“La rondine”

 

Ricordiamo che mercoledì 21 marzo 2018 alle ore 20.30, andrà in scena,  per la prima volta a Genova, la seconda versione  de La rondine, opera in tre atti di Giuseppe Adami su musica di Giacomo Puccini.

Sul podio, a dirigere l’Orchestra ed il Coro del Teatro Carlo Felice, Giuseppe Acquaviva, esperto pucciniano che, oltre ad essere il Direttore Artistico, questa volta ricopre per il Teatro Carlo Felice anche il ruolo di Direttore d’Orchestra (il Maestro Acquaviva si alternerà con Alvise Casellati nelle recite del 23 e 24/3). Un nuovo Allestimento del Teatro Carlo Felice, con repliche fino al 25 marzo.

Marina Chiappa (anche per la foto)

 

 

Krystian Zimerman oggi al Carlo Felice di Genova

 Oggi pomeriggio, alle ore 16.00, il Teatro Carlo Felice di Genova propone uno dei più attesi concerti della Stagione Sinfonica 2018, con protagonista uno dei più grandi pianisti viventi, Krystian Zimerman, che suonerà per la prima volta con l’Orchestra del Teatro Carlo Felice.

Polacco, classe 1956, nato in una famiglia di musicisti, ex-bambino prodigio, Zimerman si è imposto all’attenzione della scena musicale internazionale nel 1975 con la vittoria, a soli diciotto anni, del prestigioso Concorso Chopin di Varsavia. Sull’onda di quell’affermazione tutti i più importanti direttori d’orchestra, Karajan, Abbado, Muti, Bernstein, Giulini, hanno voluto collaborare con lui in concerti, tournée e incisioni discografiche che, oggi, costituiscono un punto di riferimento imprescindibile nella storia pianistica del nostro tempo. Zimerman non tiene più di cinquanta concerti all’anno, si esibisce solo sul proprio strumento (che trasporta personalmente su un apposito camion) in modo da poter esercitare il massimo controllo sul suono e non lasciare nulla al caso.

Tra i tanti sodalizi con grandi direttori, quello durato 13 anni con Bernstein occupa nella vita artistica e personale di Zimerman un ruolo centrale. E proprio per celebrare l’amico e il musicista nel centenario della nascita, Zimerman ha deciso di portare in giro per il mondo, per tutto il 2018, la Sinfonia n. 2 “The Age of Anxiety” di Leonard Bernstein. Un intenso poema sinfonico per pianoforte e orchestra sulle ansie e i disagi dell’uomo contemporaneo, considerato tra i capolavori del compositore.

Sul podio, accanto a Zimerman, un altro musicista polacco di spicco, Grzegorz Nowak, che dirigerà l’Orchestra del Teatro Carlo Felice in altri due brani: in apertura, Le Carnaval romain di Hector Berlioz, ouverture “caratteristica” basata su due temi dell’opera Benvenuto Cellini, dello stesso Berlioz, brano trascinante e di grande effetto, che mette in luce il virtuosismo dell’orchestra; e, in chiusura, un’altra composizione che valorizza la bravura di una compagine orchestrale, i Quadri da un’esposizione di Modest Musorgskij, capolavoro pianistico assoluto del 1874, che in questa occasione non si ascolta nell’orchestrazione di Ravel, la più frequentemente eseguita, ma in quella di Sergej Gorchakov, che, rispetto alla versione “francese”, ne esalta maggiormente il legame con la musica popolare russa.

 

Marina Chiappa

(credit fotografico Kasskara and DGG)

“Rigoletto” al Teatro Carlo Felice fino al 29 dicembre 2017

Fino al prossimo 29 dicembre, al Teatro Carlo Felice di Genova va in scena “Rigoletto”, una delle più note e amate opere verdiane che il Teatro Carlo Felice propone all’inizio della Stagione 2017-2018.

Il melodramma in tre atti di Giuseppe Verdi, su libretto di Francesco Maria Piave, capolavoro drammaturgico rappresentato per la prima volta l’11 marzo 1851 al Teatro la Fenice di Venezia, trae il soggetto dal dramma in cinque atti Le roi s’amuse di Victor Hugo, ed è talmente originale e innovativo, per i tempi, che non fu compreso subito da tutta la critica. Il pubblico, invece, si dimostrò più lungimirante e decretò all’opera un immediato, grande successo.

