Very Slow Italy a Castel San Pietro Terme

Castel San Pietro Terme, in provincia di Bologna, è la città che coordina la rete Italia delle Cittaslow. Essere Cittaslow (in Italia sono circa 80) significa rispettare la lentezza. Lentezza che viene intesa come ricchezza, bellezza, tutto a misura d’uomo. Lentezza che si gusta a tavola ma anche a passeggio e nella vita quotidiana. Castel San Pietro Terme è stata certificata Cittaslow nel 2005, entrando da quel momento a far parte di un circuito garantito (la Rete internazionale del buon vivere) che oggi conta oltre 200 città in 30 Nazioni.

Per celebrare questa “lentezza”, il 22 e 23 aprile a Castel San Pietro Terme si svolgerà la 12esima edizione di “Very Slow Italy”: la fiera delle Cittaslow, dall’enogastronomia al vivere sostenibile. Ricco e articolato il programma previsto per tutto il weekend, soprattutto per quanto riguarda la parte enogastronomica. A questa si affiancherà un ricco calendario d’iniziative culturali e ambientali sempre all’insegna del buon vivere.

ENOGASTRONOMIA

IL BORGO DEI SAPORI, la fiera–mercato con esposizione e vendita di specialità alimentari italiane; PIAZZA DELLE CITTASLOW, stand con esposizione e vendita delle eccellenze enogastronomiche e artigianali delle Cittaslow italiane e dei Consorzi dei prodotti tipici; GRANDI MIELI D’ITALIA, degustazioni guidate, a cura dell’Osservatorio Nazionale Miele, per una migliore conoscenza dei mieli tipici italiani; DEGUSTAZIONE GRATUITA DI CRESCENTE CON I CICCIOLI a cura dell’Istituto alberghiero “Bartolomeo Scappi” (ore 11 solo sabato); 30 KM CON 1 LITRO BIKE, divertente tour delle cantine vinicole castellane (partenza ore 14.30, solo sabato); VERY WINE – LA PIAZZA DEL GUSTO, le cantine locali incontrano la tradizione, inaugurazione percorso degustativo enogastronomico a cura dell’Accademia Internazionale Enogastronomi Sommeliers – A.I.E.S; VERY WINE CANTINE – TOUR, navetta gratuita per visite alle aziende vitivinicole di Castel San Pietro Terme (solo domenica pomeriggio); VINO & TERRITORIO, percorso degustativo guidato di vini delle cantine castellane accompagnati dalle letture a tema a cura dell’Associazione TerraStoriaMemoria e Bottega del Buonumore (solo domenica, ore 17); DOLCI diVINO percorso degustativo di vini in abbinamento a dolci tipici a base di miele, a cura di A.I.E.S. in collaborazione con Osservatorio Nazionale Miele (solo domenica, ore 18.30).

AMBIENTE & NATURA

MOBILITA’ ELETTRICA, dimostrazione e noleggio gratuito dell’e-bike “Moterra” da parte del team Cannondale; CREARE & RICREARE, esposizione di opere realizzate mediante il riuso di oggetti riciclati da artisti dell’ingegno; PASSEGGIATA NOTTURNA alla scoperta degli animali della Valle del Sillaro, lungo un percorso di 5 km, accompagnati dalla guida escursionistica Stefano Schiassi (sabato, dalle 20.30 alle 23); CAMMINATA SLOW, passeggiata guidata nel Parco Lungo Sillaro sulle tracce degli animali che lo abitano (domenica ore 14.30); VISITE GUIDATE al centro storico della città (domenica mattina).

CULTURA

Numerose anche le iniziative di carattere culturale: PREMIO LETTERARIO CITTA’ DI CASTEL SAN PIETRO TERME “Weekend per un racconto” – II^ edizione (9.30 sabato); al Teatro Cassero premiazione del “41^PREMIO PIETRO CAVAZZA”, concorso rivolto agli alunni delle scuole secondare di primo grado castellane (dalle 15 sabato); L’ARTE DEL FUMETTO, laboratorio gratuito per imparare a creare un fumetto, a cura del Circolo Artistico Castellano (sabato pomeriggio); IL CHANNELLING COME RISORSA PER LA NOSTRA VITA, conferenza “com’ è possibile interagire con noi stessi e gli altri in maniera equilibrata”, relatrice Lisa Sarperi dell’Associazione Sitrus-Sithrudill Albero della Tradizione (ore 17 sabato).

