Italiani i nuovi record mondiali di parapendio

Sono italiani, precisamente friulani di Gemona (Udine), il pilota e la
pilota che hanno stabilito i nuovi record mondiali di volo in parapendio
andata e ritorno.

Lui si chiama Arduino Persello, 45 anni, impiegato in un’impresa
meccanica, lei Nicole Fedele, 28 anni, traduttrice, già nota come campionessa
europea in carica e detentrice della coppa del mondo. Hanno percorso
rispettivamente 312 e 280 chilometri fino a tornare da dove erano decollati.

Il decollo è avvenuto a Sorica in Slovenia ad una settimana di distanza
l’uno dall’altra, ma il volo si è svolto quasi sullo stesso tracciato, toccando punti salienti quali il Monte Nero, la diga del Vajont, il
fiume Piave, sorvolando le Alpi Giulie, le montagne di Gemona, il lago di
Cavazzo, la valle Agordina ed il maestoso panorama delle Dolomiti Friulane.
Arduino ha realizzato una quota massima di 2933 metri ed una velocità
media di 34,5 km/h, un dato notevole per un mezzo come il parapendio che nei
modelli più performanti non tocca i 70 km/h di velocità massima. Nicole
si è innalzata fino a 2942 metri, tenendo una media di 30 km/h. Entrambi
hanno impiegato circa nove ore e mezzo per percorrere gli interi tragitti.

Molte ore di volo per due record presto omologati dalla Federazione
Aeronautica Internazionale, a coronamento di infiniti tentativi, rinvii
per troppo vento o meteo avversa, calcoli e studi sulla rotta da seguire e,
soprattutto, sogni, tanti sogni.

Nel volo libero in deltaplano o parapendio stabilire un record su un
percorso andata e ritorno è tecnicamente più difficile e, di
conseguenza, ritenuto di maggior prestigio rispetto ad uno di distanza libera, vale a
dire senza l’obbligo di tornare al punto di partenza. In questo
caso gli attuali primati mondiali ammontano a 507 km per il parapendio,
stabilito in Sud Africa, e quello texano di 768 per il deltaplano, mezzo più veloce
del primo. I piloti italiani, al vertice delle classifiche mondiali di
entrambe le discipline, sono pronti ad abbattere anche questi.

Articolo di Gustavo Vitali

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