Francesco Ivan Ciampa si alternerà con Dorian Wilson (22, 23, 27 e 29), a dirigere l’Orchestra e il Coro del Teatro Carlo Felice. I tre cast che si alterneranno sono di tale rilievo da poter essere considerati tutti un primo cast.

La regia è nuovamente affidata, come nel Rigoletto del 2013, al baritono Rolando Panerai, leggenda vivente dell’opera italiana, proprio come era accaduto nel novembre 2011 con il dittico Campanello (Donizetti) e Gianni Schicchi (Puccini), opera in cui spiccava anche come interprete principale. Panerai in questa edizione firma anche le scene, realizzando per il Carlo Felice,  un nuovo allestimento. I costumi sono disegnati da Regina Schrecker, stilista affermatissima nel campo della moda italiana e da oltre una decina d’anni approdata al teatro, che abilmente ha adattato il profilo dei costumi a questo particolare nuovo Rigoletto. Le luci sono di Luciano Novelli e la coreografia è curata da  Giovanni Di Cicco.

Anche quest’anno Crédit Agricole Carispezia, memore del successo riscosso dall’evento dello scorso 15 dicembre 2016 in occasione della prima dell’opera “Traviata”, ha deciso di sostenere l’opera “Rigoletto”, primo titolo lirico nel cartellone 2017/2018.

 

 

Rigoletto

Melodramma in tre atti di Francesco Maria Piave

Musica di Giuseppe Verdi

Direttore

Francesco Ivan Ciampa

Dorian Wilson (22, 23, 27 e 29)

Regia e scene

Rolando Panerai

Costumi

Regina Schrecker

Coreografia

Giovanni Di Cicco

Luci

Luciano Novelli

Personaggi e interpreti:

Duca di Mantova

Massimiliano Pisapia (22)

Celso Albelo (23,27,29)

Rigoletto

Amartuvshin Enkhbat (22)

Carlos Álvarez (23,27,29)

Gilda

Leonor Bonilla (22)

Serena Gamberoni (23,27,29)

Sparafucile

Mihailo Šljivić (22,23,27,29)

Maddalena

Kamelia Kader (22,23,27,29)

Orchestra del Teatro Carlo Felice

Coro del Teatro Carlo Felice

Maestro Franco Sebastiani

Repliche

Venerdì 22 (20.30F.A.), Sabato 23 (20.30 L), Mercoledì 27 (20.30 F.A), Sabato 29 (13.30F.A.).

 

Marina Chiappa

 

 

 

Notre-Dame de Paris al Teatro Carlo Felice di Genova il 23 e 24 novembre

Dopo le importanti trasferte del Carlo Felice in Kazakhstan e in Oman, il Ministero della Cultura Kazako, a conclusione dell’Expo 2017, ha scelto Genova come unica tappa di una tournée internazionale del balletto Notre-Dame de Paris; coprodotto dal Teatro dell’Opera di Astana e Les Ballets Roland Petit Foundation, con i costumi di Yves Saint Laurent, è in scena al lirico genovese Giovedì 23 novembre alle ore 20.30 con repliche il 24 novembre (15.30 e 20.30).

Notre-Dame de Paris, tratto dal romanzo di Victor Hugo, il più famoso autore romantico francese, con la sua trama fortemente popolare debuttò sul palcoscenico del Palais Garnier nel 1965. Il risultato vincente fu la collaborazione di un gruppo di celebrità: il più popolare coreografo francese, Roland Petit, che fu anche il primo interprete del ruolo di Quasimodo, il celebre stilista di grido Yves Saint Laurent, il rinomato compositore Maurice Jarre e il famoso regista e scenografo di cinema e teatro René Allio. Da allora questa originale creazione dal taglio grottesco, imbevuto di plasticità moderna, accentua la bellezza perfetta del balletto classico. La dura realtà e la triste fantasia si intrecciano in questo spettacolo di monumentalità tragica che, quasi subito dopo la prima rappresentazione, si è imposto stabilmente in repertorio diventando un classico indiscusso nel mondo della coreografia contemporanea.

In preparazione allo spettacolo, in collaborazione con l’Associazione Teatro Carlo Felice, lunedì 20 novembre alle ore 17.30 presso l’Auditorium Eugenio Montale, si terrà la conferenza illustrativa “Notre-Dame de Paris – capolavoro di Petit “ a cura di Francesca Camponero.