PER I BAMBINI

Diversi anche gli eventi pensati elusivamente per i più piccoli: MANI NELLA CRETA, laboratorio dedicato a bambini e ragazzi, a cura di Gianni Buonfiglioli e con la partecipazione delle mamme della Ludoteca (sabato dalle 14 alle 18); 12^ EDIZIONE BANCARELLA SLOW PER RAGAZZI, mostra–scambio di giocattoli, giornalini, libri e fumetti usati e di oggettistica riciclata (domenica pomeriggio); GIMKANA (domenica pomeriggio).

 

Pierluigi Papi

“Medicine e bugie”. Il libro di Salvo Di Grazia

Salvo Di Grazia è un chirurgo specialista in Ginecologia e Ostetricia, medico ospedaliero e divulgatore scientifico. Appassionato di musica e internet, scrive per diverse testate e siti, collabora con “Le Scienze” e “il Fatto Quotidiano”. Ha fondato nel 2008 e gestisce il blog MedBunker che è diventato con il tempo punto di riferimento sulla medicina e contro i ciarlatani della salute. Già autore nel 2014, sempre per Chiarelettere, del libro “Salute e bugie”, bissa con “Medicine e bugie” e continua la sua carrellata prevalentemente contro molti prodotti che si trovano anche in farmacia, se non solo, e che fanno parte di tutta quella “medicina” altra che va sotto, nel parlato comune, anche il non corretto nome di omeopatia o naturopatia, o “io mi curo con metodi naturali”.

A dire il vero, ho trovato interessanti alcuni stralci del libro, soprattutto quando Di Grazia parla di tanto sbandierati farmaci o protocolli che non servono a salvare vite umane, ma talvolta portano a forse inutili cure preventive. Usiamo sempre tutti il condizionale, perché è vecchio il proverbio che dice che del senno di poi sono piene le fosse, ma anche che è comodo chiacchierare, o scrivere, comodamente seduti davanti al pc senza dover decidere per cure, interventi e altro.

Pertanto andiamo sul sicuro quando leggiamo che molti, se non moltissimi, prodotti per rinforzare pelle, ossa, capelli, eccetera non servono a molto; andiamo sempre sul sicuro affermando che siamo un po’ tutti ossessionati dal benessere. Concordiamo un po’ tutti che non avremmo mai imparato e saputo il nome di molti microrganismi se la pubblicità non ci bombardasse giorno per giorno letteralmente conducendoci a chiederci se siamo proprio noi, sì, davvero noi, gli unici a non aver bisogno di qualcosa da mangiare o inghiottire per avere una flora microbica corretta e vigile e arzilla. Ho scherzato più volte in occasione di cene con medici presenti, riguardo al fatto che, ciclicamente, siamo stitici tutti quanti, oppure tutti soffriamo di diarrea; oppure ci danniamo per sapere se abbiamo valori alti nel sangue di qualcosa che, in TV, è davvero brutto e preoccupante. Anch’io avrò quella cosa là? Ecco, allora, che il libro è interessante. Mantiene, tuttavia, alcuni passaggi superficiali, soprattutto non considerando che esistono prodotti “alternativi”, ma questo termine lo uso molto malvolentieri, dal momento che spiega tutto e niente e forse proprio niente, che vengono regolarmente utilizzati e prescritti da medici perché possono permettere di ottenere un miglioramento delle condizioni di un paziente, senza però apportare tutti gli effetti collaterali negativi delle medicine. O di qualsiasi farmaco, anche blando, ma che rientri nella categoria farmaco. Sono anni che vengono svolte ricerche e analisi accurate, da ricercatori seri, su alcuni effetti benefici di prodotti naturali (e la gamma è vasta, dalle radici ai semi) che regolarmente vengono introdotti nei farmaci e che hanno spiccate doti curative. La stragrande maggioranza dei farmaci propone molecole contenute in natura e debitamente elaborate, pertanto sparare a zero su tutto è azzardato. Addirittura affermare che quasi tutto “alternativo” è soltanto zucchero, penso possa fare irritare qualcuno. Per quanto riguarda l’agopuntura, è comunque insegnata ai medici nelle università di Medicina regolari, pertanto che Di Grazia affermi che non serve a nulla, non mi trova d’accordo. E forse non sono la sola. Per lo meno, sarebbe opportuno un approfondimento maggiore di canoni e dettami che, è vero, non possono essere giudicati dalla medicina cosiddetta tradizionale. La quale, è noto, non è perfetta e spesso va avanti e indietro su molti aspetti dell’esistenza umana. Adesso siamo nell’era del poco uso di antibiotici, mentre soltanto dieci anni fa se non ne assumevi secondo prescrizione venivi considerato pazzo. Si è detto a lungo che le vaccinazioni potevano essere sospese, e adesso siamo in emergenza. Certo, quando una popolazione viene ritenuta immune è inutile insistere nel vaccinare i bambini, ma forse non si tiene sempre conto del volume di persone che viaggiano e che possono, quindi, entrare o fare entrare in contatto con virus e batteri che potevano essere considerati debellati in alcune aree geografiche. Abbiamo spesso un comportamento poco coerente che sembra, almeno sembra alla gente comune, derivante da interessi che esulano dalla salute. Pertanto non viene avvertito come problema quello che forse lo è.

