Leggere Paul Claudel

La vita di Paul Claudel è un esempio per tutti. All’inizio del nuovo anno scolastico, la storia di una conversione, nella laicissima Francia, segna la via per un itinerario che ci ponga delle domande, molte più e molto più approfondite rispetto a quelle che possono venirci, edulcorate, dal presente.

Domande sul noi e l’io, sull’esistenza, sul percorso di vita al quale dobbiamo dare interezza, completezza, orizzonti ampi e proiettati al futuro, senza fermarci alla notizia flash di cronaca, che ci fa effetto per un istante, e senza crogiolarci solo sull’oggi.

La storia del diplomatico Claudel, drammaturgo, è costellata da nomi altisonanti, come quello della sorella Camille, una delle scultrici più importanti del Novecento, e del suo amato Rodin. La lettura spazia tra Paesi e continenti, tra fatti di storia dalla caduta della monarchia francese alle guerre mondiali. E in mezzo c’è Dio che Paul trova inaspettatamente. Spesso il nostro cammino si fa arduo o semplice, o cambia improvvisamente direzione, per un istante. Eppure questo libro, scritto da Flaminia Morandi, ci conduce per strade diventate un romanzo e lascia la netta sensazione della comprensione profonda. Il cambiamento e il potenziamento delle proprie doti, è un processo nel quale le porte devono essere aperte. Claudel lasciava non solo la porta aperta, ma anche le valigie pronte, per andare nei consolati e nelle ambasciate dove veniva incaricato, interrogandosi sempre e, soprattutto, confrontandosi. Aveva seri padri spirituali, termine inusuale oggi, eppure avere delle guide, e saperle cercare e scegliere, è fondamentale. Possono essere insegnanti o amici, sacerdoti o autori letterari che si leggono costantemente, ma senza curiosità e domande, la vita acquista quella piattezza che genera il senso di confusione attualmente imperante. Guide scelte non perché creano una nuova moda del momento o perché da qualche parte, in TV o sui social, tutti dicono che “spaccano”, ma guide vere, profonde, in cammino.

Camille, sorella adorata, soffre e crea capolavori; finirà purtroppo in una clinica psichiatrica. Paul mette nei suoi scritti i suo tormenti e le sue, di domande, che divengono opere geniali, ancora oggi rappresentate con successo in teatro. Imperante il desiderio di sentirsi vivo, anche gioendo dei ventuno nipoti e dell’esegesi biblica che lo impegnava negli ultimi anni. Ecco: l’impegno. Ciò che contraddistingue l’essere umano e ciò che viene chiesto a tutto tondo sempre più, perché sembra spesso di vivere a sole due dimensioni.

Da leggere.

Flaminia Morandi: “Paul Claudel. Un amore folle per Dio”, Paoline, Milano, 2018; pagg. 288, euro 18,00

 

Alessia Biasiolo

 

 

 

 

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