozart, nel 1756.

La sua posizione geografica ai confini delle Alpi e con una dolce pianura, sembrano conciliare rilassatezza e dedizione all’interiorità. Il centro storico cittadino, la Città Vecchia, presenta torri e cupole barocche di chiese e palazzi, che sono fastosi, dalla volontà dei vescovi von Raitenau (figlio di una De’ Medici, molto amante dell’arte e dello stile italiano, fautore tra l’altro della costruzione del Castello di Mirabell), Sittikus conte di Hohenems e Paris conte di Lodron che ne diedero l’impronta attuale. La cupola del Duomo e la casa natale di Mozart furono vittime dei pesanti bombardamenti aerei della seconda guerra mondiale, che non riuscirono completamente a risparmiare il centro storico. Oltre che alla cattedrale, una visita non deve mancare alla chiesa dei Francescani e all’abbazia di Nonnberg, alla Fortezza che risulta essere la più grande d’Europa, ai molti musei, vie e piazze deliziose, magari assaporando un famoso cioccolatino noto come “palla di Mozart”.

A Salisburgo, il 22 agosto 1920 inaugurò il Festival musicale che quest’anno, doverosamente tra molti sfarzi, celebra il centenario. Fondato dal regista berlinese Max Reinhardt, assieme al poeta austriaco Hugo von Hofmannstahl e al compositore bavarese Richard Strauss, il Festival doveva essere un esempio di pace e fratellanza dopo la sanguinosa Grande Guerra, e negli anni si è mantenuto tale, fino ad essere uno dei principali appuntamenti culturali europei. Nata già nel 1877, la kermesse era stata discontinua fino all’idea dei tre amici. Per l’inaugurazione del 1920, von Hofmannstahl già autore de “Il cavaliere della rosa”, musicato da Strauss, scrisse “Jedermann”, che inaugurò il Festival, opera che verrà riproposta ogni anno, sempre su un palco all’aperto davanti al Duomo. L’opera, in italiano “Ognuno”, narra di un uomo ricco e potente visitato dalla Morte durante un banchetto, per sottolineare l’ineluttabilità della stessa e porre allo spettatore una riflessione, tanto più immanente nel 1920, dopo gli orrori bellici. L’uomo, infatti,verrà accompagnato nella tomba da Fede, Speranza e Carità. Cresciuto di anno in anno, anche con rappresentazioni di opere di Verdi e Beethoven e la costruzione di un apposito teatro, il Festival visse una triste parentesi con l’annessione dell’Austria alla Germania nel 1938, e la chiusura dal 1943, ma riprese già nel 1945. Indimenticabile fu l’edizione 2006, quando la celebrazione del 250esimo anniversario della nascita di Mozart e l’allestimento delle sue 22 opere, fece ottenere al Festival un largo consenso di critica e pubblico.

La celebrazione del centenario inizierà con la mostra “Il gran teatro del mondo. Il centenario del Festival di Salisburgo”, organizzata dal Salzburg Museum dal 25 aprile al 31 ottobre in Neue Residenz, dove sarà possibile ripercorrere tutte le tappe dei cent’anni, tra contributi storici, archivistici, documentari e molto altro. Al Salzburg Museum sarà allestita una mostra di Stato. Il programma operistico inizierà il 27 luglio con “Elektra” di Richard Strauss affidato ai Wiener Philarmoniker, per poi vedere “Don Giovanni” diretto da Castellucci, “Tosca” diretta da Armiliato, per citarne solo alcuni.

 

Alessia Biasiolo

 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.