Ho letto, pertanto, nel libro molti spunti interessanti e molti spunti da approfondire ulteriormente. Se questo è un metodo perché i lettori siano maggiormente consapevoli della loro salute e ne approfondiscano i dettami, allora ben venga.

Concordo con Salvo Di Grazia che si deve, tutti, essere più consapevoli.

 

Salvo Di Grazia: “Medicine e bugie”, chiarelettere, Milano, 2017, pagg. 210; euro 15,00.

 

Alessia Biasiolo

Al Teatro Carlo Felice la Mostra: “Lele Luzzati – creatore di colore”

Nell’ambito delle attività collaterali intorno all’andata in scena dell’opera “L’elisir d’amore”, fino al 19 aprile, verrà allestita la  Mostra: “Lele Luzzati – creatore di colore”, una selezione di costumi di scena disegnati da Emanuele Luzzati per produzioni di opere e balletti di proprietà della Fondazione Teatro alla Scala che saranno collocati nel foyer principale del Teatro Carlo Felice per il pubblico del Teatro.

La Mostra, sostenuta dalla Fondazione Rotary in occasione dei 100 anni di attività, ha lo scopo di far conoscere la prolifica creatività del poliedrico artista nell’occasione costumista per “Il Principe felice” di Franco Mannino, “I Capuleti e i Montecchi” di Vincenzo Bellini, “Il Buffone” di Serghiej Prokoviev.

In particolare i due costumi dell’opera di Bellini sono stati indossati da Renata Scotto e Luciano Pavarotti.

La Dr.ssa Tiziana Lazzari, in qualità di Governatrice del Distretto 2032 Rotary International, che ha fortemente sostenuto questo progetto, sottolinea “Nell’anno rotariano 2016/2017, la nostra Fondazione Rotary compie 100 anni. Si tratta di un secolo in cui i soci del Rotary hanno migliorato la qualità di vita di molte comunità nel mondo. Attraverso la nostra Fondazione, i soci del Rotary hanno finanziato migliaia di progetti per fornire acqua pulita, combattere le malattie, promuovere la pace, fornire l’istruzione di base e far crescere l’economia locale.

Il nostro Distretto, già impegnato in diverse attività volte a far comprendere la natura delle nostre attività e finalità, desideroso di promuovere presso la cittadinanza una migliore conoscenza del proprio operato, ha ideato una proposta espositiva centrata sulla figura del poliedrico artista Emanuele Luzzati, nell’occasione costumista per il Teatro alla Scala.

Grazie alla notorietà dell’artista e al prestigio delle istituzioni coinvolte siamo certi di offrire una occasione culturale e nel contempo veicolare al meglio i principi del sodalizio internazionale da noi rappresentato. Grazie alla disponibilità del Teatro alla Scala abbiamo avuto in  prestito temporaneo alcuni costumi di scena del Maestro Luzzati.