 

Notre-Dame de Paris

Balletto in 2 atti

Musica di Maurice Jarre

Libretto e Coreografia di Roland Petit

Tratto dal romanzo di Victor Hugo

Prima rappresentazione all’Opéra di Parigi: 11 dicembre 1965

Prima al Teatro dell’Opera di Astana: 24-25 giugno 2016

Coproduzione Teatro dell’Opera di Astana e Les Ballets Roland Petit Foundation

Responsabile della Produzione del Balletto – Luigi Bonino

Costumi – Yves Saint Laurent

Scene – René Allio

Assistente alla Produzione – Gillian Whittingham

Direttore – Arman Urazgaliyev

Ripresa Costumi – Philippe Binot

Luci e Coordinatore alla Produzione – Jean-Michel Desire

Assistente alla Ripresa Costumi– Arassel Dosmuratova

Direttore Artistico della Compagnia di Balletto del Teatro dell’Opera di Astana – Altynai Asylmuratova, Artista Emerito di Russia

Interpreti principali

Esmeralda

Aigerim Beketayeva, Lavoratore Onorario del Kazakhstan

Madina Basbayeva, Lavoratore Onorario del Kazakhstan

Quasimodo

Bakhtiyar Adamzhan

Rustem Seitbekov, Lavoratore Onorario del Kazakhstan

Frollo

Arman Urazov

Serik Nakyspekov

Phoebus

Olzhas Tarlanov

Yerkin Rakhmatullayev

Compagnia di Balletto del Teatro dell’Opera di

Orchestra e Coro del Teatro Carlo Felice

Repliche

Venerdì 24 novembre – 15.30 – 20.30

 

Marina Chiappa

West Side Story al Carlo Felice di Genova

Giovedì 19 ottobre il Teatro Carlo Felice aprirà la propria stagione artistica con West Side Story di Leonard Bernstein, Jerome Robbins, Arthur Laurents e Stephen Sondheim, lo spettacolo che ha rivoluzionato la storia della musica. Nella stagione teatrale del centenario della nascita di Leonard Bernstein, il musical più famoso di Broadway torna in scena in un’edizione rinnovata ma fedele all’originale.

West Side Story è una co-produzione del Teatro Carlo Felice e W.E.C. – World Entertainment Company; un sodalizio significativo fra una Fondazione Lirico-Sinfonica e un’azienda privata che opera nel settore del grande intrattenimento; due entità molto diverse, unite nella proposta di un nuovo progetto stimolante.

Questo grande allestimento, creato esclusivamente per il Carlo Felice, vedrà la regia di Federico Bellone (Viale del Tramonto, A qualcuno piace caldo, Mary Poppins della Disney) e le coreografie originali di Jerome Robbins riprodotte da Fabrizio Angelini.

L’Orchestra e il Coro del Teatro Carlo Felice, diretti da Wayne Marshall, interpreteranno le indimenticabili melodie e i coinvolgenti ritmi della partitura di Bernstein; il cast del musical comprende numerosi artisti di altissimo livello tra i quali spiccano Luca Giacomelli Ferrarini (Tony), Veronica Appeddu (Maria), Simona Di Stefano (Anita), Giuseppe Verzicco (Riff) e Salvatore Maio (Bernardo).

Wayne Marshall – organista, direttore d’orchestra e pianista inglese – è un interprete celebre delle opere di George Gershwin, Leonard Bernstein, Duke Ellington e di altri compositori del ventesimo secolo americano. Ha inciso l’integrale delle opere di Gershwin per pianoforte e orchestra con la Symfoniorkester Aalborg, in qualità di direttore e solista al pianoforte. Marshall è ospite fisso della BBC Proms di Londra e nel 1999 ha suonato con la BBC Big Band per un omaggio a Duke Ellington.

Una storia d’amore ma anche un action thriller, West Side Story è tutto questo, un amore sfortunato tra due giovani, Tony e Maria, la cui felicità è distrutta dall’odio tra le due bande rivali alle quali appartengono: i Jets e gli Sharks, il tutto ambientato nella giungla urbana della New York degli anni Cinquanta. Il musical conobbe un ulteriore successo anche nella sua versione per il grande schermo: l’omonimo film con Natalie Wood vinse 10 premi Oscar, 3 Golden Globe e il Grammy Award per la colonna sonora. Adattamento del celebre Romeo e Giulietta di Shakespeare, il capolavoro di Bernstein unisce ritmi travolgenti di mambo e samba con melodie affascinanti che sono rimaste nella memoria collettiva quali “Maria”, “America”, “I Feel Pretty” e “Tonight”.

