“Rossini allo specchio” con il pianista Orazio Sciortino

Orazio Sciortino, foto di Francesco Maria Colombo

Domani, martedì 20 novembre alle 20.30 all’Aula Magna dell’Università “La Sapienza” un omaggio della IUC a Gioachino Rossini con il pianista Orazio Sciortino, anche noto e apprezzato compositore.

Rossini compose a Roma e per Roma le sue due opere più famose, “Il Barbiere di Siviglia” e “La Cenerentola”, in cui personaggi e situazioni rispecchiano il carattere e l’umorismo tipico dei romani, ed è anche per questo che in occasione della ricorrenza dei centocinquanta anni dalla sua morte la IUC gli dedica un concerto speciale intitolato “Rossini allo specchio” col pianista Orazio Sciortino.

Sono in programma Prelude Inoffensif e Cauchemar, che fanno parte dei Péchés de Vieillesse, scritti da Rossini nell’ultima parte della sua vita, dopo essersi ritirato dalle scene operistiche a soli trentasette anni d’età. In questi due brani scorrono danzando sogni e visioni, raccontati con apparente distacco e con quel ghigno rossiniano sempre a metà tra il serio e il faceto. Come dice Sciortino, «aleggia in questa musica uno spirito visionario da un lato, fantastico dall’altro, in cui ironia e malinconia sono due facce dello stesso personaggio Rossini».

Uno spirito analogo si ritrova in un compositore apparentemente lontanissimo da Rossini qual è Robert Schumann, nel cui Carnaval compaiono brani intitolati Arlequin, Pierrot, Florestan, Eusebio e Chiarina, che sono «ritratti di maschere, spettatori di un teatro di cui sono anche protagonisti». Lo stesso può dirsi di un’altra opera giovanile di Schumann, Papillons, in cui si svolge un altro ballo di carnevale, i cui due protagonisti, i gemelli diversi Walt e Vult, si scambiano le rispettive maschere.

A distanza di un secolo lo spirito di Rossini riemerge nelle Soirées de Nazelles di Francis Poulenc, che traccia degli ironici ritrattini delle persone che gli facevano visita nella villa di Nazelles, dove passava le vacanze estive. «Rossini quindi – è ancora lo stesso Sciortino a parlare – si colloca in mezzo tra due figure psicologicamente sfaccettate e articolate come quelle di Poulenc e Schumann, in un percorso in cui le nostre contraddizioni sono protagoniste».

Lo spirito di Rossini aleggia anche in una composizione ancora fresca d’inchiostro, presentata in prima esecuzione assoluta: è Quasi un valzer di Fabio Massimo Capogrosso, che si sta distinguendo, nel ricco panorama della musica contemporanea italiana, come uno dei compositori più interessanti della nuova generazione. Apprezzato anche in campo internazionale, ha vinto vari concorsi di composizione, tra cui il “Keuris Composers Contest”, prestigioso concorso olandese, il New Music Festival dell’Università della California del Sud e il 9° “Discover America” Competition. Le sue composizioni sono state eseguite in Italia, Spagna, Germania, Polonia, Belgio, Francia e Usa.

 

Mauro Mariani

 

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