Ci sembra interessante poter offrire ai genovesi e a tutti coloro che si troveranno a Genova la possibilità di conoscere la prolifica e immaginifica creatività di Emanuele Luzzati quale costumista, unita alla accoglienza delle strutture del Teatro Carlo Felice, alla prestigiosa collaborazione del Teatro alla Scala e alla tutela che il Museo Luzzati da sempre attua sull’immagine dell’artista.

La mostra, costituita da una serie di manichini rivestiti da costumi – opportunamente individuati tra quelli disegnati da Emanuele Luzzati per le opere e i balletti del Teatro alla Scala – e collocati nel foyer si terrà dal 19 marzo, data della prima dell’opera L’elisir d’amore, al 19 aprile quando il Distretto Rotary 2032 festeggerà, sempre al Carlo Felice, i 100 anni della Rotary Foundation. La particolare attenzione dei Club Rotary genovesi per il decennale della scomparsa di Lele Luzzati è documentata anche dalla serata dell’11 aprile quando verrà presentato il laboratorio di arti sceniche della Fondazione Luzzati e i Club doneranno una piattaforma per la raccolta di fondi tramite il crowdfounding.”

La Ditta Bonaveri s.r.l. di Redazzo, ha messo a disposizione i 6 busti su cui verranno collocati i costumi. A loro è rivolto un particolare ringraziamento per la preziosa collaborazione concessa.

La sinergia tra Fondazione Teatro alla Scala, Fondazione Rotary, Fondazione Teatro Carlo Felice con la tutela del Museo Luzzati che vigila da sempre sull’immagine dell’artista ha permesso la realizzazione di un evento di grande portata culturale in occasione del decennale dalla morte del grande maestro.

 

Marina Chiappa

Per l’ONU operazioni militari turche hanno costretto alla fuga i curdi

In un rapporto diffuso lo scorso 10 marzo, l’Ufficio dell’Alto Commissariato Onu per i Diritti Umani ha dichiarato che le operazioni militari condotte dalla Turchia tra luglio 2015 e dicembre 2016 nel sud-est del paese hanno causato lo sfollamento di mezzo milione di persone.

“Queste conclusioni confermano le nostre ricerche: la brutale repressione che ha costretto alla fuga intere popolazioni del sud-est della Turchia può essere considerata una punizione collettiva ”, ha dichiarato John Dalhuisen, direttore per l’Europa e l’Asia centrale di Amnesty International.

“L’obbligo di uno stato di garantire la sicurezza non può essere usato come pretesto per applicare forza eccessiva, rendere la vita delle persone un tormento attraverso coprifuoco totali e in alcuni casi in corso da oltre un anno, provocare sfollamenti di massa ed espropriare beni personali”, ha aggiunto Dalhuisen.

“Dalle nostre ricerche è emerso che gli abitanti costretti a lasciare la provincia di Diyarbakir non riescono a trovare un alloggio alternativo economicamente sostenibile e hanno difficoltà ad accedere ai servizi fondamentali. Famiglie già povere hanno vist o peggiorare la loro situazione dal punto di vista del lavoro e dell’istruzione e non hanno ottenuto risarcimenti adeguati”, ha sottolineato Dalhuisen.

“Dopo la pubblicazione del rapporto dell’Alto commissariato Onu per i diritti umani, la Turchia deve agire senza alcun ritardo: annullare i coprifuoco ancora in vigore, garantire risarcimenti adeguati alle famiglie colpite e aiutarle a tornare a ciò che è rimasto in piedi delle loro case e dei loro quartieri”.

 

Amnesty International Italia

 

 

Un brindisi alla salute mentale alla decima edizione

È stata presentata a palazzo Barbieri la 10ª edizione del progetto “Un brindisi alla salute mentale patrimonio dell’Umanità”, promosso dall’associazione “Arcobaleno” in collaborazione con l’ULSS 9 Scaligera, le principali cantine della Valpolicella e i Consorzi di Tutela dei Vini di Bardolino, Soave e Valpolicella, con l’obiettivo di sensibilizzare sulla condizione delle persone disabili. Negli ultimi 10 anni di Vinitaly l’Associazione Arcobaleno ha coinvolto infatti le principali cantine della Valpolicella nella produzione di bottiglie etichettate con dipinti realizzati dagli ospiti dei Centri Educativi Occupazionali Diurni dell’ULSS 22 e personalizzate con una frase sia di partecipazione sia di sostegno delle massime autorità civili e militari di Verona come anche degli esponenti del mondo imprenditoriale.