Leonard Bernstein, grandissimo direttore d’orchestra nonché compositore, ha saputo trovare in questo lavoro il giusto connubio tra linguaggio popolare e stile colto, creando un capolavoro che travalica i generi e le generazioni.

West Side Story in lingua originale, con dialoghi in italiano andrà in scena dal 19 al 29 ottobre 2017.

Per le attività collaterali:

giovedì 12 ottobre: in concomitanza con la prova di assieme prevista è stato organizzato un “Open day” sul titolo così strutturato:

Ore 15.30 – 16.30 : 1° Accesso gratuito da parte del pubblico interessato ad assistere alla prova

Ore 17.00 – 18.00 : 2° Accesso gratuito da parte del pubblico interessato per assistere alla prova.

Sabato 14 ottobre, ore 16.00 – Auditorium E.Montale

Conferenza illustrativa a cura di Lorenzo Costa

in collaborazione con l’Associazione Amici del Carlo Felice e del Conservatorio N.Paganini

lunedì 16 ottobre, ore 17.30- Libreria Feltrinelli

incontro con il Cast – a cura del musicologo-compositore Massimo Pastorelli

 

Cristina Atzori, Marina Chiappa

“Turandot” al Teatro Carlo Felice dal 16 al 21 giugno 2017

Venerdì 16 giugno alle ore 20.30, con repliche fino a mercoledì 21 giugno, andrà in scena  Turandot, l’estremo capolavoro di Puccini, nell’ormai classico, applauditissimo allestimento del Teatro Carlo Felice di Genova. La regia è firmata da Giuliano Montaldo, maestro del cinema (Sacco e Vanzetti, L’Agnese va a morire) e della televisione (Marco Polo), genovese doc; le scene, memorabili, sono di Luciano Ricceri, i costumi di Elisabetta Montaldo Bocciardo, le coreografie di Giovanni Di Cicco, le luci di Luciano Novelli. La direzione di Coro e Orchestra del Teatro Carlo Felice è affidata a Giuseppe Acquaviva, che, oltre ad esserne il Direttore Artistico, questa volta ricopre per il Teatro Carlo Felice anche il ruolo di Direttore d’Orchestra (il Maestro Acquaviva si alternerà con Alvise Casellati nelle recite del 20 e 21/6). Il Coro di Voci bianche del Teatro Carlo Felice è guidato da Gino Tanasini.

Dopo la rappresentazione genovese del 2003, che prevedeva il nuovo finale composto da Luciano Berio due anni prima, l’incompiuta Turandot viene ora riproposta con il tradizionale completamento di Franco Alfano (come nell’ultima messa in scena del 2012). Il libretto racconta una fiaba “cinese” ambientata a Pechino, che i librettisti Giuseppe Adami e Renato Simoni trassero dall’omonima fiaba teatrale di Carlo Gozzi (1762). La protagonista, Turandot, è un’algida principessa che dispensa morte per due terzi dell’opera, sciolta solo, nel suo gelo sentimentale, dal Principe Ignoto Calaf, l’unico che, novello Edipo, è in grado di risolvere gli enigmi da lei proposti. Tra personaggi di grande rilievo drammaturgico come quelli dei due protagonisti e altri più leggeri come le macchiette quasi fumettistiche dei tre ministri dell’imperatore Ping, Pang e Pong, uno spazio a sé si conquista la figura di Liù, la dolce schiava che sacrifica la vita per il bene dell’amato principe Calaf. L’opera, che ha sempre esercitato su tutti, amanti e non di Puccini, un fascino quasi stregonesco, per via delle sue inesauribili invenzioni musicali e orchestrali, andò in scena per la prima volta alla Scala il 25 aprile 1926, diretta da Toscanini, che fermò l’esecuzione dopo la scena del sacrificio di Liù, laddove Puccini, cioè, aveva interrotto la composizione per l’aggravarsi della malattia che lo avrebbe portato alla morte di lì a poco. Il cast vocale impegnato nel capolavoro pucciniano è di assoluto prestigio: la protagonista è Norma Fantini, una delle più acclamate Turandot degli ultimi anni, affiancata dall’imponente voce tenorile di Rudy Park nei panni del Principe Calaf. Ma c’è grande attesa anche per il debutto di Serena Gamberoni nel ruolo di Liù. Completano la Compagnia Mihailo Šljivić (Timur), Vincenzo Taormina (Ping), Blagoj Nacoski (Pang), Marcello Nardis (Pong), Max René Cosotti (L’Imperatore Altoum) e Alessio Cacciamani (un Mandarino).

