Programma Teatro Camploy Stagione 2017/2018

Continuerà a Verona il programma teatrale del Teatro Camploy con la Compagnia Giorgio Totola dal 25 al 26 novembre con la commedia “Come si rapina una banca” di Samy Fayad. Brillante e a tratti surrealista, il testo narra le vicende di una povera famiglia napoletana, il cui capofamiglia, Agostino Capece, per riscattare il proprio destino che non gli ha consentito di avere successo nella vita, decide di rapinare una banca. Una storia divertente di contrasti tra la ricchezza di un mondo che corre e la miseria di chi è rimasto indietro.

Proseguirà la compagnia La Bugia, il 2 e 3 dicembre, con “Il pranzo è servito” di Elena Merlo. La vicenda è ambientata in una Nizza immersa in scoppiettanti atmosfere charleston, nel salotto bene di Madame Gigi, esperta botanica e non solo… Ci sono segreti che si possono rivelare solo la sera prima del matrimonio: segreti che passano di madre in figlia e che svelano il magico mondo dell’amore. Ma se una madre distrattamente dimentica di parlare con la figlia e quest’ultima parte serena ed ingenua per il viaggio di nozze e se in questo frangente nulla accade…

Dal 9 al 10 dicembre, la compagnia Artefatto è in scena con ”El derby de Verona” di Fabrizio Piccinato. Gino Bruseghin vive una vita sospesa tra l’amore per il calcio e quello per la propria famiglia, in un equilibrio che viene spezzato dall’arrivo a casa sua del fratello, lo sfaccendato Silvio. Da questo momento in poi la vita non sarà più la stessa in casa Bruseghin. Una divertente commedia che parla di amore in tutte le sue forme: l’amore romantico, quello per la famiglia, l’amore per il proprio lavoro e ovviamente l’amore per il calcio.

La compagnia Tabula Rasa propone dal 16 al 17 dicembre “Il servitore di due padroni” di Carlo Goldoni. Beatrice, giovane donna di Torino, parte per Venezia vestendo i panni del fratello, alla ricerca del proprio amante che ne ha causato la morte. Con lei viaggia il servo Truffaldino che, per soddisfare il suo smodato appetito, finirà per servire due padroni e ingarbugliare la vicenda fino al parossismo. Un classico ancora attuale che colpisce con la struggente umanità di personaggi ridicoli consumati da ansie e sentimenti, e ancora tanto simili a noi. Ipazia dal 6 al 7 gennaio rappresenta “Moby Dick (ritorno a Nantucket)” un adattamento di William Jean Bertozzo dal celebre romanzo di Malville. La poesia, la musica e il racconto si intrecciano nella rappresentazione teatrale della caccia alla Balena Bianca. La voce di Ishmael, unico sopravvissuto, ci accompagna in questa avventura di mare e ci porta a conoscere Achab, Starbuck, Queequeg… e soprattutto l’immenso cetaceo. Cos’è l’ignoto? Perché ciò che è sconosciuto ci inquieta e, talvolta, ci attira verso un nuovo viaggio? A volte crediamo di riconoscere alcuni segni…

Giovedì 11 e venerdì 12 gennaio la compagnia Granbadò propone il musical“Notti d’oriente” di Alberto Bronzato. Un ragazzo di strada, orfano, ladro per necessità s’imbatte in una principessa ribelle, fuggita dal palazzo reale per vivere il mondo comune e tentare di evitare un matrimonio combinato. Aladin e Jasmine si rincorreranno a lungo, ostacolati dal perfido Visir e aiutati dalla magia del frizzante Genio. Lo spettacolo conserva tutti gli elementi della storia di Aladino e la lampada magica, arricchito da vivaci musiche, canzoni e coreografie.

Prosegue la compagnia Zeropuntoit che è in scena dal 13 al 14 gennaio con “S.E.L.F. Control (mantenete la calma)” di Andrea Girardi. Una coppia di sposi si trova, inconsapevolmente e suo malgrado, coinvolta in una serie di fatti sconvenienti e segreti. A complicare l’intreccio in una travolgente sequenza da vaudeville, dalla portinaia saccente alla madre invadente, dal datore di lavoro irreprensibile al poliziotto vizioso, tutti faranno letteralmente impazzire i nostri protagonisti, mettendone a prova la lucidità, fino al colpo di scena finale. Dal 18 al 19 gennaio la compagnia Einaudi-Galilei che propone, nel centenario della Grande Guerra, due atti unici di Borislav Varga, segnati da amara ironia, raccolti sotto il titolo“Dalla giusta parte”. Nel primo un party borghese rivela, sotto la dorata crosta delle chiacchiere da salotto, un mondo di prevaricazioni e omertà. Nel secondo atto un marito e una moglie che vivono in una casa di campagna sotto le bombe di una guerra eterna vedono, a guerra finita, che il nuovo confine passa proprio in mezzo alla loro proprietà…

