Ravenna e Forlì insieme per Dante

Nel Settecentesimo anniversario della morte di Dante Alighieri,le città di Forlì e Ravenna si uniscono in un progetto di collaborazione che intende valorizzare il grande lavoro scientifico e culturale svolto dalle loro istituzioni museali.

Nella prossima primavera, infatti, a partire da aprile, nelle due città romagnole si inaugureranno due mostre a tema dantesco: “Dante. Gli occhi e la mente. Le Arti al tempo dell’esilio” presso la Chiesa di San Romualdo a Ravenna (dal 24 aprile al 4 luglio 2021) e “Dante. La visione dell’arte”, presso i Musei San Domenico a Forlì a partire dal mese di aprile, dopo la Pasqua, in linea con le disposizioni relative alla riapertura delle sedi museali, fino al’11 luglio 2021.

Le due mostre faranno parte di un percorso espositivo dedicato al Sommo Poeta che vedrà a Ravenna le opere legate all’esilio dantesco e con cui Dante è entrato in contatto, opere che in alcuni casi il Poeta ha potuto vedere e conoscere, e a Forlì una ricca selezione di oltre 250 opere che, nei secoli successivi, hanno tratto ispirazione da Dante e dalla sua Commedia. Entrambe le mostre sono realizzate con il prezioso contributo di musei internazionali, tra i quali le Gallerie degli Uffizi che con la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì hanno ideato e firmato il percorso espositivo per i Musei San Domenico e contribuiscono a quello di Ravenna con due prestiti fondamentali per raccontare gli anni dell’esilio dantesco.

Si realizza così, nel nome di Dante, un percorso espositivo integrato, che rende il patrimonio culturale italiano diffuso e sempre più fruibile attraverso percorsi museali innovativi, mostre con curatele prestigiose e prestiti dai più importanti musei del mondo.

S.E.

La famiglia reale del Belgio in visita alla mostra “Liberty”

Nella giornata di mercoledì 5 marzo scorso, si è recata in visita strettamente privata alla mostra “Liberty. Uno stile per l’Italia moderna”, promossa dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì in collaborazione con il Comune di Forlì presso i Musei San Domenico, la famiglia reale del Belgio, ovvero Alberto II, sesto re dei Belgi (dal 1993 al 2013 allorché ha abdicato in favore del figlio) e la consorte Paola Ruffo di Calabria. La regina Paola è molto legata alla Romagna, in quanto il padre, Fulco Ruffo di Calabria, fece parte della “Squadriglia degli Assi” comandata da Francesco Baracca, di cui prese quindi il comando alla morte dell’aviatore lughese. Una decisione, quella di visitare la mostra forlivese, maturata all’ultimo momento, per l’interesse del tema. Bruxelles ha aperto da pochi giorni un museo dedicato all’arte belga di fine secolo.

Alberto II e la consorte si sono fermati a lungo (all’incirca tre ore) nella sale dell’esposizione, ammirando e complimentandosi per la qualità delle opere per l’insieme del percorso espositivo. Tra le opere più ammirate: La Sirena di Sartorio, il Ritratto della moglie di De Carolis, le due opere di Boldini e la Primavera classica di Chini. Oltre al percorso espositivo, i reali del Belgio hanno avuto parole di elogio per il recupero dell’intero complesso dei Musei San Domenico e per la Pinacoteca civica. “Raramente ho visto una mostra così completa e ben allestita”, è stato il commento finale della regina Paola; “Raramente – ha aggiunto sorridendo Alberto II – ci siamo trattenuti tre ore ad un’esposizione”.

Articolo di S. E.