Gli Sponsor di Turandot

IREN S.p.A. – Main Sponsor. “Iren da sempre è attenta alle esigenze dei territori su cui opera con l’offerta dei propri servizi , anche attraverso il sostegno a soggetti che sui territori operano per offrire progetti di carattere culturale, ambientale, sociale; basti pensare che nel 2016 abbiamo sostenuto ben 220 progetti. Lo storico sostegno alla Fondazione Teatro Carlo Felice si sostanzia oggi sempre più in una partnership nella creazione di eventi per i nostri clienti, ma anche per diffondere cultura ambientale e di rispetto per il territorio attraverso il linguaggio dell’arte”

ICLAS – Gruppo GVM Care & Research. “Iclas – Istituto Clinico Ligure di Alta Specialità ha avviato da qualche anno un percorso di collaborazione con il Teatro Carlo Felice, condividendo l’idea di sostenere il patrimonio culturale del nostro Paese, del nostro territorio e della nostra regione. Anche attraverso l’intervento di quest’anno a favore di Turandot, in questo allestimento del Carlo Felice, Iclas ed il Gruppo GVM Care & Research di cui fa parte confermano il loro impegno nel valorizzare le migliori opportunità per i cittadini liguri”.

Un ringraziamento a Latte Tigullio Centro del latte Rapallo S.p.A. che sulle bottiglie del latte ad alta qualità in distribuzione in tutti i negozi e supermercati  ha inserito l’immagine di Turandot.

Le attività collaterali organizzate intorno all’opera:

Sabato 10 giugno –  ore 16.00

Auditorium Eugenio Montale

Conferenza illustrativa: Turandot “Tu che di gel sei cinta”

Relatore: Massimo Arduino

In collaborazione con l’Associazione Amici del Carlo Felice e del Conservatorio N. Paganini

Domenica 11 giugno – ore 11.00

Concerto Aperitivo

La prova d’assieme di Turandot sarà aperta al pubblico

Direttore  Giuseppe Acquaviva

Lunedì 12 giugno – ore 17.30

Libreria Feltrinelli

Incontro con il cast impegnato dell’opera

A cura del musicologo-compositore Massimo Pastorelli

Prosegue la diffusione di parti musicali, anche per l’ ultima opera in stagione, in Via Garibaldi in collaborazione con il C.I.V. La Meridiana.

Visite guidate, su prenotazione, dedicate alla struttura del Teatro e sull’allestimento dell’opera.

 

Turandot

Dramma lirico in tre atti e cinque quadri di G. Adami e R. Simoni Musica di Giacomo Puccini

Direttore d’Orchestra

Giuseppe Acquaviva (16, 17, 18 )

Alvise Casellati

Regia

Giuliano Montaldo

Scene

Luciano Ricceri

Costumi

Elisabetta Montaldo

Coreografia

Giovanni Di Cicco

Luci

Luciano Novelli

Personaggi e interpreti :

Turandot

Norma Fantini (16,18,21)

Giovanna Casolla

Calaf

Rudy Park (16,18, 21)

Mario Malagnini

Liù

Serena Gamberoni (16,18,21)

Maria Teresa Leva

Timur

Mihailo Šljivić

Mandarino

Alessio Cacciamani

Ping

Vincenzo Taormina

Pang

Blagoj Nacoski

Pong

Marcello Nardis

Altoum

Max René Cosotti

Il Principe di Persia

Alberto Angeleri (16,17)

Giampiero De Paoli (18,20)

Antonio Mannarino

Ancelle

Annarita Cecchini (16, 20, 21)

Alla Gorobchenko (17,18, 20, 21)

Simona Marcello (16, 17, 18)

Allestimento Fondazione Teatro Carlo Felice

Orchestra e Coro del Teatro Carlo Felice

Maestro del Coro Franco Sebastiani

Coro di Voci Bianche del Teatro Carlo Felice

M° del Coro di Voci Bianche Gino Tanasini

Repliche

Giugno 2017: Sabato 17 (15.30 F), Domenica 18 (15.30 C), Martedì 20 (20.30 L), Mercoledì 21 (20.30 B).

 

Marina Chiappa

“Maria Stuarda” al Teatro Carlo Felice di Genova dal 17 al 24 maggio 2017

Mercoledì 17 maggio alle ore 20.30, con repliche fino a mercoledì 24 maggio, andrà in scena  Maria Stuarda, tragedia lirica in due atti di Giuseppe Bardari, musica di Gaetano Donizetti, mai rappresentata al Teatro Carlo Felice.

