“Come una rondine, come una quercia”, il nuovo libro di Giampaolo Rol

Particolarmente adatto ai tempi correnti, il nuovo lavoro dell’avvocato Giampaolo Rol nelle vesti di scrittore che gli calzano a pennello. Lontano dal legal thriller d’esordio “Il mercante di destini”, ma dall’inconfondibile stile che scava nel personaggio che crea e lo rende a tutto tondo al lettore, parte in causa di una storia nella quale viene inserito e non della quale è puro spettatore.

Stavolta, sempre nella New York così lontana e così familiare, troviamo uno scontro tra due anime che sono gemelle, anche se una ne è del tutto ignara. Da un lato un bellissimo, affascinante e stravagante violinista che ricorda da vicino Niccolò Paganini; dall’altro una bellissima procuratrice legale in carriera, figlia di perfetta famiglia che perfettamente l’ha fidanzata al miglior rampollo della piazza.

I due si incontrano al parco e, all’improvviso, la donna si rende conto che la sua vita non è più così semplice, lineare, scontata, ma che quel tale l’ha stregata, l’ha trascinata in un duello per il quale pensava di avere armi affilate, invece si è ritrovata spoglia di significati.

Vivian impara da quello strano individuo che aveva girato il mondo soltanto portandosi appresso il suo violino, che il suo orizzonte non era papà Jack e il tribunale, Martin da sposare e le amiche con cui spettegolare ogni tanto, ma era un’altra cosa e lei non lo conosceva affatto. Il mondo era a sua portata di mano, ma non voleva prenderlo: preferiva restare ingabbiata nel ruolo imposto da altri, nella storia già scritta di una donna che piano piano non riconosceva più. Le certezze svanite fino a lasciare la strada tracciata per restare alla deriva di se stessa, secondo i canoni sociali, ma libera di decidere di guardare crescere una quercia, invece che vivere in prigione.

La società bolla queste persone come strane, vittime della depressione più cupa e incapaci di uscirne, eppure Rol ci accompagna a rivedere noi stessi nel più profondo della nostra anima, per porci domande che forse nessuno ci avrebbe posto mai.

Saremmo capaci di vivere senza i nostri scudi? Saremmo capaci di resistere alla tormenta come una quercia e di scegliere dove vivere come una rondine, oppure diventeremmo matti all’idea di perdere quello che abbiamo? Ci preoccupiamo più di perdere quello che abbiamo che quello che siamo, ma i compromessi rischiano di ritorcesi a noi contro.

E adesso, che il mondo della finanza e delle banche non ci incanta più; che il sentiero tracciato è tracciato per poco tempo (mesi, anni) e non è più da posto fisso di lavoro e quindi in società, dobbiamo allenarci ad essere sempre più capaci di guardare al mondo e alla realtà con occhi liberi e non con gli occhi del sistema, che all’occorrenza ci fagocita e ci distrugge.

Il messaggio implicito di Rol è pregnante e incita a far presto. Tutti noi dobbiamo trovare o ritrovare noi stessi, oppure dobbiamo rassicurarci, leggendo “Come una rondine, come una quercia”, che è possibile creare la vita a nostra misura e non a tessera di un puzzle voluto da altri, perché soltanto così non solo non tradiremmo noi stessi, ma saremmo capaci di innovare il mondo del quale siamo protagonisti, non pedine.

Soltanto essendo sicuri di questo si può comprendere il vero valore di uno scrittore destinato a darci ancora molti spunti e molte soddisfazioni.

Da leggere.

Giampaolo Rol: “Come una rondine, come una quercia”, E-pubblica.com

Articolo di Alessia Biasiolo

 

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