Continua il romanzo de lemienotizie.com

Ecco la terza pagina del romanzo scritto per lemienotizie.com. Il finale di pagina può essere richiesto inviando una e-mail a: lemienotizie.com@libero.it

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Terza pagina.

Il vecchietto non desisteva. Era tornato un’altra volta dal canile con un bastardino. Non gli bastava che quello prima fosse morto avvelenato. Un altro ancora! E glielo avrebbe fatto sparire. Era una questione di principio. Il primo cane abbaiava sempre, e l’avevano trovato stecchito. Il secondo pisciava contro la sua rete, e l’avevano trovato stecchito. Il terzo era scappato, non si sa perché, può darsi invogliato da qualche buona cibaria per cani, ed era stato investito da un’automobile. Il quarto, stecchito di nuovo. E adesso un quinto ancora? Con la piccola pensione? E va bene che è solo, ma può accontentarsi di guardare la televisione! Comperare un cane! Da portare a passeggio ogni giorno, tre volte al giorno. E il dottore ha detto che ha problemi cardiaci! No, no, il vecchietto non merita alcuna azione di disturbo, ma il cane! Che non si azzardi ad abbaiare! Che non si metta a fare le buche! Che non limiti la sua zona a goccetti di pipì canina! Che non… a parte che non lo aveva ancora visto. Chissà, forse era morto arrivando a casa! Magari! Ma no, ecco il vecchietto che esce. E il cane dov’è? Sta’ a vedere che l’ha lasciato a casa! Ha solo una borsa sotto braccio. Ehilà! Buongiorno! Come sta? La vedo solare, oggi! Cosa? un nuovo cane? E dove sta? Lì dentro? Nella borsa? A fare che?! Piccolo? Come piccolo?! E si avvicinò a guardare nella borsa un batuffolo assonnato che non sarebbe mai diventato molto più grande di così, non certo più della borsa che lo portava dentro come un marsupiale. E cosa se ne fa di un cane che non cammina e che deve portarsi dietro? Non vuole che gli succeda qualcosa? E a lei non ci pensa, portarselo dietro così?! Non è pesante? Sì, ma con la spesa? La spesa nel sacchetto e pure il cane. Ah, non è che deve sempre stare nella borsa, cammina anche, però lo farà camminare, sgambare, al parco apposito, così da evitare che venga investito dall’automobile o avvelenato da qualcosa che mangia in giro, o comunque morto per qualche strano motivo. Sa, io non ho molto da vivere ancora e questo so che sarà il mio ultimo cane. Ecco, da vicino stronzo sentì un po’ di rimorso per tutte quelle morti che aveva sulla coscienza solo perché aveva pensato solo a se stesso e non al benessere di quel povero cristo che non aveva mai invitato a casa, pur sapendo che viveva solo, una volta in tutti gli anni che si conoscevano.  […]

Alessia Biasiolo

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