Sul podio, a dirigere per la prima volta a Genova l’Orchestra e il Coro del Teatro Carlo Felice, l’Ucraino Andriy Yurkevych. Direttore musicale della Polish National Opera di Varsavia, dopo essersi diplomato nel 1999 in direzione d’orchestra all’Accademia Statale di Musica M. Lyssenko di Lviv, si è perfezionato con Jacek Kaspszyk al Teatro Lirico Nazionale Wielki di Varsavia e successivamente con Alberto Zedda e Gianluigi Gelmetti all’Accademia Chigiana di Siena. Vincitore del premio speciale al Concorso Nazionale di Direzione d’Orchestra Turchak di Kiev, nel 1996 ha iniziato – ancora studente – a lavorare come direttore d’orchestra stabile presso il Teatro Lirico Statale d’Opera e Balletto di Lviv.

L’opera, da sempre, mette in scena sentimenti vigorosi e passioni assolute. Maria Stuarda di Donizetti ne è un esempio estremo. Nel confronto tra le due regine alla fine del primo atto, il momento di massima tensione della vicenda, Elisabetta I d’Inghilterra rimprovera alla cugina Maria Stuarda i suoi comportamenti privati e politici e questa le risponde con una violenza verbale che non ha paragoni nella librettistica dell’epoca: epiteti che Maria Malibran, prima interprete del personaggio di Maria Stuarda nel debutto dell’opera alla Scala (1835), insistette per cantare, scatenando la reazione delle autorità, che cancellarono il titolo dal cartellone dopo appena sei repliche: uno dei casi più celebri di censura nella storia dell’opera. La trasgressione linguistica alle buone norme del linguaggio librettistico era dovuta, probabilmente, all’inesperienza dell’autore del testo (tratto dalla tragedia omonima di Schiller), Giuseppe Bardari, appena diciassettenne. Un’incoscienza giovanile provvidenziale, perché, grazie a Bardari (che diventerà un magistrato e un patriota ammirato da Garibaldi), Maria Stuarda contiene la scena più forte tra due figure femminili in tutta la storia dell’opera: uno di quei momenti in cui Donizetti, capace di leggerezza come nell’Elisir d’amore e nel Don Pasquale, precorre il Verdi più drammatico. Già verdiana è anche l’opposizione tra i sentimenti privati e le cariche pubbliche, così come la messa in gioco, nelle vicissitudini dei singoli, di valori collettivi di importanza storica: la protestante Elisabetta contro la cattolica Maria Stuarda. Ma Maria Stuarda è soprattutto l’ennesimo omaggio di Donizetti alla donna, alla sua profondità emotiva e alla sua ricchezza caratteriale, tradotte in musica attraverso lo stile del belcanto: Maria come Anna Bolena, come Lucia, come l’Elisabetta del Roberto Devereux.

Nuovo allestimento in coproduzione con la Fondazione Teatro Regio di Parma, è il secondo capitolo del ciclo delle “tre regine” donizettiane, iniziato nella scorsa stagione con Roberto Devereux, la cui regia è interamente curata da Alfonso Antoniozzi. Le Scene sono firmate da Monica Manganelli, i Costumi da Gianluca Falaschi e le Luci da  Luciano Novelli.

Protagonista, un cast straordinario: Maria Stuarda: Elena Mosuc (Desirée Rancatore); Elisabetta:

Silvia Tro Santafe (Elena Belfiore); Roberto, Conte di Leicester: Celso Albelo (Alessandro Fantoni); Giorgio Talbot: Andrea Concetti; Lord Guglielmo Cecil: Stefano Antonucci; Anna Kennedy: Alessandra Paloma.

Le attività collaterali organizzate intorno all’opera:

Lunedì 15 maggio – ore 17.30

Libreria Feltrinelli

Incontro con il cast impegnato nell’opera

A cura del musicologo-compositore Massimo Pastorelli

In occasione della rappresentazione della Maria Stuarda, dal 17 maggio, nel Foyer del Teatro Carlo Felice sarà esposto il progetto solidale “Castelluccio di Norcia, un prezioso fiore nel cuore dell’Italia”, organizzata da AIDDA (Associazione Imprenditrici e Donne Dirigenti d’Azienda). Mostra evento itinerante volta non solo a promuovere una raccolta fondi, ma anche a far conoscere le bellezze di un territorio deturpato dal terremoto del 2016, realizzato in collaborazione con la Maison DAPHNÉ di Sanremo.