Dal 20 al 21 gennaio è in scena Verbavolant con “Le baruffe in famegia” di Giacinto Gallina. Momolo vive a Venezia con cinque donne in casa: la madre Rosa, la moglie Emilia, la zie Orsolina e Nene e la domestica Bettina. Tra suocera e nuora nascono i classici dissapori che scandiscono la vita di una famiglia medio borghese, descritti con molta ironia. I dispetti e i pettegolezzi si sprecano e nascono infiniti malintesi, offese e minacce che coinvolgono tutti i personaggi in una divertente e irresistibile “baruffa”.

Dal 27 al 28 gennaio La Formica propone “Aspettando Godot” di Samuel Beckett. Per interpretare questo classico, la regia colloca i personaggi in una cornice metateatrale su un polveroso palcoscenico evocatore di mondi e di ruoli, veri o falsi, vissuti e non, riflesso di una realtà non più decifrabile perché priva di punti di riferimento. Come due naufraghi, Vladimiro ed Estragone cercheranno sui loro volti truccati il segno magico del Prospero della tempesta shakespeariana, per entrare nell’incantesimo di una sublime interpretazione.

La Compagnia Dell’Arca rappresenta dal 3 al 4 febbraio “That’s not amore” di Valerio Bufacchi, Tiziana Crociani e Arianna Errico. Sullo sfondo del grande sogno americano e del boom economico, si snodano le vicende di donne e uomini alle prese con gli stereotipi dei ruoli. A New York approda nei mitici anni ’60, Barbara, una giovane di origini italiane che con il suo libro “Abbasso l’amore” offre alle donne una ricetta per l’emancipazione. Come si inserisce l’amore in tutto questo? Un fardello o la carta vincente?

Lavanteatro propone il 10 e 11 febbraio”Una moglie… spiritosa” adattamento di Gigi Filippini da Noël Coward. Sarebbe il solito triangolo se non fosse che “l’altra” è l’ex-moglie morta da tempo che riappare come fantasma e con una mal celata gelosia nei confronti della nuova moglie. Un susseguirsi di divertenti gags, colpi di scena, battute ed equivoci dovuti al fatto che solo lui vede e sente l’ex moglie morta, mentre la moglie viva è sempre più esasperata dalla situazione. Una commedia brillante che ci fa sorridere della vita e dei paradossi di un matrimonio.

Dal 17 al 18 febbraio Gli Insoliti Noti propone“Nuda proprietà” di Donato De Silvestri. A causa del dissesto economico di una banca, un’anziana signora della classe media si ritrova indebitata e “rapinata” di tutti i suoi averi. Consigliata da un amico, segretamente innamorato di lei, decide di vendere la nuda proprietà dell’appartamento gravato da un mutuo. I tentativi di vendita mettono in gioco una serie di personaggi emblematici del nostro tempo: giovani coppie, disoccupati, voucheristi… Il tutto permeato dall’atmosfera di un misterioso giallo su cui indaga un rude e astuto ispettore.

I’ Aseni del borgo dal 24 al 25 febbraio porta in scena ”No se cata chiete” di I’ Aseni del Borgo. La vicenda si svolge un giorno d’estate in una pensioncina di montagna dove il meritato relax dei villeggianti viene disturbato da un turista di passaggio. Nel tentativo di rifuggire la routine, i protagonisti fanno i conti con l’adattamento ai ritmi della vacanza e col miraggio della tranquillità tanto agognata. Tra teatro dell’assurdo e varietà, in un susseguirsi di battute e giochi di parole, emerge però che la quiete una volta raggiunta spesso non ci appaga…

Continua dal 3 al 4 marzo la compagnia La Pocostabile con “I Rusteghi” di Carlo Goldoni. In scena quattro donne accanto ai quattro fieri, ruvidi e compiaciuti protagonisti: tre mogli e una figlia da maritare, duttili e vitali, pronte ad impegnarsi per migliorare la situazione inutilmente rigida. Goldoni guarda con simpatia agli eccessi di quei “selvadeghi” e all’astuzia generosa delle donne che riusciranno a dar vita ad un armistizio durevole e a una valida intesa. La regia sottolinea le diversità dei tipi e della vicenda con ritmo, musiche originali e scenografie adeguate.