Tali bottiglie sono, come di consueto, esposte presso lo stand della Regione Veneto a Vinitaly 2017, fino pertanto a domani.

A presentare l’iniziativa il Sindaco Flavio Tosi insieme all’assessore ai Servizi sociali Anna Leso. Presenti la presidente dell’associazione “Arcobaleno” Mariangela Vantini con il vicepresidente Salvino Antico e alcune delle autorità cittadine che hanno aderito con entusiasmo al progetto: il già Procuratore della repubblica di Verona Mario Giulio Schinaia, il Questore di Verona Enzo Giuseppe Mangini, il Vicario Prefetto Angelo Sidoti, il vice presidente della Provincia Pino Caldana, il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Verona Ettore Bramato, il Comandante del 3° Stormo dell’Aeronautica di Verona Villafranca Pietro Spagnol, il rappresentante della Polizia municipale Renzo Ren, il Comandante della Polizia Stradale di Verona Lacquaniti Girolamo, il direttore generale ULSS 9 Scaligera Pietro Girardi, il presidente di Federfarma Marco Bacchini, i rappresentanti dei Consorzi Tutela Vini di Soave, Bardolino DOC e Valpolicella e i rappresentanti delle cantine che hanno aderito all’iniziativa.

“A nome dell’Amministrazione comunale ringrazio quanti hanno contribuito, anno dopo anno, alla realizzazione di questo progetto che oggi festeggia il decimo anniversario – ha detto il Sindaco – un’iniziativa lodevole sia perché valorizza un bene del territorio come il vino ma soprattutto perché mette in luce la solidarietà che caratterizza la nostra comunità”.

Unanime il plauso al progetto da parte delle autorità cittadine, per le quali si è trattato di “una preziosa opportunità per partecipare in modo concreto alla promozione sociale delle persone disabili, oltre che una straordinaria esperienza personale di grande umanità”.

 

Roberto Bolis

Splendida 41esima Pizolada delle Dolomiti

Una splendida giornata di sole e temperature primaverili hanno fatto da cornice alla 41° Pizolada delle Dolomiti, storica gara di scialpinismo e penultima tappa della Coppa delle Dolomiti andata in scena oggi al Passo San Pellegrino. Al via una folta rappresentanza di atleti di calibro nazionale che hanno dato vita ad una gara combattuta e spettacolare, fornendo poi riscontri positivi sul percorso e sulle misure di sicurezza messe in campo dal comitato organizzatore, la Val di Fassa Events ASD.

Tra gli uomini vittoria indiscussa di Guido Giacomelli (Sci Club Alta Valtellina) che ha così concesso il bis dopo il successo alla Pizolada 2016. Giacomelli è uscito subito dal gruppo insieme all’azzurro Manfred Reichegger (CS Esercito), riuscendo anche a distanziare l’avversario di circa 20’’ al primo cambio di pelli per poi essere nuovamente raggiunto sulla seconda salita prima del ripido canalone nord della Forcella Vallazza. Alla fine della forcella però Giacomelli era di nuovo saldamente in testa e da lì non ha più lasciato il comando della gara fino al traguardo. Secondo posto quindi per Reichegger e terzo posto per Alex Oberbacher (Peves Gherdeina).

Tra le donne grande battaglia tra Dimitra Theocharis (Aldo Moro Paluzza) e Bianca Balzarini (Adamello Ski Team). A fare la differenza e decidere la vittoria è stato l’ultimo cambio di pelli dove la Theocharis ha perso qualche secondo di troppo a causa di un problema all’attacco. Prima dunque la Balzarini, seconda la Theocharis, terza Cecilia De Filippo (SC Dolomiti Ski Alp). I podi della 41° Pizolada delle Dolomiti hanno definito anche le classifiche definitive della 2′ LADINIA SKI ALP 2017, speciale combinata che unisce la Pizolada alla Marmolèda Full Gas (disputata sabato 1 aprile sulle nevi della Marmolada) e vede quest’anno trionfare Guido Giacomelli e Cecilia de Filippo. Il ringraziamento dell’organizzazione va ai preziosi gruppi di associazioni locali che hanno contribuito a rendere tutto perfetto: i volontari della Val di Fassa Events, la Scuola Alpina Polizia di Stato Moena, il Cai Sat Moena, il Comune di Moena, il Soccorso Alpino, la Bela Ladinia, l’ANA di Moena, la Croce Rossa Val di Fassa, le Guide Alpine che hanno reso possibile l’escursione guidata e gli impiantisti della Ski Area San Pellegrino.