Collaborazione con Liceo Artistico Statale Paul Klee-N.Barabino che permette ai proprio studenti di allargare gli orizzonti didattico-culturali attraverso approfondimenti nell’ambito teatrale, cinematografico e scenografico. Il Prof. Francesco Cento, docente del Paul Klee  è il promotore di questa iniziativa e redattore del Vocabolario Donizettiano.

A completamento sono previsti incontri monografici sull’opera direttamente nelle sedi scolastiche interessate per la preparazione degli studenti a cura di Giorgio de Martino, diffusione di parti musicali delle opere in stagione in Via Garibaldi in collaborazione con il C.I.V. La Meridiana.

Visite guidate, su prenotazione, dedicate alla struttura del Teatro e sull’allestimento dell’opera.

Maria Stuarda

Tragedia lirica in due atti di Giuseppe Bardari Musica di Gaetano Donizetti

Direttore d’Orchestra

Andriy Yurkevych

Regia

Alfonso Antoniozzi

Scene

Monica Manganelli

Costumi

Gianluca Falaschi

Luci

Luciano Novelli 

Personaggi e interpreti : 

Maria Stuarda

Elena Mosuc (17, 21, 24)

Desirée Rancatore 

Elisabetta

Silvia Tro Santafe (17, 21, 24)

Elena Belfiore 

Roberto, Conte di Leicester

Celso Albelo (17, 21, 24)

Alessandro Fantoni 

Giorgio Talbot

Andrea Concetti (17, 21, 24)

Lord Guglielmo Cecil

Stefano Antonucci 

Anna Kennedy

Alessandra Paloma

Allestimento Fondazione Teatro Carlo Felice e Fondazione Teatro Regio di Parma

Orchestra e Coro del Teatro Carlo Felice Maestro del Coro Franco Sebastiani

 

Repliche

Maggio 2017: Giovedì 18 (20.30 L), Sabato 20 (15.30 F),  Domenica 21 (15.30 C), Mercoledì 24 (20.30 B).
Marina Chiappa

“A Bit of Italiano” di Francess domenica 7 maggio al Teatro Carlo Felice di Genova

Domenica 7 maggio alle ore 11.00, il ventiseiesimo appuntamento della domenica mattina con i consueti Concerti Aperitivo, sarà dedicato alla presentazione del nuovo disco di FRANCESS “A BIT OF ITALIANO” con Egidio PERDUCA alle chitarre, Mauro ISETTI al basso acustico, Paolo FACCO alle percussioni e l’Orchestra del Teatro Carlo Felice.

Un’anteprima che anticipa l’evento di lunedì 8 maggio alle ore 17.30 presso l’Auditorium di Galata, Museo del Mare, in cui sarà presentato e proiettato il video “Ma se ghe penso – English version” cantato da Francess con la nostra Orchestra.

Nell’occasione ci sarà una breve esecuzione live dell’artista con alcuni elementi dell’Orchestra.

L’iniziativa dei concerti aperitivo, come lo scorso anno, con la partecipazione di Crédit Agricole quale main sponsor della rassegna, conferma l’attenzione di un pubblico genovese sempre più attento e desideroso di novità culturali, abbinate anche alla possibilità di ascoltare della buona musica sorseggiando un aperitivo nel primo foyer, ambiente suggestivo e raffinato a cura di GEMI Piccoli Grandi Eventi.

 

Marina Chiappa

La Traviata dei record al Teatro Carlo Felice

Si è conclusa l’ultima replica di Traviata, l’opera inaugurale del Teatro Carlo Felice di Genova, che ha fatto registrare un’affluenza di oltre 1.600 persone a recita per un totale di 15.000 presenze ma non solo; a questo si aggiunge anche il pubblico virtuale che ha seguito l’opera in streaming con oltre 40.000 visualizzazioni provenienti da 50 Paesi di tutto il mondo. Oltre  ai consueti abbonati e al  pubblico, che segue regolarmente la stagione del Teatro, anche molti giovani e molti neofiti che per la prima volta  hanno deciso di assistere a uno spettacolo lirico.

Un ulteriore conferma che l’Italia deve investire in cultura di alto profilo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“La traviata” al Teatro Carlo Felice di Genova

Da giovedì 15 dicembre alle ore 20.30, al Teatro Carlo Felice, va in scena “La traviata”, melodramma in tre atti di Giuseppe Verdi, su libretto di Francesco Maria Piave, capolavoro drammaturgico tratto dal dramma La dame aux camélias di Alexandre Dumas figlio, a dirigerla sarà la bacchetta di Massimo Zanetti che si alternerà con Alvise Casellati.