Il 10 e 11 marzo è il turno del G.A.D. Renato Simoni con“Nero come un canarino” di Aldo Nicolaj. Che in questa commedia ne accadano di tutti i colori non è un modo di dire. È un noir? Sì, se non altro per quello smog diffuso con generosità tale da far annerire perfino i canarini. Ma è per caso un giallo? Senza dubbio data la consistente quantità di cadaveri… Un tocco di rosa? Delicatissimo, con vaghe screziature argentate… Il verde? Certo, di ecologia si parla. Quanto all’indaco, nessuno sa bene di che razza di colore si tratti, mentre le sfumature di grigio le lasciamo a chi vuole osare di più…

Estravagario, dal 17 al 18 marzo, presenta Colazione da Occhiobello (anche da asporto)” di Carlo Saglia, nell’adattamento di Silvino Gonzato. La storia è ambientata in una pasticceria di un piccolo paese della provincia veneta. Lo zucchero delle paste, dopo una serie di clamorosi eventi, diventerà per molti, amaro e velenoso. Un variegato mix di battute e gags, le differenti inflessioni dialettali e il ritmo incalzante rendono lo spettacolo divertente ma non privo di spunti di riflessione su una realtà fin troppo presente nelle attuali cronache.

La Nuova Filodrammatica Partenopea porta dal 22 al 23 marzo ”Non ti pago” di Eduardo De Filippo. Lo spettacolo evoca con ironia una delle più morbose manie della gente di Napoli e non solo: il gioco del lotto. Nel testo scritto e rappresentato in piena seconda guerra mondiale, l’autore vuole scaricare la tensione del momento facendo emergere progressivamente dalla commedia la risata come un rifugio che sembra sicuro, lontano dalla tragicità del momento. Per attuarlo riprende gli eroi assurdi ma divertentissimi delle prime farse e recupera gli umori, i sapori e gli estri del teatro della sua giovinezza.

Dal 24 al 25 marzo è la volta di Armathan con“Così è se vi pare” di Luigi Pirandello. Un gruppo di grotteschi personaggi si riunisce nel salotto del Consigliere Agazzi per scoprire cosa si nasconda dietro il misterioso comportamento del signor Ponza e di sua suocera, la signora Frola, da poco giunti in paese. Un gioco al massacro in cui i due, colpevoli solo di essere vivi e di provare sentimenti, sono perseguitati da persona spietate, gelose forse di questa intensità emotiva che a loro non appartiene più. Alla fine, come dice Pirandello, riecheggia solo il suono melanconico di una risata.

Dal 7 all’8 aprile la compagnia Gino Franzi presenta “La guerra da tre soldi” di Alberto Rizzi. Lo spettacolo racconta in modo grottesco gli effetti della grande guerra nelle retrovie dove, in una sala, viene allestito uno spettacolo per i fanti che tornano dal fronte. Attraverso una carrellata di personaggi e una voce narrante, è sottolineata l’assurdità del conflitto che invece di risolvere i problemi, ne crea di ben più gravi. Accompagnamento di musiche dal vivo eseguite al pianoforte da Matteo Valerio.

Trixtragos dal 14 al 15 aprile porta in scena“Aladin e le magiche notti d’oriente” di Neil Ceschi. Liberamente tratto da “Le mille e una notte”, questo musical immerge lo spettatore nelle atmosfere incantate, e a tratti inquietanti, dell’ammaliante leggenda di Aladino e del suo spumeggiante Genio della lampada. Il teatro nel teatro contamina la storia con la tecnica delle scatole cinesi. Intramontabili musiche accompagnano “con un po’ di follia e un pizzico di magia” attraverso quel mondo incantato che è proprio dei sogni.

Dal 19 al 20 aprile la compagnia A Filo d’Arte rappresenta “Romeo e Giulietta”. In questa libera trasposizione del testo shakespeariano il sentimento, la rabbia e il dolore dei due amanti veronesi viene raccontato senza caratterizzazioni temporali. Ogni adolescente è Romeo e Giulietta. Tutto quello che i giovanissimi protagonisti chiedono al cinico e conformista mondo che li circonda è di essere compresi nella ingenuità, tenerezza e devastante follia che caratterizza la loro età. La tragedia si chiude con le parole del Principe “Tutti siamo colpevoli”.

Conclude Modus Vivendi dal 21 al 22 aprile con “Mogli e buoi” di Adriano Mazzucco. Una commedia ricca di personaggi caricaturali che racconta l’insanabile rivalità fra due borghi, uno situato in collina e l’altro in riva al lago, proponendo una riflessione sui pregiudizi e sulla possibilità di superarli. Ogni abitante è fieramente convinto della superiorità del proprio paese, ma l’amore che sboccia tra un ragazzo di Montalto e una ragazza di Borgolino porterà una ventata di aria fresca e arriverà a scalfire l’arrugginita e ottusa contrapposizione.

 

Roberto Bolis

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