ATC (anche per i credit fotografici)

Giorgio Morandi e Tacita Dean a Palazzo Te

Il Centro Internazionale d’Arte e di Cultura di Palazzo Te a Mantova, fino al 4 giugno, presenta un’esposizione in cui le opere di Giorgio Morandi – uno dei maestri della pittura europea del Novecento – dialogano con le opere di Tacita Dean – una delle più importanti e riconosciute artiste della scena mondiale contemporanea.

La mostra Giorgio Morandi e Tacita Dean. “Semplice come tutta la mia vita” mette a confronto due film, Day for Nighte Still life, che Tacita Dean ha realizzato nel 2009 nello studio bolognese del pittore – ricostruito a grandezza naturale in apertura del percorso espositivo a Palazzo Te – e una raccolta di circa cinquanta operedi Giorgio Morandi, dipinti, disegni, acquarelli e grafiche concessi da importanti musei e collezioni private, cheillustrano la sua ricerca relativa alla natura morta nel periodo dal 1915 al 1963.

La mostra propone una riflessione sul profondo legame che si istituisce tra i due artisti, un legame che da un lato racconta la linfa che alimenta il lavoro di Tacita Dean e dall’altro fa splendere la contemporaneità del lavoro di ricerca sviluppato per tutta la vita – con pazienza, attenzione e sensibilità – da Giorgio Morandi.

Tacita Dean si sofferma sugli oggetti dell’universo poetico di Morandi e sulle tracce lasciate su un piano dalle basi degli oggetti stessi, tracce composte dalla matita del pittore che calcolava, centrava, affiancava, spostava, ricollocava, aggregava, insisteva, con una attenzione matematica, sperimentale, priva di casualità plausibilmente in rapporto con le ore del giorno, le luci, i colori dell’aria.

“Nel fare questo – scrive Stefano Baia Curioni, presidente del Centro di Palazzo Te – Tacita Dean mette in operauna rapina gentile che, nell’appropriarsi delle condizioni del lavoro di un altro artista, apre lo spiraglio di una rivelazione: Morandi non è il passato, è vivo nel lavoro del presente. Un lavoro intimo che la mostra propone ad ogni spettatore”.

Partendo dagli oggetti cari a Morandi – bottiglie, lumi, caffettiere, tazze, porcellane e vetri -, il processo di creazione artistica attivato dall’osservazione e dalla meditazione sulle cose è il punto di incontro dei lavori dei due artisti. I film di Tacita Dean esprimono l’intuizionedella necessità di guardare alle cose e alle tracce involontarie del processo della pittura. La sua opera non è un documentario: non antologizza Morandi, non analizza il suo contesto e il suo tempo, ma lo guarda con semplicità e permette allo spettatore di sperimentare come il suo lavoro sia ben vivo nel presente.

L’esposizione, curata da Massimo Mininni e Augusto Morari con il supporto di Cristiana Collu, è promossa dal Comune di Mantova, dal Centro Internazionale d’Arte e di Cultura di Palazzo Te e dal Museo Civico di Palazzo Te, in collaborazione con la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, l’Istituzione Bologna Musei | Museo Morandi e gli Amici di Palazzo Te e dei Musei Mantovanie con il sostegno di Fondazione Banca Agricola Mantovana.

Le nature morte di Giorgio Morandi esposte nello spazio delle Fruttieremostrano come l’elaborazione del colore nelle sue composizioni si sia arricchita sino a raggiungere gli ultimi raffinatissimi accordi dei toni più alti. Forme, colori, valori spaziali sono associate a una musica di luce: la luce e l’ombra, presenti nelle stanze abitate dal pittore, sono appunto alla base della sua espressione grafica e coloristica.

Lo studio dell’artista in via Fondazza e la sua vita “piana e tranquilla” sono elementi imprescindibili per capire l’arte di Morandi.