Il Carlo Felice propone un proprio nuovo allestimento con la regia di Giorgio Gallione, che, parallelamente alla sua trentennale attività di direttore artistico del Teatro dell’Archivolto di Genova, ha realizzato numerose regie di opere liriche, spaziando dai titoli di repertorio a quelli contemporanei, le scene e i costumi sono firmate da Guido Fiorato.

E’ proprio con Fiorato, spiega Gallione “che abbiamo pensato di ambientare l’opera in un luogo stilizzato, antirealistico, simbolico, sterile, dove dominano vetro e ghiaccio, virato in un bianco e nero “ferito”, solo talvolta, dal rosso del sangue e della vita che, comunque, pulsa.

Forse Violetta muore già nel preludio e l’opera è tutto un allucinato flash back visionario e spettrale. Siamo, anche nei momenti di gioia, imprigionati in una sorta di perenne moritat dove, grazie alla musica di Verdi, il dolore è trasfigurato in modo sublime, ma dove la speranza è assente e la vita rischia di essere nient’altro che una tragica carnevalata”

Nel cast spiccano i nomi di Desirée Rancatore, nel ruolo di Violetta Valéry; il ruolo di Alfredo Germont sarà affidato a Giuseppe Filianoti, mentre Giorgio Germont sarà interpretato da Vladimir Stoyanov. Completano il cast Didier Pieri (Gastone), Paolo Orecchia (Barone), Stefano Marchisio (Marchese), Manrico Signorini (Dottor Grenvil).

Nella Traviata di Verdi e Piave non ci sono re, regine, intrighi di corte o monumentali scenografie pseudostoriche. La protagonista, Violetta Valery, non è una figura nobile, è una donna di facili costumi. Il coro è un’incarnazione di quella stessa società a cui apparteneva il pubblico che il 6 marzo del 1853 andò al Teatro La Fenice di Venezia per assistere alla prima. E la vicenda non è un’invenzione letteraria, ma è ispirata a fatti realmente accaduti nella Parigi di una decina d’anni prima, così come li aveva raccontati Alexandre Dumas figlio nel romanzo La signora delle camelie. Portare la contemporaneità in scena non è mai stato facile, oggi come ai tempi di Giuseppe Verdi. La censura si scandalizzò già a partire dal titolo, che propose di sostituire con Amore e morte, imponendo, in più, una retrodatazione settecentesca, in modo che il pubblico non si sentisse chiamato in causa in prima persona. Le precauzioni censorie, però, non servirono a granché: la prima di Traviata fu un diluvio di fischi e proteste e rimarrà una della “cadute” più clamorose nella storia del teatro d’opera.

Se il soggetto era troppo scabroso per i melomani di allora, la musica non era meno spiazzante. L’audacia della trama mise in moto la creatività di Verdi che, sull’onda di quanto appena sperimentato con Rigoletto, si lanciò in un’altra avventura musicalmente innovativa. Il Preludio a sipario chiuso, ad esempio, non è solo una sintesi dei temi conduttori che si ascolteranno in seguito (quello della morte di Violetta e quello del suo amore per Alfredo). A questa prassi consolidata Verdi dà un significato emotivo nuovo, come se rappresentare fin dall’inizio l’umanità della protagonista, prima ancora che entri in scena, fosse più importante che rispettare i canoni operistici. Le tante anime della personalità di Violetta – spensierata cocotte nel primo atto, compagna fedele di Alfredo nel secondo, capro espiatorio del perbenismo borghese nel terzo – hanno inoltre portato Verdi a tre trattamenti vocali differenti, per i quali, come è noto, occorre una interprete di grande elasticità. E poi, il vero miracolo dell’opera: da un libretto in cui i personaggi si esprimono più in prosa che in poesia, Verdi estrae le sue melodie più cantabili, come nel lungo dialogo in cui il padre di Alfredo, Giorgio Germont, costringe Violetta a rinunciare all’amore per il figlio in nome dell’onore della famiglia: la musica, in questa scena memorabile, porta a galla le emozioni nascoste dietro le parole. E così Verdi dimostra una volta per tutte, modernissimo, che una situazione prosaica può essere fonte di poesia non meno di un mito.

 

Marina Chiappa