Tacita Dean ci restituisce con chiarezza nei suoi lavori le atmosfere e gli ambienti morandiani: la luce investe lo spettatore con calma e le ombre delle bottiglie, dei vasi appaiono in una pallida penombra. I film raccontano un mondo limitato, polveroso, dimesso e domestico, dove cose umili affiorano in una luce fioca e rendono magiche le stanze, il carattere del luogo e l’arte di Morandi. Si avverte che l’artista si è soffermata a indagarle, cercando di scoprire la rigorosa ricerca di quel mondo plastico, di quel vedere e sentire per volumi e parallele, di quel comporre con chiarezza l’ordine con il quale Morandi procedeva nel misurare e disporre gli oggetti, qualità sostanziali nelle nature morte che metteva in scena.

Nel proporre insieme le opere di Giorgio Morandi e Tacita Dean,la mostraapre alcune domande: cosa accade quando un’artista guarda e incorpora nel proprio il lavoro di un altro artista, magari distante da sé nello spazio e nel tempo? Che opportunità viene offerta a noi, al pubblico, ai cosiddetti “astanti” dell’arte, quando questa inclusione si fa a sua volta opera d’arte?

GIORGIO MORANDI nasce a Bologna il 20 luglio 1890 in una famiglia della piccola borghesia cittadina. Subito sviluppa un grande interesse per l’arte italiana del passato. Dopo avere insegnato per molti anni nelle scuole comunali di disegno, nel febbraio del 1930 ottiene per “chiara fama” e “senza concorso” la cattedra di Incisione presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna, dove rimarrà fino al 1956. Rilevante è la sua presenza alle Biennali veneziane, ma ancor più quella alle Quadriennali romane: nel 1930 e nel 1935 Morandi fa parte della commissione di accettazione ed è presente anche come pittore con opere significative; nel 1939 ottiene un’intera sala personale, con 42 olii, 2 disegni e 12 acqueforti. Nell’estate del 1943 l’artista, sfollato, si ritira sugli Appennini dove sviluppa lavori dedicati ai paesaggi. Nella Biennale del 1948 riceve il primo premio: Morandi è ormai considerato uno dei maestri più importanti del secolo. Anche i più esclusivi ambienti internazionali s’interessano a lui e alcune sue opere sono ospitate in prestigiose rassegne del Nord Europa e negli Stati Uniti. Dopo una lunga malattia, Morandi si spegne a Bologna il 18 giugno 1964. L’elenco delle esposizioni all’estero sarà lunghissimo, anche dopo la sua morte. Le sue opere sono presenti in numerosi musei Italiani e internazionali.

TACITA DEAN nasce in Inghilterra, a Canterbury, nel 1965. Artista, fotografa e regista, Tacita Dean ha mostrato fin dagli esordi una predilezione per i formati espressivi usati nel cinema. La sua pratica del disegno ha assunto la forma di storyboard, un formato narrativo utilizzato nella progettazione dei film. Il gusto per la narrazione che si ritrova in molte delle sue opere è spesso innescato da incontri casuali. Nei suoi lavori la finzione e la storia si muovono su uno stesso piano, sottolineando il loro potere evocativo. Le sue opere giocano poeticamente sul tema della ricerca, nonché sulle identità sfocate di persone o di cose misteriose. I suoi film sono spesso narrazioni minime impregnate di un senso di fallimento umano e aspettative derivanti da azioni che sono curiosamente sia eroiche che consuete. Alcune delle ultime opere di Dean ricordano il lavoro di Bernd e Hilla Becher nella loro attenzione ai luoghi abbandonati, ma dotati di storia potente. Il suo lavoro è stato esposto in molte esposizioni internazionali quali la Biennale di Venezia, la Biennale di Sydney, la Biennale di San Paolo. Ha inoltre partecipato a dOCUMENTA(13) e ha avuto numerose mostre personali nei maggiori musei internazionali. È stata finalista per il Premio 1998 Turner Prize nel 1998 e ha ricevuto lo Hugo Boss Prize nel 2006 ed il Premio Kurt Schwitters nel 2009.

Mantova, Palazzo Te

Fino al 4 giugno 2017

 

Delos

 

Biodiversità e territori a Sol&Agrifood, prossima edizione

Sarà la biodiversità delle produzioni agroalimentari tipiche italiane il focus della prossima edizione di Sol&Agrifood, il Salone internazionale dell’agroalimentare di qualità di Veronafiere, in programma a Verona dal 9 al 12 aprile 2017.

Il progetto prevede la realizzazione di un’area tematica interattiva chiamata Biodiversità e Territori, per valorizzare con degustazioni guidate, walk-around tasting, workshop in inglese per i buyer esteri e cooking show quei prodotti la cui tipicità è espressione della biodiversità del luogo di origine.

Lo spazio, a disposizione di enti, associazioni e singole aziende, si innesta nel rinnovato layout della manifestazione, che prevede la riorganizzazione di tutte le aree tematiche già presenti a Sol&Agrifood: Cheese Experience per i formaggi dop, l’area degli oli extravergine di oliva, quella delle birre artigianali, Taste of Coffee e l’ultima nata Salumi e Biodiversità, che tanto successo ha riscosso nella scorsa edizione della rassegna veronese.

Come l’area dei salumi, anche Biodiversità e Territori sarà gestita in collaborazione con l’Accademia delle 5T, l’associazione nata per valorizzare in ambito alimentare proprio i valori del territorio, della tradizione, della tipicità, della trasparenza e della tracciabilità.

Biodiversità e Territori – spiega Gianni Bruno, Area Manager Wine & Food di Veronafiere – nasce per esaltare una peculiarità della tradizione alimentare italiana unica al mondo sempre più apprezzata dai mercati internazionali e per aumentare la vocazione business della fiera, che nell’edizione 2016 ha visto la presenza di 14.000 visitatori specializzati provenienti da 82 Paesi su un totale di 56.000 operatori professionali”.

Un progetto che risponde alle esigenze delle aziende medio-piccole, espositrici di Sol&Agrifood, di entrare sempre più in contatto con operatori specializzati esteri, oltre che con operatori italiani dell’HORECA e della distribuzione organizzata. Elemento indicato da oltre il 40% di questi espositori tra le motivazioni che spingono alla partecipazione alla fiera.

 

Veronafiere

Premio “Etichetta dell’anno”

Presieduta da Gilda Bojardi, direttore della rivista Interni, la giuria del 21° Concorso Internazionale Packaging di Vinitaly ha assegnato l’1 marzo a Verona l’“Etichetta dell’anno 2017” al vino Toscana Igt Vermentino “Giallo Paglia” 2015 della Arkiline di Colle di Val d’Elsa, in provincia di Siena. Alla Citri Vini di Ortona, in provincia di Chieti va invece il premio speciale “Packaging 2017”, mentre la Carlo Pellegrino & C. Di Marsala, in provincia di Trapani, conquista il premio speciale “Immagine Coordinata 2017”.

«Questa edizione del concorso – ha commentato la presidente di giuria Gilda Bojardi – è stata stimolante perché ha mostrato delle innovazioni nelle proposte. Pensando ai gusti estetici dei consumatori di fascia più giovane o al vino come oggetto di regalo, abbiamo chiesto a Veronafiere l’istituzione di un nuovo premio che, all’interno del Concorso Internazionale Packaging, dia coraggio e valorizzi chi prova a uscire dagli schemi».

La competizione, organizzata da Veronafiere-Vinitaly con l’obiettivo di mettere in luce il miglior abbigliaggio dei vini, dei distillati, dei liquori e degli oli extra vergine d’oliva (prendendo in considerazione bottiglia, chiusura, capsula, etichetta e collarino), ha premiato lo sforzo di quelle aziende che più investono risorse e creatività nel migliorare estetica ed immagine del proprio prodotto.

Al Concorso sono stati iscritti 192 campioni distribuiti nelle 11 categorie previste dal regolamento e provenienti da Francia, Italia e Spagna. Ad esaminarli una commissione di esperti di livello internazionale presieduta da Gilda Bojardi e composta da Riccardo Facci (art-director), Giacomo Mojoli (designer), Elvilino Zangrandi (designer) e Annibale Toffolo (giornalista).

L’evento è stato complementare alla guida “5 Star Wines The Book”.

Vinitaly è ormai alle porte: inaugurerà, infatti, domani.

Veronafiere